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21/11/18

Rasheed Araeen al Baltic




Fino al 27 Gennaio 2019 il  BALTIC ospita la mostra "Rasheed Araeen: A Retrospective", la prima indagine completa sul lavoro dell'artista pachistano. La mostra, allestita nelle gallerie BALTIC livello 3 e livello 2, presenta un corpus di opere che ha avuto una profonda influenza sulle  generazioni di artisti, scrittori e pensatori.

La mostra è strutturata in cinque capitoli: dai primi esperimenti in pittura a Karachi negli anni '50 e primi anni '60,  poi le sue strutture geometriche prodotte dopo il trasferimento a Londra nel 1964, i pezzi chiave degli anni '70 e '80 in seguito al risveglio politico di Araeen,  ci sono anche i nove pannello cruciforme opere degli anni '80 e '90 e una selezione dei suoi nuovi dipinti geometrici e strutture murarie.



Una retrospettiva è stata presentata per la prima volta al Van Abbemuseum di Eindhoven ed è curata da Nick Aikens.

Nato e cresciuto in Pakistan, Rasheed Araeen (1935) si è formato come ingegnere prima di trasferirsi in Europa negli anni '60 per diventare uno dei pionieri della scultura minimalista in Gran Bretagna. 





20/11/18

Un Testa piena di "ismi"


 Foto Daniele Bottallo

Lo spazio espositivo delle Sale Chiablese, parte del meraviglioso complesso dei Musei Reali di Torino, propone una mostra omaggio all’articolato lavoro di Armando Testa, storico grafico italiano di fama internazionale.


L'esposizione, molto minimale, presenta alcuni delle famose ideazioni pubblicitarie che hanno segnato la storia italiana dell’immagine promozionale di note aziende come i noti Caballero e Carmencita della Lavazza o il celebre logo di Punte e Mes.


Articolano la mostra anche alcuni dei famosi video pubblicitari che venivano trasmesse duranti il celebre Carosello e personali ricerche artistiche legate ad un percorso più mistico/ironico.

Nel complesso un omaggio un poco limitato che offre pochi spunti di approfondimento. 





19/11/18

Arte ma soprattutto luoghi d’arte ...


Dal sito di Science




A seguito di un recente articolo su Science dello staff di Albert-Làszlò Barabási pare che il luogo di esposizione sia una delle parti significative del successo per un artista.

Almeno questo risulta da una vasta analisi di dati realizzata da una equipe di ricercatori che hanno vagliato una marea di numeri fra artisti, gallerie, musei e case d’aste di questi ultimi decenni, il risultato evidenza come il ruolo dello spazio espositivo possa vere un ruolo significativo.

Via non ci voleva molto per capire che se un artista espone al Moma o presso una grande galleria sicuramente ha più possibilità di successo e di notorietà, ma ora anche i dati confermano questa sensazione.

Fra le strutture di maggior garanzia di tenuta ci sono il Museum of Modern Art di New York, le Gagosian Gallery,  Pace Gallery, la rete delle Tate, il Centre Pompidou, ma anche Paula Cooper Gallery di New York, la Galerie Krinzinger di Vienna, la Galerie Thaddaeus Ropac di Paigi e la Galerie Max Hetzler a Berlino.





1969. Olivetti formes et recherche, una mostra internazionale

C.T. Castelli e R. Pieracini (Studio Sottsass jr.), manifesto della mostra Olivetti formes et recherche,
Parigi, Musée des Arts Décoratifs, 20 novembre 1969 – 1 gennaio 1970, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea.



Per la stagione invernale CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia e l'Associazione Archivio Storico Olivetti presenterà la mostra "1969. Olivetti formes et recherche, una mostra internazionale" una selezione di fotografie dell'omonima mostra che la Società Olivetti organizzò nel novembre del 1969 a Parigi, che proseguì a Barcellona, Madrid, Edimburgo e Londra, per concludersi infine a Tokyo nell'ottobre 1971. 


A cinquant’anni anni dalla prima esposizione, la mostra odierna -, curata da Barbara Bergaglio e Marcella Turchetti e aperta al pubblico in Project Room a CAMERA dal 6 dicembre 2018 al 24 febbraio 2019 - , ricostruisce e restituisce non soltanto i contenuti di quella storica mostra, curata dall'architetto Gae Aulenti, ma anche la storia dei personaggi che gravitavano dentro e intorno alla società Olivetti e a quella cultura: da Giorgio Soavi a Lord Snowdon, da Ettore Sottsass a Mario Bellini, da Renzo Zorzi a Italo Calvino.



U. Mulas, Italo Calvino nel box della scrittura, mostra - Olivetti formes et recherche, Parigi, Musée des Arts

Décoratifs, 20 novembre 1969 – 1 gennaio 1970, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea.
Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti  riservati. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano - Galleria Lia Rumma, Milano /Napoli.



Oltre 70 fotografie provenienti dall'Associazione Archivio Storico Olivetti offrono la possibilità di raccontare l'ormai leggendaria esposizione nelle sue diverse tappe, attraverso servizi fotografici di grandi maestri: da Ugo Mulas per l'edizione parigina, ad Alberto Fioravanti e Giorgio Colombo per Madrid e Barcellona, a Tim Street-Porter a Londra. Ulteriori documenti di approfondimento arricchiscono il racconto per immagini: il filmato per la regia di Philippe Charliat, con commento di Riccardo Felicioli, che è un vero e proprio viaggio di scoperta attraverso una città buia e misteriosa, dove Gae Aulenti guida il visitatore all'incontro con la Olivetti; il catalogo con testi di Giovanni Giudici - un anti-catalogo se inteso nel senso tradizionale del termine - che costituisce la chiave di interpretazione dei linguaggi e delle tecniche compositive che sono state approntate nel progetto dell'esposizione; il manifesto della mostra ideato da Clino T. Castelli, che ridisegna un nuovo e diverso uomo vitruviano generatore di una varietà di movimenti e forme, distante da soluzioni standard definitive. 


La mostra a CAMERA si sviluppa attraverso le immagini originali dell'Archivio di Ivrea con l'obiettivo, oltre che di rievocare la stagione effervescente e dinamica di quegli anni, anche di proporre un pensiero che, con incredibile e ancora attualissima modernità, coniugava arte, industria, design, produzione e creazione di valore, a partire dal mondo del lavoro. 
L'esposizione costituisce, quindi, anche un'occasione unica per il pubblico di conoscere un grande modello di impresa responsabile, la cui "immagine" è portavoce della cultura creativa più avanzata del tempo e oggi riconosciuta come patrimonio dell'UNESCO.

La mostra, nella primavera del 2019, sarà trasferita ad Ivrea, negli spazi del Museo Civico "P.A. Garda".

18/11/18

Collezione Ubi Banca



Da sempre le banche sono state grandi collezionisti del pregiato lavoro artistico italiano, ora il gruppo Ubi Banca, che raccoglie decine di enti locali sta mettendo sul web il grande patrimonio per una fruizione ampliata e utile alla comunità sociale.

Le opere in collezione di UbiBanca vengo così rese facilmente fruibili per un approccio culturale.

Un bel sito strutturato in diverse sezioni di “navigazione” con percorsi storici o dedicati a raccolte specifiche. Ci sono anche spazi dedicate alle notizie, rassegne e manifestazioni culturali in corso.



CS

Il sito arte.ubibanca.com e il canale Instagram @arteubibanca promuovono e diffondono l'arte e la cultura attraverso la pubblicazione di informazioni sul patrimonio artistico di UBI Banca e sui programmi delle istituzioni culturali dei territori che la Banca sostiene.

arte.ubibanca.com ha sette rubriche di news, una sezione dedicata ai palazzi, gli archivi e le raccolte di provenienza del patrimonio artistico, e un motore di ricerca libera e avanzata per una navigazione a più livelli, caratterizzata da un linguaggio non accademico, divulgativo e accurato che garantisce un accesso realmente alla portata di tutti. Attualmente sono pubblicate le descrizioni di 250 opere; con il tempo, il catalogo si amplierà fino a comprendere una rilevante parte della collezione, che conta circa 6.000 opere.
@arteubibanca pubblica immagini e testi destinati soprattutto alle giovani generazioni relativi alla collezione d'arte e alle iniziative culturali dei territori in cui la Banca opera.
Il sito e il canale Instagram sono per ora redatti in italiano; nei prossimi mesi verrà predisposta anche la versione inglese.
arte.ubibanca.com è a cura di Antonella Crippa, curatrice responsabile della collezione di UBI Banca; i testi sono di Antonella Crippa, Enrico De Pascale, curatore e conservatore della raccolta proveniente dalla Banca Popolare di Bergamo, Carlo Sisi, conservatore della Fondazione Ivan Bruschi di Arezzo, e Giulia Toso, del presidio UBIARTE. Le schede delle opere e le note biografiche degli artisti sono state redatte a cura di Bolis Edizioni con la consulenza di Mario Marubbi, docente di Storia dell'Arte presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore.
Le immagini sono state realizzate da numerosi fotografi o messe a disposizione di varie istituzioni; abbiamo posto ogni possibile cura per una corretta individuazione e citazione dei crediti fotografici ma siamo a disposizione degli aventi diritto per eventuali inesattezze.
La realizzazione del sito è di UBI Sistemi e Servizi.





17/11/18

Informale italiano




Un’altra interessante occasione d’arte moderna ci viene offerta dalla nuova collaborazione tra la Fondazione Crc e la GAM di Torino, con la mostra "Noi continuiamo l’evoluzione dell’arte".

Dopo il bel progetto sulla Pop Art italiana degli anni sessanta è la volta dei mitici anni cinquanta con una piacevole carrellata di opere d’arte che indagano questo importante momento dell’arte italiana che sperimentava le forme informali.

L’elegante Complesso di San Francesco di Cuneo ospita, in un pratico allestimento, una serie di lavori che iniziano dalla comunità artistica torinese, prossima alla cultura francese che all’epoca dominava il sistema dell’arte, per indirizzarsi verso le diverse espressioni che si sono sviluppate in Italia in queste rapida stagione artistica.

Stupende pitture di Trancredi, Enrico Paulucci,  Giuseppe Santomaso, Piero Ruggerri e tanti altri.




Il percorso, ideato dal curatore e direttore della GAM Riccardo Passoni, si conclude nelle diverse cappelle e nell’abside dove un bosco di sculture presenta diverse declinazioni delle articolate possibilità del fare informale, con opere di Mirko Basaldella, Alberto Burri, Ettore Colla, Pietro Consagra, Nino Franchina, Franco Garelli, Umberto Mastroianni, Giuseppe Tarantino.

La mostra è ad ingresso gratuito e durerà fino al 20 Gennaio, con l’orario di apertura dal martedì a sabato, dalle ore 15,30 alle 18,30, domenica dalle ore 11 alle 18.30.

Il progetto espositivo è stato reso possibile col sostegno di diversi enti: Egea, Merlo, Ubi Banca, Generali oltre alla Fondazione Crc.





16/11/18

Antoon van Dyck a Torino




Oggi presso le  Sale Palatine della Galleria Sabauda, dei Musei Reali di Torino,  apre al pubblico la straordinaria mostra dedicata ad Antoon van Dyck (Anversa, 1599 - Londra, 1641), uno dei più grandi artisti del Seicento europeo, il miglior allievo di Rubens che rivoluzionò l’arte del ritratto del XVII secolo. Personaggio di fama internazionale, gentiluomo dai modi raffinati, artista geniale e amabile conversatore, Van Dyck fu pittore ufficiale delle più grandi corti d’Europa. 




Attraverso un percorso espositivo che si dispiega in quattro sezioni, 45 tele e 21 incisioni, la mostra Van Dyck. Pittore di corte intende far emergere l’esclusivo rapporto che l’artista ebbe con le corti italiane ed europee. Dipinse capolavori unici per elaborazione formale, qualità cromatica, eleganza e dovizia nella resa dei particolari, soddisfacendo le esigenze di rappresentanza e di status symbol delle classi dominanti: dagli aristocratici genovesi ai Savoia, dall’arciduchessa Isabella alle corti di Giacomo I e di Carlo I d’Inghilterra. 
Le sue opere sono un modo per entrare nel fastoso universo seicentesco, per scoprire le ambizioni dei personaggi che si fecero ritrarre dalla “gloria del mondo”: così Carlo I amava definire il maestro fiammingo, per accrescere il lustro e il prestigio della corte. 





Proprio in Italia, dove Van Dyck soggiornò per sei anni, dal 1621 al 1627, visitando numerose città e dove potè approfondire lo studio dell’arte italiana e in particolare quella veneta, avviò i contatti con l’aristocrazia genovese, i sovrani torinesi e i duchi di Firenze, committenti che lo condussero a  specializzarsi nella ritrattistica. Formandosi sui modelli di Tiziano e rispondendo alle esigenze celebrative della committenza, Van Dyck elaborò un genere del tutto personale, caratterizzato da una grande perfezione formale. Opere come la Marchesa Elena Grimaldi Cattaneo, il Cardinale Guido Bentivoglio, Emanuele Filiberto Principe di Savoia, l'Arciduchessa Isabella Clara Eugenia in abito monastico, Il Principe Tomaso di Savoia Carignano, Carlo I e la Regina Enrichetta Maria sono esempi sublimi dei suoi ritratti che, per la naturalezza e spontaneità dei gesti, per la cura estrema nella resa dei materiali preziosi come sete e merletti, per le pennellate impalpabili che creano atmosfere vibranti e seducenti, esercitano ancora oggi un fascino irresistibile. 

Grandi e importanti sono anche le tele dedicate ai miti, i cui racconti erano tanto in voga nell’iconografia del tempo, come Giove e Antiope, Amarilli e Mirtillo, Vertumno e Pomona e Venere nella fucina di Vulcano. 






All’artista i Musei Reali di Torino e Arthemisia dedicano una grande esposizione  incentrata sulla sua vasta produzione di ritratti e non solo: le opere, 45 dipinti e 21 incisioni, provengono dai musei italiani e stranieri più prestigiosi come la National Gallery di Washington, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Londra e la Collezione Reale inglese, la Scottish National Gallery di Edimburgo, il Museo Thyssen-Bornemiza di Madrid, il Kunsthistorishes Museum di Vienna, l’ Alte Pinakotek di Monaco, il Castello Arcivescovile di Kromeriz presso Praga, le Gallerie degli Uffizi, i Musei Capitolini di Roma, la Ca’ d’Oro di Venezia, la Galleria Nazionale di Palazzo Spinola, il Palazzo Reale e i Musei di Strada Nuova di Genova, in dialogo con l’importante e corposo nucleo di capolavori della Galleria Sabauda

La mostra è organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali - Musei Reali di Torino e al Gruppo Arthemisia, con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino


La cura dell’esposizione è affidata ad Anna Maria Bava e Maria Grazia Bernardini e a un prestigioso comitato scientifico, composto da alcuni tra i più noti studiosi di Van Dyck quali Susan J. Barnes, Piero Boccardo e Christopher Brown


L’iniziativa è sostenuta da Generali Italia attraverso Valore Cultura, il programma per promuovere l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e  trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso. 


La mostra vede come special partner Ricola, sponsor tecnico Trenitalia e radio partner Radio Dimensione Suono. L’evento è consigliato da Sky Arte. Il catalogo è edito da Arthemisia Books



Menarini Pills of Art





 Piacevolmente istruttivo il nuovo sito multimediale di Menarini che con la sezione "Menarini Pills of Art" propone un divertente approccio alla storia dell’arte italiana.

Con questa iniziativa il gruppo Menarini entra nei musei per far conoscere le curiosità legate alle opere dei più celebri artisti rinascimentali

Un’iniziativa che conferma la vocazione artistica dell’azienda che, da più di 60 anni, pubblica ogni anno una monografia inedita dedicata ai grandi “maestri della bellezza”: una tradizione iniziata nel 1956, che continua nel tempo e si evolve.

In questa sezione, attraverso dei brevi video, faremo un viaggio nella storia dei nostri volumi d’arte, raccontando aneddoti delle opere più famose che sono state, o che saranno, protagoniste dei nostri volumi. In questa avventura saremo accompagnati da “guide” d’eccezione: una su tutte il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt.


15/11/18

Schegge di speranza alla Fondazione Merz con Petrit Halilaj





Un lampo di vita fa esplode il letto portandoci fra dolore e speranza






La vita, come i sogni, è un teatro in cui tutti noi attraversiamo esperienze, con i nostri desideri, paure, dubbi che prendono il volo.




Ci accompagnano musiche antiche che risuonano nei nostri attimi.

Ogni luogo è simili, ogni esistenza è in continuo stravolgimento.

Restano i coraggiosi che salvano le speranze e producono gioia.













Petrit Halilaj con Shkrepëtima alla Fondazione Merz fino al 3 Febbraio 2019

14/11/18

Storie milanesi



Oggi ho trovato questo bel sito Storie Milanesi che unisce la storia di una città (Milano) e alcuni sui personaggi legati alle arti visive.

Si tratta di un progetto della Fondazione Adolfo Pini, curato da Rosanna Pavoni, con la collaborazione di diversi enti : Associazione Amici di Lalla Romano, Associazione ‘Per Mario Negri-Per la Scultura’, Casa del Manzoni, Centro Artistico Alik Cavaliere, FAI – Fondo Ambiente Italiano villa Necchi Campiglio, Fondazione Achille Castiglioni, Fondazione Boschi Di Stefano, Fondazione Franco Albini, Fondazione Corrente – Studio Treccani, Fondazione Studio Museo Vico Magistretti, Museo Bagatti Valsecchi, Museo Poldi Pezzoli, Spazio Tadini, Studio Museo Francesco Messina.

Semplice, ben fatto, multinformativo e anche in inglese.

Visitandolo si scoprono tanti stupendi angoli di questa trascurata città e personaggi affascinanti.

Visitatelo e fatemi sapere le vostre impressioni, d.o)