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28/02/10

Damien Hirst



Oggi probabilmente l’artista vivente più famoso. Soprattutto dopo la sua opera “The Physical Impossibility Of Death In the Mind Of Someone Living” (cioè L'impossibilità fisica della morte nella mente di un vivente), una teca dentro cui è posto uno squalo tigre in formaldeide, che lo ha reso famoso e al centro di continue polemiche e attenzione da parte dei media.

Abile promotore di se e di quel gruppo conosciuto come YBAs (Young British Artists) in cooperazione con il pubblicitario anglo-iracheno Charles Saatchi, ha saputo poi continuare autonomamente e creare opere sempre più “originali e pubblicitarie” in un delicato equilibrio fra bellezza e senso di morte.
Proprio la morte è il suo tema dominante che ha approfondito in diverse forme estetiche spesso anche con risultati discutibili.

Tutto quello che ci avvicina o ci allontana da questo attimo è stato preso in considerazione, la medicina, la religione, la sofferenza, i resti (le ossa)…. Spesso poi corpi di animali che morti lo sono e di cui ci affascina la delicatezza come le ali delle farfalle.

Un altro aspetto che me lo rende simpatico e la sua sfacciataggine nel gestire il mercato dell’arte, su cui ha saputo, fino ad ora, giostrarsi allegramente e saper cavalcare i vari momenti più o meno alti di questa realtà.

26/02/10

Prossimi eventi

Finalmente arriva la primavera che quest’anno offre una ricca messe di arte che attraversa tutto il novecento. 

Partendo da Venezia, si può vedere il rinnovato allestimento scultoreo di Ca’ Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna, che ci propone un’antologica della scultura del secolo scorso, nel rinnovato stupendo secondo piano, iniziando dal Pensatore di Rodin fino ad uno sguardo invisibile di Arturo Martini. Si prosegue a Palazzo Reale a Milano per visitare la bella mostra su Egon Schiele e il suo tempo, ripercorrendo una Vienna inquieta e sensuale fra le opere di Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser, per arrivare a Torino e affascinarsi alla Galleria di Arte Moderna con la mostra fra design ed arte “Keep Your Seat: Stai al Tuo Posto”.

Se poi si progetta una gita al mare una vicina meta è Nizza, che propone fra le tante occasioni la rinnovata Villa Arson che ha in corso una bella collettiva di artisti contemporanei internazionali “Double Bind, arrétez d’essayer de me comprendre!”, mentre il museo di Arte Asiatica offre un magico sguardo sull’India.


Un poco più lontano, ma sicuramente per gli appassionati vale un giro, l’antologica su Lucian Freud al Centre Pompidou e al Museo d’Orsay la suggestiva mostra “Delitto e Castigo”. 

Mentre a Londra una grande mostra sulla corrispondenza fra le lettere di Van Gogh e le sue opere è l’evento più interessante alla Royal Academy, segnalo anche che al British Museum sta per concludersi una stupenda esposizione sui nativi nord americani. 

Se si vogliono cose più contemporanei bisogna aspettare a Giugno quando il Castello di Rivoli, con la nuova gestione, riprenderà con una fitta rassegna di eventi e mostre.

25/02/10

Lucian Freud



Il Centre Pompidou di Parigi dedica dal 10 Marzo fino al 19 Luglio 2010 una mostra antologica a Lucian Freud, oggi ottantottenne, una figura di grande rilievo nella pittura contemporanea. Si tratta di un tributo che presenta una straordinaria collezione di dipinti che ripercorrono il suo percorso lavorativo in forma antologica. Sono state selezionate una cinquantina di dipinti di grande formato, completati da una selezione di opere grafiche, in gran parte provenienti da collezioni private, e corredate con una serie di rare fotografie realizzate negli studi londinesi dell'artista.
Infatti la mostra è organizzata intorno al tema dello studio, approccio già trattato nel passato da grandi artisti come Rembrandt, Courbet, Picasso. Questo sistema di lavoro è fondamentale per la pittura e la pratica di Lucian Freud, di cui è diventato nel tempo un maestro.

L’evento riunisce in una superficie di oltre 900 m2, opere di grandi dimensioni. Raccolte in un suggestivo interno espositivo sono proposti ritratti, studi dei sui vecchi maestri, una serie di autoritratti e i recente e imponenti profili di Leigh Bowery e Big Sue, capolavori del pittore.

L'unicità dei lavori di Lucian Freud è nella meticolosa ritrattistica, molto spesso nudi, per cui l’arista può dire: "Voglio che la pittura sia la carne o (...)" ancora "Per me la pittura è la persona", Il modello è osservato nel mondo chiuso del suo laboratorio, lo studio del pittore.

Lucian Freud dipinge solo quello che percepisce in questo luogo chiuso, i modelli e il loro mondo. Inserendo in secondo piano, nei suoi quadri, mobili e rarefatti oggetti, propone il suo universo. Tutto quello che si trova nello studio diventa parte di questo suo spazio di vita, nella sua pittura; riconoscibili e ricorrenti composizioni che appaiono in diverse opere: piante verdi, un divano scoppiato, poltrone, letti, lavelli, pareti con tappezzerie vissute. Sono il paesaggio oggettuale costruiti a poca distanza fra lo sguardo dell’artista e il modello. A tal motivo le opere portano come titolo l’indirizzo dei suoi studi, avuti nei diversi anni. Passando da Paddington, dove si era trasferito nel 1943, fino a trenta anni dopo a Notting Hill, attraverso il loft di Holland Parco.

Le forme del moderno



Dal 6 Marzo nei magnifici saloni di Ca’ Pesaro, sede della Galleria Internazionale d’Arte Moderna a Venezia, al II piano ci accolgono una trentina di grandi sculture appartenenti alla celebre collezione plastica di Ca’ Pesaro, in un percorso completamente nuovo, che privilegia valori formali e accostamenti inediti. La mostra si snoda negli spazi sontuosi dell’androne longheniano al piano terra e del monumentale secondo piano - oltre mille metri quadri di eccezionale pregio architettonico e impagabile qualità luminosa - recentemente restituiti a funzione museale, che consentono , finalmente, di esporre opere per molto tempo non accessibili al pubblico.

Le Forme del moderno è una proposta di rilettura, oltre che di riallestimento, in cui opere e spazi entrano in relazione organica.
Il vasto spazio dell’Androne al piano terra è dedicato alla rappresentazione scultorea della forma umana, con sei grandi opere che ne esemplificano la doppia polarità, femminile e maschile, in periodi e con linguaggi diversi. Il percorso prosegue al secondo piano. Qui le sculture si susseguono secondo una direttrice d’indagine formale che dalla linearità conduce man mano a una prevalenza della materia.

Nel grande Salone, ove è esposto in permanenza, per tutta la lunghezza delle pareti, il ciclopico fregio di Artistide Sartorio con il Ciclo della vita (240 mq di superficie pittorica in 14 pannelli con 128 figure “più grandi del vero”), l’originale pittura scultorea di quest’opera, caratterizzata da una costruzione formale in cui prevale la linea e l’assimilazione della cultura classica, viene posta in relazione con una serie di sculture che, nel loro plasticismo figurativo, muovono da influenze classiche verso nuove sintesi. Ecco allora – dal Pensatore (1880) e dai Borghesi di Calais (1886) di Rodin, alla Resurrezione (1904) di Bistolfi, fino alla Nuvola di de Toffoli (1955) - i trapassi dalla contorsione della forma all’eleganza di un più moderno linearismo e la ricerca di una semplificazione del tessuto compositivo.

Nel saloncino si lascia spazio a nuove ricerche plastiche condotte tra stilizzazione e ritmi dinamici; la forma e la linea perdono importanza, l’opera si identifica con la materia informe e il segno gestuale, è resa oggetto di sperimentazione, perde fisionomia, mentre si tenta la coniugazione di pittura e scultura. Sono qui esposti, tra l’altro, un Plurimo di Vedova (1964), oltre a opere in rame e in bronzo di Kemeny, Milani, Calò, ma anche tele di Gaspari o di Plessi.

L’ultima saletta è un omaggio a tre grandi maestri: Medardo Rosso, Adolfo Wildt e Arturo Martini. Dalle ricche collezioni del museo, sono stati qui selezionati celebri capolavori che hanno in comune un apparente mutismo dello sguardo: sguardi invisibili, dunque, ma capaci di tracciare tra loro, su linee diverse, un sorprendente dialogo a occhi chiusi .

La mostra, curata da Silvio Fuso, Matteo Piccolo, Giandomenico Romanelli e Cristiano Sant, si pone, oltre che come perfetta proposta di recupero e riallestimento museale, anche come il primo appuntamento del programma per il 2010 di Ca’ Pesaro, quasi interamente dedicato alla scultura. A Le forme del moderno, faranno infatti seguito, a settembre, la grande retrospettiva intitolata al britannico Toni Cragg (Liverpool, 1949, leone d’oro alla Biennale ’88), oltre a un prezioso approfondimento sulla grafica di Arturo Martini, che troverà spazio nell’area del museo dedicata alle proposte di ricerca e di indagine, la Sala 10 al primo piano.

LE FORME DEL MODERNO
Scultura a Ca’ Pesaro - Da Medardo Rosso a Viani, da Rodin ad Arturo Martini
Sede: Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Santa Croce, 2076, Venezia
Apertura al pubblico: 6 marzo – 18 luglio 2010
Orario: 10/17 (biglietteria 10/16), chiuso lunedì

BIGLIETTI
Ingresso con il biglietto del museo
Intero 6,50 euro
Ridotto 4,00 euro
Ragazzi da 6 a 14 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di ragazzi; studenti* dai 15 ai 25 anni; accompagnatori (max. 2) di gruppi di studenti; cittadini ultrasessantacinquenni; personale* del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; titolari di Carta Rolling Venice; soci FAI

National Gallery - Paul Delaroche



Alla National Gallery prende avvio dal 24 Febbraio al 23 Maggio 2010 una doppia presentazione delle opere di Paul Delaroche, uno dei pittori più celebri del suo tempo. Questo artista fu uno dei più grandi pittori neo-classici e romantici, realizzò opere di successo spesso superiore a quella dei suoi contemporanei, Ingres e Delacroix.

La prima occasione proposta dalla National Gallery è presso la Sainsbury Wing Exhibition con il monumentale lavoro dedicato a Lady Jane Grey. Quest’opera è probabilmente il miglior esempio di questo genere storico. Esso raffigura il momento prima della l'esecuzione della giovane regina nel 1554, dopo un regno di soli nove giorni, un soggetto toccante e inquietante per il suo intenso realismo.

Attraverso i disegni preparatori e bozzetti, questa mostra ripercorre la lenta e attenta gestazione del dipinto. Si pone anche nel contesto più ampio di pittura di storia del tempo. Importanti precedenti vengono visualizzati insieme alle grandi opere che hanno creato la reputazione Delaroche negli anni dal 1820 al '30.


La seconda è presso la Stanza 1 (Room 1) con l’opera recuperata “Charles I offeso dai soldati di Cromwell”. Per decenni il quadro fu appeso nella splendida collezione di dipinti a Bridgewater House, la casa londinese della famiglia Ellesmere. Fino a quando l’ 11 maggio 1941, Bridgewater House viene colpita da una bomba tedesca. L’opera appesa in sala da pranzo, riceve diverse schegge che ne danneggiano parte della superficie, l’opera allora fu arrotolata ed evacuata in una casa in Scottish Borders, dove è rimasta sola e sicura per quasi 70 anni. E’ stata srotolato per la prima volta soltanto nell'estate del 2009. Nonostante il danno, i restauratori contati circa 200 schegge, l'immagine è stata resa interamente leggibile e non ha perso nulla della sua emotiva intensità.

Il dipinto fu presentato al Primo Salone di Parigi nel 1837, “Charles I offeso dai soldati di Cromwell” è uno dei più grandi dipinti sui temi di storia inglese di Paul Delaroche.

Il re è indicata nei giorni prima della sua esecuzione nel 1649, vittima di bullismo da parte delle truppe di Cromwell. In questo lavoro, Delaroche era in grado di implicare sorprendente parallelismi tra il destino struggente di Carlo e il recente corso della storia francese.

Tutte le info al sito http://www.nationalgallery.org.uk/

Le lettere di Van Gogh alla Royal Academy of Arts



Alla Royal Academy of Arts diverse proposte, sicuramente la più popolare la mostra intitolata “ Le lettere di Van Gogh”, di cui recentemente sono state presentate tutte le corrispondenze conosciute in un’edizione ricercata e approfondita. Per l’occasione sono presentate oltre 35 lettere originali, raramente esposti al pubblico a causa della loro fragilità, insieme a 65 dipinti e 30 disegni che esprimono i temi principali che si ritrovano all'interno della corrispondenza stessa proposta. Si tratta della prima grande mostra dedicata a Van Gogh a Londra da oltre 40 anni, un’occasione unica di gettare uno sguardo nella mente complessa di questo affascinante artista. Vincent Van Gogh è stato un personaggio che ha affascinato per la sua incredibile esistenza e la stupenda produzione artistica. L’evento si caratterizza proprio per questa particolare ed avvincente occasione di poter percorrere parallelamente le opere artistiche accompagnate dalle singole lettere che l’artista inviava al fratello e a tutti i suoi amici.

L’evento è organizzato da Ann Dumas della Royal Academy of Arts, Londra, in collaborazione con Leo Jansen, Hans Luijten e Nienke Bakker del Van Gogh Museum di Amsterdam. E’ possibile consultare e vedere alcune lettere visitando il sito www.vangoghletters.org

Sempre alla Royal Academy è possibile guardare una mostra dedicata a Paul Sandby, per ricordarlo al suo bicentenario della morte. Si tratta di una figura particolarmente famosa nel diciottesimo secolo in Gran Bretagna. La mostra propone oltre 80 opere di quello che fu considerato il 'padre della pittura ad acquarello inglese'.

Conclude la proposta la presentazione, nello spazio Tennant, della collezione dell’architetto John Yenn RA (1750 - 1821), grande collezionista di disegni ed acquarelli, fra cui la nota vista della cattedrale di Durham e della Abazia di Battel. Ma sono presenti anche gli affascinanti acquarelli della Valle Crucis Abbey e del Castello di Kenilworth.

Schiele e il suo tempo



Dal 25 febbraio al 6 giugno Palazzo Reale ospiterà la mostra “Schiele e il suo tempo”, realizzata dal Comune in collaborazione con il Leopold Museum di Vienna, sede della maggiore raccolta al mondo di opere del grande artista austriaco.

La mostra ci offre il clima culturale della Vienna di un secolo fà, quando immersa nella Secessione, attraversa e scopre un mondo che influenzerà tutto il globo, arrivando fino al 1918, anno segnato dalla fine della prima guerra mondiale e dalla morte di Klimt e Schiele.

Della ricca produzione di Schiele sono state selezionate alcune delle opere più intense, si potranno così ammirare: Donna inginocchiata in abito rosso (1910), Moa (1911), Autoritratto con alchechengi (1912), Case con bucato colorato (1914), Donna accovacciata con foulard verde (1914), Nudo disteso (1917). Accanto ad esse altri capolavori dell’Espressionismo austriaco come Ritratto di Henryka Cohn del 1908 di Richard Gerstl, Venere nella grotta del 1914 di Koloman Moser, Autoritratto con una mano che sfiora la guancia del 1918-1919 di Oskar Kokoschka, che per la prima volta sono riuniti insieme in un progetto ambizioso, completo ed esaustivo.

Egon Schiele è forse l’artista che ha saputo meglio esprimere un tormento del corpo e dell’anima, in figure di incredibile intensità e bellezza. Anatomie di corpi in posture impossibili, sguardi intensi e persi nel mondo della nascente psichiatria freudiana.

La mostra più importante della stagione primaverile milanese è curata da Franz Smola. L’esposizione propone più di 40 dipinti e opere su carta di Schiele, accompagnati da altrettanti capolavori di artisti suoi contemporanei: Klimt, Kokoschka, Gerstl, Moser per un totale che supera le 80 opere di grande pregio e bellezza.

24/02/10

Bruce Nauman




Inizialmente interesse alla matematica e alla fisica sposta poi il suo percorso di studi vero l’arte, prima in forma pittorica poi verso la scultura, e pian pianino verso forme all’epoca più sperimentali, quali la performance e il cinema/video.
Creatore di processi rabdomantici, tentativi instabili di forme, si caratterizza per essere un ricercatore di situazioni casualisti ed esperienze che trasforma in un percorso in continua sperimentazione.
Oggi è fra gli artisti viventi storici più seguito dalle giovani generazioni che vedono nel suo lavoro molto spurio e liberatorio una esempio attuale e condivisibile.
La sua produzione artistica è molto variegata e i temi quotidiani del vivere risultano forti, anche se in generale non esiste un percorso definito e continuativo. L’attenzione principale è posta proprio sulla banalità del gesto quotidiano, un tentativo di mettere attenzione al nostro fare e al muoversi in uno spazio. Spesso il suo lavoro ha una declinazione ironica, che se approfondita rivela forti aspetti critici al sistema contemporaneo, forse per questo ora si è ritirato ad allevare cavalli.
"C’è una certa tendenza a confondere le cose, ad assicurarsi che la gente sappia che si tratta d'arte, mentre l’unica azione da fare è esporla, lasciare che faccia da sola. Credo che la cosa più difficile sia presentare un’idea nella maniera più diretta”. Bruce Nauman.

Pensieri sull’arte – arte visiva o altro?




Un altro aspetto molto interessante è, oltre alla vasta produzione artistica, il senso di questa attività. Che cosa vuol dire fare arte visiva oggi.

In questo ultimo secolo l’arte visiva è passata da testimone e documentazione del mondo, ruolo passivo, a promotore e testimone del mondo, ruolo attivo.

Se prima il mondo veniva registrato e documentato tramite l’arte ora l’artista tenta di essere egli stesso artefice di questa trasformazione, di poterne attivamente, dare forma e possibilità.

Così facendo, spinta anche dai cambiamenti socio-economici, ha mutata sempre di più il suo senso e il suo ruolo, confondendosi in altri ambiti e in altre competenze. Questo lo si vede bene dal passaggio dalle sue forme classiche, la pittura e la scultura, a nuovi media e molteplici linguaggi. Al fine di poter agire con più incisività nel tessuto sociale e mantenere sempre un ruolo significativo.

Tale situazione ha generato da una parte una specializzazione sempre più forti, nelle tematiche e nei modi, col rischio di autoreferenzialità e un limitato consenso in quanto settorializzata, e dall’altra un confondersi con altri sensi e ruoli. Così i confini di ogni “disciplina” (arte, scienze, letterature …) si sovrappongono con altre e con altri mondi/processi/arti dando in qualche modo più spazio ma anche facendole perdere il suo “magico” fascino.

A tutto ciò si aggiunge il mercato che nel cercare di fruire dell’arte per le sue giuste strategie economiche ne ha “snaturati” il senso e il “prestigio”, impoverendone il valore e il suo ruolo più culturale dell’arte visiva, cuore del suo essere.

L’attuale crisi economica ha messo in evidenza sempre di più questi aspetti, prima col logoramento/consumo del “bene artistico” poi ora con il suo riconsideramento di valore e di senso. Troppo spesso il finto valore commerciale, enfatizzato soprattutto nelle occasioni d’asta, ha impoverito e svilito il gesto artistico, mettendone in risalto non il valore culturale ma il “fantomatico” valore economico.

22/02/10

La Biennale del Whitney




La Biennale del Whitney

Prende avvio il prossimo 25 Febbraio la Whitney Biennial, e durerà fino al 30 maggio 2010.

Sede unica dell’evento più interessante per la giovane arte americana sarà il Whitney Museum di New York.

Questa edizione è curata da Francesco Bonami e Gary Carrion-Murayari, che propongono una rassegna molto apprezzata, che già a ricevuto molto consenso per la grande apertura verso le donne, infatti il 52% degli artisti selezionati sono femmine.

Questa edizione si caratterizza anche per l’assenza di un tema che è stato sostituito semplicemente dalla data 2010. Quindi più un’idea di evento che segnali il presente. Altra caratteristica è che di ogni artista è selezionata una singola opera che caratterizzi in modo pieno la linea espressiva dell’artista.

Elenco aritist David Adamo, Richard Aldrich, Michael Asher, Tauba Auerbach, Nina Berman, Huma Bhabha, Josh Brand, The Bruce High Quality Foundation, James Casebere, Edgar Cleijne and Ellen Gallagher, Dawn Clements, George Condo, Sarah Crowner, Verne Dawson, Julia Fish, Roland Flexner, Suzan Frecon Maureen Gallace, Theaster Gates, Kate Gilmore, Hannah Greely, Jesse Aron, Green Robert Grosvenor, Sharon Hayes, Thomas Houseago, Alex Hubbard, Jessica Jackson, Hutchins Jeffrey, Inaba Martin Kersels, Jim Lutes, Babette Mangolte, Curtis Mann, Ari Marcopoulos, Daniel McDonald, Josephine Meckseper, Rashaad Newsome, Kelly Nipper, Lorraine O’Grady, R.H. Quaytman, Charles Ray, Emily Roysdon, Aki Sasamoto, Aurel Schmidt, Scott Short, Stephanie Sinclair, Ania Soliman, Storm Tharp, Tam Tran Kerry Tribe Piotr Uklaski, Lesley Vance, Marianne Vitale, Erika Vogt, Pae White, Robert Williams.

Altre info, video e foto al sito http://www.whitney.org/