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08/06/06

Zooart 2006 - Cosa scegliere?




Finalmente è giunto tutto il materiale, ora si passa alla fase che forse è la più complessa ed articolata.

Il primo impatto è di moltitudine, di varietà, ma poi cominciando a spulciare si vedono alcune costanti, un genere di pittura ritrattistica che possiamo dire di stampo inglese pare essere ancora molto in voga. Un approccio alla scultura che o cade troppo nel formale/classico senza dinamismi o in sperimentazioni che tralasciano troppo la qualità dei materiali. Poi rare installazioni e qualche performance. Un capitolo a parte i video che spesso si rivelano troppo artigianali. Comunque da questa centinaia di artisti vogliamo sceglierne almeno una trentina e non è semplice. Anche perché i dati a volte sono incompleti o proprio non si capisce bene cosa ci volevano presentare, molto spesso capitano presentazioni con una marea di lavori che confondo molto sul fare dell?artista.



Per prima cosa dividiamo per tecniche, creiamo una serie di gruppetti. Poi finalmente si passa ad approfondire ogni singolo lavoro. Siamo in 4 e durante lo spulciamento del materiale ognuno di noi rivela i suoi preferiti, le opere che in bene o male lo colpisco e si discute e confrontano i giudizi. In generale c?è un generale consenso su la maggior parte dei lavori poi ci sono le simpatie più personali che a volte non collimano con gli altri.



Ma procediamo con calma, subito si fa una visione generale in cui vengono scartati i lavori che sono troppo imprecisi, confusi o che non convincono sul piano tematico. Questa operazione toglie già un terzo dei lavori presentati. Dopo viene la scelta più complessa quella che nasce dalle motivazioni e dalle sensazioni che trasmettono i progetti presentati. Alcuni già solo dall?apparato fotografico convinco (anche se poi sorgono qualche dubbio forse saranno molto belli in foto ma dal vivo?) altri hanno bisogno di un approfondimento che dia chiarezza al tutto. Qui ognuno di noi da un suo punto di vista una sua idea e un suo giudizio, sia positivo che negativo, in tal modo alla fine abbiamo una scaletta di valutazione che ci aiuta a realizzare la scelta finale. Così alla fine gli artisti che ci hanno affascinato sono un poco più di una trentina.

31/05/06

Zooart 2006 - Organizzare un evento


Finalmente il Comune di Cuneo ci ha dato (con me partecipano Michela Giuggia, Ornella Calvetti e Paolo Sasia) l'autorizzazione per realizzare la 5 edizione dello Zooart, come sempre lasciandoci poco tempo per poter organizzare il tutto, esattamente meno di due mesi.


Così ci troviamo a dover correre come pazzi e a mettere in situazione critica tutti le persone che vorremmo coinvolgere. Per lo più anche sui finanziamente non abbiamo molte certezze, li abbiamo chiesti ma nessuno ci ha dato un'autentica conferma. A rischio comunque siamo partiti e ora ci troviamo in un turbinio di contatti e organizzazione da strutturare.

Per prima cosa abbiamo guardato alle nostre agende dove ci eravamo appuntanti alcuni nomi di artisti che in questi ultimi mesi ci avevano interessanto, poi per ampliare la rosa dei candidati abbiamo inviato alcuni annunci sui più noti forum di arte italiana, per eventuali coinvolgimenti e proposte di artisti che potrebbero essere interessati a parteciparvi.

Come già per le volte precedenti l'interesse e la curiosità è stata ampia e ora ci siamo messi al lavoro per trovare gli artisti più adatti all'evento.

Compito non facile e che sempre mette a disagio, il dover decidere chi e perchè può andare bene per questa rassegna. Ma forti di una piccola competenza e di un poco di esperienza si è partiti, alla fine ci saranno una trentina di artisti che saranno scelti.

28/05/06

.. nuove inaugurazioni…




Passeggiando nel centro di Torino si respira un?atmosfera rilassante, la luce solare è calda e intensa.

Ci sono state diverse inaugurazioni in questa settimana. Palazzo Bricherasio presenta Minjung Kim, un'artista che propone una serie di delicati lavori con la carta di riso. 

Opere molto piacevoli ma un poco noiose, se poi uno considera anche che si debba pagare un biglietto di 7 euro. Mi pare un poco eccessivo.

Più semplice Roberto Ago da Vitamin che presenta tre lavori simpatici, soprattutto l?originale idea del vaso ?antico?. Per un fortunato contrattempo Noero non ha tolto l?interessante opera di Simon Starling, la nuova mostra sarà posticipata. 

Come sempre trovo il fare di Starling molto ampio e ben studiato, veramente professionale. 

Molto interessante anche Andisheh Avini da Alberto Peola, un elegante artista americano di origine iraniane, idee interessanti e molto ben presentate. Mi ha deluso un pochino invece la mostra di Juan Céspedes da Maze, troppo dispersiva e confusa. 

Più articolata la mostra dalla Galleria di Carbone, purtroppo recentemente mancato, di Bob and Roberta Smith . Il giro lo concludo nella piccola ma piacevole galleria Nmb Studio con H.H. Lim, che presente l'interessante progetto ?Parole?

14/05/06

… Torino




Una mia cara amica inglese passava per Torino, così ci siamo visti a Palazzo Cavour per l?articolata mostra Metropolitanscape, abbastanza ben fatta anche se l’apparato didattico era molto riscato.

Prima dell?aperitivo un rapido salto all?Accademia per una mediocre mostra sulla scultura per il premio della regione Piemonte, una mare di scopiazzature da artisti noti.

Dopo un buon pranzo in un piccolo ristorante vicino siamo andati a fare un giro di gallerie. Iniziamo dalla FrancoSoffiantini con un progetto articolato in parte sullo sport con i gradevoli lavori di Enzo Umbaca ma che raggiunge il mio interesse con il progetto X3 di Katerina Seda, un bel lavoro sul contesto urbano e sulle interazioni col fare artistico.

Più materico ma ben presentato la mostra di Charles Avery da Sonia Rosso, soprattutto nei disegni. Simpatica omaggio a Pistoletto di Jonathan Monk nello spazio project della galleria.

Giorgio Persano presenta i recenti lavori di Susana Solano, che mi piace molto nel semplice ma suggestivo video, ma sento più freddo nelle opere metalliche.
Chiuse senza motivazione la InArco e Franco Noero (?).

Fotografie rielaborate sia da Alberto Peola con i lavori di Monica Carocci che da 41artecontemporanea con una serie di ritocchi che non convincono molto di Plinio Martelli. Sempre foto ma di grande qualità da Photo&Co. con le opere di Alessandro Bulini, che propone una elaborazione e copertura delle sue opere.
Colori sgargianti e forme contemporanee dalla nuova gallerie Glance mentre sempre colori intensi ma forme oramai classiche dalla storica Narciso con i lavori di Jean Arp e Max Bill.

Al rientro volevo passare a Caraglio per l?inaugurazione della mostra Collector ma un brutto temporale mi ha fatto cambiare idea.

26/04/06

sulla cote d’art…




Finalmente è giunta la primavera e anche sulla costa azzurra s'inizia a fare i primi bagni di sole sdraiati sulle grandi spiagge. 

A Nizza, domenica scorsa, la mia prima immersione è stata con la bella rassegna fotografica nel bel Theatre de la Photographie con la collettiva intitolata ?Voyages?, sono presenti opere di Ralph Gibson, Galith Sultan, Michel Coen e Sabine Ghinda-Peters. Il comune tema del viaggio è proposto con diverse tipologie di visioni, dal dettaglio alla più classica ritrattistica dei luoghi di passaggio. 

Anche Villa Arson proponeva una serie di visioni molto articolate raccolte sotto l'emozionante titolo ?Trasmission?. 

Forse la più interessante ?Poïpoïdrome? la particolare struttura/installazione di R.Filliou e P.Feufer, riproposta per quest?'occasione. Ma anche la vasta selezione delle opere acquisite dal Cneai sono di grande di stimoli, anche se per potertela analizzare tutta ci vorrebbero alcune ore. 

La meno riuscita è la personale dedicata a Jeremy Deller che si disperde nella molteplicità informativa, i diversi progetti non sono ben scanditi negli spazi e nella forma. Essendo molto articolati rischiano di disperdersi l'un l'altro. 

Proseguo il mio navigare sull?isola del Mamac con una noiosetta mostra su J. Pierre Raynaud che se concettualmente interessante risulta pallosissima visivamente. Meglio l?installazione semplice ma gradevole di Marie-Josée Laframboise che con una semplice rete sa creare una suggestiva riconsiderazione dello spazio. Ben riuscita anche l'installazione di Nicolas Moulin alla Galerie des Ponchettes sulla Promenade dove finalmente trovo una bella panchina su cui riposare al dolce sole primaverile

21/04/06

arte ed etnia…



Scrivo questa breve relazione come spunto di riflessione per eventuali lavori artistici, pensando anche all'ultima serie di lavori di Marina Abramovic presentati all?Hangar della Bicocca in cui elementi della tradizione popolare sono rielaborati in forma contemporanea.
Giovedì 20 alla sala conferenze del Pal.Provinciale di Cuneo il Prof. Piercarlo Grimaldi interviene sul tema della tradizione popolare occitana in terra cuneese. Si è trattata di un'interessante relazione in cui sono state trattate alcune delle tradizioni popolari legate alle diverse espressioni popolari, gestite in particolar modo dalle Badie (associazioni giovanili a cui spettava il compito di gestire il tempo libero della comunità locale). Fra le più note quella di Sampeyre, Roreo, Sambuco, San Magno queste ultime inglobate nella tradizione religiosa, mentre normalmente si occupavano prevalentemente delle ?feste di carnevale? come a Villar Acceglio, in cui diverse tradizioni venivano inglobate:? la danza delle spade?, ? l'ebreo errante? ? L'orso?. Ma alle Badie spetta anche la gestione del tempo di transizione come il battesimo, il matrimonio e la morte.

Fra le tante analisi mi ha molto capito proprio l'uso della figura dell'orso (ma in certe zona l'animale cambia e ad esempio a Pontechianale è riferimento il lupo ) simile nei modi e nei tempi all?uomo di montagna che vive una dimensione naturale selvaggia e dura. Come il grande mammifero vive una situazione di letargo e di ritiro nella stagione invernale e anche di raccolta e di preparazione in quello estivo. Tale parallelo porta la dimensione umana nel ciclo naturale. La dimensione agreste e la dimensione del tempo umano s?incontrano, essa inizia in molte ritualizzazioni il 2 Febbraio quando l'?orso? verifica il ciclo lunare per poter dare l?avvio al ?carnevale? prima fase della tradizione culturale e del risveglio della natura.

Tutto questo porta poi alla raffigurazione artistica nelle diverse pitture e si scoprono tracce di tradizione anche in opere dell'ottocento come nella pala di San Magno a Villar in cui compare la tradizione della corsa dei carri o nel ciclo di pittura del trecento a San Fiorenzo di Mondovì in cui alcune rappresentazioni dei vangeli apocrifi sono di spunto e di riflessione alle diverse tradizioni popolari.

La conferenza si è poi conclusa parlando della tradizione di desacralizzazione della mietitura in cui lo spirito della natura sacralizzato all?inizio della primavera deve essere trasformato in una forma di ritorno per la prossima stagione e ciò avviene con ?presa delle quaglie? come si usa dire in termini popolari, in cui alcuni personaggi gridano prima del taglio del raccolto per far fuggire i volatili che portano con se lo spirito della natura che nascerà col loro ritorno nella prossima primavera o con le figure fatte con l'ultimo taglio del fieno che vengo appese in camera da letto e bruciate la stagione successiva. Tutta questa bell'analisi è stata anche corredata da un interessante video-documentario sul ?carnevale di Villar Acceglio? forse uno dei più interessanti esempi di questa tradizione etnografica.

Tutta questa bella conferenza mi ha portato a diverse riflessioni e penso che elaborerò alcuni di codesti spunti in qualche forma artistica.

09/04/06

Museo dell’Arpa Victor Salvi


  
Il mese scorso il  territorio cuneese si è arricchito di un nuovo spazio culturale con l’inaugurazione del Museo dell'Arpa Victor Salvi, realizzato dalla storica azienda di Piasco produttrice delle arpe, vendute in tutto il mondo. L’apertura ha corso con la mostra “Tre secoli di Arpe” in cui sono esposte alcune delle più antiche e belle arpe costruite al mondo.

Codesta iniziativa è un raro esempio d’incontro fra un’industria e la sua storia.
Questo museo, il primo al mondo dedicato esclusivamente all'arpa, alla sua storia e al suo universo sonoro, è stato disegnato dagli architetti Dario Castellino e Didier Blin, che lo hanno pensato sovrastante l’antica fabbrica di arpe come elemento che cresce dal rapporto artigianale e culturale in un dialogo aperto e costruttivo da cui l’interazione fra la storia e la manualità sa dare uno stupendo strumento sonoro.


"Il Museo è un affascinante spazio contemporaneo" dichiara soddisfattissima Julia Salvi, presidente dell'Associazione Museo dell'Arpa Victor Salvi "I visitatori avranno l'opportunità non solo di vedere antichi e magnifici strumenti, ma di osservare come nasce un'arpa, tramite una grande vetrata che si affaccia sui laboratori dell'azienda."

MUSEO DELL'ARPA VICTOR SALVI  via Rossana 7 - Piasco (CN)  dal mercoledì alla domenica dalle 10.00 alla 13.00 e dalle 14 alle 17.00.  biglietto di ingresso 5 euro per gli adulti e 2.50 per i bambini, gli studenti e gli anziani. Tel +39 0175 270510 - Fax +39 0175 270512
www.museodellarpavictorsalvi.it 



05/04/06

Miart 2006




Fine settimana a Milano per il Miart, arrivati con un poco di ritardo per i soliti disagi delle FS, siamo accolti nei nuovi e luminosi locali, che subito danno una bella impressione della rassegna. Questa la novità di maggior rilievo e di grande soddisfazione di tutti. Strutturata su due livelli, uno dedicato al contemporaneo e uno al moderno con una vasta proposta. La parte del moderno è parsa più interessante rispetto a quella sul contemporaneo, forse potrebbe essere questa la caratterizzazione su cui puntare maggiormente, con una rassegna più completa e articolata, anziché rincorrere le mode del pubblico e voler piacere a tutti. Infatti ho trovato la sezione del contemporanea più defilata, a parte la novità delle gallerie cinesi che però potevano essere proposti in modo più piacevole e caratterizzante.

Fra le cose più piacevoli da ricordare la piccola e ben curata rassegna video, la bella installazione di Eugenio Tibaldi e le diverse proposte della San Carlo New Contemporary , Aria FineArts e Amste Contemporary Art.

Il giorno dopo ho fatto un bel giro nella ristrutturata Villa Reale o come la chiamano oggi Villa Belgiojoso Bonaparte, un restauro ben articolato che ha ridato gioia e vita a questi bellissimi locali, dopo questa esperienza la mostra Ecce Homo allo spazio Oberdan non è stata la scelta più felice un poco perché quasi metà delle opere si sono già viste (per la serie i soliti nomi noti con le loro stantie opere) un poco perché l’allestimento era molto approssimato. Più fortuna ho avuto passando da Brera e scoprire l’orto botanico aperto. Questo piccolo suggestivo angolo di una Milano che sempre più mostra segni di degrado e di abbandono. Tornando all’arte e cogliendo l’occasione della rassegna StartMilano, seguendo la brutta e poco pratica cartina, ho fatto un giro alla galleria di Francesca Kaufmann, che proponeva un nevrotico video di Aida Ruilova mentre da Andrea Battaglia una simpatica esposizione di Valentian Glorioso, più in là Salvatore+Ala presentano una serie di grandi opere di Gianni Dessì. Proseguendo si giunge da Suzy Shammah che espone una serie fotografica melanconica realizzate da Esko Mannikko mentre molto più allegro l’allestimento di Andrea Mastrovito da Antonio Colombo ma la cosa che più mi è piaciuta è stato il video di Tessa M.Den Uyl da Lia Rumma.

12/03/06

Un giro di gallerie Sabato 4 Marzo a Torino



Fa un certo effetto vedere la grande quiete che ora è tornata, dopo il bailame delle olimpiadi. Ho fatto il mio solito giro di gallerie d'arte. Ho iniziato dalla Galleria di Franco Soffiantino con la collettiva Ionesco's friends, l'essenza culturale sul vuoto è colta in modo piena, quattro installazioni scultura (?) e video che mi lasciano perplesso, opere di fattura mediocre e soliti assemblaggi di dubbio gusto per vacue riflessioni sul nulla contemporaneo, la cosa più bella vedere le persone fuori dalle vetrine che passano e che come al solito si domanderanno ma sarà arte questa? 

E come fare a dargli torto siamo nella solita ripetitività di un ipotetico messaggio inviato a un supposto pubblico di interessati, chissà poi a cosa? 

Ovviamente c'è anche un curatore anzi due con relativo testo speculativo sul fare artistico, ma ormai chiunque è capace ad articolare alcune parole e dare senso compiuto a qualunque cosa! 

Meglio, almeno per una tematica di ampio respiro e interesse come quella legata alla musica, anche se sempre troppo leggere il lavoro di Steven Shearer da Franco Noero, un allegro mix di pop e metal, una visone giovanile e un poco più ricercata sulle icone musicali, più avanti Scott King, almeno per il mio gusto, da Sonia Rosso, sempre sulla musica trasformata in forme astratte, l?opera ?Oh Pylon Heaven? mi è piaciuta molto (una serie di scatole da cui uscivano piccole nuvole/fumetto presi da testi di canzoni). 

Più tradizionale la pittura paesaggistica dalla Galleria44 con Silvano Gilardi, ma almeno si ha l?idea di un fare artistico assodato ma almeno pensato. Molto più contemporanea la proposta pittorica di Angela Dufresne alla Galleria Glance, serie di paesaggi urbani con accesi colori. Cambiando tecnica si rimane perplessi delle noiosette fotografie di Pier Luigi Meneghello sui cantieri dell?alta velocità da Photo&Co, lavoro troppo documentativo, si sente troppo la necessità di corredo a un lavoro produttivo di consenso e senza accezione critica. Sul versante opposto, forse anche molto ricercato e glamour le opere fotografiche, con un buon video di suggestioni semisociali, proposte da Guido Costa con le opere di Roger Ballen. 

Ancora fotografia dall?Agorà con i simpatici personaggi preistorici in gomma di piccole dimensioni, tipiche dei giochi infantili, inseriti in contesti naturali da Filippo Del Vita, almeno un poco di allegria. Molto grafica la mostra ?Spacerunner? di Bartolomeo Migliore da 41 artecontemporanea, una serie di scritture fatte sul muro e su cartoncini, moto interessante la versatilità dell?artista che sa giocare con diversi mix sia di materiali che di forme. Tornando alla pittura, ma che sa troppo di Lucian Freud, i ritratti di Barbara Bonfilio e Anna Madia dalla piccola Wunderkammer. Mixato bene il lavoro di Cristiano Berti da Carbone. Sul sicuro va la galleria di Giorgio Persano con una elegante (forse anche troppo) Suzy Gomez, che assembla una serie di lavori su se stessa molto ben confezionati e con un giusto mix fra video, scultura, fotografia e disegni che dovrebbe essere la base di ogni artista. 

Concluso il giro con le ricerca architettonica di Michael Rakowitz da Alberto Peola, un interessante lavoro, anche se poi la resa oggettuale delle opere era limitata da una serie di disegni e una ?scultura? incentrato sulle strutture geodetiche realizzate negli anni 60, come utopie sul futuro. 

Tutte queste proposte mettono in evidenza la grande varietà della produzione artistica ma anche il grande limite della differenzazione che produce un senso di limitatezza temporale del fare artistico, rendendo sempre più l?arte un fatto ?a breve termine? che non riesce più a dare continuità ma che, e questo valga per tutti gli artisti visti in quel sabato, si concludono in un attimo estetico senza una continuità che dia slancio a una storia o a un contesto sociale. Ma forse l?arte non ha più questo compito sociale ed è diventata una delle tante forme delle spettacolo.

11/03/06

Un giapponese a Borgo



Il viaggio una dimensione più ricca per la conoscenza se stessi. Su questo assunto Yasuko Hayashi sta realizzando il suo percorso di apertura e meraviglia al mondo. Giovane artista giapponese da diversi mesi vive a Borgo San Dalmazzo dove ha posto il suo punto di riferimento per i suoi spostamenti in giro per l’Europa. Nel mese di Dicembre ha realizzato una piccola mostra presso gli spazi espositivi della Bertello in Borgo. 


Le sue opere sono realizzate con tecniche molto pregiate e delicate. Usa solo materiali naturali, mixati con pregiati olii e realizzate su leggerissimi fogli di carta giapponese. I suoi paesaggi sono intensi ed interiori, stati dell’anima e di uno sguardo cresciuto in culture diverse dal nostro quotidiano. Si sente nel suo lavoro un’attenta sensibilità alla natura e alla sua relazione con gli essere umani.