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22/07/19

Azione creativa alla MDC di Palazzo Belgioioso





La galleria Massimo De Carlo, nella stupenda sede di Palazzo Belgioioso, propone una collettiva di opere raccolte sotto il titolo “Against Colour Stroke Vectors”.




Le opere di Günther Förg, Mario Merz, Emilio Vedova e Mary Weatherford sono proposte nel rapporto tra il gesto e il movimento, lo spazio e i confini della tela, la relazione con il colore.

  




20/07/19

Muoversi intorno



Wilding Cran Gallery "Fare un giro (un posto dove aspettare)" è il titolo del progetto che l'artista Stephen Neidich ha realizzato presso la Wilding Cran Gallery di Las Angeles.


Si tratta di una installazione composta da lunghe catene metalliche mosse da una struttura meccanica che generano una rotazione circolare muovendole fra blocchi di urbanite, l'opera produce una melodia meccanica che riecheggia in tutta la galleria. 


18/07/19

Gabriel Sierra a Torino da Franco Noero



«Subito dopo l’oggetto più distante» è il titolo della mostra che Gabriel Sierra propone presso la galleria Franco Noero, in via Mottalciata, fino al 28 settembre


Una sensazione di concretezza e di presente venato da una ironica percezione che le cose alla fine non sono proprio quello che vediamo ma che forse celano apertamente altre possibilità, che non percepiamo a causa della nostra banalità.


L'artista colombiano ha ideato una serie di lavori che paiono parlare di abitativo, di luoghi apparenti di sicurezza e stabilità.












17/07/19

50 anni di Rencontres de la Photographie Di Arles






Son già cinquanta gli anni dei mitici Rencontres de la Photographie Di Arles, che si festeggiano con un ricco programma di eventi, fra storia e presente che prenderanno avvio dal 20 Luglio.

Nata dalla volontà del fotografo Lucien Clergue oggi sono l'evento più significativo di questo settore creativo che si è espanso nella città e spesso anche nei centri vicini.


16/07/19

Leonardo? Anche no




  
Sappiamo che il mito di Leonardo da Vinci in questi decenni è cresciuto in modo vertiginoso, e per attirare masse turistiche si organizzano ogni genere di eventi. Ora  un nuova occasione sul genio toscano è stata  promossa dalla Fondazione Cariparma a Fabriano. Un grande evento con la “Madonna Benois” che non capisco come si possa attribuita a Leonardo.

Secondo me non è possibile che quelle grassottelle figure siano state fatte da Leonardo, come anche ha dimostrato il recente caso del "Salvatore Mundis" l'importante è parlarne che poi sia così evidente non importa a nessuno, ci sarà sempre qualcuno disposto a trovare possibili tracce di vicinanza.

Darren Bader Interlude alla galleria Franco Noero in Piazza Carignano




Per la stagione estiva la Galleria Franco Noero inaugura  la terza personale dell'artista Darren Bader, opening il 16 luglio con il progetto Interlude, sua prima mostra concepita per gli spazi di Piazza Carignano 2. Le stanze settecentesche della galleria diventano deposito per una varietà di elementi complementari, ready-made e oggetti quotidiani, raccolti dall’artista durante il corso degli anni. Bader interroga in modo indistinto, talvolta semplicisticamente, il significato/contesto degli oggetti utilizzati sperando che il pubblico ne rielabori un senso strettamente estetico, discutibilmente letterario e inevitabilmente filosofico.
 Darren Bader è stato uno degli artisti selezionati dal curatore Ralph Rugoff per la 58. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia May You Live In Interesting Times  L’artista ha sviluppato per l’occasione un’opera in realtà aumentata intitolataScott Mende’s VENICE!, il cui raggio d’azione copre le corderie dell’Arsenale, il Padiglione Centrale e alcune specifiche location della città di Venezia, aggiungendo un ulteriore nota di realtà alla città lagunare, luogo già saturo di informazioni storico ed estetiche e visitato da milioni di turisti ogni anno.
 Darren Bader (Bridgeport, CT, 1978) vive e lavora a New York. Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali fra le quali ricordiamo: ‘(@mined_out)’, Museo Madre, Napoli (2017); ‘Meaning and Difference, The Power Station, Dallas (2017); light (and) regret; The World as Will and Representation; Final Fantasy’, Kölnischer Kunstverein, Cologne (2015); Reading Writing Arithmetic, Radio Athènes’, Athens (2015); ‘Where is A Bicycle's vagina (and Other Inquiries) or Around the Samovar’, 1857, Oslo (2012); ‘Images, MoMA PS1, New York (2012). Tra le mostre collettive: ‘Pizza is God’, NRW-FORUM, Düsseldorf (2018); Stories of Almost Everyone, Hammer Museum, Los Angeles (2018); ‘Acordo de confiança’, Biblioteca Mario de Andrade, San Paolo (2017); ‘.COM/.CN', presented by K11 Art Foundation and MoMA PS1, K11 Art Foundation Pop-up Space, Hong Kong (2017); ‘Ripple Effect, Centre for Contemporary Art FUTURA, Praga (2017); ‘Videobox’, Carreau du Temple, Parigi (2017); Art Museum, K11 Art Mall, Shanghai (2017); ‘Dreamlands (Screenings)’, Whitney Museum of American Art, New York (2017); ‘Fluidity, Kunstverein in Hamburg, Amburgo (2016); Political Populism, Kunsthalle Wien, Vienna (2015); ‘Antigrazioso', Palais de Tokyo, Paris (2013); ‘Something About a Tree, FLAG Foundation, New York (2013);‘Empire State’, Palazzo delle Esposizioni, Roma (2013); Oh, you mean cellophane and all that crap, The Calder Foundation, New York (2012); Greater New York, MoMA PS 1, New York (2010); To Illustrate and Multiply: An Open Book, Museum of Contemporary Art, Los Angeles, (2008). Ha partecipato a mostre internazionali e biennali, tra cui: 58. Biennale di Venezia, Venezia (2019); 13th Biennale de Lyon, La vie moderne, Lyon (2015); The Whitney Biennial, The Whitney Museum of Contemporary Art, New York (2014). Nel 2013 è stato insignito del Calder Prize.
Piazza Carignano 2, 10123 Torino
Inaugurazione 16 luglio ore 18
Martedì – sabato 12.00 – 20.00

15/07/19

Due passi con la Gioconda


Non si può rinnovare (restaurare) la Gioconda ma si può riorganizzare la sala che visto il folle afflusso è in continua sollecitazione e ha bisogno di manutenzione.

Allora al Louvre, il prossimo 17 Luglio, il quadro farà un  breve tragitto per giungere nella vicina Galerie de Médicis, così sarà possibile ripulire la sua abituale sala espositiva. 

Via speriamo che i turisti non si perdano e scoprano che al Louvre ci sono anche altre decine di stupendi quadri!

14/07/19

Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori





Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” Kunsthistorisches  Museum Vienna 
Dettaglio Stanza 4  Foto: Jeremias Morandell 




Arriva da Vienna la prossima interessante mostra alla Fondazione Prada di Milano, si tratta del progetto espositivo “Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori”, concepito da Wes Anderson e Juman Malouf, visibile dal 20 settembre 2019 al 13 gennaio 2020.



Veduta della mostra “Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” Kunsthistorisches Museum, Vienna. 

Sarcofago di un toporagno  c. IV sec. a.C  legno dipinto  21.9 x 11.6 x 11.4 cm 
Kunsthistorisches Museum Wien, Collezione egizia e del Vicino Oriente 
Foto: Jeremias Morandell 


CS

Organizzata in collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra riunisce 537 opere d’arte e oggetti selezionati dal regista cinematografico Wes Anderson (Houston, 1969) e dall’illustratrice, designer e scrittrice Juman Malouf (Beirut, 1975) e provenienti da 12 collezioni del Kunsthistorisches Museum e da 11 dipartimenti del Naturhistorisches Museum di Vienna. Il titolo della mostra rende omaggio a una delle opere esposte, Il Sarcofago di Spitzmaus, una scatola di legno egiziana che contiene la mummia di un toporagno del IV secolo a.C..

La mostra è una riflessione sulle motivazioni che guidano l’atto di collezionare e sulle modalità con le quali una raccolta è custodita, presentata e vissuta. Guardando al passato e ispirandosi al modello della Wunderkammer, “Il Sarcofago di Spitzmaus e altri tesori” sfida i canoni tradizionali che definiscono le istituzioni museali, proponendo nuove relazioni tra queste e le loro collezioni, tra le figure professionali e il pubblico dei musei. La scelta delle opere, effettuata seguendo un approccio non accademico e interdisciplinare, dimostra non solo una conoscenza approfondita dei due musei da parte di Anderson e Malouf, ma testimonia anche risonanze e corrispondenze inattese tra i lavori raccolti e gli universi creativi dei due artisti. 

Il percorso espositivo è costituito da gruppi di opere: dagli oggetti di colore verde ai ritratti di bambini, dalle miniature agli strumenti di misurazione del tempo, dalle scatole agli oggetti in legno, dai ritratti di nobili e gente comune a soggetti naturali quali il giardino, meteoriti e animali presentati come reperti scientifici o come rappresentazioni artistiche.

“Spitzmaus Mummy in a Coffin and other Treasures” è stata presentata al Kunsthistorisches Museum di Vienna tra novembre 2018 e aprile 2019. La mostra a Milano ne rappresenta una seconda versione, più estesa per superficie espositiva e per numero di opere selezionate. L’allestimento originale con il suo percorso di stanze e vetrine, concepito dai due artisti curatori come uno scrigno con i suoi tesori, è trasportato negli spazi della Fondazione Prada come un ready-made.  

13/07/19

Assegnati le borse dell'Italian Council






Ecco i nominativi dei vincitori della nuova edizione dell'Italian Council (capitale totale  1.900.000 euro) , nome inglese per borse di sostegno italiane (questo fa già capire il limite culturale del nostri sistema) a curatori, critici e artisti (più o meno noti, alcuni anche già forse troppo sostenuti inutilmente) assegnate nei giorni scorsi.

Sono :  Mario Airò, Stefania Noemi Artusi, Marion Baruch, Stefano Cagol, Riccardo Giacconi, Ettore Favini, Flatform, Christian Fogarolli, Davide Mancini Zanchi, Andrea Mastrovito, Andrea Masu, Marzia Migliora, Maria D. Rapicavoli – MDR, Giovanni Rendina, Namsal Siedlecki, Giulio Squillacciotti, Nico Vascellari, Emilio Vavarella e Zimmerfrei

Per il prossimo bando c'è tempo fino al  30 settembre 2019 per potervi partecipare.

La nuova edizione di Italian Council ha visto tra le principali novità maggiori tipologie di attività finanziabili come mostre, partecipazione a manifestazioni internazionali e residenze all’estero. I progetti vincitori per questi nuovi ambiti sono stati presentati dall’Associazione Culturale Ottovolante, dal Kunstmuseum Luzern, dal Steirischer Herbst Festival GMBH, da La Biennale de Lyon e vedranno coinvolti Stefania Noemi Artusi, Davide Mancini Zanchi, Andrea Masu, Giovanni Rendina, Marion Baruch, Stefano Cagol, Riccardo Giacconi e Nico Vascellari.

Per i progetti relativi alla realizzazione di opere d’arte per l’incremento di pubbliche collezioni sono stati invece selezionati i lavori di: Mario Airò, Ettore Favini, Flatform, Christian Fogarolli, Andrea Mastrovito, Marzia Migliora, Maria D. Rapicavoli – MDR, Namsal Siedlecki, Giulio Squillacciotti, Emilio Vavarella e Zimmerfrei. Presentati rispettivamente da: Fondazione Malvina Menegaz per le arti e le culture, Associazione Culturale Connecting Cultures, Museo Nazionale del Cinema, Associazione Culturale TRA - Treviso Ricerca Arte, Associazione Culturale Casa Testori, Fondazione Galleria D'Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella - Museo MA*GA, The Shelley and Donald Rubin Foundation for the 8th Floor, Fondazione Pastificio Cerere, Associazione Culturale Careof, Associazione Culturale Ramdom e Associazione Culturale ON.

I progetti sono stati selezionati dalla nuova Commissione di valutazione di Italian Council composta da cinque membri di alto profilo: Federica Galloni, Direttore Generale DGAAP e Presidente della Commissione; Bartomeu Marí Ribas, critico e curatore, direttore del MALI - Museo de Arte de Lima; Marco Scotini, critico, curatore e direttore del dipartimento di Arti Visive e Studi Curatoriali della NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano; Claudio Varagnoli, architetto e docente all’Università di Chieti; Angela Vettese, storica dell’arte, critica e docente allo IUAV di Venezia.

12/07/19

Tensioni implicite; Mapplethorpe Now


Installation view: Implicit Tensions: Mapplethorpe Now  Photo: David Heald



Proseguirà fino al 5 Gennaio 2020 il progetto espositivo che il Solomon R. Guggenheim Museum dedica a Robert Mapplethorpe (1946- 1989) in una seconda tappa che si avvierà il prossimo 24 Luglio.

Nel 1993 la Fondazione Robert Mapplethorpe aveva donato circa duecento fotografie e documenti al Museo Guggenheim, creando uno degli archivi pubblici più completi del lavoro dell’artista. Questo dono ha dato il via alla formazione del Guggenheim's Photography Council, un comitato per le acquisizioni dedicato a costruire attivamente e rafforzare la collezione d'arte del museo nella fotografia e nei nuovi media. Molte di queste opere, acquisite negli ultimi trent'anni, si impegnano in un dialogo critico con i temi, le provocazioni e gli approcci formali evidenti nell'opera di Mapplethorpe.


Installation view: Implicit Tensions: Mapplethorpe Now  Photo: David Heald

Trent'anni dopo la morte dell'artista nel 1989, la mostra “Implicit Tensions dimostra l'impatto di Mapplethorpe sia come catalizzatore dello sviluppo della collezione fotografica del Guggenheim sia come pietra di paragone per gli artisti che lavorano nella ritrattistica e nell'autorappresentazione contemporanea.

Ora dalla collezione Guggenheim vengono proposti i fotografai che più hanno sviluppato le visioni di Robert Mapplethorpe, cioè: Rotimi Fani-Kayode (n. 1955, Lagos, Nigeria, 1989, Londra), Lyle Ashton Harris (nato nel 1965, New York), Glenn Ligon (nato nel 1960, New York), Zanele Muholi (nato nel 1972, Umlazi, Sud Africa), Catherine Opie (1961, Sandusky, Ohio) e Paul Mpagi Sepuya (1982, San Bernardino, California)in questo bel progetto organizzato da Lauren Hinkson, Associate Curator, Collections e Susan Thompson, Associate Curator, con Levi Prombaum, Assistente curatoriale, delle Collezioni.

Installation view: Implicit Tensions: Mapplethorpe Now  Photo: David Heald