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06/12/18

Hauser & Wirth espandono la loro mission culturale






Hauser & Wirth è sempre più strutturata come una complessa attività che supera la semplice dimensione di una galleria diventando un "sistema complesso". Infatti anche quest'anno continuano ad aprire spazi espositivi, fra poco uno nell’elegante riserva sciistica di Saint Moritz, da metà Dicembre con una mostra su Louise Bourgeois







Fra poco svilupperanno progetti più complessi come l’avvio di un centro, a New York, senza fine di lucro, per la conservazione, lo studio e ricerche sugli archivi degli artisti (si inizia con Jason Rhoades e l’opera di Franz Kline dal 1950 al 1962 ) supportato con un percorso di borse di studio ed eventi collaterali. Data di inaugurazione dell’iniziativa il prossimo 22 Marzo 2019








A breve sarà poi pubblicato un trimestrale; “Ursula”, titolo preso dal nome della fondatrice, Ursula Hauser, della galleria con  Iwan Wirth. Si tratterà di una rivista trasversale che non  si occuperà solo degli artisti del gruppo ma avrà un'ampio sguardo che scorrerà dall'arte moderna al contemporaneo.



05/12/18

Charlotte Prodger vince il Turner Prize 2018



E' l'artista Charlotte Prodger ha vincere l'edizione annuale del Turner Prize, ben 25.000 sterline. 

L'opera selezionata è un delicato film realizzato con un cellulare, sul lento vivere quotidiano. 

L'artista è stata selezionata per il prossimo padiglione scozzese alla Biennale di Venezia 2019.



CS

Charlotte Prodger works with moving image, printed image, sculpture and writing. Her work explores issues surrounding queer identity, landscape, language, technology and time. She has been selected to represent Scotland during the 58th International Art Exhibition - La Biennale di Venezia. Commissioned and curated by Linsey Young with Cove Park, Prodger's presentation will feature a major solo exhibition of new work.

Charlotte Prodger was awarded the Turner Prize during an event Tate Britain this evening. The £25,000 prize was presented by author Chimamanda Ngozi Adichie during a live broadcast on the BBC, the broadcast partner for the prize. A further £5,000 is awarded to each of the other shortlisted artists.

The jury applauded the way that all four nominated artists are committed to making a difference to the world today and are very proud of the timely and urgent nature of the Turner Prize 2018 shortlist. They awarded the prize to Charlotte Prodger for her solo exhibition BRIDGIT / Stoneymollen Trail at Bergen Kunsthall. Using a smartphone, Prodger interweaves bodies, thoughts and landscape in her work. The jury admired the painterly quality of BRIDGIT and the attention it pays to art history. The work meanders through disparate associations ranging from JD Sports and standing stones to 1970s lesbian separatism and Jimi Hendrix’s sound recordist. They praised the way Prodger explores lived experience as mediated through technologies and histories.

One of the best known prizes for the visual arts in the world, the Turner Prize aims to promote public debate around new developments in contemporary British art. The Prize, established in 1984 by the Patrons of New Art, is awarded to a British artist for an outstanding exhibition or other presentation of their work in the twelve months preceding 26 April 2018. The shortlisted artists for 2018 were: Forensic Architecture, Naeem Mohaiemen, Charlotte Prodger and Luke Willis Thompson.

The members of the Turner Prize 2018 jury are Oliver Basciano, art critic and International Editor at ArtReview; Elena Filipovic, Director of Kunsthalle Basel; Lisa Le Feuvre, Executive Director of Holt-Smithson Foundation; and Tom McCarthy, novelist and Visiting Professor, Royal College of Art. The Chair of the jury is Alex Farquharson, Director, Tate Britain.

An exhibition of the four shortlisted artists is at Tate Britain until 6 January 2019.

Charlotte Prodger is 44 and lives and works in Glasgow. 

Her major new single channel film commission for Scotland + Venice will be presented at Arsenale Docks, S. Pietro di Castello, 40, 30122. The 58th International Art Exhibition – La Biennale di Venezia runs from 11 May to 24 November 2019.

04/12/18

Il Pop-up book shop di Dayanita Singh


Presso la galleria newyorchese Callicoon Fine Arts è in corso, fino al 18 Dicembre,  un progetto speciale di Dayanita Singh in chiave di "negozio di libri".


Una iniziativa che vede il concetto di libro come opera artistica e ne trasforma la lettura e le funzioni. 




03/12/18

Miami art week 2018





Mentre l’Europa è avvolta dall’arrivo dell’inverno a Miami si svolge una assolata edizione di Art Basel in Miami Beach nell’elegante Miami Beach Convention Center.

Come sempre ricco il programma degli eventi in contemporanea che affiancano l'evento top, come una nuovo stimolante edizione di Design Miami/ Pavilion, le ricercate Untitled Art, NADA Miami, MiamiBeach , ScopeInk dedicata alla stampe e alle opere su carta e Pulse Miami Beach.

Facendo un rapido conto saranno presente più di 700 gallerie per un totale di oltre 4.500 opere artistiche proposte, una grande abbuffata!

Se poi non vi basta Oltre alla messe di fiere la città di Miami offre sempre un ricco programma con i tanti musei presenti come l’ ICA – Institute of Contemporary Art Miami, il rinnovato PAMM – Pérez Art Museum MiamiCDe La Cruz Collection , lo stimolante Lowe Art Museum o il particolare The Bass Museum of Art e il vasto Rubell Family Collection e l'impegnato NSU Art Museum. Da non perdere la mostra sui tappeti artistici italiani al Wolfsonian.  

02/12/18

Novembre nelle gallerie di Torino (2)

Dopo la prima serie di appunti eccoci alla seconda visita nelle principali gallerie di Torino 



Un interessante progetto, articolato e trasversale, è stato realizzato da Jorge Macchi allo Studio Quarz in via Giulia di Barolo 18/d. “Der Zauberberg” combina una percezione quotidiana con lo spazio visivo, legandolo da una elaborazione più concettuale, che nella semplicità dei suoi elementi emoziona e stimola ampie riflessioni.







Questo è un mese ricco di collettive nelle principali gallerie torinesi, artisti olandesi da Fusion Gallery, in Piazza Peyron 99, raccolti sotto il titolo "Talking With Hands"(artisti Pietertje Van Splunter, Jessy Rahman, Harold de Bree, Erik-Jan Ligtvoet, Thom Vink, Mike Rijnierse, Ludmila Rodrigues e Wieteke Heldens, Geeske Harting e Astrid Nobel).







Sotto il titolo "cosa in sé" Guido Costa,  in via Mazzini 24, seleziona artisti residenti in città, ci sono Manuele Cerutti, i fratelli De Serio, Hilario Isola, Diego Scroppo e Tom Johnson.





Domenico De Chirico prende spunto da Cesare Pavese per una piacevole selezione artistica da Noire Gallery con  le opere di Kasper Bosmans, Michal Budny, Valentin Carron, Alexandre da Cunha, Kaye Donachie, Christian Holstad, Sebastian Jefford, Piotr Łakomy, Angelika Loderer, Loup Sarion, Astrid Svangren.



  Era ancora visibile del recente libro di Shirin Neshat realizzato con la galleria



La galleria Raffaella De Chirico, in via della Rocca 19, presenta gli scatti dei viaggio fatti da Börje Tobiasson, uno sguardo silenzioso e attento alla caducità del mondo. Mentre nella Project Room è proposto un intenso e grande lavoro di Anna Ippolito, che contrappone la percezione della velocità al gesto pittorico, attraverso il bozzolo del movimento contemporaneo.





Piacevole confronto fra le opere di Bruno Munari ed Enrico Prampolini presso la galleria In Arco, in Piazza Vittorio Veneto 1-3.






Delicati fili si intrecciano in suggestive opere ideata da Manuela Toselli presso la galleria Riccardo Costantini.






Photo&Co, in via dei Mille 36, presenta le storiche ricerche le storiche grafiche di Franco Grignani.




Febo e Dafne, in via della Rocca 17, condividono gli ultimi lavori di Pier de Felice.







Davide Paludetto propone le recenti realizzazioni spillose di Nicus Lucà.






Rocca d'arte3, in via della Rocca 3, ospita una raccolta storica delle superfici di Claudio Rotta Loria .






Lo Spazio Don Chischiotte, in via della Rocca 37b, espone una selezione delle opere su carta di Piero Ruggeri.





01/12/18

Lo sguardo sull'Aids



Oggi giornata mondiale per l'attenzione alla diffusione dell'Aids vi segnalo questo bel progetto che si svolge presso  Auto Italia uno spazio culturale di Londra che ha realizzato l'esposizione  "Read My Lips", iniziativa che indaga sul making-image, sull'attivismo comunitario e sulle opere pubbliche prodotte dal collettivo di artisti d'azione AIDS Great Semury tra il 1987 e il 1995.

Presentata nel Regno Unito per la prima volta e in occasione del trentesimo anniversario della formazione del gruppo, la mostra mette in luce la voce collettiva critica, divertente e graffiante di Gran Fury, esplorata attraverso una serie di lavori di stampa, incluse campagne pubblicitarie, opere di intervento pubblico e proteste tattiche di guerriglia originariamente organizzate in spazi pubblici a New York.

Uscito da ACT UP alla fine degli anni '80, nel centro di New York, Gran Fury ha colmato un divario tra le strategie situazionistiche site specific, l'appropriazione postmoderna e il movimento attivista queer. Dall'emergenza del gruppo, il loro lavoro ha continuato ad essere un elemento fondamentale dell'attivismo queer, della pratica artistica socialmente impegnata e della campagna sanitaria, definendo l'estetica dell'attivismo queer e AIDS alla fine del XX secolo.


L'esposizione di questo archivio è un'opportunità per rivisitare e ripensare strategie di azione diretta, diritti di protesta e organizzazione della comunità a disposizione di artisti e istituzioni culturali. Esplorando la gamma di strategie che Gran Fury impiegò per smantellare le barriere alle disposizioni sanitarie che riguardano individui queer e minoritari; attaccando direttamente i media conservatori, la Chiesa cattolica e le organizzazioni politiche che hanno bloccato - e continuano a opporsi - i cambiamenti nella politica di salute pubblica negli Stati Uniti e a livello internazionale.

Nel suo insieme, Read My Lips presenta una storia di lavoro politico e di organizzazione che apre uno spettro più ampio di comprensione attorno all'estetica dell'azione politica e ai retaggi dell'attivismo AIDS, riunendo una rara collezione di output del gruppo che ha contribuito a trasmettere l'urgenza della prima crisi dell'AIDS e ha portato a cambiamenti nelle politiche pubbliche che hanno salvato vite umane.