Translate

21/09/16

Paratissima 2016, già news!




Superata la quiete estiva torna più dinamica che mai l’iniziativa #Paratissima360, il circuito di mostre itineranti, inaugurato a gennaio, che in 6 mesi ha supportato la realizzazione di quasi 40 mostre collettive e personali in più di 30 spazi della città di Torino, torna sulla scena con un ruolo d'eccezione.


Le esposizioni di #P360 costituiranno infatti il programma OFF della manifestazione duranti i 5 giorni d'evento dal 2 al 6 novembre 2016. 




Affianca la sezione video con un  contest volto a scovare le creatività più interessanti nel panorama dei video artist. Una video-room proietterà in loop, durante l’intera manifestazione, una programmazione articolata in due differenti sezioni: una a tema libero, e una dedicata al main theme di quest’anno, “To the stars”.



Segnaliamo poi l'iniziativa  RedBull Canvas Cooler Art Lab. La call invita artisti, creativi, grafici e designer da tutta Italia a inviare le loro proposte per dare nuova vita ai famosi mini frigo del brand RedBull.



In collaborazione con la Fondazione per l’architettura / Torino e Akzonobel Sikkens, Paratissima propone un workshop per progettare un punto di accoglienza da realizzare in occasione della dodicesima edizione di Paratissima.

Durante il laboratorio, rivolto ad architetti e designer, i partecipanti potranno mettersi alla prova disegnando e realizzando lo Star(t) Point, uno spazio inedito che Paratissima sperimenterà per la prima volta quest’anno.



E anche quest'anno il mio blog seguirà questa nuova avventura della popolare manifestazione, insieme ad un bel gruppo di amici blogger appassionati d'arte. 

I colori di C.Wood per Fendi




Da alcune settimane le vetrine del marchio Fendi rifletto suggestioni cromatiche ideate dall'artista Chris Wood invitata a cooperare col noto brand romano. 


L’istallazione si chiama “Hues of Light” ed è stata ideata con una complessa ricerca in ambito tecnologico, l’evento è proposto in tutti i negozi monomarca del mondo, da Roma a New York.

19/09/16

The Others si rinnova


Da sempre l’evento più trasversale della settimana dell’arte torinese The Others quest’anno si rinnovo come progetto e come location, lascia i complessi spazi delle ex Carceri di Torino per gli ampi locali dell’ex Ospedale Regina Maria Adelaide su Lungo Dora Firenze nel frizzante quartiere Aurora a pochi passi da piazza Castello.
Con questa novità si trasforma il formato dell’iniziativa che diventerà nomade e più attenta alle espressioni artistiche sperimentali, quali performance, musica e video. Si svolgerà anche un roundtable sul nomadismo artistico e culturale. 
Il Comitato curatoriale sarà composto da Bruno Barsanti, Ludovica Capobianco, Greta Scarpa che selezionerà tutti i progetti che saranno proposti entro fine settembre, consultate il bando che è on-line dal 1 Settembre.
Il progetto Exhibit, con i grandi lavori scultorei che l’anno scorso aveva avuto molto successo, quest’anno sarà proposto nell’area della palestra del centro traumatologico.
http://www.theothersfair.com

15/09/16

Amianto - Federico Piccari




Il 15 settembre la Fondazione 107 presenta la mostra antologica di Federico Piccari che prende il titolo dall’ultimo lavoro Amianto.

L'esposizione racconta la ricerca e la sperimentazione di tecniche e materiali a partire dal 1990 fino ai nostri giorni. Silicone trasparente, peli di barba, capelli, cera in assorbimento, resine, carta abrasiva, candeggina, timbri e l’amianto, sono tra i materiali utilizzati nella ricerca dell’artista torinese per dare vita a delle opere in bilico tra la scultura e la pittura.

La scelta di un materiale in una pittura “di processo” è dettata dalla specificità intrinseca al materiale prescelto che entra dichiaratamente nell’opera completandone la percezione e la comprensione.

Tra le opere in mostra tappeti in cui l'elemento tessile viene sostituito da pietre, scarpe, piastrelle fotografiche, bottiglie e i vetri, cravatte, giornali economico finanziari, oggetti recuperati, elementi che lo rendono un territorio circoscritto e definito, luogo di incontro ma anche di conflitto a far capo dalla sua valenza interculturale. In questo spazio delimitato nascono situazioni e formule di convivenza forzata talvolta implosive su di un territorio che è già reso ostile dai materiali utilizzati per la sua realizzazione.

Poi ci sono siliconi trasparenti, ritratti delle persone “invisibili“, presenti in ogni città del mondo, oltrepassati dagli sguardi dei cittadini, fantasmi di cui non ci accorgiamo più.

I feti armati, corpi organici fluttuanti nella serie “sospesi”, le carte a vetro in cui il segno è inciso, abraso nel supporto utilizzato e i lavori fotografici della serie “zattera”, corpi evocati dagli indumenti e resi scultura, scatole il cui contenuto si è come liquefatto, puri oggetti della memoria.

I ritratti con i peli di barba e capelli, spesso ritratti di sconosciuti in cui l’immagine è sostituita dalla presenza organica.

Infine, un'opera video su tre canali esposta per la prima volta che affronta il tema del “contatto” tra gli esseri viventi e l’installazioneAmianto poggiata su basamenti di marmo e rivestita di materiali preziosi, oro, argento e rame, metafora del nostro tempo.

12/09/16

Serve ancora l’arte? Riflessioni e dubbi sull’arte nel nostro presente.



Da diversi anni sul nostro sito si dibatte sul senso dell’arte oggi, ora anche il noto mensile “Il Giornale dell’Arte” dedica la copertina a questo complesso tema, con un interrogativo dubbioso “ A che cosa serve ‘arte? “.


Nel variopinto articolo si cerca di giustificare il valore dell’arte che purtroppo pare non avere più nessun giustificativo, se non quello temporaneo del consumo turistico di massa.


Nella storia il ruolo dell’arte è mutato molto, da forma decorativa a forma culturale, soprattutto dal Rinascimento in poi, per diventare oggi quasi più semplice merce da consumare, che sia l’opera dal valore economico stratosferico o un evento simil mondano da frequentare, vedasi il recente progetto di Christo sul Lago d’Iseo.


Visto dal punto economico è sicuramente un settore positivo che produce lavoro e flusso di denaro, mentre dal punto di vista culturale è in evidente declino. Sono oramai rarissime le opere di vero impatto. In parte perché non esiste più una cultura, ma un sistema che è sempre più legato al divertimento, allo svago, in parte perché i mezzi visivi sono diventati predominanti e diffusi a tutti, così il numero di ipotetici artisti è diventato esponenziale.


Un fattore aggiuntivo è sicuramente che la comunità culturale che dava valore alle opere, costituito da figure che dedicavano la propria vita a passioni quali letteratura, storia, musica frequentando critici, collezionisti o “persone di gusto”, oramai non esiste più. Questo bel mondo ora è sostituiti da promotori che creano eventi per un pubblico in continuo movimento, affamato di finte novità o apparente esclusività. Situazioni che si consumano nel luccichio di una notte condita di cibo e musica, per cui c’è poco spazio per riflettere e approfondire.



Che futuro si prospetta?


Non saprei, io ho sempre pensato che l’arte, oggi, sia una passione che guarda al suo cuore, per cui cerco nel mio quotidiano di guardare al lato più affascinante, le opere, superando tutto il resto, mondanità, parole, mercato. Nel magma quotidiano, in cui è necessario immergersi, ancora capita di imbattersi in lavori di affasciante emozioni e ciò è più che appagante.

07/09/16

Operà ma non solo



Ormai il mondo del web è diventato parte del mondo reale e sono sempre di più le istituzioni che operano anche in questo "spazio" da alcuni mesi c'è il link

https://www.operadeparis.fr/en/3e-scene


dell'Operà di Parigi che offre una serie di interessanti progetti artistici.




Manifesto 


Internet is a public place, a collective meeting place, a place for expression and creation.After the Palais Garnier in 1875 and the Opéra Bastille in 1989, the Paris Opera has decided to build its 3e Scène (3rd stage) in the digital world. In this new space, the Paris Opera intends to continue its dialogue with the public and also to make new friends. The 3e Scène’s spectators live all around the globe, speak every language, and love art in all its forms.


As of September 15, 2015, the 3e Scène opens wide its doors to visual artists, filmmakers, composers, photographers, choreographers, writers, and invites them to come and create original works relating to the Paris Opera. The relationship between the Opera and the works created may be forthright, robust, subliminal, drawn-out, extended or even distended. But above all we want the artists to make the Opera their own, to draw on its resources, roam within its walls and meet its talents in order to reveal places, colours, history, questions and people through creation.

This 3e Scène has neither equal nor model. Open to the world, it invents a space where tradition, creation and new technology unite as symbols of modernity.

05/09/16

Doug Aitken al Moca





Electric Earth è il titolo della prossima mostra di Doug Aitken al Moca, dal 10 Settembre al 15 Gennaio.


Sarà un nuovo progetto che si svilupperà fra le installazioni visive e il suo vasto percorso di dialogo con la comunità artistica, che ha portato alla realizzazione di diversi progetti quali il noto  Station to Station.


Doug Aitken: Electric Earth, Aitken’s first North American survey, is organized as a full collaboration and dialogue with the artist. From his breakthrough installation diamond sea (1997) to his most recent event-based work Black Mirror (2011), the exhibition unfolds around the major moving-image installations that articulate his thematic interest in environmental and post-industrial decay, urban abandonment, and the exhaustion of linear time. Conceptualized as an entropic landscape suspended between city, broadcasting machine, and labyrinth, the exhibition is punctuated by the signs, sculptures, photographic images, and altered furniture—all unbound from vernacular language and culture—that Aitken has conceived over the years. The exhibition will also include Aitken’s less exhibited collages and drawings, as well as his work with architecture, printed matter, artist’s books, and graphic design. The exhibition’s logic incorporates that of the nomadic cultural incubator, cross-continental happening and moving earthwork Station to Station (2013), which, like so many of Aitken’s works, embraces a collaborative spirit across disciplines and beyond walls to reimagine the nature of what a work of art can be and of what an art experience can achieve.


03/09/16

Parcours des Mondes



Oramai è un evento consolidato che anima le vie del centro di Parigi, "Percorsi del Mondo" è giunto alla 15 ° edizione, che quest'anno dedica in modo particolare il suo sguardo all'Asia. 

Un evento sempre più ricercato e qualificato che propone nelle vie di Saint-Germain-des-Prés piccole ma preziose mostre d'arte primitiva, per un pubblico molto esigente e specialista.

Fra Rue des Beaux-Arts e Rue Visconti, il visitatore scopre una Parigi trasformata e deliziosamente misteriosa, piena di sculture ancestrali, statue degli antenati e uccelli maschere.

02/09/16

Fra immagini e oggetti alla Fondazione Prada




Presso la Fondazione Prada di Milano sono in corso diverse mostre,  fino al 25 Settembre  c'è “T.T.T.- Template Temples of Tenacity” è costituito da tre nuovi progetti presentati da Mosquito al piano terra del Podium, nel Cinema e negli spazi esterni della Fondazione, realizzati in collaborazione con artisti internazionali. 


WEorNOT (Nastivicious’ Temple #01) (2016) è un’installazione site-specific firmata da Nastivicious, il duo fondato nel 2008 da Mosquito e dall’artista spagnolo Vic Pereiró, in collaborazione con l’illustratrice Ada Diez. Il progetto trasforma la vasta sala del Podium in un tempio contemporaneo, un luogo collettivo di comunione nel quale le pareti in vetro, ricoperte da illustrazioni caricaturali, diventano delle grandi vetrate colorate.




Parallelamente è in corso “True Value” di Theaster Gates (Chicago, Stati Uniti; 1973) che riunisce in due spazi della Fondazione Prada una selezione di opere recenti e nuove commissioni realizzate per la mostra. 


L’opera di Gates è caratterizzata dalla convinzione secondo la quale gli oggetti comuni sono in grado di veicolare una conoscenza profonda, insita non solo nel loro aspetto materiale, ma evocativa anche delle esperienze legate al loro utilizzo. In questo senso, i materiali di scarto rappresentano la memoria collettiva e sono i catalizzatori di una riflessione politica ed estetica sulla riqualificazione culturale e sull’attivismo sociale. 


Ad esempio, le manichette antincendio utilizzate contro i manifestanti all’epoca del movimento americano per i diritti civili degli anni Sessanta, o i pavimenti delle palestre di decine di scuole abbandonate in seguito alla diffusione di politiche neoliberali, sono stati trasformati in opere nelle quali il formalismo non è semplicemente un elemento estetico. La chiave della pratica artistica di Gates risiede in questa attitudine trasformativa, capace di trasmettere un valore universale simbolico. 







E fino al 31 Dicembre è possibile vedere l’esposizione “Kienholz: Five Car Stud”, a cura di Germano Celant, riunisce una selezione di opere realizzate da Edward Kienholz e Nancy Reddin Kienholz, tra le quali la storica installazione che dà il titolo alla mostra.


Five Car Stud è stata creata da Edward Kienholz tra il 1969 e il 1972 ed è stata esposta per la prima volta a documenta 5 a Kassel, curata da Harald Szeemann. L’opera, che riproduce in dimensioni reali una scena di violenza razziale, è considerata una delle più significative dell’artista americano. Nonostante il clamore e l’attenzione della critica suscitati fin dalla sua prima esposizione, Five Car Stud è rimasta non visibile nel deposito di un collezionista giapponese per quasi quarant’anni. Solo tra il 2011 e il 2012, dopo il suo restauro, è stata ripresentata al pubblico del Los Angeles County Museum of Art e del Louisiana Museum of Modern Art in Danimarca. 
Ora parte della Collezione Prada, riappare per la prima volta in Italia in questa mostra. Five Car Stud diventa il nucleo centrale di un percorso espositivo che transitando dalla galleria Sud al Deposito e in uno spazio esterno presenta 25 opere, tra lavori scultorei, assemblage e tableau, realizzati dai Kienholz dal 1959 al 1994, nonché materiali di documentazione sulla storia e il processo di creazione di Five Car Stud.

01/09/16

Work on Paper Fair




In questi ultimi anni si è assistito ad un grande ritorno alla carta, sia nei libri che nelle opere, pare quindi interessante scoprire che dal 2 al 5 Settembre si svolgerà a Lugano "Work on Paper Fair" la prima edizione di una fiera internazionale interamente dedicata alle opere su carta.
WOPART Fair proporrà un affascinante viaggio in tutte le epoche della storia dell’arte, approfondendo tecniche e linguaggi che caratterizzano i lavori esclusivamente realizzati su supporto cartaceo, dal disegno antico alla stampa moderna, dal libro d’artista alla fotografia d’autore, dall’acquerello e dalle stampe orientali alle carte di artisti contemporanei, presentati da un campione di 50 gallerie internazionali.
La selezione degli espositori è garantita da un comitato scientifico presieduto da Giandomenico Di Marzio, giornalista, critico e curatore d’arte contemporanea e da Paolo Manazza, pittore e giornalista specializzato in economia dell’arte, che comprende anche storici e critici dell’arte e della fotografia, collezionisti, docenti universitari tra i più apprezzati, quali Michele Bonuomo, Marco Carminati, Gianluigi Colin, Massimo Di Carlo, Walter Guadagnini, Giuseppe Iannaccone, Piero Mascitti, Marco Meneguzzo, Anna Orlando, Elena Pontiggia, Massimo Pulini, Marco Riccòmini, Marco Vallora.

WOPART offrirà un vasto programma di eventi collaterali che aiuterà il pubblico ad approfondire i temi di maggiore attualità proposti dalla fiera luganese. Tra questi si segnalano le Conversazioni d’Arte, che vedranno alternarsi le lectio magistralis di critici e storici dell’arte, consulenti, specialisti di investimenti in arte, o gli Artist talk, occasioni uniche per conoscere dalla viva voce dei protagonisti internazionali del mercato dell’arte, le loro esperienze e il loro percorso artistico e che saranno trasmesse in streaming sul sito della manifestazione.
Integra il progetto espositivo della fiera un programma di quattro mostre, che indagano attraverso media e linguaggi diversi il tema del ritratto, dall’Ottocento ai giorni nostri. I ritratti di Palazzo Belgioioso – Quando gli artisti dipingono gli artisti, a cura di Massimo Pulini, accompagna il pubblico nella Milano risorgimentale, in uno dei salotti culturali più in voga del periodo: il cosiddetto “cenacolo” di Palazzo Belgioioso, sede della Società degli Artisti e Patriottica, punto di incontro e confronto per scrittori, intellettuali e naturalmente pittori e scultori; presenza notevole, in città, a partire dagli anni dell’Unità d’Italia e fino all’avvento del Fascismo. Un patrimonio ingente quello passato dalla Società alla Collezione Baratti: si parla di un corpus di almeno 150 ritratti dei diversi soci, tra cui Domenico Induno, Giuseppe Bertini, Eleuterio Pagliano, Sebastiano De Albertis, Federico Faruffini, Angelo Morbelli, Achille Beltrame. Proprio da quest’ultimo blocco di lavori proviene la selezione dei 34 disegni esposti, per la prima volta in Svizzera, nel contesto di WOPART, documento determinante per ricostruire l’ambiente e le figure di un salotto borghese che è stato palestra di talenti e eccellenze.

Provengono ancora dalla Collezione Baratti le 40 carte presentate nella mostra Caricature a cavallo tra Otto e Novecento – La vena satirica e lo sberleffo tra maestri del disegno, a cura di Massimo Pulini. L’ambiente è il medesimo – siamo sempre nel contesto della Società degli Artisti e Patriottica – ma cambia in senso radicale lo spirito dei ritratti firmati dai vari Giuseppe Palanti o Mario Bettinelli, che svelando una inaspettata verve dimostrano, come osserva Pulini, “la grande modernità di questi autori, abili spadaccini della penna e impietosi pugili del carbone, ed è proprio il terreno disinibito dell’ironia a restituirci la temperie vivace e fertile che si doveva vivere in quel luogo, in quel cenacolo di ingegni”.
Sono una ventina gli autografi presentati nella mostra I musicisti di Gianni Maimeri – Una selezione dei disegni di concertisti da Stravinskij a Toscanini, che per la curatela di Paolo Manazza offre un omaggio alla figura di Maimeri (1884 – 1951), straordinario cronista per immagini di uno dei periodi più più gloriosi della Scala di Milano. Le matite esposte provengono dall’esposizione permanente allestita negli spazi dell’Auditorium “laVerdi” di Milano e restituisce il clima di stretta compenetrazione tra linguaggi creativi differenti che da sempre contraddistingue il capoluogo lombardo, città dove musica, letteratura e arti visive non mancano di intrecciare i propri percorsi seguendo traiettorie comuni.

A chiudere idealmente l’excursus di WOPART sul tema del ritratto è la mostra Aurelio Amendola, i volti dell’arte – Ventidue magistrali ritratti di artisti del Novecento, a cura di Walter Guadagnini. L’esposizione presenta un nucleo di fotografie che vedono Amendola (Pistoia, 1938) indagare l’animo e lo spirito di grandi nomi della contemporaneità, per una volta non più “soggetto” creatore di opere d’arte ma “oggetto” ritratto. Si passa così senza soluzione di continuità da Alberto Burri a Mimmo Paladino, da Andy Warhol a Giorgio de Chirico fino a Roy Lichtenstein, per una galleria delle personalità più influenti dell’arte italiana e internazionale del XX secolo.
La manifestazione è organizzata da Studio Lobo, col patrocinio della Città di Lugano e dell’Associazione dei fotografi professionisti e fotodesigner svizzeri (SBF) e con la Biennale del Disegno di Rimini, con la partecipazione di Visarte, e si avvale del sostegno di LGT Private Banking, di ARGOS Wealth Administration, di Eberhard & Co. e del contributo del main media partner La Lettura-Corriere della Sera, del media partner ArtsLife e degli sponsor tecnici BIG – Broker Insurance Group, Bildung, Fondazione Maimeri, Frattura Scomposta, Lugano Airport, Kessel Concessionario Ufficiale Maserati e Melià Campione.