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29/12/09

In with the New


Camden Arts Centre è lieta di presentare per la fine dell'anno, una cinque giorni con un
programma di laboratori creativi, proiezioni di film e progetti d'artista che faranno vibrare questi giorni di festa.

Il programma in inglese:

29 December 2009
Over the festive season Camden Arts Centre is running a series of family activities in conjunction with the Eva Hesse and Katja Strunz exhibitions. Working alongside practicing artists, families are invited to book their place to take part in afternoon activities in Animation and Sculpture:

George Wu: Animation workshops (aimed at families with children aged 5-16 yrs)
Tuesday 29 – Wednesday 30 December 2009
2.00 – 4.30pm, £1.00 per session booking required (SOLD OUT)
Wu's first taste of filming came from being selected as a winner in the BBC New Music Shorts 2006, leading to an MA at the Royal College of Art. The Animation workshops aim to take Katja Strunz’s musical, animated assemblages and sculptures as a starting point, inspiring visitors to make their own animated film, experimenting with drawing and making.

Viyki Turnbull: Clay workshops (aimed at families with children aged 5-16 yrs)
Wednesday 30 – Thursday 31 December 2009
2.00 – 4.30pm, £1.00 per session booking required (SOLD OUT)
The clay workshops are led by Viyki Turnbull, who has worked with young people as part of various arts education programmes at galleries including Tate Modern, Tate Britain, Whitechapel Art Gallery and the National Portrait Gallery.

Taking Eva Hesse’s experimental approach to materials and sculpture as inspiration, the clay workshops will encourage participants to use clay in new and unexpected ways beyond functional ceramics – as a sculptural material in its
own right.

Artist’s Project
Natasha Kidd: Painting Factory
Tuesday 29 – Thursday 31 December 2009
12.00 – 5.30pm, admission free
Throughout In with the New 2009, artist Natasha Kidd will be resident in the Artists’ Studio with an installation of her ‘painting machines’. Visitors will be invited to come and operate the machines to help create eight new paintings which will be completed over the three days.

Natasha Kidd is a senior lecturer in Fine Art Painting at the Bath School of Art and Design, and has recently become a fellow of the Higher Education Academy. She is an associate lecturer on BA Fine Art at Chelsea College of Art and Design and has taught as a visiting lecturer across disciplines at both undergraduate and postgraduate level at the University of Lincoln, Nottingham Trent University, Newcastle School of Art and Design and the Royal College of Art.

Film Screenings
In search of a resolution…a series of films reflecting the tension between process and resolution in the work of Eva Hesse.

Saturday 02 January 2010
12.30pm – ‘F for Fake’ (dir. Orson Welles, 1973, 85 min)
F for Fake is the last major film completed by Orson Welles. Initially released in 1974, it focuses on Elmyr de Hory's recounting of his career as a professional art forger.

2.30pm – ‘Lord of the Rings’ (dir. Ralph Bakshi, 1978, 133 min)
J.R.R. Tolkien's The Lord of the Rings is a 1978 animated fantasy film directed by Ralph Bakshi. It is an adaptation of the first half of J. R. R. Tolkien's The Lord of the Rings. Set in Middle-earth, the film follows a group of hobbits, elves, men, dwarves and wizards who form a Fellowship. They embark on a quest to destroy the One Ring made by the Dark Lord Sauron, and to ensure his destruction.

Sunday 03 January 2010
12.30pm – ‘Le testament d'Orphée’ (dir. Jean Cocteau, 1960, 83 min)
Le Testament d'Orphée is a visual summing up of the poet's own life. Cocteau gazes into the multiple mirrors of his loves and his works, re-creating his personal myth.

2.30pm – ‘Lost in La Mancha’ (dir. Terry Gilliam, 2002, 93 min)
Lost in La Mancha is a documentary movie narrated by Jeff Bridges about Terry Gilliam's failed first attempt to make The Man Who Killed Don Quixote, a movie adaptation of the novel Don Quixote.

Filippo de Pisis e il suo tempo


E’ in corso fino al 10 Gennaio la bella mostra "Filippo de Pisis e il suo tempo", con le opere dell’artista ferrarese che attraverso una quarantina di lavori provenienti da collezioni pubbliche e private relazionano con altri quadri di artisti, suoi contemporanei e amici.

De Pisis, fin da giovane, dimostra un temperamento intellettuale ed inclinazioni letterarie, pittoriche e botaniche di grande valenza. All'età di vent'anni è già attivo nel dibattito culturale della sua città e, nel 1916, incontra De Chirico, Savinio e Carrà, militari a Ferrara: un sodalizio che avrà influenze decisive nella sua formazione pittorica. 

L'incontro definitivo con la pittura, e la conseguente personalizzazione del suo procedere artistico, avviene nel 1923, durante il periodo che trascorre ad Assisi, e vi si dedica sempre più assiduamente fino al 1926, anno in cui decide di trasferirsi a Parigi dove rimane fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1939.


 Di questo felice periodo sono esempio in mostra lavori come "Paesaggio parigino, 1927", oppure "Fiori con specchio, 1936" Durante gli anni parigini la sua pittura si affranca e acquista, attraverso una spazialità dalle derivazioni metafisiche, il lirismo narrativo che si ritrova anche negli scritti, ed in opere quale "Natura morta, 1935" fatte di impressioni visive appuntate quasi in modo stenografico. 

A Parigi De Pisis è affascinato dai dipinti degli Impressionisti e dei Fauves che assimila e poi rielabora ottenendo così delle composizioni estremamente personali, animate da una vena di malinconica poesia ben sottolineata da "Conchiglie, 1930". Gli ultimi quadri sono lo specchio della sofferenza determinata dalla grave malattia che lo colpisce: materia rarefatta o colori cupi esprimono un profondo mal de vivre che qui vediamo in "Natura morta con bottiglie. Omaggio a Morandi, 1949" oppure "Fiore" degli anni '50.

La pittura di De Pisis ha caratterizzato comunque mezzo secolo di arte italiana ed internazionale. Mezzo secolo in cui avvengono grandi cambiamenti. L'Italia si trova ad occupare una significativa posizione nel panorama europeo, grazie alle novità del Futurismo, ma anche grazie all'apporto del tutto originale offerto dagli artisti italiani alla riscoperta di quella "misura classica" che percorre l'Europa negli anni che seguono la sperimentazione delle prime avanguardie storiche. Per cui l'esposizione si prefigge anche di indagare, partendo dalla voluta centralità dell'opera di De Pisis, sempre attento al suo tempo ma tendenzialmente teso a creare un personale ductus operandi, i due punti estremi della ricerca artistica italiana di quegli anni, l'anti-tradizione futurista da un lato e il nuovo corso del classico dall'altro.

Si passa così ai lavori di De Chirico, Morandi, Carrà e Savinio, fondatori con de Pisis della Metafisica italiana, dove si ritrovano capolavori come "Composizione architettonica-Parigi" del 1928 e "Interno metafisico con officina" del 1951, per proseguire con le espressioni dei maggiori rappresentanti della pittura italiana coeva. Tra questi spiccano nomi quali Giacomo Balla, in cui la modernità del dipinto, con l'ardito taglio fotografico, già appare come il superamento delle istanze realiste e simboliste che aveva caratterizzato l'Italia artistica della fine '800; Felice Casorati, con le atmosfere incantate del realismo magico; o, ancora, Massimo Campigli e la sua riscoperta dell'arcaismo dell'antica Etruria. Per citare solo alcuni dei grandi Maestri che campeggiano in Palazzo Salmatoris.

A chiosa una selezionata quanto inedita proposizione di disegni, incisioni ed acqueforti come significativo momento complementare di tutto il mondo artistico che, considerando quale fulcro dello stesso l'opera di de Pisis, ha caratterizzato più di mezzo secolo di storia dell'arte italiana.

L'inaugurazione avverrà sabato 10 ottobre 2009, alle ore 11.00, presso la Sala del Consiglio di Palazzo Comunale. Dopo gli interventi dei convenuti, autorità, curatori e critici d'arte, il pubblico si sposterà per il taglio del nastro a Palazzo Salmatoris.

TITOLO: Il marchesino pittore Filippo De Pisis e il suo tempo

DURATA: 10 ottobre 2009 - 10 gennaio 2010

ORARI: da mercoledì a sabato ore 9.30/12.30 e 14.30/18.30; domenica e festivi ore 9.30/19.00
La biglietteria si ferma mezzora prima dell'orario di chiusura

INGRESSO: intero € 6,00; ridotto € 5,00 (da 12 a 18 anni e ultrasessantenni, studenti universitari);visite scolastiche € 3,00 (materne, scuole dell'obbligo e superiori); riduzione per gruppi organizzati e prenotati.
Festivi e prefestivi possibilità di visita con guida (inclusa nel biglietto)



da CN7

A Cherasco si è inaugura una mostra su "Filippo De Pisis e il suo tempo", che vede il ritorno del maestro ferrarese nelle storiche sale di Palazzo Salmatoris. In questa mostra si riconoscere, attraverso una quarantina di capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private, la valenza nazionale ed internazionale di questo autore. Luigi Filippo Tibertelli, suo vero nome, nasce a Ferrara nel 1896 e, fin da giovane, dimostra un temperamento intellettuale ed inclinazioni letterarie e pittoriche di grande valenza.

La rassegna si propone quindi come una rivisitazione globale del grande maestro di Ferrara, dalla parentesi metafisica agli anni parigini in cui la sua pittura acquista il lirismo narrativo, che si ritrova anche negli scritti, con opere fatte di impressioni visive appuntate quasi in modo stenografico fino a giungere agli ultimi quadri specchio della sua sofferenza: materia rarefatta o colori cupi esprimono un profondo mal de vivre.


Ad integrazione dell'omaggio che la rassegna vuole dedicare a questo grande artista, una sezione dedicata ai suoi contemporanei amici: De Chirico, Morandi, Carrà e Savinio, fondatori con De Pisis della Metafisica Italiana. Unendo anche alcuni dei maggiori rappresentanti della pittura italiana coeva, quali i futuristi Boccioni, Balla, Fillia, Depero nonché ai principali artisti di Novecento Sironi, Bucci, Funi, Rosai, Casorati, De Grada, Guidi, Campigli, Tozzi e Severini.

20/12/09

Christmas Tree 2009, Tacita Dean





Con la scusa di parlare del nuovo albero natalizio dellla Tate Britain vi auguro buone feste.

Quest'anno il compito è toccato a Tacita Dean che ha decorato un abete Nordmann con candele fatte con pura cera d'api.

Al calare del sole, dopo le 16 vengono accese e lasciate lentamente consumare, esse sono state progettate per durare due ore, giusto fino alla chiusura del museo.

L’artista dice di questo lavoro: 'Mi ha colpito, quando sono arrivato a Berlino, la semplicità con cui là vivono il Natale . Ho sentito che i tedeschi erano riusciti a trattenere qualcosa della purezza e della magia, nonostante le pressioni consumistica, l'attenzione alla purezza e alla semplicità mi ha portato a fare questo lavoro, che rimanda anche alla mia attenzione al crepuscolo e al cambiamento della luce, che spesso si vede nei mie film”

18/12/09

Da Rubens a van Dyck. Pittura fiamminga ed olandese dal XV al XVIII secolo




Mentre in una magica atmosfera natalizia le vie del centro storico di Cuneo venivano lentamente coperte dai fiocchi di neve che scendevano dal cielo, da tutta Europa giungevano stupende opere d’arte che nel rinnovato palazzo Samone, stupendo esempio di edificio piemontese del ‘700, davano avvio alla ricercata mostra “Da Rubens a van Dyck. Pittura fiamminga ed olandese dal XV al XVIII secolo”.

L’evento, curata da Didier Bodart e Vincenzo Sanfo, propone una raffinata ed elegante raccolta con oltre 60 dipinti, provenienti da collezioni pubbliche e private, attraverso cui ripercorrere le strade seguite dalla pittura del nord Europa lungo quattro secoli di storia.

Guidato dal criterio temporale che ispira l'allestimento, lo spettatore potrà ammirare un nucleo di capolavori in parte mai esposti in Italia, ognuno dei quali contribuisce a ricostruire, tassello dopo tassello, l'evoluzione della pittura fiamminga dalle origini sino allo splendore della maturità.

Questo viaggio ideale inizia nel 1400, con le preziose tavole in legno ed in rame dei cosiddetti pittori primitivi, tra cui spicca la Crocifissione del maestro anonimo della Virgo inter Virgines, figura affascinante ed avvolta dal mistero a cui si fanno risalire gli albori della scuola fiamminga, per poi proseguire con i capolavori di maestri di chiara fama quali Rubens e van Dyck, a cui fanno da cornice una varietà di altri importanti maestri, forse meno noti ma ugualmente importanti per apprezzare il periodo in esame, quali, ad esempio, Joahnn Liss, Adriaen van Ostade, Jan Brueghel II il giovane, Jan Haviscksz Steen...

La ricchezza dei soggetti proposti che spaziano dalle scene sacre a quelle allegoriche, passando per i ritratti, i paesaggi e le nature morte, costituisce, di fatto, la cifra di questa esposizione, rendendola completa.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 28 febbraio 2010.

Palazzo Samone - via Amedeo Rossi, 4 - Cuneo

orario:
mar-mer-gio-ven 10.00-13.00/17.00-19.30 sabato 10.00-13.00/16.00-19.30 domenica 10.30-19.30 25-26 dicembre, 1° e 6 gennaio 2010: 16.00-19.30 (possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti:
intero € 8,00
ridotto € 6,00 (over 65 e under 16; portatori di handicap)
riduzione € 1,00 euro non cumulabile a presentazione di voucheur rilasciato da negozianti di Cuneo
Ingresso gratuito per: bambini sotto i 6 anni, insegnanti accompagnanti scolaresca e nei casi contemplati per legge, accompagnatori di gruppi minimo 10 persone.
ingresso di gruppo scuola: € 3,00 per persona

17/12/09

il classico funziona sempre?





Il 10 Dicembre la casa d'aste Christie's ha offerto un disegno di Raffaello a oltre 32 milioni di euro, record per un disegno antico, superando i 22,11 milioni di euro di un ritratto d'uomo di Rembrandt.

Il giorno prima l’autoritratto di Van Dick è stato venduto da Sotheby's alla cifra 9,2 milioni di euro.

Che in periodi di crisi, il classico funziona sempre?

Salviamo la pittura ( … dai pittori )

Salviamo la pittura ( … dai pittori )

In questi ultimi decenni la grande tradizione della pittura è stata svilita da una produzione massificata e scadente, migliaia di pittori (forse più giusto definirli tinteggiatori, visto che colorano tessuti) che dimentichi della grande tradizione espressiva e tecnica, si stanno approcciando a questa Arte in modo tristi e scadente.

Quella che era una grande storia, si è svuotata di senso e di bellezza, ha perso il suo valore per annullarsi in noioso esercizi scolastici di cattivo gusto, spesso poi realizzati più per amore di guadagno che per valore artistico.

Oramai perso il senso di espressività “la pittura” si è ridotta a puro passatempo domenicale di migliaia di hobbisti che si trastullano con colori e fotografie (visto che quasi il 90 % delle immagini prende ispirazione da questa nobile tecnica).

Ancora più triste quando a modello vengono prese opere del passato riproposte con scadente e pessima perizia o ancora peggio si fanno citazionismi e discendenze da artisti famosi e di grande valore.

La pittura “sta male” e i primi artefici di questa sofferenza paiono essere la moltitudine di tinteggiatori che anziché svilupparla la fanno lentamente perire.
Risulta poi particolarmente stridente nel nostro paese che, forte di una grande tradizione, si trova oggi a rincorrere la grande produzione delle maestranze artigianali dei paesi dell’est o addirittura dall’estremo oriente dove centinaia di “pittori” producono ogni genere di quadri di cui il mercato necessita per occupare stanze e corridoio di anonimi appartamenti.

Che fine ha fatto il genio? la creatività? la bellezza?

... sicuramente altrove, in altre forme espressive c’è un margine di bellezza e creatività, bisogna quindi guardare al cinema, alla fotografia, all’animazione.

Un minuto di silenzio nella speranza di un recupero di saggezza e bellezza …

15/12/09

speciale sul mercato dell'arte nell'ultimo numero dell'Economist

Vi segnalo sullo scorso numero di The Economist un interessante report dedicato al mercato dell’arte intitolato “suspended animation”. Con diversi diagrammi e articoli di approfondimento si fa un quadro del mercato artistico molto ampio e con delle interessanti considerazioni, sul reale valore di quello che si compra.

La fontana dei Bagni Misteriosi di G.De Chirico


Finalmente dopo tanti anni di degrado e abbandono la meravigliosa “fontana dei Bagni Misteriosi” di Giorgio De Chirico posta accanto alla Triennale di Milano è in fase di restauro. Uno dei tanti beni pubblici, troppi forse (?), che il nostra paese pareva aver dimenticato e che ovunque sarebbe orgoglio, per noi era fastidio. Ma grazie alla volontà dell’ex assessore alla cultura di Milano Vittorio Sgarbi e al sostengo del gruppo Mapei il recupero è avviato. Ora il grande dilemma come tutelarla, come evitare che subito diventi oggetto nel nostro malcostume nazionale? Coprirla o no?
Il quotidiano Il Sole 24 ore ha avviato un interessante sondaggio con una pagina dedicata appositamente nel suo sito , voi che ne pensate?


13/12/09

Turner Prize 2009 - the winner is …



Richard Wright opera presentata alla Tate Britan per il premio Turner.

La commissione di quest’anno del Turner Prize, costituita da Stephen Deuchar (della Tate Britain), Charles Esche(del Van Abbemuseum di Eindhoven), Mariella Frostrup (scrittrice), Jonathan Jones (critico d’arte) e Andrea Schlieker (della Triennale di Folkestone), ha nominato vincitore Richard Wright, preferendolo all’italiano Enrico David, Roger Hiorns e Lucy Skaer. L’opera presentata in mostra (visibile fino al 3 Gennaio alla Tate Britan) è un affresco particolarmente decorativo e minimale, molti vedono in ciò una rivalutazione del gesto pittorico, altri più maligni la forza della galleria Gagosian che ha fra i suoi pupilli questo artista in crescita sul mercato.

Dispersi sull’ “indagini di un cane”



Spin Off Thomas Hirschhorn 1998 Collezione Fondazione S.R.Rebaudengo

Presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino è in corso la mostra dal titolo kafkiano di “Indagini di un cane”. Si tratta di un evento coordinato nel progetto europeo FACE, a cui aderiscono: la Deste Foundation, Atene (Grecia), Ellipse Foundation, Cascais (Portogallo), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (Italia), La Maison Rouge - Fondation Antoine de Galbert, Parigi (Francia), Magasin 3 Stockholm Konsthall, Stoccolma (Svezia) un gruppo di spazi legati da una promozione di arte contemporanea secondo certe linee e gusti molto modaioli.

Lo strano titolo è ispirato ad un racconto di Franz Kafka in cui un cane si interroga sul suo senso, via un pretesto per raccogliere tante opere di diverso formato, stile, percorso ed espressività. A volte sarebbe più sensato scrivere collettiva varia e non scomodare tanti interessanti libri per giustificare una mostra, ma è anche vero che un titolo così incuriosisce.

Come tutte le raccolte di opere diverse l’allestimento sarebbe una cosa importante ma in questo tempo di crisi si preferisce uno stile più pauperista. Così certi lavori cozzano alquanto con altri, alcuni vengono impoveriti e altri ne guadagnano valore. Per cui anche se posto in uno spazio troppo grande la sedia capovolta di Bruce Nauman mantiene il suo piacere formale, i coriandoli di Stéphane Thidet sono suggestivi mentre l’opera di Gregor Schneide pare quasi abbandonata lì, una posizione più centrale forse ne dava più forza. Il neon di Claire Fontaine perde di impatto emotivo nella stanza con una illuminazione così forte. In particolare il corridoio risulta troppo ricco di opere, Mackintosh Staccato di Urs Fisher diventa debole e la stupenda talpa di Mark Dion ( Les Necrophores) posta accanto alla biglietterie sembra un totem pubblicitario. Perfette le stanze video anche se l’opera di Philippe Bazin che dura 60’ vorrei proprio sapere chi mai la guarderà tutta. Sempre fantastico William Kentridge. Entrati incuriositi se ne esci perplessi, in parte affascinati in parte annoiati.


Artisti in mostra: Vasco Araujo, Virginie Barré, Philippe Bazin, Mircea Cantor, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Mark Dion, Gardar Eide Einarsson, Urs Fischer, Fischli & Weiss, Claire Fontaine, David Hammons, Annika von Hausswolff, Thomas Hirschhorn, William Kentridge, Kimsooja, Jeff Koons, Sigalit Landau, Sherrie Levine, DeAnna Maganias, Mark Manders, Esko Männikkö, Marepe, Paul McCarthy, Boris Mikhailov, Bruce Nauman, Cady Noland, Martin Parr, Navin Rawanchaikul, Aurel Schmidt, Gregor Schneider, Lara Schnitger, Santiago Sierra, Lorna Simpson, Stéphane Thidet, Kara Walker