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Visualizzazione post con etichetta Fondazione Bevilacqua La Masa. Mostra tutti i post
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26/04/18

Walking with Art - Stonefly Art Prize






 
Da diversi anni la Stonefly, l’azienda italiana leader nella produzione di calzature ad alto contenuto di innovazione, opera con la Fondazione Bevilacqua La Masa, punto di osservazione privilegiato delle esperienze artistiche più interessanti del Triveneto, per la promozione della ottava edizione del Premio “Walking with Art - Stonefly Art Prize”.

Stonefly fa del sostegno a progetti e manifestazioni che ruotano attorno alla cultura la propria cifra distintiva, anche per il valore che restituiscono al territorio. La creatività è ciò che oggi fa la differenza e l’arte, con le sue contaminazioni, ne rappresenta il livello massimo. Sostenerla è sempre un buon investimento soprattutto quando aiuta a creare opportunità concrete per far conoscere i giovani e il loro talento.
 
Il tema individuato per questa edizione è legato alla parola tenerezza: un sentimento che “abbraccia” sensibilità, capacità affettiva e dimensione relazionale. Amare con tenerezza significa rispettare l’altro, prendersene cura, trovare il giusto equilibrio razionale ed emotivo tra il nostro io e l’umanità che ci circonda; la testa alleggerisce il corpo, i passi rallentano; la leggerezza riempie l’animo che si apre nell’incontro, in una attitudine naturale e spontanea ad essere avvolti e ad avvolgere. Love me tender significa sii tenero, morbido, per scambiare energia e calore.
 
Gli artisti che hanno studiato negli Atelier della Fondazione Bevilacqua La Masa dal 2010 fino al 2017 sono stati chiamati a interpretare tali suggestioni in forma di parola, testo, scrittura, presentando i loro progetti. 
Walking with Art, è ormai un accreditato Premio Acquisto per l’opera vincitrice, che entrerà a far parte della collezione dell’azienda di Montebelluna. Negli ultimi anni, inoltre, è diventato anche Premio Produzione.

 
È stata Annamaria Testa a decretare i progetti vincitori, dopo aver visionato le proposte presentate. La scelta di Annamaria Testa come Presidente della Giuria si fonda sulla sua profonda conoscenza del mondo della comunicazione e della creatività. Alla professione di consulente per le imprese affianca infatti una intensa attività di scrittura come blogger e saggista e oltre vent’anni di docenza universitaria.
 
La sua preferenza è andata a Jaspal Birdi che si aggiudica il Premio Acquisto Walking with Art, grazie al progetto di una installazione dal titolo Let's Play House! 
Jaspal Birdi è nata nel 1988 a Toronto. Si forma in Disegno e Pittura all’OCAD University di Toronto; successivamente frequenta un Master in Management dell’Arte all’Istituto Europeo di Design (IED) e consegue una specializzazione in Curatela Contemporanea presso la Venice School of Curatorial Studies.
Il suo lavoro è stato pubblicato su Artribune, Zoomers Magazine Canada, Corriere Della Sera, IO Donna e BOOOOOM.

 
L’opera proposta prevede un’installazione costituita da una tenda, fatta di coperte, illuminata da luci soffuse, all’interno della quale si possa rivivere un’esperienza associata alla memoria della propria casa d’infanzia, un luogo dove poter ricordare attimi di armonia e tenerezza. La sensazione di sicurezza e calore che ne deriva caratterizza le relazioni con persone care. L'installazione partecipativa, grazie anche al ricamo delle parole Space Like Home, diventa così un’occasione per ripensare alla tenerezza passata, rinnovandone l’esperienza.

LA MOTIVAZIONE della scelta: «Per la capacità di cogliere pienamente le implicazioni e le sfumature di un tema, “tenerezza”, non facile da trattare in modo non zuccheroso, sfuocato o stereotipato. Per la delicata poesia e il senso di intimità ben espressi dall’opera, e per la possibilità di coinvolgere il pubblico proiettandolo in una dimensione esperienziale calda, accogliente e affettuosa. Infine, per l’apertura su un problema, quello del “sentirsi a casa", e del dove e come potersi sentire a casa, che in questi tempi spaesati, nomadi e migranti appare centrale nella consapevolezza e nel dibattito collettivo».

 
Oltre all’assegnazione del Premio Acquisto a Birdi, sono state segnalate le proposte di altri tre artisti:
Giacomo Gerboni con l’opera T
Davide Sgambaro con l’opera Monumenti a prime volte 
Pamela Breda con l’opera The wonder doctor

 
Tutte le opere sono allestite dal 3 al 6 maggio 2018, nello spazio di Viafarini allaFabbrica del Vapore, in via Procaccini 4, edificio messina, primo piano.

La mostra sarà aperta dalle 11.00 alle 18.00. L’allestimento è a cura di Stefano Coletto.

L’edizione di quest’anno di Walking with Art ha previsto anche un ulteriore concorso, rivolto sempre agli stessi artisti, per realizzare una immagine da utilizzare per la comunicazione del progetto nel suo complesso. La proposta grafica selezionata da Annamaria Testa è quella di Pamela Breda.

Walking with Art - Stonefly Art Prize
Edizione 2017 - Love me tender
 
Viafarini DOCVA, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4
3 - 6 maggio 2018, 11.00-18.00

02/02/17

"Per dormire mi distesi in mezzo agli assassini"



Apre al pubblico giovedì 2 febbraio alle ore 18, nella sede della Galleria di Piazza San Marco della Bevilacqua La Masa Opera 2016, la mostra di fine residenza degli assegnatari di uno studio per l'anno 2016.  La mostra, a cura di Stefano Coletto, presenterà al pubblico opere di Ana Blagojevic,Lucia Del Zotto, Melania Fusco,Caterina Gabelli, Gosia Maria Jagiello, Alberto Luparelli,Gioele Peressini, Nuvola Ravera, Gaetano Olmo Stuppia, Francesco Zanatta, Michelangelo Zoppini, dopo un anno di sperimentazione, confronto, formazione negli atelier di Palazzo Carminati a S. Stae e del complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca.

Quest'anno gli artisti hanno proposto di accompagnare al titolo tradizionale un verso tratto da una celebre poesia di Bertolt Brecht "A coloro che verranno". Il verso esprime in modo diretto e metaforico la complessità dell'esperienza degli studi, che alterna impegno fisico a momenti di mera riflessione, slanci euforici e fasi di crisi e incertezza sulla propria visione. Il futuro entra in gioco, così come le visioni individuali, gli impegni politici, lo sguardo critico. Il giovane artista come figura che riconosce le contraddizioni, che scende a patti con se stesso, che si sente libero verso le convenzioni, ma poi le ripensa e si ricolloca rispetto ad esse. Avere lo studio in una Istituzione pubblica comporta anche questo movimento tra le norme quotidiane e l'autonomia del pensiero, tra l'incertezza sull'essere ascoltato e l'esigenza di esprimersi; la fatica di questa tensione si può liberare, se trova spazio nel lavoro individuale, nella rappresentazione, in un verso. 
La mostra, come ogni anno, si articola nei linguaggi più diversi, passando dalle riflessioni concettuali, alle installazioni, alle pratiche pittoriche e fotografiche, fino alle ricerche audio e video.  

Il programma degli studi d'artista di Bevilacqua La Masa, che origina dal 1901 grazie al lascito di Felicita Bevilacqua La Masa al Comune di Venezia, è tra i più antichi d'Europa. Oggi la Fondazione Bevilacqua La Masa è l'unica Istituzione pubblica italiana che assegna annualmente 12 atelier ad altrettanti artisti, garantendo loro un ricco programma di iniziative, quali studio visit da parte di critici, galleristi, docenti e operatori del settore, incontri con il pubblico, occasioni espositive e progetti con partner sostenitori.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo a colori edito dalla Bevilacqua La Masa, che,  per la prima volta, uscirà successivamente all'inaugurazione, per documentare al meglio i lavori esposti dagli artisti e pensati appositamente per lo spazio espositivo. Il catalogo verrà presentato nel periodo di apertura della mostra con un evento dedicato. 


Un ringraziamento speciale a FAVINI che ha supportato il lavoro dei giovani artisti in residenza. A Stonefly, che ha affiancato per il settimo anno consecutivo il programma degli studi d'artista di Bevilacqua La Masa, anche con il conferimento di un premio acquisto Walking with Art, Stonefly Art Prize.

"Per dormire mi distesi in mezzo agli assassini"

Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia

Inaugurazione 2 febbraio 2017, ore 18
3 febbraio > 19 marzo 2017 

13/01/17

100ma Collettiva Giovani Artisti




E' da sempre un punto di riferimento per la cultura artistica veneta, nata dalla donazione della Felicita Bevilacqua (1822-1899), vedova del generale Giuseppe La Masa, che decise di lasciare al Comune di Venezia il palazzo di Ca' Pesaro e una dote economica.

Contenuto della pagina

Fra le tante iniziative c'è l'annuale Collettiva della Fondazione Bevilacqua La Masa, un appuntamento tradizionale per l'arte contemporanea emergente, che è arrivata alla prestigiosa 100ma edizione con una nuova selezione di 22 artisti e 10 proposte grafiche scelte da una giuria d'eccezione composta per la prima volta da professionisti italiani che operano in istituzioni e organizzazioni internazionali. 

La giuria ha utilizzato come criterio il peso specifico delle opere selezionate, valutandone il rapporto tra intenzione teoretica e realizzazione formale. Inoltre, si è fatto riferimento alla mostra, alla presentazione delle opere negli spazi dell'Istituzione, suggerendo una lettura per temi e argomenti da parte dei visitatori. In ultima si è voluto sottolineare la potenzialità da parte di alcuni artisti di possibili futuri sviluppi della loro ricerca.

Per questi motivi, gli artisti selezionati sono: Bruno Amplatz, Luisa Badino, Mattia Bertolo, Veronica Botta, Silvia Cappellari, Francesca Chioato, Alessia Cargnelli con Mario Ciaramitaro, Daniele Costa, Gianmarco Cugusi, Daniele Culicelli, Gabriele Del Pin, Laura Fiorio con Daniele Sambo, Julia Frank, Stefania Mazzola, Stefan Milosavlievic, Matteo Pasin, Greta Pllana, Francesco Pozzato, Fabio Ranzolin, Laura Santini, Davide Sgambaro e Lisa Stefani. 

La giuria ha inoltre individuato gli assegnatari delle Borse di studio che l'Istituzione conferisce ogni anno per i lavori più apprezzati e che implica per i beneficiari, oltre a un'assegnazione in denaro, la possibilità di esporre nuovamente in Bevilacqua il prossimo anno, in una mostra a loro riservata (Mostra dei Borsisti).

I vincitori delle borse di studio del valore di 2500 euro sono Silvia Cappellari con la stampa Origine: la Misericordia e Daniele Costa con il video Spazio Morto.

Due premi del valore di 1.000 euro ciascuno invece a Francesco Pozzato con l'installazione Stele n.92 di Wernicke e a Fabio Ranzolin con la stampa fotografica Gira, corazòn; gira, corazòn.

La giuria ha  attribuito a Valerio Veneruso il premio per la grafica del valore di 1000 euro

Fino al  22 gennaio 2017 presso la Galleria di Piazza San Marco, San Marco 71/c Venezia



04/02/14

Atelier Bevilacqua La Masa 2014

La Masa Dritan Hyska Il mio amico operaio

La Fondazione Bevilacqua La Masa apre il nuovo anno confermando la propria attenzione a supporto dei giovani artisti. La mostra dedicata agli assegnatari dei 12 studi d’artista, a cura di Rachele D’Osualdo, conclude il programma di residenze che l’Istituzione ha rivitalizzato durante gli anni duemila. Gli atelier, assegnati tramite bando di concorso, sono collocati a Palazzo Carminati a San Stae e nel Complesso dei SS. Cosma e Damiano alla Giudecca: qui per 12 mesi gli artisti vivono in un confronto diretto con colleghi, curatori, galleristi e giornalisti provenienti dall’Italia e dall’estero, grazie ad un programma di studio visit loro dedicato, di incontri con il pubblico, di appuntamenti e occasioni espositive realizzate anche in collaborazione con importanti istituzioni cittadine e nazionali.

A partire dal 5 febbraio 2014 saranno visibili, nelle sale della Galleria di Piazza San Marco, i lavori di Amedeo Abello, Thomas Braida e Valerio Nicolai, il collettivo Cake Away, Lorenzo Commisso, Marco Gobbi, Andrea Grotto, Cristiano Menchini e Adriano Valeri, Dritan Hyska, Rachele Maistrello, Elena Mazzi, Corinne Mazzoli, Martin Romeo, Claudia Rossini, Špela Volbib.

Amedeo Abello presenta in mostra due lavori che si sviluppano ai confini del mezzo fotografico: in Photomaton l’obiettivo delle cabine fotografiche, solitamente destinato alla produzione di fototessere, ritratti standardizzati per documenti di identificazione, è deviato a catturare soggetti esterni, immagini sfuggenti che fissano la collettività e il paesaggio urbano nella loro contingenza e casualità. Nell’installazione Life / File, realizzata in collaborazione con Federico Morando, i provini dei rullini fotografici diventano segno grafico attraverso un processo di errore programmato, realizzando una composizione in cui tecniche (analogico e digitale) e campi semantici apparentemente contrapposti sono ravvicinati nell’esperienza dell’artista.

Il duo composto da Thomas Braida e Valerio Nicolai espone il frutto del proprio lavoro come artisti singoli, gli ultimi risultati delle rispettive ricerche pittoriche: personaggi mostruosi e grotteschi compongono micro-narrazioni nelle tele di Thomas Braida, mentre Valerio Nicolai indaga il dispiegarsi della pittura nello spazio. A fianco, un video nato dalla collaborazione tra gli artisti: se è il mondo delle favole a fornire l’ispirazione primaria, questa si ibrida con le pratiche individuali degli artisti e il loro vissuto personale trasfigurando completamente la storia e i personaggi originari.

È una rassegna di videoarte il progetto proposto dal collettivo curatoriale Cake Away, che ha inteso valorizzare l’Archivio Giovani Artisti della Fondazione Bevilacqua La Masa. In tre appuntamenti serali, che si terranno i martedì 11, 18, 25 febbraio 2014 alle 18.30 nella sede di Palazzetto Tito, verranno indagate alcune tematiche: l’intreccio tra memoria e narrazione nei video degli artisti, i gesti e significati assunti dal corpo nella videoarte,  i diversi linguaggi del video d’animazione.

How we dwell Residenza n.2

L’evoluzione della ricerca artistica di Lorenzo Commisso è esposta attraverso una “mostra nella mostra”, un catalogo di lavori, spunti di ricerca e confronti con artisti che hanno avuto luogo durante l’anno di residenza e che materializzano il luogo fisico e mentale rappresentato dall’atelier dell’artista. Durante l’inaugurazione verrà inoltre eseguita la performance audio/video COLORA – The Zebra Crossing, sviluppata in collaborazione con Rachele Burgato.

Il gruppo di artisti composto da Marco Gobbi, Andrea Grotto, Cristiano Menchini e Adriano Valeri espone al pubblico le opere realizzate durante l’intero anno nell’ambito del progetto How we dwell (make your own residence): il collettivo ha infatti organizzato una serie di residenze nello spazio aperto (le sponde del Piave, i terreni auriferi ad Alessandria, i colli Berici di Vicenza, per finire con l’isola della Certosa nella laguna di Venezia) invitando altri artisti a prendervi parte, a costruire un ambiente che li potesse ospitare. Dall’interazione non prevedibile e di volta in volta diversa tra gli artisti partecipanti e lo spazio esterno, utilizzando materiali di recupero assieme a un kit fornito dagli ideatori del progetto, è nata una serie di lavori esposti in mostra a San Marco.

È al mondo del lavoro che volge la sua attenzione l’installazione di Dritan Hyska: un audio riproduce meccanicamente l’informativa sulla sicurezza al lavoro, ma nel cantiere è il lavoratore ad essere assente, rendendo un concetto vano e astratto questa normativa.
Attraverso una serie di brevi video, Rachele Maistrello mostra ai visitatori uno scambio di identità con un guardiasala: nelle scene riprese nella spiaggia agli Alberoni, i personaggi svolgono azioni che oscillano tra l’esercizio fisico e una rivisitazione dimessa di opere maestose; la relazione di fiducia tra di essi consente un ribaltamento di ruoli in cui le fragilità di entrambi sono messe in scena, e le aspettative su ciascuno di essi vengono temporaneamente sospese.

Martin Romeo The Method 

Elena Mazzi racconta nello spazio espositivo Reflecting Venice, un progetto che coniuga le pratiche artistiche contemporanee, la tradizione storica dell’artigianato veneziano, considerazioni di carattere ecologico e ambientale e l’attuale ricerca scientifica su un prototipo di Muro Solare, installazione di specchi che produce energia termodinamica. La complessità del progetto, la sua processualità, la collaborazione tra professionisti di diversi settori sono rese attraverso una composita installazione basata sul lavoro collettivo e sulla creazione di un territorio comune.

È una sfida uomo-macchina quella messa in scena da Corinne Mazzoli in Sala Giocchi!, un ambiente artificiale e artificioso in cui lo spettatore deve confrontarsi con chiassose macchinette, luci e suoni esasperati come la relazione che si crea tra l’uomo e le slot-machine, in una società dove l’oro facile sembra essere l’antidoto ai mali contemporanei. All’inaugurazione della mostra, accompagnata dalla musica dei Rotorvator, band Metal bellunese, una presentatrice declamerà i comandamenti di una nuova economia, l’Economia della Pioggia d’Oro.

Martin Romeo, attraverso una videoinstallazione e un video documentario, presenta agli spettatori della mostra The Method,spettacolo di danza interattiva ideato dall’artista e svoltosi al Teatro Fondamenta Nuove di Venezia a gennaio 2014. Lo spettacolo è un’opera al confine tra installazione e performance, in cui si attiva una riflessione sulla relazione tra il corpo e l’immagine nell’arte contemporanea attraverso la multidisciplinarietà e le nuove tecnologie.

Dalla collaborazione tra Claudia Rossini aka Yamada Hanako e la celebre ma discussa gondoliera Alex Hai, che è anche fotografa e regista, nasce il progetto La Gondoliera, una serie di venti fotografie e una selezione di articoli e documenti che raccontano la storia veneziana dell’eroina combattente Alex. Una visione originale de La Serenissima, un provocante racconto in cui i confini tra realtà e finzione sono sfumati.
Lo studio delle forme e dei rapporti cromatici tra gli elementi, l’ambiguità dei materiali, la relazione tra organico e inorganico caratterizzano la ricerca di Špela Vol?i?, che spazia dal linguaggio fotografico a quello scultoreo.

La mostra è accompagnata, per il quinto anno consecutivo, da una preziosa edizione speciale Moleskine, azienda di Milano che produce i noti taccuini e partner sostenitore del programma degli Atelier dal 2008. Un particolare ringraziamento a Stonefly, che da quattro anni supporta con un prezioso contributo l’attività degli Atelier BLM. A cura di Rachele D’Osualdo

Fondazione Bevilacqua La Masa / Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia
6 febbraio – 9 marzo 2014



12/09/13

Adan Vallecillo alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia


Oggi alle ore 18.30, presso il Chiostro dei SS. Cosma e Damiano sull'Isola della Giudecca, Adan Vallecillo, artista honduregno vincitore del premio illySustainart che consiste in una residenza studio presso la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, presenterà al pubblico la propria ricerca artistica e i suoi progetti per la residenza.

La residenza consiste in un percorso di studio della durata di tre mesi presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, in cui l’artista potrà lavorare a stretto contatto con gli altri giovani assegnatari degli studi della Fondazione e partecipare con loro alle tante iniziative annualmente organizzate per i giovani artisti assegnatari degli atelier. Avrà a disposizione un atelier personale all’interno del complesso di studi di SS. Cosma e Damiano nell'isola della Giudecca (già sede di cinque dei dodici studi BLM), nel quale sarà oggetto di frequenti studio visit che la Fondazione organizza con giornalisti, critici e curatori del settore, indipendenti o rappresentanti delle principali istituzione nazionali e internazionali dedite ai giovani artisti, come il Palais de Tokyo (Parigi), il Camden Arts Centre (Londra), Künstlerhaus Bethanien (Berlino). Avrà la possibilità di presentare il proprio lavoro al pubblico generale, in occasione degli Artists’ Talk e delle giornate di Open Studios. Durante i tre mesi alloggerà nella foresteria di Palazzo Carminati, vivendo a stretto contatto con i giovani assegnatari degli studi e potendo beneficiare di questo ambiente ricco di stimoli e relazioni interpersonali. Con questa residenza la Fondazione Bevilacqua La Masa continua la strada iniziata con “Art Enclosures / Confini d’Arte”, confermando il suo impegno verso gli artisti dei paesi extraeuropei e non occidentali, in uno spirito di conoscenza e aiuto reciproco.

illy SustainArt è un progetto nato nel 2007 con l’intento di approfondire il raggio di azione di illycaffè nell’arte contemporanea ed estendere alla comunità artistica internazionale il suo approccio a una crescita sostenibile. Il centro del progetto è il sito www.illysustainArt.org, una vetrina aperta sul mondo dell’arte contemporanea che si propone come punto di riferimento, luogo d’incontro e di scambio culturale per artisti e curatori provenienti da Paesi emergenti, che qui hanno la possibilità di mostrare il proprio lavoro a noti esponenti dell’arte contemporanea mondiale: Meskerem Assegued, Carlo Bach, Carlos Basualdo, Suman Gopinath, Gerardo Mosquera, Michelangelo Pistoletto, Mariangela Mendez Prencke, Angela Vettese. Si inserisce in questo ambito anche il Premio illy SustainArt, che l’azienda assegna periodicamente ad artisti emergenti selezionati in occasione di importanti appuntamenti internazionali, fra cui Arco Madrid, SP-Arte a San Paolo e Art Rotterdam.

Adan Vallecillo è nato a Danlì, El Paraiso, in Honduras nel 1977. Dopo aver completato gli studi alla Scuola Nazionale di Belle Arti di  Tegucigalpa (1995), ha frequentato la School of Visual Arts di San Juan, Puerto Rico (2000) e infine studiato Sociologia all’Universidad Nacional Autónoma de Honduras (2010). La sua carriera comprende dozzine di personali e collettive, conferenze e workshop in America Latina, Caraibi, Europa e Stati Uniti.

illycaffè, con sede a Trieste, produce e commercializza un unico blend di caffè espresso ed è marca leader nel segmento del caffè di alta qualità. Ogni giorno vengono gustate oltre 6 milioni di tazzine di caffè illy. illy viene venduto in oltre 140 paesi in tutto il mondo ed è disponibile in oltre 100.000 fra i migliori ristoranti e bar. espressamente illy, la catena di caffè all’italiana in franchising, tocca ad oggi oltre 30 Paesi con all’attivo 230 locali. Con l’obiettivo di accrescere e diffondere la cultura del caffè l’azienda ha istituito l’Università del Caffè, il centro di eccellenza che offre una formazione completa teorica e pratica ai coltivatori, ai baristi e agli appassionati su tutte le tematiche attinenti al caffè. illycaffè è partner ufficiale di Expo 2015 per l’ideazione e la gestione di contenuti, esposizioni ed eventi dedicati al caffè, nell’area comune del Cluster tematico. 

 A livello globale la società impiega circa 990 persone e ha realizzato nel 2012 un fatturato consolidato di 361 milioni di euro.illycaffè acquista il caffè verde direttamente dai produttori della più pregiata Arabica attraverso rapporti di partnership basati sullo sviluppo sostenibile. Con i migliori coltivatori del mondo - in Brasile, nei Paesi dell’America Centrale, in India, Africa e Cina - l’azienda triestina sviluppa un rapporto di collaborazione a lungo termine trasferendo loro conoscenze e tecnologie e riconoscendo una remunerazione superiore ai prezzi di mercato.


Fondazione Bevilacqua La Masa. La storia della Fondazione Bevilacqua la Masa comincia oltre un secolo fa per volontà di una donna generosa e lungimirante, che seppe precorrere gli intenti e le attuali prerogative delle istituzioni italiane impegnate nella valorizzazione del lavoro degli artisti esordienti. Al termine di una vita in gran parte impiegata a sostenere l'allora nascente popolo italiano, Felicita Bevilacqua (1822-1899), vedova del generale Giuseppe La Masa, decise di lasciare al Comune di Venezia il palazzo di Ca' Pesaro, purché fosse impiegato per agevolare i "giovani artisti ai quali è spesso interdetto l'ingresso nelle grandi mostre".
Negli ultimi dieci anni in BLM hanno esposto il loro lavoro 1200 artisti. 218 sono le mostre che si sono svolte, più di 50 cataloghi pubblicati e centinaia di poster, inviti e brochures.
Tre gli aspetti principali del programma della Fondazione Bevilacqua La Masa:
- L'organizzazione di mostre di artisti viventi di fama internazionale, allo scopo di fornire al territorio locale un'importante opportunità per venire in contatto con i grandi artisti contemporanei, rendendolo parte del circuito di centri di esposizioni internazionali, come il Centre Pompidou di Parigi e la Whitechapel Gallery, nonché luoghi di residenza di artisti  come il Camdem Art Centre di Londra e il Palais de Tokyo di Parigi.
- Le attività dedicate ai giovani artisti, come la Mostra Collettiva Annuale, ora alla sua 97ma edizione, il conferimento di borse di studio ai giovani artisti più promettenti, l'annuale mostra dei Borsisti e l'assegnazione dei 12 Studi d'Artista per la durata di un anno. A ciò si affiancano mostre personali e collettive di giovani artisti organizzate in collaborazione con università, accademie, centri di esposizione e altre istituzioni italiane e straniere.
- Attività di informazione e divulgazione, come l'Archivio Giovani, creato in collaborazione con il centro Viafarini di Milano e la biblioteca specializzata in Arte contemporanea. Inoltre molte sono anche le pubblicazioni curate dalla stessa BLM, accanto all'archivio storico dell'istituzione. La Fondazione organizza seminari, workshop, congressi e incontri coinvolgendo artisti, critici e teorici di grande fama internazionale.
La Fondazione Bevilacqua La Masa dal 2002 è presieduta da Angela Vettese e diretta da Elisabetta Meneghel.





18/04/13

Toolkit Festival 2013 alla Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia.



Un ricco programma di multi-espressività si svolgerà fra pochi giorni a Venezia presso la Fondazione Bevilacqua la Masa a Venezia. Si tratta della terza edizione Toolkit Festival, un’evento internazionale di arte interattiva curato da Martin Romeo 

Il Toolkit Festival è un’interessante kermesse dedicata all’arte interattiva, coordinato con A plus A Centro Espositivo Sloveno, il patrocinio della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, il sostegno dell’Officina delle Zattere, di Ca’ Foscari Digital Week e della Municipalità di Venezia. 

Segnatevi le date dal 9, all’ 11 Maggio 2013, per una tre giorni di mostre interattive, workshop e tavole rotonde dedicata al filone dell’arte contemporanea più sperimentale e all’avanguardia, con una rosa di artisti internazionali, scelti tra gli oltre 200 che hanno risposto al bando, da una giuria di esperti del settore. Karina Smigla Bobinski, artista internazionale polacca, Valerio Mannucci, curatore e editor di Nero Magazine, Daniele Spanò, curatore e rappresentante della Fondazione Romaeuropa, Fausto Tomei, autore del volume Arte Interattiva. Teoria e Artisti, hanno selezionato infatti i tredici partecipanti. Artisti provenienti da tutto il mondo, per una terza edizione del festival senza confini geografici, capace di riunire nella cornice di Venezia uno sguardo di insieme su questa espressione artistica contemporanea. 

Manifestazioni eterogenee che grazie a stimoli visivi/sonori/tattili sollecitano i sensi dello spettatore, vero protagonista delle opere di Anna Diaz & Jordi Planas (Spagna), Dimension+ (Hong Kong), Espaysantacruz Studio (Spagna), Anni Garza Lau (Messico), Nikolas Schmid-Pfaehler & Carolin Liebl (Germania), Lars Lundehave Hansen (Danimarca), Robert Mathy (Austria), Morast (Austria), Nohista (Francia), Ricardo O’Nascimento & Ebru Kurbak (Brasile-Italia), Lorenz Potthast (Germania), Daniel Schwarz (Germania) e Signal to Noise (Gran Bretagna). 

Racconta il curatore Martin Romeo: “La terza edizione del Toolkit Festival è ormai rivolta all’ internazionalità: artisti provenienti dal Brasile passando per l'Europa fino ad Hong Kong, proporranno in un pugno di giornate un’impegnativa azione interattiva composta di sculture elettroniche che respirano forme leggere come gli origami del collettivo Dimension+ o come nelle opere di Ricardo O’Nascimento & Ebru Kurbak dove un insieme di piume crea l'illusione di una nuvola che interagisce con il pubblico. Ci saranno poi opere più meccaniche, come il casco di Lorenz Potthast che permetterà di cambiare la propria percezione del tempo o come Robert Mathy che, virtualmente, insieme a Signal To Noise, connetterà gli spazi espositivi in un vero e proprio Percorso Contemplativo”. 

Gli artisti esporranno in diversi luoghi della città, primo fra tutti la galleria A plus A Centro Espositivo Sloveno, Palazzo Malipiero e per la prima volta presso l’Officina delle Zattere. Crescono anche i sostenitori del Festival: la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, che ha dato il suo patrocinio al festival, ospiterà nello spazio di Palazzetto Tito un incontro sui temi della New Media Art a cui parteciperanno Mauro Arrighi, Sonia Cillari, Stefano Coletto e Quayola, mentre Ca’ Foscari Digital Week collaborerà insieme al Festival per quanto riguarda i workshop che saranno tenuti dagli artisti milanesi Otolab e Dotdotdot. 

Toolkit Festival è dedicato all’arte interattiva e alle sue capacità di esplorazione, ricerca e sperimentazione attraverso l’uso della tecnologia e il suo rapporto con il pubblico. Fin dalla sua prima edizione (Venezia, 2011) propone un’attenta e capillare mappatura delle ricerche più contemporanee del settore. In breve tempo ha riscosso attenzione e successo nella comunità artistica locale e nazionale, coinvolgendo numerose istituzioni veneziane e non, così come professionisti nel campo della New Media Art. La terza edizione del Toolkit Festival punta a diventare sempre più internazionale e ad affiancarsi agli altri eventi di grande respiro culturale ospitati dalla città di Venezia durante il corso dell’anno. 

PROGRAMMA 

8 MAGGIO 2013 
Ore 12: conferenza stampa 
Presso A plus A Centro Espositivo Sloveno, San Marco 3073 

9 MAGGIO 2013 
re 10: apertura delle tre sedi espositive 
Ore 17: Inaugurazione presso l’Officina delle Zattere 
Ore 19: Inaugurazione presso A plus A Centro Espositivo Sloveno 
Ore 21: cocktail party presso Palazzo Malipiero 

10 MAGGIO 2013 
Ore 18: talk dedicato alla New Media Art con Mauro Arrighi, Sonia Cillari, Stefano Coletto e Quayola 
Presso Fondazione Bevilacqua La Masa – Palazzetto Tito 

11 MAGGIO 2013 
Ore 10-18: esposizione dei lavori creati dagli studenti dei workshop con Otolab e Dotdotdot 
Ore 18: Incontro con gli artisti 
Presso l’Officina delle Zattere, Fondamenta Nani, Dorsoduro 947 


Workshop 
9-10-11 maggio 2013 
dalle 10 alle 18: workshop 
presso l’Officina delle ZattereI workshop saranno tenuti dai collettivi milanesi Otolab e Dotdotdot. Con Otolab gli studenti avranno la possibilità di progettare il proprio liveset con il software Ableton Live. Con il gruppo Dotdotdot sarà realizzata un’installazione partecipata che coinvolgerà gli abitanti del sestiere e che terrà conto dell’ambiente architettonico circostante. I lavori creati durante i workshop saranno esposti al pubblico l’11 maggio presso l’Officina delle Zattere. 

Deadline iscrizioni: 29 Aprile 2013 

Sedi espositive 
A plus A Centro Espositivo Sloveno, San Marco 3073 
Officina delle Zattere, Fondamenta Nani, Dorsoduro 947 
Palazzo Malipiero, San Marco 3079 
Aperte al pubblico dalle 10 alle 18 

Visite guidate 9-10-11 maggio 2013 Ore 10-18 Visite guidate nelle sedi espositive del Festival con mediatori culturali 

Se vuoi sostieni il Toolkit Festival e la sua campagna di crowdfunding: www.indiegogo.com/projects/toolkit-festival-2013

20/09/11

In Deed: certificati di autenticità nell'arte



L'opera esiste anche se non esiste? E' sufficiente che il suo autore ci inviti a intendere come opera qualcosa che non ha niente di materiale, come un pensiero, un progetto o un'azione? Questa domanda è al centro della mostra In Deed: certificati di autenticità nell'arte, che nella Galleria di Piazza San Marco della Fondazione Bevilacqua La Masa.

La mostra, curata da Susan Hapgood e Cornelia Lauf, investiga il significato dei certificati di autenticità nel sistema dell'arte contemporanea, soprattutto a partire dagli anni '60, quando tali certificati hanno iniziato a accompagnare opere che non esistono fisicamente, bensì consistono in performance, opere concettuali, o istruzioni per realizzare l'opera a distanza.

L'esposizione è stata precedentemente allestita presso De Kabinetten Van De Vleeshal, Middelburg, Olanda; successivamente sarà ospitata presso le seguenti sedi: KOHJ International Artists' Association, New Delhi; Mumbai Art Room, Mumbai; Nero HQ, Roma; John M. Flaxman Library Special Collections, the School of the Art Institute of Chicago, Chicago; Salt Beyoğlu, Istanbul; The Drawing Center, New York.

I certificati di autenticità fanno riferimento a un'opera, ne attestano legalmente l'esistenza, costituiscono la ricevuta fiscale di una transazione; talvolta incorporano essi stessi un'opera d'arte. I certificati servono a validare l'autorialità e l'autenticità del lavoro e permettono il posizionamento dell'opera d'arte sul mercato come un prodotto di marca – anche quando si tratta di lavori transitori o immateriali. Mentre si presume comunemente che l'importanza intrinseca di una determinata opera d'arte dovrebbe essere evidente all'occhio di un esperto, i certificati puntano invece altrove l'attenzione, e dimostrano che i materiali o le qualità estetiche in un oggetto a volte non sono sufficienti a costituire l'opera d'arte. Nell'epoca contemporanea, globalizzata e capitalista, il certificato, con le implicazioni che esso comporta sul pensiero artistico, è diventato al contempo uno strumento di business e una dichiarazione filosofica sulla natura di un'opera d'arte. I certificati hanno valenze giuridiche e ontologiche che li rendono documenti particolarmente affascinanti per attestare i cambiamenti di atteggiamento nei confronti dell'arte e del ruolo degli artisti.

Fornendo esempi di certificati di artisti degli ultimi cinquant'anni, questa mostra svela come i ruoli dei diversi attori siano mutati e come siano anche cambiati i materiali delle opere e i contenuti stessi dell'arte. L'esposizione, che si rivolge a un pubblico eterogeneo di appassionati d'arte o di questioni legali, di studiosi o di curiosi, presenta documenti all'apparenza molto formali, così come certificati disegnati e personalizzati dai singoli artisti; sono inclusi certificati di:

Ruben Aubrecht, Judith Barry, Robert Barry/Stefan Brüggemann, Hemali Bhuta e Shreyas Karle, Pierre Bismuth, Marinus Boezem, George Brecht, Daniel Buren, André Cadere, Marcel Duchamp, Maria Eichhorn, Urs Fischer, Dan Flavin, Andrea Fraser, Liam Gillick, The Felix Gonzalez-Torres Foundation, Hans Haacke, Edward Kienholz, Yves Klein, Joseph Kosuth, Sol LeWitt, Ken Lum, Piero Manzoni, Gordon Matta-Clark, Josiah McElheny e Allan Kaprow, Jonathan Monk, Robert Morris, Antoni Muntadas, Yoko Ono, Cesare Pietroiusti, Adrian Piper, Emilio Prini, Robert Projansky e Seth Siegelaub, Raqs Media Collective, Robert Rauschenberg, Sharmila Samant, Joe Scanlan, David Shrigley, Daniel Spoerri, Haim Steinbach, Superflex, Rirkrit Tiravanija, Ben Vautier, Lawrence Weiner, Franz West, Ian Wilson, Cerith Wyn Evans, Carey Young, Andrea Zittel, Heimo Zobernig.

Il catalogo della mostra, prodotto da Roma Publications, Amsterdam, è realizzato con il supporto di BlueLabel, Londra

Fondazione Bevilacqua La Masa - Galleria di Piazza San Marco, 71/c, Venezia

19/02/10

Jana Sterbak - Through the eye of the other




Il programma di collaborazione Fondazione Bevilacqua La Masa - Teatro La Fenice di Venezia a cura di Francesca Pasini, prosegue con il progetto dell’artista canadese, di origine ceka, Jana Sterbak (Praga 1955) ”Through the eye of the other”, che comprende la proiezione del video Waiting For High Water sullo schermo tagliafuoco e l’esposizione di una scultura.

Il progetto si inaugurerà sabato 27 febbraio dalle ore 19 alle 21 presso il Teatro La Fenice dove resterà visibile fino al 28 marzo, mentre la proiezione del video verrà replicata dal 14 al 21 marzo nell’ora prima dell’inizio dell’Opera Dido and Aeneas di Henry Purcell, con la regia di Saburo Teschigawara.

Dopo la Biennale del 2003, quando le era stato affidato il padiglione del Canada, Jana Sterbak compie un doppio ritorno a Venezia, la proiezione Waiting For High Water (2005), è infatti dedicata alla città nel momento in cui la marea sta salendo. E’ la seconda di una serie di video su più schermi, che fanno parte della “composizione” realizzata con il cane Stanley, al quale era stata applicata sul corpo una videocamera. La prima, From Here to There, girata nell’inverno 2002-2003 nel Golfo di Saint Lawrence, era stata presentata al padiglione canadese nel 2003, mentre Waiting For High Water, girata nel 2004 è stata presentata per la prima volta alla Biennale di Praga del 2005.

Nel momento in cui Jana Sterbak ha accolto l’invito di proiettare Waiting For High Water sullo schermo taglia fuoco del Teatro La Fenice, ha creato un contrappunto in un’altra zona del teatro dove espone la scultura in argento del cane e, all’intero evento, ha dato titolo Through the eye of the other. Waiting For High Water nasce come una triplice proiezione, al Teatro La Fenice è invece su un unico schermo, il tagliafuoco, ma la multipolarità della visione avviene nel raccordo con la scultura del cane.

Sterbak non situa le sue performance in un contesto teatrale, ma in una dialettica concettuale che tiene in equilibrio il movimento, la narrazione e la individuazione stessa dell’immagine. Nel momento in cui il video e la scultura si trovano a convivere in un teatro sottolineano l’essenza della composizione teatrale che, al di là del coinvolgimento scenico – narrativo - musicale, si attua “attraverso lo sguardo dell’altro”, come dice appunto il titolo del progetto di Jana Sterbak. Vedere o essere visti “attraverso lo sguardo dell’altro” non determina una reazione speculare statica, ma un’interazione con l’altro. Il cane con la telecamera sul corpo è il fulcro della performance dalla quale Sterbak ha creato il video, ma è anche una scultura autonoma che, metaforicamente, riprende ciò che avviene attorno, oppure, trovandosi in un teatro lirico, possiamo viverla come un “assolo” che ritmicamente appare nello spazio.


Informazioni
Fondazione Bevilacqua La Masa
Dorsoduro 2826, 30123 Venezia
Tel. +39 041 5207797 – Fax +39 041 5208955

27/01/10

Jim Hodges



Dal 5 febbraio al 5 aprile 2010 la Fondazione Bevilacqua La Masa accoglie l’artista americano Jim Hodges per la sua prima personale in uno spazio pubblico italiano.
La mostra è organizzata da Centre Pompidou, Musée national d'art moderne di Parigi in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e Camden Arts Center di Londra.
Artista riconosciuto sulla scena americana, Jim Hodges presenterà una sessantina di opere nella sede della Galleria di Piazza San Marco offrendo una panoramica del lavoro e del singolare universo di questo artista d’eccezione.
Jim Hodges, nato nel 1957 nello stato di Washington, sviluppa, sin dalla fine degli anni Ottanta, un lavoro radicale e originale in cui il disegno è onnipresente. Affronta la fragilità, la temporalità, l’amore e la morte, ispirandosi alla natura e utilizzandone il lessico. Il risultato è di una semplice ed evidente bellezza. Caratterizzata da aspetti molto contrastanti, l’opera di Hodges può rivelarsi minimalista per la sobrietà di alcuni suoi lavori o barocca per la sua esuberanza, per la ricchezza dei materiali e l’uso di colori sontuosi e cangianti.

L’artista americano esplora sia materiali modesti come la carta, le pasticche di colori e i fiori di tessuto, che la foglia d’oro.
Le sue opere, influenzate dalla natura, dalla letteratura, ma anche dalla spiritualità, uniscono la semplicità dei materiali a un lavoro meticoloso e preciso di collage, cucitura, assemblage e découpage.

Che si tratti di fini ragnatele in filo d’argento o di foto ritagliate, di assemblage di partiture musicali, di fiori appuntati o di specchi rotti che disegnano un’altra immagine della realtà, Jim Hodges esprime con il suo lavoro la sua originale visione di un mondo caratterizzato tanto dalla bellezza e la gioia di vivere, quanto dalla malattia e la morte.
Un catalogo bilingue inglese / francese, diretto dal curatore della mostra Jonas Storsve, è pubblicato dalle edizioni del Centre Pompidou.
In occasione della mostra, sarà inoltre disponibile una brochure in cui sono riprodotti i testi critici tradotti in italiano con un saggio di Angela Vettese.

La conferenza stampa di presentazione della mostra si svolgerà mercoledì 3 febbraio 2010 presso la sede del Comune di Venezia di Ca’ Farsetti, alla presenza di Jim Hodges, Angela Vettese (Presidente Fondazione Bevilacqua La Masa), Jonas Storsve (Curatore mostra Centre Pompidou) e un rappresentante del Camden Arts Center.