Translate

Visualizzazione post con etichetta Antonio Fontanesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antonio Fontanesi. Mostra tutti i post

19/07/14

Il luogo del colore, un percorso spaziale attraversa le stanze della GAM.

 Julião Sarmento
L’estate d’arte torinese è ricca di fresche occasioni, tra cui la GAM che presenta, da pochi giorni, una serie di nuove mostre.
Sono ben quattro gli eventi espositivi attualmente in corso alla GAM. Nello spazio Underground Project sono presenti i lavori ambientali di Julião Sarmento che sullo stesso livello si confrontano con gli spazi dei selezionati all'ars viva Fine Arts Prize.
Nei piani superiori le percezioni cromatico di Piero Fogliati condivide alcuni aspetti fisici delle sculture di Alis/Filliol, elementi di fusione correlati da attimi variopinti.
Queste occasioni si immergono nella stupenda collezione che attraversa due secoli d’arte in modo tematico, aprendo interessanti occasioni di riflessione e bellezza.
Julião Sarmento
I disegni di Julião Sarmento sono sguardi su attimi di corpi femminili che si offrono in intime relazioni. Sospensioni che le opere scultoree manifestano pienamente in questa loro parzialità emotiva. Le stesse lievità che è presente nei domestici lavori di Giorgio Morandi proposti con una scultura Complex Form #52 di Sol Levit da cui lo stesso Sarmento ha tratto ispirazione per un vasto lavoro proposto in diretto dialogo.
Antonio Fontanesi 
Questi giochi di confronti proseguono con le opere ispirate dal quadro di Antonio Fontanesi che tre giovani artisti, selezionati per il ars viva Fine Arts Prize, hanno realizzato. L’attenzione al paesaggio nelle sue cifre più naturali e storiche è la connotazione comune con cui Björn Braun ha proposto un video e una istallazione temporanea, Adrian Williams offre una sua rilettura fisica e pittorica e John Skoog declina alle tracce il passaggio di una presenza animale.
Il colore è l’anima comune fra le luci meccaniche di Piero Fogliati che svela la frugalità dei colori e le libertà fluide delle sculture di Alis/Filliol che avvolgono forme abbozzate, intenzioni di sculture in un divenire plastico.
Piero Fogliati

Alis/Filliol

30/03/13

Paesaggi ottocenteschi - Antonio Fontanesi ritorna in via Po a Torino



Cicli e ricicli della vita, proprio nella stupenda Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, è in corso una pregiata mostra su Antonio Fontanesi. In questo edificio, infatti, l'artista trascorse gli ultimi anni della sua vita. 

Un omaggio a un grande pittore dell’Ottocento che è proposto con una variegata sezione di opere, in qualità e tecnica. Sulle morbide pareti dello spazio temporaneo, sono presentate una trentina di opere, selezionate con cura, che ci trasmettono una parte del suo variegato percorso artistico. 

Declinate nelle diverse tecniche dall’oli agli acquerelli, dai disegni alle litografie e acqueforti; viene rappresentata la sua forte abilità di creare delle immagini naturali, capaci di fermare lo stupore della natura in un ricercato gioco fra luce-spazio-atmosfera. 

Fra i pezzi più interessanti il grande disegno ginevrino del 1851, l’unico che si conosca di quelli da cui il pittore trasse poi una serie di litografie per l’album di vedute ginevrine del 1854-55, e i quattro famosi «ovali» commissionati all’autore nel 1867 da Cristiano Banti; prestati dal FAI, dove bene si manifestano le fascinazioni da Turner, Bonington e Constable, maturate durante il soggiorno a Londra dell’artista. 

Una mostra che propone uno dei vertici paesaggistici dell’ottocento italiano, che sempre più viene riscoperto e apprezzato da un vasto pubblico. 

Museo Accorsi – Ometto, Torino fino al 16 Giugno 2013.

09/01/13

Omaggio a Fontanesi alla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino



La Fondazione Accorsi-Ometto propone per la stagione primaverile, dal 15/2 al 16/6/13, una mostra, curata da Giuseppe Luigi Marini, dedicata ad Antonio Fontanesi: essa rappresenta un omaggio a una delle grandi figure dell’Ottocento che ebbero un importante ruolo nella storia artistica del Piemonte. 

Nato a Reggio Emilia il 23 febbraio 1818, Fontanesi, per l’esempio, la novità e la modernità della propria espressione e il ruolo didattico svolto a Torino, fu presenza imprescindibile alle sorti e agli sviluppi del paesaggismo piemontese del secondo Ottocento. 

Attraverso l’esposizione di una trentina di opere accuratamente selezionate, si propone da una parte di documentare l’intera parabola creativa dell’artista; dall’altra di circostanziare la sua evoluzione linguistica, con attenzione, oltre agli oli, anche agli acquerelli, disegni, fusains, litografie e acqueforti che costituiscono, insieme e al di là di regole di figliazione precise, la necessità di esprimere, con maggiore aderenza, l’idea luce-spazio-atmosfera, proprio in virtù delle caratteristiche implicite nel mezzo usato. 


Così, accanto a un finora mai esposto, grande disegno ginevrino del 1852, testimonianza degli esordi paesistici del maestro, figureranno i quattro famosi «ovali» commissionati all’autore da Cristiano Banti, di proprietà del FAI Fondo per l’Ambiente Italiano. Si potranno inoltre ammirare: alcune vedute della città di Torino; qualche litografia delle due serie di venti vedute svizzere del 1854; diversi oli, di cui tre della GAM Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino; un delizioso acquerello, a suo tempo appartenuto alle collezioni del famoso Arturo Toscanini, e, dulcis in fundo, l’unico autoritratto noto, datato nel penultimo anno di vita e impreziosito da versi autografi che recitano: 

“Io Fontanesi da Reggio co’ penei 
Dipinsi me medesmo a chiaro e bruno 
Sessantadue contando gli anni miei 
Del mille ottocento ottant’uno”.


Dettagli al sito http://www.fondazioneaccorsi-ometto.it