Translate

26/09/26

Les Chiens de Pavlov


Vedute della mostra di Johan Creten 'Les Chiens de Pavlov' al Perrotin Parigi, 2026. 
Foto: Claire Dorn. Per gentile concessione dell'artista e Perrotin. ©ADAGP, Parigi, 2026

La galleria Perrotin a Parigi ospita fino al 10 ottobre la mostra "Les Chiens de Pavlov" personale dell'artista belga Johan Creten. Profondamente personale e al contempo straordinariamente universale, la mostra si snoda come un viaggio immersivo attraverso l'archeologia tecnologica, l'allegoria politica e l'immaginazione mitologica, rivelando come i sogni di ieri continuino a plasmare la realtà di oggi.

Vedute della mostra di Johan Creten 'Les Chiens de Pavlov' al Perrotin Parigi, 2026. 
Foto: Claire Dorn. Per gentile concessione dell'artista e Perrotin. ©ADAGP, Parigi, 2026

Il padre di Johan Creten aveva una particolare ossessione. Affascinato dalle tecnologie emergenti degli anni Ottanta, accumulò, in oltre quarant'anni, una vasta collezione di primi computer che, come ricorda l'artista, "occupavano non solo spazi dedicati, ma ogni angolo disponibile: impilati sui mobili, nascosti dietro le tende, ammassati uno sull'altro con una densità quasi archeologica". Dopo la morte del padre, avvenuta tre anni fa, la famiglia ha ereditato le macchine e le ha trasformate in una grande parete, posta al centro di questa mostra. Si tratta di un gesto profondamente personale – un atto di lutto reso pubblico – ma ciò che è stato tramandato in definitiva non sono stati i computer in sé, bensì l'impulso a interrogarsi. Questa nozione di ossessione è al centro di questa mostra, così come dell'intera pratica artistica di Creten.

Vedute della mostra di Johan Creten 'Les Chiens de Pavlov' al Perrotin Parigi, 2026. 
Foto: Claire Dorn. Per gentile concessione dell'artista e Perrotin. ©ADAGP, Parigi, 2026