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05/10/14

ArtVerona


Pian pianino siamo giunti al decimo anno di  ArtVerona|Art Project Fair, che si terrà dal 9 al 13 ottobre 2014. 

Questa edizione si presenta all’insegna del consolidamento e del rinnovamento grazie al rafforzamento istituzionale che da quest’anno la vede entrare nel portafoglio di Veronafiere, primo organizzatore diretto di manifestazioni in Italia.


Un passaggio che ha già portato a significativi risultati come la nascita di un fondo acquisizioni di 100.000 euro nato dalla collaborazione con Fondazione Domus di Verona; la partnership con ANGAMC, associazione di riferimento in Italia che affianca la manifestazione in questo processo evolutivo; un convegno di apertura sulle best pratices in cui la cultura ha generato economia entrando nel sistema produttivo del nostro Paese, tema affrontato anche all’interno diArtVeronaTalk, con un focus su imprenditori collezionisti che hanno visto nella passione per l’arte un fattore di leva per la loro attività, curato da Adriana Polveroni.
Per il decimo anniversario ArtVerona, che ha affidato la direzione artistica ad Andrea Bruciati, persegue l’indirizzo di ricerca e sperimentazione avviato da alcuni anni, proponendo nuovi format quali Enrico Castellani: l’opera in bianco, esposizione monografica e monocromatica per una riflessione aggiornata sul Maestro e 2000Maniacs| The Big Instant Painting Show, un progetto di pittura e partecipazione dal forte carattere pseudo performativo, nato da un’idea di Lorenza Boisi, a cui si affiancano progetti già consolidati come INDEPENDENTS5, Raw Zone, Level0, Collectors for Celeste, ICONA, oltre ai diversi collateral off fiera.
English press release
With the 2014 edition, ArtVerona|Art Project Fair becomes an unquestionable brand of Veronafiere, the leading direct event organiser in Italy.
For its tenth anniversary, ArtVerona wishes to continue the pursuit of research and experimentation that characterises and rewards it, thanks also to the artistic direction of Andrea Bruciati. He is an independent curator and a talent scout who is sensitive and committed to the promotion of young artists and art dealers, and he already created many innovative formats for ArtVerona in the past.

04/10/14

Scatti sul presente in continuo divenire - Tre mostre alla Sandretto Re Rebaudengo di Torino



Un inizio di stagione autunnale pieno di stimoli alla Fondazione SRR di Torino, con tre sguardi sulla creatività giovanile.
Il primo è con la gioia di fallire, pare essere lo spirito di David Ostrowski, che nella sua ricerca pittorica lascia spazio al piacere dell’errore e della casualità, che spesso produce nuove  sensazioni.


La serie di opere pittoriche proposte ora alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino hanno una forte intensità formale che proprio nella scelta del materiale lascia spazio a una vasta possibilità materica e cromatica. Questa nuova serie, nata a seguito di un incendio nel suo studio, a Colonia, dove tutte le tele di Ostrowski bruciarono tranne una, che rimasta danneggiata dalle fiamme dalla fuliggine diede vita ad un nuovo percorso di ricerca, di cui ora si vedono alcuni risultati.



Le opere di Ostrowski son in bilico fra attimi e ricerca, un equilibrio piacevole e che potrebbe dare sviluppo a interessanti risultati.


 

Nella seconda sala c'è una sezione dedicata a “Consumption – Prix Pictet 2014”  mostra sui finalisti del prestigioso premio fotografico Pictet dedicato ai temi della sostenibilità.
La collettiva include le opere di 11 artisti di fama internazionale, che hanno lavorato sul tema del consumo, creando immagini fotografiche di grande impatto, che invitano a riflettere criticamente sulla realtà. Artisti in mostra: Adam Bartos, Motoyuki Daifu, Rineke Dijkstra, Hong Hao, Mishka Henner, Juan Fernando Herrán, Boris Mikhailov, Michael Schmidt, Abraham Oghobase, Allan Sekula, Laurie Simmons.
Concludono gli eventi espositivi alla FSRR il progetto “Re Rebaudengo Serpentine Grants” con le opere del duo americano formato da Niko Karamyan e Tierney Finster e dell’artista tedesco Riccardo Paratore, vincitori della prima edizione del premio Re Rebaudengo Serpentine Grants nel 2013. La mostra è a cura di Hans-Ulrich Obrist, direttore dei progetti internazionali e co-direttore delle esposizioni alla Serpentine Gallery di Londra e Simon Castets, direttore dello Swiss Institute di New York


Il premio è frutto della collaborazione tra la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Serpentine Gallery di Londra, ed è stato progettato insieme a 89plus, un progetto di ricerca ideato da Castets e Obrist e dedicato alla generazione di innovatori nati dopo il 1989. Il concorso prevedeva la presentazione delle candidature sulla piattaforma online Discrit 89plus ospitata da DIS Magazine, una piattaforma digitale che sostiene e promuove nuove pratiche creative. Sono stati selezionati due vincitori, uno scelto dal pubblico del web, un altro da una giuria internazionale. Gli artisti vincitori hanno ricevuto un somma di denaro con la quale hanno potuto produrre le opere che saranno esposte in Fondazione.



Il duo composto da Niko Karamyan (Hollywood, California, 1992) e Tierney Finster (Los Angeles, 1991), vincitori del premio popolare, presentano un video musicale, Caught Feelings, séguito di Can We Talk e Drop, le opere con le quali hanno partecipato al concorso. Questa trilogia, intitolata Caught Feelings, indaga il tema dell’amore, che gli artisti definiscono un atto creativo, “la costruzione di fantasie personali in relazione ai nostri Altri eletti, I nostri amati spesso non corrisposti”. Wicked Games porta a conclusione la storia d’amore interpretata dai due artisti, mostrando come qualsiasi cosa, anche la più bella e potente, possa presentare dei risvolti disorientanti, travolgenti e talvolta spaventosi.




Vincitore del premio della giuria, Riccardo Paratore (Eutin, Germania, 1990) presenta Sleeping is Production, una serie di opere che esplorano l’esperienza contemporanea del viaggio. L’installazione in mostra, composta da un gruppo di quadri e da un video, dà forma allo straniamento e alla confusione causati dallo spostarsi continuo che caratterizza la vita di molta parte della popolazione mondiale. I quadri impiegano le coperte degli aerei come tela, sulla quale l’artista ha sparso in modo apparentemente casuale, quasi con gesto pittorico, una serie di minuscoli oggetti e vivande comunemente distribuiti in volo. L’opera si offre come rappresentazione di un microcosmo, una sorta di memoria della vita surreale e caotica cui siamo costretti.

Tutti questi eventi si concluderanno il 12 Ottobre.

La fondazione riaprirà poi i battenti con due nuove interessanti mostre, una “Beware Wet Paint “ realizzata con l’ICA di Londra, che fino al 16 Novembre presenta una serie di opere sul tema della pittura in declinaizone autoreferenziale, e un’altra su Isa Genzken, un’antologica dal titolo “Basic Research Paintings, 1989-1991”. La celebre artista tedesca presenta il suo lavoro pittorico, meno noto del suo ricco percorso scultoreo. Sono olii su tela monocromatici che suggeriscono già nel nome, Basic Research, l’inizio di un percorso di sconfinamento e d’interazione con l’ambiente. Si tratta infatti di frottage del pavimento del suo studio, a metà tra pittura e scultura, che cercano una comunicazione non verbale con spazio e spettatori.

Volati via...


Apparso in un lampo e subito cancellato, è successo a #Clacton-on-Sea, nell’Essex, all’ultima opera dell’artista #Banksy.

Un murale ironico, come da copione, sull'immigrazione, ma pare che lo abbiano ritenuto offensivo.

Google Art Project a Torino per musei



Fondazione Torino Musei, grazie alla collaborazione con Google Cultural Institute, entra a far parte di Google Art Project (www.google.com/artproject), la piattaforma on-line che si propone di rendere accessibile in rete al pubblico di tutto il mondo il patrimonio culturale dei partner dell’iniziativa.
Direttamente sul sito di Google Art Project, grazie alle sofisticate tecnologie di ripresa a 360 gradi di Google Street View, da oggi tutti potranno intraprendere un tour virtuale alla scoperta di GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, di MAO Museo d’Arte Orientale e di Borgo Medievale di Torino e di accedere a un primo corpus di 280 immagini ad alta risoluzione delle opere presenti negli allestimenti dei quattro musei.
Per GAM sono state caricate sulla piattaforma di Google Art Project 56 immagini in alta risoluzione dei principali capolavori presenti nei percorsi tematici del museo. Tra di essi ricordiamo i lavori dei massimi artisti dell’Ottocento italiano, come Fontanesi, Pellizza da Volpedo e Modigliani, opere del Novecento di artisti del calibro di Morandi e Casorati, fino ai lavori di esponenti dell’Arte Povera come Giulio Paolini, Mario Merz e Alighiero Boetti.
Le 83 immagini ad alta risoluzione di Palazzo Madama testimoniano la ricchezza e la varietà del patrimonio custodito dal museo. Un viaggio virtuale attraverso le opere, tra gli altri, di Gaudenzio Ferrari e Giovanni Battista Crosato permette di ripercorrere la storia dell’arte in Piemonte dal Medioevo al Barocco. Online anche capolavori di respiro internazionale come il Ritratto d’uomo di Antonello da Messina, le miniature di Jan van Eyck o le preziose manifatture appartenenti alle collezioni di arte decorativa.
Per MAO sono state caricate 90 immagini ad alta risoluzione che abbracciano tutte le aree storico-geografiche rappresentate nelle collezioni del museo. Tra i lavori disponibili sulla piattaforma ricordiamo il celebre Tughra di Solimano presente nella Galleria Paesi Islamici dell’Asia, un rarissimo esemplare di albero delle monete di epoca Han della Galleria Cinese e l’imponente e rara statua del Kongo Rikishi della sezione dedicata al Giappone.
Il tour virtuale Street View sul Borgo e la Rocca Medievale è infine arricchito da 51 immagini storiche ad alta risoluzione provenienti dall’Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei (tratte dalla raccolta di Vittorio Ecclesia e dal Fondo Gabinio) che documentano l’evoluzione del complesso nato quale Sezione di Arte Antica dell’Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884.
Il progetto firmato Google ha inoltre permesso di realizzare e caricare sulla piattaforma le immagini in Gigapixel di tre grandi capolavori appartenenti alle collezioni dei musei.
Si tratta di Orange Car Crash (Orange Disaster) (5 Death 11 Times in Orange), 1963 di Andy Warhol, una delle più celebri opere di GAM, della Madonna con bambino sul trono con quattro Angeli, 1475-1480 di Giovanni Maria Spanzotti dalle collezioni di Palazzo Madama e di una Thang-ka tibetana, opera custodita presso MAO raffigurante un mandala del XV-XVI sec. Le tre immagini, ottenute alla straordinaria risoluzione di 7 Gigapixel (7 milioni di punti), consentono all’utente di studiare dettagli delle opere altrimenti non visibili a occhio nudo.
 

Google
è un leader tecnologico a livello mondiale impegnato a migliorare le modalità di connessione tra persone e informazioni. L’innovazione di Google nella ricerca e
nella pubblicità sul web hanno reso il suo sito una delle principali Internet property e il suo brand uno dei marchi più riconosciuti al mondo.

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Fondazione Torino Musei
Quattro musei. Un grande Patrimonio.
La tutela e la valorizzazione del patrimonio, la capacità di ideare, produrre e comunicare cultura sempre pensando al mondo, in una continua crescita di attenzione, di cura, di innovazione, che vuole superare i confini di una città per aspirare al futuro” questa l’idea di Patrizia Asproni, presidente di Fondazione Torino Musei.
Fondazione Torino Musei è nata nel 2002, primo esempio in Italia, ne fanno parte GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea, Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica, Borgo Medievale e MAO Museo d'Arte Orientale.
Lo straordinario patrimonio, tra collezioni, raccolte e strutture, così come il programma di grandi appuntamenti annuali, tra questi Artissima, rendono l’offerta culturale torinese una delle prime in Italia, anche grazie a collaborazioni attive con i più importanti musei e fondazioni nazionali e internazionali. www.fondazionetorinomusei.it

03/10/14

Masbedo - Todestriebe



La Fondazione Merz presenta un progetto dei Masbedo (Nicolò Massazza e Jacopo Bedogni), dal titolo Todestriebe, incentrato sul tema dell’incomunicabilità, che coinvolge linguaggi, tematiche e soggetti diversi sia nell’ambito della creatività sia sul territorio cittadino e avviene in concomitanza con l’uscita del primo film dei Masbedo “The Lack” presentato alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Giornate degli Autori.

Fulcro del progetto è la mostra costituita da 9 opere video, alcune realizzate appositamente e altre che ripercorrono gli ultimi dieci anni del loro lavoro. È pensata come un’unica installazione che coinvolge tutte le opere e che occupa l’intero spazio espositivo trasformandolo in un ambiente in cui lo spettatore si “immerge” per compiere un viaggio attraverso i lavori esposti.


Le opere di questa coppia di artisti diventano sfondo per riflessioni e approfondimenti che esplorano il rapporto dell’arte con il teatro, il cinema, la letteratura, la musica, la danza così come la capacità visionaria che l’arte ha di rappresentare la condizione umana e la natura.


Come da tradizione della Fondazione Merz, la mostra comprende un momento centrale di confronto e di dialogo con la figura e l’opera di Mario Merz. Gli artisti hanno scelto il video Lumaca, realizzato da Gerry Schum nel 1970, opera in cui si vede Merz disegnare una spirale su un vetro posto davanti a lui, e hanno immaginato un‘opera collettiva, un’installazione dalla forma spirale, coinvolgendo un gruppo di video artisti internazionali (tra cui Jan Fabre, Marzia Migliora, Catherine Sullivan, Nicolas Provost, Sigalit Landau, Shaun Gladwell, Damir Ocko, Emmanuelle Antille, Rä Di Martino, Gianluca e Massimiliano De Serio).

La mostra viene inaugurata il 3 ottobre con una performance, che sarà uno spettacolo di suoni e immagini live, realizzata dagli artisti nello spazio esterno della Fondazione.

Attorno all’esposizione ruotano una serie di eventi che approfondiscono le tematiche del lavoro degli artisti: un convegno che prevede la partecipazione di diverse figure internazionali, tra cui Romeo Castellucci e Michel Maffesoli, una rassegna di video degli artisti e la proiezione in anteprima nazionale del loro primo film “The Lack” presentato alla 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino. Infine un workshop condotto dagli artisti in collaborazione con la Scuola Holden e l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino

Nevin Aladağ a Basilea


Ogni anno la Kunsthalle di Basilea invita un'artista sulla parete di fondo dell'edificio, quest'anno è la vota di Nevin Aladağ  che ha fatto un intervento quasi sonoro, che durerà fino all'Agosto 2015. 





Press release 

Nevin Aladağ (*1972 Van, TR, lives and works in Berlin) makes objects of everyday use as well as situations and scenarios of daily life into the starting point for her works and investigates their cultural and political codings, their origin and history. Insofar as Aladağ detaches everyday objects from their original context and renders them dysfunctional, she changes the way they are read and draws attention to the manifold aspects of their function and use. Alongside the aesthetic and functional considerations that determine the choice of material and the form given to an object, the artist thus points up the ideological, gender-specific, political and cultural motives that accompany its creation.  Aladağ is also interested in the non-material facets of everyday culture: she initiates and documents cultural actions such as dances, games and music, which she shows woven into the daily life of society. Public space thereby becomes a field of observation and a place of inscription for these works, in which the private intersects with the social and political.

For the back wall of Kunsthalle Basel, the artist has conceived the installation Marsch. The wall serves as an outsize sheet of music that shows the opening bars of the Rondo alla Turca by Wolfgang Amadeus Mozart. Also known as the Turkish March, the allegretto “in the Turkish style” was composed by Mozart in 1783/84 as the last movement of his Piano Sonata No. 11 in A major (KV 331). Its musical motifs imitate the percussion instruments employed in Turkish Janissary bands, a core element of Ottoman military music. Janissary music and its instruments became known in Europe, and in particular Austria, in the wake of the Ottoman invasions and as stylistic elements frequently found their way into the music of the epoch. The Rondo alla Turca is one of the best-known examples of orientalism in western European classical music – a stylistic vogue borne out of the general interest in what was perceived as the “exotic” culture of the Ottoman Empire. In a similar fashion to other traditional and regionally anchored dance and folk music, military music was part of the motive and thematic repertoire of European high art.
Nevin Aladağ represents the heads of the notes by means of segments of cast-iron spheres that are based on an original 19th-century cannonball preserved in the Historical Museum in Basel. The varying volumes of the segments give the impression that they have been fired at the wall with differing degrees of force. Aladağ thereby calls to mind the true purpose of military music: its primary function is to dictate the choreography of troop movements, both on the battlefield and in peacetime parades. The time signature determines the marching speed and formation of the soldiers. The psychological role of military music is equally relevant: it is intended to reinforce esprit de corps and at the same time intimidate the opponent.

The title Marsch (March) further reinforces the military reference implicit in the musical motif from the rondo. At the colloquial level, the title can be read as an imperative – “March!” – and hence, depending on interpretation, as a playful or stern command to start moving. The viewer looking at the back wall is requested to walk the length of the notation, which marks a temporal and spatial progression. Thus the artist not only inscribes the music visually into the public space, but also gives it a material presence that unfolds as we move along it. The word “march”, in its meaning of an organized procession of people as a form of protest or for military purposes, is found in a very similar form in many European languages, pointing to a common origin: as well as Marsch (Ger.), it can be recognized in marche (Fr.), marcia (It.), marcha (Sp.) and marş (Turk.). In etymological terms “march” goes back to the Frankish markōn, “to make a mark” or “mark out”, and thus combines a motif of movement with a figure of speech.

The notation of music captures, in abstract graphic signs, something that becomes what it is only through being performed. This performance is thereby largely regulated by additional signs in the notation: bar lines, the stems of the notes, accents, tempo… Aladağ frees Mozart’s Turkish March from its rigorous structure and renounces all indications as to how it should be played. Not even the fluctuating volumes of the hemispheres provide clues to the musical interpretation of the piece, since their variations bear no relation to the values of the notes. The interpretation of this march thus navigates between strategy and chance – a situation that is comparable with the dynamics of a military conflict.

Aladağ’s Marsch thus fuses making a mark, as originally signified by the word “march”, with the history of a musical motif that was extracted from its functional, military context and, overstepping cultural boundaries, was sublimated and depoliticized by the high art of another nation. The clear sculptural decisions made by Nevin Aladağ render this complexity visible.

02/10/14

Palazzo Fortuny e la Divina Marchesa


Venezia rievoca la figura e il mito della donna che affascinò d'Annunzio e con le sue follie divenne la musa dei più grandi artisti del tempo da Boldini a Bakst, da Marinetti a Balla, da Man Ray ad Alberto Martini, da Van Dongen a Romain e Brooks.

Palazzo Fortuny a Venezia, uno dei "luoghi" più amati dalla Divina Marchesa, sarà la sede della prima straordinaria mostra interamente dedicata a Luisa Casati Stampa, la donna che a inizio Novecento, con il trucco esagerato, le trasgressive ed eccentriche performance e una vita sopra le righe, fu capace di trasformare se stessa in opera d'arte, leggenda vivente, conturbante e sorprendente rappresentazione di modernità e avanguardia: un mito che ispira ancora oggi gli artisti e le grandi maison dell'alta moda.

L'esposizione, ideata da Daniela Ferretti, curata da Fabio Benzi e Gioia Mori, è coprodotta dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e da 24ORE Cultura - Gruppo 24 Ore, conta oltre un centinaio opere tra dipinti, disegni, gioielli, sculture, fotografie e abiti provenienti da collezioni private e da musei internazionali.


Il percorso della mostra, attraverso continui rimandi, ricostruisce le relazioni sociali e artistiche che attraversarono la vita di Luisa Casati Stampa: dalla gabbia dorata dell'alta società all'incontro con Gabriele d'Annunzio - che la cambiò per sempre e che divenne un legame d'amore e amicizia che durò tutta la vita - dalle stravaganze ai travestimenti,alla pratica dell'occulto per arrivare al periodo "futurista" in cui incontra Filippo Tommaso Marinetti e sposa la causa del movimento artistico, promuovendone gli artisti e collezionando le loro opere, per concludersi con la rovina economica e l'esilio nella capitale britannica dove muore nel luglio 1957.


Dal 3 Ottobre all'8 Marzo 2015 a Palazzo Fortuny a Venezia 

01/10/14

Prima Fase, indagine... è' in corso il restauro dell'Adorazione dei Magi di Leonardo



DURANTE PULITURA. INTERO LUCE VISIBILE  
LEONARDO DA VINCI Adorazione dei Magi 2014 
OPD foto Pino Zicarelli

La settimana scorsa,  presso l’Opificio delle Pietre Dure e Laboratori di restauro della Fortezza da Basso di Firenze,  sono stati presentati i risultati della prima fase dell’intervento di restauro  sull’Adorazione dei Magi di Leonardo da Vinci, alla presenza di Cristina Acidini, soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, di Marco Ciatti, soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, di Antonio Natali, direttore della Galleria degli Uffizi e di Maria Vittoria Rimbotti, presidente degli Amici degli Uffizi.

Grazie al sostegno degli Amici degli Uffizi – che inizialmente hanno messo a disposizione 170mila euro - il capolavoro di Leonardo, dipinto su tavola, raffigurante l’Adorazione dei Magi (cm 246x243), iniziato nel 1481 per il monastero di San Donato a Scopeto e lasciato incompiuto, nel novembre del 2011 è stato trasferito dalla Galleria degli Uffizi al Laboratorio di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure alla Fortezza da Basso.


Durante il primo anno l’opera è stata sottoposta a un’articolata serie di indagini diagnostiche per capire a fondo lo stato di conservazione del supporto ligneo (che è stato modificato dimensionalmente nel tempo), e della superficie pittorica preliminare che Leonardo aveva iniziato a comporre.


Quindi è iniziato una prima fase dell’intervento di restauro, dedicato alla parte pittorica, che si concluderà entro l’estate del prossimo anno.



DURANTE PULITURA  IN LUCE UV
LEONARDO DA VINCI Adorazione dei Magi 2014 
OPD foto Pino Zicarelli

A seguire, verrà effettuato il restauro del supporto ligneo, necessario per assicurare solidità alla tavola e per evitare negative ripercussioni sulla pittura.


Presumibilmente, l’opera tornerà agli Uffizi entro la fine del 2015 e ad accoglierla troverà un nuovo allestimento della Sala 15 della Galleria; infine una pubblicazione ad hoc nel 2016 testimonierà scientificamente ogni fase dell’intervento. 


“Si tratta di un altro momento molto importante nella storia del restauro del capolavoro di Leonardo - ha affermato il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini - in cui l'Opificio delle Pietre Dure presenta i risultati dell’intervento sulla parte pittorica, che si rivela anche come progresso decisivo delle nostre conoscenze sul quadro, sia dal punto di vista delle materie presenti sulla tavola e nelle loro diverse stratificazioni, sia riguardo alle modalità di esecuzione originali, offrendo quindi opportunità nuove d’interpretazione dell’Adorazione dei Magi nel suo insieme e nei particolari”.


Per il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, “Quello che la pulitura sta rivelando, nelle parti dov’è ormai compiuta, consente d’apprezzare ciò che prima si poteva solo intuire leggendo i referti agl’infrarossi. Ora si può dire con assoluta certezza  che a restauro concluso gli occhi d’ogni visitatore degli Uffizi potranno darsi ragione d’una trama teologica che s’era potuto ricostruire solo in virtù delle indagini. E così viepiù si concreta la nostra aspirazione a fare del museo un luogo d’educazione più che di stupore”.


Da parte sua la Presidente degli Amici degli Uffizi, Maria Vittoria Rimbotti, ha sottolineato che “Sono passati due anni dall’inizio del restauro, operazione lunga ed estremamente delicata che l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sta conducendo con quella professionalità ed estrema perizia che l’ha portato a essere uno dei punti di riferimento per il restauro a livello mondiale”.
“Fin dai suoi inizi - continua Maria Vittoria Rimbotti - gli Amici degli Uffizi sono stati vicini a questo intervento. Nel 2012, per festeggiare il ventesimo anniversario della nostra fondazione, abbiamo sostenuto le spese delle indagini diagnostiche. Ci sembrato quindi doveroso che l’Associazione, che ho l’onore di presiedere, continuasse ad aiutare economicamente il proseguimento dei lavori”.



DURANTE PULITURA  LUCE VISIBILE 
LEONARDO DA VINCI Adorazione dei Magi 2014 
OPD foto Pino Zicarelli

Più tecnicamente, il Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure, Marco Ciatti, ha detto che “In questa seconda conferenza stampa dedicata al restauro dell’Adorazione dei Magi di Leonardo della Galleria degli Uffizi, possiamo affermare che le problematiche e i risultati sperati, anticipati e proposti nel precedente incontro e frutto delle indagini diagnostiche svolte sull’opera, si sono col tempo pienamente realizzati, facendo tuttavia emergere anche interessanti novità. In realtà ora vediamo chiaramente e in maniera inconfutabile che l’intervento di pulitura, tramite un leggero, graduale e differenziato assottigliamento dei vari materiali sovrapposti nei secoli dai vari manutentori e restauratori delle Gallerie sulla superficie, era assolutamente doveroso e tecnicamente possibile”.

100 anni di Saul Steinberg


La Galleria Pace nei suoi locali di New York presenta una mostra omaggio a Saul Steinberg per i suoi 100 anni dalla nascita. 



Pace Gallery  and  Pace/MacGill  Gallery are  pleased  to present Saul Steinberg: 100th  Anniversary Exhibition in honor of the artist’s centennial. The exhibition will be on view on  the second and ninth floors at 32 East 57th Street from September 11 through October 18  and was realized with the cooperation of the Saul Steinberg Foundation. To accompany the exhibition, Pace and Pace/MacGill will publish a catalogue featuring a new essay  by Joel  Smith, curator of photography at the Morgan Library and Museum and author of Steinberg’s first academic monograph. ..








Viennafair



Dal 2 al 5 Ottobre si svolgerà il ricchissimo programma di Viennafair che in questi ultimi anni è diventato un punto di riferimento per l'arte contemporanea europea, soprattutto con un attento sguardo all'est. 

La rassegna si presenta ricca di appuntamenti, dagli eventi performativi alle conferenze, con progetti ed esposizioni particolari e ricercati. 



Press release 

INSPIRATION AND PARTICIPATION

Today more than ever, Vienna is a center of social and cultural exchange. As a historical bridge between the Western hemisphere and the Eastern and Southeastern regions of Europe, Vienna is a place of cultural mediation. Cultural scenes of the West and especially in the European Union have come to value Vienna as an inspiring cultural capital in Central Europe.

VIENNAFAIR The New Contemporary has played a vital role in firmly anchoring Austrian galleries and the city of Vienna in the international art market by stimulating exchange between different art scenes and attracting more and more art collectors.

The almost comprehensive participation of the Austrian gallery scene in VIENNAFAIR The New Contemporary is a clear reflection of this international scope. The list ranges from the editions specialist Artelier Contemporary (Graz) to renowned Viennese galleries such as Kerstin Engholm, Ernst Hilger, Georg Kargl Fine Arts, Christine König Galerie, Galerie Krinzinger, Galerie Knoll, Meyer Kainer, and Galerie nächst St. Stephan – Rosemarie Schwarzwälder, and reaches west to Mario Mauroner Contemporary Art (Salzburg/Vienna), Galerie Nikolaus Ruzicska (Salzburg), and Galerie Elisabeth & Klaus Thoman (Innsbruck/Vienna). Younger generations are also represented with Viktor Bucher, Andreas Huber, Emanuel Layr, and Michaela Stock.

Among the international galleries Germany once again tops the ranks with the most participants, including Berlin-based galleries AANDO FINE ART, Crone, Volker Diehl, KOW, Michael Schultz, and ŻAK | BRANICKA as well as Andreas Binder and MaxWeberSixFriedrich from Munich. Carbon12 from the United Arab Emirates, The Agency (Great Britain), Taik Persons (Finland), Galerie Geukens & De Vil and Guy Pieters Gallery (Belgium), Flatland Gallery from the Netherlands, Shirin Gallery (Iran) & Mark Hachem Gallery (France/Lebanon), Steve Turner (USA), and H.A.N. from South Korea are other international participants.

The majority of the Eastern European participants comes from Romania, the focus country of the OMV sponsored project DIALOG: NEW ENERGIES. Russian galleries include, among others, Regina Gallery, Gallery Marina Gisich, and Triumph Gallery. Hungary is represented with six galleries, among them Kisterem, acb Galeria, and Ani Molnár. Coming from Poland are Czułość, last year’s winner of the Emerging Gallery Prize from Vienna Chamber of Commerce, the longstanding participant lokal_30, and the young Monopol Gallery. Drdova Gallery and SVIT (Czech Republic), Temnikova & Kasela (Estonia), Alma from Latvia, Vartai from Lithuania, and Galerija Skuc (Slovenia) round out the list of Eastern European galleries.

Reliable partners of the Eastern and Southeastern European focus 
The focus on Eastern and Southeastern Europe has been supported for ten years by Erste Bank as the main sponsor in the framework of the SponsoringVALUE program. Erste Bank defines sponsoring as the voluntary advancement and support of institutions, initiatives, and projects in all realms of culture, society, and education. The SponsoringVALUE program reflects the engagement and social responsibility of the company and its willingness to invest in values that it believes in. In Erste Bank’s eyes, sponsoring always involves the preservation of values.

Their support directly benefits galleries from Central and Southeastern Europe by facilitating their participation in the fair. Through this commitment Erste Bank, part of the Erste Group of companies, which are active in the CEE region, promotes the development of the art scenes in Central and Southeastern European countries and thereby makes a decisive contribution to the thematic focus of VIENNAFAIR The New Contemporary.

Austrian and international cultural institutions at VIENNAFAIR The New Contemporary
This year Austrian and international cultural institutions will once again present their programs at VIENNAFAIR The New Contemporary. Austria: : ]a[ academy of fine arts Vienna, University of Applied Arts Vienna, Blockfrei – Independent Art From Serbia (Vienna), Grazer Kunstverein, Kunsthalle Wien, Kontakt. Art Collect, (Vienna), mumok Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien, and Red Carpet Art Award (Vienna). Germany: Kunstmeile Hamburg. Russia: Jewish Museum And Tolerance Center (Moscow), National Centre for Contemporary Arts (Moscow), and Voronezh Center For Contemporary Art (Voronezh).

“International exchange between the galleries but also interaction with the artists and art institutions in Vienna are among our key intents. I am very pleased that we can present an extensive accompanying program and a focused selection of national and international galleries on the occasion of the 10-year jubilee of VIENNAFAIR The New Contemporary,” remarks Christina Steinbrecher-Pfandt, artistic director of VIENNAFAIR The New Contemporary, on the 2014 edition of the international art fair.

Special exhibitions with young international art and art institutions from Austria and Eastern Europe


OMV Special Project: DIALOG: NEW ENERGIES
Already since 2011 OMV has supported special presentations at VIENNAFAIR The New Contemporary. In the context of the OMV Special Project DIALOG: NEW ENERGIES this year the spotlight is placed on more than 30 exciting artistic positions in contemporary art from Romania presented by five galleries – Anaid Art Gallery, Anca Poterasu Gallery, Jecza Gallery, Galeria Plan B, und Zorzini Gallery – and two non-profit spaces: ATELIER 030202 and ALERT studio.


Romanian contemporary art is considered a special phenomenon and has attracted great attention from the public in the last years. The renowned art expert Andreiana Mihail will curate DIALOG: NEW ENERGIES. Romania’s cultural-historic development in the last 50 years forms the heart of the presentation. For the first time a curatorial concept will be realized, which elucidates Romania’s most important contemporary art communities in an enlightening chronicle. The project includes classical positions of artists, who are considered as emerging due to the lack of exhibition venues during Communism, and young artists who tell their own personal stories beyond sociopolitical perspectives. The aim of DIALOG: NEW ENERGIES is to present the two, perhaps most significant existential attitudes in recent Romanian history – adapting and assuming – in a balanced relationship between a clear curatorial line and a commercial framework.

OMV would like to contribute to cultural dialogue in the field of contemporary fine arts with DIALOG: NEW ENERGIES. In addition to Austria and Turkey, Romania counts among the integrated international oil and gas company’s core markets. For ten years OMV has been the majority shareholder of OMV Petrom, the largest oil and gas producer in South Eastern Europe with headquarters in Bucharest.

ZONE1 showcases exciting solo presentations
This October ZONE1 again offers a unique opportunity to discover the work of emerging artists. The Austrian Federal Chancellery again supports participating artists from Austria in this framework. On display: Asgar/Gabriel (Galerie Ernst Hilger / Hilger NEXT, Vienna), Alfredo Barsuglia (Projektraum Viktor Bucher, Vienna), Cäcilia Brown (Gabriele Senn Galerie, Vienna), Julia Haller (Galerie Meyer Kainer, Vienna), Benjamin Hirte (Galerie Emanuel Layr, Vienna), Markus Hofer (Mario Mauroner Contemporary Art Salzburg, Vienna), Claudia Larcher (Galerie Lisi Hämmerle, Bregenz), Tina Lechner (Galerie Hubert Winter, Vienna), Robert Muntean (Charim Galerie, Vienna), Misha Stroj (Kerstin Engholm Gallery, Vienna), Lukas Troberg (Galerie Michaela Stock, Vienna), and each for one day Zenita Komad, Rosmarie Lukasser, Bernd Oppl, Linus Riepler, and Anja Ronacher (Galerie Krinzinger, Vienna).

VIENNA Focus
With the special exhibition VIENNA Focus VIENNAFAIR The New Contemporary augments its review of Southeastern Europe with a presentation of art institutions and artistic positions from Azerbaijan. Acting as a partner in this initiative is the YARAT Foundation, founded in 2011 by Aida Mahmudova, an organization that plays a leading role in promoting an understanding of contemporary art in Azerbaijan. To this end YARAT stimulates a dialogue between local and international networks as well as art institutions, galleries, and museums.

VIENNA Talks – the platform for art collectors
This year VIENNAFAIR The New Contemporary will dedicate special attention to young art collectors. Already in a number of international meetings in the run-up to the fair first networks have been established, which will be presented at “Young Collectors Talk”. With this initiative VIENNAFAIR The New Contemporary opens up new paths for the participating galleries to a young and enthusiastic community of collectors.

Following the great success in 2013, this year the collectors’ forum “20 four 7 – Collecting the New Contemporary” will again provide insights into the collection strategies and passions of major international art collectors. Parallel to VIENNAFAIR The New Contemporary, there is also a daily discussion program that expands upon the themes of the special presentations and presents prospects on international developments in the art world. Art enthusiasts can deepen their knowledge about contemporary art movements and learn more about new artistic practices and positions.

VIENNAFAIR The New Contemporary offers a network for curators
In the effort to strengthen relations with the Viennese gallery scene, departure – The Creative Agency of the City of Vienna presents the project “curated by_vienna 2014” at their own booth at VIENNAFAIR The New Contemporary. Furthermore, the art fair stimulates interaction between galleries and international curators with the newly introduced section REFLECTIONS. Galleries are invited to develop special presentations together with curators and to showcase these – also at special conditions – at VIENNAFAIR The New Contemporary.

Three prizes this year for the best booth design! 
For the ninth time Vienna Chamber of Commerce supports the art and gallery scene in Vienna through its cooperation with VIENNAFAIR The New Contemporary. The new president of Vienna Chamber of Commerce DI Walter Ruck has decided to continue the already well-positioned Emerging and Established Gallery Prize for young and established galleries – each endowed with 5000 EUR prize money. In 2014 the prize will solely be awarded to Viennese galleries with the aim of honoring the performance of local galleries, who are member operations of Vienna Chamber of Commerce. Additionally, an International Gallery Prize will be presented to the amount of 5000 EUR, which is open to both Austrian galleries and galleries from other participating countries.

VIENNAFAIR The New Contemporary – active participation for all those interested in art
Besides the programs for representatives from the art industry, artists, and art collectors, VIENNAFAIR The New Contemporary presents itself as an art fair that aims for an accessible and stimulating approach to contemporary art.

An intergenerational dialogue about contemporary art will take place in the framework of VIENNA Gold. Parallel to the solo presentations in ZONE1, different generations – young Austrian artists and seniors – will meet at VIENNA Gold for discussions and exchange about their views on contemporary art. Guided tours with the artists are offered daily (October 2, 3, 4, and 5 at 2:00 pm).

This year VIENNA Studio again offers students the opportunity to explore the fair in guided tours – free entrance every day from 3:00 pm on!




VIENNAFAIR The New Contemporary offers art education for art enthusiasts from all age groups. In the framework of VIENNA Family, adults and children, two years old and above, have the opportunity to discover their creativity and to try out different painting techniques and tools to put color, form, and movement to paper in an open painting studio (on the weekend October 4 & 5, from 11:00 am – 6:00 pm at the VIENNA Family booth). Join in at any time!