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Visualizzazione post con etichetta domenico olivero. Mostra tutti i post
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01/01/19

Son già passati 19 anni

Phofdo - photographic project 

Son già 19 anni che esiste questo blog, nato col semplice intento di raccogliere informazioni che mi interessavano, archiviare eventi a cui a partecipo, luoghi conosciuti, musei e mostre che visito o che avrei voluto visitare.

Nel tempo ho modificato l'approccio ampliandolo ad aspetti quali segnalazioni, riflessioni, documenti. Così in questi anni ho inserito più di 4.000 post condivisi con te.

Ancora oggi molti di questi "articoli" mi servono per ricordare attimi della mia vita e rivedere le tante belle occasioni di arte che ho avuto la fortuna di seguire. 

Attraverso questi scritti si sono aperte tante occasioni di scoprire altri appassionati di arte; così ho ricevuto tanti messaggi, alcuni hanno dato vita ad amicizie, confronti, piacevoli incontri e dialoghi. 

Col nuovo anno desidero aggiornare questo processo e renderlo più attento, dopo questi anni in cui sono successe tante cose sento il bisogno di un rallentamento, di una maggiore selezione, cercando di approfondire e assorbire meglio le mie esperienze, vedremo che succederà, grazie per la tua attenzione, se vuoi scrivimi. 


                                                                       Domenico Olivero

28/09/17

GPL - Grandi Progetti Leggeri



Rassegna GPL - Grandi Progetti Leggeri  intervento “Atli lo spadete” Torino 29 Settembre / 15 Ottobre 2017


Da alcuni giorni, un lungo nastro argentato scorre per i diversi piani della Cavallerizza Reale di Torino, percependone gli spazi, rivelando memorie, condividendo ricordi, cosa sarà mai?

E’ una nuova originale proposta artistica per la rassegna “GPL - Grandi Progetti Leggeri” che nei prossimi mesi darà corso ad affascinanti interventi nei maestosi spazi della Cavallerizza di Torino.

Questo primo progetto, opera dell’artista Domenico Olivero, dal titolo “Atli lo spadete”, con la curatela di Alessio Moitre, si sviluppa nei tre piani dell’edificio, attraversandoli in modo seducente, rielaborando la percezione e le suggestioni del luogo. Un ambiente sonoro ideato da Elettrogenica, accompagna il progetto espositivo.

Un evento eccezionale che rilegge la recente vita di questo nobile edificio, storica sede della cavalleria reale del Regno Sabaudo, ora incredibile spazio di ricerca artistica ma non solo.

Il progetto GPL inizierà alla fine di Settembre 2017; il primo intervento sarà dal 29 Settembre al 15 Ottobre; seguiranno nei prossimi mesi progetti unici e irripetibili.
Per la Giornata del Contemporaneo – organizzata dall’AMACI, il 14 Ottobre, l’artista accompagnerà i visitatori alla scoperta dell’installazione alle ore 15,45.



Testo di Alessio Moitre curatore del progetto: Atli lo spadete   (Attraverso lieve lo spazio del tempo)

La lettura delle tracce passate è una forma raffinata e particolare di chiaroveggenza, alla luce della presenza di elementi di cui non si conosce la storia.
Con il progetto “PA – RE – TE”, l’artista Domenico Olivero (1964, Cuneo), si era già trovato l’anno passato al cospetto della struttura della Cavallerizza, riportando tramite fotografie i muri e le conseguenti suggestioni sfociate nella creazione di personaggi nati nel contesto e, si potrebbe dire, per il luogo stesso. L’artista dunque come scopritore della forma originaria di un contesto.
Vi è dell’archeologico, come nella volontà dello studioso di frequentare nuovamente i siti del rinvenimento. Nulla di strano se si sente il desiderio di proseguire andando oltre, ricalcando piccole zone, creando un tracciato che colleghi i vari ambienti, con una consecuzionalità che appare come un riportare gli eventi nella modalità di un novello Arazzo di Bayeux. Da ciò prende forma non solo una sottile presa di coscienza che attraversa le varie epoche, ma mostra anche la difficile presenza della traccia e del riferimento artistico, all’interno di un unico ambiente così fortemente connotato. Riprendendo suggestioni dirette con la performance degli anni settanta, Olivero sa dare corpo a ciò che investe il raffinato pensiero di un viaggiatore curioso tra stanze, piani, dettagli appena accennati, ma così gustosi da notare, che è un vero peccato farli cadere nella più desolata indifferenza. Domenico ricostruisce presenze e gli dona un corpo tangibile nella creazione di un opera di spiccata leggerezza, fragile se abusata dal tocco di mani inconsapevoli sul lavoro appena svolto. È il rischio dello scopritore, viaggiare tra i vari stadi della comprensione, come è strano constatare come l’opera “ATLI”, apra una terza via, quella del narratore, che osserva e riporta forse peccando d’infedeltà ma continuando a descrivere ciò che l’origine del luogo e lo scopritore, gli hanno affidato. 



-  GPL - Grandi Progetti Leggeri   E’ un progetto ideato dagli artisti Anna Ippolito e Marzio Zorio, sviluppato all‘interno del gruppo Arti Visive di Cavallerizza in collaborazione con Valentina Addabbo, Viola Gesmundo, Jacopo Mandich, Tonichina, Primavera e Michele Di Erre, rivolto ad artisti e curatori nazionali ed internazionali, per dare l’opportunità di creare opere site specific, di carattere monumentale, all’interno degli spazi di Cavallerizza Reale di Torino.

-  Cavallerizza Reale è un’opera architettonica di 22.000 mq iscritta dal 1997 tra i beni patrimonio UNESCO nel centro storico di Torino.  Del maggio 2014 parte della struttura è stata occupata per salvaguardare il patrimonio architettonico dalla vendita a privati da parte del comune di Torino ed è cominciata un autogestione di artisti e cittadini impegnati in diverse attività.  In tale contesto è venuto a crearsi il gruppo Arti Visive.

-  Domenico Olivero (Cuneo, 1964) riflette sulla contemporaneità con spirito umanista. L'orizzonte operativo dell'artista è fortemente concettuale, approcciato al mondo fisico nel suo potenziale culturale.  Attraverso diversi canali espressivi condivide le sue visioni, attivando processi, incontri, comunità. Le sue recenti attività artistiche stanno indagando la collettività urbana, la labilità della memoria e le nuove tecnologie informatiche.




 Titolo rassegna:  GPL - Grandi Progetti Leggeri
Titolo mostra:  Atli lo spadete
Artista:  Domenico Olivero
Curatore:  Alessio Moitre
Ambientazione sonora a cura di  Elettrogenica
Data evento:  30 Settembre – 15 Ottobre 2017
Inaugurazione:  venerdì 29 Settembre ore 18,00
Orario di apertura:  Sabato e Domenica 15,30 – 18,30 o su prenotazione telefonica +39 338 142 6301 / +39 349 715 7404   -  Ingresso libero
Indirizzo:  Cavallerizza Reale Via Giuseppe Verdi, 9, 10124 Torino TO

15/04/11

Candido, ma che domande fai?





Video, immagini, testi http://candidomachedomandefai.blogspot.com/


La Luna Gallery di Borgo San Dalmazzo è lieta di invitarla all’inaugurazione della mostra dell’artista Domenico Olivero, dal titolo “Candido, ma che domande fai?” che avrà luogo Sabato 16 Aprile 2011 alle ore 17,00 in via Roma 92 a Borgo San Dalmazzo (Cuneo).

Anticiperà, l’evento una breve conferenza sulla ideazione e costruzione della mostra che si svolgerà alle ore 16,00 presso la sala consiliare del comune di Borgo San Dalmazzo.

L’artista Domenico Olivero, ha ideato per questa occasione una mostra che trae ispirazione dal libro “Candido, ovvero l’ottimismo” scritto da Voltaire nel 1759.

Il progetto artistico è stato creato rielaborando tutto lo spazio della galleria, trasformato in un’opera unica che, traendo ispirazione dal testo, tratta della casualità degli eventi e della loro percezione individuale. Si crea in tal modo una continua sollecitazione di idee e pensieri, che rimandano al nostro vivere quotidiano ma anche a tanti altri stimoli culturali del nostro tempo.

La mostra colpisce per la varietà dei pezzi proposti, realizzati dall’artista spinto dalle diverse suggestione che i capitoli del libro hanno fatto crescere.
Le opere d’arte sono state realizzate come sollecitazioni aperte e contemporanee che più che descrivere il testo narrano delle ispirazioni o riflessioni che da esso se ne trae. Prendendo spunto dal testo l’artista ha elaborato una varietà di forme, disegni, immagini e riverberi che hanno le forme più particolari e ricercate.

Presentazione

“Candido, ma che domande fai?” è una mostra in cui le parole prendono forma producendo ottimistiche speranze.

Una serie di opere artistiche che lasciano alle percezione singola la possibilità di creare infinite variabili, nuove storie, probabili cambiamenti.

Un evento che nasce dalla magia di un racconto fantastico come il “Candido, ovvero l’ottimismo” scritto da Voltaire nel 1759, ma che risulta mai così attuale come in questo periodo di grandi cambiamenti.

Testo del curatore Tarcisio Dutto

Dove c’è vita c’è speranza e dove c’è ottimismo c’è odor di fregatura. Sicuramente il nostro caro Candido non doveva poi essere così trasparente se continua a lasciarsi trascinare di avventura in avventura, dalla padella alla brace. Ci sorge quindi il dubbio che possa essere anche ingenuo ma che sicuramente è molto fortunato o forse ha fatto un patto con la buona sorte.

Che strano personaggio questo orfano fortunato che passa da un disastro all’altro, avrà con se un pirandelliana patente? sarà l’amico del giaguaro? O alla fine null’altro che un semplice e annoiato essere umano?

Con questi dubbi e tanti altri pensieri l’artista ha avviato la costruzione di un evento artistico che prendendo le mosse dal testo si è trasformato in un particolare momento emotivo, in cui viene messo in discussione la percezione delle cose e la lettura che ognuno di noi fa di un determinato evento.

Diciamo che il dubbio del capire prende una sua forma, realizzata con piccole trasformazioni di manufatti esistenti o che sono stati creati per dare consistenza alle sensazioni. I lavori che l’artista ha prodotto diventano nuovi pensieri che, attraversati in esperienze fisiche, trasmettono e condividono possibili visioni, idee, emotività.

Breve intervista all’artista del curatore Tarcisio Dutto.

Tarcisio Dutto: perché il Candido, come mai questo libro del 1759, non è troppo lontano?
Domenico Olivero: Il fatto che sia stato scritto in secoli lontani è una conferma di come le cose importanti nonostante i cambiamenti estetici siano sempre le stesse. Il libro mi fu regalato tantissimi anni fa, in una bella edizione illustrata da Paul Klee, che lessi con molto interesse e allegria. Il personaggio ha diverse similitudini con me e con il mio modo, forse un poco più cinico, di vedere il mondo. Mi piace molto la sua ingenuità, la sua serenità nel vivere avvenimenti incredibili. Il suo approcciarsi agli accadimenti con continue sollecitudini, ma soprattutto la sua voglia di capire.

TD: le opere quindi sono direttamente ispirate al testo?
DO: non proprio, alcune lo sono in modo diretto, ma la maggior parte hanno preso forma nel periodo della lettura e quindi in una visione d’insieme del momento di riflessioni. Anche aperta alla casualità, di cui il testo stesso tratta. Sicuramente gli stimoli sono nati con la lettura ma poi liberati dall’esigenza descrittiva/illustrativa tentano di trasmettere una percezione sentimentale/emozionale su più livelli.

TD: come ha costruito la mostra?
DO: ho pensato allo spazio della galleria come ad un’opera unica in cui i diversi lavori venissero posti in relazione fra loro, ho pensato quindi di assemblare tutto il progetto in una rete di corrispondenze, suggerendo percorsi diversi che ognuno può a sua volta mutare.

Dati evento

Titolo mostra: Candido, ma che domande fai?
Artista: Domenico Olivero.
Luogo: Art Gallery La Luna
Indirizzo: Via Roma 92 12011 Borgo San Dalmazzo (Cuneo)
Orario di apertura: Venerdì 16-19, Sabato 10,30-13 / 16-19, Domenica 10,30-12,30 o su prenotazione, ingresso libero.
Durata dell’evento dal 16 al 23 Aprile 2011.
sito web : http://candidomachedomandefai.blogspot.com/
contatti: 0039 339 7108501; 0039 347 3268116; 0039.328.2159521
e-mail: info@artgallerylaluna.com;

15/02/10

Pensieri sull'arte - che cosa c’è ancora?




E’ già passato un decennio e il nuovo millennio pare tutto quieto, nell’arte del nostro presente, contemporaneo.

Sembra che il nostro tempo attuale non sappia caratterizzarsi, questa è la forma più evidente, una smaterializzazione, una mancanza d’identità, mi paiono segnali molto forti di questi nostri anni.

Forse l’articolazione socio-culturale è talmente variegata e complessa che non è più possibile omologarla con semplici diciture, non si può più rappresentare tutto in poche forme, ogni raffigurazione è parziale e deficitaria. Siamo forse nell’infinità espressiva, che nella sovrapproduzione si è già svuotata.

Dalla musica alla moda, tanto più in ambito artistico, tutto pare essere già stato fatto, ideato, proposto. Per cui quello che si fa ora sembra già “ricotto”, tutto è in una fase di evaporazione, si volatilizza via.

Probabilmente il presente non avendo più contrasti da offrire, luogo del confronto e della discussione, non si evolve. Dopo decenni di avanguardie, manifesti, propositi e correnti, che erano occasioni di dialogo, litigi, prese di posizioni e dinamismo, tutto si è assopito.

Non è più tempo di confronto/scontro, ognuno è solo, o probabilmente isolato. Forse disperso?

Ciò produce assenza, mancanza di rappresentazione e riconoscimento.

Nell’era della comunicazione non c’è più un confronto da cui possa nascere qualcosa, tutto sembra viaggiare in modo parallelo, omologabile e presente. Tutto convive in un tempo senza passato e futuro, tutto è ora, senza aspettative e memorie.

Orizzonte piatto, desertico. Tantissimi granelli, pertanto unici ma noiosi, insignificanti, ci vuole forse una lente d’ingrandimento per vedere qualcosa?

In questa situazione, forse gli artisti, non riescono più a esprimere quello che ognuno già comunica visivamente con i propri articolati media quotidiani. L’artista pare essere diventata una figura superflua, inutile come inutile è il mercato che lo rappresenta, troppo autoreferenziale per raffigurare qualcosa e troppo rapido per sedimentare senso. Infatti, tantissimi sono gli artisti, che si rivolgono ad altre realtà, scienza, letteratura etc.., da cui traggono piccoli pretesti, ma senza un percorso reale e personale, per realizzare manufatti fra lo scolastico e il ludico.