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Visualizzazione post con etichetta Fridericianum. Mostra tutti i post
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14/07/15

Marcel Broodthaers al Fridericianum



“Fiction enables us to grasp reality and at the same time that which is veiled by reality.” – Marcel Broodthaers

In 1964 the writer Marcel Broodthaers decided to become a visual artist. Yet he retained an avid interest in language, its systems of meaning, and its poetry, which became integral components of his art. Maintaining a distance to the art scene, Broodthaers raised fundamental questions about art—about its media, about how the artwork is defined, and about its representation in museums. His works resist definitive art-historical classification and his oeuvre still stands as a persistent critique of the commercializing strategies of the art market today. 

Influenced by the anti-authoritarian discourses of the 1960s, Broodthaers’ art is by no means divorced from the political dimensions of reality. He undertook a critical examination of the practices of collecting, archiving, and display, questioning the power of the institution to define and exposing the museum itself as a representational and ideological authority. 
Broodthaers’ criticism is grounded in a probing investigation of the ordering systems of everyday life, the mechanisms involved in the production of meaning, and their place within a collective cultural memory. Extracting images, objects, words, and actions from their established contexts, the artist engendered a sense of uncertainty in which the contrast between the reality of visual images and the reality they depict becomes clearly visible. He revealed the agency of objects, which transcend our ability to grasp them through language, and emphasized the puzzling play of language itself, employing words as both visualized ideas and literal material. In an age characterized by our faith in the capacity of visual images to explain scientific and political phenomena, the oeuvre of Marcel Broodthaers, in which the unspoken dissonance of images, words, and meanings becomes apparent, assumes immense power and relevance.

On the occasion of the 60th anniversary of documenta, the Fridericianum is presenting a major survey exhibition featuring works from all of the artist’s creative periods. The exhibition encompasses early sculptures, films, slide projections, prints, and drawings as well as Le Corbeau et le Renard (1967–72), the Section Publicité of the Musée d’Art Moderne, Département des Aigles (1972), Miroir d'Époque Regency (1973), Éloge du sujet (1974), Dites partout que je l'ai dit (1974), Jardin d’Hiver II (1974), L’Entrée de l’Exposition (1974), Salle Blanche (1975), and DÉCOR, A Conquest by Marcel Broodthaers (1975).

Curated by Susanne Pfeffer

05/06/12

dOCUMENTA (13) Reportage da Kassel - I luoghi - un’architettura multi storica per ospitare un evento multiforme


L’edizione di dOCUMENTA (13) si sviluppa in diverse spazi, che attraversano la storia architettonica della città. 

Si va dallo storico edificio del Fridericianum, posto nel centro della città, alla vicina documenta-Halle, costruita nel 1992 per l’edizione di Jan Hoet, la famosa Documenta 9. 

C’è poi l’edificio neo-rinascimentale dello Ständehaus, sede del locale parlamento, costruito fra il 1834 e il 1836, più in là il Karlsaue Park, suggestivo parco dalle geometrie ordinate, in cima a questo spazio c’è l’Orangerie, in un allegro stile barocco. 

Saranno anche usati l’Ottoneum, realizzato dall’architetto Wilhelm Vernukken nel 1603, il Gloria Cinema del 1953, la Neue Galerie e la Hauptbahnhof, cioè la stazione di Kassel. 

Come si vede tante location abbastanza comode da raggiungere, in un percorso interno esterno cittadino. 


  




17/04/12

Il nulla del tutto - A che punto siamo con dOCUMENTA 13?




Oramai manca solo più un mesetto all’apertura della tredicesima edizione di Documento, che ogni cinque anni riunisce il mondo dell’arte nel cuore della Germania. Ma fino ad oggi poco si sa. Anche se si è pellegrinato per eventi di ogni tipo in ogni dove e si sono letti i tanti piacevoli libretti pubblicati nell’attesa, che spaziano dall’agricoltura all’arte, non c’è un’idea definita sull’evento. 

La curatrice Carolyn Christov-Bakargiev, forse impegnata nel girare il mondo in lungo e largo, non ha ancora prodotto un chiaro testo su quello che succederà. Solo sabato scorso sono giunte alcune indicazione strutturali sull’evento, ma forse proprio questo suo muoversi attraverso culture e paesi è già un chiaro segnale sul cambiamento del “fare arte”. 

Sicuramente la suspense è importante per enfatizzare la rassegna ma se ci fossero dei segnali di definizione, si potrà goderla pienamente e non arrivare impreparati alla rassegna. Ma l’effetto mediatico della sorpresa sembra giunto oramai anche nel mondo dell’arte contemporanea, nel miglior stile spettacolo verità. 

Pensando agli stimoli che sono stati proposti in questi ultimi tempi, possiamo dare spazio a tante diverse idee di mostra. Ma se è giusto tenersi dinamici in questi tempi di continui mutamenti, sappiamo già tutti che i giochi sono stati fatti e che gli artisti le opere le hanno già progettate, per cui prolungare troppo l’attesa alla fine rischia di svuotarle di senso. 

Personalmente in questo magma informativo prodotto a oggi intorno a dOCUMENTA 13 ho percepito un’azione sulla “comunicazione” stessa, sul suo inutile flusso gigantesco che sempre più non lascia traccia, anzi annulla e svuota ogni evento. Sia tragico sia gioioso. Per cui risulta importante tornare ad una intimità, ad un rapporto “umano” delle cose. 

Ma vediamo le notizie giunte Sabato scorso, quasi tutte di tipo logistico, da cui apprendiamo che gli artisti saranno oltre 150, si parla nel breve testo che l’evento seguirà una visione olistica, che spazierà dalla creatività artistica a diverse discipline scientifiche, come la biologia, la fisica o l’antropologia. 

La rassegna si svolgerà in diverse location, dai tradizionali spazi quali il Fridericianum, la documenta-Halle, e la Neue Galerie; spostandosi anche in spazi dedicati alle scienze naturali e tecniche, come il Ottoneum e l'Orangerie. Una parte si estenderà in piccoli luoghi come il magnifico parco barocco del Karlsaue o luoghi più "borghesi" quali il Ständehaus e il Grand City Hotel Hessenland. Sono previste anche delle location extra-europee che saranno rivelate solo il 6 Giugno. 

Si confermeranno gli eventi che si svilupperanno per i 100 giorni della rassegna e che potranno essere: congressi, seminari, conferenze, progetti attivati, residenza di scrittori e un programmazione di film. Dal 11 al 15 Giugno si svolgerà un congresso degli artisti con alcune delle più importanti istituzioni collegati all’ Art Academies Network. Per poter fruire al meglio l’evento saranno organizzate dei dTOURS per approfondire la vasta mole di opere presenti. 

Via l’attesa si fa più intensa!