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Visualizzazione post con etichetta Alessandro Sciaraffa. Mostra tutti i post
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07/12/19

Aurora



Dal 7 Dicembre si aggiunge un nuovo lavoro alla XXII edizione di Luci d’Artista, promossa dalla Città di Torino,  si tratta di “Aurora", una nuova opera luminosa e sonora, ideata da Alessandro Sciaraffa che sarà proposta presso il Torino Outlet Village, con la curatela di Riccardo Passoni, Direttore GAM Torino, fino al 31 Gennaio 2020.

Il percorso artistico di Sciaraffa è caratterizzato dalla presenza simbiotica di suono, tecnologia e natura. Con Aurora l’artista riproduce una manifestazione naturale di luoghi lontani, un evento prodigioso che unisce suono, luce e fenomeni ondulatori. 

Le immagini e i suoni registrati al cospetto di una aurora boreale, durante la sua permanenza in Russia, sono stati tradotti sulla stele di Torino Outlet Village, dando vita a una corrispondenza tra suono visibile e luce sonora. Captati alle basse frequenze i suoni dell’aurora vengono tradotti in un grafico multicolore che ne riverbera visivamente le sempre mutevoli, e altrimenti impercettibili, sfumature. Le immagini “noise” in movimento restituiscono i contorni mobili dell’aurora e gli effetti acustici simili a cinguettii, sibili e crepitii elettrici. L’intento di Sciaraffa è “accendere una visione cosmica per ricucire con la luce il tessuto urbano” trasformando la stele in un richiamo per una connessione spirituale, politica e sociale tra individuo e universo. 

A cura di Riccardo Passoni, Direttore di GAM – Torino

Inaugurazione:
sabato, 7 dicembre 2019, dalle 18.00
Torino Outlet Village
Via Torino, 160 - Settimo Torinese TO

03/07/19

Cosmonautica al Castello di Costigliole d'Asti

Alessandro Sciaraffa Totem, 2018 Installazione sonora Courtesy Alla Rocca, UFIP e l’artista

La mostra Cosmonautica, a cura di Sara d’Alessandro Manozzo, presenta al Castello di Costigliole sculture e installazioni di Alessandro Sciaraffa (Torino, 1976) alcune delle quali appositamente realizzate per la mostra: un vero e proprio viaggio in un universo sonoro e visivo inesplorato, che trasforma il visitatore in astronauta.

Il lavoro di Sciaraffa si muove tra scienza, natura e poesia: le sue opere appaiono come “macchine” o strumenti futuribili, in grado di rendere materiale l’immateriale.

Il suono è l’elemento ricorrente: è un linguaggio universale, che avvicina ciò che è lontano, crea una continuità tra uomo, macchina, natura, cosmo. Il suono e la musica sono per Sciaraffa l’immagine della vita umana nella sua completezza, parte di un tutto: la singola nota è solo una nota, ma in una melodia essa acquista un senso: contiene in sé la precedente e anticipa quella che verrà. Per questo molte opere cercano attivamente la partecipazione del pubblico: l’opera deve essere aperta a chi la osserva, che può farla propria.

La vibrazione percepita di fronte ai Totem, gong che invadono lo spazio con le loro basse frequenze, trasforma l’ascolto in un’esperienza fisica, immersiva e sinestetica.

Il suono ci mette in contatto con lo spazio siderale, in un viaggio verso luoghi che possiamo solo immaginare: la Luna, il satellite che regola il mare e il ciclo della natura, e il Sole, la nostra stella, che permette la vita. Con la Luna dialoga Speakermoon, antenna parabolica che invia onde radio che si riflettono sulla Luna per poi tornare sulla terra. Super Natural Garden dialoga invece con il Sole: una serie di sensori catturano radiofrequenze molto basse, dette VLF, e traducono in rumori le diverse intensità delle eruzioni solari, restituendoci il suono della nostra stella.

Le ombre del mare è uno strumento musicale magico, che riproduce il suono delle onde senza bisogno di essere toccato, perché “attivato” dai gesti dell’osservatore. Il campo nero monocromo di Akasha è invece costituito da pannelli di cristalli liquidi il cui colore si modifica con il variare della temperatura superficiale: il pubblico è chiamato a disegnare con l’acqua. I Catarifrangenti sono pitture su fondo nero, invisibili, che appaiono al pubblico solo quando il flash di una macchina fotografica le illumina.


Alessandro Sciaraffa vive e lavora a Torino. Insieme a Luca Congedo e Fabrizio Rosso ha fondato il gruppo di sperimentazione musicale WHYOFF. Tra le principali personali: Ti porto il mare, Fondazione Merz, Torino (2011), VITRINE, GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino (2012), Greater Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2013), I Lunatici parlano alla luna, Galleria Giorgio Persano, Torino (2014), Fontanella, Galerie Italienne, Parigi (2016), Between a Dusk and a Dawn there is an eclipse, Galerie Mazzoli, Berlino (2017), The Winter Symphony, Museo Ermitage, San Pietroburgo (2019), Aurora (2019), Ground Moscow, Mosca.

La mostra è parte del programma del progetto "Castello di Costigliole d’Asti, il racconto e la cultura del territorio", sostenuto dalla Compagnia di San Paolo (maggior sostenitore) attraverso il bando "I luoghi della cultura 2018”.  È promosso dal Comune di Costigliole d'Asti in partnership con il Teatro degli Acerbi e l'Associazione CRAFT.


Informazioni pratiche:

Alessandro Sciaraffa. Cosmonautica
Dal 6 luglio al 29 settembre 2019
CASTELLO DI COSTIGLIOLE
Piazza Vittorio Emanuele II, 10 Costigliole d’Asti (AT)
Ingresso libero

Orari: venerdì - domenica 10-12 / 16-19 (ingresso all’infopoint del Comune)
Martedì - giovedì su appuntamento
info: tel. 0141 962210 email affarigenerali@costigliole.it 
www.visitcostigliole.it  

22/02/16

Davanti a un fiume in piena #12 reportage fotografico

Eccovi gli scatti dalla piacevole  domenica 21 febbraio trascorsa nello studio di Piazza Carducci 130 (Citofono n. 1) di FanniDada per un appuntamento "stellare" con gruppo E_qui, Emanuele Pensavalle, costruttore di astronavi in dialogo conl'artista astrospaziale Alessandro Sciaraffa e Pier Luigi Pusole con la presentazione del Piano "P"


(foto Fannidada)


























13/09/13

La bussola dell’arte - Intrecci espositivi alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino


Tante stuzzicanti direzioni della realtà artistica contemporanea sono proposte, fino al 29 Settembre, presso la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo che ha in corso ben quattro intriganti mostre.

Puntando a Nord incontriamo l’artista finlandese Riikka Kuoppala che propone due situazioni video, una più intima e inquietante “Couch”, l’altra “Under a burning city” che ho trovato più stimolante e significativa, per la ricchezza di emozioni che suscita. L’esposizione è realizzata con la collaborazione dell'école National Supérieure des Beaux Artes di Lyon.

 

Proseguendo a Est, sempre su un sentiero di video, si entra nell’intimo e accogliente “Cinema” temporaneo, ideato per presentare la vasta rassegna di filmati raccolti sotto il titolo “The 338 Hour Cineclub” che è l’evento conclusivo del progetto annuale della settima edizione della Residenze per Giovani Curatori, con i selezionati Rosalie Doubal(Uk, 1984), Alec Steadman (Uk, 1983), Emeline Vincent (Francia, 1983). Gli artisti selezionati dai giovani curatori sono : Meris Angioletti (Bergamo, 1977), Salvatore Arancio (Catania, 1974), Gianluca e Massimiliano De Serio (Torino, 1978), Patrizio Di Massimo (Jesi, 1983), Francesco Fonassi (Brescia, 1986), Anna Franceschini (Pavia, 1979), Alessandro Gagliardo (Paternò, 1983), Riccardo Giacconi (San Severino Marche, 1985), Adelita Husni-Bey (Milano, 1985), Maria Domenica Rapicavoli (Catania, 1976), Valerio Rocco Orlando (Milano, 1978), Marinella Senatore (Cava dei Tirreni, 1977), Giulio Squillacciotti (Roma, 1982) e Diego Tonus (Pordenone, 1984). Molto utile la tessera che è data per fruire di ulteriori ingressi per seguire tutta la rassegna, anche se personalmente avrei visto più funzionale un uso di un momentaneo sito web accessibile a tutti, svincolando così il limite di fruizione per chi non può ritornare alla Fondazione. Il progetto è supporto della Compagnia di San Paolo.




Arriviamo a Ovest, luogo di memoria per la Fondazione SRR, dove in una corrispondenza di relazioni estetiche sono proposti alcuni pezzi, legati dal tema della scultura nelle sue tante derive, della collezione, acquisiti recentemente. Titolo dell’iniziativa “Sunt lacrimae rerum” preso dall’Eneide, traducibile in “sono le lacrime delle cose”, tra i tanti lavori scultorei mi è piaciuto quello di Trisha Donnelly, proposti con quelli di Becky Beasley, Martin Boyce, James Casebere, Alex Hubbard, Markus Schinwald e Klaus Weber. 






Segnalo, se vi trovate a Londra, che presso la Whitechapel, fino alla fine dell’anno sono proposte, con allestimenti differenti, alcune selezioni delle opere provenienti dalla vasta collezione torinese.

Conclude il giro a Sud, nel fresco ciclo Greater Torino, curato da Irene Calderoni e Maria Teresa Roberto, dedicato agli artisti che hanno in Torino il loro sviluppo artistico. Siamo alla quarta selezione con Alis/Filliol e Alessandro Sciaraffa.
Alis/Filliol è un duo artistico fondato nel 2007 da Davide Gennarino e Andrea Respino, che da diversi anni agiscono sulle dinamiche dei materiali, con differenti sviluppi creativi, mentre Alessandro Sciaraffa ha trovato, in questi recenti anni, forti ispirazioni dalle vibrazioni sonore, di cui approfondisce e trasforma la presenza fisica. Entrambi agiscono in una dimensione sensoriale, captando processi o fisicità in divenire, con risultati alterni fra tecnica e poesia.


A seguire, a fine Ottobre, si avvierà un’interessante rassegna sull'uso del medium tessile nell'arte contemporanea, a cura di Irene Calderoni, dal titolo “Soft Pictures”, con opere di diversi artisti, tra cui Enrico David, Mike Kelley, William Kentridge, Francesco Vezzoli e tanti altri.


16/05/12

Raccogliere per emozionarsi - Gam Torino




Fra i primi musei d’Italia dedicati all’arte contemporanea la Galleria d’Arte Moderna di Torino non ha mai cessato di accogliere i cambiamenti culturali, seguendo e spesso anticipando il variare del gusto estetico. Per festeggiare questo continuo e pregiato aggiornamento è stata realizzata la mostra “Strangers” ordinata da Riccardo Passoni. Un’esposizione di alcuni dei pezzi più pregiati, di produzione straniera, della collezione permanente, che si è potuto realizzare grazie al sostegno di tanti aiuti esterni, quali la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. Una stupenda carrellata storica che spazia da Josef Albers, passando per Karel Appel, Jean Fautrier, Pablo Picasso, fino a un delicato lavoro di Cy Twombly. 

Come sempre la collezione permanente è proposta nei diversi piani in percorsi che, con la nuova direzione di Danilo Eccher, ogni anno vengono rinnovati seguendo preziose suggestioni e percorsi ideati da storici e critici dell’arte, ma non solo. 
Questo progetto permette una rotazione delle opere presenti nella raccolta della GAM, creando così un continuo rinnovamento e riscoperta delle meravigliose opere custodite. Ora l’allestimento è stato costituito da quattro argomenti scegli da docenti universitari di fama nazionale. 

L’Anima, tema scelto da Vito Mancuso, professore Ordinario di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, vede, oggi, una radicale riformulazione del suo significato. Mancuso si sofferma sulle difficoltà contemporanee nel riconoscere l’anima come entità persino all’interno degli organi ecclesiastici, e la necessità quindi di rielaborarne il senso sulla scorta del nuovo contesto scientifico e filosofico. Rielaborazione che ritroviamo anche nell’arte e nel percorso al primo piano, in cui si passa dalla religiosità cristiana delle opere ottocentesche di Andrea Gastaldi e Innocenzo Spinazzi, all’espressione di una condizione umana in Antonio Fontanesi, fino alla concezione di anima come spiritualità assoluta, partecipazione al mondo, che si fa letteraria in Gino De Dominicis, rituale in Hermann Nitsch o poetica in Anselm Kiefer, di cui si presenta il capolavoro Einschüsse, grande opera recentemente acquisita dalla GAM. 

Di tutt’altro tenore il tema dell’Informazione, sempre al primo piano, scelto da Mario Rasetti, Professore Ordinario di Fisica teorica, modelli e metodi matematici al Politecnico di Torino. L’informazione, nel campo della Fisica, è intesa come una grandezza paragonabile a massa, energia, velocità. Si riferisce alla capacità delle molecole di essere portatrici di simboli, codici e segnali, di operare cioè come un messaggio necessario alla propagazione della vita. La concezione dell’uomo e della natura è per questo motivo analizzata confrontando diverse interpretazioni: la ciclicità delle stagioni nella serie diLuigi Baldassarre Reviglio, l’elemento naturale che trova una ridefinizione nelle ricerche dell’Arte Povera, con le energie cosmiche di Giovanni Anselmo, l’aspetto alchemico di Gilberto Zorio e la crescita naturale diGiuseppe Penone. Così i segni biomorfi di Carla Accardi e la visione analitica dello spazio di Dadamaino. 

Al secondo piano del museo incontriamo la Malinconia, tema scelto da Eugenio Borgna, Primario emerito di psichiatria dell’Ospedale Maggiore di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali dell’Università di Milano. La malinconia è intesa qui come condizione umana e mentale, concezione di un tempo “immobile e stregato”. Questa caratteristica di temporalità sospesa si proietta sulla realtà e sulle attività circostanti, come nel tragico Asfissia! di Angelo Morbelli, e pervade le nature morte di Giorgio de Chirico e Filippo De Pisis, lo spazio e gli oggetti nel video di Ursula Mayer e nelle fotografie di Elisa Sighicelli e Francesca Woodman, i paesaggi sospesi di Carlo Carrà e l’arte stessa in Giulio Paolini. 

Infine, sempre al secondo piano, il Linguaggio è stato scelto da Sebastiano Maffettone, Professore Ordinario di Filosofia Politica presso la Facoltà di Scienze Politiche della Luiss Guido Carli. Dopo un prologo che evidenzia il rapporto dell’arte con la letteratura nelle opere ottocentesche di Antonio Canova, Massimo D’Azeglio, Carlo Arienti, il percorso si sofferma sulla nascita ed evoluzione dei linguaggi artistici, dalle diverse avanguardie di Giacomo Balla e Lucio Fontana, al neorealismo pop italiano di Mario Schifano in dialogo con quello internazionale di Andy Warhol e Mark Dion, per chiudersi con il ritorno alla letteratura nell’utilizzo del carattere tipografico di Nanni Balestrini.

La GAM presente anche altre due iniziative espositive. Vitrine curato da Luigi Fassi che in questo periodo ha scelto un’intrigante tecnologica opera di Alessandro Sciaraffa intitolata Akasha, nella foto, costituita da una serie di pannelli di cristalli liquidi assemblati a muro sino a sagomare completamente l’ambiente che interagisce col calore. 

Mentre al secondo piano è proposta la delicata sezione Wunderkammer, spazio dedicato all’esposizione del patrimonio grafico del museo, che ora presente i preziosi disegni di Giuseppe Mazzola (1748–1838). 

Contemporaneamente è proposto nella videoteca il nuovo acquisto della Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea all’ultima edizione di Artissima del video di Karl Holmqvist “I am with you in Rockland” composto su un testo di Allen Ginsberg.

31/08/11

Vitrine


Con il titolo Vitrine la GAM di Torino propone un progetto inedito e offre un nuovo spazio alla giovane ricerca artistica piemontese. Una grande parete nell’atrio, insieme all’area posta di fronte all’Underground Project, saranno i luoghi a disposizione di artisti che vivono e lavorano a Torino o in Piemonte e che si stanno distinguendo con la loro opera nel panorama artistico nazionale. Il progetto è suddiviso in cicli e prevede per ogni fase l’impegno di un diverso curatore, chiamato a individuare un tema e una selezione di artisti che esporranno opere inedite realizzate appositamente per gli spazi della galleria, con il fine ultimo di presentare al pubblico un’ampia vetrina significativa della produzione artistica del nostro territorio.

La prima parte di Vitrine è affidata al giovane curatore torinese Luigi Fassi, che ha selezionato otto artisti torinesi, attivi singolarmente o in coppia, nati tra gli anni Sessanta e gli Ottanta. Il titolo del suo ciclo Con gli occhi chiusi prende a prestito il titolo del romanzo di esordio di Federigo Tozzi del 1918. La miopia del protagonista adombrata dal racconto di Tozzi costringe a un diverso accesso all’esperienza del mondo, in un’indeterminazione che allunga e distorce non solo la visione esterna, ma anche quella dell’interiorità. La metafora novecentesca di Con gli occhi chiusi costituisce un’ipotesi di lettura dei lavori degli artisti coinvolti dal curatore, dando risalto alla loro volontà di presentare prospettive di margine e rimozione. Le opere del progetto riverberano così una capacità esplorativa della realtà portata avanti in termini intuitivi e non lineari - quasi ad occhi chiusi.

Con gli occhi chiusi. Gli artisti selezionati: Renato Leotta (1982), Gianluca e Massimiliano de Serio (1978), Isola e Norzi (Hilario Isola e Matteo Norzi 1976), Alessandro Sciaraffa (1976), Caretto e Spagna (Andrea Caretto 1970 e Raffaella Spagna 1967).

RENATO LEOTTA
27 settembre – 11 novembre 2011

Le opere di Leotta (1982) - filmiche, installative e fotografiche - sono simulazioni di passeggiate volte a restituire un’esperienza individuale di attraversamento di un luogo particolare. Il procedimento indiziario di Leotta procede per aggregazione di dati e riflessioni, teso a svelare tratto per tratto la vicenda storica, sociale ed estetica di un paesaggio o di uno scenario urbano preso in esame. Come un frammentario atlante di esplorazione personale, le opere di Leotta attivano un’attenzione complessa verso i luoghi considerati, provando a ipotizzare e ricostruire la rete di connessioni che li ha determinati. L’esito è prossimo alle forme di un’antropologia interpretativa, trasfigurata mediante il riferimento a una molteplicità di echi artistici e letterari. L’indagine su luoghi, vicende storiche e manufatti è colta così nel segno di una dimensione di temporalità stratificata, organizzata visivamente per mezzo di analogie, discontinuità e parallelismi.

Catania (2011) è il montaggio sintetico di una passeggiata nei paesaggi rurali, tra strade e campagne, della provincia di Catania. L’occhio della cinepresa di Leotta segue il filo di una lettura storica degli scenari incontrati, costruita per elementi minimi e frammentari. Nel panorama visivo dell’opera, regesti di architetture auliche dell’antica aristocrazia terriera locale si sovrappongono senza soluzione di continuità allo sviluppo urbano contemporaneo e alla sua ininterrotta evoluzione. Agrumeti e antiche coltivazioni agricole, scenari di siccità e di vegetazione rigogliosa si alternano alla presenza quasi subliminale di veicoli e mezzi di trasporto dell’industria di massa. L’artista istruisce così un’ipotesi critica dove le fratture e le continuità tra passato e presente manifestano il filo rosso che accomuna lo sviluppo di vicende storiche apparentemente lontane tra loro, come feudalesimo, riforma agraria e migrazione della popolazione locale verso il mondo industriale del nord Italia. Catania è così un diario minimo delle trasformazioni sociali e urbane della Sicilia costruito per mezzo di una scrittura fatta di intuizioni visive, dove è la morfologia del paesaggio a guidare tratto per tratto lo svolgimento dell’opera.

Napoli (2011) è un video costituito da pochi istanti di ripresa in pellicola di un giardino urbano di fronte all’acquario di Napoli sulla riviera di Chiaia. L'opera mette in scena la rivelazione di un frammento classico della natura mediterranea in termini esotici e letterari. Anche in questo caso lo sguardo dell’artista sintetizza così una riflessione sul paesaggio come eco delle vicende culturali che lo hanno costituito e dei cliché che continuano a determinarne le risonanze nel presente. Il cactus del video che ondeggia nel vento determina una visione fondata su codici non più naturalistici ma piuttosto simbolici ed evocativi, in una saturazione di suggestioni affidata alla sensibilità dello spettatore.

Torino (2011) è una serie di tavole di colore blu e grigio. La loro presenza è legata ai lavori video ed è da intendersi come rappresentazione sintetica di forme e colori legati alla produzione industriale. Se Catania e Napoli articolano un tracciatura per evocazione essenziale di elementi primari di quelle città, la presenza delle tavole di Torino determina l’apparizione di due significanti astratti ma capaci di restituire in termini essenziali un’ipotesi economica ed estetica di lettura della metropoli, posta in parallelo con la geografia storica ed sociale delle due città meridionali.

VITRINE
GAM Torino. Via Magenta, 31
Atrio e piano interrato

Primo ciclo: CON GLI OCCHI CHIUSI
a cura di Luigi Fassi dal 27 settembre 2011 al 31 luglio 2012

RENATO LEOTTA 27 settembre – 11 novembre 2011

I prossimi appuntamenti:

Gianluca e Massimiliano de Serio 24 novembre – 31 gennaio 2012
Isola e Norzi 9 febbraio- 31 marzo 2012
Alessandro Sciaraffa 12 aprile – 30 maggio 2012
Caretto e Spagna 5 giugno - 31 luglio 2012