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21/05/13

20 years of White Cube ...



Alla fine di questo mese la galleria White Cube compie vent’anni di attività, un grande traguardo per un’avventura nata quasi per gioco. 


Jay Jopling era un giovane ragazzo incuriosito dal mondo della nascente arte inglese che aprì una piccola stanza al secondo piano di Duke Street, in affitto da Christie, dipingendola di bianco. Così si avviò l’avventura di un gallerista molto sensibile agli umori artistici dell’epoca e abile a giostrarsi in tempi di trasformazione del sistema dell’arte che si stava sempre più rinnovando verso rivoluzionarie strategie di diffusione. 

Punto forte del suo operatò fu il suo grande “fiuto” per i nuovi artisti che si stavano formano nel panorama inglese, frai tanti nomi ricordiamo Antony Gormley (esposto nel 1994), e Damien Hirst (esposto nel 1995). Giovani promesse che frantumavano i vecchi assodati gusti, rinnovandoli con nuove visioni e strategie di promozioni, abilmente sostenuti dal gallerista stesso, diventando nel tempo certezze di una nuova storia di fare arte. 

Poi tutta una storia in salita con i famosi spazi in Hoxton Square, ora chiuso in favore di quelli più significativi di Bermondsey, e centrali di St. James. 

Pare che i futuri sviluppi vadano oltre il mercato inglese per puntare su nuove sedi come Hong Kong e San Paolo. 

Le mostre in attualmente in corso presso i suoi spazi sono, a Bermondsey Julie Mehretu e Liminal Squared mentre a Mason's Yard sono proposti Eberhard Havekost e Cosmos Now a San Paolo The Gesture and the Sign

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