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05/09/21

L' arte delle ipocrisie


L'arte, la cultura, le mode cambiano e molte cose che avvenivano tanti anni fa avevano una loro pregnanza e valore, riviste oggi risultano superate e svelano molte ipocrisie.

Sicuramente è il caso della inutile scultura 'The 2000 Sculpture' dell'artista americano Walter De Maria, riproposta dalla  Kunsthaus quasi trent'anni dopo, dal 27 agosto al 20 febbraio 2022. 

Una delle tante opere che in un determinato tempo storico hanno rappresentano uno spostamento di significato e che ora risultano praticamente superate, per cui anche la riproposta storica pare solo più un dato informativo. 

Il gruppo minimalista a cui si può iscrivere l'opera di Walter De Maria, come tante manifestazioni degli anni sessanta e settanta oggi paiono puri esercizi di demagogia di piccole fazioni di interessi, asservite al sistema consumistico, velate dai valori, ora traditi, a cui fintamente si ispiravano.

Come molte delle produzioni del gruppo dell'Arte Povera, che sfruttato le istanze politico/sociali del tempo, sono oramai ridotte a puro prodotto commerciale più o meno velate da un sistema di critica/curatoriali che si arrampica a speculazioni datate e fantasiose, come già faceva il grande artefice della propaganda neo-liberista Harald Szeemann, promotore di un'arte fatta più di parole che di opere, perfetto prodotto dai ridotti costi di produzione e dai lauti guadagni.


Luciano Fabbro da Paula Cooper

 


L'archivio dell'artista Luciano Fabbro ha avviato una collaborazione con la galleria Paula Cooper per rappresentare il suo operato artistico. La storica galleria newyorchese realizzerà una mostra il prossimo anno nei suoi spazi in  West 21st Street a New York.

CS

NEW YORK—Paula Cooper Gallery is delighted to announce representation of the work of Luciano Fabro in collaboration with the Archivio Luciano e Carla Fabro.  

Luciano Fabro (1936–2007) was a central figure in a wide-ranging movement to question and redefine sculpture in post-war Italy, a movement initiated by predecessors such as Fausto Melotti and Lucio Fontana that culminated in the 1960s and 1970s with the artists grouped under the label of Arte Povera, to which Fabro gave his own distinctive inflection. Though closely associated with Arte Povera, Fabro viewed himself as “the heretic of the Arte Povera church.” Like his peers, he approached sculpture from a conceptual angle, as a mode of critique of contemporary culture; and similarly, he employed “poor,” or rather unconventional and often unprocessed materials as varied as rocks, bed sheets, sealing wax, leather, and more, which he enlisted alongside the more traditional mediums of bronze, steel, and marble. But he uniquely invested his work with a visceral quality intended to jolt and disorient the viewer’s sensory, perceptual, and psychological expectations. In the late critic Germano Celant’s words, Fabro “built ‘things’ or sculptures […], that were events of unresolved tension, apertures through which visual and plastic awareness could pass, interlocutors for the dialogue between active and passive vision.”1 

Paula Cooper Gallery will present Fabro’s monumental L’Infinito (1989) at this year’s edition of Art Basel Unlimited, on view to the public from September 24–26, with previews for invited guests from September 20–23. An industrial steel cable placed directly on the floor twists to form the mathematical symbol of infinity; its arches and central axis are grounded by eight pieces of Calacatta marble. The work is a play of contrasts: between steel and marble (and all they connote), line and volume, materiality and void. “The idea of infinity is not everything [...],” Fabro said of this work, “There is more. There is something that goes beyond infinity.” 

Concurrently this fall, the Margulies Collection, Miami, will present a work entitled Il giorno mi pesa sulla notte I (1994), acquired from the Paula Cooper Gallery last year. The work will be a central component of the Collection’s forthcoming Arte Povera exhibition at The Warehouse in Miami, Florida, in October 2021. The work was previously featured in an exhibition curated by Luc Tuymans at the Fondazione Prada, Milan, in 2019. 

In 2022, the gallery will have a one-person exhibition of Fabro’s work at 534 West 21st Street, the gallery’s original Chelsea location, which will have recently reopened. 

“We are thrilled to represent the work of Luciano Fabro in collaboration with the Archivio Luciano e Carla Fabro. The gallery has a longstanding commitment to artists who push boundaries, and Fabro exemplifies this ethos. Going forward, we will engage audiences both familiar with and new to Fabro’s extraordinary and radical body of work, beginning with our upcoming exhibitions in Basel and New York.” — Steve Henry

Luciano Fabro (born in Turin, Italy in 1936) lived and worked in Milan until his death in 2007. A landmark figure of post-war Italian art, he was also a prolific writer, publishing numerous texts on art theory. During his lifetime, his work was the subject of numerous important one-person exhibitions including at the Museum Boymans-van Beuningen, Rotterdam in 1981-82, the Musée d’art moderne de la ville de Paris in 1987, the Fundació Miró, Barcelona in 1990, the Kunstmuseum Luzern in 1990-1991, SFMOMA in 1992, the Centre Pompidou in 1996-97, the Tate Gallery in 1997, and the Musée Bourdelle, Paris in 2004. Between 1972 and 1997, Fabro participated in eight editions of the Venice Biennale as well as three editions of documenta in Kassel. In 2014 the first major, posthumous retrospective of his work was held at Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía in Madrid. Fabro was the recipient of numerous prestigious awards including the Sikkens Prize, awarded from Rotterdam (1987), the Antonio Feltrinelli Prize from Rome (1993); and a Coutts Contemporary Art Award from Zurich (1994).  

04/09/21

L'unione fa la forza

  

Foto galleria Salon94

Per affrontare le nuove sfide del cambiamento sono sempre più le gallerie che realizzano progetti comuni per potersi espandere e poter realizzare progetti significativi, il caso più recente è la società LGDR che riunisce i galleristi Dominique Lévy e Brett Gorvy (Lévy Gorvy), Amalia Dayan  e Jeanne Greenberg Rohatyn (Salon 94).

 In tal modo avvieranno una serie di spazi in diverse città (Londra, Hong Kong e Parigi) oltre che in una stupenda villa al 3 East Eighty-Ninth Street a New York.  

Il Panorama di Italics

 


Ieri ha preso avvio il progetto "Panorama" a Procida, che per la prima volta vede un nutrito gruppo di gallerie italiane operare in modo collaborativo col marchio "Italics", finalmente la volontà di cooperare e agire in modo costruttivo.

La situazione pandemica porta anche a nuovi stimoli e quello di una reale collaborazione è stato sicuramente un aspetto positivo.

 

Il progetto è interessante ma anche un poco spericolato, aver scelto una location così fuori mano e non perfettamente collegata non è certo molto pratico, tanto più alla fine dell’estate quando la gente pensa già alla marea di eventi che ci saranno, considerando poi che quest’anno arrivano anche quelli che questa primavera non hanno potuto avere corso.

 

Forse pensarla nei giorni di Artbasel sul lago di Como poteva essere un’alternativa interessante, ma comunque è molto  positiva l’idea di sfruttare la recente nomina di città capitale della cultura 2022 che Procida ha ottenuto.

 

Il sistema dell’arte italiana è molto debole e non è mai stato molto cooperativo per cui altre realtà più efficienti e più relazionali hanno da molto tempo costruito situazioni espositive molto interessanti e con buoni risultati d’immagine.

 

Ma vediamo alcuni scatti di Barbara Rossi su questo evento sperando che dia sviluppo a futuri progetti che rendano veramente speciale l’iniziativa.










Pietro Agostoni torna a Barriera


Si avvia la stagione dell'Associazione Barriera che dopo "Ops", vede il ritorno di Pietro Agostoni  a Torino con "Why Me?".

Concepita su misura per gli spazi di Associazione Barriera, la mostra si articola attraverso un corpus di opere su carta, fotografie, sculture e installazioni che mostrano il propagarsi e il ramificarsi della ricerca dell’artista.

L’esposizione prende forma a partire dalla pratica dell’accumulo di residui, reliquie e cascami intessuti in una trama permeata di un deterioramento sacro che si rivela trasformazione.

Nuove e vecchie facce si incontrano a questo banchetto già consumato: Biagio Palmieri, Daniele Guerrini e la Fictitious Graffiti Krew (Šimon Sýkora, Junwoo Park, Samy Boudol, Paul Bizkargüenaga), che con le loro diverse maestrie contribuiscono a esorcizzare l’austerità dell’architettura moderna e dare anima allo spazio.
L'inaugurazione sarà accompagnata da una performance musicale di Heith.
Il graphic design della mostra è a firma di Désirée Nakouzi De Monte.
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Pietro Agostoni (09/07/90, Lecco)
Campione di Tekken3, poète maudit, fondatore della Pusz, grafologo, reincarnazione di Amon, collezionista di spazzatura, allevatore di lumache, domatore di fiamme, chiaroveggente, filosofo DIY, estimatore del noise, discepolo della Haunter Records.
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Associazione Barriera è uno spazio per l’arte contemporanea, fondato nel 2007 da un gruppo di collezionisti nel quartiere popolare Barriera di Milano. Barriera è a cura di Sergey Kantsedal. Assistente alla curatela: Yuliya Say

Jeff Koons ritorna in Italia



Jeff Koons, Gazing Ball (Centaur e Lapith Maiden), 2013 I © Jeff Koons 

Se non ci bastavano i fondi di magazzino di Damien Hirst proposti in un museo che ore viene usato come uno spaccio, Villa Borghese, e nella supermercato della sede romana di Gagosian, ritorna per i tanti estimatori, il patinato Jeff Koons con ben due mostre fra Milano e Firenze, per la precisione alle Gallerie d’Italia di Piazza Scala, e a Palazzo Strozzi, che da poco hanno avviato una cooperazione, sicuramente ci saranno i suoi tanti noiosissimi e carissimi lavori, che affascina i tanti consumatori del superfluo, sicuramente sarà un successo... 

03/09/21

Prossimamente Art Basel



Eccovi alcune novità sulla prossima edizione di Art Basel, che si svolgerà dal 24 al 26 Settembre. 

Unlimited di Art Basel, curato per la prima volta da Giovanni Carmine, direttore della Kunst Halle Sankt Gallen, presenterà 62 progetti su larga scala di artisti rinomati ed emergenti.

La dodicesima edizione di Parcours sarà ancora una volta curata da Samuel Leuenberger, fondatore dello spazio espositivo senza scopo di lucro SALTS a Birsfelden, in Svizzera, e presenterà 20 opere d'arte site-specific nel centro della città di Basilea.

Coinvolgendo i visitatori della fiera e i residenti della città nello spazio pubblico, Messeplatz presenterà due interventi artistici separati degli artisti Monster Chetwynd e Cecilia Bengolea.
Art Basel, il cui Lead Partner è UBS, si svolgerà presso Messe Basel dal 24 al 26 settembre 2021.

L'edizione 2021 di Art Basel presenterà 272 gallerie leader di tutto il mondo che presenteranno la più alta qualità di opere su tutti i media, dai capolavori rari e storici alle nuove opere delle voci artistiche emergenti di oggi. Oltre a mostrare arte eccezionale all'interno dei suoi settori Gallerie, Caratteristiche, Dichiarazioni ed Edizioni, la fiera presenterà anche 62 opere d'arte su larga scala in Unlimited; 20 progetti site specific nell'ambito di Parcours; due interventi performativi degli artisti Monster Chetwynd e Cecilia Bengolea; un ambizioso programma cinematografico; così come la famosa serie di conferenze della fiera, Conversations.

"La portata e l'ambizione di Unlimited e Parcours di quest'anno testimoniano la dedizione delle nostre gallerie partecipanti", ha affermato Marc Spiegler, direttore globale di Art Basel. "Stanno presentando audacemente progetti complessi, molti concepiti prima della pandemia, che ora assumono un nuovo significato".
Illimitato

Unlimited, la piattaforma unica di Art Basel per progetti su larga scala, offre alle gallerie l'opportunità di mostrare installazioni estese, sculture monumentali, vaste pitture murali, vaste serie fotografiche e proiezioni video che trascendono il tradizionale stand della fiera d'arte. Ancora una volta nel padiglione 1, Unlimited sarà curato per la prima volta da Giovanni Carmine, Direttore della Kunst Halle Sankt Gallen.


I punti salienti includono:

La scultura di Carl Andre 'Mastaba' (1978) presentata da Konrad Fischer Galerie

il dipinto di grande formato 'Rollings (Salvage)' di Robert Rauschenberg (1984) presentato da Thaddaeus Ropac;

l'installazione di Urs Fischer 'Untitled (Bread House)' (2004-2006) presentata da Jeffrey Deitch;

L'opera dell'artista libanese Etel Adnan intitolata 'Le Soleil Toujours' (2020) presentata dalla Galleria Sfeir-Semler;

Il dipinto dell'artista della Guyana Frank Bowling "Il cerchio di Sansone con l'abito di Lila realizzato in Africa con tessuto cinese importato: e il resto" (2019) presentato da Hauser & Wirth 

'After Russell Lee: 1-60' (2016), una serie fotografica di Sherrie Levine presentata da David Zwirner;

"Repeating the Obvious" di Carrie Mae Weems (2019) presentato dalla Jack Shainman Gallery e dalla Galerie Barbara Thumm;

'Entrare nel linguaggio' (2019-2021), installazione tessile di Marion Baruch, realizzata appositamente per Unlimited 2021, presentata dalla Galerie Urs Meile; e

Il disegno fotografico di David Hockney 'Pictures at an Exhibition' (2018/2021) presentato da Gray ed esposto per la prima volta a Unlimited.

Giovanni Carmine ha dichiarato: "La pandemia ha amplificato il nostro bisogno di un impegno diretto con gli 'originali'. I nostri incontri con l'arte si sono intensificati: la nostra attenzione e la nostra voglia di confronto sono in aumento. In questo contesto, Unlimited si rivela il palcoscenico ideale per vivere queste sensazioni in uno spazio reale, per assaporarle, per rifletterci sopra.'

Un catalogo in edizione limitata, pubblicato da Hatje Cantz, accompagnerà Unlimited, inclusi testi descrittivi e immagini di ogni opera d'arte. Il catalogo sarà in vendita in fiera e nelle librerie a CHF 60. Per l'elenco completo degli artisti e delle gallerie presenti e ulteriori informazioni, visitare artbasel.com/basel/unlimited.


Parcours

Parcours tornerà nella città di Basilea, con 20 installazioni e performance site-specific in tutto il centro della città. Ancora una volta curata da Samuel Leuenberger, fondatore dello spazio espositivo senza scopo di lucro SALTS a Birsfelden, in Svizzera, Parcours di quest'anno si svolgerà in spazi civici e privati, nonché in nuove sedi con il tema "Possiamo ritrovare la felicità insieme di nuovo?" . Alcuni dei tanti punti salienti includono:

• 12 dipinti di grandi dimensioni e performance di Claudia Comte presentati da
Gladstone Gallery e König Galerie allo Stadtcasino, Basilea;

• Una composizione a pavimento aperto di Jason Dodge al Kunstmuseum Basel
presentato dalla Galleria Franco Noero;

• Una passeggiata pubblica di Hamish Fulton dal titolo "Walking in Every Direction" su Basel's
Marktplatz presentato dalla Galerie Tschudi;

• 'Neopets', una scultura di grandi dimensioni di Bunny Rogers presentata da Société;

• "Mudmen", un'installazione site-specific di Augustas Serapinas presentata da
emalin; e

• Installazioni scultoree di Pedro Wirz alla Kunsthalle Basel presentate da
Galleria Nagel Draxler.

Samuel Leuenberger ha dichiarato: "Attraverso un focus sulla cura e la simpatia, questa edizione mira a coltivare punti in comune e pensiero alleato attraverso gli strati più invisibili, quelli di profondità amicizia e fiducia, dove i suoi partecipanti così come i visitatori possono trovare la loro giusta gioia in partecipando.'

Per l'elenco completo degli artisti e delle gallerie presenti e ulteriori informazioni, vedere
artbasel.com/basel/parcours.

Nell'ambito di Art Basel Live, l'iniziativa digitale di Art Basel che amplifica i suoi spettacoli di persona per coinvolgere il pubblico online in tutto il mondo, le presentazioni Unlimited e Parcours saranno presenti in sale di visualizzazione online dedicate, sviluppate appositamente per offrire ulteriori approfondimenti su questi progetti su larga scala. Le presentazioni saranno contestualizzate con un curatore audio-guida.

Messeplatz
La Messeplatz di Basilea ospiterà due interventi site specific selezionati dalla fiera Curatori Unlimited e Parcours. Monster Chetwynd svilupperà un'installazione su larga scala e performance curata da Giovanni Carmine, mentre il curatore Parcours Samuel Leuenberger lavorerà con Cecilia Bengolea su una video installazione e performance allestita all'interno della fontana della Messeplatz. Sviluppato in modo indipendente, Bengolea e I progetti di Chetwynd cercheranno di coinvolgere i visitatori della fiera e i residenti della città in un'entusiasmante e dialoghi sorprendenti. Per ulteriori informazioni, visitare artbasel.com/basel/messeplatz.

Film
Proiettato allo Stadtkino Basel, il programma Film sarà curato per la prima volta dalla scrittrice e docente di Lisbona Filipa Ramos, co-fondatrice e curatrice di Vdrome. Inoltre, Marian Masone, curatrice cinematografica con sede a New York, ha selezionato due eccezionali ritratti cinematografici di artisti – 'Beyond the Visible – Hilma af Klint', diretto da Halina Dryschka, e 'Bill Traylor: Chaising Ghosts', diretto da Jeffrey Wolf – che sarà proiettato venerdì, 24 settembre e sabato 25 settembre 2021.

Conversazioni
Il programma Conversazioni offre al pubblico l'accesso a informazioni di prima mano sul
mondo dell'arte internazionale ed è programmato da Art Basel e dall'artista berlinese Julieta
Aranda. I panel si svolgeranno nell'auditorium del padiglione 1.0 e saranno caratterizzati da una dinamica gruppo di relatori, tra cui:

• Daniel Buren e Philippe Parreno, in conversazione con Hans Ulrich Obrist,
per il panel “Artists’ Influencers”; e

• Philip Ursprung, Professore di Storia dell'Arte e dell'Architettura, ETH Zürich, in conversazione con Catherine Nichols, curatrice e co-presidente di Beuys2021, per il pannello "Eredità di Beuys".

La massima priorità di Art Basel rimane la salute e la sicurezza del suo personale, espositori e
visitatori e il design e la logistica della fiera saranno adattati per garantire una fiera sicura ambiente. In ottemperanza alle disposizioni dell'Ufficio Federale Svizzero del Sanità pubblica, tutti i visitatori della fiera devono essere completamente vaccinati contro il COVID-19, fornire a
recente test COVID-19 negativo o essere completamente guarito. Per ulteriori dettagli sulla salute e misure di sicurezza per lo spettacolo, visita artbasel.com/basel/at-the-show 

02/09/21

Digital Abba

 


Sicuramente sarà un grande evento visivo il concerto che gli Abba realizzeranno il prossimo 27 maggio in una apposito teatro definito l' Abba Arena a Londra, soprattutto sarà uno dei primi grandi eventi in cui gli artisti non ci saranno, ma saranno sostituiti da ologrammi, infatti Björn, Benny, Agnetha e Anni-Frid (detta Frida) saranno tranquilli a casa. 

Grazie alla tecnologia della Industrial Light & Magic di George Lucas hanno realizzato serenamente, fra prove e test, lo spettacolo in Svezia e saranno digitalmente ringiovaniti e proposti nel nuovo tecnologico palco per un incredibile spettacolo di immagini, luci e suoni. 

Che dire, sicuramente si potranno fare centinai di repliche e sicuramente diventerà un must dei viaggi londinesi, per il resto tutta questa tecnologia mi pare così straniante in bilico fra opera artistica ed evento performativo.

Comunque è stato fatto anche un disco, di cui alcuni brani sono già su Youtube e l'uscita ufficiale sarà il prossimo 5 Novembre, titolo del nuovo album “Voyage” ...

Un Vermeer Rovinato?

 


Da pochi giorni è stato reso pubblico il lavoro di restauro del quadro di Jan Vermeer, Ragazza che legge una lettera davanti a una finestra aperta, del 1657.

Questo intervento ha riportato alla luce un quadro con cupido presente sullo sfondo, che rende l'opera molto più brutta di prima. 

Se prima la parete dietro alla donna metteva in risalto la figura e dava una sensazione di equilibrio e quiete ora questa "comparsa" rende tutta l'opera molto grottesca, il cupido è gigantesco e anche bruttino. 

Ma forse solo vendendolo dal vero si potrà capire che percezione si ha di questo intervento, per cui potete recarvi dal 10 settembre fino al 2 gennaio 2022,alla Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda per ammirare l’opera nella mostra "Johannes Vermeer. On reflection" .

E' interessante notare che quel quadro (come anche la tipologia di pavimentazione) compare in altre opere dell'artista il che fa supporre che spesso molti quadri siano stati realizzati nella stessa stanza con ambientazioni scenografiche. 


01/09/21

Il Panorama di Italics

 


Titolo molto enfatico e progetto sperimentale molto interessante quello che il consorzio ITALICS, che riunisce per la prima volta in Italia oltre sessanta tra le più autorevoli gallerie d’arte antica, moderna e contemporanea attive su tutta la Penisola, presenta come primo progetto in presenza: PANORAMA | Procida, una mostra diffusa sull’isola di Procida (Napoli) da giovedì 2 a domenica 5 settembre 2021, a cura di Vincenzo de Bellis, direttore associato e curatore per le arti visive del Walker Art Center di Minneapolis.

 Si tratta della prima edizione di un appuntamento espositivo che, sempre con il titolo di PANORAMA, ITALICS dedicherà con cadenza annuale al racconto di alcune tra le località più affascinanti del paesaggio italiano, sviluppando percorsi d’arte che proseguono nel mondo reale lo straordinario viaggio iniziato a ottobre 2020 tra le pagine web della piattaforma Italics.art.

 


PANORAMA | Procida è un itinerario alla scoperta della bellezza potente dell’isola, in cui arte e natura disegnano un nuovo paesaggio che include la dimensione dell’esperienza. Un happening condiviso che coinvolge l’intero territorio e la sua cittadinanza, costruito in dialogo con Agostino Riitano, direttore di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022.

 Il percorso espositivo abbraccia cinque secoli di storia dell’arte, dall’antichità al contemporaneo, con grande attenzione alla produzione italiana e un focus specifico sul contesto napoletano, e riunisce oltre cinquanta opere degli artisti Marisa Albanese (Napoli, Italia, 1947), Giovanni Anselmo (Borgofranco d’Ivrea, Italia, 1934), Salvatore Arancio (Catania, Italia, 1974), Gianni Asdrubali (Tuscania, Italia, 1955), Rosa Barba (Agrigento, Italia, 1972), Noah Barker (California, USA, 1991), Per Barclay (Oslo, Norvegia, 1955), Robert Barry (New York, USA, 1936), Elisabetta Benassi (Roma, Italia, 1966), Walead Beshty (Londra, GB, 1976), Daniel Buren (Boulogne-Billancourt, Francia, 1938), Giulia Cenci (Cortona, Italia, 1988), Chen Zhen (Shanghai, Cina 1955 – Parigi, Francia, 2000), Antonio Della Guardia (Salerno, Italia, 1990), Fortunato Depero (Fondo, Italia, 1892 – Rovereto, Italia, 1960), Patrizio Di Massimo (Jesi, Italia, 1983), Flavio Favelli (Firenze, Italia, 1967), Luca Francesconi (Mantova, Italia, 1979), Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé, Argentina, 1899 - Comabbio, Italia, 1968), Mario García Torres (Monclova, Messico, 1975), Igor Grubić (Zagabria, Croazia, 1969), Christian Holstad (Anaheim, USA, 1972), Paolo Icaro (Torino, Italia, 1936), Massimo Listri (Firenze, Italia, 1953), Nate Lowman (Las Vegas, USA, 1979), Ibrahim Mahama (Tamale, Ghana, 1987), Marcello Maloberti (Casalpusterlengo, Italia, 1966), Domenico Antonio Mancini (Napoli, Italia, 1980), Darius Mikšys (Kaunas, Lituania, 1969), Daniele Milvio (Genova, Italia, 1988), Alek O. (Buenos Aires, Argentina, 1981), Luigi Ontani (Grizzana Morandi, Italia, 1943), Adrian Paci (Scutari, Albania, 1969), Mimmo Paladino (Paduli, Italia, 1948), Giulio Paolini (Genova, Italia, 1940), Francesco Pedraglio (Como, Italia, 1981), Giuseppe Penone (Garessio, Italia, 1947), Giulia Piscitelli (Napoli, Italia, 1965), Nicola Samorì (Forlì, Italia, 1977), Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, Argentina, 1973), Alberto Savinio (Atene, Grecia, 1891 – Roma, Italia, 1952), Marinella Senatore (Cava de’ Tirreni, Italia, 1977), Francesco Simeti (Palermo, Italia, 1968), Sissi (Bologna, Italia, 1977), Filippo Tagliolini (Fogliano di Cascia, Italia, 1745 – Napoli, Italia, 1809), Fredrik Værslev (Moss, Norvegia, 1979), Andy Warhol (Pittsburgh, USA, 1928 – New York, USA, 1987), Heimo Zobernig (Mauthen, Austria, 1958), Damon Zucconi (Bethpage, USA, 1985), scuola italiana del tardo XVIII secolo e un’opera di Matthias Stomer (1600, Amersfoort, Paesi Bassi – 1650, Sicilia),  proveniente dalle collezioni del Museo e Real Bosco di Capodimonte

 La mostra racconta la meravigliosa varietà di stili, materiali, soluzioni compositive e traduzioni formali che hanno caratterizzato la creatività di ogni tempo. Il percorso, che abbraccia tutta l’isola, dal porto Marina Grande sino a Terra Murata, include alcuni lavori dalla forte attitudine mimetica che si fondono con il paesaggio naturale e umano, altri ancora richiedono il coinvolgimento diretto della popolazione o del visitatore traghettandolo in dimensioni inedite, e due progetti speciali che si configurano come ‘mostre nella mostra’.  



I PROGETTI SPECIALI
 
Il primo progetto speciale prende corpo nell’ambito della collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte: Il curatore Vincenzo de Bellis ha invitato il direttore Sylvain Bellenger a selezionare un’opera all’interno delle preziose collezioni dell’istituzione napoletana per costruire un dialogo inedito con Concetto spaziale. La fine di Dio (1963) di Lucio Fontana. 
Concetto spaziale. La fine di Dio (1963-1964) di Lucio Fontana è una delle trentotto tele che compone la serie caratterizzata dalla forma ovale e dalle costellazioni di buchi, squarci e graffiti che in alcuni casi interessano solo parte della tela monocroma, in altri tutta la superficie ricoperta di colore a olio (a volte anche da lustrini). Questo gruppo di lavori è chiamato La fine di Dio dallo stesso Fontana che così li spiega a Carlo Cisventi, in un'intervista dell’epoca: “Per me significano l'infinito, la cosa inconcepibile, la fine della figurazione, il principio del nulla".
 
La scelta dall’istituzione napoletana, in risposta a questo invito ad azionare un dialogo silenzioso con uno dei principali artisti della storia dell’arte contemporanea italiana e non solo, è un importante dipinto della prima metà del XVII secolo: l’Adorazione dei pastori di Matthias Stomer (1600, Amersfoort, Paesi Bassi – 1650, Sicilia), artista originario dei Paesi Bassi e parte di una folta colonia di pittori nordici che operano a Roma nel Seicento sulla scia di Caravaggio e dei caravaggisti del Nord Europa. Nel vangelo, l’adorazione dei pastori segue l’annuncio della nascita del Messia portato dall’arcangelo Gabriele ai guardiani degli armenti che pernottavano nei campi. A livello iconografico, la scena fa la sua prima comparsa come soggetto unico verso la fine del XV secolo: i pastori, inginocchiati o in piedi, col cappello in mano, circondano il Bambino e lo adorano. Spesso sono in tre e, per analogia con l’Adorazione dei magi, portano doni rustici, come agnelli, simbolo del sacrificio, non menzionati nel Vangelo. Si conoscono diverse versioni dell’Adorazione di Stomer, di cui otto dipinte durante la permanenza dell'artista a Napoli.
 
Le due opere saranno presentate nella suggestiva cappella di Santa Maria Regina della Purità nel complesso dell’ex Conservatorio delle Orfane a Terra Murata: per la prima volta un’opera di Fontana, parte di questo ciclo il cui titolo non può che rimandare alla dimensione spirituale, viene esposta in un’architettura a vocazione sacra, arricchendola di nuovi significati, in particolare in rapporto a una scena cosi tradizionale dell’iconografia religiosa.
 
La seconda iniziativa è Italics d’Oro e inaugura una nuova tradizione espositiva, celebrando a ogni edizione di PANORAMA un artista diverso che abbia vissuto intensamente il territorio che, di volta in volta, ospita la mostra diffusa. Il primo protagonista di Italics d’Oro è Daniel Buren, Leone d’oro alla Biennale d’Arte di Venezia nel 1986, che da oltre trent’anni intrattiene un rapporto molto speciale con l’isola. Per questa occasione l’artista ha realizzato un’opera inedita, con il suo outil visuel (strumento visivo) che si declina in molteplici supporti, come un segno ricorrente che identifica PANORAMA | Procida. Intitolata Autour d’une Exposition travaux in situ pour Italics (2021), l’opera di Buren sarà una presenza costante che accompagnerà la mostra per tutta la sua durata, accogliendo i visitatori al loro arrivo, affiancandoli nella visita e ritornando con loro a casa, come memoria di questa esperienza irripetibile.

 


 
IL PERCORSO ESPOSITIVO E LE PERFORMANCE
 
Il percorso espositivo si sviluppa lungo diversi siti espositivi diffusi sull’isola, tra architetture pubbliche e private, chiese, palazzi storici e aree popolari, e si estende dal porto Marina Grande sino all’antico borgo fortificato di Terra Murata, dominato da Palazzo d’Avalos (1563) un tempo cittadella carceraria.
Lungo questo itinerario, si articolano dialoghi silenziosi tra gruppi tematici di opere che si riflettono nel particolare punto espositivo scelto per la loro installazione.
 
Il Museo Civico riunisce un gruppo di lavori che, dal Settecento a oggi, raccontano Napoli e le sue isole. Il carcere, storicamente collocato all’interno di Palazzo d’Avalos, ospita opere che rievocano i temi della costrizione e dell’isolamento. Intorno all’Abbazia di San Michele Arcangelo si concentrano le opere di carattere mistico o spirituale. Tre delle celebri terrazze di Procida, belvedere collocati in diversi punti del territorio che offrono generose vedute sul Mediterraneo, ospitano importanti installazioni scultoree. Infine, un consistente nucleo di opere rappresentano installazioni site-specific che si inseriscono con naturalezza nel tessuto urbano o interventi effimeri per la maggior parte firmati dagli artisti più giovani tra quelli selezionati, che hanno sperimentato molteplici modalità espressive facendo ricorso al sonoro, alla radio-trasmissione, alla dimensione digitale, alla narrazione e, soprattutto, alla partecipazione. Rientrano in questo ambito anche le cinque performance degli artisti Robert Barry, Elisabetta Benassi, Igor Grubić, Marcello Maloberti e Adrian Paci.
 
In particolare, giovedì 2 settembre alle 17.00, Robert Barry darà inizio a PANORAMA | Procida con un gesto simbolico all’insegna della leggerezza, che ripropone per la prima volta in questa occasione una storica performance del 1969. Inert Gas Series/Argon/at 5 pm on September 2nd 2021 14 liters of Argon were returned to the atmosphere (2021) immette nell’atmosfera del gas inodore e incolore da un luogo sconosciuto dell’isola. L’azione, come già nel ’69, non lascerà tracce, se non i manifesti che riproducono la località in cui è collocata la bombola.
A seguire, giovedì 2 settembre e poi ancora per tutte le giornate di mostra (venerdì 3 settembre dalle 10.00 alle 12.00 e sabato 4 settembre dalle 10.00 alle 12.00), Marcello Maloberti realizzerà un intervento itinerante, distribuendo una delle sue celebri MARTELLATE dal titolo MALINCUORE (2021). Il manifesto passerà di mano in mano, tra abitanti e turisti, si farà spazio nelle vetrine dei negozi e dei locali di Procida. Tutti saranno partecipi di un momento di condivisione collettiva, potendo portare via con sé un frammento di questa esperienza.
 
Venerdì 3 settembre alle 17.00, Igor Grubić si esibirà nella realizzazione di un’opera a parete nel borgo di Terra Murata: Little Quote Lesson, 2021 riproduce un verso del sommo poeta, Dante Alighieri, che riflette il suo impegno nello smuovere le conoscenze, invitandole a sviluppare un pensiero critico.
Un altro importante momento di partecipazione collettiva è in calendario per venerdì 3 settembre: la benedizione dell’opera Caro Mondo (2021) di Patrizio Di Massimo. Il dipinto, che raffigura l’Arcangelo Michele santo patrono dell’isola di Procida, entrerà a far parte del corredo decorativo dell’Abbazia di San Michele Arcangelo e sarà esposto permanente all’esterno dell’edificio sacro.
 
Sabato 4 settembre, le strade di Procida saranno percorse dalla voce di Elisabetta Benassi che, con la performance Ordine e Disordine (2015 / 2021), a bordo di una Apecar per le vie del centro storico declama i titoli di alcune opere di Alighiero Boetti, in particolare gli arazzi, come se si trattasse di slogan politici. 
Nel frattempo, un gruppo di cittadini procidani lascia la propria casa con una sedia in mano, a uno a uno si dirigono verso piazza Massimo Troisi, dove prenderanno posto alzandosi solo per salutare a ogni occasione un nuovo arrivato. Si tratta dei performer che, diretti da Adrian Paci, riattualizzeranno la celebre azione One and Twenty-Four Chairs (2021) formando una piccola comunità estemporanea in ricordo di quel gesto molto semplice che un tempo caratterizzava i momenti di socialità della maggior parte dei comuni italiani.
 
 
PANORAMA | Procida A NAPOLI: LE VISITE GUIDATE NELLE ISTITUZIONI CITTADINE
 
Grazie alle collaborazioni strette sul territorio napoletano e al supporto dei suoi partner, PANORAMA | Procida si estende oltre i confini dell’isola, sulla terraferma, con l’obiettivo di offrire un’esperienza il più possibile completa della dimensione culturale del territorio. A Napoli, dal 3 al 5 settembre 2021, in occasione di PANORAMA | Procida, la Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee - museo Madre, le Gallerie d’Italia - Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo a Napoli, e il Museo e Real Bosco di Capodimonte offrono un calendario di visite guidate gratuite (prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti, info e modalità di iscrizione su italics.art/panorama_procida/).

 
APPUNTAMENTI APERTI AL PUBBLICO
 
Non mancheranno momenti di riflessione condivisa con la straordinaria partecipazione del geografo Franco Farinelli che, in dialogo con Andrea Anastasio, autore che opera con vari media nei campi del design, dell'architettura e delle arti visive, venerdì 3 settembre sarà protagonista di una conversazione aperta al pubblico presso la Terrazza di Terra Murata dal titolo Arte e Territorio. Spunti per una vera integrazione. Moderano l’incontro il curatore Vincenzo de Bellis e il direttore di Procida Capitale Italiana della Cultura 2022, Agostino Riitano.