Le gallerie torinesi si sono organizzate in un inizio settimana di riapertura collettiva con nuove mostre e sviluppi di quelle che erano in corso, per tre giorni con un orario continuato dalle 14 alle 20.
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13/06/20
12/06/20
Epilogo - undicesima Biennale di Berlino
Prosegue la quarta parte dell'11a Biennale di Berlino, che unisce attività degli ultimi mesi. Infatti la Biennale da settembre 2019 si sta svolgendo in spazi di progetti temporanei a Berlino in tre diverse situazioni.
Presentazioni, spettacoli, workshop e residenze di artisti hanno avuto luogo come precursori di quest'ultima esperienza, l'epilogo. Queste articolano diverse modalità di solidarietà, fragilità e resistenza che assumono un nuovo significato oggi alla luce della pandemia e delle disuguaglianze sociali che continua a esporre.
Per cui dal 5 settembre al 1 novembre 2020, si svolgerà la prossima mostra, l'epilogo, che riunirà in quattro luoghi queste esperienze e le questioni che si sono sollevate in questi tempi.
L'undicesima Biennale di Berlino è curata da María Berríos, Renata Cervetto, Lisette Lagnado e Agustín Pérez Rubio.
5.9.-2020/01/11
XI Biennale di Berlino c / o ExRotaprint
daadgalerie
Gropius Bau
KW Institute for Contemporary Art
Prossimamente al MOT
Il suggestivo Museum of Contemporary Art di Tokyo (MOT) presenta per la stagione estiva ben tre importanti progetti:
■ Olafur Eliasson: a volte il fiume è il ponte. La prima mostra personale di Eliasson in Giappone in dieci anni, incluso il suo nuovo lavoro su larga scala, a volte il fiume è il ponte. Periodo espositivo: 9 giugno - 27 settembre 2020
■ Things Entangling (Intreccio di cose), una collaborazione nata da un intenso rapporto curatoriale tra MOT e KADIST dal 2016. Sono proposti sette giovani artisti partecipanti su dodici che hanno attirato l'attenzione del mondo, presentati per la prima volta in Giappone. Periodo espositivo: 9 giugno - 27 settembre 2020
■ Le potenzialità del disegno
Periodo espositivo: 2 giugno - 21 giugno 2020
E poi sempre possibile visitare la collezione MOT, proposta nella visione "presente e in tempi passati― Prospettive multiple", periodo espositivo: 2 giugno - 27 settembre 2020
11/06/20
Nedko Solakov a tutto tondo
La galleria Continua di San Gimignano presenta, fra i tanti progetti in corso, il molteplice agire di Nedko Solakov che col titolo "The Artist-Collector’s Dream (una cosa carina)" da spazio alla sua passione per l'arte, nelle diverse funzioni oltre alla sua di artista.
CS
"Galleria Continua è lieta di presentare “The Artist-Collector’s Dream (a nice thing)” una mostra che vede l’artista bulgaro Nedko Solakov contemporaneamente impegnato a giocare più ruoli: artista, collezionista, artefice della realizzazione di uno dei suoi sogni. In ultima analisi, creatore di un progetto espositivo inclusivo e decisamente originale.
Nedko Solakov e sua moglie collezionano opere di artisti che stimano e di cui amano profondamente il lavoro. Negli anni hanno messo insieme una vasta collezione composta per lo più da piccole opere. Da questa collezione Solakov seleziona sedici autori di cui possiede un lavoro e tre - Chen Zhen, Anish Kapoor e Carol Rama - di cui gli piacerebbe avere un’opera ma che ancora non fanno parte della sua collezione e gli scrive una lettera invitandoli a prendere parte al progetto che ha concepito per Galleria Continua a SanGimignano. Nella lettera spiega che in occasione della mostra esporrà una grande installazione realizzata nel 2008 “Some Nice Things to Enjoy While You Are Not Making a Living”. A differenza degli allestimenti fatti in precedenza - al Kunstmuseum di Bonn, al Kunstmuseum St Gallen e allo S.M.A.K. di Gent, vorrebbe aggiungere una “cosa piacevole” (“nice thing”) davvero speciale, la sua passione: collezionare.
Questa mostra prende dunque forma dal desiderio di Solakov di arricchire, anche se solo temporaneamente, la sua collezione con opere più grandi o semplicemente diverse, instaurando con gli autori un dialogo che si configura attraverso la scrittura una serie di testi che accompagnano ciascuna opera. Monica Bonvicini, Geta Bratescu, Daniel Buren, Chen Zhen, Hans-Peter Feldmann, Ceal Floyer, Shilpa Gupta, Ilya & Emilia Kabakov, Anish Kapoor, Sol LeWitt, Andrei Monastyrski, Rudi Ninov, Dan Perjovschi, Raymond Pettibon, Carol Rama, Karin Sander, Roman Signer, Dimitar Solakov, Artur Zmijewski sono gli artisti invitati a prendere parte al progetto. In “The Artist-Collector’s Dream (a nice thing)” si incontrano autori eterogenei, diversi per provenienza, ricerca e formazione. Alcuni di questi, lavorando con Galleria Continua, hanno già avuto modo di confrontarsi con gli spazi dell’ex cinema teatro, altri invece sono nuovi a questi luoghi.
La produzione artistica di Nedko Solakov è inscindibile dall’esperienza autobiografica, applica continuamente il meccanismo del capovolgimento, mescola fonti originali e immaginazione, stimola un senso di condivisione immediata da parte di chi guarda, ma nello stesso tempo abbraccia tematiche di ampio respiro, e tiene sempre conto della relazione tra il contesto reale e il modo in cui questo influenza le vicende e l’operare dell’artista; prende le forme più varie: installazioni, disegni, fotografie, proiezioni, performance. Si caratterizza per la frequente presenza di annotazioni scritte. Il confine tra disegno e scrittura è sfocato e i testi scritti diventano essi stessi disegni. Con spirito poetico, ma mordente, Solakov arriva così a smantellare cliché e a demistificare il pensiero precostituito mettendo in discussione il sistema dell’arte, le “verità” collettive e le contraddizioni dell’esistenza umana.
“Some Nice Things to Enjoy While You Are Not Making a Living” ci trasporta nel cosmo fantasioso, ironico e umoristico dell’artista. L’installazione si compone di elementi diversi. Tra questi “The Enclosure” (2008) una cabina insonorizzata dove il visitatore può entrare (se la guardia glielo permette) e gridare al mondo tutti i suoi problemi senza che in realtà nessuno lo possa sentire; “Raising the Price of an Art Work” (2008), un disegno originale di Lucio Fontana presentato insieme ad un ago da maglia rosso, grazie al quale Solakov aumenta il valore dell’opera, documentato da un video in loop; ed ancora un dipinto a olio su tela dal titolo “The Artist’s Struggle” (2008), eseguito da un altro artista, in questo caso Violeta Tanova: “È bello quando un artista di mezza età ha abbastanza mezzi e dopo una sessione di pittura di un minuto assume un giovane artista per continuare a dipingere e completare un bouquet di gipsophila e asparagi (due piante di solito chiamate nella lingua bulgara “la lotta dell’artista” a causa delle loro numerose, minuscole foglie e fiori: un tipo di natura morta difficile da catturare, disegnare e dipingere in modo corretto)”, spiega Solakov. Ed ancora “Halishte” (2008) un morbido tappeto di lana che l’artista invita a provare togliendosi le scarpe e rotolandosi sopra; ironicamente si scusa per l’assenza di un video che possa accompagnare questo
momento di relax.
Dell’installazione fanno parte inoltre una serie di altre opere realizzate nel 2008: “A Sunrise”, “The Sleeping Child”, “The Bankrupt Businessman”, “Afterlife Options”, “What to Do With Your Boss, Neighbour...?”, “A Combo-Icon”, “A Depository”, “The Sofa”. All’interno dell’installazione avrebbe dovuto esserci anche un orologio: “un orologio elettronico funzionante con tre pulsanti, uno per accelerare il normale corso del tempo (quello durante le ore di lavoro), uno per rallentarlo (per prolungare le ore di svago della giornata) e uno per reimpostare l’ora in sei cifre normalmente lampeggianti. Il produttore ha chiesto troppi soldi per realizzarlo, quindi nessun orologio col quale divertirsi; mi scuso”, conclude Solakov con tono scanzonato.
Nedko Solakov nasce a Tcherven Briag, Bulgaria, nel 1957. Vive a Sofia. Figura di primo piano della scena artistica internazionale, dagli inizi degli anni Novanta ha esposto ampiamente in Europa e negli Stati Uniti. Il suo lavoro è nelle collezioni di più di cinquanta musei internazionali tra questi il MoMA di New York, la Tate Modern di Londra e il Centro Pompidou di Parigi e in collezioni private aperte al pubblico.
10/06/20
A Torino riaprono GAM, MAO e la Biblioteca e l'Archivio della Fondazione Torino Musei
Dopo l’apertura lo scorso 28 maggio di Palazzo Madama, anche la GAM, il MAO, la Biblioteca d’Arte e l’Archivio Fotografico della Fondazione Torino Musei sono pronti ad accogliere nuovamente il proprio pubblico dopo oltre tre mesi di chiusura a causa delle misure di contenimento dovute all’emergenza da Covid-19, da Venerdì 12 Giugno.
Con la conclusione dell’analisi svolta con il supporto del Politecnico di Torino e della società Onleco Srl, che ha portato alla revisione delle procedure di sicurezza imposte dall’emergenza sanitaria, sarà di nuovo possibile tornare ad ammirare le opere custodite nelle sale della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e del Museo d’Arte Orientale.
Al fine di garantire un’offerta culturale più ampia, i tre musei saranno quindi aperti 4 giorni a settimana in modo scaglionato, escluso il mercoledì che sarà l’unico giorno di chiusura di tutti e tre i musei.
Anche gli ingressi alla GAM e al MAO saranno contingentati e, grazie ad alcune semplici norme di comportamento, sarà assicurata una visita piacevole nella massima sicurezza.
Quando e cosa si potrà visitare
I musei osserveranno i seguenti giorni e orari di apertura:
GAM – venerdì - sabato - domenica - lunedì
MAO – sabato – domenica – lunedì - martedì
Nei giorni infrasettimanali l’orario per tutti i musei sarà dalle 13 alle 20
Il sabato e la domenica dalle 10 alle 19
Mercoledì 24 giugno, festa patronale di San Giovanni i tre musei della Fondazione Torino Musei saranno straordinariamente aperti con orario 10 – 20.
Alla GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea è prorogata fino al 20 settembre la mostra Helmut Newton. Work, e alla stessa data Cavalli, costumi e dimore. La riscoperta della fiera di Saluzzo di Carlo Pittara che sarà visitabile acquistando il biglietto per la mostra di Newton. Da venerdì 12 giugno sarà aperta al pubblico anche una nuova mostra in Videoteca dedicata a Giuseppe Chiari e il 24 giugno inaugurerà la mostra in wunderkammer Forma/Informe la fase non-oggettiva nella fotografia italiana 1935-1958. (in allegato i comunicati stampa). Rimangono visitabili le collezioni permanenti del 900 e del Contemporaneo.
Il MAO Museo d’Arte Orientale riaprirà con due novità: oltre all’esposizione Dipingere l’Asia dal vero dedicata ai dipinti di Savage Landor, prorogata fino al 6 settembre, a partire da sabato 13 giugno il Museo propone al pubblico una nuova rotazione di stampe e dipinti giapponesi su rotolo verticale dal titolo La poesia del paesaggio e il progetto Storie dal Marocco. Oggetti testimoni di identità e memoria, realizzato in collaborazione con il Museo Egizio e l’associazione Bab Sahara di Torino (in allegato i comunicati stampa).
A partire da lunedì 22 giugno, apriranno al pubblico anche la Biblioteca d’Arte e l’Archivio Fotografico, a cui si potrà accedere solo su appuntamento.
La Biblioteca avrà la possibilità di accogliere in sala lettura un massimo di 6 persone contemporaneamente e osserverà i consueti orari (dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17). La prenotazione dovrà avvenire telefonicamente al numero 011 4429585. L’accesso sarà consentito agli studiosi che indosseranno la mascherina e i guanti per tutta la permanenza, previa misurazione della temperatura.
Modalità di accesso ai musei
Informazioni principali per i visitatori:
All’ingresso sarà misurata la temperatura. Non sarà consentito l’accesso al visitatore con temperatura superiore o uguale a 37,5°C. In tal caso anche i suoi eventuali accompagnatori non potranno accedere al museo.
L’accesso sarà consentito a un numero contingentato di visitatori finalizzato a garantire un’adeguata distanza interpersonale. Tutti i percorsi di visita saranno guidati da un’apposita segnaletica e dal personale di sala presente.
I visitatori in coda e nel corso della visita in museo sono tenuti a mantenere la distanza interpersonale di sicurezza.
Per tutta la permanenza in museo sarà obbligatorio indossare correttamente la mascherina.
Sono previsti erogatori di soluzione igienizzante idroalcolica a disposizione del pubblico.
Pur non essendo obbligatorio, si consiglia l’acquisto dei biglietti d’ingresso in museo su www.ticketone.it
La Fondazione Torino Musei assicura la regolare, costante e periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti museali.
Per informazioni www.gamtorino.it www.maotorino.it e www.fondazionetorinomusei.it
Arriva un giardino di voci e colori alla Triennale di Milano
Triennale Milano - foto Gianluca Di Ioia
Il prossimo 15 Giugno la Triennale si veste per l'Estate con un "Un giardino di voci e colori" una nuova manifestazione che si terrà nel giardino dell’istituzione dal 15 giugno al 30 settembre con un ricco calendario di incontri, proiezioni, lecture, cabaret, eventi live, festival, attività per bambini e ragazzi.
Domani si svolgerà anche presso la Triennale Milano il simposio Verso la XXIII Esposizione Internazionale di Triennale Milano - La Terra vista dalla Luna.
CS
Dopo la riapertura al pubblico del 4 giugno, dal 15 giugno Triennale Milanopresenta Triennale Estate, una nuova manifestazione che si svolgerà nel giardino dell’istituzione, recentemente intitolato a Giancarlo De Carlo.
Un progetto rivolto a tutta la città, per tornare a vivere la cultura insieme.4 mesi di programmazione, un ricco calendario di incontri, proiezioni, lecture,cabaret,eventi live,festival, laboratori per bambini. Il calendario di Triennale Estate riunisce format e attività curate dal Comitato Scientificodi Triennale Milano –Umberto Angelini, Direttore artistico di Triennale Milano Teatro, Lorenza Baroncellli, Direttoreartistico di Triennale Milano, Lorenza Bravetta, curatore per la fotografia di Triennale Milano, Joseph Grima, Direttore del Museo del Design Italiano di Triennale Milano –e dai curatori del Public Program –Leonardo Caffo, Paola Nicolin e Gianluigi Ricuperati –e altre sviluppate in stretto dialogo con organizzazioni culturali milanesi, come AriAnteo, Amici della Triennale, Fondazione Maimeri, I Ludosofici e Dynamo Camp.In linea con la sua storia e missione, Triennale vuole così porsi come uno dei principali centri propulsori per la ripartenza della città di Milano e della regione Lombardia.
L’inaugurazione di Triennale Estate sarà lunedì 15 giugno e vedrà la partecipazione del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini, del Sindaco di Milano Giuseppe Sala ed è in attesa di conferma la presenza del Governatore della Regione Lombardia Attilio Fontana.Afferma Stefano Boeri, Presidente di Triennale Milano: “Serve oggi un cambio di paradigma: musei, teatri, istituzioni culturali devono ripensare le loro modalità di produzione culturale. Oltre a un utilizzo esteso della comunicazione digitale (che Triennale per prima ha sperimentato con Triennale Decameron), dobbiamo imparare a usare in modo pervasivo gli spazi aperti delle nostre piazze, parchi e giardini. Per questo abbiamo appositamente studiato per il Giardino di Triennale un programma di eventi, dialoghi, performance e momenti di relax –nella più completa garanzia di sicurezza per il pubblico. Con l’opportunità di visitare –gratuitamente –la straordinariacollezione dei capolavori del design italiano conservati nel Museo del Design Italiano, oltre alle opere esposte in Giardino. Consapevoli dell’energia creativa che questi oggetti e la prossimità con gli alberi del Parco Sempione potranno trasmettere al pubblico di Triennale Estate”.Con il suo palinsesto, Triennale Estate offre la possibilità di tornare a vivere e frequentare Triennale, mantenendo sempre come priorità la salute e la sicurezza del pubblico, degli artisti e dei lavoratori.
All’interno del Giardinodi Triennale –che riunisce una serie di opere d’arte straordinarie e una grande varietà di alberi –sono state definite cinque aree che accoglieranno le diverse attività: nell’area
CINEMAsi terranno le proiezioni cinematografiche, il cabaret, gli appuntamenti dedicati a design, live artse fotografia;nel BOSCO,dove si trova l’installazione di Italo Rota, verranno presentati i talksulletrasformazioni urbane, l’arte contemporanea e i new media;il ciclo di incontricurato dagli Amici della Triennale ei talk diletteraturasi svolgerannonel TEATRINOdi Alessandroe FrancescoMendini, mentre nella ROTONDA, dove si trova l’opera di Ettore Sottsass Sassi nel parco,si terranno gli appuntamenti di filosofia. Nello spazio RADURA si trova invece il Caffè in Giardino.
La programmazione
Dal 15 giugno al 30 settembre,ogni giorno Triennale proporrà incontri dedicati a design, architettura, città, arte contemporanea, fotografia, letteratura e filosofia. Il design avrà un ruolo centrale con le serie The Unveiled Collection–in cui alcuni grandi designer italiani saranno chiamati a raccontare una selezione di oggetti tra quelli della collezione di Triennale, che verranno mostrati sul palco–e Domino Design, dove a essere protagonisti sono designer emergenti e in cui ogni ospite sceglierà quello dell’appuntamento successivo.Il ciclo Idee per Milano 2020–organizzato nell’ambito delle attività dell’Urban Center –sarà invece dedicato alle trasformazioni urbane e all’impatto del coronavirus sul nostro modo di vivere, con un’attenzione particolare alla città di Milano e alla sua ripartenza. La serie Fermo immagine presenterà cinque incontri –tra fotografia e video, rappresentazione e attivismo, memoria e futuro –per discutere il tema dell'immagine nella società contemporanea sullo sfondo dell'emergenza sanitaria.
Il format ULTRADIM proporrà invece una riflessione su scambi e integrazioni tra digitale e analogico nell’arte contemporanea.Il tema scuola ed educazione sarà al centro diUna scuola grandecome il Mondo, che mette a confronto i punti di vista di direttori di musei, artisti, ricercatori, insegnanti ed economisti.Il format Cabin Out, in collaborazione con nottetempo, propone delle esplorazioni alternativedelle abitazioni di quattro personaggi –Thoreau, Theodore “Unabomber” Kaczynski, Le Corbusier e Wittgenstein –, accomunati dal gesto radicaledi vivere in una capanna.La serie L’anno senza primaverariunirà, in un racconto in prima persona, emozioni culturali e private insieme alle storie di alcuni tra i migliori libri, opere, film, mostre, progetti di architettura che a causa della pandemia non hanno potuto essere presentati, raccontati da protagonisti della cultura contemporanea.Il format Post Covid Psicanalisi Collettiva,in collaborazione con la rivista “Cartography”, vedrà coinvolte in ogni appuntamento due personalità del mondo della cultura, invitate a discutere della loro quotidianità durante la quarantena, dei sogni, paure e speranze nati in questo periodo. Arte e lockdown.
Generazioni di artisti a confronto, a cura di Elena Tettamanti, Presidente degli Amici della Triennale,presenterà dialoghi inediti fra coppie di artisti appartenenti a generazioni diverse, che si confronteranno su come l’esperienza della pandemia abbia inciso sull’aspetto creativo e sulla fruizione dell’esperienza artistica. Il ciclo I Sette Messaggeri, a cura di Andrea Dusio per Fondazione Maimeri, si interrogherà sul nostro presente, su quanto ci siamo lasciati alle spalle e offrirà una visione della nuova realtà che stiamo attraversando. Non mancherannogli appuntamenti dedicati alle live arts, idealmente legati al festival FOG Triennale Milano Performing Arts, annullato a marzo a causa dell’emergenza sanitaria: il progetto Jukebox all’idrogeno, la performance Fuoriluoghidella coreografa Ariella Vidach, tre concertiideati in collaborazione con Radio Raheem, oltre all’incontro The last minutes before Marscon gli studenti dell’ITAS Giulio Natta Milano, in collaborazione con ZONA K. Progetti
Triennale Milano3/4che indagano le relazioni tra performance e nuove tecnologie, alcuni dei quali prevedono la partecipazione analogica o digitale del pubblico. Si aggiungeinfine il concerto dell’ensemble Sentieri Selvaggi.Teatro Oscar DeSidera presenta Mototeatro Oscar, il Piccolissimo Teatro di Milano: un Ape che andrà in luoghi istituzionali e quartieri popolari per portare a tutti il linguaggio del teatro.Il Giardino di Triennale accoglierà inoltre il cinema all’aperto. La programmazione di AriAnteo per Triennale Estate sarà ampia e diversificata, con importanti produzioni italiane e internazionali e titoli per le famiglie. Inoltre, una sera a settimana, AriAnteo –grazie alla collaborazione con Zelig Media Company –diventerà anche cabaret, con un artista di Zeligin uno spettacolo prima della visione del film in programma.
Grande importanza rivestirà anche la proposta education con i campus estivi Summer Escapes in Triennale 2020. Viaggio nello spazio, organizzati da Triennale Milano in collaborazione con i Ludosofici e con lo staff di Dynamo Camp e dedicati a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, dai 6 ai 14 anni. All’interno di Triennale Estate a settembre verrà presentata anche la Milano Arch Week, evento dedicato all’architettura promosso da Triennale Milano con Politecnico di Milano e Comune di Milano, in collaborazione con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e con la direzione artistica di Stefano Boeri.
Tra gli altri festival inclusi nella programmazione di Triennale Estate ci sarà Il Tempo delle Donne(11-13 settembre 2020, in collaborazione con il “Corriere della Sera”).Il Caffè in Giardino sarà aperto per tutta l’estate. Lo chef Stefano Cerveni ha pensato un menù dedicato, con una proposta fresca con una grande attenzione per il Made in Italy e le materie prime della nostra filiera. Oltre agli eventi di Triennale Estate, il pubblico potrà visitare il Museo del Design Italiano, che sarà gratuito per tutto il periodo estivo. Un’occasione unica per scoprire alcuni dei pezzi più iconici e rappresentativi della storia del design, selezionati tra i 1.600 oggetti che compongono la collezione di Triennale Milano, la più importante in Italia.
I Partner Istituzionali Eni e Lavazza, il Partner Tecnico ATM, iPartner di Triennale Estate Artemidee Marcèll, il Partner Tecnico di Triennale Estate Ethimo sostengono Triennale Milano per la programmazione estiva
09/06/20
Altro giro altra corsa con Iginio De Luca per Opera Viva Barriera di Milano
Oggi, Martedì 9 giugno si inaugura in diretta alle ore 19.00 sul canale Facebook di Flashback - @flashbackfair - il secondo manifesto della quinta edizione di Opera Viva Barriera di Milano, progetto ideato da Alessandro Bulgini, curato da Christian Caliandro e sostenuto da Flashback, la fiera che ha per motto “l’arte è tutta contemporanea” (Torino, Pala Alpitour 5-8 novembre 2020).
Il manifesto sarà visibile per tutti in Piazza Bottesini a Torino a partire dalla mattina di martedì 9 giugno.
Le immagini dei grandi manifesti allestiti in piazza Bottesini, cuore di Barriera di Milano - uno dei quartieri torinesi più interessanti e ricchi di storie, di identità e di futuro grazie a numerosi artisti che vi intervengono - tradizionalmente segnano le tappe di avvicinamento alla fiera Flashback. Questi mesi di emergenza e di pausa forzata non potevano non riflettersi in questa sequenza di immagini e nel modo di leggerle. Molti i cambiamenti attorno a noi e dentro di noi: le condizioni di vita, la consapevolezza di ciò che accade, i timori e le speranze che riguardano il presente e il futuro.
Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto riparte dunque da un’immagine realizzata da Iginio De Luca per il progetto: un piccolo camper abbandonato da anni, un vecchio modello Mercedes parcheggiato a Roma, vicino alle Terme di Caracalla. Il camper è un’esplosione e un’accumulazione di oggetti, di colori, di linguaggi (kitsch, vernacolari), tra bandiere, gagliardetti, ventagli esotici, modellini e giocattoli. Souvenir patriottici, religiosi e sportivi. Sono, come afferma l’artista stesso, “emblemi di un accumulo nostalgico indiscriminato che addobbano maldestramente a festa un veicolo destinato al viaggio ma che da tempo non viaggia più. Una sosta forzata, consapevole o incosciente, che affida alla memoria dinamica la mappatura di una geografia turistica nazionale, affettiva, che colleziona e trattiene i suoni e le immagini dei suoi spostamenti.” Si tratta di un’opera che in questo momento risulta, se possibile, ancora più attuale di quando è stata proposta: il titolo Altro giro altra corsa evoca, infatti, il luna park, una posta in gioco e una scommessa, la ripartenza dopo ogni sconfitta intravista come un miraggio. L’illusione costante e necessaria che sottende il gioco, ogni gioco. Ogni attitudine ludica. Questo baraccone buffo e al tempo stesso triste è la metafora efficace di una situazione collettiva: un monumento visionario al cadere e al rialzarsi, un sogno perduto che è lì, parcheggiato, in attesa forse di un nuovo, possibile futuro. Di rimettersi in viaggio – contro ogni previsione, contro ogni pensiero nazionale.
Di un altro giro, di un’altra corsa.
Opera Viva Barriera di Milano, Il Manifesto è un progetto artistico speciale strettamente legato alla fiera Flashback che quest’anno ha scelto - per il suo ottavo appuntamento – il tema dei Ludens, ispirato al racconto fantaumoristico “La variante dell’Unicorno” di Roger Zelazny e all’opera di Johan Huizinga. Il gioco dunque come fondamento della vita umana e della creatività, come approccio fondamentale per la ricostruzione continua del mondo e come base per l’arte e la cultura; il gioco come attività sacra.
Iginio De Luca è un poliedrico artista italiano: musicista, artista visivo, videomaker, performer. Negli ultimi anni la sua poetica si è concentrata soprattutto sulla produzione di video, di immagini fotografiche, ma anche di quelli che lui definisce blitz. Considerandoli a cavallo tra arte urbana e performance, l’artista compie azioni a volte sorvolando con aerei, altre proiettando immagini o scritte su edifici in rapidi raid notturni, altre ancora arrivando in luoghi con elementi di forte disturbo e impatto visivo, come cartelloni finto-elettorali. Ibridando etica ed estetica, tecnologia e azioni comportamentali, De Luca reclama l’interazione con l’ambiente e il pubblico, denunciando, tra ironia e impegno, la crisi di valori di questo nostro tempo. L’utilizzo di molteplici e differenti registri linguistici ha da sempre caratterizzato la sua progettualità e conseguentemente le scelte metodologiche ed operative, lasciando intendere che il denominatore comune è nella necessità di scardinare le certezze, di rompere i codici della formalizzazione espressiva, per tendere un tranello alla realtà, sorprendendola alle spalle. Decodificare la trama della ragnatela che l’artista tesse, costruendo funambolici equilibri tra segni di natura diversa, è il compito del pubblico, chiamato a una partecipazione attiva da un’interrogazione che non può essere elusa.Pur lavorando su molti campi, nella poetica di Iginio de Luca si riconosce un’unità di concetto, che lo qualifica come artista tra i più originali dell’attuale scena italiana.
Opera Viva Barriera di Milano, il Manifesto, ed. 2020
Un progetto di Alessandro Bulgini
A cura di Christian Caliandro
2° Artista: Iginio De Luca, Altro giro altra corsa (2020)
Dal 9 giugno al 12 luglio 2020
Con il supporto di Città di Torino
Con il patrocinio di Circoscrizione 6
Flashback, l’arte è tutta contemporanea
VIII ed. LUDENS
5 / 8 novembre 2020
Pala Alpitour, Torino
Inaugurazione in diretta Facebook: 9 giugno ore 19 alla pagina di Flashback
08/06/20
ArtBasel arrivederci al 2021
La notizia era già nell'aria da qualche giorno ma ora è ufficiale l'edizione autunnale di Art Basel è stata annullata.
Dopo un'attenta analisi dell'attuale situazione globale, Art Basel ha deciso di non tenere la sua mostra di Basilea. La fiera doveva svolgersi alla Messe Basel dal 17 al 20 settembre 2020, dopo essere stata precedentemente rimandata da giugno.
La decisione di annullare l'evento è stata presa dopo un'attenta consultazione con molti galleristi, collezionisti, partner di Art Basel, nonché esperti esterni.
Le considerazioni principali erano i rischi fondamentali per la salute e la sicurezza legati alla pandemia, i rischi finanziari per espositori e partner, i continui impedimenti ai viaggi internazionali e il fatto che lo scenario normativo su eventi su larga scala deve ancora essere finalizzato dagli svizzeri Consiglio federale
Marc Spiegler, direttore globale, Art Basel, ha dichiarato: "Siamo profondamente consapevoli che le nostre gallerie stanno affrontando sfide e difficoltà economiche senza precedenti, e speravamo ardentemente di sostenere la ripresa del mercato dell'arte con una fiera di successo a settembre. Sfortunatamente, le incertezze che affrontiamo rimangono troppo alte. Il modo migliore per la nostra mostra di Basilea è quindi quello di concentrarci sulla fornitura di una fiera della stessa eccezionale qualità internazionale che artworld si aspetta da noi il prossimo giugno, mentre continuiamo a supportare le nostre gallerie sviluppando ulteriormente le nostre piattaforme digitali e offrendo le nostre prossime mostre a Miami Beach e Hong Kong. "
Ci saranno però delle consuete "sale di osservazione online" per gli espositori di Art Basel a Basilea che saranno in diretta dal 19 giugno al 26 giugno 2020, con giorni di anteprima dal 17 giugno al 19 giugno 2020.
La prossima edizione di Art Basel a Basilea si svolgerà dal 17 giugno al 20 giugno 2021, con giorni di anteprima il 15 giugno e il 16 giugno 2021.
Una Ninfee di Claude Monet arriva a Genova
Claude Monet (1840-1926), Nymphéas, vers 1916-1919. Huile sur toile, 150x197 cm. Paris, musée Marmottan Monet, legs Michel Monet, 1966. © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images
Sono considerate parte di un complesso progetto che l'artista aveva realizzato nei suoi ultimi anni è uno di questi meravigliosi pannelli arriva dal 12 giugno al 23 agosto a Palazzo Ducale.
Un’occasione unica per una visita particolare, a tu per tu con l’opera che proviene dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Alcuni minuti esclusivi, soli o con qualche familiare, per ammirare da vicino uno dei quadri più famosi del grande pittore impressionista.
Con questa iniziativa, Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura e Arthemisia intendono far diventare il distanziamento sociale l’occasione per un’esperienza estetica immersiva ed emozionante.
Questa mostra è una sfida alla riscoperta della contemplazione, del contatto e della forza espressiva di un’opera. In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, l’invito è quello a un incontro diretto con un capolavoro, per metterci in ascolto di quanto l’arte con grande capacità narrativa riesce a dire di sè, ma anche di noi.
Più di ogni altro è Monet, che con la sua pittura fluida e avvolgente, col suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida.
Nel 1894 fu Giovanni Boldini, pittore italiano e uno dei massimi rappresentanti della Belle Époque, a sollecitare la conoscenza di Monet in Italia.
E qui, oggi come allora, è ancora Boldini a introdurci l’opera dell’artista francese. E lo fa con un altro capolavoro, uno dei tesori artistici della città di Genova che - esposto qui - vuole strapparci un’altra promessa, ovvero scoprire - con sempre maggiore profondità - il patrimonio culturale genovese.
L’esposizione nata in collaborazione tra Palazzo Ducale, Arthemisia e il Musée Marmottan Monet di Parigi vanta infatti anche il contributo del Comune di Genova, che per l’occasione ha concesso in visione, come introduzione alla visita del capolavoro di Monet, il dipinto La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt di Giovanni Boldini, proveniente dalle Civiche Raccolte Frugone di Nervi.
A sostenere l’iniziativa al fianco delle istituzioni c’è Generali Italia col progetto Generali Valore Cultura, il programma per promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso.
Giverny
Nel 1883 Claude Monet, al seguito della moglie e dei figli, si trasferisce a Giverny - piccolo e tranquillo paese immerso nella campagna della Normandia - dove, secondo le sue parole “la luce è unica: non si trova uguale in nessun’altra parte del mondo.”
Nell’estate del 1893, Monet ottiene l’autorizzazione a deviare il corso dell’Epte che costeggiava allora il villaggio di Giverny. Alla fine dell’anno, i lavori sono conclusi e Monet, che da giardiniere e botanico esperto cura i dettagli del suo giardino, fa piantare quattro salici piangenti della varietà cosiddetta “di Babilonia” sul perimetro dello stagno delle ninfee di Giverny; uno in prossimità del ponte giapponese, due sul lato lungo del laghetto parallelamente alla strada e un ultimo sulla riva opposta al ponte.
Gli alberi lì piantati sono un elemento che l’artista inserisce più volte nei numerosi quadri realizzati durante la Prima Guerra Mondiale e fino alla fine del decennio.
Nelle prime versioni, in un angolo è visibile la riva e appare il tronco, potente segno verticale dalle morbide ricadute, il cui riflesso si staglia sull’acqua calma. Presto, i riferimenti al tronco e alla riva si cancellano, il che non permette ormai più di sapere di che albero si tratta né di individuare la collocazione del pittore.
Le Ninfee
Nell’opera esposta al Ducale, Monet offre la visione di un “mondo fluttuante”, spazio piano dove si fa fatica a distinguere l’immagine dal suo riflesso, dove due cascate di salici, vicino ai bordi laterali, incorniciano un tappeto di ninfee su cui poggiano i riflessi delle nuvole.
Le Ninfee sono caratterizzate dall’assenza di fondo: l’orizzonte è aperto, non vi è né terra, né cielo, ma solo l’onda e il fogliame ricoprono la tela luminosa e sovrastata da corolle di fiori eterei; Ninfee che rappresentano una tappa fondamentale nell’arco della produzione artistica di Monet, poiché sintetizzano l’evoluzione finale non solo dello stile dell’artista, ma dell’intera corrente pittorica impressionista nella quale egli si inserisce.
A corredo della mostra alcune fotografie del Maestro, un video introduttivo che ne racconta la vita e un video d’epoca (1915 ca.) che riprende Monet mentre dipinge nel suo giardino a Giverny.
La visita all’opera sarà permessa seguendo i protocolli di sicurezza anti Covid19 che prevedono: il rispetto della distanza di sicurezza tra le persone seguendo il percorso segnalato all’interno delle sale espositive; utilizzo della mascherina all’interno della mostra; misurazione della temperatura all’ingresso della mostra.
Info
Turner Prize da premio a sostegno
Joseph Mallord William Turner Snow Storm Hannibal and his Army Crossing the Alps exhibited 1812 Tate
Quest'anno il Turner Prize si trasforma in un progetto di sostegno agli artisti, visto il particolare momento, l'organizzazione della Tate ha preferito cambiare il concorso nato nel 1984.
L'iniziativa sposterà il capitale investito per il progetto in dieci borse di studio che saranno date a sostegno di dieci artisti selezionati dal comitato del progetto.
CS
In response to the current situation, Tate Britain announced today that it will be awarding one-off bursaries of £10,000 to 10 artists in place of this year’s Turner Prize. The ‘Turner Bursaries’ will be selected by the jury at the end of June. The tight timetable for preparing the annual exhibition would not have been achievable under the present restrictions, so the decision was made to help support a larger selection of artists through this period of profound disruption and uncertainty. The bursaries have been made possible thanks to generous funding from a group of Tate’s supporters, including The Ampersand Foundation.
Alex Farquharson, Director of Tate Britain and chair of the Turner Prize jury, said: “Gallery closures and social distancing measures are vitally important, but they are also causing huge disruption to the lives and livelihoods of artists. The practicalities of organising a Turner Prize exhibition are impossible in the current circumstances, so we have decided to help support even more artists during this exceptionally difficult time. I think JMW Turner, who once planned to leave his fortune to support artists in their hour of need, would approve of our decision. I appreciate visitors will be disappointed that there is no Turner Prize this year, but we can all look forward to it returning in 2021.”
This year’s jury has spent the past 12 months visiting hundreds of exhibitions in preparation for selecting the nominees. In line with the existing prize criteria, they are invited to nominate British artists based on their contribution to new developments in contemporary art at this time. They will hold a virtual meeting to select the list of 10 artists, which will be announced in late June. The members of the jury are: Richard Birkett, Curator at Large at the Institute of Contemporary Arts; Sarah Munro, Director of BALTIC Centre for Contemporary Art; Fatoş Üstek, Director of Liverpool Biennial; and Duro Olowu, designer and curator.
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