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11/09/19

Rinnovata la Case degli Artisti di Milano


 Photo by Filippo Ceredi   


Nei giorni scorsi è stata presentata l’attività che ATS svilupperà per il progetto di gestione di Casa degli Artisti in Corso Garibaldi 89A,

L’ATS è composta da cinque associazioni, cinque realtà che si sono incontrate sulla base di una visione comune e hanno dato vita a un gruppo di lavoro capace di intrecciare risorse, competenze e connessioni.

Un gruppo di lavoro, composto da artisti, organizzatori culturali, formatori, architetti, galleristi, cittadini, 11 persone con conoscenze puntuali del panorama culturale cittadino, italiano e internazionale: Valentina Kastlunger e Valentina Picariello di ZONA K, Giulia Restifo di That’s Contemporary, Christian Gancitano di Atelier Spazio XPO’, Matteo Bianchi, Mattia Bosco, Mariavera Chiari, Francesco Piccolomini, Lorenzo Vatalaro di NIC, Susanna Ravelli di Centro Itard Lombardia e Lorenzo Castellini di Future Fond che ha contribuito fin dall’inizio al disegno del progetto di gestione, pur come partner esterno.


 Photo by Filippo Ceredi   

L’edificio

Casa degli Artisti nasce nel 1909 su iniziativa dei Fratelli Bogani, mecenati innamorati dell’arte, per ospitare laboratori e atelier. Fin dai primi anni vede un’intensa frequentazione di artisti di varie discipline. Dopo le alterne vicende storiche della prima metà del Novecento, nel secondo dopoguerra, riprende l’attività artistica nella Casa – divenuta nel frattempo di proprietà del Comune di Milano.

Alla fine degli anni Settanta, la presenza di artisti di fama internazionale come Luciano Fabro, Hidetoshi Nagasawa e la critica e storica dell’arte Jole De Sanna danno nuovo slancio artistico, con mostre collettive dedicate a giovani artisti emergenti, relazioni con altri spazi no profit della città e il restauro de "I bagni misteriosi" di Giorgio De Chirico del 1994.
Dal 1988 una parte del piano terra viene occupata dal Csoa Garibaldi, mentre in altri spazi della Casa continuano ad operare gruppi di artisti, artigiani e liutai. Nel 2007 la Casa viene sgomberata e quindi messa in sicurezza a causa delle condizioni di precarietà strutturale in cui versava.

Nel 2015 inizia il percorso di riqualificazione dell’edificio grazie al Municipio 1. La ristrutturazione è effettuata da La Ducale SpA, società del Gruppo Tecnocasa, a scomputo degli oneri di urbanizzazione relativi alla costruzione del condominio privato di Corso Garibaldi 95. In seguito l’immobiliare aggiunge un’importante donazione che consente di portare a termine i lavori e rende possibile la consegna dell’edificio al vincitore del Bando, pronto per l’uso.

Il progetto è di Arassociati Studio di Architettura; la direzione lavori e il completamento degli spazi interni è curato dagli Architetti Aldo Fontana e Tanja Bekjarova, come progettisti e tecnici de La Ducale SpA.

L’arioso edificio in intonaco bianco, con le sue ampie vetrate, affaccia sulla via pedonale di accesso da Corso Garibaldi e sul giardino pubblico di via Cazzaniga. Oltre ai complessivi 1250 mq di superficie coperta vi sono 450 mq di spazi esterni, di cui una parte a verde e una pavimentata, parzialmente protetta dalle originali pensilina e pergola.

Su indicazioni della Soprintendenza, il recupero della Casa ha visto un intervento più consistente sulle facciate esterne e un approccio più filologico negli interni, dove sono stati mantenuti i mattoni a vista e le originali strutture in cemento armato, uno dei primi casi di utilizzo di tale tecnica in Italia.

Il piano terra è destinato a zona espositiva, con uno spazio dedicato alla ristorazione, mentre il primo e secondo piano, suddivisi in 11 atelier modulabili, ospiteranno gli artisti in residenza. Completa la struttura un piano interrato, che sarà adibito a deposito/servizi.


Mission

Casa degli Artisti riapre oggi - a 110 anni dalla sua nascita - per confermare la sua natura di bene pubblico, prezioso per la città e per il mondo artistico e dare vita a un centro di residenza, produzione e fruizione aperto alla città.

Un luogo di incontro, riflessione e creazione con sguardo interdisciplinare e internazionale che vuole porre al centro della sua attività lo studio e il lavoro, sostenendo la pratica di artisti nell’ambito delle arti visive, performative, sonore, digitali, applicate, del cinema, della fotografia, della letteratura e del pensiero.

Un luogo per promuovere la ricerca, la formazione e la produzione; per sviluppare la dimensione personale e corale del lavoro; per produrre progetti culturali rivolti ad un pubblico il più ampio possibile.

Un luogo che lavori sulla sfera pubblica e sullo spazio urbano, grazie anche allo scambio tra i diversi attori dell’arte, della società e dell’impresa.


Centro di residenza

Cardine dell’attività della Casa è l’ospitalità degli artisti in residenza.
Il programma di residenza, senza vincoli di età e nazionalità, offre agli artisti: spazi di lavoro, supporto produttivo, tecnico e organizzativo per lo sviluppo e la realizzazione di progetti; mette a disposizione degli artisti un network di artigiani, aziende, istituzioni, collezionisti; promuove il loro lavoro attraverso studio visit, mostre personali e collettive, eventi performativi, talk, edizioni.
Al programma si può accedere su invito e attraverso open call per un periodo che può variare da 3 a 12 mesi, in funzione delle necessità progettuali. Questa doppia modalità di accesso esprime la volontà di favorire, tra gli artisti, il confronto intergenerazionale.
● L’accesso su invito corrisponde alla vocazione curatoriale e critica di Casa degli Artisti
● L’accesso su open call corrisponde alla vocazione di accoglienza e apertura
In linea con la mission di luogo aperto alla città, al confronto e alle relazioni, Casa degli Artisti intende inoltre collaborare attivamente con altre associazioni e operatori culturali ad essa affini o complementari. Riserva una residenza speciale a progetti da essi proposti, mettendo loro a disposizione spazi, risorse e lavoro.
Programmazione
A fianco e in stretta relazione con il programma di residenza, Casa degli Artisti offre un programma culturale annuale a carattere multidisciplinare che si svolge sia all’interno della struttura sia nello spazio pubblico.
La programmazione, attenta ai movimenti del panorama culturale cittadino e internazionale, individua ogni anno un tema, un titolo che esprima un orientamento e faccia da comune denominatore a tutte le scelte progettuali. Si compone di:
● Risultati delle residenze; ogni residenza ha almeno un momento di restituzione aperto al pubblico, in forma espositiva, performativa o narrativa;
● Mostre ed eventi performativi di artisti diversi da quelli in residenza, programmati in autonomia o in collaborazione con altri soggetti del panorama culturale cittadino;
● Think Thank e incontri tematici su argomenti teorico-pratici suggeriti dal palinsesto stesso;
● Masterclass e workshop offerti dai maestri e dagli artisti residenti per artisti esterni;
● Progetti di formazione per professionisti di settore;


Relazioni

Casa degli Artisti identifica nel potenziale relazionale l’opportunità più grande da offrire tanto agli artisti quanto al territorio.
La creazione di un network con altri centri di residenza italiani e internazionali garantisce uno scambio continuo di opportunità e visioni.

L’attivazione di canali con le accademie e le scuole d’arte di Milano e del panorama internazionale permette di fare da ponte nel passaggio dal mondo dello studio al mondo del lavoro, fino a farsi vero e proprio incubatore di nuove imprese culturali e creative.
La ricerca di un rapporto attivo e costante con il mondo imprenditoriale interessato all’arte, con aziende alla ricerca di progetti innovativi, con gallerie e collezionisti, con artigiani e laboratori tecnici, garantisce la sostenibilità necessaria.

Il contributo attivo di esperti di diversi settori (architetti, designer e urbanisti, accademici, scienziati, storici, economisti, sociologi, filosofi e manager aziendali), allarga e amplifica le possibilità e le visioni progettazione e realizzazione.

Tra le relazioni già attivate si segnalano: Studio Danovi professionisti associati, Orbis Tertius, Clac, LifeGate, Atlantis Company, LittleSea, A+M bookstore/Printville.


Pubblico

Non da ultimo Casa degli Artisti intende connettere artisti e pubblico in modo diretto e inusuale, attraverso:

● progetti di formazione del pubblico, soprattutto giovane, a favore di una fruizione allargata e consapevole;
● progetti di arte partecipata, diffusa nel contesto urbano;
● progetti di didattica, con particolare attenzione alle scuole del territorio;
● progetti di riqualificazione urbana, attraverso lo sportello “Urban Art”.

La realizzazione di uno spazio Bistrot e di un bookshop risponde infine anche alla volontà di rendere Casa degli Artisti un luogo aperto, vivo, di incontro e di confronto.


10/09/19

ArtVerona 2019





  
Quest'anno ArtVerona apre i battenti per la quindicesima volta dall’11 al 13 ottobre, al terzo mandato con la curatrice  Adriana Polveroni.

Si festeggia questo bel traguardo con l'apertura speciale delle Gallerie Mercatali, uno spazio di archeologia industriale, da poco parte di Veronafiere, che ne ha reso possibile il recupero.

Qui si realizzerà un progetto speciale di Norma Jeane con il supporto di Contemporary Locus / Paola Tognon dal titolo " Loony Park " .

Visto il buon successo dell'evento si confermano le sezioni più significative, come  Main Section, l’Area Ricerca e Sperimentazione, una grande sezione di ricerca che comprende: la Raw Zone, 8 spazi per solo show di giovani artisti emergenti; Scouting, 16 spazi di ricerca dedicati a proposte progettuali più strutturate con max 3 artisti, Grand Tour, 6 spazi per gallerie straniere con sede in Italia o che propongono artisti italiani o gallerie italiane con sede all’estero; Focus on, collettiva di giovani gallerie provenienti da un paese ospite, e infine, i10 – Spazi Indipendenti, format dedicato a 14 spazi no profit, curata da Cristiano Seganfreddo.  Ci sarà anche il Free Stage, che sarà curata da Alberto Garutti.

Corredano la sezione speciale, Outsider Art, l’“arte irregolare”, curata da Daniela Rosi, con opere provenienti da collezionisti inglesi, svizzeri, tedeschi, francesi e statunitensi e un progetto speciale dedicato alla ricerca come LEVEL 0  che coinvolgerà importanti musei e istituzioni nazionali.

Fra i tanti eventi paralleli ci sarà anche la tappa veneta di Art+b=love?, il festival che indaga il potere dell’arte di produrre innovazione nel mondo delle imprese, della società e della scienza, a cura e con la direzione di Federico Bomba e Cesare Biasini Selvaggi, realizzato col Bando Cultura della Fondazione Cariverona  e la collaborazione tra Sineglossa ed ArtVerona Fiera d'Arte

Ci sarà anche un'apertura alla città con l'evento l’Appartamento 900, che si svolgerà nel Giardino Giusti.

Fra poche settimane sarà rese pubblico l'elenco delle 140 gallerie che occuperanno i 6,400 mq del complesso espositivo.

#ArtVerona15



Una ricca stagione autunno/inverno d'arte contemporanea col Castello di Rivoli

Matrice opera di Giuseppe Penone -  Chiesa di San Francesco Cuneo 

Ecco la ricca programmazione del Castello di Rivoli che espande il suo dinamismo anche sul territorio cuneese, fra Alba e Cuneo


Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Congresso di Alba: 1956-2019

21 – 22 settembre 2019 /  Sala consiliare del Comune di Alba, Centro Studi Beppe Fenoglio, Sala “Beppe Fenoglio”, Scuola Enologica di Alba “Umberto I”, vicoli della città, Comune di Alba


Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo CRC organizzano dal 21 al 23 settembre 2019 Per un rinnovamento immaginista del mondo. Il Congresso di Alba: 1956-2019, una rievocazione poetica del primo Congresso mondiale degli artisti liberi che si svolse nel municipio di Alba dal 2 all’8 settembre del 1956, anticipando di un anno la fondazione dell’Internazionale Situazionista. Il congresso raccolse artisti e intellettuali da diverse parti del mondo, con rappresentanti dell’Internazionale Lettrista, del Movimento Arte Nucleare e dell’ormai disciolto gruppo CoBrA, sotto il coordinamento del Laboratorio sperimentale del Movimento Internazionale per una “Bauhaus Immaginista” (M.I.B.I), fondato da Asger Jorn, Pinot Gallizio e Piero Simondo nel settembre del 1955 ad Albisola Marina. In occasione del Congresso, il Castello cura una mostra nella chiesa di San Domenico ad Alba, con opere di Pellizza da Volpedo (Taner Ceylan), Pinot Gallizio (con Constant, Giorgio Gallizio, Ager Jorn, Jan Kotik e Piero Simondo), Mario Merz, e documentazione sul Congresso di Alba, selezionata e curata dall’Archivio Gallizio.




Michael Rakowitz. Legatura imperfetta / Imperfect Binding

Inaugurazione: lunedì 7 ottobre 2019

8 ottobre 2019 – 19 gennaio 2020 / Manica Lunga, Castello di Rivoli

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la prima retrospettiva europea dedicata all’artista americano Michael Rakowitz (Great Neck, NY, 1973). Tra i principali artisti attivi sulla scena internazionale dell’arte, la cui opera campeggia oggi a Trafalgar Square nell’ambito del ciclo “Fourth Plinth”, l’artista presenterà le sue principali opere scultoree sul tema del trauma e della riparazione nell’ambito storico-artistico. In occasione della mostra viene presentata l’opera The flesh is yours, the bones are ours (La carne è vostra, le ossa sono nostre, 2015), acquistata per il Museo dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.




Giuseppe Penone: Incidenze del vuoto

Inaugurazione 11 ottobre 2019 

11 ottobre 2019 – 2 febbraio 2020 / Chiesa di San Francesco a Cuneo e giardini del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea



La mostra Giuseppe Penone: Incidenze del vuoto, realizzata in collaborazione con la Fondazione CRC, include due grandi opere scultoree, dei “gesti vegetali”, una serie di disegni a Cuneo, nonché una grande scultura a Rivoli.

Intessendo un dialogo che si dipana su una direttrice spaziale e temporanea binaria e mettendo in luce la relazione tra Cuneo e Rivoli la mostra è infatti presentata in due sedi espositive: il complesso monumentale dell’Ex Chiesa San Francesco di Cuneo e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Riflettendo sul concetto di fluidità e persuaso che tutti gli elementi, umani o vegetali, minerali o animali, siano in verità fluidi, Penone intreccia un discorso intenso e complesso sull’analisi della realtà e della materia. Inoltre, l’artista traduce nel proprio codice linguistico il legame con la terra e con il paesaggio.





Claudia Comte. Il sistema selvaggio: la diagnosi della vita

Inaugurazione 30 ottobre 2019

31 ottobre – 23 febbraio 2020 / Terzo piano, Castello di Rivoli

In occasione di Artissima, mercoledì 30 ottobre è prevista l’inaugurazione della mostra personale dell’artista svizzera Claudia Comte (Grancy, 1983) che include nuovi dipinti murali presentati nelle sale al terzo piano del Castello. Attraverso monumentali opere astratte di forte impatto visivo, l’artista indaga la percezione e la mappatura dello spazio reale attraverso l’ottica della realtà virtuale e della coscienza di vivere la trasformazione digitale del mondo. Affondando l’interesse in temi di urgente attualità come il cambiamento climatico, l’ecologia e l’inquinamento globale, il lavoro di Comte racconta la memoria dei materiali e la saggezza del lavoro manuale. Per l’intervento al museo, l’artista propone un’ampia installazione composta da undici pitture murali frutto dello studio di alcuni motivi decorativi settecenteschi della residenza storica e di specificità geologiche del territorio dove il museo è collocato. A questi si aggiungono le recenti ricerche sull’esplorazione del mondo sottomarino, la vita nel mare e il paesaggio misterioso sommerso, la cui mescolanza di dati scientifici e nozioni storiche viene filtrata dall’artista e restituita visivamente in forme astratte per creare un’esperienza visiva e sensoriale. 




Luci d’Artista : Roberto Cuoghi. M I R A C O LA

Inaugurazione 30 ottobre 2019 / Piazza San Carlo, Torino

Nell’ambito delle attività esterne al Museo, su cortese invito della Città di Torino, il Castello di Rivoli ha commissionato un’inedita installazione luminosa realizzata da Roberto Cuoghi (Modena, 1973) per Luci d’Artista 2019, che verrà inaugurata quest’autunno in Piazza San Carlo. L’opera, realizzata da IREN, è co-prodotta dalla Città di Torino, dal Castello di Rivoli, con il sostegno di FPT e Hauser & Wirth.




James Richards - Da parte degli artisti: dalla casa al museo, dal museo alla casa. Omaggi di artisti contemporanei alle opere della Collezione Cerruti

Inaugurazione 30 ottobre 2019

31 ottobre 2019 - 23 febbraio 2020 / Sala 10 e Sala 11, Castello di Rivoli

L’opera realizzata da James Richards per gli Omaggi alla Collezione Cerruti indaga l’architettura della Villa Cerruti con la sua Collezione come un luogo di fantasia e di ricerca della perfezione: una casa-sogno, ma anche un rifugio simile a una tomba. In particolare, Richards metterà in risonanza la camera nella torre di Villa Cerruti, o stanza padronale, e la storia che circonda le due sale del Castello di Rivoli coinvolte dall’intervento dell’artista: il Gabinetto delle Fatiche di Ercole e la Sala dei Putti Dormienti, anche nota come Camera del Re. Le due parti che compongono l’installazione, una sonora e una visiva, si sovrapporranno l’una all’altra unendo le due sale del museo, ma senza essere sincronizzate. La stessa Camera del Re sarà oggetto dell’opera, rimmaginata dall’interno, la sua architettura espansa e poi contratta in un interno allucinatorio. Se da un lato il suono invaderà la Camera tramite una composizione musicale di stile operistico, dall’altro lato la parte visiva, uno slide-show in tre canali, scorrerà su monitor appoggiati a dei tavoli. Il punto di partenza di questa sequenza visiva sarà un lavoro di reinterpretazione fantastica sia della Camera del Re e del suo ingresso dal Cabinet delle Fatiche di Ercole, sia dell’architettura di Villa Cerruti e delle opere d’arte che la abitano.





Pedro Neves Marques: Becoming Male in the Middle Ages

Inaugurazione 1 novembre 2019

2 novembre 2019 – 23 febbraio 2020  / Project Room, Castello di Rivoli 

Il 1° novembre verrà inaugurata una nuova installazione video dell’artista portoghese Pedro Neves Marques (Lisbona, 1984), vincitore della 17a edizione del premio illy Present Future. L’opera premiata sarà esposta come di consueto nella Project Room della Manica Lunga. Becoming Male in the Middle Ages è un’installazione immersiva che comprende film, suono, scrittura, brevi videoclip e un libro di narrativa di prossima pubblicazione. Liberamente tratto da una serie di racconti scritti recentemente dall’artista, il progetto esplora la relazione tra un gruppo di quattro amici e amanti che attraversano insieme una crisi etica relativa a temi quali sessualità, riproduzione e genitorialità. Vittime delle oscure trappole del desiderio, dell’etica e dell’età, i drammi delle due coppie si fondono e nel fluire degli accadimenti, Neves Marques esplora narrativamente alcune tra le questioni più insidiose e urgenti di oggi, come la ricerca sugli impatti della genetica contemporanea e del prossimo futuro su questioni di genere, normatività, genitorialità e riproduzione.

Ouverture 2019 con Torino Art Galleries


Alberto Peola



Tenetevi liberi il prossimo Giovedì 19 Settembre 2019 dalle 18 alle 22 per una nuova edizione di “Ouverture” organizzata dal TAG, Torino Art Galleries, come sempre l’articolata proposta  di inizio autunno coordinata da tredici tra le più influenti ed importanti gallerie d’arte contemporanea di Torino che richiameranno gli art lovers in un tour attraverso le nuove mostre disposte nella città e collegate da una mappa in distribuzione nei luoghi espositivi.

Giunto alla sua decima edizione, l’evento apre la nuova stagione espositiva torinese e coinvolge le gallerie torinesi che già nel 2000 si erano costituite in associazione con l’intento di fare sistema e creare sinergie utili a costruire un’offerta coordinata in alcuni momenti dell’anno, con il prezioso contributo della Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Il programma di questa edizione di Ouverture 2019 è particolarmente ricco di mostre significative e di interessanti compleanni: innanzitutto quello di Ouverture, che compie i suoi primi dieci anni; e poi si festeggiano anche i trent’anni di un socio storico Alberto Peola, con la sua dinamica galleria, che propone una mostra collettiva dal titolo “Trenta volte Settembre” a cura di Francesca Comisso (fino al 25 ottobre). 

Sono poi presenti la Galleria Norma Mangione presenta invece "Ventiquattr'ore di luce" la personale di Salvo (fino al16 novembre).

Photo&Contemporary che inaugura una mostra in occasione della presentazione al pubblico del portfolio d'artista di Giovanni Gastel “The Body”, pubblicato da Prearo Editore (fino al 15 ottobre), mentre la galleria Febo&Dafne presenta Zamfira Facas nella personale dal titolo “Trasformazioni”.

Negli spazi torinesi della Galleria Tucci Russo, in via Davide Bertolotti, 2, torna uno dei padri della Land Art: “Richard Long” (fino al 25 gennaio 2020).

Due mostre personali da Raffaella De Chirico: Irina Gabiani in “Across the Universe” e nella project room Mattia Ferretti con “Axis mundi” (fino al 26 ottobre).

La Galleria In Arco organizza la personale “Fabrizio Plessi: Sperimentale” (fino al 21 dicembre). Weber & Weber presenta la personale di Pietro Campagnoli, “Mutatio tempore” (fino al 26 ottobre).

Alla Galleria Riccardo Costantini, Andrea Villa presenta “Salotto Borghese. Italia agli immigrati” (fino al 12 ottobre). La galleria Gagliardi e Domke propone la personale di Paolo Consorti “Ending”.

Da Giorgio Persano è visitabile “Systems of Systems”, mostra personale di Paolo Cirio (fino al 28 settebre), mentre nei due spazi della Galleria Franco Noero sono in corso due mostre: la personale di Darren Bader dal titolo “Interlude” (nella sede di Piazza Carignano 2, fino al 5 Ottobre) e la personale “Subito dopo l’oggetto più distante” di Gabriel Sierra (negli spazi di Via Mottalciata 10/B, fino al 28 Settembre).

Impegnata proprio in quei giorni alla fiera Art Chicago, Luce Gallery, altro associato di Tag, espone Caitlin Cherry nella personale “Noisyboy”, ma solo a partire dal 26 settembre (fino al 22 ottobre).



Fondata nel 2000, l’Associazione TAG – Torino Art Galleries – riunisce alcune gallerie d’arte torinesi. L’Associazione ha per scopo la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, come elemento di crescita culturale del territorio e della comunità locale, favorendo lo sviluppo di una sensibilità artistica attraverso l’incontro delle arti plastiche e figurative con il pubblico, gli appassionati e le nuove generazioni. Si pone come soggetto di riferimento per gli Enti Locali, collaborando alle loro iniziative e al tempo stesso ideando e realizzando diversi progetti e attività specifiche ed autonome, tra i quali si ricordano: “ManifesTO” (in collaborazione con il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea e l’Assessorato alla Cultura della Città di Torino), “Outlook” (in collaborazione con la Fondazione Palazzo Bricherasio), e le differenti edizioni di “Ouverture”, realizzate grazie al supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e ContemporaneaCRT e della Camera di Commercio di Torino.


House of Displacement


  


I primi giorni di Ottobre CampoBase organizzerà “House of Displacement”, un festival di quattro giorni che si svolgerà in diversi luoghi dislocati nella città di Torino dal 3 al 6 ottobre 2019 e nella sede in Via Reggio, 14.

House of Displacement è il progetto conclusivo del corso per curatori Campo18 che è stato promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo con il sostegno della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Il programma affronterà il tema del displacement, come esperienza contemporanea condivisa, adottando un approccio immersivo e partecipativo. Costruendo il paradosso di una casa dislocata, il festival mira a esplorare nuovi modi di abitare il displacement.

Nei quattro giorni di interventi artistici, performativi e incontri teorici, il pubblico è invitato a sperimentare questa condizione, in diversi luoghi della città, nella convinzione che ogni spostamento produce un effetto di conoscenza.









Prossimamente Palais de Lomé






Gli ultimi giorni di Novembre di quest’anno vedranno l’apertura del Palais de Lomé un progetto unico nel Togo, fra i paesi più sperimentali dell’Africa occidentale.

Il Palais de Lomé,  sarà un sito eccezionale, con la sua architettura e il parco che si estende sul lungomare, diventerà un luogo innovativo, con una progettazione sulle diverse forme della cultura.




Ci saranno spazi espositivi, spettacoli dal vivo, negozi,  librerie, una galleria d'arte e due ristoranti. 

Con il suo bel parco botanico, oltre 10 ettari, abbellito da sculture contemporanee, che declina verso il mare. 


I Nuovi Cittadini di Diogene






Con la stagione autunnale Progetto Diogene riparte col progetto “Nuovi Cittadini”, una serie di incontri pubblici durante i quali sarà presentata la ricerca di artisti che hanno recentemente scelto di vivere e lavorare nella città di Torino.

Come sempre il Tram Diogene sarà il luogo che accoglierà i racconti delle esperienze di alcuni “nuovi cittadini” attraversando interrogativi e possibilità, scelte e resistenze; un modo per presentare gli artisti alla città ed indagare il delicato rapporto tra la stanzialità e la mobilità dell’artista contemporaneo.

Il primo appuntamento sarà la sera del 18 Settembre alle 19  con l’artista Emanuele Marullo.

Nato a Catania 1989, Marullo ha scelto Torino per proseguire gli studi all'Accademia Albertina di Belle Arti dopo aver conseguito il triennio in scultura a Milano, all'Accademia di Belle Arti di Brera. Ha trascorso un anno di Erasmus a Lione, in Francia, presso l’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts. Attualmente fa parte del gruppo-collettivo di artisti “Bastione”, che ha sede a Torino.  La sua pratica risulta variabile ed in continua via di ridefinizione, una reazione che parte dall’osservazione degli elementi che lo circondano, ricercando nella misura ludica un tentativo di forma. 

Guidati dalla necessità di scavare all’interno del proprio lavoro personale e di condividerne determinate problematiche, gli artisti di Progetto Diogene si dedicano alla costruzione di uno spazio di riflessione, confronto e sperimentazione sulle ricerche e sulle pratiche di produzione artistica contemporanea, attraverso una progettualità che pone attenzione al ruolo dell’artista nella società e favorisce uno scambio orizzontale di conoscenze ed esperienze. Dal 2009 Progetto Diogene opera all’interno di un Tram restaurato, collocato nella rotonda tra C.so Regio Parco e C.so Verona a Torino.

Nuovi Cittadini
Mercoledì 18 settembre 2019 ore 19.00
Tram Diogene, rotonda tra C.so Regio Parco e C.so Verona, Torino 

Arte al FestivalFilosofia

Vittorio Guida, Las Vegas, 2004 © Vittorio Guida


Il 13 settembre 2019, giorno di apertura della diciannovesima edizione del festivalfilosofia (in programma fino al 15 settembre a Modena, Carpi e Sassuolo), Fondazione Modena Arti Visive, inaugura una serie di mostre e iniziative che coinvolgeranno le sedi di Palazzo Santa Margherita, della Palazzina dei Giardini, del MATA ex-Manifattura Tabacchi, del Museo della Figurina e di AGO Modena Fabbriche Culturali.

Il programma espositivo di Fondazione Modena Arti Visive, realizzato ad hoc sul tema Persona del festivalfilosofia 2019, è frutto di una collaborazione che prosegue da anni, e che nel 2019 si rinsalda ulteriormente con la scelta di tre artisti che indagano il leitmotiv del festival attraverso punti di vista differenti.

Alla Palazzina dei Giardini si terrà, fino al 17 novembre 2019, la personale di Vittorio Guida (Napoli, 1957), dal titolo Where are we now? Volumi I e II, nella quale l’artista napoletano racconta attraverso una serie di opere – 2 video, 6 foto, 1 installazione scultorea – il mondo contemporaneo con un linguaggio universale, interrogandosi su ciò che siamo oggi o, meglio, su “dove” siamo oggi, in che mondo, in che cultura, in che relazioni, in che spazio. 

Quello che risulta è il ritratto di una società che sta perdendo il senso della comunità, dominata dalla paura, dal rancore e dall’ostilità. Vittorio Guida pone la giusta distanza tra sé e l’oggetto della sua ricerca, attraverso lo sguardo di un alieno che invita a ricordare chi sia veramente l’uomo.

Luisa Menazzi Moretti (Udine, 1964) è la protagonista della mostra Solo in programma al MATA – Ex-Manifattura Tabacchi, fino al 17 novembre 2019. L’esposizione propone 28 fotografie dell’omonimo ciclo, in cui l’artista friulana, attraverso filtri, sovrapposizioni, fuori-fuoco, ritrae volti di uomini, donne, bambini, tutti sospesi in una dimensione atemporale e poetica, concepita come un viaggio verso l’altrove, l’ignoto, l’ineffabile.

AGO Modena Fabbriche Culturali, nella chiesa di San Nicolò, ospiterà fino al 17 novembre 2019, la mostra R-Nord del fotografo Tommaso Mori (Modena, 1988) uno dei vincitori della Call for Projects ABITARE per i fotografi under 35, realizzata dal Museo di Fotografia Contemporanea e dalla Triennale di Milano, con il sostegno della Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. L’esposizione, curata da Matteo Balduzzi in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Milano-Cinisello Balsamo che ha prestato le opere, presenta gli esiti del progetto che Tommaso Mori ha realizzato sul quartiere R-Nord di Modena, in cui analizza l’influenza reciproca tra l’architettura dell’edificio, le sue trasformazioni e i suoi abitanti. Nel corso di un’intera giornata, Mori ha scattato un ritratto a oltre 200 abitanti del quartiere, che lo hanno personalizzato sovrapponendo immagini d’epoca e attuali del quartiere, articoli, documenti, progetti architettonici e urbanistici originali.


A Palazzo Santa Margherita, solo nei tre giorni del festivalfilosofia, dal 13 al 15 settembre, la Sala Grande ospiterà la mostra Cantiere permanente. La messa in scena del sé. Dalle collezioni FMAV, curata da Chiara Dall’Olio e Daniele De Luigi, che rappresenta l’avvio di un progetto volto a valorizzare le collezioni di fotografia, grafica e disegno di Comune di Modena e Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, ore gestite da Fondazione Modena Arti Visive, che si concretizzerà nel corso del 2020 nell'allestimento permanente delle collezioni. Il percorso espositivo raccoglie opere, tra fotografie, disegni, video, dalla prima metà del Novecento a oggi, di circa settanta autori quali Eugène Atget, Richard Avedon, Gabriele Basilico, Jonny Briggs, Roberto Cuoghi, Lucio Fontana, Samuel Fosso, Mimmo Jodice, Vettor Pisani, Enrico Prampolini, Thomas Ruff, Milica Tomic, Edward Weston, che ruotano attorno al tema Persona proposto dal festivalfilosofia.

Sempre a Palazzo Santa Margherita, al Museo della Figurina, sabato 14, dalle ore 20 alle 23, e domenica 15 settembre, dalle ore 15 alle 19, si terrà l’evento I Wanna Dance with Somebody, collegato alla mostra Pop Therapy. Lo spirito rivoluzionario delle figurine Fiorucci – prorogata fino al 15 settembre 2019 –, che proporrà un’ambientazione in pieno stile Fiorucci, dove i visitatori potranno posare e portarsi a casa il proprio ritratto “anni Ottanta”, utilizzando abiti e accessori messi loro a disposizione.

Inoltre, nel chiostro di Palazzo Santa Margherita, sabato 14 settembre, alle ore 22.30, si terrà l’incontro In sé fuori di sé, in cui Daniele Pittèri, direttore generale di Fondazione Modena Arti Visive, dialogherà con Vittorio Guida, Luisa Menazzi Moretti, Tommaso Mori, i tre artisti protagonisti delle mostre in corso negli spazi della Fondazione. Nel corso della serata, in linea con il tema “persona”, si affronteranno i concetti d’identità e alterità, di individuo e gruppo, di essere e apparire, presentando il pensiero degli autori attraverso le loro opere più significative.


Durante festivalfilosofia, tutte le sedi osserveranno orari prolungati: venerdì dalle 9.00 alle 23.00, sabato dalle 9.00 alle 24.00, domenica dalle 9.00 alle 21.00


Vittorio Guida. Where are we now? Volumi I e II 
Palazzina dei Giardini (Corso Cavour 2, Modena)
13 settembre – 17 novembre 2019


Luisa Menazzi Moretti. Solo
MATA - Ex Manifattura Tabacchi (Via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena)
13 settembre – 17 novembre 2019


Tommaso Mori. R-Nord
AGO Modena Fabbriche Culturali, Chiesa di San Nicolò (Via Jacopo Berengario 20, Modena)
13 settembre – 17 novembre 2019


Cantiere permanente. La messa in scena del sé. Dalle collezioni FMAV
Palazzo Santa Margherita, Sala Grande (Corso Canalgrande 103, Modena)
Da venerdì 13 a domenica 15 settembre 2019


I Wanna Dance with Somebody
Museo della Figurina, Palazzo Santa Margherita (Corso Canalgrande 103, Modena)
Sabato 14 settembre: 20-23
Domenica 15 settembre: 15-19


In sé fuori di sé
Daniele Pittèri dialoga con Vittorio Guida, Luisa Menazzi Moretti, Tommaso Mori
Palazzo Santa Margherita, Chiostro (Corso Canalgrande 103, Modena)
Sabato 14 settembre, ore 22.30


Orari 

Dal 18 settembre 2019: 
Mercoledì-giovedì-venerdì: 11-13 / 16-19
Sabato, domenica e festivi: 11-19 

Durante festivalfilosofia 2019:

Venendì 13 settembre: 9-23 
Sabato 14 settembre: 9-24
Domenica 15 settembre: 9-21

Nelle giornate del festival tutte le mostre saranno a ingresso libero


Ingresso

Vittorio Guida. Where are we now? Volumi I e II
Intero 6 € | Ridotto 4 €

Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese | Festivalfilosofia | 12 ottobre Giornata Contemporaneo

Tommaso Mori. R-Nord 
Ingresso libero


Informazioni

Palazzina dei Giardini +39 059 2033166
MATA - Ex Manifattura Tabacchi +39 059 4270657
AGO Modena Fabbriche Culturali +39 059 6138098
Palazzo Santa Margherita +39 059 2032919 

Mai un vestito dunque, adeguato,




Lunedì 16 settembre 2019, alle 19.00, Quartz Studio ha il piacere di presentare Mai un vestito dunque, adeguato, un progetto di Sara Enrico (Biella, 1979) e Andrea Respino (Mondovì, 1976), appositamente concepito per Quartz Studio. Per i due artisti, coppia nella vita, questa è la prima occasione di contatto tra le loro ricerche.

Mai un vestito dunque, adeguato è la sintetica e all’apparenza inappellabile frase che i due artisti hanno ironicamente pronunciato a proposito della mostra, come estrapolando un momento all’interno di un dialogo più ampio. Nei dipinti di Andrea Respino specifici oggetti ed ambienti concorrono a dare forma ad un mondo popolato da uomini, i quali palesano la propria condizione d’incertezza attraverso improbabili o parziali vestizioni. Alla gestualità manifesta dei dipinti di Respino, risponde il lavoro di Sara Enrico nel quale l’indole poetica e performativa della materia è prima trattenuta e poi diffusa dalle superfici e attraverso i processi che l’artista impiega nelle forme scultoree. Enrico vede nell’intreccio fisico e semantico una possibilità di traduzione, coesistenza e scomposizione della complessità, lavorando sull’equilibrio precario e sul riverbero materiale del linguaggio stesso.
 
Sara Enrico (Biella, 1979) vive e lavora a Torino. Tra le mostre personali segnaliamo: Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Italia (2019); Marsèlleria, New York, USA (2018); TILE Project Space, Milano, Italia (2017); Fonderia Artistica Battaglia, Milano, Italia (2016); L‘A Project Space, Palermo, Italia (2015); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia (2014); GAM, Galleria d‘Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Italia (2013); Viafarini-in-residence, Milano, Italia (2012).

Andrea Respino (Mondovì,  1976) vive e lavora a Torino. Tra le mostre personali di Andrea Respino come Alis/Filliol segnaliamo: Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano, Italia (2017); Pinksummer, Genova, Italia (2016); Istituto Italiano di Cultura, Parigi, Francia (2016); MEF Museo Ettore Fico, Torino, Italia (2015); GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino, Italia (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino, Italia (2013); Pinksummer, Genova, Italia (2012); Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo, Italia (2012); Cripta747, Torino, Italia (2010); blank, Torino, Italia (2010).
 
Quartz Studio ringrazia gli artisti e la Fonderia Artistica Battaglia, Milano. La mostra resterà aperta dal 16 settembre al 23 ottobre 2019, su appuntamento.
 
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Monday, September 16, 2019, at 7:00 pm, Quartz Studio is pleased to present Mai un vestito dunque, adeguato, a project by Sara Enrico (Biella, Italy, 1979) and Andrea Respino (Mondovì, Italy, 1976), conceived specifically for Quartz Studio. The two artists are a couple in life, but this is the first time their artistic paths have crossed.

Mai un vestito dunque, adeguato is a succinct and apparently categorical phrase that the artists used ironically about the exhibition, a seeming snippet from a longer conversation. In Andrea Respino's paintings, particular objects and settings give shape to a world of men who manifest their condition of uncertainty in their improbable or incomplete state of dress. In answer to the gestural expressiveness of Respino's paintings, in Sara Enrico's work, the poetic and performative essence of the material is first contained and then let loose from the surfaces and the sculptural forms through the processes she adopts. Enrico takes this physical and semantic interweaving as a chance to translate complexity, its deconstruction and its co-existence, by working on the precarious balance and material resonance of its language.  
 
Sara Enrico (Biella, Italy, 1979) lives and works in Turin, Italy. Among her solo exhibitions are: Mart - Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Italy (2019); Marsèlleria, New York, USA (2018); TILE Project Space, Milan, Italy (2017); Fonderia Artistica Battaglia, Milan, Italy (2016); L‘A Project Space, Palermo, Italy (2015); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin, Italy (2014); GAM, Galleria d‘Arte Moderna e Contemporanea, Turin, Italy (2013); Viafarini-in-residence, Milan, Italy (2012).

Andrea Respino (Mondovì, Italy, 1976) lives and works in Turin, Italy. Among his solo exhibitions, as Alis/Filliol, are: Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milan, Italy (2017); Pinksummer, Genoa, Italy (2016); Istituto Italiano di Cultura, Paris, France (2016); MEF Museo Ettore Fico, Turin, Italy (2015); GAM, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Turin, Italy (2014); Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Turin, Italy (2013); Pinksummer, Genoa, Italy (2012); Basilica di Santa Maria Maggiore, Bergamo, Italy (2012); Cripta747, Turin, Italy (2010); blank, Turin, Italy (2010).
 
Quartz Studio would like to thank the artists and Fonderia Artistica Battaglia, Milan. The exhibition will be open from September 16 to October 23, 2019, by appointment.

image credit:
Sara Enrico and Andrea Respino , Mai un vestito dunque, adeguato, 2019
courtesy of the artists and Quartz Studio, Turin

09/09/19

Dal marmo al missile con la Fondazione Cariplo



Fino al 13 ottobre 2019 è possibile visitare il magnifico scenario dell’Orangerie di Villa Reale nella suggestiva cornice dei Musei Civici di Monza  che accolgono uno straordinario itinerario di oltre settanta opere che ripercorre una storia di tradizione e innovazione, di progresso e bellezza, di creatività e sviluppo radicata a Monza e nel suo territorio e tipica del suo collezionismo.

La rassegna di oltre 70 opere svela la varietà, la ricchezza e la qualità delle raccolte d’arte della Fondazione Cariplo, di prestigiose istituzioni museali e culturali - Musei Civici di Monza, Museo d’Arte Contemporanea di Lissone, Fondazione Luigi Rovati e Fondazione Assolombarda - e collezioni private

L’esposizione, allestita nell’Orangerie di Villa Reale e nelle sale dei Musei Civici di Monza, è curata da Martina Corgnati, storica dell’arte, con la collaborazione di Lucia Molino, responsabile Collezione Fondazione Cariplo.

Le opere in mostra - tra le quali spiccano capolavori di età etrusca, dipinti e sculture fra l’altro di Pietro Ronzoni, Giovanni Segantini, Emilio Gola, Achille Funi, Anselmo Bucci, Arturo Martini, Lucio Fontana, Mimmo Iodice, Michelangelo Pistoletto, Christo e Salvatore Scarpitta - spaziano da linguaggi classici, come pittura e scultura, a esperienze e forme più tipiche dell’arte contemporanea, svelando inattesi capolavori difficilmente accessibili al grande pubblico.

Il titolo della rassegna ‘Dal marmo al missile’ sintetizza il filo conduttore del percorso espositivo, ovvero il legame fra tradizione e innovazione, fra la dimensione valoriale, etica ed identitaria del territorio monzese e la sua propensione allo sviluppo. E il doppio fil rouge si dipana in mostra lungo un percorso che spazia da un pregevole esemplare di arte etrusca al contemporaneo.


La rassegna è divisa in tre sezioni. Le prime due - “Dai luoghi agli spazi” e “Presenze e personaggi” - ospitate nella magnifica Orangerie della Villa Reale; la terza -“Monza e il modernismo”- nel suggestivo ambiente dei Musei Civici, nel centro storico della città.




LE SEDI ESPOSITIVE

Villa Reale di Monza - Orangerie: vi si accede dal cortile d’onore della Villa Reale, attraversando il roseto. L’Orangerie è stata progettata dall’architetto Giuseppe Piermarini nel 1790 come serra per ospitare agrumi e piante esotiche durante i mesi invernali: viene inaugurata insieme alla vicina Rotonda, affrescata da Andrea Appiani, in occasione del ventesimo anniversario di matrimonio tra Ferdinando d’Asburgo e Maria Beatrice d’Este.L’edificio, ospita rassegne d’arte.

Musei Civici di Monza: la sede espositiva è situata nel centro storico, nell’edificio che durante il medioevo ha ospitato la Casa degli Umiliati. Espone reperti archeologici e opere d’arte che testimoniano le vicende culturali, storiche e sociali della città, con un’attenzione anche alla contemporaneità. Fiore all’occhiello le opere di numerosi maestri monzesi attivi nella seconda metà dell’Ottocento, come Mosè Bianchi, e di grandi nomi del mondo dell’arte italiana del XIX e XX secolo: Francesco Hayez, Marino Marini, Arturo Martini e Anselmo Bucci. La sala dedicata alle esposizioni temporanee ospita mostre dedicate all'approfondimento di artisti e di aspetti significativi del patrimonio delle collezioni civiche.