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Visualizzazione post con etichetta Peggy. Mostra tutti i post
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05/02/15

Pollock & Pollock


Il fascino della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia non tramonta mai, e anche quest’anno si è concluso con numeri di visitatori da record. Nel corso dell’anno il museo veneziano ha infatti contato 396.077 presenze durante i suoi 316 giorni di apertura, con una media giornaliera di 1.253 ospiti. Questo eccezionale numero include 7.000 studenti e oltre 1.000 insegnanti del programma di formazione A scuola di Guggenheim, 1.500 bambini dei laboratori domenicali del Kids Day e oltre 7.700 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, visite speciali, eventi istituzionali e privati.
Il nuovo anno si annuncia ricco di sfide che un ricco programma espositivo ideato in omaggio ai fratelli Pollock. Prossimamente si svolgeranno tre mostre, tre percorsi allestitivi, unici e sorprendenti, che porteranno i visitatori a contatto non solo con due massimi capolavori del genio indiscusso dell'Espressionismo astratto americano, Jackson Pollock, ma anche con le opere del meno noto fratello maggiore Charles Pollock.
Si comincia il 14 febbraio con la mostra scientifica Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all’interno della materia, a cura di Luciano Pensabene Buemi, Conservatore della Collezione Peggy Guggenheim, e Roberto Bellucci, Funzionario Restauratore Conservatore Opificio delle Pietre Dure, Firenze. Dopo oltre un anno di assenza e dopo essere stato oggetto di un importante progetto di studio e conservazione presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, Alchimia, celebre capolavoro di Jackson Pollock, torna alla Collezione Peggy Guggenheim. L’opera sarà eccezionalmente esposta senza teca protettiva permettendo così al pubblico l’esatta lettura della sua complessa superficie tridimensionale. L'esposizione che ruota intorno all’opera intende svelare, attraverso video, riproduzioni in 3D, touch-screen, strumenti interattivi, l’esplosione dei colori ritrovati dopo il lungo intervento di pulitura, in una sorprendente riscoperta della tela. La mostra rimane aperta fino al 6 aprile.
Dal 23 aprile un doppio imperdibile appuntamento con Jackson Pollock e il fratello Charles. Palazzo Venier dei Leoni si prepara infatti ad ospitare fino al 9 novembre come prima tappa europea, l'immenso Murale (1943, University of Iowa Museum of Art, Iowa City) che Pollock realizzò per l'appartamento newyorkese di Peggy, e ora oggetto di una mostra itinerante, Jackson Pollock Mural. L'energia resa visibile, curata da David Anfam, tra i massimi esperti dell’Espressionismo astratto americano. Il Murale, con i suoi 6 metri di lunghezza, è il più grande dipinto di Pollock esistente, oggi considerato da una parte della critica il dipinto singolo più importante del XX secolo. Parallelamente, le sale destinate alle mostre temporanee, presentano la prima retrospettiva mai realizzata dedicata a Charles Pollock. Con un centinaio di opere, tra dipinti, materiali, documenti, in parte inediti, concessi dall’Archivio Charles Pollock di Parigi, grazie alla famiglia Pollock, la mostra, curata da Philip Rylands, direttore del museo, intende ripercorrere la carriera del fratello maggiore di Jackson. In mostra anche lettere, fotografie e schizzi che documentano il rapporto tra i due fratelli artisti. L’esposizione rimane aperta fino al 14 settembre.
L'anno si conclude con un tributo, il primo in assoluto nella storia dell'arte, all'artista indiano Vasudeo Santu Gaitonde (1924–2001). Con circa 45 dipinti e opere su carta provenienti da oltre 30 importanti istituzioni pubbliche e collezioni private tra Asia, Europa e Stati Uniti, e dopo essere stata presentata al Guggenheim di New York (24 ottobre 2014 – 11 febbraio 2015), la mostra V.S. Gaitonde. Pittura come processo, pittura come vita, a cura di Sandhini Poddar, rivela al pubblico questo genio solitario che sviluppò un proprio stile non-oggettivo impiegando spatole, rulli e un particolare procedimento di “rimozione”. La mostra rimarrà aperta dal 3 ottobre al 10 gennaio 2016.

31/10/12

La collezione Peggy Guggenheim a Santiago del Cile



Per la prima volta in Sud-America una mostra dedicata alla vita di Peggy Guggenheim, con una ricca selezione dei più significativi capolavori custoditi a Palazzo Venier dei Leoni esposti a Santiago del Cile, presso il Centro Cultural La Moneda. L’esposizione I maestri del Modernismo. La Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Arte del XX secolo (31 ottobre, 2012 – 26 febbraio, 2013), celebra Peggy quale figura  cardine nella storia dell’arte e del collezionismo del Novecento. 

Philip Rylands, direttore della Collezione dal 1980, anno in cui il museo aprì ufficialmente le porte al pubblico dopo la scomparsa della collezionista americana, nonché curatore della mostra, ha presenziato all’apertura di questo importante evento insieme al presidente cileno Sebastián Piñera. L’idea di un’esposizione su Peggy Guggenheim e la sua collezione a Santiago del Cile è nata nel 2011, quando il Ministro della Cultura Cileno Luciano Cruz-Coke Carvallo è stato messo in contatto con Philip Rylands grazie a David e Sarita Gallagher, membri del comitato consultivo del museo veneziano,  durante la Biennale di Architettura 2010. Ventisei mesi dopo, il Centro Cultural Palacio La Moneda, adiacente al Palazzo Presidenziale, schiude le sue porte a oltre 80 opere, tra dipinti, sculture e disegni, dei più grandi maestri collezionati con lungimiranza e passione da Peggy, come Pablo Picasso, Max Ernst, Marcel Duchamp, Jackson Pollock, esposti insieme a diversi cataloghi, lettere e fotografie della mecenate. Ci sono inoltre alcune opere provenienti dal Solomon R. Guggenheim Museum di New York, tra cui due capolavori come Piano e Mandola di Georges Braque e Curva dominante di Vasily Kandinsky. 

25/06/11

L'arte delle donne - La collezione privata di Ileana Sonnabend al Peggy Guggenheim di Venezia


L’arte ha sempre trovato nella sensibilità femminile una forte attenzione spesso nascosta da figure maschili molto imponenti e usurpatrici.

In quest’ultimo secolo le cose sono cambiate e le grandi qualità dell’universo femminile possono emergere liberandosi di questi condizionamenti.

La mostra che la Collezione Peggy Guggenheim dedica a Ileana Schapira - Sonnabend mette in risalto due stupendi mondi femminili, quello di una ricca collezionista con una ricca promotrice. Realtà che si sono incrociati nella comune passione per il cambiamento e l’arte.

Ileana Schapira viene da una ricca famiglia rumena e sviluppa un forte sentimento per l’arte che la porterà ad aprire diverse gallerie, nel suo percorso fra Europa e Stati Uniti. Seguendo un percorso di continuo sviluppo e mutazione del gusto. Anticipando sempre le forme che poi saranno di grande successo come fra gli ultimi casi l’interesse per uno sconosciuto Jeff Koons, ora considerato fra i più importanti artisti del mondo dell’arte contemporanea.

In questa bella mostra sono proposti i pezzi che costituiscono la sua personale collezione di pezzi, tutti di ottima qualità e di ricercato gusto. Gusto che sa essere fuori dagli stereotipi che spesso agli artisti sono chiesti da un collezionismo più superficiale, ma che vagliano le opere per la loro intrinseca qualità espressiva.

Per quest’occasione le opere seguono una particolare attenzione alla realtà italiana nei rimandi delle opere o degli artisti. Sono così proposti interessanti pezzi di Mario Schifano, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, Mario Merz, Giovanni Anselmo, Jannis Kounellis e tanti altri.

Ileana Sonnabend infatti strinse un forte legame con l’Italia e in particolare con Venezia, dove per molti anni affittò un appartamento durante il periodo estivo. Frequentò spesso Roma, dal 1960, durante la quale entrò in contatto con la ‘Scuola di Piazza del Popolo’ e con il mercante d’arte Plinio de Martiis, e a Venezia nel 1962, dove diventò amica di artisti, critici e galleristi come Giuseppe Santomaso, Giuseppe Marchiori, Attilio Codognato, Giovanni Camuffo e Carlo Cardazzo, creando una fitta rete di amicizie italiane, tra cui spiccano i nomi di Gian Enzo Sperone, Germano Celant, Achille Bonito Oliva, Giuseppe e Giovanna Panza, e molti altri artisti di cui Ileana avrebbe esposto le opere tra Parigi e New York.

Importante fu il ruolo di Ileana, insieme a Leo Castelli e Alan Solomon, nel portare Robert Rauschenberg alla Biennale di Venezia del 1964, dove l’artista vince il Gran premio della Pittura, evento cruciale nella sua carriera, nella storia della Biennale di Venezia e nell’arte contemporanea europea e americana più in generale.

La mostra presenta oltre 60 opere di più di 50 artisti, selezionati da Antonio Homem, direttore della Sonnabend Gallery, New York, e figlio adottivo della collezionista. Tra i lavori in mostra mi hanno affascinato: una stupenda fotografia di Lawrence Beck, la lineare Persiana di Tano Festa, un gustoso “Vitello Tonnato” di Oldenburg, “Untitled (New York city) ” di Cy Twombly del 1956. Ma sono tantissimi i lavori proposti, tra cui un ritratto di Ileana di Andy Warhol, opere legate all’Italia di Rauschenberg, lavori di artisti italiani come Lucio Fontana, Mimmo Rotella, Schifano e Piero Manzoni, opere di artisti americani ispirate alla cultura italiana (come per esempio Jim Dine, James Rosenquist, John Baldessari), di artisti dell’Arte Povera (Zorio, Anselmo, Calzolari, Jannis Kounnelis, e Merz), di vari fotografi internazionali (tra cui Bernd e Hilla Becher, Candida Höfer, Hiroshi Sugimoto, Max Becher e Andrea Robbins), e molti altri sia italiani (Giulio Paolini, Luigi Ontani) che internazionali (Bruce Nauman, Anselm Kiefer, Philip Haas, Rona Pondick). La mostra va oltre le tematiche strettamente legate alla nostra terra per indagare la diversità, originalità, nonché brillantezza della carriera di Ileana quale promotrice e collezionista di talenti artistici emergenti.

Il catalogo, edito da Guggenheim Publications, include saggi dedicati ad Ileana Sonnabend di Achille Bonito Oliva e Germano Celant, un’intervista ad Antonio Homem, e le schede delle opere di Mario Codognato.

In foto Vitello Tonnato 1962 Claes Oldenburg