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Visualizzazione post con etichetta Gilberto Zorio. Mostra tutti i post
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23/02/18

Gilberto Zorio



Nella stagione invernale il Castello di Rivoli ha proposto un antro energetico all’ultimo piano dell’antico palazzo.

Una fucina di potenziali risorse che miscela materiali antichi e interazioni contemporanee.

Forme libere, indipendenti ma relazionali, che accolgono l’altro trasformandosi.

Una eccitante officina labirintica che accoglie complessi manufatti, pietre, acqua, mutamenti, suoni, luci, che si alterano randomaticamente nel tempo e nel percorso alchemico .

Tutti questi processi attivano su di noi percezioni di instabilità che trovano in alcuni attimi potenti sostegni, tracce mimetiche.

I sensi vengono messi in dinamismo, gli organi respirano, percepiscono, stanno in ascolto.


La mostra su Gilberto Zorio (Andorno Micca, 1944), curata da Marcella Beccaria, si concluderà il prossimo 6 Marzo.























21/02/18

Giornata di studi su Gilberto Zorio al Castello di Rivoli



In occasione della grande mostra Gilberto Zorio, in corso sino al 6 marzo prossimo, il Castello di Rivoli invita il pubblico ad una giornata di approfondimento dedicata all’artista, riconosciuto pioniere della storia dell’arte contemporanea e tra i protagonisti dell’Arte povera.
Ogni intervento sarà rivolto all’analisi di un singolo lavoro o di un particolare aspetto della pratica artistica di Gilberto Zorio con letture interdisciplinari, che spazieranno dalla fisica, alla storia dell’arte e della cultura, alla filosofia e alla dimensione sonora.
Oltre a Gilberto Zorio e a Marcella Beccaria, capo curatore, interverranno: Maria Teresa Roberto, storica dell’arte e docente, Accademia Albertina di Belle Arti di Torino; Tommaso Trini, critico d’arte; Mario Rasetti, matematico e fisico teorico; Ruben Levi, fisico e collezionista; Giorgio Verzotti, critico d’arte e curatore indipendente; Luciana Rogozinski, critica d’arte e scrittrice; Franca Varallo, professoressa di Museologia e Critica artistica del restauro, Università degli Studi di Torino; Luk Lambrecht, direttore artistico del Museumcultuur Strombeek, Gent; Sara Abram, responsabile sviluppo progetti - Settore arte contemporanea del Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”; Lara Conte, storico dell’arte Università dell’Insubria, Como; Chiara Bertola, responsabile organizzazione mostre e collezioni, Castello di Rivoli; Federico Vercellone, professore di Estetica, Università degli Studi di Torino. Interverrà inoltre Renata Novarese, presidente degli Amici del Castello di Rivoli.
Grazie ai contributi e alle testimonianze di storici dell’arte, curatori, critici di fama internazionale, collezionisti e studiosi, la giornata di studio del 23 febbraio intende analizzare da più prospettive i tanti modi in cui l’arte di Zorio ha cambiato il linguaggio dell’arte contemporanea, aprendo pionieristicamente nuove strade e agendo come fonte di ispirazione per molti artisti delle generazioni successive.

Nell’occasione sarà inoltre presentato il nuovo catalogo dedicato all’opera di Zorio, corredato da inedite fotografie che documentano l’immaginifica relazione dell’artista con gli spazi del museo. Pubblicato dal Castello di Rivoli in collaborazione con Skira, Milano il volume Gilberto Zorio raccoglie la più ampia selezione di scritti di Zorio mai pubblicata, insieme a nuovi testi del curatore Marcella Beccaria, un testo di Germano Celant e una conversazione di Carolyn Christov-Bakargiev con l’artista. Per la prima volta, il catalogo presenta inoltre una cronologia scientifica delle mostre personali e collettive dell’artista, raccogliendo anche una ricca antologia relativa all’intero percorso di Zorio dal 1963 al presente, con una selezione di testi di Jean-Christophe Ammann, Mirella Bandini, Alberto Boatto, Ester Coen, Catherine David, Piero Gilardi, Gianfranco Maraniello, Luciana Rogozinski, Tommaso Trini, Giorgio Verzotti e Denys Zacharopoulos.

Definita da Flash Art “una delle più toccanti mostre italiane dell’ultimo anno”la retrospettiva al Castello di Rivoli è la prima dedicata a Gilberto Zorio in un museo pubblico a Torino documentando, in un innovativo percorso organico, cinquant’anni di ricerca dell’artista. Dagli anni sessanta al presente, Zorio ha operato in direzione di una processualità che rende continuamente mutevole ciascuna opera per sottolineare la vitalità del mondo. Ad oggi, la mostra al Castello di Rivoli è stata visitata da un ampio pubblico ed ha incontrato grande favore da parte della critica, da cui la scelta di prorogarne l’apertura sino al 6 marzo 2018.

L’ingresso al convegno è libero, fino a esaurimento posti.

Venerdì 23 febbraio il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea è aperto dalle 10 alle 19.

In occasione della giornata di studio è a disposizione del pubblico una speciale navetta gratuita che collega il centro di Torino al Museo:
ore 13.15 - Partenza da Torino Piazza Carlina angolo Via Maria Vittoria
ore 13.25 - Piazza XVIII Dicembre
ore 14.15 - Castello di Rivoli
ore 18.30 - Partenza dal Castello di Rivoli per Torino


La mostra è realizzata con il sostegno di      

14/10/17

Gilberto Zorio




Per la prima volta in un museo pubblico a Torino, il Castello di Rivoli dedica una grande mostra retrospettiva a Gilberto Zorio (Andorno Micca, 1944), tra i pionieri della storia dell’arte contemporanea e tra i protagonisti dell’Arte Povera. Curato da Marcella Beccaria e sviluppato in dialogo con l’artista, il progetto espositivo include nuove installazioni e opere storiche.

Il progetto espositivo raccoglie in un innovativo percorso organico alcuni tra i più importanti lavori realizzati da Zorio dai suoi esordi, tra cui installazioni storiche gelosamente custodite dall’artista nella propria collezione privata. Queste rare opere saranno presentate al pubblico con lavori provenienti da selezionate collezioni e opere dell’artista presenti nella collezione del museo. Saranno inoltre esposte per la prima volta nuove installazioni appositamente ideate e create da Zorio per gli spazi del terzo piano del Castello. Le diverse condizioni di luce e buio predisposte dall’artista duplicheranno idealmente la mostra in due inediti scenari percettivi.

Le opere di Gilberto Zorio sono campi inesauribili di energia fisica e mentale. Dal 1966 ha indirizzato la propria ricerca in direzione di una processualità che rende continuamente mutevole ciascuna opera: in tal senso ha rinnovato il linguaggio della scultura, liberandola dalla fissità e dalla pesantezza a cui è tradizionalmente associata. Attivando reazioni chimiche o fisiche, l’artista immette i propri lavori all’interno di un ciclo vitale di fronte al quale egli per primo si pone come spettatore. Il tempo è spesso un’importante componente, in quanto solo il naturale trascorrere delle ore e dei giorni rende pienamente tangibile il dispiegarsi delle trasformazioni a cui le opere sono soggette. Afferma Marcella Beccaria: “In linea con la processualità che connota il metodo di Gilberto Zorio in base al quale più opere sono realizzate contemporaneamente e opere già realizzate possono essere riformulate, la mostra offre l’esperienza di un tempo sincronico nel quale passato e presente convivono, e di uno spazio mutevole, nel quale la sapienza alchemica dell’artista regala visioni inaspettate e coinvolgenti”.

La poetica dell’Arte Povera emerge alla metà degli anni Sessanta come radicale e rivoluzionario uso di materiali non tradizionali per creare installazioni in cui l’energia vitale fluisce e provoca situazioni di esperienze autentiche e intense negli spettatori. Carolyn Christov-Bakargiev, direttore del Castello di Rivoli, dichiara “La mostra dedicata a Gilberto Zorio continua la lunga e particolare attenzione del Castello di Rivoli nei confronti dell’Arte Povera e della sua importanza nella costruzione dell’identità del museo. Gilberto Zorio è stato uno degli artisti che, dalla mostra inaugurale Ouverture nel 1984, per primi hanno dato nuova vita alle sale del Castello, contribuendo a renderlo un museo unico al mondo”.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo scientifico con nuovi testi del curatore, del direttore del Castello di Rivoli Carolyn Christov-Bakargiev, di João Fernandes, di Tommaso Trini e da una ricca antologia di saggi critici, oltre alla più ampia selezione di scritti dell’artista mai pubblicata. Il volume includerà un nuovo progetto di disegni dell’artista e, ispirandosi alla sua pratica, ripercorrerà come in un viaggio la storia del suo percorso creativo e intellettuale, scrivendo per la prima volta attraverso parole e immagini il racconto che lega le opere ai luoghi che le hanno ospitate e che ne hanno favorito la creazione. Il catalogo sarà pubblicato in una edizione bilingue (italiano - inglese) dal Castello di Rivoli con Skira Editore, Milano.

  La mostra è realizzata con il sostegno di Unicredit 


GILBERTO ZORIO
a cura di Marcella Beccaria
2 novembre 2017 – 18 febbraio 2018
Inaugurazione 1 novembre 2017