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09/01/26
Cézanne alla Fondation Beyeler
17/09/25
La storia del punto ...
Sicuramente il titolo della mostra, che si svolgerà questo autunno, è molto accattivante, "Una breve storia artistica del punto" e come sempre sarà una interessante analisi che la Fondation Beyeler di Basilea offrirà. La mostra prenderà quindi un motivo centrale nell'opera di Yayoi Kusama, a cui il museo dedica contemporaneamente, in questi giorni, un'importante retrospettiva. Verranno evidenziati diversi aspetti del punto nel suo sviluppo artistico dalla fine del XIX secolo ai giorni nostri. Originariamente termine per la testa di un foruncolo, il punto è anche un concetto geometrico di base, il più piccolo elemento pittorico, una macchia, uno schizzo o una macchia – e può essere sia un segno che un simbolo di significato creativo e spirituale.
La natura multiforme dei punti nell'arte spazia dal puntinismo e dall'astrazione alla pop art e all'arte contemporanea. Il punto funziona come elemento compositivo astratto; nella sua dimensione figurativa, tuttavia, può anche diventare un piccolo corpo celeste. Da una prospettiva emotiva, può essere un punto di dolore e piacere e costituisce la base della percezione visiva come punto di luce e messa a fuoco. In questo modo, la mostra considera il punto anche da una prospettiva sensuale e umana.
Saranno esposte, tra gli altri, opere dei seguenti artisti: Louise Bourgeois, Paul Cézanne, Max Ernst, Alberto Giacometti, Félix González-Torres, Wassily Kandinsky, Paul Klee, Roy Lichtenstein, Henri Matisse, Joan Mitchell, Joan Miró, Piet Mondrian, Claude Monet, Barnett Newman, Elizabeth Peyton, Pablo Picasso, Sigmar Polke, Jackson Pollock, Doris Salcedo, Wolfgang Tillmans, Vincent van Gogh e Andy Warhol.
09/02/24
Jeff Wall alla Fondazione Beyeler di Basilea
Alla fine degli anni novanti erano il top del mercato dell'arte poi come tutte le mode passano, ma ora tornano nei meravigliosi spazi della Fondazione Beyeler di Basilea le grandi scatole luminose di Jeff Wall.
Del noto artista canadese saranno proposte oltre 50 stupendi scatti fotografici realizzati in uno stile "cinematografico" che spesso prende ispirazione dalla storia dell'arte.
La Fondation Beyeler dedica un'ampia mostra personale all'artista di fama internazionale Jeff Wall (nato nel 1946). È la prima mostra del suo lavoro in Svizzera in quasi due decenni ed è stata creata in stretta collaborazione con l'artista. Dalla fine degli anni '70 Wall ha contribuito in modo significativo all'affermazione della fotografia come mezzo autonomo ed è considerato il fondatore della “staged photography”.
Il canadese realizza per lo più fotografie di grande formato composte in modo complesso e sottile da numerosi scatti individuali: spesso ispirate alla vita quotidiana e alla storia dell'arte, le sue immagini assomigliano a fotogrammi di film realizzati con cura. Le opere esposte nella mostra includono le famose trasparenze di Wall esposte in lightbox, insieme a fotografie in bianco e nero e stampe fotografiche a colori. In ciascuna delle undici sale, le opere più recenti creano un ricco dialogo tematico e formale con i primi pezzi iconici.
La mostra alla Fondation Beyeler presenterà per la prima volta al pubblico anche diverse nuove opere.
Riunendo 55 opere provenienti da musei internazionali e collezioni private e dal patrimonio di Jeff Wall, la mostra-ricerca dà un nuovo sguardo al lavoro di questo importante artista.
26/11/22
I 25 anni della Fondation Beyeler
A Basilea dopo le due strepitose mostre su Georgia O’Keeffe e Piet Mondrian la Fondation Beyeler guarda alla sua storia e al suo rinnovamento per festeggiare i suoi 25 anni di attività.
Negli spazi degli edifici, progettati da Renzo Piano e Peter Zumthor sono proposti, fino all'7 Gennaio, alcuni importanti capolavori della collezione.
Si potrà così attraversare il Novecento con alcuni degli interpreti più importanti, che vanno da Henri Matisse, Alberto Giacometti, Pablo Picasso fino ad artisti attualissimi come Wolfgang Tillmans, passando ovviamente per figure quali Francis Bacon, Mark Rothko, Andy Warhol, Louise Bourgeois.
L'allestimento, molto ben curato, è stato ideato coinvolgendo nei diversi spazi le statue iper-realiste di Duane Hanson che creano una suggestione a-temporale.
Parallelamente è presente la delicata ed emozionante opera Palimpsest dell'artista Doris Salcedo, sul tema della migrazione.






