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Visualizzazione post con etichetta Elisabetta Benassi. Mostra tutti i post
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09/09/21

Elisabetta Benassi alla Fondazione Adolfo Pini


L'autunno si apre alla Fondazione Adolfo Pini con un progetto di Elisabetta Benassi "Lady and Gentlemen" curato da Gabi Scarbi.

L'evento prenderà avvio il prossimo 14 settembre 2021, l'opera di Elisabetta Benassi si nutre di un dialogo continuo con il passato e con l’attualità. Attraverso ricerche che la portano a esplorare archivi o a scandagliare tracce di eventi più o meno noti l’artista ritrova momenti e figure del Novecento ancora capaci di interrogare il presente. 

Il nuovo progetto, appositamente ideato per la dimora che fu in origine di Renzo Bongiovanni Radice e poi di Adolfo Pini, è incentrato sulla figura del gallerista torinese Luciano Anselmino, figura oggi dimenticata, animatore dell’ambiente artistico tra Roma e Milano negli anni Sessanta e Settanta: gli stessi anni in cui il palazzo milanese di Corso Garibaldi passava da Renzo Bongiovanni Radice, pittore schivo e riservatissimo, dedito per tutta la sua vita alla pittura con sguardo personale e introspettivo, al nipote Adolfo Pini, bon vivant, responsabile del lascito testamentario grazie al quale la Fondazione Adolfo Pini tuttora esiste. 

In quegli anni l’Italia vive un fermento culturale internazionale nel quale l’impetuosa attività di Anselmino, amico e sodale di grandi artisti del suo tempo, da Man Ray ad Andy Warhol, si inserisce perfettamente.

22/08/19

Empire a Palazzo Altemps






Fino al  1 Settembre il Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps ospita la seconda tappa del progetto di Elisabetta Benassi, EMPIRE, vincitore della terza edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. Il progetto EMPIRE è promosso dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon.
 
Il progetto EMPIRE riprende l’elemento costruttivo di base dell’architettura antica, il mattone romano, trasformandolo in elemento significante autonomo, costitutivo di una installazione site specific di seimila mattoni in terracotta impressi a rilievo con l’iscrizione che dà il nome all’opera.



Il termine «impero», nelle sue varie e contrastanti accezioni, accende nell’immaginario collettivo figure di potenza e grandezza, e rievoca al contempo cupi scenari di coercizione, dominio e sottomissione. Ponendosi nel punto di snodo tra processi storici e memoria, tra valenze simboliche e politiche, tra linguaggio verbale ed esperienza visiva, Elisabetta Benassi torna a riflettere con questo progetto sul rapporto dialettico tra ieri e oggi. Come una sorta di dispositivo che produce configurazioni inattese, l’opera punta a sfidare l’idea di un’Antichità considerata ormai come un dato acquisito e a restituirla invece come intreccio conflittuale, punto di resistenza alla presunta ineluttabilità del presente.

Dopo l’Istituto Italiano di Cultura di Londra, prima tappa del percorso, EMPIRE sarà ospitato nel cortile del Museo Nazionale Romano Palazzo Altemps. L’opera proseguirà il suo percorso espositivo a Mostyn Contemporary Art Gallery (Galles) e troverà infine la sua sede definitiva presso Museo Nazionale Romano di Crypta Balbi a Roma, in contemporanea all’esposizione documentativa presso la sede della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon.



Il progetto EMPIRE di Elisabetta Benassi è stato realizzato grazie al sostegno di Italian Council Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP) del Ministero per i beni e le attività culturali, guidata da Federica Galloni.

È promosso dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, partner l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e Mostyn Contemporary Art Gallery, Llandudno (Galles).

08/09/13

Una mostra - Immediato presente

 
Presi nella rete della memoria, dalle sensazioni di progressi passati, in forze dinamiche pulsanti, con tracce immateriali. 


Elisabetta Benassi produce un dialogo con un presente camuffato di remoto, solidale alle aperture di Mario Merz, ma acquietato da un’ imponente imbarcazione arenata. 

Lasciati da una sensazione di ombre, che luci interrate rischiarano con segnali di totalizzante universalità, siamo trasportati nei nostri ricordi parziali, nel dubbio di appartenere a tracce che potevano esplodere su altri sentieri, ma consapevoli di essere qui, in una pausa fra altri attimi futuri.




Elisabetta Benassi - Voglio fare subito una mostra, Fondazione Merz, Torino, fino all'8 Settembre.  










20/09/11

00 Italia - Esponenziale, eventi al Cesac di Caraglio




Con "00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire" e "Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia", a.titolo propone un nuovo capitolo di Fare Museo, il progetto curatoriale che orienta la sua direzione artistica al CESAC di Caraglio. Le due mostre si aggiungono alla personale di Andrea Fenoglio e Diego Mometti Il popolo che manca. aperta dal 2 luglio 2011, costituendo un insieme che declina l’arte contemporanea entro diverse scale e prospettive: il territorio, l’Italia, la scena internazionale. Attraverso le opere di oltre venti artisti, i pubblici del Filatoio potranno dunque misurarsi con un ampio panorama di ricerche attente a temi sensibili quali il rapporto tra località e globalità, tra presente e Storia, tra memorie individuali e collettive.

Secondo gli indirizzi di Fare Museo, le mostre 00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire e Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia sono il frutto di una rete di collaborazioni e sinergie, 00 ITALIA.

NON C’È UN’OMBRA NELLA QUALE SCOMPARIRE

Francesco Arena, Elisabetta Benassi, Rossella Biscotti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Armin Linke, Sislej Xhafa,

ESPONENZIALE. VEDUTE DALLA COLLEZIONE LA GAIA

Opere di Francis Alys, John Armleder, Miroslaw Balka, Lynda Benglis, Patty Chang & David Kelley, Sam Durant, Július Koller, Helen Mirra,
Mike Nelson, Roman Ondák, Gina Pane

DUE MOSTRE A CURA DI A.TITOLO con MARIANNA SABENA

Marcovaldoinnescate da un lato per avviare nuove strategie espositive capaci di far fronte alle criticità delle attuali politiche culturali e, d’altra parte, per articolare nelle pratiche espositive, nuove forme di autorialità e curatorialità fondate sullo scambio e sul rilancio. Le due nuove mostre sono, in questo senso, delle vere e proprie staffette. Staffette tra le ricerche e le scelte degli artisti; staffette di pensieri e riflessioni tra artisti, curatori, collezionisti rilanciate ai visitatori. I lavori dei sei autori di 00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire, sono stati individuati entro cento opere segnalate da duecento artisti attivi in Italia: un censimento, un indice di predilezioni, una raccolta avviata dal progetto 00 Italia, ideato da Andrea Bruciati, direttore della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone. Adottando un criterio analogo, a.titolo ha chiesto ai sei artisti invitati una scelta ulteriore da compiersi entro la dimensione internazionale delle opere raccolte dalla prestigiosa Collezione La Gaia di Busca.

Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia completa dunque una progressione, facendo intendere, sin dal titolo, la potenziale estensione e capillarità delle rotte che l’arte contemporanea sa tracciare entro le complesse geografie del presente.

00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire nasce in collaborazione con la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, sulla base di un’indagine sull’arte italiana del primo decennio del 21° secolo attraverso le opere più significative segnalate direttamente da duecento giovani artisti attivi nel nostro paese.

Andrea Bruciati, direttore del museo di Monfalcone, ha proposto ai musei della rete AMACI di partecipare al progetto espositivo ed editoriale 00 Italia nell’ambito degli eventi di Italia 150, raccogliendo l’interesse e la disponibilità a collaborare, oltre che del CESAC, del MAN, Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, del Museo Marino Marini di Firenze, del MA.GA - Museo Arte Gallarate e di Villa Giulia - CRAA Centro Ricerca Arte Attuale di Verbania.

Nell’accogliere l’invito, a.titolo ha selezionato sei opere rappresentative di una direzione della ricerca artistica dell’ultimo decennio, orientata all’indagine e alla rilettura di situazioni e protagonisti della storia italiana recente. Datati tra il 2000 e il 2010, i video, le serie fotografiche e le installazioni esposti in 00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire, restituiscono uno sguardo articolato sul
paese, componendo una sorta di viaggio che si snoda, tra passato e presente, attraverso una serie di stazioni e temi paradigmatici: i luoghi che costituiscono Il Corpo dello Stato (Armin Linke), il lavoro (Rossella Biscotti), la convivenza con migranti e rifugiati (Gianluca e Massimiliano De Serio). A tali paradigmi si intrecciano nello spazio espositivo del Filatoio opere che evocano personalità chiave della storia nazionale: Giuseppe Garibaldi (Sislej Xhafa), Aldo Moro (Francesco Arena) e Pier Paolo Pasolini (Elisabetta Benassi).

Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia amplia la riflessione sulla ricerca artistica del periodo in questione, assumendo nuovamente come prospettiva il punto di vista degli artisti. I sei autori di 00 Italia sono stati invitati a spostarsi di scala selezionando una serie di titoli tra le opere di artisti internazionali, raccolte dalla Collezione La Gaia di Busca, a inaugurare un nuovo indirizzo di collaborazione tra il CESAC e La Gaia che prevede l’adozione di differenti prospettive di analisi della collezione, come presupposto per realizzare specifici, quanto inediti, progetti espositivi anche nell’ambito di una cooperazione transfrontaliera orientata alla promozione e alla valorizzazione del sistema territoriale dell’arte contemporanea nel Piemonte Sud-Occidentale e nell’Alta Provenza. La mostra, che presentaopere di Francis Alys, John Armleder, Miroslaw Balka, Lynda Benglis, Patty Chang & David Kelley, Sam Durant, Július Koller, Helen Mirra, Mike Nelson, Roman Ondák, Gina Pane, costituisce dunque il primo appuntamento della serie La Gaia - vedute da una collezione.