Translate

Visualizzazione post con etichetta Francesco Arena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Francesco Arena. Mostra tutti i post

01/08/25

Ipogea Parabita

 
Francesco Arena, La Grotta, 2025, installazione site-specific (vasche in pietra leccese, neon). Progetto Ipogea, Città di Parabita. 
Foto di Gabriele Fiorito.

Il mondo sotteraneo nella città di Parabita viene trasformato in un affascinante mondo artistico col progetto Parabita per il contemporaneo.

L'iniziativa prende avvio  con Francesco Arena  e il progetto ispirato ai vani ipogei del sottosuolo parabitano per generare nuovi spazi di incontro tra comunità e arte contemporanea.
 
Dalle edicole votive al cuore della terra: Ipogea è la nuova tappa del percorso avviato dal Comune di Parabita con il programma Parabita per il contemporaneo, che ha preso avvio nel 2024 con l’obiettivo di restituire centralità culturale, simbolica e civile al territorio attraverso il linguaggio dell’arte.
 
Dopo il successo di Votiva, che ha trasformato le edicole votive del centro storico in opere d’arte pubblica permanente, Ipogea invita a spostare lo sguardo verso il sottosuolo parabitano: un mondo silenzioso e stratificato, ricco di storia e di potenzialità espressive. Proprio i vani ipogei – antichi frantoi, cavità naturali e architetture invisibili – diventano il punto di partenza per una nuova riflessione sulla contemporaneità, sulla memoria condivisa e sul paesaggio interiore di una comunità.

Dice il Sindaco Stefano Prete «Parabita per il contemporaneo nasce da una visione politica e culturale che guarda al futuro senza smettere di interrogare il passato. Vogliamo che la nostra città diventi sempre più fertile non solo sul piano materiale, ma anche su quello simbolico. L’arte, in questo processo, è strumento di rigenerazione: accende la meraviglia, restituisce profondità al pensiero e riattiva legami tra le persone, tra i luoghi, tra le generazioni».
 
Ipogea si apre con l’installazione La Grotta di Francesco Arena, artista tra i più significativi della sua generazione, già tra i protagonisti di Votiva. A cura di Carmelo Cipriani e con la direzione artistica di Giovanni Lamorgese, l’opera è la prima tappa di un percorso artistico destinato a crescere nel tempo, coinvolgendo artisti italiani e internazionali in dialogo con il paesaggio invisibile della città.
 
L’intervento di Arena è accompagnato dalla presentazione ufficiale del catalogo di Votiva, edito da Cura Books, e dal lancio dell’app “Parabita per il contemporaneo”, pensata per esplorare le opere permanenti del progetto attraverso mappe, testi e audioguide – anche in lingua inglese – affidate alle voci di Michele Placido e Francesco Pannofino.
 
Ipogea prosegue e approfondisce lo spirito generativo di Votiva: se le edicole invitavano a riscoprire i luoghi di devozione popolare attraverso lo sguardo degli artisti, gli spazi ipogei attivano una dimensione più interiore, che chiama in causa la memoria, il silenzio, la trasformazione.
 
Il progetto, che prevede nuove opere nei prossimi mesi, intende fare di Parabita un laboratorio permanente per l’arte pubblica e per una cittadinanza attiva, in cui l’immaginazione artistica si intreccia con la valorizzazione culturale, la narrazione del territorio e la costruzione di senso collettivo.
Francesco Arena, La Grotta, 2025, installazione site-specific (vasche in pietra leccese, neon). Progetto Ipogea, Città di Parabita. 
Foto di Gabriele Fiorito.

L’intervento artistico di Francesco Arena (Torre Santa Susanna, 1978) si presenta come una grande scultura composta da due parallelepipedi cavi in pietra leccese, in passato vasche utilizzate per la sedimentazione dell’olio, qui disposti verticalmente l’uno di fronte all’altro, a creare un varco che invita lo spettatore a guardare dentro e che dà il titolo all’opera, La Grotta.
 
Spiega il curatore dell’installazione Carmelo Cipriani: «La grotta e il frantoio ipogeo condividono una vocazione alla condivisione, alla trasformazione, all’interiorità. Da questa somiglianza simbolica nasce il titolo dell’opera di Arena, che allude anche alla Grotta delle Veneri, sito archeologico parabitano di grande valore, e si offre come spazio di riflessione e sospensione in un tempo che corre».
 
Spiega Giovanni Lamorgese, direttore artistico di La Grotta: «Ipogea a Parabita nasce dalla necessità di recuperare e valorizzare l’importante patrimonio culturale degli antichi frantoi ipogei attraverso l'arte contemporanea. Un viaggio tra passato e futuro che ripercorre la storia, tra identità, radici e territorio, per riscoprire materiali, processi e tradizioni nel loro percorso evolutivo, sottolineando quei mutamenti che li caratterizzano nella loro unicità e rendendoli accessibili attraverso un processo circolare di restituzione in coerenza con il presente».
 
Luogo di protezione e introspezione, la grotta e così l’installazione dell’artista diventano uno spazio di contemplazione e speculazione, in un continuo scambio tra materia e pensiero, percezione e suggestione.
 
Collocata sulla scalinata di piazza della Vittoria, in corrispondenza di uno dei più grandi frantoi ipogeo della città, l’installazione si completa di due scritte al neon, elemento usato per la prima volta da Arena nella sua produzione: essere e tempo, che possono essere lette separatamente, rievocando in contrapposizione la transitorietà dell’esistenza e l’eternità del tempo, oppure congiunte alludendo alla vita di ciascuno, fatta di storie, esperienze, incontri e relazioni vissute.
 
Il riferimento agli ipogei, elemento caratterizzante il nuovo progetto, è affrontato da Francesco Arena per via metonimica: trattandosi di ambienti oggi in gran parte ricaduti in proprietà private e quindi interdetti al pubblico, l’artista allude alle presenze nel sottosuolo attraverso forme e materie, creando un cortocircuito tra tempi e spazi lontani.
 
In occasione dello svelamento della nuova opera, è stato presentato al pubblico il catalogo di Votiva, edito da Cura Books, e l’applicazione “Parabita per il contemporaneo”, strumento versatile e completo di geolocalizzazione che consentirà di visitare le edicole votive avvalendosi dell’audioguida o delle schede testuali (anche in lingua inglese) di ogni opera. A guidare coloro che sceglieranno l’opzione “ascolto” saranno due Ciceroni d’accezione: Michele Placido e Francesco Pannofino, che hanno prestato la voce alla narrazione. 


15/04/19

Tre sequenze per voce sola






Molto bella la personale che la Galleria RaffaellaCortese dedica in questo periodo a Francesco Arena nei suoi tre spazi in via Stradella 7 a Milano.


Intitolata "Tre sequenze per voce sola" le opere si sviluppano nelle tre sale, come un percorso fra pubblico e intimo vivere.



Un’attenzione al silenzio dell’anima che vibra in noi ogni giorno, quando affrontiamo i tanti aspetti del percepire il trascorrere del tempo. 



20/09/11

00 Italia - Esponenziale, eventi al Cesac di Caraglio




Con "00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire" e "Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia", a.titolo propone un nuovo capitolo di Fare Museo, il progetto curatoriale che orienta la sua direzione artistica al CESAC di Caraglio. Le due mostre si aggiungono alla personale di Andrea Fenoglio e Diego Mometti Il popolo che manca. aperta dal 2 luglio 2011, costituendo un insieme che declina l’arte contemporanea entro diverse scale e prospettive: il territorio, l’Italia, la scena internazionale. Attraverso le opere di oltre venti artisti, i pubblici del Filatoio potranno dunque misurarsi con un ampio panorama di ricerche attente a temi sensibili quali il rapporto tra località e globalità, tra presente e Storia, tra memorie individuali e collettive.

Secondo gli indirizzi di Fare Museo, le mostre 00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire e Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia sono il frutto di una rete di collaborazioni e sinergie, 00 ITALIA.

NON C’È UN’OMBRA NELLA QUALE SCOMPARIRE

Francesco Arena, Elisabetta Benassi, Rossella Biscotti, Gianluca e Massimiliano De Serio, Armin Linke, Sislej Xhafa,

ESPONENZIALE. VEDUTE DALLA COLLEZIONE LA GAIA

Opere di Francis Alys, John Armleder, Miroslaw Balka, Lynda Benglis, Patty Chang & David Kelley, Sam Durant, Július Koller, Helen Mirra,
Mike Nelson, Roman Ondák, Gina Pane

DUE MOSTRE A CURA DI A.TITOLO con MARIANNA SABENA

Marcovaldoinnescate da un lato per avviare nuove strategie espositive capaci di far fronte alle criticità delle attuali politiche culturali e, d’altra parte, per articolare nelle pratiche espositive, nuove forme di autorialità e curatorialità fondate sullo scambio e sul rilancio. Le due nuove mostre sono, in questo senso, delle vere e proprie staffette. Staffette tra le ricerche e le scelte degli artisti; staffette di pensieri e riflessioni tra artisti, curatori, collezionisti rilanciate ai visitatori. I lavori dei sei autori di 00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire, sono stati individuati entro cento opere segnalate da duecento artisti attivi in Italia: un censimento, un indice di predilezioni, una raccolta avviata dal progetto 00 Italia, ideato da Andrea Bruciati, direttore della Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone. Adottando un criterio analogo, a.titolo ha chiesto ai sei artisti invitati una scelta ulteriore da compiersi entro la dimensione internazionale delle opere raccolte dalla prestigiosa Collezione La Gaia di Busca.

Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia completa dunque una progressione, facendo intendere, sin dal titolo, la potenziale estensione e capillarità delle rotte che l’arte contemporanea sa tracciare entro le complesse geografie del presente.

00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire nasce in collaborazione con la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, sulla base di un’indagine sull’arte italiana del primo decennio del 21° secolo attraverso le opere più significative segnalate direttamente da duecento giovani artisti attivi nel nostro paese.

Andrea Bruciati, direttore del museo di Monfalcone, ha proposto ai musei della rete AMACI di partecipare al progetto espositivo ed editoriale 00 Italia nell’ambito degli eventi di Italia 150, raccogliendo l’interesse e la disponibilità a collaborare, oltre che del CESAC, del MAN, Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, del Museo Marino Marini di Firenze, del MA.GA - Museo Arte Gallarate e di Villa Giulia - CRAA Centro Ricerca Arte Attuale di Verbania.

Nell’accogliere l’invito, a.titolo ha selezionato sei opere rappresentative di una direzione della ricerca artistica dell’ultimo decennio, orientata all’indagine e alla rilettura di situazioni e protagonisti della storia italiana recente. Datati tra il 2000 e il 2010, i video, le serie fotografiche e le installazioni esposti in 00 Italia. Non c’è un’ombra nella quale scomparire, restituiscono uno sguardo articolato sul
paese, componendo una sorta di viaggio che si snoda, tra passato e presente, attraverso una serie di stazioni e temi paradigmatici: i luoghi che costituiscono Il Corpo dello Stato (Armin Linke), il lavoro (Rossella Biscotti), la convivenza con migranti e rifugiati (Gianluca e Massimiliano De Serio). A tali paradigmi si intrecciano nello spazio espositivo del Filatoio opere che evocano personalità chiave della storia nazionale: Giuseppe Garibaldi (Sislej Xhafa), Aldo Moro (Francesco Arena) e Pier Paolo Pasolini (Elisabetta Benassi).

Esponenziale. Vedute dalla Collezione La Gaia amplia la riflessione sulla ricerca artistica del periodo in questione, assumendo nuovamente come prospettiva il punto di vista degli artisti. I sei autori di 00 Italia sono stati invitati a spostarsi di scala selezionando una serie di titoli tra le opere di artisti internazionali, raccolte dalla Collezione La Gaia di Busca, a inaugurare un nuovo indirizzo di collaborazione tra il CESAC e La Gaia che prevede l’adozione di differenti prospettive di analisi della collezione, come presupposto per realizzare specifici, quanto inediti, progetti espositivi anche nell’ambito di una cooperazione transfrontaliera orientata alla promozione e alla valorizzazione del sistema territoriale dell’arte contemporanea nel Piemonte Sud-Occidentale e nell’Alta Provenza. La mostra, che presentaopere di Francis Alys, John Armleder, Miroslaw Balka, Lynda Benglis, Patty Chang & David Kelley, Sam Durant, Július Koller, Helen Mirra, Mike Nelson, Roman Ondák, Gina Pane, costituisce dunque il primo appuntamento della serie La Gaia - vedute da una collezione.