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Visualizzazione post con etichetta Alice Cattaneo. Mostra tutti i post
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13/02/26

Impalpabilità

 


In questi giorni alla galleria Building di Milano, in via Monte di Pietà 23, ci sono due belle mostre d'arte.  Partendo dal terzo piano si incontra il progetto La danza del sale di Virginia Zanetti, curata da Giulia Bortoluzzi.




L’esposizione riunisce una selezione di opere fotografiche, video e scultoree, che documentano e sviluppano il tema dell’impermanenza e della trasformazione di stato che l’artista ha avviato con l’intervento site-specific e le performance collettive nella salina di Margherita di Savoia (BT). Zanetti offre una narrazione collettiva nella quale l’ambiente naturale – caratterizzato in questo caso dalla presenza del sale – e il tessuto sociale della comunità, che si esprime nell’attività di raccolta del composto cristallino, convergono in un processo comune di trasformazione.
 


Scendendo ai piani inferiori c'è il bel dialogo creativo fra Alice Cattaneo e Marco Andrea Magni raccolto sotto il titolo "Un mondo tutto all’aperto" con la curatela di Giovanni Giacomo Paolin.  L’esposizione è un delicato dialogo a due voci tra opere scultoree e installazioni, in cui si intrecciano lavori preesistenti e nuove produzioni, forme molto diverse ma sensibilità affini.







15/05/25

Dov'è lo spazio, Alice Cattaneo


I grandi spazi dell'intererrato della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino accolgono una piacevole mostra antologica su Alice Cattaneo (Milano, 1976), con la curatela di Giovanni Giacomo Paolin. 


Percettibile quasi come una unica installazione è una racconta di diversi momenti dell'articolata ricerca dell’artista, che disegnano una partitura in cui parole come ritmo, interruzione e cura accompagnano l'esperienza delle visitatrici e dei visitatori. 


Il titolo della mostra è ispirato da una conversazione che l’artista ha avuto con un maestro vetraio di Murano, che, per indicarle quando e in che punto tagliare un determinato elemento per una sua scultura, ha suggerito di farlo “dove chiama il materiale”. Le parole dell’artigiano giocano tra il visibile e l’invisibile ed evocano alcune qualità intrinseche della materia, con cui è possibile stabilire un certo tipo di relazione solo con il passare del tempo. Il suggerimento è quello di ascoltare tanto ciò che abbiamo di fronte a noi, quanto l’intuizione costruita dalla nostra esperienza. 


Un'ambientazione che agisce fra la leggerezza dei manufatti e la vastità del luogo, che dialogano positivamente creando un'atmosfera avvolgente e sensibile. Lavorando, da diversi anni, sull'idea di anti-scultura l'artsita riesce a produrre una personale costruzione di luogo dimensionale che produce esperienza di spazio. 






Alice Cattaneo “Dove lo spazio chiama il segno”
Mostra aperta fino al 7 Settembre 2025
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Via Magenta, 31 - 10128 Torino 
Orari di apertura: martedì - domenica: 10:00 – 18:00.  
Chiuso il lunedì.  La biglietteria chiude un’ora prima.