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12/11/18

Al Hosn aprirà il 7 Dicembre a Abu Dhabi




Il Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi (DCT Abu Dhabi) oggi ha annunciato la tanto attesa apertura di “Al Hosn”, una nuova destinazione culturale nel centro di Abu Dhabi, per il prossimo 7 dicembre 2018.

Al Hosn è un complesso urbano originale che comprende 4 elementi interconnessi: lo storico Forte Qasr Al Hosn, la Fondazione Culturale, il palazzo del National Consultative Council e la Casa degli Artigiani. L’apertura ufficiale rappresenterà la celebrazione della ricca storia e cultura di Abu Dhabi con giornate di festeggiamenti ed eventi aperti al pubblico.

Il Qasr Al Hosn il sito culturale più antico e intriso di significato di Abu Dhabi city, comprende due strutture iconiche: Il Forte Interno (The Inner Fort) risalente intorno al 1795 e il Palazzo Esterno (the Outer Palace), che fu eretto negli anni ’40 dello scorso secolo. Una testimonianza della storia vivace di Abu Dhabi che negli ultimi due secoli ha ospitato la famiglia regnante, la sede del governo, the consultative council e l’archivio nazionale. Ora trasformato in un museo dopo molti anni di lavori di ristrutturazione e conservazione rigorosa, il Qasr Al Hosn è un monumento che traccia la storia dello sviluppo della città da un villaggio di pescatori di perle del XVIII secolo alla moderna metropoli globale, dove il forte oggi è circondato dai grattacieli del vivace centro città di Abu Dhabi.

La nuova sede rinnovata della Fondazione Culturale ospiterà un programma ricco di mostre d’arte e dello spettacolo, insieme all’apertura della prima Biblioteca per Bambini della regione. Per celebrare la riapertura a dicembre, la Fondazione del Centro delle Arti Visive (Visual Arts Centre) presenterà una mostra importante che si concentrerà sulla storia della struttura come un faro per gli artisti locali. La Fondazione Culturale riaprirà in diverse fasi con l’accesso il 7 dicembre al Centro delle Arti Visive, che comprende gli spazi espositivi e gli art studios. I due elementi rimanenti, un teatro e la Biblioteca dei Bambini, apriranno nel 2019.


SE Mohamed Khalifa Al Mubarak, Chairman, DCT Abu Dhabi ha dichiarato: “Il Qasr Al Hosn ripercorre la storia della città di Abu Dhabi, il nostro primo palazzo che rappresenta una costante nella nostra città in evoluzione. È un testamento per il cuore e lo spirito della nostra gente, depositario delle memorie della collettività e la sua riapertura rappresenta un momento importante sia per i cittadini di Abu Dhabi che di tutti gli Emirati Arabi Uniti. Inoltre, attendiamo con trepidazione la riapertura della Fondazione Culturale, che ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella scena culturale di Abu Dhabi, degli EAU e della regione. Con il Centro di Al Hosn, cerchiamo di nutrire il senso della comunità e di creare la casa della cultura emiratina. È un luogo dove riflettere sul passato, abbracciare il presente, e dare forma al futuro di Abu Dhabi.”

SE Saif Saeed Ghobash, Undersecretary, DCT Abu Dhabi ha aggiunto: “Con lo storico Forte di Qasr Al Hosn e il Modern Heritage Building della Fondazione Culturale, uno accanto all’altro, Al Hosn sarà una destinazione aperta tutto l’anno per una comunità più ampia che include gli emiratini che vogliono conoscere il loro patrimonio culturale, gli amanti dell’arte per scambi di idee intellettuali lasciandosi coinvolgere dalla scena culturale attiva. Ci auguriamo di creare ancora una volta una casa autentica per la creatività e l’apprendimento, il dialogo e il confronto, uno spazio per celebrare non solo il nostro passato ma anche la nostra cultura contemporanea emiratina. Al Hosn vuole essere altresì una rappresentazione dell’identità di Abu Dhabi con una offerta innovativa culturale con esperienze stimolanti.”




SITO DI AL HOSN

Il sito di Al Hosn è stato progettato per reinstallare il Forte di Qasr Al Hosn in un paesaggio costiero, celebrando contemporaneamente l'urbanizzazione giunta insieme alla rapida crescita della città; un omaggio al patrimonio e all'identità degli Emirati, tra passato e presente.

Il piano generale è diviso diagonalmente in due aree con identità distinte e coerenti. Da un lato c'è l'area storica intorno al Qasr Al Hosn, che ricrea l'impianto originario di un edificio unico su una distesa sabbiosa, con un paesaggio desertico naturale e organico. Dall'altra parte c'è un'area moderna intorno alla Fondazione Culturale, una griglia urbana con un'espressione geometrica più artificiale plasmata da superfici dure, destinata a una serie di attività culturali.



QASR AL HOSN
Il Qasr Al Hosn ha un grande significato per Abu Dhabi e la sua gente. Il nome Hosn si riferisce al Forte Interno, costruito intorno al 1795 e che incorpora la prima struttura permanente della città, una torre di guardia in corallo e pietra marina costruita per proteggere l'insediamento stabilito sull'isola nel 1760. Qasr si riferisce al Palazzo Esterno costruito attorno al Forte Interno da Sheikh Shakhbut bin Sultan Al Nahyan negli anni '40, per ospitare la famiglia regnante e ospitare le sessioni del majlis (assemblee politiche) del sovrano. Con il governo di Sheikh Shakhbut bin Sultan Al Nahyan, testimone del passaggio economico dala pesca delle perle al petrolio, Qasr Al Hosn ha gradualmente cambiato struttura e funzione, trasformandosi da sede del potere politico e dimora della famiglia regnante a quella di cuore culturale della città.

Il Forte Interno e il Palazzo Esterno del Qasr Al Hosn sono importanti punti di riferimento per la storia di Abu Dhabi, perché raccontano il percorso della città e della sua gente, la loro tradizione e il loro patrimonio moderno. Le mostre permanenti in questi spazi offriranno ai visitatori un'esperienza a più livelli, creando consapevolezza del Qasr Al Hosn quale testimonianza costante della narrativa di Abu Dhabi, fornendo spunti sulla vita di uomini, donne e bambini che vivevano nel Palazzo Esterno, ed esplorando la storia della conservazione delle strutture del Forte. Le mostre saranno animate da una collezione permanente e da una serie di strumenti di narrazione che vanno dai materiali d'archivio ai materiali audio-visuali fino alle esperienze interattive.

La programmazione pubblica nella zona del Forte di Qasr Al Hosn includerà tour specializzati, come quelli focalizzati sull’archeologia e i tour architettonici, rievocazioni di aspetti della vita quotidiana e rituali del Forte, un programma di Majlis che introdurrà i visitatori del Forte alla storia e al significato del Majlis, oltre ad attività per bambini e ragazzi.





LA FONDAZIONE CULTURALE (CULTURAL FOUNDATION)
Fondata dal defunto Sheikh Zayed bin Sultan Al Nahyan nel 1981, la Fondazione Culturale è stata il primo centro culturale non profit della regione, concepito come istituzione pubblica con il mandato di promuovere tutte le forme di attività intellettuale e creativa. Era l'incarnazione del desiderio di Sheikh Zayed di coltivare la coscienza culturale e l'identità di tutti i cittadini della recente Nazione degli EAU.

Con la prima National Library, un'ala per le arti dello spettacolo, e, al suo centro, una sala espositiva e laboratori artistici, divenne una casa di cultura, di scambio di conoscenze e dibattito per artisti, poeti, intellettuali e accademici e un amato spazio comunitario, un luogo di ritrovo per amici e famiglie. Vero e proprio faro per gli Emirati Arabi Uniti e le scene culturali regionali, la Fondazione Culturale ha ospitato le prime mostre di artisti locali e regionali ed è diventata una finestra attraverso la quale Abu Dhabi si è impegnata con idee e persone provenienti da tutto il mondo.

L'attesissima riapertura della Fondazione Culturale arriva dopo un’ampia ristrutturazione, con importanti aggiornamenti tra cui l'introduzione della prima biblioteca per bambini nella regione, una vivace galleria di arti visive, spazi espositivi interni ed esterni, un teatro da 900 posti e un anfiteatro all'aperto, strutture per l'apprendimento e aree food.

Il 7 dicembre la Fondazione Culturale inizia la sua graduale riapertura al pubblico con il suo rinnovato Visual Arts Centre, con l'introduzione di due sale espositive e studi di artisti, che ospiteranno la programmazione per tutto l'anno tra cui open studios, personali di artisti, conferenze, lezioni d'arte e laboratori. L'apertura di dicembre vedrà il Visual Arts Center ospitare una mostra di riferimento con artisti degli Emirati Arabi Uniti che riflettono sulla storia dell'edificio come un convocatore di artisti e creativi. La missione della Fondazione Culturale verrà ulteriormente rafforzata sostenendo e alimentando lo sviluppo di iniziative creative nel panorama culturale di Abu Dhabi. Il teatro e la biblioteca per bambini apriranno nel 2019.



CASA DEGLI ARTIGIANI (HOUSE OF ARTISANS)

Situata accanto al Qasr Al Hosn e alla Fondazione Culturale, la Casa degli Artigiani fungerà da punto focale per la promozione e la conservazione del patrimonio intangibile degli Emirati Arabi Uniti. Nel 2011, l'UNESCO ha elencato la tecnica di tessitura Al Sadu nella sua lista di elementi culturali immateriali per la salvaguardia urgente, e la Casa degli Artigiani è stata fondata come sforzo coordinato per proteggere e sostenere questo e altri mestieri tradizionali degli Emirati e coloro che li praticano.

La Casa degli Artigiani fungerà da centro non solo per la conservazione e l’esibizione dei mestieri tradizionali degli Emirati Arabi Uniti, ma consentirà anche l'importantissima trasmissione di conoscenze e abilità attorno a questi mestieri, assicurando la loro futura sopravvivenza per le generazioni a venire. Con un'attenzione particolare alle abilità di tessitura, intreccio di palme e ricami, la Casa degli Artigiani mira a portare questi mestieri tradizionali del passato al centro della cultura contemporanea e offrirà corsi di formazione, laboratori didattici e altri eventi pubblici.

10/12/17

Salvator Mundi cerca casa




Salvator Mundi di Leonardo pare che andrà nel torrido deserto arabo ad arricchire il pomposo Louvre di Abu Dhabi.

Infatti sembra che sia stato l'erede al trono dell’Arabia Saudita,  lo sceicco Mohammed Bin Salman, ad acquistare la più costosa opera d'arte al mondo. 

Ad accoglierla ci sarà la Belle Ferronnière che già è diventata una delle opere di maggior attrazioni del museo.

Quasi certamente poi nel 2019 saranno spostate a  Parigi per una grande mostra sul centenario della morte di Leonardo da Vinci, morto nel  15919 nel castello di Amboise.

30/09/17

L'arte nel deserto



Il Louvre di Abu Dhabi ha ufficializzato la data di inaugurazione ufficiale del complesso progetto di cooperazione che sarà il prossimo 11 Novembre di quest'anno.

Dopo diversi anni e tante difficoltà questo mastodontico progetto "culturale" si avvia realmente.

Il grande progetto di Jan Nouvel dopo lunghi sacrifici e complessi problemi lavorativi è stato completato ora è in fase l'allestimento in cui saranno presentate parte della famosa raccolta parigina.

Ci sarà anche la Belle Ferroniere di Leonardo fra le decine di opere che troveranno spazio nei 10 metri quadrati di spazi. Le proposte ricalcheranno lo stile enciclopedico del museo parigino, manufatti dall'antico Egitto all'Oceanea.

Ma non sarà solo arte storica ma anche molto contemporaneo con artistii del calibro di Ai Weiwei e Jenny Holzer.

La settimana dell'apertura sarà caratterizzata da una serie di eventi di respiro internazionale, corredati da incontri, conferenze e spettacoli.

Giovanni Bellini, Madonna and Child (between 1480 and 1485). © Louvre Abu Dhabi / Thierry Ollivier



Vincent Van Gogh, Self-portrait, (1887) © Musée d’Orsay, dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt




20/03/17

Azioni creatività ad Abu Dhabi










Prosegue l'attività di promozione artistica del TCA Abu Dhabi con la seconda mostra del Guggenheim di Abu Dhabi con l'evento "The Creative Act: prestazioni, Process"

Fino al 29 Luglio 25 artisti di diverse nazionalità sono presentati sull'esplorazione di temi sulle  prestazioni, i processo, e la presenza attraverso una varietà di mezzi espressivi.


CS

Abu Dhabi Tourism & Culture Authority (TCA Abu Dhabi) announced the second exhibition of the Guggenheim Abu Dhabi collection, The Creative Act: Performance Process   Presence, at Manarat Al Saadiyat on Saadiyat Island. The exhibition will bring together artists of different nationalities and generations who have emphasised performance, process, and human presence in their practice, offering a transcultural perspective on these defining aspects of contemporary art. The Creative Act: Performance Process Presence follows the 2014 exhibition Seeing Through Light: Selections from the Guggenheim Abu Dhabi Collection, which welcomed more than 90,000 visitors and presented artworks from the Guggenheim Abu Dhabi collection for the first time.
The Creative Act exhibition will feature more than 25 works in a variety of media—installation, painting, photography, sculpture, video, and works on paper, representing more than 18 artists. The exhibition will focus on the related themes of performance, process, and presence, which frame the exhibition’s curatorial narrative:
Performance
Performances can unfold in a given time and place, remaining afterward as recordings and documentations, and they can serve primarily as the means for creating discrete objects. Since the 1960s, many artists have adopted performative practices, sometimes serving as the central protagonist and undertaking carefully choreographed or spontaneous actions, and other times functioning as directors by providing instructions to participants. These aspects will be explored in The Creative Act, through works by artists such as Rasheed Araeen and Mohammed Kazem.

Process
The exhibition will bring together artworks that emphasise the act of creation and will feature photographs, films, videos, and archival documentation that will animate the methodology, inspiration, and innovation of the included artists. Many of the artists stress the importance of process, producing works that reveal how they were made, that forefront materiality, and that allow for transformation over time or in response to viewer interaction. Their art and related archival materials will bring to life the dynamic working methods of artists such as Shiraga Kazuo and Tanaka Atsuko, who were associated with the Gutai Art Association (Japan, 1954–1972). The Creative Act also will feature another group of 1960s pioneers, among them Niki de Saint Phalle and Günther Uecker, who are known for their development of experimental approaches that involve the use of ostensibly destructive techniques and everyday materials to comment on contemporary society. The section will also feature an artwork by Anish Kapoor who is known for his large-scale geometric and biomorphic sculptures reminiscent of nature and living organisms.

Presence
The Creative Act also will delve into the theme of human presence, manifested by the appearance of the artist or others in the artworks as well as visible traces of the physical acts undertaken to realise them. Three immersive installations particularly exemplify this aspect. Works on paper and a video installation by Susan Hefuna examine similarities between the choreography of dance and people’s everyday movements as they traverse city streets.
The Creative Act: Performance• Process• Presence is curated by Valerie Hillings, Ph.D., Curator and Manager, Curatorial Affairs, Abu Dhabi Project; Sasha Kalter-Wasserman, Assistant Curator, Abu Dhabi Project; with Sarah Dwider, Curatorial Assistant, Abu Dhabi Project, Solomon R. Guggenheim Foundation; and Maisa Al Qassimi, Head of Programmes - Guggenheim Abu Dhabi, with Muneera Al Sayegh, Programmes Officer - Guggenheim Abu Dhabi, Abu Dhabi Tourism & Culture Authority.

21/06/14

Crescere ed espandersi - Fra presente e futuro l’evoluzione del Louvre



Il Louvre è una meravigliosa realtà in continuo divenire, un affascinante meccanismo culturale in perpetuo sviluppo, abilmente in equilibrio fra massificazione e cultura.

 

La collezione permanete è in continua valorizzazione, con diverse iniziative, dal recupero in diretta della Vittoria di Samotracia al futuro sviluppo dei nuovi allestimenti. Anche i progetti di espansione sono in piena attività. Avviata la sezione di Lens ora è la in corso il noto progetto di Abu Dhabi, proposto in una mostra in questo periodo nell’Ala Napoléon, che ho visitato recetemente, con la mostra temporanea sul tesoro dell’Abbazia di Saint Maurice d'Agaune.

Il Louvre, accoglie nell’Ala Richeliu, alcuni dei principali pezzi del tesoro proveniente dall’Abbazia di Saint-Maurice Agaune, che si trova in Svizzera. Un serie di pezzi eccezionali per la qualità e per la sua longevità storica della raccolta.


Da poco sono stati festeggiati i 1500 anni dell'abbazia, da quando fu fondata nel 515 sul luogo dove San Maurizio e dei suoi compagni subirono il martirio, alla fine del terzo secolo, dando luogo alla creazione di un centro  devozionale, voluto da Sigismondo, re di Borgogna. Nei secoli, qusto luogo raccolse fantastici doni devozionali, tra cui elaborato gioiello e pregiatissimo tessuto.


La rassegna è un bel viaggio nella storia dell’artigianato europeo di grande fattura, con stupefacenti reliquari, delicate tessiture, originali gioielli. Una raccolta che inizia nel Medio Evo e finisce il secolo scorso. Insieme di preziosi che è cresciuto grazie agli omaggi, che siano di gente semplice o di nobile, re che da tutta Europa giungevano in pellegreniaggio. Fra le opere più suggestive sicuramente c’è la famosa brocca Teudéric chiamata "Carlo Magno" probabile dono di Carlo il Calvo.


Questa mostra è sponsorizzazione dalla Fondazione Gandur Arte, Ginevra, Svizzera e Pro Helvetia, Fondazione Svizzera per la Cultura.



Sguardo al futuro con la mostra sullo stato dei lavori del futuro Louvre di Abu Dhabi proposta nell’ala Napoléon. Il plastico, all’ingresso, riproduce il futuro edificio ideato da Jean Nouvel, un candido disco volante atterrato sulla lussureggiante e ricca costa araba.

Il materiale informativo ci comunica del grande progresso nei lavori e di come sarà realizzata questa innovativa cooperazione, fra i possidenti petrolieri e la ricca raccolta del grande museo francese, ma non solo.

La sua apertura è prevista per dicembre 2015 e pare,dalle foto proposte, che la costruzione sia già a buon punto.

Ora non rimane che riempire questi spazi, un bel problema, considerando il clima e la luce, ma cosa non si farà per dare avvio all’’affascinante attrazione turistica nel ben mezzo del deserto. Ovviamente stiamo parlando un in credibile supertecnologico edificio, all’avanguardia per la sicurezza e la tutela delle opere.

Si avranno quasi 64.000 m2 di cui ben 6.000 m2 dedicati alle collezioni permanenti e 2.000 m2 dedicati alle mostre temporanee. Una cupola di 180 metri di diametro (le dimensioni del cortile del Louvre) coprirà i due terzi del museo.


L’edificio sarà costruito sulla Saadiyat Island (Isola della Felicità), un'isola naturale di 27 km2 (equivalente a un terzo di Parigi), il quartiere Cultural District sarà composto da rinomate istituzioni culturali: tra cui appunto il Louvre Abu Dhabi, il Museo Nazionale Sheikh Zayed, progettato da Norman Foster, e il Guggenheim di Abu Dhabi, progettato da Frank Gehry. Questo Distretto Culturale sarà integrato in un nuovo complesso urbano di 150.000 strutture, a breve distanza daI centro storico di Abu Dhabi.

La collezione non sarà permanente, ma come concordato durerà una decina di anni, con una forte rotazione di opere, in allestimenti e coordinamenti appositamente curati per questo nuovo centro espositivo.


Essendo il progetto non vincolato solo alla collezione del Louvre, ma anche ad altri musei, per la precisione quelli dell’ Agence France-Muséums, e cioè il Centro Pompidou, l'Istituzione Pubblica del Musée d'Orsay e il Musée de l'Orangerie, la Biblioteca Nazionale di Francia, il musée du quai Branly, la RMN - Grand Palais, Museo e Tenuta Nazionale di Versailles, il Museo Nazionale delle Arti asiatiche Guimet, il Museo Rodin e la tenuta nazionale di Chambord. Si capisce che di opere ce ne saranno per tutti i gusti, così questa sarà un avamposto della cultura artistica franco-europea di notevole valore.

Personalmente trovo questo modo di proporre arte come oggetti per richiamo turistici un poco assurdo, tanto più ora che si va sempre di più verso una cultura immateriale, se poi consideriamo che proprio la cultura islamica vieta un certo utilizzo delle immagini, si rimane alquanto perplessi.

Ma se questo può essere un modo per tirare fuori dai magazzini le tante opere archiviate, che potrebbero riempire decine di altri musei, perché no!?