Al centro di questa edizione di Manifesta c'è una questione urgente: come possiamo, in un'epoca segnata da molteplici crisi, disinformazione e polarizzazione, contribuire allo sviluppo di modelli sociali alternativi? Come può la cultura utilizzare gli spazi aperti (urbani) e gli immobili sfitti per contrastare la divisione e l'isolamento in una società post-Covid? Durante la fase di ricerca pre-biennale, il team di Manifesta 16 Ruhr è rimasto colpito dall'abbandono degli edifici ecclesiastici modernisti e dalla perdita di spazi comunitari.
La domanda, quindi, è: come potrebbe la trasformazione degli edifici ecclesiastici del dopoguerra dare vita a luoghi di vita civica, benessere fisico e incontro comunitario? Manifesta 16 Ruhr ha invitato cittadini e comunità locali a immaginare nuovi futuri per questi spazi, chiedendosi come potrebbero rafforzare la coesione sociale e l'interazione. Manifesta 16 Ruhr sarà completamente gratuita e senza biglietti, garantendo che questi spazi di cultura e incontro rimangano realmente aperti e accessibili a tutti.
Con l'afflusso di nuove chiese costruite dopo la Seconda Guerra Mondiale, questi edifici simboleggiavano l'emergere di una nuova democrazia. Ora abbandonati, Manifesta esplora come potrebbero essere ripensati come spazi che rafforzano la società civile e lo spirito comunitario. L'importanza della prossimità – e la necessità di creare spazi pubblici non commerciali dove le comunità possano incontrarsi, trascorrere del tempo e godere della vita quotidiana – è una delle questioni chiave individuate nella Visione Urbana e nel quadro concettuale della biennale. Manifesta 16 Ruhr si propone di avviare un dibattito tra i responsabili politici e gli amministratori locali su come affrontare la realtà che oltre 20.000 chiese in tutta la Germania saranno svuotate e sconsacrate nei prossimi dieci anni.
Accanto al patrimonio industriale della regione, Manifesta 16 Ruhr esplora le storie umane della Germania del dopoguerra e le narrazioni migratorie che hanno plasmato la regione della Ruhr. Mentre la narrazione industriale ha spesso celebrato la solidarietà dei minatori e la forza del lavoro, le voci individuali – in particolare quelle dei migranti di diversa provenienza – sono rimaste spesso sottorappresentate.
Modello biennale
Manifesta opera in modo diverso dalle altre biennali. Di natura nomade, si sposta da un luogo all'altro, concentrandosi su questioni sociali e geopolitiche più ampie da una prospettiva europea. Ogni edizione è pianificata attraverso lo sviluppo di una Visione Urbana specifica per il luogo, che costituisce il quadro concettuale della biennale. Anziché presentare una struttura curatoriale tradizionale per comporre una serie di spazi espositivi convenzionali, Manifesta 16 Ruhr ha riunito coppie intergenerazionali di Mediatori Creativi – tra cui collaborazioni tedesche, polacche e britanniche – insieme a specialisti interdisciplinari che operano nei campi dell'architettura e della storia delle migrazioni. Ciascuno ha sviluppato approcci site-specific all'interno dei dodici edifici religiosi.
Programma
Partendo da questa prospettiva transgenerazionale, i Mediatori Creativi di Manifesta 16 Ruhr si confrontano con il contesto storico e sociale dei loro siti, affrontando temi come la migrazione, la disinformazione, la polarizzazione, la memoria collettiva e la creazione di spazi urbani più vivibili. Questa costellazione non presenta un'unica visione monolitica di trasformazione. Al contrario, i progetti partecipativi, dal basso, commissionati appositamente, danno vita a una combinazione di rigenerazione artistica e spaziale, trasformazione urbana e incubazione sociale. Attraverso questo approccio interdisciplinare e multiforme, Manifesta 16 Ruhr presenterà oltre 50 opere commissionate appositamente (vedi Allegato 2 per l'elenco). L'elenco dei partecipanti comprende collettivi e singoli artisti, provenienti da contesti e ambiti professionali diversi.
Complessivamente, Manifesta 16 Ruhr presenta opere di partecipanti provenienti da 33 paesi di tutto il mondo. Particolare attenzione è rivolta alla Germania (che rappresenta il 25% dei partecipanti), alla Turchia (21%) e alla Polonia (9%), a testimonianza sia della prospettiva europea di Manifesta sia delle specifiche storie e genealogie della diversità all'interno dell'area della Ruhr. Oltre il 50% dei partecipanti individuali si identifica come donna.
Radicamente radicato nel territorio
Manifesta 16 Ruhr è profondamente radicato nel tessuto sociale della regione. Attraverso un'Assemblea dei Cittadini, i progetti Manifesta 16+ selezionati da una Open Call e il lavoro di mediatori locali, Manifesta interagisce direttamente con le comunità, invitando al contempo i visitatori internazionali a vivere l'area della Ruhr da nuove prospettive. Youth Shift, una nuova iniziativa, introduce un approccio critico.
