Translate

02/04/25

Arrivano i fiori degli Hanauri



 In questi giorni di fioritura vi segnalo la stupenda mostra del MAO di Torino dal titolo "Hanauri. Il Giappone dei venditori di fiori", che si sviluppa all’interno del programma di riallestimento della galleria giapponese delle collezioni permanenti, è dedicato alla pratica dell’artista Linda Fregni Nagler, presente al MAO lo scorso novembre con la performance Things that Death Cannot Destroy.  

La mostra esplora il suo meticoloso approccio di selezione e raccolta, rielaborazione e riattivazione di fotografie giapponesi della scuola di Yokohama (Yokohama Shashin). Le fotografie originali, raccolte nell’arco di vent’anni dall’artista e proposte in mostra al MAO per la prima volta, sono affiancate alle opere di Linda Fregni Nagler, che ha rifotografato le albumine originali, stampandole in camera oscura e colorandole a mano con una tecnica simile a quella dell’epoca (1860-1910). Questo intervento fa assumere nuovi significati alle immagini, illustrandoci la storia di un preciso modo di guardare all’esotismo e all’alterità.

Il soggetto indagato al MAO è quello dei venditori di fiori (hanauri), una categoria molto apprezzata di ambulanti (bōtefuri) nel Giappone dei periodi Edo e Meiji.

Considerata l’influenza esercitata dalle stampe ukiyo-e sulla Yokohama Shashin, il progetto espositivo si propone altresì di contestualizzare e approfondire il legame tra le fotografie di Fregni Nagler e le stampe xilografiche, di epoca precedente alla nascita della fotografia, del medesimo soggetto.

In mostra saranno esposte 26 albumine di metà Ottocento, appartenenti alla collezione Fregni Nagler, unitamente a sei grandi stampe ai sali d’argento colorate a mano dall’artista e a 4 positivi su vetro visibili attraverso due visori.




Accanto a queste opere sono collocate tre xilografie che declinano l’iconografia dei venditori di fiori: la rappresentazione dei mesi primaverili - l’illustrazione del mese di aprile di Utagawa Kunisada, proveniente dal Museo Orientale di Venezia; All'ingresso del tempio di Kanda di Koikawa Harumachi dal Museo Orientale E. Chiossone di Genova e Toyokuni III di Utagawa Kunisada, dalla serie “Sei venditori nelle sere d’estate”, da una collezione privata.

Il tema floreale e vegetale trova un’ulteriore declinazione anche nei preziosi tessuti kesa della collezione del MAO, risalenti al periodo Edo, e nei kimono che arricchiscono l’esposizione, uno proveniente da Palazzo Madama e due esemplari dal Museo d’Arte Orientale di Venezia, oltre a tre lacche pregiate e tre kakemono firmati Yanagisawa Kien, Kawamura Bunpō e Tomioka Tessai (dei periodi Edo e Meiji) in prestito da una collezione privata.

Il riallestimento della galleria giapponese è inserito nel programma espositivo del MAO che, attraverso prestiti provenienti da collezioni di arte asiatica - pubbliche e private, nazionali e internazionali - intende stimolare nuove riflessioni e narrazioni intorno al patrimonio del Museo; Hanauri è anche parte del progetto #MAOtempopresente, che utilizza l’arte contemporanea come mezzo di interpretazione e valorizzazione delle collezioni attraverso l’inserimento di opere contemporanee e produzioni site-specific realizzate all’interno del programma di residenze attivo dal 2022.




In parallelo al progetto espositivo nelle gallerie, le tre armature giapponesi della collezione, datate tra la fine del XVII e la prima metà del XIX secolo, sono state riallestite nella cornice di Salone Mazzonis, dove saranno oggetto di un restauro conservativo aperto al pubblico a partire da gennaio 2025.

01/04/25

William S. Burroughs da October Gallery

Presso la October Gallery a Londra sta per chiudersi la mostra William S. Burroughs, con rare opere, raramente viste che presenta dipinti e disegni creati con una varietà di materiali. Dalla vernice spray, all'inchiostro e all'acrilico, ai pennarelli e agli spari, l'arte di Burroughs è una spedizione, che identifica portali verso mondi e intelligenze sconosciuti. Il suo modo di vedere è quello di un osservatore creativo di stati d'animo. "Le immagini cambiano costantemente perché sei trascinato in un viaggio nel tempo su una rete di associazioni". Per Burroughs, tutto è vivo e la sua opera esplora questa idea, come ha fatto attraverso le parole nei suoi scritti che piegano i generi. Non appartiene a nessuna scuola d'arte; ciò che dipinge espande il lavoro che ha sviluppato nel corso della sua carriera, in parole, esperimenti multimediali e creazione di immagini.

Burroughs è stato uno scrittore prolifico. Ha anche praticato l'arte visiva per tutta la vita. Per decenni ha prodotto fotografie, collage e film. Nei diari visivi annotò giustapposizioni di eventi personali e pubblici, identificandosi con coloro che soffrivano, in seguito esemplificati nei dipinti Burn Unit e Warhol, A Portrait in TV Dots…. Nelle collaborazioni multimediali con Brion Gysin, furono pionieri di strumenti incisivi, i "cut-up", per decostruire i meccanismi dei sistemi di controllo istituzionalizzati che corrompono l'intelligenza innata. Alla morte di Gysin, divenne pittore. Nel 1987, iniziò a dipingere ogni giorno. Sebbene la sua letteratura fosse stata censurata in Gran Bretagna, visse a Londra tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, stringendo forti legami con molte figure degne di nota della scena artistica britannica come Francis Bacon.



La lunga collaborazione della October Gallery con William S. Burroughs iniziò nel 1988 con la sua seconda mostra personale, la sua prima mostra nel Regno Unito. I fondatori della October Gallery hanno lavorato con Burroughs dal 1974. In tutta l'opera di Burroughs, arte, romanzi, saggi, film e esperimenti sonori, ha tessuto un messaggio appassionato: decostruire il controllo e pensare con la propria testa. Artisti che lavorano in tutti i generi hanno ascoltato il suo messaggio e i riferimenti alle opere di Burroughs sono ora profondamente radicati nella cultura occidentale, dalla pittura al cinema, dalla pubblicità alla letteratura, dal giornalismo alla musica. Mentre Burroughs è spesso definito il padre del movimento Beat, non si è mai associato ai Beats, se non per il fatto che Ginsberg, Kerouac e Corso erano amici personali. "Non stiamo facendo la stessa cosa, né nella scrittura né nelle prospettive". Il suo romanzo del 1952, Queer, è il fondamento dell'attuale film omonimo di Luca Guadagnino, con Daniel Craig.

Per tutto il mese di marzo, la mostra sarà accompagnata da diversi eventi, tra cui film e conferenze, tenuti da coloro che sono stati influenzati dal suo lavoro o hanno conosciuto e collaborato con William S. Burroughs.

October Gallery è lieta di annunciare una serie di eventi interessanti, tra cui proiezioni di film con domande e risposte e incontri in galleria, che accompagneranno la prossima mostra William S. Burroughs. Presentata da coloro che sono stati influenzati dal suo lavoro o hanno conosciuto e collaborato con Burroughs, la serie inizia con un incontro in galleria l'8 marzo e continua fino al 5 aprile 2025. Per il programma completo, consulta la nostra pagina Eventi