Translate

02/08/12

Common Ground - 13. Mostra Internazionale di Architettura - 29 agosto > 25 novembre 2012



Con la stagione autunnale riprenderanno i grandi eventi culturali. Fra i più attesi sicuramente è la Biennale di Architettura a Venezia che si alterna con quella delle Arti Visive. Quest’anno il curatore è David Chipperfield che ha scelto il titolo molto particolare di “Common Ground” mettendo l’accento su un’idea di condivisione aperta, istanza colta da molti dei paesi partecipanti, son bel oltre la sessantina i progetti ideati appositamente per l’evento, che hanno attivato percorsi di azioni cooperativistiche. 

La Mostra sarà dislocata, come di consueto, negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia. Ci saranno ben 55 partecipazioni nazionali. I paesi presenti per la prima volta sono 4: Angola, Repubblica del Kosovo, Kuwait, Perù. 

Il Padiglione Italia, che sarà all’Arsenale, è organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura, l’arte contemporanee, e curato da Luca Zevi. 

La rassegna sarà aperta al pubblico da mercoledì 29 agosto a domenica 25 novembre 2012, presso i Giardini della Biennale e all’Arsenale. La vernice avrà luogo nei giorni 27 e 28 agosto, la cerimonia di premiazione e di inaugurazione si svolgerà Mercoledì 29 Agosto 2012. 

La Mostra sarà affiancata, come di consueto, negli storici Padiglioni ai Giardini, all’Arsenale e nel centro storico di Venezia, da 55 Partecipazioni nazionali. Il Padiglione Italia all’Arsenale è organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali con la PaBAAC - Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee. 

“La Biennale ha incontrato quest’anno David Chipperfield – dichiara il Presidente Paolo Baratta - consapevole del fatto che si tratta di una personalità che coltiva una visione molto intensa dell’architettura come prassi. Ci è parso importante uno sguardo all’architettura proiettato all’interno della stessa disciplina, che sappia evidenziare l’intenso dialogo tra gli architetti della generazione presente e passata, e i loro punti di riferimento. Un passaggio utile per riflettere e rappresentare l’architettura focalizzando su di essa la nostra attenzione, rispetto ad altre visioni che la considerano quasi un capitolo di altre discipline.” 

“Il tema centrale di questa Biennale 2012 – spiega il Direttore David Chipperfield – è ciò che abbiamo in comune. L’ambizione di Common Ground è soprattutto quella di riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica costituita non solo da singoli talenti, ma anche da un ricco patrimonio di idee differenti riunite in una storia comune, in ambizioni comuni, in contesti e ideali collettivi. Siamo partiti dal desiderio di enfatizzare idee condivise al di là della creazione individuale, e ci siamo resi conto che questo ci imponeva di attivare dialoghi piuttosto che selezionare singoli partecipanti. Abbiamo iniziato chiedendo a un gruppo limitato di architetti di sviluppare idee che portassero a ulteriori richieste di partecipazione: a ciascuno abbiamo richiesto di proporre un progetto insieme a un dialogo che rispondesse al tema e mostrasse l'architettura nel suo contesto di influssi e di affinità, di storia e di lingua, di città e cultura. La lista finale dei partecipanti rappresenta una ricca cultura della differenza, piuttosto che una selezione di posizioni definite e dichiarate. Vogliamo dare risalto al terreno comune condiviso dalla professione, nonostante l'apparente diversificazione nell’attuale produzione architettonica. La condivisione delle differenze è essenziale all'idea di una cultura architettonica.” 

“Il ruolo dell’architetto – chiarisce Chipperfield - è, nel migliore dei casi, adempienza critica. Gli architetti possono operare solo attraverso la procedura che conferisce loro l’incarico e che ne regola l’attività. Le nostre idee sono vincolate e convalidate dalla reazione della società. Questa relazione non è soltanto concreta ma riguarda il profondo significato del nostro lavoro. Nel crescente e complesso confronto tra le motivazioni commerciali dello sviluppo e il nostro continuo desiderio di un ambiente a misura d’uomo, sembra ci sia poco dialogo. Se l’architettura deve rappresentare qualcosa di più rispetto ai momenti privilegiati ed eccezionali del nostro mondo costruito,dobbiamo attivare una collaborazione di talenti e di risorse più impegnata. Common Ground invita a riflettere su come poter meglio indirizzare queste intuizioni condivise, queste preoccupazioni e aspettative.” 

“L’architettura è per noi l’arte dell’organizzazione dello spazio che condividiamo – afferma il PresidenteBaratta - e l’espressione Common Ground a questo concetto direttamente ci riconduce. L’architettura è lo strumento per realizzare quella res publica che è luogo dei singoli che appartiene a tutti, essa è l’Artemide che metamorfizza la proprietà privata in bene pubblico. Nelle conversazioni con Chipperfield mi è parso di cogliere una preoccupazione: un desiderio di tornare a ricomporre l’identità dell’architetto di fronte all’uso spesso scomposto e deformato che si è fatto della sua arte, pur con la sua complicità, e per contro all’altrettanto diffuso uso mediocre e utilitaristico della non architettura.” 

“Parlare dell’architettura e della sua complessità, delle domande cui cerca di rispondere – conclude il Presidente Baratta - può essere utile per tutti, anche e soprattutto per la indispensabile sensibilità e, perché no,per quella più qualificata cultura della committenza senza la quale si rischia di perdere il senso delle cose, della storia e delle vere necessità.” 


Iniziative: 

• Biennale Sessions, il progetto per le Università. Per il terzo anno consecutivo, e dopo il successo delle edizioni precedenti, la Biennale ripropone anche per la 13. Mostra il progetto dedicato alle Università denominato Biennale Sessions. Rivolto a Università, Accademie di Belle Arti, istituzioni di ricerca e formazione nel settore dell’architettura, delle arti visive e nei campi affini, Biennale Sessions ha l’obiettivo di favorire la visita della mostra per gruppi di almeno 50 studenti e docenti che saranno assistiti nell’organizzazione del viaggio e nel soggiorno. Essi potranno organizzare seminari in uno spazio messo a disposizione gratuitamente dalla Biennale. Ad oggi hanno già firmato il protocollo d’intesa 53 istituzioni internazionali. 

• Conversazioni sull’architettura. Inoltre, la Biennale organizzerà un programma di Conversazioni sull’architettura, incontri dedicati a temi, scenari e architetti particolari, previsti nei mesi di ottobre e novembre. 

Come spiega il Presidente Baratta, “lo scopo di queste due iniziative, Biennale Sessions e le Conversazioni sull’Architettura, è di confermare il ruolo della Biennale di Venezia quale istituzione aperta alla conoscenza e allo spirito di ricerca”. 

Anche per il 2012 è prevista l’attività Educational che si rivolge a singoli e gruppi di studenti delle scuole di ogni ordine e grado, delle università e scuole di architettura, professionisti, aziende, esperti, appassionati e famiglie. Le iniziative, condotte da operatori selezionati e formati dalla Biennale di Venezia, mirano ad un coinvolgimento attivo dei partecipanti e si suddividono in Percorsi Guidati e Attività di Laboratorio. 

In occasione della 13. Mostra, saranno banditi due concorsi online attraverso il sito relazionalewww.labiennalechannel.org, ovvero: 

COMMON GROUND | Fotografia: la miglior foto della Mostra (concorso aperto esclusivamente ai fotografi accreditati) 
COMMON GROUND | Saggio: il miglior testo critico sulla Mostra. 


Testo a cura di David Chipperfield 

Il tema centrale di questa Biennale 2012 è ciò che abbiamo in comune. L’ambizione di Common Ground è soprattutto quella di riaffermare l’esistenza di una cultura architettonica costituita non solo da singoli talenti, ma anche da un ricco patrimonio di idee differenti riunite in una storia comune, in ambizioni comuni, in contesti e ideali collettivi. 

In architettura tutto inizia dal terreno. È il punto di partenza fisico in cui tracciamo il primo segno scavando le fondamenta che sosterranno il nostro riparo. Nel terreno tracciamo la linea che definisce il confine tra ciò che è privato e ciò è che comune. Oggi la nostra relazione con il terreno non è più così diretta, ma rimane fondamentale per capire come e dove siamo. 

Il processo fisico di delimitazione non solo protegge ma definisce anche l’interno dall’esterno, il privato dal pubblico, l’individuo dalla comunità. Mentre il mondo sembra assecondare sempre più gli obiettivi del singolo, appare sempre più difficile definire l’idea di comunità, di città, di pubblico e di comune. 

In una città desideriamo ancora trovare i simboli che suggeriscono l’identità collettiva: le grandi istituzioni, il centro urbano, le piazze e i luoghi di pubblico incontro. Le nostre città possono essere interpretate come la forma fisica di una tensione dinamica tra l’individuale e il collettivo. Le visioni radicali proposte e realizzate dal movimento moderno non hanno mai sostituito le immagini convenzionali che utilizziamo per rappresentare la nostra idea di pubblico e privato: le strade, le piazze, i portici, i viali. 

La nostra ambigua sfera pubblica contemporanea di consumi, viaggi e tempo libero, è modellata da criteri che tendono a contraddire l’impossibile, ma irresistibile idea di un ordine sociale significativo formalmente espresso. 

Il territorio dell’architettura è stato in molti casi ridotto all’applicazione delle normative, alla massimizzazione di dimensioni e densità in un dato sito, al raggiungimento di un vago senso di compatibilità con il contesto circostante. 

Contro questo contesto cerchiamo di mantenere salde le idee sulla sfera pubblica, ma esse si manifestano perlopiù in scenografate occasioni commerciali per impiegati o clienti nel loro tempo libero. In tale inevitabile e inesauribile sforzo di dare identità a spazi che si conformano a sempre più sottili sfumature di grigio tra privato e pubblico, gli strumenti e i termini a nostra disposizione possono sembrare goffi e rudimentali. 

Il terreno comune (in contrapposizione allo spazio pubblico) implica un territorio condiviso all’interno di un contesto di differenze. Il tema identifica la ricerca degli elementi condivisi all'interno di ciò che è apparentemente diverso, e ci aiuta ad elaborare strategie per affrontare la nostra condizione comune e il nostro stranamente costante bisogno di sentirci parte di un mondo più grande di quello necessario al benessere individuale. 

Naturalmente Common Ground si riferisce anche alle idee che condividiamo sull’architettura, entro e oltre i nostri stessi confini professionali. Il titolo ci invita a riflettere su come poter meglio indirizzare queste intuizioni condivise, queste preoccupazioni e queste aspettative. 

L’architettura richiede collaborazione. È difficile pensare a un’attività pacifica che attinga da così tante e diverse partecipazioni e aspettative. Coinvolge forze commerciali e visione sociale, deve fare i conti con le richieste delle istituzioni e delle grandi aziende, e con i bisogni e i desideri dei singoli. Che lo si puntualizzi o no, ogni grande costruzione è una straordinaria prova dell’abilità dell’uomo a unire forze per realizzare qualcosa per conto di altri. Il fatto che tale sforzo sia così spesso considerato negativo piuttosto che straordinario è da parte nostra un errore di comunicazione. 

Il ruolo dell’architetto è, nel migliore dei casi, adempienza critica. Gli architetti possono operare solo attraverso la procedura che conferisce loro l’incarico e che ne regola l’attività. Le nostre idee sono vincolate e convalidate dalla reazione della società. Questa relazione non è soltanto concreta ma riguarda il profondo significato del nostro lavoro. Nel crescente e complesso confronto tra le motivazioni commerciali dello sviluppo e il nostro continuo desiderio di un ambiente a misura d’uomo, sembra ci sia poco dialogo. Se l’architettura deve rappresentare qualcosa di più rispetto ai momenti privilegiati ed eccezionali del nostro mondo costruito, dobbiamo attivare una collaborazione di talenti e di risorse più impegnata. 

La buona architettura ci è d’esempio e ispirazione. Non è una manifestazione naturale: richiede il concorso di circostanze e di persone. Nel momento in cui gli architetti presentano delle idee, il rilievo e l’importanza di queste idee dipendono da un impegno verso la società. La tendenza a definire il ruolo dell’architetto allo stesso tempo come un antagonista o come un fornitore di servizi va solo a rafforzare il problema e a compromettere il potenziale stesso dell’architettura. 

L’architettura è sempre stata un atto di resistenza, resistenza agli elementi e alle forze del caos. L’architettura dà rifugio e può creare un mondo all’interno di un altro mondo, dando ordine e senso attraverso il valore dei propri sforzi. Siamo sicuri che l’unione di questi sforzi ci ricompenserà tutti? 

Nel contesto della Biennale Architettura, Common Ground evoca l’immagine non solo di uno spazio condiviso e di idee condivise ma anche un terreno ricco di storia, esperienze, immagini e linguaggi. Strati di materiale esplicito e subliminale formano i nostri ricordi e plasmano i nostri giudizi. Mentre ci sforziamo di orientarci in un mondo in continuo cambiamento, ciò che ci risulta familiare è parte inevitabile della nostra capacità di comprendere il nostro posto nel mondo. È fondamentale che le nostre aspettative e la nostra storia non diventino una giustificazione alsentimentalismo o alla resistenza al progresso.Dobbiamo quindi articolare meglio le nostre valutazioni e i nostri pregiudizi senza considerare il passato come qualcosa da cui rifuggire, valorizzando una cultura architettonica che si stratifica e si evolve e che non sia un flusso casuale di immagini e forme senza senso. 

Il tema di Common Ground permette di avvicinarci a tali questioni e ci esorta a meditare sull’espressione fisica delle nostre aspirazioni collettive e sulla nostra idea di società. Ci ricorda la nostra storia condivisa e ci incoraggia a pensare alla natura collaborativa dell’architettura e al potenziale straordinario del suo processo collettivo. 

Sono grato ai partecipanti che si sono impegnati con tanto entusiasmo in questa azione di condivisione e hanno impiegato il loro tempo per costruire un dialogo e presentare le loro idee. 

La selezione dei partecipanti alla Biennale di quest'anno si è sviluppata in relazione al tema Common Ground. Siamo partiti dal desiderio di enfatizzare idee condivise al di là della creazione individuale, e ci siamo resi conto che questo ci imponeva di attivare dialoghi piuttosto che selezionare singoli partecipanti. Abbiamo iniziato chiedendo a un gruppo limitato di architetti di sviluppare idee che portassero a ulteriori richieste di partecipazione: a ciascuno abbiamo chiesto di proporre un progetto insieme a un dialogo che rispondesse al tema e mostrasse l'architettura nel suo contesto di influssi e di affinità, di storia e di lingua, di città e cultura. La lista finale dei partecipanti rappresenta una ricca cultura della differenza, piuttosto che una selezione di posizioni definite e dichiarate. Vogliamo dare risalto al terreno comune condiviso dalla professione, nonostante l'apparente diversificazione nell’attuale produzione architettonica. La condivisione delle differenze è essenziale all'idea di una cultura architettonica. 


Padiglione Italia 

Il pensiero di Adriano Olivetti, il suo modo di fare impresa e di coniugare la cultura con il business è il modello scelto da Luca Zevi, architetto e urbanista, per il Padiglione Italia alla 13. Mostra Internazionale di Architettura organizzata dalla Biennale di Venezia. 

Nel presentare l’iniziativa il curatore ha dichiarato: “Se negli ultimi trent'anni vi è stato un dominio della finanza, nei prossimi anni dovrà tornare a essere centrale il lavoro - ha esordito -. E credo che nel messaggio di Adriano Olivetti vi sia un seme che dice che si può essere imprenditori producendo beni eccellenti, realizzando servizi qualificati e, al tempo stesso, facendosi carico dello sviluppo urbanistico. L'esperienza di Adriano Olivetti - ha continuato Zevi - è diventata un modello di sviluppo in cui politica industriale, politiche sociali e promozione culturale si integrano nella proposta di una strada innovativa nella progettazione delle trasformazioni del territorio. Nella mia proposta - ha concluso - non c'è nulla di nostalgico: per me Olivetti era un moderno per la sua capacità di progettare in funzione delle esigenze dell'uomo.” 

Il segretario generale del Mibac, Antonia Pasqua Recchia, ha spiegato il motivo per il quale è stato scelto il progetto di Zevi tra le undici proposte che erano arrivate al dicastero: “Mette in relazione l'architettura con l'economia, la cultura con le imprese e abbiamo pensato che in un momento così delicato per il paese si dovesse fare qualcosa di più di una semplice esposizione. Il Made in Italy del Padiglione Italia - ha osservato Recchia - tornerà quindi alle sue radici, agli anni del boom economico, di un momento storico particolarmente positivo per l'Italia”.

Il Padiglione Italia sarà inoltre, per la prima volta, ecosostenibile: “La sostenibilità - ha detto Zevi - è anche una grande opportunità per migliorare la qualità nel settore dell'edilizia”. 


Elenco Padiglioni Stranieri 

1. Raggruppamento: 13178 Moran Street Ellie Abrons/Adam Fure, Ann Arbor, USA- Meredith Miller - Ann Arbor, USA - Thom Moran, - Ann Arbor, USA - Catie Newell USA Rosalyne Shieh and Troy Schaum SCHAUM/SHIEH Ann Arbor e Houston, USA 

2. Francisco Aires Mateus Manuel Aires Mateus AIRES MATEUS Lisbona, Portogallo 

3. Jean Nouvel ATELIERS JEAN NOUVEL Parigi, Francia 

4. Shiraz Allibhai AGA KHAN DEVELOPMENT NETWORK Ginevra, Svizzera 

5. Constantin Petcou Doina Petrescu ATELIER D'ARCHITECTURE AUTOGÉRÉE Parigi, Francia 

6. Robert Burghardt Berlino, Germania 

7. Adam Caruso Peter St. John CARUSO ST. JOHN ARCHITECTS Londra, Gran Bretagna ospita: BIQ Rotterdam, Olanda MÄRKLI ARCHITEKT Zurigo, Svizzera KNAPKIEWICZ FICKERT Zurigo, Svizzera HILD UND K. Monaco, Germania Hermann Czech Vienna, Austria BOVENBOUW Antwerp, Belgio 

8. Alison Crawshaw Londra, Gran Bretagna con lavori di Self Made Urbanity Research 

9. Wouter Vanstiphout Michelle Provoost CRIMSON ARCHITECTURAL HISTORIANS Rotterdam, Olanda 

10. Thomas Demand Berlino, Germania Los Angeles, USA con lavori di Martin Boyce 

11. Roger Diener DIENER & DIENER ARCHITEKTEN Basilea, Svizzera con Gabriele Basilico 

12. Alejandro Aravena ELEMENTAL Santiago, Cile 

13. Peter Eisenman EISENMAN ARCHITECTS New York, USA ospita: Yale University School of Architecture New Haven, USA Jeff Kipnis / Jose Oubrerie and Ohio State University Columbus, USA DOGMA Rotterdam, Olanda 

14. Sean Griffiths Charles Holland Sam Jacob FAT Londra, Gran Bretagna ospitano: Ines Weizman Londra, Gran Bretagna San Rocco Milano, Italia Factum Arte Madrid, Spagna Architectural Association Research Cluster Londra, Gran Bretagna 

17. Luis Fernandez-Galiano Madrid, Spagna ospita: Francisco Mangado Pamplona, Spagna Emilio Tuñón MANSILLA + TUÑÓNMadrid, Spagna Nieto Sobejano NIETO SOBEJANO ARQUITECTOS Madrid, Spagna Angela Garcia de Paredes Ignacio Pedrosa PAREDES PEDROSA ARQUITECTOS Madrid, Spagna Rafael Aranda, Carmen Pigem, Ramon Vilalta RCR ARQUITECTES Olot, Spagna 

18. Peter Fischli David Weiss FISCHLI WEISS 
Zurigo, Svizzera 

19. Norman Foster FOSTER + PARTNERS Londra, Gran Bretagnacon lavori di Marisa Gonzalez and Andreas Gursky 

20. Kenneth Frampton New York, USA ospita: Steven Holl STEVEN HOLL ARCHITECTS New York, USA Rick Joy RICK JOY ARCHITECTS Tucson, USA John Patkau Patricia Patkau PATKAU ARCHITECTS Vancouver, Canada Stanley Saitowitz San Francisco, USA Brigitte Shim Howard Sutcliffe SHIM-SUTCLIFFE ARCHITECTS Toronto, Canada 

21. Raggruppamento: Chicago: City Works David Brown Chicago, USA Sarah Dunn Martin Felsen URBANLAB Chicago, USA Alexander Eisenschmidt Chicago, USA Jeanne Gang STUDIO GANGChicago, USA Stanley Tigerman TIGERMAN MCCURRY ARCHITECTS Chicago, USA

22. Annette Gigon Mike Guyer GIGON/GUYER ARCHITEKTEN Zurigo, Svizzera 

23. Raggruppamento: Fiona Scott Jay Gort GORT SCOTTLondra, Gran Bretagna 
Robert McKillop Londra, Gran Bretagna con lavori di Renzo Piano Building Workshop 

24. Raggruppamento:Shelley McNamara Yvonne Farrell GRAFTON ARCHITECTS Dublino, Irlanda Paulo Mendes da Rocha San Paolo, Brasile 

25. Zaha Hadid ZAHA HADID ARCHITECTSLondra, Gran Bretagna 

26. Juan Herreros JUANHERREROSARQUITECTOSSLMadrid, Spagna 

27. Jacques Herzog Pierre de Meuron HERZOG & DE MEURON Basilea, Svizzera 

28. Fulvio Irace Milano, Italia 

29. Seung H-Sang IROJE architects & planners Seul, Corea del Sud 

30. Hans Kollhoff PROF. HANS KOLLHOFF ARCHITEKTEN Berlino, Germania 

31. Elke Krasny Vienna, Austria 

32. Johannes Kuehn Wilfried Kuehn Simona Malvezzi KUEHN MALVEZZI Berlino, Germania 

33. Anupama Kundoo Brisbane, Australia Auroville, India 

34. Vittorio Magnago Lampugnani STUDIO DI ARCHITETTURA Milano, Italia 

35. Peter Märkli MÄRKLI ARCHITEKT Zurigo, Svizzera 

36. Raggruppamento: Justin McGuirk Londra, Gran Bretagna Alfredo Brillembourg Hubert Klumpner URBAN THINK TANK Caracas, Venezuela 

37. José Rafael Moneo Madrid, Spagna 

38. David Knight Cristina Monteiro DK-CM Londra, Gran Bretagna 

39. Toshiko Mori TOSHIKO MORI ARCHITECT New York, USA 

40. Jasper Morrison JASPER MORRISON LTD Londra, Gran Bretagna 

41. Farshid Moussavi FARSHID MOUSSAVI ARCHITECTURE Londra, Gran Bretagna 

42. Katherine Clarke Liza Fior MUF ARCHITECTURE/ART Londra, Gran Bretagna 

43. Winy Maas Jacob van Rijs Nathalie de Vries MVRDV Rotterdam, Olanda 

44. Jo Noero NOERO WOLFF ARCHITECTS Città del Capo, Sudafrica 

45. Sheila O’Donnell John Tuomey O'DONNELL + TUOMEY ARCHITECTS Dublino, Irlanda 

46. Valerio Olgiati Flins, Svizzera 

47. Reinier de Graaf OMA Rotterdam, Olanda 

48. Laurids Ortner Manfred Ortner ORTNER & ORTNER Berlino, Germania; Vienna, Austria Colonia, Germania; Rostov, Russia 

49. Mark Randel Berlino, Germania ospita: Philipp Oswalt Berlino, Germania 

50. Piet Oudolf Hummelo, Olanda 

51. Steve Parnell Sheffield, Gran Bretagna 

52. Raggruppamento: Eric Parry ERIC PARRY ARCHITECTS Londra, Gran Bretagna Graham Haworth Steve Tompkins HAWORTH TOMPKINS Londra, Gran Bretagna Patrick Lynch Claudia Lynch LYNCH ARCHITECTS Londra, Gran Bretagna 

53. Raggruppamento: Paul Robbrecht Hilde Daem ROBBRECHT EN DAEM ARCHITECTEN Ghent, Belgio Marie José van ee MARIE-JOSÉ VAN HEE ARCHITECTEN Ghent, Belgio con lavori di Cristina Iglesias and Maarten Vanden Abeele 

54. Raggruppamento: Ruta del Peregrino Ai Weiwei Ai Weiwei / Fake Design Pechino, Cina Emanuel Christ Christoph Gantenbein Christ & Gantenbein Basilea, Svizzera Derek Dellekamp Dellekamp Arquitectos Città del Messico, Messico Alejandro Aravena Elemental Santiago del Cile, Cile Emiliano Godoy Godoylab Roma Sur, Messico Simon Hartmann Tilo Herlach Simon Frommenwiler HHF Architects Basilea, Svizzera Luis Aldrete Luis Aldrete Arquitectos Guadalajara, Messico Rozana Montiel Periferica Città del Messico, Messico Tatiana Bilbao Tatiana Bilbao s.c. Città del Messico, Messico Con lavori di Cristian Manzutto 

55. San Rocco Milano, Italia 

56. Kazuyo Sejima Ryue Nishizawa KAZUYO SEJIMA + RYUE NISHIZAWA / SANAA Tokyo, Giappone 

57. Jonathan Sergison Stephen Bates SERGISON BATES ARCHITECTS Londra, Gran Bretagna - Zurigo, Svizzera 

58. Raggruppamento: Álvaro Siza Vieira Porto, Portugal Eduardo Souto de Moura SOUTO MOURA ARQUITECTOS Porto, Portogallo 

59. Luigi Snozzi Locarno, Svizzera 

60. Thomas Struth Berlino, Germania 

61. Günther Vogt VOGT LANDSCHAFTSARCHITEKTEN AG Zurigo, Svizzera 

62. Tod Williams Billie Tsien TOD WILLIAMS BILLIE TSIEN AND ASSOCIATES New York, USA 

63. Wolfgang Wolters Berlino, Germania con lavori di Mario Piana 

64. Cino Zucchi CINO ZUCCHI ARCHITETTI Milano, Italia 

65. Peter Zumthor ATELIER ZUMTHOR Haldenstein, Svizzera 


Eventi collaterali 

Saranno 18 gli Eventi Collaterali della 13. Mostra Internazionale di Architettura intitolata Common Ground, diretta da David Chipperfield e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, aperta al pubblico dal 29 agosto al 25 novembre 2012 (vernice 27 e 28 agosto 2012). 

Gli Eventi, selezionati da David Chipperfield e approvati dal CdA della Biennale, sono proposti da enti e istituzioni internazionali e allestiranno le loro mostre e le loro iniziative in vari luoghi della città di Venezia. 

50x50 VeniceGreenDream VGD 2012 - Porto Marghera, Area Vega 2 dal 28 agosto al 25 novembre 
50x50 Un sogno verde per Venezia 2012 è l’installazione di un campo inerbito. Un campo comune che rappresenti contemporaneamente un sistema di ordine architettonico e un processo di coltivazione della natura. Affrontare le trasformazioni urbane e territoriali sotto il profilo socio-economico, occupazionale e ambientale presuppone un radicale cambio di paradigma. Venezia e il suo waterfront costituiscono l’ideale campo di applicazione. Organizzazione: Green City Italia www.greencity-italia.com 

A Better World Serra dei Giardini, Castello (Viale Garibaldi) dal 27 agosto al 25 novembre 
Non poteva essere in nessun altro luogo se non in una serra. Alla base ci sono abilità e la vocazione. Anche la lotta e il divertimento, è lo scambio e l’uso di materiali regolari e le idee a produrre energia intelligente. Poi lectures, workshop, piccoli allestimenti di design trasformano lo spazio in un centro per tenerci con i piedi per terra. Organizzazione: studio427 www.studio427.it 

Archipelago Cinema by Ole Scheeren Arsenale, Darsena Grande 27 e 28 agosto 
Archipelago Cinema, auditorium flottante progettato dall’architetto Ole Scheeren, ospita una tavola rotonda e la première mondiale del film Against All Rules del regista Horst Brandenburg, che offre un’approfondita ricognizione dell’opera e della filosofia di Ole Scheeren. 
Organizzazione: KT Wong Foundation 

Architect / Geographer – Le Foyer de Taiwan Palazzo delle Prigioni, Castello, 4209 (San Marco) dal 26 agosto al 25 novembre 
Taiwan presenta, oltre ai suoi fattori climatici ed ecologici, una condizione post-coloniale e le pressioni modernizzatrici tipiche del mondo globalizzato. Le reazioni degli architetti al contesto tropicale sono tanto diverse quanto la regione è variegata. Non si tratta di uno stile, quanto piuttosto di un approccio all’architettura che prevede una concezione del design come risposta alle esigenze e alle opportunità di una regione specifica, della diversità biologica e culturale, del controllo e della tecnologia microclimatica, nonché del design multidisciplinare. 
Organizzazione: National Taiwan Museum of Fine Arts (NTMoFA) www.ntmofa.gov.tw 

Bertil Vallien - Nine Rooms Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti, San Marco, 2847 (Campo Santo Stefano) dal 28 agosto al 25 novembre 
La mostra retrospettiva sull’opera di Bertil Vallien mette in luce la forte relazione tra gli aspetti progettuali della sua ricerca e la concretizzazione delle idee, che divengono opere in vetro in stretta relazione e dialogo con l’ambiente che le ospita, sottolineando il particolare interesse dell’artista per il rapporto dell’uomo con l’ambiente, con la storia, con il sacro e con il tempo, insomma con i segni della società contemporanea. 
Organizzazione: Svensk Form www.svenskform.se 

BSI Swiss Architectural Award 2007-2012 Fondazione Querini Stampalia, Castello, 5252 (Campo Santa Maria Formosa) dal 22 settembre al 7 ottobre 
L’evento BSI Swiss Architectural Award 2007-2012 si propone di documentare l’omonimo premio internazionale d’architettura, ed è articolato in una mostra e in una tavola rotonda, alla quale parteciperanno i vincitori delle prime tre edizioni, affiancati dal presidente della giuria, Mario Botta. 
Organizzazione:BSI Architectural Foundation e Fondazione Querini Stampalia www.bsi-swissarchitecturalaward.ch 

Finding Country Exhibition Spiazzi 1, Arsenale, Castello, 3865 (Calle del Pestrin) dal 29 agosto al 29 settembre 
La mostra Finding Country è ispirata all'identità aborigena, sia nel metodo che nei contenuti. Essa instaura una relazione complessa tra le tradizioni dello spazio aborigeno (country) e lo spazio Europeo (proprietà). Il fulcro della mostra è un disegno 8x3m della città di Brisbane composto da circa 50 interventi di artisti diversi, che svuotano in maniera soggettiva la griglia geometrica della città, per rivelare qualcosa che si è perduto. La sfida è di contrastare il declino del senso dello spazio aborigeno, e di radicarsi ancora nel territorio (finding country). Organizzazione: Venti di Cultura www.ventidicultura.it - www.findingcountry.com.au 

Il Palais Lumière di Pierre Cardin a Venezia: una scultura abitabile Concept Créatif International Pierre Cardin, via delle Industrie, Marghera dal 29 agosto al 25 novembre 
Il ‘Palais Lumière’ è un originale edificio immaginato da Pierre Cardin, prendendo ispirazione da tre fiori tenuti assieme da un nastro: esso rappresenta un concreto esempio di "scultura utilitaria", in seno alla quale un individuo può tranquillamente vivere anche 24 ore al giorno. La struttura, di notevoli dimensioni ed ecosostenibile, è stata progettata per essere ipoteticamente collocata in un’area ben precisa di Venezia (Porto Marghera) che attualmente è alquanto degradata: la mostra inedita è per l’appunto volta a illustrare nel dettaglio questo straordinario progetto architettonico. Organizzazione: Concept Créatif International Pierre Cardin www.ccipierrecardin.comwww.palaislumiere.eu/biennalevenezia2012 

Inter Cities / Intra Cities: Ghostwriting the Future Arsenale, Castello, 2126 (Campo della Tana) dal 27 agosto al 25 novembre 
“Common Ground” è un concetto forte a Hong Kong: “un Paese, due sistemi”. Hong Kong può mantenere un sistema differente? In che modo questo prefigura il coinvolgimento dei suoi cittadini nel delineare il proprio futuro? Le proposte di The Oval Partnership si focalizzeranno su Kowloon East. Come curatore, The Oval Partnership agirà come un ghostwriter e inviterà i partecipanti a riflettere sull’abitare passato, presente e futuro come modo per reinquadrare le attività pre-esistenti e quelle nuove. Organizzazione: The Hong Kong Institute of Architects e Hong Kong Arts Development Council www.hkia.net www.hkadc.org.hk www.venicebiennale.hk/vb2012 

Life Between Buildings Fondazione Giorgio Cini, isola di San Giorgio Maggiore dal 27 agosto al 25 novembre 
Il Louisiana Museum of Modern Art presenta una installazione in cui piccole narrazioni illustrano le visioni di Jan Gehl. Un grande schermo circolare permette ai visitatori di entrare nell’universo dell'architetto. L’obbiettivo è creare luoghi in cui la gente possa incontrarsi, portare la vita nella città ed evidenziare come noi concepiamo la qualità di questa vita. Organizzazione: Louisiana Museum of Modern Artwww.louisiana.dk 

Novecento – Architetture e città nella Regione del Veneto Archivio Progetti, Università IUAV di Venezia, Cotonificio Veneziano, Dorsoduro, 2196 dal 25 ottobre al 23 novembre 
Il censimento delle architetture del Novecento nel Veneto è stato un grande lavoro corale di indagine promosso dalla Regione del Veneto per la realizzazione del nuovo PTRC. Sono stati censiti oltre 2000 edifici e sistemi urbani. 
Organizzazione: Vicepresidenza della Regione del Veneto e Assessorato al Territorio, Cultura e Affari Generali, Direzione Pianificazione Territoriale e Strategica, Direzione Attività Culturali e Spettacolo www.ptrc.it 

Programmare l’arte. Olivetti e le Neoavanguardie cinetiche Negozio Olivetti, Piazza San Marco, 101 dal 30 agosto al 14 ottobre 
La mostra intende riprendere l’esposizione che ebbe luogo nel 1962 e gli artisti coinvolti saranno quelli del Gruppo T (Anceschi, Boriani, Colombo, De Vecchi, Varisco), del Gruppo Enne (Biasi, Chiggio, Costa, Landi, Massironi), oltre a Munari, Mari e Alviani. Verranno esposti il materiale pubblicitario prodotto da Olivetti, le fotografie di Dondero, il film prodotto per l’occasione e interviste a esponenti artistici e intellettuali. 
Organizzazione: FAI Fondo Ambiente Italiano www.fondoambiente.it www.negoziolivetti.it 

Salon Suisse Palazzo Trevisan degli Ulivi, Dorsoduro, 810 (Campo Sant' Agnese) dal 28 agosto al 1 settembre; dal 16 al 20 ottobre; dal 20 al 24 novembre 
Salon Suisse metterà in scena una serie di discussioni ed eventi aperti a tutti, in cui professionisti e cronisti esamineranno le questioni che definiscono teoria e pratica nell’architettura di oggi. 
Questo forum aperto di discussione esaminerà problemi sollevati dalla cultura architettonica svizzera per aprirsi alla prospettiva sul “Common Ground” condiviso dell’architettura. Questi appuntamenti serali offriranno riflessioni stimolanti condite con arguzia e divertimento. 
Organizzazione: Pro Helvetia Swiss Arts Council www.prohelvetia.ch www.biennials.ch 

The Way of Enthusiasts Casa dei Tre Oci, Giudecca 43 dal 26 agosto al 25 novembre 
La mostra documenta gli interventi sullo spazio realizzati da alcuni artisti russi degli ultimi decenni utilizzando elementi urbani e architettonici come una sorta di narrazione parallela per contestualizzare e rappresentare i modelli originatisi con il passaggio dalla società sovietica a quella capitalista e post-ideologica. Organizzazione: V-A-C Foundation www.v-a-c.ru 

Traces of Centuries & Future Steps Palazzo Bembo, San Marco, 4793 (Riva del Carbon) dal 29 agosto al 25 novembre 
Questa mostra presenta 60 architetti provenienti da 6 continenti, in rappresentanza di 26 paesi, riuniti in una straordinaria combinazione. Essa evidenzia gli sviluppi e le riflessioni che attraversano l'architettura internazionale contemporanea. 
Organizzazione: GlobalArtAffairs Foundation www.globalartaffairs.org www.palazzobembo.org 

Viagem sem programa Fondazione Querini Stampalia, Castello, 5252 (Campo Santa Maria Formosa) dal 29 agosto al 10 novembre 
Il percorso espositivo mette in luce la straordinaria memoria eidetica dell’architetto portoghese Álvaro Siza e prende le mosse dai disegni (in prevalenza ritratti), selezionati dall'architetto stesso e realizzati durante gli anni della giovinezza, i numerosi viaggi di lavoro compiuti all’estero, le più recenti cene con gli amici e i momenti liberi “dal peso del lavoro”, popolandosi via via di ricordi, sensazioni, note ironiche e visioni, tutte valide, in quanto tutte inerenti alla vita. Organizzazione: Medicina Mentis - Associazione Culturale www.medicinamentis.itwww.viagemsemprograma.com 

Vogadors/Architectural Rowers. Catalan & Balearic Threads Hard Materiality for a Permeable Architecture Castello, 40 (San Pietro di Castello)
dal 29 agosto al 25 novembre 
Vogare: in un contesto difficile per l’architettura, in Catalogna e nelle isole Baleari è nata una nuova generazione di architetti che cercano di navigare nelle acque turbolente del presente per trovare la propria strada, in direzione del futuro ma al contempo con uno sguardo complice verso il passato. Organizzazione: Institut Ramon Llull www.llull.cat www.vogadors.cat 

YAA -Young Arab Architects Ca'ASI, Cannaregio, 6024 (Campiello Santa Maria Nova) dal 28 agosto al 4 ottobre 
Il concorso YAA - Young Arab Architects è riservato a giovani architetti provenienti dai 21 paesi membri della Lega araba. La mostra a Ca’ ASI presenta le visioni per il futuro sviluppate dalle generazioni cui spetta il compito di ridefinire lo spazio di domani e di indicare come le diverse culture potranno progettare un “Common Ground”. Organizzazione: Associazione Ca’ ASI www.ca-asi.com 

La 13. Mostra Internazionale di Architettura è realizzata anche con il sostegno di Foscarini, Vela-Hello Venezia, Golden Goose Deluxe Brand, EGI - Gruppo Poste Italiane, Moroso, Volume, Ferrovie dello Stato Italiane, Charta e Best Union Company. 

Ringraziamenti a Cleary Gottlieb Steen & Hamilton LLP. 

Si ringrazia il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che in un momento non facile per la finanza pubblica mantiene il suo decisivo supporto, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono la Biennale, la Città di Venezia, la Regione del Veneto. Si estende il ringraziamento alle Autorità a vario titolo coinvolte e interessate alle strutture nelle quali operiamo nella nostra manifestazione, dal Ministero della Difesa alle Soprintendenze veneziane.

Nessun commento: