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24/09/20

Il Met omaggia Ruth Bader Ginsburg

Irving Penn (American, 1917-2009). Justice Ruth Bader Ginsburg, New York, August 9, 1993.
10 5/8 x 10 9/16 in. Gelatin silver print. The Metropolitan Museum of Art, Promised Gift of The Irving Penn Foundation © Condé Nast

 

In questi giorni è in mostra al Met una straordinaria fotografia del giudice Ruth Bader Ginsburg del famoso ritrattista Irving Penn (americano, 1917–2009). Il lavoro è di particolare importanza poiché Penn ha realizzato questa fotografia il 9 agosto 1993, nel suo studio di New York il giorno prima che Ginsburg lasciasse la città per Washington, DC, dove avrebbe prestato giuramento di essere la seconda donna giustizia sul Corte Suprema degli Stati Uniti. La fotografia sarà visibile fino al 6 ottobre 2020 nella Robert Wood Johnson, Jr. Gallery del Museo.


"È un privilegio poter onorare la vita e l'eredità di una grande americana, newyorkese e membro di lunga data del Met esponendo questa fotografia speciale realizzata da Irving Penn dalla collezione del museo. La giudice Ginsburg ha combattuto tutta la sua vita per la libertà e i diritti delle donne, tra molte altre cause progressiste ", ha affermato Jeff L. Rosenheim, curatore di Joyce Frank Menschel responsabile del dipartimento di fotografia del Met.

Nato a Brooklyn da genitori immigrati, Ginsburg ha studiato alle università Cornell, Harvard e Columbia prima di intraprendere nel 1959 una brillante carriera di insegnante e giudiziaria. Il giudice Ginsburg è morto all'età di 87 anni il 18 settembre 2020, dopo aver prestato servizio per 27 anni alla Corte Suprema.

Irving Penn aveva pochi eguali come osservatore dell'espressione umana, come rivelano i suoi penetranti ritratti. Aveva un'acuta intelligenza grafica e una sensibilità da scultore ai volumi in luce. In questa immagine, il giudice Ginsburg appare indossando una tradizionale veste nera, appoggiandosi alla telecamera, sottolineando la sua reputazione come forza della natura (a poco più di un metro e mezzo di altezza). La fotografia è stata pubblicata nel numero di ottobre 1993 della rivista Vogue in un articolo intitolato "Justice for Women".

Al Met, il ritratto è apparso nella mostra Irving Penn: Centennial del 2017, che ha segnato un magnifico dono promesso dalla Irving Penn Foundation al Met in onore del centenario dell'artista. Le 187 fotografie rappresentano ogni periodo e tutte le sfaccettature della lunga carriera dell'artista con la macchina fotografica.

Prossimamente Flashback


Fra un mesetto ritorna la settimana dell'arte torinese e Flashback è pronta cambiando le regole del gioco con l'iniziativa Ludens, l’edizione all’insegna della libera creativitàm che  trasforma il Pala Alpitour in una scacchiera dove a vincere è sempre l’arte.

 

Flashback entra in gioco con un nuovo folgorante capitolo, Ludens, l’ottavo, che prende le mosse dagli scacchi, e in particolare da una partita interplanetaria, quella che Roger Zelazny mette in scena nel romanzo di fantascienza umoristica La variante dell’Unicorno. Il capitolo numero otto (otto come le caselle per ogni lato della scacchiera) è interessato alla dimensione ludica dell’uomo, celebra il gioco come azione sacra e ispirazione per l’arte di tutti i tempi, dalla Camera mortuaria di Nefertari all’arte concettuale, passando per Dadaismo e Surrealismo.

I Ludens sono gli individui pienamente coscienti di poter incidere sul mondo, di poterlo riplasmare attraverso la creatività e il libero gioco, così come fa Daniele Caluri, autore vernacolare, matita del Vernacoliere, dissacrante disegnatore di Don Zauker e Dylan Dog, che firma la copertina a tinte forti di una nuova Flashback mettendoci di fronte a un personaggio senza nome, che sembra appena emerso da un sogno allucinato per interrogarci, provocarci, forse anche prendersi gioco di noi. Né uomo né donna, né giovane né vecchio, il messaggio di questa creatura ghignante e ambigua non è soltanto un baloon, ma una risata sarcastica, una rassicurazione sguaiata, una domanda senza punto interrogativo: NON SIAMO SOLI. Un grido, questo, che resta sospeso e si propaga in un cielo tinto di lime, un colore pungente, ibrido - altro leitmotiv di questa edizione -, che illumina e insieme sconcerta.

“Il tema e l’immagine di quest’anno”, dichiara Ginevra Pucci, “sferzano il nostro animo e incarnano al tempo stesso i nostri turbamenti e lo spirito di Flashback che nasce quale ‘unificatore di differenze’, dove spazio e tempo collassano e l’opera vive nella relazione con il proprio pubblico. Né giovane, né vecchia, nessun genere specifico, l’opera vive ponendoci continuamente delle domande, nessuna risposta, solo la certezza che in questo percorso di ricerca ‘non siamo soli’.”

“E’ per questo che la ricerca di Flashback si rinnova ogni anno”, aggiunge Stefania Poddighe, “nel 2020 lo fa con una preview che per la prima volta si estende nell’arco di due giorni -  il 3 e il 4 novembre - durante i quali giornalisti e collezionisti selezionati potranno muoversi in esclusiva negli ambienti futuristici del Pala Alpitour e scoprire tutte le sorprese di questa edizione, in uno spazio espositivo pensato come una scacchiera, fatto di geometrie ordinate, in cui ognuno, proprio come su una scacchiera, saprà perfettamente quale posto occupare nel rispetto delle regole, ma allo stesso tempo abbastanza ampio perché si possa perdere liberamente, all’inseguimento della propria curiosità.”

Tra le gallerie che quest’anno troverete schierate, moltissime le conferme come Longari - che sceglie ancora una volta Flashback in quanto “fiera a misura d’uomo”, e per questo più che mai adatta alla nostra contemporaneità -, Cattai, Aleandri e tutte le gallerie torinesi che sostengono con entusiasmo la manifestazione fin dal 2013. E ancora più new entry: da Alessandra Di Castro, una protagonista nel panorama mondiale dell’arte antica e presidente dell’AAI, a Paolo Antonacci, che conta tra i suoi collezionisti istituzioni come i Musei Vaticani e l’Accademia dei Lincei; da Callisto Fine Arts, che ha riportato alla luce sculture oggi conservate al Metropolitan Museum of Art di New York, ad eccellenze come Maurizio Nobile, Claudio Poleschi, Carlo Virgilio, Bottegantica e  Matteo Lampertico, la cui attività spazia dalla pittura antica fino all'arte moderna , con particolare attenzione ai dipinti antichi, selezionati secondo criteri museali per importanza storica e stato di conservazione. 

All’esperienza di questi nomi, si affianca la passione e il know-how di un gruppo sempre più numeroso di giovani galleristi. Per la prima volta al Pala Alpitour, le italiane 800/900 Artstudio e White Lands, e la londinese FG Fine Art che per il suo debutto in Italia ha scelto proprio gli spazi di Flashback, mentre tornano la galleria Piacenti, le cui opere sono esposte - tra gli altri - anche agli Uffizi, Il Mercante delle Venezie, con la loro wunderkammer di selezionate meraviglie, e la Galleria Umberto Benappi. In un momento, poi, in cui per i collezionisti dal gusto internazionale è ancora difficile viaggiare e scoprire capolavori stranieri, il booth dei giovanissimi Caretto & Occhinegro apre una finestra preziosa sull’arte del Nord Europa; tra le loro opere, quest’anno, un capolavoro  di un maestro fiammingo ci trasporta in una foresta primordiale, Il Paradiso terrestre, dove i nostri progenitori - Adamo ed Eva - sono ancora animali tra gli animali, e il volto più umano è quello di un unicorno, che sorride con divertito distacco del destino che attende tutti noi.

Ogni galleria metterà in campo opere vincenti, come l’Ecce Puer di Medardo Rosso (presentato da Galleria Russo), per cui il volto di un bambino che gioca a nascondino dietro una tenda viene fissato per sempre in un ritratto dell’infanzia. Uno scherzo della vista - un pezzo di truciolato scambiato per un tappeto nel souk di Tangeri - per Aldo Mondino si trasforma in un incontro fortunato con l’arte, e dà vita all’opera presentata da Umberto Benappi. Antonacci Lapiccirella Fine Art espone un inedito paesaggio di grandi dimensioni, opera di Francesco Gamba, che ci mostra la città di Torino da un punto di vista che non ci aspetteremmo, mentre Galleria dello Scudo presenta le opere di Tito Scialoja, pittore e poeta, che gioca tanto sulla tela che sulla pagina, tra astrattismo e nonsense.


Flashback...Expo  

800 / 900 Artstudio, Livorno, Lucca (I)...Aleandri Arte Moderna, Roma (I)...Paolo Antonacci, Roma (I)...Antonacci Lapiccirella Fine Art, Roma (I)...Arcuti Fine Art, Roma, Torino (I)...Galleria Arte Cesaro, Padova (I)...Galleria Umberto Benappi, Torino (I)...Biasutti & Biasutti, Torino (I)...Bottegantica, Milano, Bologna (I)...Callisto Fine Arts, Londra (UK)...Galleria Luigi Caretto, Torino (I), Madrid (E)...Caretto & Occhinegro, Torino (I)...Mirco Cattai Fine Art & Antique Rugs, Milano (I)...Cecchetto e Prior Alto Antiquariato, Asolo TV, Castelfranco Veneto TV (I)...Glenda Cinquegrana Art Consulting, Milano (I)...Copetti Antiquari, Udine (I)...Galleria Del Ponte, Torino (I)...Galleria dello Scudo, Verona (I)...Alessandra Di Castro Antichità, Roma (I)...FG Fine Art, Londra (UK)...Galleria Giamblanco, Torino (I)...Gilistra Japanese Art, Torino (I)...Il Castello, Milano (I)...ML Fine Art - Matteo Lampertico, Milano (I), Londra (UK)...Longari Arte Milano, Milano (I)...Mazzoleni, Londra (UK), Torino (I)...MB Arte Libri, Milano (I)...Il Mercante delle Venezie, Vicenza (I)...Lorenzo e Paola Monticone Gioielli d'epoca, Torino (I)...Maurizio Nobile, Bologna (I), Parigi (F)...Piacenti, Londra (UK)...Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Dogana (RSM), Lucca (I)...Flavio Pozzallo, Oulx TO (I)...Galleria d'Arte Roccatre, Torino (I)...Galleria Russo, Roma (I)...Schreiber Collezioni, Torino (I)...Secol-Art di Masoero, Torino (I)...Studio d’Arte Campaiola, Roma (I)...Tornabuoni Arte, Firenze, Milano, Forte dei Marmi LU (I), Parigi (F), Londra (UK)...Galleria Carlo Virgilio & C., Roma (I), Londra (UK)...White Lands, Torino (I).


Dopo otto anni, fedele all’ispirazione di Stefania Poddighe e Ginevra Pucci, Flashback continua a offrire una prospettiva nuova sull’arte, ma anche uno sguardo inedito sul nostro presente. A questa missione, l’ottavo appuntamento aggiunge una celebrazione del gioco come palestra di pensiero e azione, un’esaltazione della libertà creativa, e del suo potere di rivoluzionare le nostre vite. Perché non c’è gioco di società migliore di quello dell’arte.



Flashback, l’arte è tutta contemporanea

VIII edizione...Ludens

Direzione...Stefania Poddighe e Ginevra Pucci

Sede...Pala Alpitour

Ingresso...Corso Sebastopoli 123 (Piazza d’Armi)

Preview...mercoledì 3 e giovedì 4 novembre 2020 ore 11 ... 20

Conferenza stampa...mercoledì 3 novembre 2020 ore 11:30

Apertura al pubblico...da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2020 ore 11 ... 20

Biglietti...intero € 10...ridotto € 8, riduzioni previste per legge...ridottissimo € 5, Abbonamento Torino Musei, Abbonamento Musei Lombardia Milano, Torino + Piemonte Contemporary Card, Touring Club Card...gratuito giovedì 5 novembre, Abbonamento Torino Musei, Abbonamento Musei Lombardia Milano, Torino + Piemonte Contemporary Card, Touring Club Card, gratuità previste per legge.


Con il contributo di...Regione Piemonte, Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Camera di Commercio di Torino

Con il patrocinio di...Città di Torino

Con il sostegno di...Miss Market, Commercialisti Poddighe-Sponga

Cultural partner...Opera Viva / l’Artista di Quartiere / the District Artist

Media partner...La Stampa, Il Giornale dell’Arte, Apollo Magazine   

Camera Torino call



Arriva da Camera Torino questa bella iniziativa che nasce visto gli eventi accaduti nei mesi scorsi, infatti ce ne siamo accorti durante il lockdown: i balconi e le finestre possono diventare una soglia significativa, relazionale, partecipativa, di appartenenza. 


Su queste idea la sera del 1° ottobre, a partire dalle 21.00, balconi, finestre, palazzi e muri della città di Torino diventeranno il palcoscenico di una festa collettiva, dedicata alla fotografia e all’immagine. In occasione del 5° compleanno di CAMERA tutta la città è invitata a partecipare a Esterno Notte, un grande evento di proiezioni diffuse per le vie e i quartieri di Torino, in cui i balconi e le finestre diventeranno piattaforme da cui proiettare fotografie o video con cui animare le facciate dei palazzi di fronte. Il tema comune è lo stupore, sentimento che colma l’animo di chi lo prova. Lo abbiamo scelto con la volontà di colmare, con le immagini, lo spazio urbano lasciato vuoto nei mesi passati, ma anche per far dialogare una dimensione visiva che è sempre più digitale e smaterializzata con gli ambienti della vita fisica e tangibile di tutti noi. A questa iniziativa partecipano le principali realtà, enti, istituzioni e gallerie torinesi: tutto il tessuto culturale della città è pronto a ricominciare insieme. Però non basta, per far si che la festa sia davvero condivisa abbiamo bisogno di tutti voi!

Avete un proiettore? E una finestra? Oppure un balcone?

Questa è l’occasione per smettere di essere semplicemente fruitori di un progetto culturale per diventarne parte attivamente.


Partecipate attivamente ad Esterno Notte! 


Come fare?

Procurati un computer e un proiettore. La qualità della proiezione non è fondamentale, l’importante è partecipare!

Prepara il materiale da proiettare. Può essere un video oppure uno slideshow di fotografie. La proiezione dovrebbe durare almeno un’ora, puoi proporre un contenuto in loop.

Cosa proiettare? Quello che vuoi: un tuo progetto artistico, il lavoro di un artista che ami particolarmente (ma chiedigli l’autorizzazione!), fotografie di famiglia, gli scatti delle vacanze… cerca di farti guidare dal tema dello stupore.

Cosa non proiettare? Di seguito trovi tutte le indicazioni dettagliate, leggile attentamente.

Parla con i tuoi vicini, in particolare con chi abita sul palazzo in cui potresti realizzare la proiezione, e raccontagli di Esterno Notte. Chiedigli se sarebbero infastiditi dall’idea che sul loro palazzo avvenga la proiezione, proponigli di chiudere le inferriate o spegnere la luce delle finestre su cui ci sarà il riquadro dell’immagine.

Informa CAMERA della tua partecipazione a Esterno Notte comunicando il luogo in cui avverrà la proiezione: lo annoteremo sulla mappa dell’evento! Per farlo manda una mail a camera@camera.

PROIETTA! Durante la serata di giovedì 1 ottobre, a partire dalle 21, accendi il proiettore e goditi la reazione dei passanti. Fai tante fotografie della tua proiezione, condividile con noi taggando @cameratorino e usando l’hashtag #EsternoNotte.

 

Non hai un proiettore?

Scarica la mappa di Esterno Notte, la troverai a ridosso dell'1 ottobre sul nostro sito e sui nostri canali social, e gira per la città alla ricerca delle proiezioni.

Fai tante fotografie, condividile con l’hashtag #EsternoNotte e tagga @cameratorino.


Tutte le proiezioni saranno fruibili gratuitamente passeggiando per strada o affacciandosi dal proprio balcone, senza quindi incorrere nel rischio di assembramenti.

Il Boijmans Van Beuningen è pronto!

 

Il deposito Boijmans Van Beuningen, è il primo deposito d'arte accessibile al pubblico del mondo progettato da MVRDV, ne è stata terminata la costruzione. Situato nel Museumpark di Rotterdam, il deposito offre un nuovo tipo di esperienza per i visitatori del museo grazie ad una robusta sala macchine dove la collezione completa di 151.000 oggetti è resa accessibile al pubblico. Oltre alle varie aree di deposito e cura, il deposito dispone di un ristorante e di una premiata foresta sul tetto a 35 metri di altezza. Il completamento della costruzione apre la strada agli arredi interni e al lungo processo di spostamento della collezione completa del museo nel nuovo magazzino.

Si tratta di un edificio alto 39,5 metri "a tutto tondo", una forma a scodella del deposito che ha un ingombro relativamente ridotto. Questa forma assicura che al livello del suolo, le viste esistenti e le rotte attraverso il Museumpark rimangano libere e riducano l'impatto sugli spazi d'acqua sotterranei, mentre un ampio spazio pubblico sul tetto con un ristorante fornisce l'accesso a viste stimolanti di Rotterdam. Composta da 6.609 metri quadrati di vetro suddivisi in 1.664 pannelli a specchio, la sua facciata riflettente e indossa gli ornamenti di ciò che la circonda: persone che passano, i giardini alberati di Museumpark, le nuvole e il dinamico skyline della città di Rotterdam. Grazie a questa riflessione, l'edificio è già completamente integrato nell'ambiente circostante, nonostante le dimensioni non irrilevanti di 15.000 mq. Ravviva l'ambiente circostante stabilendo forti rapporti con il parco e gli edifici limitrofi.

Nel deposito, i manufatti saranno conservati ed esposti in base alle loro esigenze climatiche, al contrario del movimento o dell'epoca. Ogni spazio di stoccaggio è climatizzato e organizzato in cinque diverse zone climatiche, organizzate secondo opere d'arte prodotte con materiali diversi: metallo, plastica, organico / inorganico e fotografia.

Il deposito Boijmans Van Beunigen è nato dalla collaborazione tra il Museo Boijmans Van Beuningen, il Comune di Rotterdam e la fondazione De Verre Bergen. Il deposito è stato progettato da MVRDV e reso possibile da BAM Bouw en Techniek. Nell'autunno 2021 aprirà le porte al pubblico. Dal 25 al 27 settembre 2020 viene organizzata un'anteprima per gli abitanti di Rotterdam. Tutti i 7.500 biglietti (gratuiti) per questo evento sono stati prenotati entro tre ore.

Prossimamente Dama

 


Abbiamo il piacere di presentare la quinta edizione di DAMA che ha subito alcuni adeguamenti per bilanciare il progetto su un nuovo panorama culturale. L’intero programma 2020 prevede quindi novità sostanziali a partire dalla volontà di ottimizzare l’intervento a difesa della cultura contemporanea orientando l'attenzione verso i linguaggi più complessi dell'arte come il video, la performance e il suono, concentrando le energie sul Live programme e sospendendo per un anno il coinvolgimento delle gallerie in qualità di espositori.

Partendo da questa consapevolezza l'edizione 2020 ha preso forma dalla rigenerazione del board curatoriale che, dopo i primi quattro anni di attività cambia composizione.

Da questa edizione Ludovica Parenti, curatrice indipendente di base a Zurigo, co-fondatrice della piattaforma Longtang e proveniente da recenti esperienze nel team di Liste, lavorerà a fianco di Elise Lammer, curatrice del Live Programme 2019 che ha svolto la sua attività curatoriale presso SALTS a Basilea fino a fondare la piattaforma di ricerca Alpina Huus dedicata ai linguaggi performativi.


La scelta, che prima dell’emergenza era stata dettata dalla necessità di creare più coordinamento tra le sedi ospitanti, si è trasformata in un’opportunità per porre le basi di un’impostazione di lunga durata che punterà a condurre il pubblico di DAMA fino all’edizione 2021 attraverso un percorso più organico.

Su questi presupposti la quinta edizione vedrà anche un cambio di sede, individuando in Palazzo Chiablese il luogo adatto ad ospitare il programma, dimora storica iscritta nel patrimonio dell'UNESCO.

Il progetto prosegue quindi nella volontà di condensare la proposta per continuare ad offrire agli artisti un’interazione con la storia di Torino e ai visitatori un palcoscenico di livello internazionale aperto ai nuovi linguaggi.

Anche per questa edizione il programma sarà sostenuto dalla Compagnia di San Paolo che conferma il suo supporto insieme a Fondazione CRT per l’arte moderna e contemporanea. 

Con grande piacere infine confermiamo la collaborazione con Siliqoon, agenzia che si occuperà di selezionare un artista che interpreterà per il secondo anno l’identità grafica di DAMA e di proseguire la partnership con alcune riviste specializzate come ArteeCritica, Artribune, Artviewer, ATPdiary, Contemporary Lynx, CURA., Exibart, Kubaparis, My Art Guides.

Il calendario e la lista degli artisti sarà comunicata a inizio Ottobre.

DAMA aprirà al pubblico da Mercoledì 4 Novembre a Domenica 8 Novembre 2020. 
(Mercoledì, Giovedì, Venerdì e Domenica dalle ore 11 alle 18, Sabato dalle ore 13 alle 22.30). L’accesso sarà garantito previa prenotazione da effettuare via email a info@d-a-m-a.com nel rispetto del regolamento nazionale Covid-19 (DPCM del 07/08/2020).

Galleria Oggetti Specifici

 



(Eng below)
 

Progetto Diogene in collaborazione con la Galleria Oggetti Specifici, presenta The Unseen_2020

 

Nato nel 2017 e ora alla sua seconda edizione, The Unseen indaga e rende visibile il lavoro di ricerca e produzione di conoscenza che è insito nell’operare di ogni artista: il nucleo creativo che resta nascosto, sommerso e nel contempo vitale, fondamentale per ciò che emerge come opera.

Focalizzandosi sulla ricerca artistica come struttura portante del fare arte, The Unseen affianca ciascun artista invitato nell’esplorazione del proprio humus creativo - fatto di letture, immagini, oggetti personali, esperienze, posizioni - attivando uno scambio nel quale vive la sperimentazione, intesa come combinazione imprevista di situazioni, metodi, domande, tentativi, umori.

L’edizione 2020 si apre alla collaborazione con Oggetti Specifici, il progetto-galleria fondato nel 2019 da Caterina Filippini con l’intento affine di investigare e condividere con il pubblico gli oggetti che appartengono, nel quotidiano, alla fase generativa dell’opera d’arte. Diogene si confronta con Oggetti Specifici per creare interrogativi sulla questione del valore e preparazione dell’opera, tenendo conto non solo degli oggetti ma anche di tutti quegli stimoli del vivere - contingenze, apparizioni o esperienze - che concorrono comunque alla definizione del lavoro finito e difficilmente prendono corpo in qualcosa di materiale.

Per approfondire l’indagine sul rapporto tra processo e opera, traccia materiale e immateriale, l’edizione 2020 propone inoltre una selezione di artisti che concentrano la loro ricerca sull’azione, sulla performance, le cui opere finite sono dunque, a loro volta, per lo più immateriali. Che ruolo giocano gli oggetti nel loro processo creativo? è forse diverso dal ruolo che gli oggetti esercitano nel lavoro di chi produce opere materiali? In che modo si può condividere con un pubblico l’insieme di tracce materiali e immateriali portano alle opere finite? Sono solo alcune delle domande che hanno accompagnato i dialoghi del progetto The Unseen_2020 e che verranno condivise con il pubblico nel corso di tre giorni, dall’1 al 3 ottobre.

 

1 Ottobre / 18.30

c/o COMBO Corso Regina Margherita 128, Torino

Luigi Coppola, Myriam Laplante, Salvatore Iaconesi/Oriana Persico, in diaogo con Caterina Filippini (Oggetti Specifici), gli artisti di Progetto Diogene: Franco Ariaudo, Alice Benessia, Andrea Caretto, Manuele Cerutti, Giulia Gallo, Luca Luciano, Valerio Manghi, SiIvia Margaria, Raffaella Spagna, Elena Tortia.


The Unseen_2020 inaugura in presenza di tutti gli artisti invitati. Luigi Coppola, Myriam Laplante e il duo Salvatore Iaconesi/Oriana Persico si confrontano in un racconto fatto di parole e cose che introduce gli eventi individuali che si terranno al Tram Diogene nei giorni seguenti.

La sala Atlas Room presso Combo ospiterà un display curato da Oggetti Specifici. Un’introduzione alla ricerca di ogni artista, una raccolta di tracce che forniscono indizi sul processo creativo che anima la loro ricerca, frammenti tangibili che rivelano tratti del percorso che conduce alla realizzazione dell’opera. Un cammino nascosto, intercalato da ripensamenti, errori apparenti, prove.
 

2 Ottobre / h 18.30 / Luigi Coppola

3 Ottobre / h 18.30 / Myriam Laplante

aperitivo

21.00 / Salvatore Iaconesi/Oriana Persico

c/o Tram Diogene, Rotonda C.so Regio Parco X C.so Verona, Torino

Durante la primavera e l’estate del 2020, i componenti dell’associazione Diogene e Caterina Filippini, hanno intrattenuto un dialogo a distanza con i quattro artisti selezionati per la nuova edizione del progetto The Unseen. Un confronto aperto tra colleghi, affiancati dall’approccio peculiare di Oggetti Specifici, durante il quale sono stati liberamente attraversati ricordi d’infanzia, ricostruzioni genealogiche e geografiche, passioni originarie e formazioni, approcci diversi alla ricerca ed alla produzione artistica, visioni personali sul ruolo dell’imprevisto, dell’errore e del fallimento, parentele e distanze, senso di responsabilità, disillusioni e molto altro.

Le giornate del 2 e 3 Ottobre completano questo dialogo in presenza degli artisti, invitati a spogliarsi dal rigido schema della “presentazione lavori”, per avventurarsi in un personale esporsi al pubblico ed interpretare ciò che per ognuno di essi è nutrimento del processo creativo.
 

In ottemperanza alle linee guida sul distanziamento sociale, è gradita una conferma di partecipazione agli eventi.

Per info e prenotazioni: info@progettodiogene.eu
 


 

Progetto Diogene in collaboration with Galleria Oggetti Specifici, presents The Unseen_2020

 

Born in 2017 and now at its second edition, “The Unseen” investigates and exposes the research and production of knowledge that is inherent in every artist’s work. The creative core that remains hidden, underground, and that is yet vital, essential for the final artistic outcome.

Focusing on artistic research as the foundation of art making, The Unseen follows every artist involved in exploring his/her creative breeding ground – made of books, pictures, personal objects – activating a space for experimenting with unpredictable situations, methods, questions, attempts.

The 2020 edition is open to the collaboration with Oggetti Specifici, the project-gallery founded in 2019 by Caterina Filippini with the analogous intent of investigating and sharing with a public the objects that belong, day by day, to the generative phase of artworks. Diogene has been engaging with Oggetti Specifici in a long term dialogue, to question the value and preparation of artworks, considering not only the objects involved but also all the life stimuli – such as the occurring of chance, visions, experiences – which contribute to shape the finished work and yet rarely take a material form.

In order to deepen the exploration on the relationship between process and product, material and immaterial traces, the 2020 edition presents a selection of artists that focus their research on live action and performance – whose finished work is not bound to any specific material form. What is the role of objects in their creative process? Is it a different role from the one at play in the work of artists that create material art pieces? How can one share with a public the set of material and immaterial traces that lead to a finished artwork? These are a few of the questions that have guided the dialogues of the project The Unseen_2020 and that will be shared with an audience over the course of three days, from October 1 st to October 3 rd .


October 1st / 6.30 pm

@ COMBO Corso Regina Margherita 128, Torino

Luigi Coppola, Myriam Laplante, Salvatore Iaconesi/Oriana Persico , in dialogue with Caterina Filippini (Oggetti Specifici) and the artists of Progetto Diogene: Franco Ariaudo, Alice Benessia, Andrea Caretto, Manuele Cerutti, Giulia Gallo, Luca Luciano, Valerio Manghi, SiIvia Margaria, Raffaella Spagna, Elena Tortia.

The Unseen _2020 inaugurates in the presence of all the invited artists. Luigi Coppola, Myriam Laplante and the duo Salvatore Iaconesi/Oriana Persico will engage in a tale of words and things that will introduce the individual events of the following days at the Tram Diogene.

The Atlas Room at Combo will host a display of objects curated by Oggetti Specifici.

An introduction to the research of every artist, a collection of traces that offer clues on the creative process that drives their research, tangible fragments revealing the marks of the trail that leads to the finished work. A hidden path interspersed with second thoughts, apparent mistakes and tryouts.

 

October 2nd / 6.30 pm / Luigi Coppola

October 3 / 6.30 / Myriam Laplante

aperitivo

9 pm / Salvatore Iaconesi/Oriana Persico

@ Tram Diogene, Rotonda C.so Regio Parco X C.so Verona, Torino

During the spring and summer of 2020, the members of Diogene and the founder of Oggetti Specifici have been engaging in a series of dialogues at a distance with the artists invited for the new edition of the project The Unseen : an open discussion among colleagues, complemented by the peculiar approach of Oggetti Specifici, about genealogies and geographies, early passions and education, different approaches to artistic research and production, personal visions about the role of chance, mistake and failure, kinship and distance, responsibility, disillusion and a lot more. The events of October 2 and 3 complete these dialogues in the presence of the artists. They are invited to let go of the rigid framework of the conventional presentation of their work and venture a new territory with the audience, to reveal what nourishes their own creative process.

In compliance with the guidelines about social distancing, RSVP.

For info and reservations: info@progettodiogene.eu

23/09/20

Exhibi.To l'unione fa la differenza

Costas Varotsos da Giorgio Persano 

In questi giorni è iniziata la rassegna Exhibi.To che per la prima volta vede un pregiato lavoro corale della ricca realtà artistica torinese costituita da importanti gallerie, piccole realtà, spazi sperimentali collaborare costruttivamente per ridare a Torino quel ruolo centrale di innovazione e sviluppo nel campo dell'arte contemporanea.

Questa ottima cooperazione fra i tantissimi attori dell'arte si apre al vasto pubblico creando un'atmosfera che fa sperare a un futuro in crescita e propositivo. 

Una sinergia che rende la città un grande centro artistico diffuso con proposte internazionali come la stupenda installazione di Costas Varotsos nei nuovi e storici spazi della galleria di Giorgio Persano o interessanti ricerche come la piccola e pregiata mostra su Henry Chopin del Quartz Studio curata da Eva Brioschi. Passando per spazi autogestiti come Mucho Mas! con la collettiva Brodo o le giovanili proposte della A Pick Gallery con i lavori di Fernanda Carrillo. Ma ci sono anche la home-gallery di Société Interludio in piazza Vittorio, la street art di Galo, le ricerche di J.Monk da Norma Mangione o la pregiata galleria Franco Noero con  le recenti opere di Sam Falls proposte nei suoi articolati spazi di rilievo internazionale.

La rassegna, coordinata dal gallerista Alessio Moitre, che nei suoi spazi presente le opere di Barbara Fragogna ed Elena Tortia, vede queste decine di realtà, più di trenta, unite sotto il segno dell'operatività propositiva che può far crescere questo prezioso tessuto a vantaggio di tutta la città, proiettandola nuovamente in una dimensione di grande respiro.   

Mario Airò da Tucci Russo 


Rodrigo Blanco da Weber&Weber

Collettiva da InArco


Oli Bonzanigo Oggetti Specifici  


Martha Tuttle da Luce 

Mikcael Doucet da Crag

Gregorio Botta da Peola Simondi

Thomas Wrede da Photo&Co 

Le ceramiche di Prada


Grande suggestione materica con la mostra “The Porcelain Room” in corso alla Fondazione Prada, per un bel progetto curata da Jorge Welsh e Luísa Vinhais.



Una intrigante immersione nelle ceramiche cinesi con una visione fra storia e bellezza.


CS

Il progetto riunisce esempi di porcellane realizzate tra il 16° e il 19° secolo per diversi mercati, gruppi sociali e religiosi, in particolare in Europa e in Medio-Oriente. Questa produzione dimostra la capacità degli artigiani e commercianti cinesi di rispondere alle domande e ai gusti dei diversi segmenti di mercato.


L’allestimento, progettato da Tom Postma Design, è costituito da una struttura rivestita di velluto marrone suddivisa in tre sezioni. La prima parte della mostra include il maggior numero mai esposto finora di porcellane della dinastia Ming decorate con elementi iconografici europei e realizzate tra l’inizio del 16° e la metà del 17° secolo. Questa produzione rientra nella categoria dei “First orders”, un termine usato per indicare le prime commissioni di porcellane cinesi da parte dei portoghesi dopo il loro arrivo in Cina. Gli esemplari ancora esistenti di “First orders” sono molto rari, soltanto 150 oggetti sono sopravvissuti fino ai nostri giorni. Oltre 45 esempi sono stati selezionati per questa mostra, in prestito dalle principali collezioni pubbliche e private di tutto il mondo. Gli oggetti esposti rappresentano una vasta gamma di prime commissioni europee in termini di tipologia, iconografia e periodo di realizzazione. Questa prima sezione include inoltre un gruppo ridotto di pezzi rari realizzati per il mercato islamico.


La seconda parte comprende un’ampia selezione di oggetti di uso quotidiano con forme naturali e sorprendenti come animali, frutta e vegetali. Queste stoviglie cinesi dal forte impatto visivo e dal gusto esotico sono state realizzate intorno al 1760. Facevano parte di straordinari servizi da tavola creati con lo scopo di intrattenere gli ospiti durante le cene organizzate da famiglie aristocratiche in Europa.



La terza sezione rende omaggio alla tradizione delle sale di porcellane, le magnifiche installazioni create nei palazzi e nelle case aristocratiche europee nel 17° e 18° secolo. Questi ambienti erano composti da porcellane cinesi e specchi, pannelli smaltati e decorazioni in legno intarsiato d’oro. Alcuni degli esempi più rappresentativi sono stati conservati fino a oggi, come il soffitto del Santos Palace di Lisbona, realizzato tra il 1667 e il 1687, e la sala di porcellane del Castello di Charlottenburg di Berlino, costruita tra il 1695 e il 1705.



La mostra fa parte di una ricerca che Fondazione Prada ha intrapreso per allargare la propria attività oltre i confini dell’arte contemporanea. Senza creare distinzioni tra arti visive, artigianato, design e produzione in serie, questo progetto rivela il valore creativo e la raffinata lavorazione delle porcellane cinesi da esportazione a un pubblico più vasto, non formato da soli esperti. “The Porcelain Room” è allestita al 4° piano della Torre, che ospita una selezione di opere della Collezione Prada. Questa scelta innesca un dialogo tra antico e contemporaneo e un confronto tra raccolte di oggetti e installazioni provenienti da mondi culturali lontani tra loro.


22/09/20

Report Art Basel/Ubs 2020

 


La situazione non è rosea e ne dà conferma il recente report prodotto da Art Basel e UBS  che analizza il forte impatto dovuto al Covid 19 sul mondo dell'arte contemporanea. 

Tante chiusure, forte rallentamento del mercato e caduta dei prezzi, questi gli aspetti più forti, oltre al vasto pessimismo che circola nell'aria, ma per tutti i dettagli potete leggerlo al link 

Via l'anno sta per finire speriamo che il prossimo sia in salita! 

21/09/20

Le nuove vetrate di Richter a Tholey

 


Presso Tholey, in Germania, sono state rinnovate, lo scorso 10 Settembre, le vetrate della storica abbazia  con un intervento curato da Gerhard Richter, che già era stato coinvolto a recuperare alcune vetrata a Colonia.


Un progetto che presenta tre vetrate completamente rifatte dall'artista con una serie di immagini simmetriche che si riflettono sui diversi spazi, l'intervento è stato sostenuto da privati mecenati appassionati al lavoro dell'artista, che desiderano anche sostenere e dare visibilità all'abbazia come spazio di incontro e di cultura.