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24/04/17

Anna-Bella Papp alla Fondazione A.Pomodoro di Milano


 Fotografie di Dario Tettamanzi


La Fondazione Arnaldo Pomodoro ha in corso nella sua Project Room#4 una serie di opere di | Anna-Bella Papp.





Sofisticato e rigoroso, il lavoro di Anna-Bella consiste in sculture di argilla cruda liberamente collocate fra astrazione e figurazione, immagine e materia. In Fondazione sarà presentato un nucleo di opere - tutte inedite per l’Italia - dal carattere spiccatamente figurativo: rilievi ispirati agli operai edili e ai loro strumenti, quasi metope di un fregio contemporaneo. A queste opere saranno accostati lavori di carattere più aniconico, nei quali tuttavia è possibile cogliere riferimenti ellittici all’architettura. 




La personale di Anna-Bella Papp rinnova l’impegno assunto dalla Fondazione con l’iniziativa delle Project Room, osservatorio sulle nuove generazioni di artisti e sui mutamenti dei linguaggi della scultura, affidate per tutto il 2017 alla curatela di Simone Menegoi.


Abitare il minerale con Marianne Heier




Sabato 6 Maggio 2017 prende avvio il Simposio itinerante di ABITARE IL MINERALE, programma di incontri, performance, conferenze ed esplorazioni conoscitive che si svolge al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e in alcuni geositi e cave del Piemonte.

Il primo appuntamento è con la performance dell’artista norvegese Marianne Heier This Is What Creates The Seasons and The Passing of The Year, and That Rules Over All Visible Things con le danzatrici del collettivo Kunstgress nella spettacolare cornice della cava di gneiss Morina a Montoso (Bagnolo Piemonte, Cuneo), situata a 1.300 metri di altitudine.

La produzione della performance è realizzata grazie al contributo di Arts Council Norway, KORO Public Art Norway, OCA Office for Contemporary Art Norway, Bergesenstiftelsen, Anders Jahres Stiftelse, Norske Kunstforeninger.

Tutte le informazioni nel comunicato allegato
 
La performance si terrà Sabato 6 Maggio 2017 in due fasce orarie: alle ore 12.00 e alle ore 14.30 (durata 40’; lingua italiana). La partecipazione all’evento è gratuita. Dato il numero limitato di posti, è indispensabile l’iscrizione entro il 4 Maggio.

È disponibile il servizio di bus gratuito per la performance delle ore 12.00 fino a esaurimento posti, con partenza da Torino, Piazza Castello (fronte Teatro Regio) alle ore 9.15 con prenotazione obbligatoria.

Iscrizioni e prenotazioni all’indirizzo: abitareilminerale@gmail.com

ABITARE IL MINERALE è un progetto realizzato da a.titolo in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, a cura di
Francesca Comisso, Luisa Perlo e Marianna Vecellio, con il sostegno dellaCompagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Ora! Linguaggi contemporanei,
produzioni innovative”.

Informazioni:
a.titolo
+39 0118122634

23/04/17

Pochi ma buoni, costruire artisti, il potere delle gallerie



E' un vecchia trovata quella dell'artista che fa pochi quadri e che tutti pare vorrebbero, ma funziona ancora. 

Infatti la sconosciuta Njideka Akunyili Crosby, ma promosso da una nota galleria londinese, produce 6/7 quadri all'anno, personalmente li trovi alquanto bruttini, ma il mio giudizio vale ben poco se ci sono dei polli (o collezionisti) che alla recente asta di inizio Marzo da Christie's a Londra hanno sborsato quasi tre milioni di euro per una sua opera.



Il suo curriculum, di solo due anni, è già una scia di successi internazionali, conversazioni alla Tate, mostre ni più importanti musei, selezione nel Future Generation Art Prize 2017 etc..

Personalmente penso che sia una dei tanti casi in cui cosa conta non è l'artista ma la capacità di una galleria di sostenerla e promuoverla con i canali relazionali che si sono tessuti negli anni, per il resto vedremo fra tre anni se è ancora in circolo.... 


22/04/17

Uniti per l'arte, si può fare,



Ti tanto in tanto ci sono delle notizie che dire belle è poca cosa, sono notizie che ti danno speranza, ti mettono in pace e ti fanno capire che si il futuro arriverà e potrà essere migliore.

Sto scrivendo di come un gruppo di amici, dei frequentatori di un bar, antichi parenti e tanti singoli cittadini si sono attivati per sostenere il recupero del proprio patrimonio artistico, questo sta succedendo a Castiglione Olona.

Sono stati raccolti per il recupero architettonico ed artistico della città oltre trentamila euro attraverso l'art bonus, potendo così godere anche dei vantaggi fiscali.

L'amministrazione pubblica non poteva impiegare risorse per il recupero di alcuni beni artistici e la comunità locale si è prodigata positivamente.

Si tratta di un piccolo ma edificante esempio di come unire le forze sia sempre vantaggioso per tutti. 

21/04/17

Giovane non è più figo, passata anche la moda dell'arte giovane



Come cambiano i tempi, se anche il Turner Prize cambia le sue regole per poter accogliere artisti di tutte le età, togliendo il limite per artisti over 50, che era stato messo in vigore dal 1991.
Sarà che oramai i giovani preferiscono fare altro, sarà che si è sperimentato di tutto, ma questo segnale conferma un certo declino della moda imperante dell'arte giovane che per un decennio ha imperversato nel sistema dell'arte.
Bastava essere giovani e qualunque opera era giustificabile, ora chissà perché, si torna a pensare che l'età non sia un vincolo, anzi forse da figure più strutturate e mature potrebbero uscire interessanti novità.

20/04/17

James Lee Byars



Flussi e riflussi dell'arte, ecco l'interessante caso di James Lee Byars, figura che mi ha sempre affascinato molto, per la sua completa dematerializzazione dell'opera e per questo suo stile fra il magico e il burlesco. 

Pareva che la sua capacità di astrazione fosse totale ma da alcuni mesi sta nuovamente mutando ricomparendo, le sue opere, sempre più negli eventi espositivi, forse in modo troppo eccessivo.


Situazione simile a quella di Gino De Dominicis, che appena era mancato, ha avuto un exploit espositivo che per fortuna è stato poi ridimensionato, salvaguardando così il suo agire molto centellinato.



19/04/17

Crossoovers/s




All'HangarBicocca c'è un'esposizione dal forte impatto emotivo “CROSSOVER/S”, la prima retrospettiva italiana di Miroslaw Balka (Varsavia, 1958), artista tra i più rilevanti degli ultimi trent’anni che pone al centro del suo lavoro l’indagine sulla natura dell’uomo e sulla memoria individuale e collettiva. Attraverso una riflessione sulla storia dell’Europa e della Polonia, dove l’artista vive e lavora, Balka prende spunto da elementi ed eventi della propria biografia per realizzare opere che affrontano temi universali con grande potenza evocativa.




Dagli inizi degli anni ‘90, Miroslaw Balka abbandona le forme antropomorfe, che avevano caratterizzato gli esordi della sua carriera artistica, per creare opere che rappresentano oggetti simbolici quali letti, pedane e fontane. Balka concepisce questi lavori anche attraverso l’uso di materiali comuni come legno, sale, cenere, sapone, cemento e acciaio, utilizzando spesso come unità di misura le dimensioni del proprio corpo.





La mostra raccoglie quindici lavori – tra sculture, installazioni e video realizzati dagli anni ‘90 a oggi – in un percorso immersivo caratterizzato da incroci fisici, simbolici e temporali, dove anche la luce e l’oscurità assumono un ruolo centrale e in cui lo spettatore prende coscienza della propria presenza e funzione nello spazio.

18/04/17

Anche l'arte scorre





Tutto, o quasi, sembra dunque destinato a mutare.


Idee chiare diventano oscure, l’oscuro si illumina, così il sistema dell’arte rilegge la sua storia, forse più giusto dire l’adatta al mutare del gusto, giustificando più un aspetto rispetto ad un altro.

A volte vengo fatte incredibili capriole, salti mortali, e le posizioni curatoriali sono oggi la più pratica attività creativa.

Se fino a pochi anni fa un’opera pittorica sarebbe stata giudicata in una mostra come datata, oggi anche i curatori più intransigenti non ne possono fare a meno.

Poi basta cercare da qualche parte è un personaggio anomalo e spesso anche assolutamente insignificante diventa la chiave di lettura più valida e attuale.

Col senno di poi tutto diventa significativo, ogni opera anticipa il suo passato, soprattutto si perde il senso storico, troppo rigido e stabile, privilegiando un veleggiare libero, così si può anche dimenticare il vero a favore dell’interessato.

L’arte, non ha più storia ma infinite narrazioni, leggende spesso favole, per non dire bugie.

17/04/17

Tre mostre alla galleria Continua di S.Gimignano.




La Galleria Continua di San Gimignano presenta un variegato programma di mostre nei suoi spazi.

Ci sono Nedko  Solakov,  figura  di  primo piano   della   scena   artistica internazionale, con "Stories  in  Colour",  così  titola la   personale   che   l’artista concepisce per questa occasione  espositiva,  raccoglie una  serie  di  nuovi  disegni  a acquarello. 



Kader Attia   con "Reflecting Memory",   una   serie   di   nuove sculture,  installazioni  pensate ad hoc  per gli spazi della galleria e un’opera video-documentario, compongono un percorso attraverso   il   quale   l’artista esplora   i   significati   politici, estetici  e  architettonici  della parola riparazione.


E  una   mostra personale   della   fotografa   e videoartista  franco-marocchina Leila    Alaoui,   composta    da un    insieme     di     fotografie provenienti   da   varie   serie di    lavori    dell’artista    che permette   di   comprendere   al meglio  l’impegno  umanistico  da lei  mostrato  durante  tutta  la sua vita. 

I laboratori di Casa Cafausica





Per il secondo anno la Fondazione Lac o Le Mon, centro per la ricerca e la sperimentazione artistica, iniziato da Emilio Fantin, Luigi Negro, Giancarlo Norese, Cesare Pietroiusti e Luigi Presicce, apre le porte per accogliere ospiti che abbiano il desiderio di condividere conoscenze ed esperienze, tempi e desideri, cibi e pratiche, pensieri e luoghi.
La sede della Fondazione, la “Casa Cafausica”, dove si svolgeranno le attività, è un grande casale dell’inizio del Novecento, di altissima qualità costruttiva, rimasto sostanzialmente integro dal momento della sua edificazione. La Casa è circondata da un ampio parco di circa due ettari con alberi di alto fusto, ulivi e alberi da frutta, ed è affiancata da un hortus conclusus con agrumeto.
Casa e parco costituiscono il sito ideale per la creazione di “comunità di indagine” che possano proporre un tema alla discussione comune, intraprendere la conoscenza e l’approfondimento di pratiche costruttive o laboratoriali ovvero giungere a sperimentare forme di vita che non rispondano né alla logica produttivistica né a quella della vacanza, né all’efficientismo né all’inerzia, ma che siano invece basate sulla condivisione e la circolazione di saperi, risorse, attitudini, abilità.  
Le qualità architettoniche, estetiche e paesaggistiche del luogo sono tali per cui il periodo di residenza sarà comunque caratterizzato da forme di attenzione e cura verso la casa e verso il parco: siamo infatti convinti dell’importanza di operare un tentativo di integrazione tra conoscenze che si stanno scambiando e luoghi che si stanno abitando insieme. 
Il progetto di utilizzabilità comunitaria della Casa Cafausica è legato a una opzione radicale di auto-sostenibilità energetica e di “zero scarti”; un’opzione che rappresenta, per la Fondazione Lac o Le Mon, un impegno da condividere con tutti gli ospiti, di grande importanza anche formativa.     
L’invito a venire a passare un periodo di residenza è rivolto non soltanto ad artisti e curatori, ma anche a coloro che abbiano il desiderio di mettere in discussione le appartenenze disciplinari, e di proporre forme di ibridazione e collaborazione fra i diversi ambiti artistici (arti visive, musica, teatro, danza ecc.)
Le condizioni dell’ospitalità e della partecipazione, così come le indicazioni sulle attività che si svolgeranno nei prossimi mesi presso la Fondazione, sono qui di seguito. Notizie sul progetto in generale e sulle attività già svolte, con immagini della Fondazione e informazioni pratiche si trovano su www.lacolemon.tk.

Emilio, Luigi, Giancarlo, Cesare, Luigi

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Incontri e corsi alla Fondazione Lac o Le Mon, estate 2017
Condizioni di partecipazione


1 - La Fondazione per ora può offrire soltanto l’ospitalità essenziale e l'uso di servizi di base (il viaggio è a carico del partecipante); potremo mettere a disposizione qualche branda, stuoie, materassi e lenzuola. La Casa è arredata a uno stadio solo iniziale, è quindi richiesto spirito di adattamento. Chi vuole può portare la tenda e campeggiare nel parco; è opportuno in ogni caso portare con se asciugamano, sacco a pelo ed eventualmente stuoia o materassino. La Casa persegue l’obiettivo dell’auto-sostenibilità energetica integrale; di conseguenza l’uso di acqua ed elettricità sarà necessariamente ridotto all’indispensabile. Si fa presente, per esempio, che non è previsto l’uso di lavatrici. Per quanto riguarda il cibo, la preparazione di tutti i pasti potrà avvenire in sede. A ogni partecipante, oltre alla collaborazione nell’approvvigionamento e nella preparazione, sarà richiesta una piccola somma giornaliera (15 euro) per acquisto cibo e contributo spese vive di manutenzione della casa.
2 – Nei mesi fra giugno e settembre è prevista un'attività di seminari, laboratori, comunità di indagine, il cui calendario è indicato di seguito (alcune date potrebbero cambiare). Salvo diverse indicazioni, la partecipazione ai laboratori è gratuita. Poiché, per motivi di spazio, il numero dei partecipanti ai vari laboratori, ovvero dei residenti presenti contemporaneamente nella Casa, sarà necessariamente limitato a circa venti persone, si richiede un impegno preciso per chi si prenota, per l'intero periodo della attività che si intende seguire. In caso di disdetta, si chiede di avvisare al più presto.
3 – per informazioni relative alla Fondazione in generale scrivere a lacolemon@gmail.com; per informazioni relative ai singoli laboratori, scrivere all’indirizzo email indicato di volta in volta qui sotto.


Laboratori  2017
 


2–6 giugno 
Sulla tessitura dell’ipertesto, gruppo di studio sulle forme d'artigianato re-inventato (si intendano queste come forme contemporanee d'arte?)
A cura di Arianna Fantin e Giacomo della Maria 
Creazione di un gruppo di studio, discussione e confronto, nel quale affrontare un cammino critico percorrendo il crinale che separa la cosidetta arte contemporanea dalle arti "manuali". Vorremmo parlare delle forme di artigianato nate da pratiche re-inventate e prive di tecniche collaudate o legate alla tradizione. Parlando di queste forme vorremmo capire in che modo esse abbiano un legame e un valore per la contemporaneità. "non si tratta di 'produrre un oggetto' fine a sé stesso, bensì di attraversare l'esperienza manuale come un viaggio antropologico o un’esperienza meditativa e contemplativa. Quest'attitudine fa sì che l'azione manuale prescinda dalla produzione in sé e diventi un atto significativo in quanto esperienza tanto la persona che lo compie che i suoi spettatori/utilizzatori.” (Van Tin, 2017). 
Per info scrivere a ariannafantin@gmail.com 


21–29 giugno 
Il corpo tra antropologia, danza e psicologia
A cura di Andrea Carlino con Alexandre Roccoli 
Il laboratorio intende innestare la creazione contemporanea sui relitti e i frammenti della memoria tradizionale, collettiva e individuale, partendo dall’eredità contadina del Salento. La produzione contemporanea di Alexandre Roccoli su memoria, tessitura e tarantismo, sarà il terreno di un confronto serrato con ricercatori, storici, antropologi e etnomusicologi sul tema della gestualità rituale. Il laboratorio ha l’obiettivo di realizzare una performance pubblica al termine del periodo di residenza.
Per info scrivere a Andrea.Carlino@unige.ch


1–8 luglio 
Sul perimetrale
A cura di Gian Paolo Renzi
Il perimetro è una misura geometrica data dall'unione di lati, è lo spazio liminale di passaggio, o più genericamente come quella zona di transizione tra interno ed esterno, tra dentro e fuori; è il marginale, è il confine, è la cornice. Il confine è il luogo dove le definizioni si fissano, oppure possono venire meno; barriera che struttura l'identità, oppure membrana osmotica che consente una vita "simbiotica", partecipata, fra interno ed esterno. Con questo laboratorio si lavorerà sul muro di cinta della casa cafausica, con l’obiettivo di creare una “galleria perimetrale” aperta alle trasformazioni, uno spazio di intervento collettivo a cui possano partecipare vari artisti.
Per info scrivere a  renzigianpaolo@gmail.com


10–23 luglio
Omaggio ai caduti
A cura di Laura Perrone
Alcuni mesi fa, il passaggio di una forte tromba d'aria in fondazione ha abbattuto decine di alberi, lasciando dietro di sé un ambiente sospeso e carico di tensioni. “Omaggio ai caduti” è una pratica di ascolto e di attenzione, con e su gli alberi caduti, e in generale sulle fragilità e sulle forme di persistenza della vita. E’ una forma di cura che sta nella ritualità dei momenti, nell’intimità, nella ripetizione dei gesti. “Omaggio ai caduti” è anche la circostanza in cui esporre, come sintesi e formalizzazione del processo, alcuni lavori artistici realizzati in questo periodo. 

Per info scrivere a perronelaura@gmail.com


24–30 luglio
Vivente, seminario di osservazione e riflessione sull’organicità dell’individuo, di piante e animali
A cura di Corrado Chiatti
Avvicinare i corpi a quelli degli animali e delle piante, osservarne le strutture organizzative e le modalità di relazione e comunicazione in funzione di una messa in discussione della centralità dell’essere umano. Lo scopo del Seminario è quello di innescare un processo collettivo di analisi percettiva, corporale e spirituale attraverso un’immersione nell’ambiente che miri a ridisegnare la cartografia delle alterità. Si sarà continuamente all’interno di una doppia dimensione di contatto e discussione, sperimentando pratiche, giochi e creazioni che possano entrare in relazione con la vita dei viventi, le loro forme e le loro strutture.
Per info scrivere a corrado.chiatti@gmail.com 


4-6 agosto
Estetica dell’impercepibile
Pratiche meditative e oniriche per un’elaborazione artistica delle immagini interiori
a cura di Emilio Fantin
É un’esperienza che si snoda attraverso momenti di meditazione, analisi logico razionali, racconti di sogni e processi artistici collettivi. S’intende coniugare l’aspetto razionale, legato al nostro stato di veglia, con quello irrazionale tipico dello stato di sonno e del sogno. La ricerca si fonda sulla volontà di superale il dualismo ”materiale-immateriale”, in modo che uno sia espressione dell’altro. Per fare questo è necessario rompere la separazione tra oggetto e soggetto per arrivare a una consapevolezza che Jean-Luc Nancy ha ben evocato nella sua espressione “essere singolare plurale”.

Questo laboratorio prevede una quota di iscrizione. Per info scrivere a fantinemilio@gmail.com 



7–13 agosto
Le insolite storie degli oggetti dimenticati.
Scavo nella terra e nell'immaginazione 

a cura di Giuseppe De Mattia e Chiara Argentino
È un laboratorio di scavo in cui i partecipanti, dopo aver scelto una zona dei giardini e dei terreni della Fondazione, scaveranno alla ricerca di oggetti dimenticati, perduti, buttati e sepolti dalla terra e dal passare del tempo. Una volta individuati, disseppelliti e ripuliti, gli oggetti si attiveranno diventando i protagonisti delle serate di discussione in cui si immagineranno collettivamente le storie che hanno vissuto e che vivranno. Nel corso della settimana ogni partecipante penserà ad una forma di restituzione degli oggetti rinvenuti.
Per info scrivere a argentino.chiara@gmail.com
  

16–22 agosto
Osservazione delle cose stellari 
a cura di Osservatorio ARTURO (Sara Alberani, Samuel Mello) 
Il terrazzo e i giardini di Lac o Le Mon abitati per 7 giorni di osservazione del cielo e dei suoi fenomeni. Ci si preparerà a 3 notti di veglia e 3 giorni di sonno promuovendo il buio notturno nei paesi limitrofi, soffermandosi sul lavoro di chi già ha indagato l’alto, portando la nostra attenzione sulla lettura di testi a tema e contemplando le volte stellate di chiese, basiliche e cappelle del luogo. Le notti di veglia saranno in qualche occasione guidate da un astronomo e dall’uso di un telescopio per portare la contemplazione su di un canale collettivo, proponendo un’osservazione di carattere mitopoietico, emotivo, filosofico, scientifico.
Si può inventare una nuova costellazione su cui disegnare le nostre mitologie?

Per info scrivere a osservatorioarturo@gmail.com

23–31 agosto
Per una lingua minore, un miscuglio schizofrenico
A cura di Carolina Rossi Casanovas e Mattia Solari, con Cesare Pietroiusti
“Di grande, di rivoluzionario non c’è che il minore” (Deleuze & Guattari). Lingua minore, lingua marginale, lingua nomade che si sposta e si trasforma, moltiplicandosi negli interstizi del suo percorso. Durante il laboratorio si rifletterà sull’uso che si fa del linguaggio e si proverà a produrre un nuovo orizzonte linguistico che permetta a diversi mondi di coesistere. La sperimentazione e la condivisione di particolari espressioni linguistiche, parole, modi di dire, caratteristiche fonetiche ed etimologie costituiranno il terreno comune su cui costruire empiricamente e fisicamente una “lingua minore”, in bilico su una sobria linea rivoluzionaria. Da sostanza immateriale la lingua si trasformerà in macchina collettiva d’espressione, attraverso la creazione condivisa di un libro, in cui parole, ideogrammi, calligrammi, poesie, paroliberismi, prenderanno forma fisica, lasciando una traccia delle sperimentazioni emerse. Per info scrivere a carolina.rossicasanovas@gmail.com


2–9 settembre
Dioniso un dio liquido e molteplice (II) - Possibilità performative de "Le Baccanti" di Euripide
A cura di Cesare Pietroiusti e Andrea Lanini (con la presenza, almeno ideale, di Iacopo Seri).
Gruppo di studio e di sperimentazione sulle ritualità dionisiache e sulla produzione artistica, ideativa e discorsiva in stato di ebbrezza da vino. Il gruppo approfondirà da vari punti di vista (storico-artistico, mitologico, psicologico, linguistico ecc.) la figura di Dioniso a partire, in particolare, dal testo de “Le Baccanti” di Euripide. L’intento di questo laboratorio è infatti anche quello di esplorare diverse modalità performative che, grazie ad analisi filologiche, suggestioni visive e stati mentali alterati, possano essere stimolate da questo grande e classico pezzo teatrale. 
Per info scrivere a cesarepietroiusti@gmail.com