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Visualizzazione post con etichetta James Lee Byars. Mostra tutti i post
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25/11/23

James Lee Byars al Pirelli HangarBicocca

 


E' in corso al Pirelli HangarBicocca di Milano una ampia mostra antologica su James Lee Byars (Detroit, Michigan, 1932 – Il Cairo, 1997), realizzata in collaborazione col e Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, Madrid.

L'artisti americani ha sviluppato dagli anni Sessanta a oggi, una sua personale visione che ha influenzato un’intera generazione nell’ambito dell’arte concettuale e performativa. Con una formazione che spazia dall’arte alla psicologia e alla filosofia, Byars è da sempre affascinato dalla cultura giapponese, che ha influenzato la sua pratica artistica per tutta la vita. Nella sua arte, Byars associa motivi e simboli dei costumi e della civiltà orientale alla sua profonda conoscenza dell’arte e della filosofia occidentale, offrendo una visione unica e personale della realtà e delle sue componenti fisiche e spirituali. Attraverso l’uso di media differenti, come l’installazione, la scultura, la performance, il disegno e la parola, infatti, l’artista ha dato vita a una riflessione mistico-estetica sui concetti di perfezione e ciclicità, sulla figura umana – sulla sua rappresentazione e smaterializzazione –, spesso attraverso il coinvolgimento diretto del pubblico in azioni temporanee o in interventi su larga scala. Centrale nel suo lavoro è il rapporto con il pubblico, che viene chiamato a confrontarsi con l’artista stesso e a rispondere a domande che egli pone in maniera diretta e indiretta con le sue opere.




Dopo oltre trent’anni dalla sua ultima mostra istituzionale in Italia, Pirelli HangarBicocca dedica una retrospettiva a James Lee Byars, raccogliendo opere di grandi dimensioni, realizzate dal 1974 al 1997 e provenienti da collezioni museali internazionali, alcune raramente esposte e presentate in Italia per la prima volta, in cui vengono combinati armoniosamente materiali preziosi e ricercati, come marmo, velluto, seta, foglia d’oro e cristallo, a geometrie minimali e archetipe, come sfere prismi e pilastri, e a oggetti baroccheggianti in un gioco di rimandi simbolici ed estetici tra forma e contenuto. A partire dai molteplici significati allegorici e formali della materia, la mostra si sofferma sulle tematiche che hanno attraversato la pratica dell’artista come la ricerca della perfezione, il dubbio come approccio all’esistenza e la finitudine dell’essere umano, invitando i visitatori a riflettere sulle potenzialità alchemiche dell’arte nel plasmare la realtà.




20/04/17

James Lee Byars



Flussi e riflussi dell'arte, ecco l'interessante caso di James Lee Byars, figura che mi ha sempre affascinato molto, per la sua completa dematerializzazione dell'opera e per questo suo stile fra il magico e il burlesco. 

Pareva che la sua capacità di astrazione fosse totale ma da alcuni mesi sta nuovamente mutando ricomparendo, le sue opere, sempre più negli eventi espositivi, forse in modo troppo eccessivo.


Situazione simile a quella di Gino De Dominicis, che appena era mancato, ha avuto un exploit espositivo che per fortuna è stato poi ridimensionato, salvaguardando così il suo agire molto centellinato.