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Visualizzazione post con etichetta Fondazione Arnaldo Pomodoro. Mostra tutti i post
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26/06/21

Online archivio Fondazione Arnaldo Pomodoro


Una bella notizia di giunge dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro che da alcuni giorni ha reso fruibile online tutto il materiale dell'archivio dell'artista.


Biblioteca, audiovisivi e carteggi e, prossimamente, anche fotografie, carte di lavoro e materiali vari per approfondire la vita e l'opera del Maestro e scoprire parte della storia artistica e culturale del Novecento.


Milano, 9 giugno 2021. Dopo la preview del film sperimentale Arnaldo Pomodoro makes a sphere (1968), in occasione della Notte degli Archivi 2021, da oggi è online l'Archivio di #arnaldopomodoro: un portale web, gratuitamente accessibile, con cui la Fondazione Arnaldo Pomodoro mette a disposizione del più vasto pubblico – dal ricercatore al semplice appassionato – un importante nucleo di materiali conservati nell'archivio dell'artista, fonte di informazione e approfondimento sulla vita e sull'opera del Maestro, così come su un tratto della storia artistica e culturale del Novecento.


L'Archivio online è un progetto in progress: nato parallelamente all'avvio del riordino fisico dell'archivio, si amplierà e si completerà nel tempo, col procedere della catalogazione e della digitalizzazione dei materiali. Nella scelta dei materiali da catalogare e digitalizzare, e quindi da mettere online a disposizione di tutti, la Fondazione sta seguendo un doppio criterio: da un lato i materiali più rappresentativi e più interessanti dell'Archivio in sé (per esempio il filmato inedito makes a sphere), dall'altro quelli che permettono di arricchire e completare anche il lavoro del Catalogo Ragionato.


Fin dall'inizio del suo percorso artistico nei primi anni Cinquanta, Arnaldo Pomodoro comincia a raccogliere minuziosamente tutti i materiali utili a documentare la sua attività. Sono fotografie, cataloghi di mostre, riviste e ritagli stampa, ma anche lettere, film d'artista, manifesti... una documentazione molto varia, che testimonia, oltre alla sua produzione artistica, i rapporti di amicizia e di lavoro di Pomodoro con altri artisti, critici e istituzioni.


Nato come strumento di supporto e di lavoro dello Studio dell'artista, si trasforma oggi in patrimonio di memoria e strumento vivo di conoscenza: grazie a un costante lavoro di controllo e aggiornamento, affidato nel tempo allo staff dello studio dell'artista e poi della sua Fondazione, si arricchisce quotidianamente di nuovi materiali. La sua ricchezza, organizzazione e affidabilità ne hanno fatto un punto di riferimento a livello internazionale per fondazioni, dipartimenti universitari, studiosi, gallerie, collezionisti e case d'asta.


L'archivio, collocato tra via Vigevano e Vicolo Lavandai, ha uno sviluppo di circa una sessantina di metri lineari ed è suddiviso in sei sezioni distinte in base alla tipologia dei materiali:


Biblioteca: circa 5.000 tra libri, cataloghi, riviste, raccolte di ritagli stampa e pubblicazioni di vario genere legate all'artista e alla sua attività;


Audiovisivi: circa 100 pellicole cinematografiche e 500 tra VHS, DVD, audiocassette e altri supporti contenenti film d'artista, documentari, interviste e riprese di vario genere;


Carteggi: più di 1.000 tra lettere, telegrammi, cartoline e biglietti, selezionati dall'artista a partire dalla fitta corrispondenza con amici artisti, intellettuali e personalità del mondo della cultura;


Fotografie: quasi 200 tra cassetti e scatole contenenti stampe di vario formato, negativi e diapositive che documentano le opere, le mostre e la vita dell'artista, realizzate da alcuni dei più grandi fotografi d'arte, attivi a Milano e non solo, tra i quali Paolo Monti, Ugo Mulas, Antonia Mulas, Gianfranco Gorgoni e Carlo Orsi;


Carte di lavoro: più di 300 faldoni contenenti le pratiche di lavoro prodotte nel corso degli anni dall'artista e dal suo studio;


Materiali diversi: quasi 200 manifesti di mostre e spettacoli teatrali, più i numerosi premi ricevuti dall'artista e tutti quei materiali di varia natura non altrimenti categorizzabili (calendari, agende...).


Fin dalla sua nascita nel 1995, la Fondazione si è occupata dell'archivio, svolgendo un'azione di comunicazione e promozione verso l'esterno e di collegamento con il pubblico, garantendo l'accesso a professionisti e studiosi, che possono accedere alla consultazione in sede inviando una richiesta di appuntamento all'indirizzo: archivio@fondazionearnaldopomodoro.it.


La stessa Fondazione ha quotidianamente attinto all'archivio per costruire e arricchire la propria offerta culturale, dalle mostre alle pubblicazioni alle diverse attività didattiche e divulgative, fino alla pubblicazione del Catalogo ragionato della scultura (ed. Skira, 2007) e a quella del Catalogue Raisonné online (lanciato nel 2019, on-going).


 Una prima release delle sezioni Fotografie, Carte di lavoro e Materiali vari sarà caricata online entro la fine dell'anno.

16/09/18

Roberto Pugliese alla Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano

Roberto Pugliese, Acustiche tensioni matematiche, 2017 
Speaker, cavi audio, cavi in metallo, ferro, alluminio, composizione audio – 245x285x48 cm 
Courtesy Studio la Città – Verona, foto Michele Alberto Sereni


Il prossimo 19 settembre presso la Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano si svolgerà la personale di Roberto Pugliese (Napoli, 1982), dal titolo Concerto per Architettura.

La mostra è il secondo appuntamento con il nuovo ciclo delle Project Room della Fondazione, che mette a disposizione di giovani curatori e artisti il proprio spazio e le proprie competenze, per raccontare al pubblico le ultime tendenze della scultura contemporanea.

La curatela delle Project Room 2018 è stata affidata a Flavio Arensi, che ha costruito un progetto in tre atti, La stanza di Proust, pretesto per guardare gli accadimenti della società e dell’uomo attraverso i suoni, le assenze e le presenze, del passato come del futuro. I tre momenti che si susseguiranno in questa stanza formeranno un'unica riflessione sul ruolo della scultura in questo momento storico. Come afferma Arensi, "con i tre artisti coinvolti nelle Project Room 2018 intendiamo recuperare, attraverso il loro lavoro, l’idea di una coscienza allargata che non usa i mezzi più tradizionali della scultura ma ne ricerca i concetti più profondi attraverso la tecnologia e lo spazio".

Roberto Pugliese Risonanti pressioni materiche 2014 Ed. 2/3 trombe acustiche in ceramica, 
plexiglass, composizione sonora, sistema di riproduzione audio 60 x 60 x 35 cm 180 x 60 x 35 cm (con altezza da terra) 
foto Michele Alberto Sereni courtesy Studio la Città - Verona

Dopo la personale di Donato Piccolo, il secondo atto della Stanza di Proust vede protagonista l’artista napoletano Roberto Pugliese, che ha immaginato Concerto per Architettura, una composizione audio realizzata ad hoc per gli spazi della Project Room, le cui piante architettoniche sono servite per rielaborare alcuni valori numerici in seguito assegnati a una serie di algoritmi genetici e funzioni complesse.

Questi processi, grazie a una relazione acustico matematica, sono serviti a generare materiale sonoro che è stato successivamente rielaborato da Pugliese.

Il risultato è una scultura sonora che si diffonde negli spazi della Fondazione sfruttando al meglio le risonanze architettoniche in modo da restituire allo spazio la sua stessa “voce”.

Per il curatore, “questa sorta di intermezzo musicale fra il primo e l’ultimo atto, segna anche il punto estremo di una ricerca che fa della scultura un nuovo sistema linguistico, in cui lo spazio e il suono divengono valore intrinseco dell’opera. Il tema della scultura, dunque, oltrepassa il semplice schema luce-spazio-materia per entrare in un nuovo metodo semiotico in cui all’oggetto si unisce il suono. Se con Piccolo l’osservatore era chiamato a confrontarsi con le macchine-sculture, che imparavano a gestirsi attraverso il confronto con l’essere umano, con Pugliese si arriva ad affrontare la natura vibrazionale/frequenziale della materia”.

“Con un allestimento minimale e rigoroso - prosegue Flavio Arensi - l’opera di Roberto Pugliese chiede al visitatore di partecipare insieme allo spazio al sistema musicale; d’altronde, proprio il grande direttore d’orchestra romena Sergiu Celibidache non riusciva a far prescindere l’ascolto del componimento musicale dalle dinamiche umane ed esperienziali della platea teatrale”.

Concerto per Architettura di Roberto Pugliese sarà eseguito sotto forma di concerto la sera dell’inaugurazione (18.09, ore 18:00), per essere poi registrato e riprodotto per tutta la durata della mostra attraverso un'installazione appositamente studiata dall'artista, affiancata da altre due sculture sonore tipiche della ricerca di Pugliese, Score (2016) e Risonanti pressioni materiche (2014), in cui il suono composto da Pugliese viene emesso da una serie di piccole “trombe” poste una accanto all’altra.


 Roberto Pugliese, Emergenze acustiche, 2013 Plexiglas, speaker, cavi audio, cavi metallici, computer, software, composizione audio Dimensioni ambientali



Note biografiche

Roberto Pugliese nasce a Napoli nel 1982, dove si forma, attualmente vive e lavora a Bari. Conseguita la laurea in Musica Elettronica presso il Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli sotto la guida del M° Agostino di Scipio, divide il suo tempo tra l´insegnamento presso il Conservatorio di Bari (cattedra di Multimedialità), l'attività  musicale e la produzione di installazioni sonore. La sua ricerca trae energia principalmente da due correnti artistiche, quella della sound art e quella dell’arte cinetica e programmata. Servendosi dell’utilizzo di apparecchiature meccaniche pilotate da software che interagiscono tra di loro, con l’ambiente che le circonda e con il fruitore, intende esaminare nuovi punti di ricerca su fenomeni legati al suono, sull’analisi dei processi che la psiche umana utilizza per differenziare strutture di origine naturale da quelle artificiali (sia acustiche che visive), sul rapporto tra uomo e tecnologia e sul rapporto tra arte e tecnologia, senza mai perdere di vista l’aspetto visivo. Il suono diventa quindi sia oggetto di ricerca, sia mezzo di espressione acustica e visiva, energia vitale che anima l’inanimato, guida per analizzare e stimolare la psiche e la percezione umana.


Project Room #8  - ROBERTO PUGLIESE. Concerto per Architettura
Fondazione Arnaldo Pomodoro, Via Vigevano 9 (Milano)
19 settembre - 19 ottobre 2018
dal martedì al venerdì e ogni 2 sabato del mese, 11:00 - 13:00 e 14:00 – 19:00
Ingresso libero


Inaugurazione: martedì 18 settembre, dalle ore 18:00
L'esecuzione di Concerto per Architettura comincerà alle ore 19.00 circa


Fondazione Arnaldo Pomodoro
Via Vigevano 9 - 20144 Milano

tel (+39) 02 89 075 394

info@fondazionearnaldopomodoro.it
www.fondazionearnaldopomodoro.it

24/04/17

Anna-Bella Papp alla Fondazione A.Pomodoro di Milano


 Fotografie di Dario Tettamanzi


La Fondazione Arnaldo Pomodoro ha in corso nella sua Project Room#4 una serie di opere di | Anna-Bella Papp.





Sofisticato e rigoroso, il lavoro di Anna-Bella consiste in sculture di argilla cruda liberamente collocate fra astrazione e figurazione, immagine e materia. In Fondazione sarà presentato un nucleo di opere - tutte inedite per l’Italia - dal carattere spiccatamente figurativo: rilievi ispirati agli operai edili e ai loro strumenti, quasi metope di un fregio contemporaneo. A queste opere saranno accostati lavori di carattere più aniconico, nei quali tuttavia è possibile cogliere riferimenti ellittici all’architettura. 




La personale di Anna-Bella Papp rinnova l’impegno assunto dalla Fondazione con l’iniziativa delle Project Room, osservatorio sulle nuove generazioni di artisti e sui mutamenti dei linguaggi della scultura, affidate per tutto il 2017 alla curatela di Simone Menegoi.


05/02/13

Piccolo è bello, riapre la Fondazione Pomodoro a Milano


Il prossimo 9 Aprile la Fondazione Arnaldo Pomodoro inaugurera' una nuova sede in via Vigevano 9, dopo una pausa dalla chiusura del grande complesso in zona Tortona. 

Titolo della mostra di apertura 'Una scrittura sconcertante. Arnaldo Pomodoro. Opere 1954-1960', in programma fino al 30 Giugno.

L'esposizione, curata da Flaminio Gualdoni, documentera' la prima stagione creativa di Arnaldo Pomodoro, attraverso ventotto rilievi in piombo, argento, bronzo e alcuni disegni. Accompagna la rassegna il primo numero dei Quaderni della Fondazione.

Seguirà una mostra su Enrico Baj.

Ecco il comunicato stampa


LA FONDAZIONE APRE UN NUOVO SPAZIO ESPOSITIVO A MILANO IN VIA VIGEVANO 9

Martedì 9 aprile 2013, si inaugura la nuova struttura con una mostra rara e suggestiva, curata da Flaminio Gualdoni, dal titolo “Una scrittura sconcertante”. Arnaldo Pomodoro. Opere 1954-1960, dal 10 aprile al 30 giugno 2013.

L’esposizione documenta la prima stagione creativa di Arnaldo Pomodoro, attraverso ventotto rilievi in piombo, argento, bronzo e alcuni disegni. Trasferitosi a Milano nel 1954, l’artista inizia a tessere le sue trame segniche in rilievo creando situazioni visive al limite tra bidimensione e tridimensione. Accompagna la mostra il primo numero dei Quaderni della Fondazione.
A questa iniziativa seguirà, dopo l’estate, una mostra dedicata a Enrico Baj e al suo ruolo di protagonista nel dibattito artistico negli anni ’50 e ’60.

Adiacente agli archivi della Fondazione e allo studio dell’artista, questo spazio espositivo agirà come vero e proprio centro culturale, proponendo mostre, incontri, conferenze, presentazioni di libri, concerti. La vicinanza tra gli ambienti configura un polo artistico di grande suggestione, che tra i cortili antichi dei Navigli salda ancor più la contiguità tra il luogo dove la scultura di Pomodoro nasce e quello dove la Fondazione ne documenta e promuove l’attività, ponendosi contemporaneamente come luogo di studio e di confronto intorno ai grandi temi e alle grandi figure dell’avanguardia contemporanea.

Orari:
dal mercoledì al venerdì,
dalle 16 alle 19
INGRESSO LIBERO

  
Due gli appuntamenti espositivi per il 2013: dal 10 aprile al 30 giugno la mostra che documenta la prima stagione creativa di Arnaldo Pomodoro.

Dopo l’estate, una rassegna dedicata a Enrico Baj e alsuo ruolo di protagonista nel dibattito artistico negli anni ’50 e ’60.

Martedì 9 aprile 2013, la Fondazione Arnaldo Pomodoro inaugurerà un nuovo spazio espositivo a Milano, in via Vigevano 9.

Il primo evento ospitato nella nuova struttura, un ambiente storico appena restaurato,collocato nei pressi della Darsena dei Navigli, sarà una mostra rara e suggestiva, curata da Flaminio Gualdoni, dal titolo “Una scrittura sconcertante”. Arnaldo Pomodoro. Opere 1954-1960, in programma dal 10 aprile al 30 giugno 2013.

L’esposizione documenta la prima stagione creativa di Arnaldo Pomodoro, attraverso ventotto rilievi in piombo, argento, bronzo e alcuni disegni. Trasferitosi a Milano nel 1954, l’artista inizia a tessere le sue trame segni che in rilievo creando situazioni visive al limite tra bi dimensione e tridimensione.

L’influenza intellettuale di Klee, che si definiva “astratto con qualche ricordo”, si avverte nel passo lirico e nella filigrana naturale tipici di Pomodoro di quel tempo,esplicitati da titoli in cui si dice di “orizzonte”, “situazione vegetale”, “estensione vegetale”, “paesaggio”.
È, questo, il percorso che lo conduce alla consapevolezza del segno astratto come cellula plastica,caratteristico di tutta la sua straordinaria vicenda successiva.

Accompagna la mostra il primo numero dei Quaderni della Fondazione.

A questa iniziativa seguirà, dopo l’estate, una
mostra dedicata a Enrico Baj che ne analizzerà non solo il ruolo primario nel dibattito artistico degli anni ’50 e’60,che lo vede fondare il
Movimento nucleare,concepire riviste come “Il Gesto” e redigere manifesti crucialic ome Contro lo stile, ma anche porsi come interlocutore attivo, in particolare tramite i rapporti con Edouard Jaguere il gruppo “Phases”, della grande avanguardia internazionale, da Marcel Duchamp a Man Ray, da AsgerJorn a Guy Debord.

Adiacente agli archivi della Fondazione e allo studio dell’artista, questo spazio espositivo agirà come vero e proprio centro culturale, proponendo mostre, incontri,conferenze, presentazioni di libri,concerti.

La vicinanza tra gli ambienti configura un polo artistico di grande suggestione,che tra i cortili antichi dei Navigli salda ancor più la contiguità tra il luogo dove la scultura di Pomodoro nasce e quello dove la Fondazione ne documenta e promuove l’attività, ponendosi contemporaneamente come luogo di studio e di confronto intorno ai grandi temi e alle grandi figure dell’avanguardia contemporanea.