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04/09/19

Sulle sponde del Tigri



  Nei lunghi secoli intercorsi tra l’impresa di Alessandro Magno e l’avvento dell’Islam, gli orizzonti del mondo conosciuto si dilatarono come mai prima d’allora. In quel mondo nacquero le città così come le concepiamo oggi, luoghi d’interrelazioni all’interno di una rete connettiva capillare che univa il Mediterraneo alla Cina. 
  In uno dei punti più nevralgici di questa rete globale - la Mesopotamia centrale - furono fondate capitali d’importanza e dimensioni ineguagliate, in un processo che culminò con la fondazione di Baghdad.
  La prima capitale fondata in quel luogo fu, alla fine del IV secolo a.C., Seleucia al Tigri, metropoli estesa quanto Torino nel Settecento, alla quale seguì, sull’altra sponda del fiume, la mitica Ctesifonte, poi integrata nel III secolo d.C. con la città rotonda di Coche (o Veh Ardashir). Questi due poli d’attrazione sulle sponde opposte del Tigri rivaleggiarono e prosperarono per secoli, alternandosi nel reggere le sorti di imperi che furono la controparte di Roma.
 A partire dal 1964, gli scavi svolti dal Centro Ricerche Archeologiche e Scavi di Torino per il Medio Oriente e l’Asia nei siti di Seleucia e Coche,portarono alla luce strutture abitative e manufatti di varia natura, quali sigillature in argilla di documenti, monete, vetri e manufatti fittili. La mostra, a cura di Vito Messina, Alessandra Cellerino, Enrico Foietta con la collaborazione di Claudia Ramasso, presenta una selezione diceramiche, terrecotte, vetri e oggetti d’uso comune rinvenuti nelle due città, mettendo in dialogo la produzione di età ellenistico-partica, proveniente dal sito di Seleucia, con quella sasanide di Coche.
 Non esistono in Europa collezioni di reperti archeologici provenienti da Seleucia e Coche, ad eccezione di quella conservata oggi al MAO: nel mondo, solo il Kelsey Museum di Ann Arbor (Michigan) e l’Iraq Museum di Baghdad vantano collezioni analoghe. Questa mostra, immaginata nell’ambito del progetto Collezioni (in)visibili, del Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino finanziato dalla Fondazione CRT, èuna delle rare occasioni offerte al grande pubblico di confrontarsi con la storia di quelle grandi e poco conosciute città, e dei Torinesi che le hanno riscoperte.
 Durante il periodo di apertura dell’esposizione sono previste conferenze e attività dedicate a scuole e famiglie mirate ad avvicinare bambini e ragazzi al lavoro dell’archeologo e alla lavorazione dell’argilla. 

MAO Museo d’Arte Orientale- Via San Domenico 11, Torino
ORARIO da martedì a venerdì 10-18; sabato e domenica 11-19
La biglietteria chiude un’ora prima. Lunedì chiuso
 INFO t. 011.4436932

Immagine 
Versatoio di kernos (vaso a fontana) a forma di pesce Seleucia, età seleuco-partica, ca. II secolo d.C. Ceramica, doppia matrice. I vasi a fontana potevano essere impiegati in particolari cerimonie durante le quali si effettuavano offerte di liquidi (acqua, latte, vino) .

Marisa Merz - Geometrie sconnesse palpiti geometrici alla Collezione Giancarlo e Danna Olgiati di Lugano



Marisa Merz  Senza titolo  1976  Argilla cruda, pittura oro, cera, su treppiede metallico  139 x 45 x 46,5 cm  
© Roberto Pellegrini  Collezione Giancarlo e Danna Olgiati


Dal 22 settembre 2019 al 12 gennaio 2020 la Collezione Giancarlo e Danna Olgiati presenta  l’esposizione Marisa Merz. Geometrie sconnesse palpiti geometrici, dedicata a Marisa Merz  (Torino, 1926 – 2019), unica esponente femminile del gruppo dell’Arte Povera e tra le più  significative protagoniste della scena artistica italiana dagli anni Sessanta. Una selezione  delle sue opere più iconiche mette in rilievo una tematica ricorrente nel lavoro dell’artista,  ovvero la sua ricerca sul volto o meglio sulla figura.

Il progetto espositivo, curato da Beatrice Merz e sviluppato con la collaborazione della Fondazione  Merz, si colloca nell’ambito di una serie d’iniziative dedicate ad artisti presenti nella Collezione  Giancarlo e Danna Olgiati e si avvale di prestiti provenienti da importanti collezioni pubbliche e  private – in gran parte svizzere – oltre che dalla collezione personale dell’artista.

La mostra riunisce un corpus di quarantacinque opere che ripercorrono l’intero orizzonte creativo di Marisa Merz: dal disegno su diversi supporti alla scultura in argilla cruda, dalle tessiture di filo di  rame e di nylon agli oggetti trasformati in cera, nel tentativo di restituire tutte le modalità espressive  proprie dell’artista.

L’esposizione, che copre più di cinquant’anni di ricerca, si apre con alcuni capisaldi della produzione di Marisa Merz. Opere iconiche come Senza titolo del 1975 documentano gli esiti più  alti dell’indagine sul filo di rame, mezzo espressivo che le permette di esplorare i confini tra disegno   e scultura. A partire dagli anni Settanta i suoi interventi acquistano un carattere compiutamente ambientale, come testimonia la grande installazione in fili di rame lavorati a maglia, realizzata nel 1979 e da allora mai più esposta.

La mostra prosegue con un’ampia selezione di lavori, alcuni inediti, che comprendono disegni e  tecniche miste su differenti supporti unitamente ad un raffinato gruppo delle sue celebri testine in  creta. Tutte opere che dagli anni Ottanta tracciano il percorso più recente di Marisa Merz, mettendo  in luce una tematica ricorrente nella sua produzione, l’indagine sul volto o sulla figura, individuata come punto di riferimento nel percorso espositivo. Afferma nell’introduzione in catalogo Beatrice  Merz: “Il percorso della mostra è disegnato per permettere alle singole opere di intrattenere un  dialogo serrato tra loro creando, così, un campo di forza scandito da una successione di volti  sconosciuti e trasfigurati, ma profondamente reali”; volti o figure che “sono eseguiti attraverso la  sovrapposizione di segni e materie, in un ritmo quasi ossessivo”.

Il titolo stesso della mostra Geometrie sconnesse palpiti geometrici – frase autografa dell’artista,  appuntata su una parete della sua casa-studio – si pone come sibillina guida al personalissimo  universo segreto di Marisa Merz, di cui la mostra di Lugano desidera restituire la complessità lirica  e rigorosa al tempo stesso.



Temporanea riunificazione della magnifica collezione Gualino alle Sale Chiablese.


 


Fino ai primi di Novembre è possibile godersi un fantastico viaggio nella storia dell’arte italiana, e non solo, passeggiando per le Sale Chiablese che ospitano la stupenda selezione di opere della storica collezione di Riccardo Gualino e sua moglie Cesarina Gurgo Salice.

Si tratta di una rara occasione per poter vedere, in un piacevole allestimento curato da Loredana Iacopino, la proposta unitaria della collezione che fu divisa fra la Galleria Sabauda di Torino e la Banca d’Italia di Roma.

La mostra propone più di trecento opere di grande fattura e di pregio, come alcuni capolavori di Botticelli, Duccio da Boninsegna, Veronese, Manet, Monet, Casorati, selezionati dalle curatrici Annamaria Bava e Giorgina Bertolino.

Il tracciato espositivo si sviluppa per sale tematiche che si ispirano agli ambienti personale dei collezionisti, che visse fra il Castello di Cereseto Monferrato, la palazzina di via Galliari a Torino e gli anni romani.




Apre il percorso un piacevole video di presentazione, ma se volete ci sono anche le pratiche audioguide, per poi immergersi nella prima sala dedicata  al castello, sulle colline del Monferrato di Cerese, dove sono iniziate le passioni collezionisti. In questo suggestivo ambiente trovarono ospitalità pregiati manufatti antichi, delicate oggetti in vetro, sculture medioevali, arazzi e storici arredi che trasformarono il castello in una dimora principesca, fra le opere selezionate: antichi vasi provenienti da Faenza di inizio XV/XVI secolo, un commovente ritratto di Sofonisba Anguissola Morante di Antoon Van Dyck, un bellissimo fronte di sarcofago con “Arianna e scena  dionisiaca” e un delicato lavoro di Andrea di Giusto, il tutto corredato dalla sezione di fotografie che raccontano di questo stupendo castello.

La seconda sezione prosegue con i delicati lavori di pittura primitiva tra cui spicca un bellissimo crocifisso Romanico e la “Madonna in trono” di Duccio di Boninsegna

Sì avanza poi con una interessante sezione dedicata alle opere provenienti dall’oriente, magnifico il “Buddha Shakyamuni in meditazione”, e la raccolta di opere che Guarino aveva presso la sua abitazione degli anni 20 in via Galliari, tra cui spicca un delicato lavoro di Taddeo di Bartolo con “Madonna con il bambino in trono tra San Giacomo di San Domenico”.

Il nucleo rinascimentale è proposto con un bel confronto di lavori che vedono presenti Luca Signorelli, Botticelli, Lorenzo di Credi, Bartolomeo Montagna e Giovanni Boccati con una intensa crocifissione, intervallati dai ritratti che Felice Casorati fece ai collezionisti.

La sala successiva passa alla modernità col progetto del Piccolo Teatro ideato da Alberto Sartoris per la famiglia, grandi appassionati di teatro e danza.

Nel 1930 vengono realizzati i nuovi uffici del gruppo dei Guarino dagli architetti Giuseppe Pagano e Gino dei Montalcini, intanto viene completata la nuova abitazione sulla collina torinese ideato da Busiri Vici, qui ricordati con foto e alcuni manufatti d’arredo.



Segue poi una sezione riservata alle opere più importanti con alcuni capolavori come l’opera “Venere e Marte” di Veronese, i paesaggi di Francesco Guardi e la bellissima Nėgresse di Manet.

Ci sì riposa un attimo nelle immagini di alcuni filmati della vita di “castello” per proseguire nel periodo di crisi economica e politica per concludersi al risveglio con i tempi romani e la nota casa di produzione cinematografica della Lux Film, promotrice di film storici come “Senso” di Visconti e “Riso amaro” di Giuseppe De Santis.

L’iniziativa di questa bella mostra è dei Musei Reali di Torino con Banca d’Italia e con la collaborazione dell’Archivio Centrale dello Stato.

Orari di apertura: Lunedì 13 -19; dal Martedì alla Domenica 10 -19 (chiusura biglietteria ore 18)



Il corpo fra intimità e socialità negli scatti di Fink e Benassi



La stagione estiva di Camera Torino quest’anno è speciale, si propone in una doppia proposta espositiva, con due importanti fotografi, Larry Fink e Jacopo Benassi.

Due approcci che guardano alla dimensione fisica del corpo umano in modo diverso, uno indagando nel luogo del sociale, nell’incontro, nella festa, in cui il corpo umano si immerge nella collettività, l’altro sul corpo stesso e sulla sua solitudine.

L’apertura è con la vasta antologica su Larry Fink, un bel percorso che si sviluppa nelle stanze dell’esposizioni in continui stati viscerali, un susseguirsi di scatti in cui il piacere umano viene stimolato da quel bisogno irrazionale del divertimento, della collettività, del farsi parte di un attimo comune.



L’elegante scelta dei toni del grigio pulisce ed evidenzia la dimensione fisica degli istanti, annullando la piacevolezza del colore e manifestando il complesso momento del vivere.

La parte finale e il corridoio sono occupati dal lavoro di Jacopo Benassi che gioca su una serie di dialoghi fra estetica antica e contemporanea, sulla quotidianità della vita intima, riservata, con uno sguardo fra il sorpreso e l’erotico.

Quasi in contrapposizione agli scatti di Larry Fink, in cui la bellezza è quasi sempre presente, anche se spesso in chiave grottesca, qui viene proposta una bellezza più intensa ed emotiva, una bellezza più di pancia che di testa.

Lo stesso allestimento trasmette quella precarietà grezza e forte che sempre più pare il forte bisogno presente di molti linguaggi.

Le mostre sono in corso fino al 29 Settembre.



03/09/19

Prossimamente un'autunno ricco d'arte


Un autunno ricco di arte ci aspetta con le tantissime proposte che stanno per avviare, iniziamo da Torino con la Pinacoteca Agnelli di Torino per la grande esposizione “Hokusai Hiroshige Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia”.


Milano ospiterà a Palazzo Reale la pregiata collezione del collezionista Thannhauser, depositata al Guggenheim di New York.

La Fondazione Cini di Venezia realizza una interessante antologica su Emilio Isgrò mentre  la mostra “Da Tiziano a Rubens. Capolavori da Anversa e da altre collezioni fiamminghe”,  sarà allestita  presso le sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia dal 5 settembre.

A Bologna, Palazzo Albergati offrirà la delicata poetica di Marc Chagall.

Sempre alta l'attenzione sugli Impressionisti con mostre a Palazzo Bonaparte, nuovo spazio delle Generali nel cuore di Roma, a Palazzo Sarcinelli a Conegliano e a Palazzo Mazzetti di Asti.

Mantova dedica una serie di eventi su Giulio Romano architetto e artista. 

Concludiamo contemporaneamente, con la mostra che si svolgerà presso il MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna  su Chuck Close.

02/09/19

Investire in arte?



Io continuo ad avere molti dubbi, penso che l'arte è più un piacere culturale che economico, ma oggi su Affari & Finanza, inserto economico della Repubblica, dicono che investire in arte, ma non solo, sia un settore di valido interesse. 

Selezione Artissima 2019






Ruolo determinante per il successo di una fiera d’arte sono le gallerie e Artissima, nei luminosi spazi dell’Oval di Torino, ne propone una articolata selezione, con un grande profilo internazionale.

Eccovi allora l’elenco dei partecipanti diviso per le sezioni della fiera.


MAIN SECTION

97 gallerie consolidate da tutto il mondo

AB/ANBAR Tehran – ADA Roma – ALTMAN SIEGEL San Francisco – ROLANDO ANSELMI Berlin, Roma – FRANCESCA ANTONINI Roma – APALAZZO Brescia – A+B Brescia – ARTERICAMBI Verona – ALFONSO ARTIACO Napoli – ENRICO ASTUNI Bologna – PIERO ATCHUGARRY Miami, Pueblo Garzón – ATHR Jeddah – AURAL Alicante – BENDANA | PINEL Paris – ISABELLA BORTOLOZZI Berlin – THOMAS BRAMBILLA Bergamo – BRAVERMAN Tel Aviv – GAVIN BROWN'S ENTERPRISE New York, Roma – CARDELLI & FONTANA Sarzana, S. Stefano di Magra – CHERTLÜDDE Berlin – SADIE COLES London – CONTINUA San Gimignano, Beijing, Les Moulins, Havana – RAFFAELLA CORTESE Milano – GUIDO COSTA Torino – CRONE Vienna, Berlin – DASTAN'S BASEMENT Tehran – DAUWENS & BEERNAERT Brussels – MONICA DE CARDENAS Milano, Zuoz, Lugano – DE' FOSCHERARI Bologna – DVIR Tel Aviv, Brussels – EX ELETTROFONICA Roma – FRANCISCO FINO Lisbon – FRITTELLI Firenze – ANNET GELINK Amsterdam – GENTILI Firenze – GEORG KARGL Vienna – KISTEREM Budapest – KRAUPA-TUSKANY ZEIDLER Berlin – LAVERONICA Modica – GILDA LAVIA Roma – LOOM Milano – MADRAGOA Lisbon – MAGAZZINO Roma – PRIMO MARELLA Milano, Lugano – MASSIMODELUCA Mestre-Venezia – MAZZOLENI Torino, London – MAZZOLI Berlin, Modena, Dusseldorf – URS MEILE Lucerne, Beijing – MENO PARKAS Kaunas, Dusseldorf – MIND SET ART CENTER Taipei – FRANCESCA MININI Milano – MASSIMO MININI Brescia – MONITOR Roma, Lisbon – FRANCO NOERO Torino – NOIRE Torino – LORCAN O'NEILL Roma – OSART Milano – OTTO Bologna – P420 Bologna – ALBERTA PANE Paris, Venezia – ALBERTO PEOLA Torino – RAFAEL PÉREZ HERNANDO Madrid – GIORGIO PERSANO Torino – PHOTO&CONTEMPORARY Torino – PI ARTWORKS London, Istanbul – PODBIELSKI CONTEMPORARY Milano – GREGOR PODNAR Berlin – PROMETEOGALLERY Milano, Lucca – REPETTO London – REVOLVER Lima, Buenos Aires – MICHELA RIZZO Venezia – RODRÍGUEZ Poznań – ROSSI & ROSSI London, Hong Kong – LIA RUMMA Milano, Napoli – STUDIO SALES Roma – RICHARD SALTOUN London – ROSA SANTOS Valencia – THOMAS SCHULTE Berlin – SFEIR-SEMLER Beirut, Hamburg – SIDE 2 Tokyo – SMAC Cape Town, Johannesburg, Stellenbosch – SOMMER Tel Aviv, Zurich – SPAZIOA Pistoia – SPROVIERI London – JIRI SVESTKA Prague – CATINCA TABACARU New York, Harare – TAIK PERSONS Berlin, Helsinki – THE GALLERY APART Roma – TUCCI RUSSO Torre Pellice, Torino – ISABELLE VAN DEN EYNDE Dubai – VIASATERNA Milano – VISTAMARE/VISTAMARESTUDIO Pescara, Milano – WHATIFTHEWORLD Cape Town – HUBERT WINTER Vienna – JOCELYN WOLFF Paris – Z2O SARA ZANIN Roma – ZILBERMAN Istanbul, Berlin


DIALOGUE

30 gallerie che presentano il lavoro di 1 o 2 artisti in dialogo

A PLUS A Venezia – ACAPPELLA Napoli – THOMAS BERNARD - CORTEX ATHLETICO Paris – SÉBASTIEN BERTRAND Geneva – BWA WARSZAWA Warsaw – CAMPOLI PRESTI London, Paris – CLIMA Milano – DITTRICH & SCHLECHTRIEM Berlin – DIX9 Paris – ERMES-ERMES Vienna – ET AL. San Francisco – FL Milano – GAEP Bucharest – GLASSYARD Budapest – GYPSUM Cairo – IRAGUI Moscow – IVAN Bucharest – DANIEL MARZONA Berlin – MASSIMOLIGREGGI Catania – MOHSEN Tehran – NIGHT Los Angeles – OPERATIVA Roma – FRANCESCO PANTALEONE Palermo, Milano – PM8 Vigo – PRAZ-DELAVALLADE Paris, Los Angeles – RIBOT Milano – SERVANDO Havana – SODA Bratislava – STEINEK Vienna – WALDBURGER WOUTERS Brussels, Basel


NEW ENTRIES

20 giovani gallerie che partecipano ad Artissima per la prima volta

BALCONY Lisbon – BALLON ROUGE COLLECTIVE Brussels – BOMBON PROJECTS Barcelona – CAPSULE SHANGHAI Shanghai – CASTIGLIONI Milano, Sao Paulo – DAMIEN & THE LOVE GURU Brussels – DIVISION OF LABOUR Worcester – EMALIN London – FANTA-MLN Milano – ISSUES Stockholm – MARFA’ Beirut – MATÈRIA Roma – MLZ ART DEP Trieste – NOME Berlin – NOVEMBAR Belgrade – ÖKTEM AYKUT Istanbul – LILY ROBERT Paris – SUPRAINFINIT Bucharest – UNA Piacenza – VIN VIN Vienna



PRESENT FUTURE

20 progetti monografici di giovani artisti emergenti curati da Ilaria Gianni (coordinatrice), Juan Canela, Émilie Villez

AAAJIAO, HOUSE OF EGORN Berlin – MARCOS AVILA-FORERO, ADN Barcelona – ANNA-SOPHIE BERGER, EMANUEL LAYR Vienna, Roma – ISA CARRILLO, PROXYCO New York + TIRO AL BLANCO Guadalajara – LAURA CASTRO, SINDICATO Santo Domingo - LARISA CRUNȚEANU, ANCA POTERASU Bucharest – DÉBORA DELMAR, GALLLERIAPIÙ Bologna – ANNA FRANCESCHINI, VISTAMARE/VISTAMARESTUDIO Pescara, Milano – CRISTINA GARRIDO, LMNO Brussels – JANUARIO JANO, PRIMO MARELLA Milano, Lugano – JUAN LÓPEZ, JUAN SILIÓ Santander – MERCEDES MANGRANÉ, ANA MAS Barcelona, San Juan – OPAVIVARÁ!, A GENTIL CARIOCA Rio de Janeiro – STÉPHANIE SAADÉ, GREY NOISE Dubai – AUGUSTAS SERAPINAS, APALAZZO Brescia + EMALIN London – NAMSAL SIEDLECKI, MAGAZZINO Roma – CATERINA SILVA, BOSSE & BAUM London – LU SONG, MASSIMO DE CARLO Milano, London, Hong Kong – PUCK VERKADE, DÜRST BRITT & MAYHEW The Hague – IAN WAELDER, L21 Palma de Mallorca



BACK TO THE FUTURE

19 esposizioni di qualità museale dedicate alla riscoperta degli anni 1960-1999, curate da Lorenzo Giusti (coordinatore), Cristiano Raimondi, Nicolas Trembley

MARINUS BOEZEM, UPSTREAM Amsterdam – ROBERT BREER, GB AGENCY Paris – LYNNE COHEN, IN SITU - FABIENNE LECLERC Paris – BETTY DANON, TIZIANA DI CARO Napoli – ESTATE OF BARBARA HAMMER, KOW Berlin, Madrid – BRUNO JAKOB, PETER KILCHMANN Zurich – LILIANE LIJN, RODEO London, Piraeus – KIMIYO MISHIMA, SOKYO Kyoto – MASAKI NAKAYAMA, CHRISTOPHE GAILLARD Paris – LILIANA PORTER, ESPACIO MINIMO Madrid – REMO SALVADORI, CHRISTIAN STEIN Milano – ANTONIO SLEPAK, WALDENGALLERY Buenos Aires – ILIJA ŠOŠKIĆ, GANDY Bratislava – JESSICA STOCKHOLDER, 1301PE Los Angeles – SUPERSTUDIO, PINKSUMMER Genova – ENDRE TÓT, ACB Budapest – RUBEM VALENTIM, ALMEIDA E DALE Sao Paulo – MICHAEL VENEZIA, HÄUSLER Munich, Zurich – WILLIAM WEGMAN, FLORENCE LOEWY Paris



DISEGNI

21 stand dedicati alla peculiarità del disegno, una pratica artistica in grado di catturare l'immediatezza processuale e di pensiero del gesto creativo, curati da João Mourão and Luís Silva

MERCEDES AZPILICUETA, NOGUERAS BLANCHARD Barcelona, Madrid – FRANCESCO BAROCCO, NORMA MANGIONE Torino – JOHN BOCK, GIÒ MARCONI Milano – ALIGHIERO BOETTI, DEP ART Milano – TERESA BURGA, BARBARA THUMM Berlin – DIOGO EVANGELISTA, FRANCISCO FINO Lisbon – KATHARINA GROSSE, NÄCHST ST. STEPHAN ROSEMARIE SCHWARZWÄLDER Vienna – SHEROANAWE HAKIHIIWE, ABRA Caracas – WAQAS KHAN, SABRINA AMRANI Madrid – GIOVANNI KRONENBERG, RENATA FABBRI Milano – CHRISTIANE LÖHR, TUCCI RUSSO Torre Pellice, Torino – ANNA MARIA MAIOLINO, RAFFAELLA CORTESE Milano – ANA MANSO, UMBERTO DI MARINO Napoli – BRUNO MUNARI, MAURIZIO CORRAINI Mantova – OTOBONG NKANGA, LUMEN TRAVO Amsterdam – NICOLA PECORARO, GIANLUCACOLLICA Catania – ADAM PENDLETON, PEDRO CERA Lisbon – JOSÉ MIGUEL PEREÑÍGUEZ, LUIS ADELANTADO Valencia, Mexico City – MARIO SCHIFANO, IN ARCO Torino – ACHRAF TOULOUB, PLAN B Berlin, Cluj – SANDRA VÁSQUEZ DE LA HORRA, SENDA Barcelona



ART SPACES & EDITIONS

Edizioni limitate, stampe e multipli di artisti contemporanei

ARTIKA, Barcelona – CASTELLO DI RIVOLI MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA Rivoli – COLOPHONARTE Belluno – L’ARENGARIO S.B. Gussago, Brescia – MARTINCIGH Udine – DANILO MONTANARI Ravenna – SANTOLAROSA Oslo – TRECCANI Roma




Kai Art Center apre a Tallinn




A Tallinn aprirà il prossimo 20 Settembre un nuovo centro per l’arte contemporanea, si tratta del Kai Art Center, un innovativo spazio ideato dallo studio nello storico edificio di Port Noblessner. 

Lo spazio si avvierà come luogo di esposizione e produzione artistica con residenze oltre a ospitare eventi da variio genere dal teatro alle sperimentazioni sonore. 

La mostra inaugurale si intitola "Let the field of your attention…. soften and spread out"  ( "Lascia che il campo della tua attenzione ...   si ammorbidisca e si allarghi" ) è curato da Hanna Laura Kaljo e propone i lavori degli artisti Sandra Kosorotova, Pia Lindman, Andrea Magnani, Elin Már Øyen Vister, Carlos Monleon Gendall, Sam Smith e Nele Suisalu. La mostra di apertura presso il Kai Art Center Center fa parte della biennale di arte contemporanea Photomonth di Tallinn (6 settembre 2019 - 3 novembre 2019).




Sul fronte residenze le candidature fino al 2020 sono già chiuse ma sono già attive le call per i prossimo anni, infatti il Kai Residency, invita gli artisti visivi, curatori, scrittori e altri professionisti dell'arte contemporanea a presentare le proprie domande. La residenza offre l'opportunità ai partecipanti selezionati di vivere e lavorare a Tallinn tra le due e le quattro settimane, mentre sono immersi nella dinamica scena artistica della città. 

La residenza Kai mira a sostenere pratiche innovative, sviluppare reti globali e coinvolgere la comunità artistica locale a Tallinn. I residenti devono impegnarsi da due a quattro settimane in residenza a tempo pieno a Tallinn ed essere pronti a partecipare al contesto artistico locale e sfruttare al massimo le risorse che il Kai Art Center metterà a disposizione.


01/09/19

Video d'arte, arte australiana da Gagosian, Beverly Hills, i giardini di Versailles, i collezionisti Marianne e Pierre Nahon


Iniziamo il nostro giro di video con questo sulla stupenda collezione di Steve Martin e Anne Stringfield di arte "australiana" alla galleria  Gagosian, Beverly Hills.





Un attimo di relax con lo stupende immagini del magnifico parco di Versailles.




E poi un bel tuffo nella passione collezionistica di Marianne e Pierre Nahon a Vence



Istanbul Biennale



Inizia il 14 Settembre la sedicesima edizione della Biennale di Istanbul, curata da Nicolas Bourriaud, noto come promotore dell' arte relazionale. 

Il progetto ideato per questa biennale è dedicato all'emergenza ambientale, tema perfetto per un paese in complessa fase politica e in grande trasformazione economica e industriale.

La rose degli artisti è molto articolata con una buona selezioni fra nomi noti e giovani artisti. 


Qui il video della presentazione del progetto 



CS
One of the most visible effects of the Anthropocene, the new geological era characterised by the impact of human activities upon the planet, is the formation of a huge mass of waste that has been called ‘The Seventh Continent’ – 3.4 million square kilometres, 7 million tons of floating plastic in the Pacific Ocean. The 16th Istanbul Biennial will explore this new continent: a world where humans and non-humans, our mass-productive systems and natural elements, drift together, reduced to particles of waste.

Today, we are acknowledging that the canonical western division between nature and culture has come to an end. The Anthropocene theory has contributed to this awareness, as the impact of human activities on nature generates an intertwined world where culture is reintegrating into nature, and vice-versa. Meanwhile, due to the increasing interconnections between cultures, as well as the development of transportation and migratory flows, the old centres are turning into megapolises sheltering a multitude of micro-cultures.

The Seventh Continent is an anthropology of an off-centred world and an archaeology of our times. It defines today’s art as an archipelago of diverse enquiries into global life, tracking the prints of human activity on the earth and our impact on its non-human inhabitants.