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20/07/17

Palazzo degli Affari di Torino



(Wikipedia) Il Palazzo degli Affari sorge nel centro storico di Torino e ospita gli uffici della Camera di Commercio. L'audacia della soluzione strutturale scelta e le caratteristiche progettuali in netta contrapposizione con gli edifici circostanti ne fanno uno degli edifici moderni architettonicamente più interessanti della città e che maggiormente contribuirono alla fama dell'architetto Carlo Mollino.

Il palazzo fu progettato da Carlo Mollino, Carlo Graffi, Alberto Galardi e Antonio Migliasso, vincitori di in concorso indetto nel 1964 dalla Camera di Commercio di Torino per costruire una nuova sede per i propri uffici sulle rovine del settecentesco palazzo Morozzo della Rocca, distrutto da un bombardamento nel 1943.[2] La realizzazione fu rimandata di alcuni anni e per il completamento si deve attendere il 1972.[3] A partire dal 1992 la Cam...


















Cripta747 Summer session




CRIPTA747 is keen to invite you to the second opening of the Studio Programme 2017 on July 20th from 6pm to 10pm.

Summer Session with

Tania Pérez Córdova. Mexico_1979, lives and works in Mexico City
Sean Kerr. New Zealand_1968, lives and works in Auckland
Francesco Pedraglio. Italia_1981, lives and works in London
Hsing-Chun Shih. Taiwan_1986, lives and works in Taipei
Stan Van Steendam. Belgium_1985, lives and works in Brussels

19/07/17

#9 / Jaya Cozzani, Marco Andrea Magni, Agostino Osio - LO SPAZIO AGGIUNTO




Presenze: Venerdì 21 luglio 2017 dalle ore 19,00
Installazione e residual sculpture: 21 luglio / 10 settembre
Base / Progetti per l'arte venerdì 21 luglio dalle ore 19,00 presenta il nono appuntamento di BASEOPEN a cura di Remo Salvadori con Jaya Cozzani, Marco Andrea Magni, Agostino Osio dal titolo LO SPAZIO AGGIUNTO.
LO SPAZIO AGGIUNTO è il progetto che nasce dal dialogo tra gli artisti Jaya Cozzani, Marco Andrea Magni e Agostino Osio invitati da Remo Salvadori che puntano a creare prima di tutto una pratica condivisa in presa diretta per chi sarà presente nel momento in cui si manifesta. La riflessione che affronteranno ruota attorno ad uno statment ben preciso: Se è vero che l’arte è inseparabile da una certa qual collera contro l’epoca, è anche vero che essa procura una certa serenità”. Come affermano gli stessi dopo un confronto con Remo Salvadori: “L'evento sembra essere già avvenuto o è ancora in divenire, questo perché vuole indagare in una maniera silenziosa e consapevole il modo, la circostanza e i particolari dello stare insieme. L'opera così ha a che fare con dei simulacri di presenza, in cui le mescolanze e le vicinanze dei corpi/opera diventano effetti incorporei.” Inoltre, suggeriscono che: “La natura di questo evento non è assoggettata e soffocata da briglie di un programma: la cosa più preziosa è sapere come intervenire in misura minima e attraverso piccoli spostamenti. Non una mostra, dunque, ma un vero e proprio viaggio sul posto attraverso quelli che possono essere delle intuizioni sulla restituzione. Un display in forma di dialogo per educare lo sguardo, per rimettere in gioco le proprie certezze, o forse più semplicemente per aprirsi all’ascolto.”
Jaya Cozzani (nata a Mumbai; vive e lavora a Milano) nel suo lavoro il ceruleo, la forma e il metodo sono ingredienti necessari per portarsi e per portarci nella dimensione meditativa delle sue origini indiane. Marco Andrea Magni (nato a Sorengo; vive e lavora a Milano) è attento a certi preconcetti formali messi in discussione attraverso un’eterodossia della scultura. L’esperienza del corpo empatico, l’habitat architettonico, l’atteggiamento del pensiero, diventano delle piccole indicazioni silenziose (occasioni e maniere) su come ripensare un mondo condiviso. Agostino Osio (nato a Milano; vive e lavora a Milano) viaggia alla ricerca dei propri paesaggi interiori che analizza di volta in volta utilizzando linguaggi fotografici diversi. Questi sono sempre incentrati sulla volontà di conservare la difficile vitalità della fotografia, tema centrale del suo lavoro.

BASEOPEN è un ciclo di mostre che si sviluppano nel giorno dell’evento/inaugurazione e in quelli successivi con le “tracce” residuali dell’azione proposta e svolta. Gli inviti sono realizzati da un singolo componente del collettivo e proposti parallelamente alla consueta programmazione del artist run space di Firenze. Gli artisti invitati a BASEOPEN rappresentano uno spaccato della scena attuale italiana e rispondono al tema della pratica partecipativa, del dialogo con il pubblico globale/locale e attorno a cosa può essere considerato oggetto artistico o di affezione estetica. Così l’opera realizzata coincide con la sperimentazione, la destrutturazione e l’amplificazione di quello che può essere inteso oggi per display espositivo e per fruizione dell’opera. L’esperienza di BASEOPEN porta in evidenza l’attitudine di BASE, dal 1998, impegnata a creare una piattaforma democratica di confronto sul ruolo dell’arte e della cultura. La novità consiste nel rendere “open” il dibattito attorno al processo creativo e alla ragione d’essere di quello specifico evento. Quello che accomuna le diverse sperimentazioni attorno al tema dell’incontro/dialogo è, per adesso, una riflessione trasversale sul concetto di comunità di appartenenza, sul ruolo dell’arte e il dibattito attorno ad essa. BASEOPEN nasce in continuità con i cicli di BASETALKS(!) e RADICALTOOLS che hanno puntato, in un momento di crisi di sistema, che ha provocato una riduzione delle attività di ricerca da parte di istituzioni pubbliche e private, a stimolare il confronto tra differenti processualità artistiche, generazionali, di audience e di metodologie per la trasmissione del sapere collettivo. Gli appuntamenti precedenti di BASEOPEN si sono svolti a novembre 2016 con Margherita Moscardini < Massimo Bartolini; Francesco Fonassi < Enrico Vezzi e da aprile 2017 con Giuseppe Stampone < Paolo Parisi; Giulio Delvè < Paolo Masi; Gaia Geraci < Marco Bagnoli; Marcello Spada < Mario Airò; Jacopo Miliani < Massimo Nannucci; Riccardo Giacconi < Vittorio Cavallini;
BASE / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. BASE è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia, la cui attività iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i più interessanti dell’arte del duemila. BASE è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. Attualmente fanno parte del collettivo di BASE / Progetti per l’arte: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi. Fino adesso si sono tenute a BASE mostre di Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon & Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo & Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, RADICALTOOLS (con Remo Buti, Gianni Pettena, Superstudio, Lapo Binazzi & Ufo, 9999,  Zziggurat), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, Jiri Kovanda, BASEOPEN (con Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delvè, Marcello Spada, Jacopo Miliani), Nicole Miller, ... che hanno presentato progetti inediti pensati per lo spazio di BASE
Prossime mostre: Roman Ondak, Saadane Afif, Richard Long, John Armleder, Rossella Biscotti, Daniel Buren, Thomas Saraceno, Patrick Tuttofuoco, ...
L’attività è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo dell’associazione BASExBASE / Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato / Regione Toscana.
BASE / PROGETTI PER L'ARTE
Via San Niccolò 18r
50125 Firenze / Italia
info@baseitaly.org / www.baseitaly.org
Info: +39 328 6927778+39 347 7210222

17/07/17

Ormeggio russo, la nuova fondazione V-A-C a Venezia



Venezia si è arricchita di un nuovo spazio culturale grazie alla Fondazione V-A-C, del collezionista russo Leonid Mikhelson, che ha preso in comodato Palazzo delle Zattere ristrutturandolo completamente realizzando un moderno centro polifunzionale.

Lo spazio è stato inaugurato con una bella mostra sull'arte russa del primo novecento miscelata e ri-interpretata da artisti contemporanei, un interessante approccio per fare storia e per produrre cultura.

"Space Force Construction" è una bella esposizione di manufatti, ben curata e con una giusta dose informativa che miscela nomi noti, come Wolfgang Tillmans e Barbara Kruger con artisti di cultura russa.


www.v-a-c.ru/


























CS

La Fondazione V-A-C presenta Space Force Construction, organizzata insieme all’Art Institute of Chicago in occasione dell’apertura della nuova sede della V-A-C a Venezia, Palazzo delle Zattere.

Space Force Construction è una conversazione fra artisti contemporanei e opere storiche. Oltre un centinaio di opere degli anni Venti e Trenta, realizzate dai maggiori artisti russi di quegli anni, vengono fatte dialogare con nuove commissioni site-specific e opere recenti di artisti contemporanei, fra cui l’artista performativa cubana Tania Bruguera, nota per i suoi potenti messaggi politici, Michail Tolmachev, giovane artista di Mosca che esplora il tema della memoria attraverso gli archivi fotografici, la celebre artista americana Barbara Kruger, il fotografo tedesco Wolfgang Tillmans e l’artista multimediale russo Kirill Savchenkov, per citarne solo alcuni. 

La mostra esamina il ruolo dell’arte nel suo rapporto con la società, che si consolida soprattutto nei periodi di grandi trasformazioni sociali e storiche, come avvenne durante gli anni della Rivoluzione d’Ottobre. In quel periodo gli artisti parteciparono direttamente alla costruzione delle nuove istituzioni e alla riorganizzazione dello spazio pubblico e privato, avendo compreso il potere di trasformazione sociale dell’arte. Se è vero che l’influenza delle opere create durante quel momento storico è ampiamente riconosciuta, la mostra prende in esame il modo in cui le idee proposte sono state sviluppate nel corso del XX secolo, e quale forma hanno assunto oggi.

Per Space Force Construction, Palazzo delle Zattere sarà riorganizzato in spazi espositivi dedicati ad altrettanti temi del primo periodo sovietico: la fabbrica, il campo di battaglia, il teatro, la mostra, la stampa, la scuola e l’ambiente domestico. Installazioni e oggetti storici sono stati ricostruiti appositamente per la mostra, ripristinando i loro originari scopi e funzioni e, in alcuni casi, creando strutture che non erano mai state realizzate, ma esistevano solo in rare fotografie o progetti: dalla
stanza di El Lissitzky per l’esposizione di Dresda o il chiosco multimediale di Gustav Klutsis alle decorazioni teatrali di Varvara Stepanova o gli arredi di Aleksej Galaktionov. 

Più che limitarsi a ricostruire queste opere, gli artisti contemporanei hanno una parte fondamentale nel riportarle in vita e nel reinterpretarle. Christian Nyampeta, insieme a filosofi ruandesi e a studenti di Disegno Industriale dell’Università di Venezia, elaborerà un nuovo progetto artistico all’interno del Circolo dei Lavoratori di Alexander Rodcheno, con lo scopo di avviare una discussione e un dibattito intorno alla contemporaneità. 

Space Force Construction comprende alcune fra le maggiori opere di collezioni internazionali pubbliche e private, fra cui un importante archivio fotografico che documenta le aggregazioni sociali nel primo periodo sovietico, creato da Irina Bibikova nel corso della sua ricerca sull’arte della propaganda di massa. In un’installazione commissionata di recente, Irina Korina lavora sulle forme e sulle figure raffigurate all’epoca, riportando in vita i grotteschi personaggi dei carri allegorici e delle
manifestazioni. L’artista cinese Cao Fei compie un’operazione simile collocando Marx, Mao e Lenin insieme nel mondo virtuale on-line di Second Life, dove conducono un’esistenza utopica, nel senso contemporaneo della parola.


Teresa Iarocci Mavica, direttrice della Fondazione V-A-C, spiega: ‘La produzione culturale è uno degli scopi fondamentali di V-A-C, e quasi tutti gli artisti contemporanei esposti hanno prodotto nuove opere site-specific. Noi crediamo che ogni nuovo lavoro potenzialmente offra una nuova interpretazione e riflessione sulla condizione globale attuale. E quando queste riflessioni prendono vita nello spazio condiviso di una mostra come Space Force Construction, inevitabilmente danno vita a una nuova conversazione. 

Nel cercare risposte nuove ai problemi posti dalla contemporaneità, noi creiamo spazi in cui le persone sono libere e motivate a confrontarsi con un’arte che le fa sentire parte della discussione. Con questa mostra, come sempre, speriamo di dimostrare che lo spirito sociale dell’arte è ancora vivo, e che il suo motore di cambiamento procede a tutta velocità.’

Space Force Construction è curata da Matthew Witkovsky, presidente della Collezione Richard and Ellen Sandor e curatore della Sezione Fotografia dell’Art Institute of Chicago, e dalla curatrice di V-A-C Katerina Chuchalina, in collaborazione con Anna Ilchenko. Peter Taub è il curatore del programma performativo, che è parte integrante della mostra (per gli orari delle performance fare riferimento al relativo programma). In concomitanza con la mostra di Venezia, l’Art Institute of Chicago ha pubblicato un catalogo accademico riccamente illustrato, dedicato all’arte e alla sua esposizione nel primo periodo sovietico. Una versione interamente storica di questo progetto congiunto, intitolata Revoliutsiia! Demonstratsiia! Soviet Art Put to the Test, sarà presentata dal 29 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018 presso l’Art Institute of Chicago. Fra i principali prestatori vi è la Collezione Ne boltai!, che arricchisce questa mostra di Venezia e quella di Chicago con numerose opere fondamentali legate alla prima era sovietica.

Gli artisti contemporanei presentati in Space Force Construction sono: Tania Bruguera, Cao Fei, Abraham Cruzvillegas, Melvin Edwards, Evgenij Fiks, Kirill Glušenko, David  Goldblatt, Pablo Helguera, Olga Jitlina, Janice Kerbel, Irina Korina, Barbara Kruger, Taus Machaceva, DJ Spooky aka Paul D. Miller, David Musgrave, Christian Nyampeta, Florian Pumhösl, Sergey Sapozhnikov, Kirill Savchenkov, Michail Tolmachev, Wolfgang Tillmans e Dmitrij Volkostrelov.



15/07/17

L'ambiente di Fontana




Pirelli HangarBicocca presenta la mostra “Ambienti/Environments” dedicata alla ricerca ambientale di Lucio Fontana, proponendo un corpus di Ambienti spaziali mai riuniti in precedenza, opere di importanza cruciale, che mettono in rilievo la forza innovativa e precorritrice di un grande maestro del Novecento.

La mostra, a cura di Marina Pugliese, Barbara Ferriani e Vicente Todolí e realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, raccoglie nello spazio delle Navate di      Pirelli HangarBicocca dieci ambienti, creati da Fontana (1899, Rosario, Argentina – 1968, Varese, Italia) tra il 1949 e il 1968 per istituzioni e musei italiani e internazionali.

Gli Ambienti spaziali, stanze e corridoi concepiti e progettati dall’artista a partire dalla fine degli anni ’40 e quasi sempre distrutti al termine dell’esposizione, sono le opere più sperimentali e meno note di Fontana, proprio per la loro natura effimera. Alcuni degli ambienti esposti sono stati ricostruiti per la prima volta dalla scomparsa dell’artista grazie allo studio e alle ricerche della storica dell’arte Marina Pugliese e della restauratrice Barbara Ferriani e al contributo della Fondazione Lucio Fontana.
Il visitatore ha l’opportunità di osservare e fruire per la prima volta le opere meno conosciute di Fontana, di riscoprirne l’importanza storica e allo stesso tempo di coglierne la contemporaneità e la forza innovativa attraverso un allestimento inedito.

La ragione storica della mostra risiede nell’importanza degli Ambienti, un gruppo di lavori consistente e poco conosciuto, che, tuttavia, insieme ai Concetti spaziali, i cosiddetti “Buchi” e “Tagli”, rappresenta una rottura con le forme tradizionali della scultura e della pittura da parte di Fontana, anticipando le ricerche di artisti e movimenti della generazione successiva, dal Gruppo T a Yves Klein al Gruppo Zero. Esiste, inoltre, una ragione contemporanea: la ricerca sugli Ambienti entra in dialogo con l’opera di molti artisti che hanno esposto in Pirelli HangarBicocca. (Vicente Todolí, Direttore Artistico di Pirelli HangarBicocca e co-curatore della mostra)

Il catalogo, pubblicato in concomitanza con la mostra ed edito da Mousse Publishing, presenta gli esiti più recenti della ricerca sul tema degli ambienti con un ampio apparato iconografico e testuale.







13/07/17

Andrea Guerzoni in Esercizi di naturalità



Per la stagione estiva Opere Scelte presenta una serie di recenti opere di Andrea Guerzoni, raccolte col titolo “Esercizi di naturalità”.


Una serie di manufatti, disegni, legati a interconnessioni temporali con il mondo naturale.
Un approccio bifocale, che tenta l’unione di uno sguardo ampio e particolare.


Fino al 9 Settembre. www.operescelte.com