Anche questa mostra della Biblioteca Vaticana è una occasione per scoprire o approfondire lo studio di parti del patrimonio ancora poco conosciute di questa storica istituzione. Nel caso della mostra del 2025, fulcro della ricerca è stata la figura del diplomatico Cesare Poma (1862-1932), e della sua inestimabile collezione di oggetti d’arte, libri, monete e periodici lasciati all'ente .
Proprio nel fondo Poma Periodici sono custodite tre delle quattordici copie del giornale En route, che dà il titolo al progetto e alla mostra, fondato, scritto e pubblicato dai due giornalisti francesi Lucien Leroy e Henri Papillaud che a fine Ottocento girarono il mondo in bicicletta.
Come loro, tanti si mossero oltre i confini delle loro città natali e andarono alla scoperta di Paesi lontani. Tanti, e tante; donne che con coraggio sfidarono le convenzioni sociali, e partirono con ogni mezzo, compiendo imprese ritenute impossibili.
Il console Cesare Poma
Diplomatico e studioso, viaggiatore instancabile e curioso, dotto raccoglitore di ogni genere di testimonianza umana, appassionato di linguistica e di numismatica, di botanica e di arte orientale, rappresenta l’apertura di interessi della Biblioteca Vaticana, l’ampiezza del suo patrimonio, ma soprattutto lo spirito di raccolta e di indagine, lo sforzo di riunire, classificare e mettere a disposizione quanto il genere umano ha prodotto ai quattro angoli del pianeta.
Lucien Leroy e Henri Papillaud
Partiti nel 1895 da Parigi con l’intento di sfidare due giornalisti inglesi nell’impresa di compiere un giro del mondo, toccano, in due anni, tutti i Paesi, battendo di fatto i colleghi che si fermano a poche tappe dalla partenza. L’idea geniale di finanziare il loro viaggio raccontandone le tappe attraverso un giornale frutta loro non solo denaro, ma fama e successo. In questa mostra seguiremo in particolare le loro avventure in Messico, Cambogia e Vietnam.
Le donne viaggiatrici
Studiando i giri del mondo del console Poma e dei giornalisti francesi sono emerse sempre più numerose figure di donne, che in piena età vittoriana, partirono sole alla volta del loro particolare tour du monde. Diverse fra loro, ognuna rappresenta un modo nuovo di vivere il viaggio e il loro tempo: Nellie Bly, Elizabeth Bisland, Annie Londonderry, Gertrude Bell e le gemelle Smith sfidarono le convenzioni sociali e contribuirono a creare un nuovo modello femminile.
La mostra «En route», sesta ed eccezionale tappa del percorso di dialogo tra il proprio patrimonio e l’arte contemporanea, avviato nel 2021.
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con la Maison Dior e con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Sparkle e Fondazione ANAWIM.
A presentare al pubblico il fondo Poma.Periodici e le vicende dei viaggiatori e delle viaggiatrici selezionati, la Biblioteca Vaticana ha convocato presso di sé tre creativi contemporanei: Lorenzo Jovanotti Cherubini, Kristjana S Williams and Maria Grazia Chiuri.
La Biblioteca Apostolica Vaticana è un’istituzione antica, luogo di conservazione e di ricerca appartenente al Papa e in stretto rapporto con il governo e il ministero della Sede Apostolica.
Dallo Scrinium attestato fin dal sec. IV, la Vaticana inizia la sua storia moderna con Niccolò V, che intorno alla metà del ‘400 decise di aprire le collezioni librarie papali agli uomini dotti (pro communi doctorum virorum commodo, Breve del 30 aprile 1451), e con Sisto IV, che diede un assetto più stabile all’organizzazione della Biblioteca con la Bolla Ad decorem militantis ecclesiae del 15 giugno 1475. Da sempre le sue ingenti collezioni costituite da manoscritti, materiale d’archivio, volumi a stampa antichi e moderni, monete e medaglie, stampe e disegni, materiale cartografico e fotografico sono aperte a studiosi qualificati di tutto il mondo. La Biblioteca è specializzata nell’ambito delle discipline filologiche e storiche e, retrospettivamente, anche teologiche, giuridiche e scientifiche