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06/07/17

I’ m (mi) grato



Essere in movimento, movimento di mappe celebrali, celebrali pulsioni elettrobiologiche, pulsioni di paura, paura di vivere, vivere senza esistere.




I ricordi che scappano, i ricordi che ci raggiungono.




Colpe che subiamo, colpe che causiamo.





Identità che assumiamo, che adattiamo, tutti uguali alla infinita diversità.




Cosa resta di questa dimensione temporale che chiamiamo vita su questa sfera di illusorie nazionalità?




L’arte non ha il compito di risolvere sicuramente, come in questa mostra, evidenzia i tanti pensieri del vivere apparenti ruoli identitari.






Mostra "La terra inquieta" della Fondazione Trussardi alla Triennale di Milano.



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