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10/08/25
Tranquillità estiva
09/08/25
E' nato il MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo
Interno del MAO Torino - foto Domenico Olivero
Da poche settimane ha preso ufficialmente vita MIPAM – Musei Italiani con Patrimonio dal Mondo, la rete nazionale che riunisce musei italiani impegnati nella conservazione e valorizzazione di collezioni dal mondo, con l’obiettivo di promuovere il dialogo, la condivisione di buone pratiche e la trasparenza nella gestione e cura di questo patrimonio.
Il 10 giugno 2025 presso il Museo Stibbert di Firenze ha avuto luogo la riunione finale di costituzione della rete. Il network nasce dopo quattro incontri preparatori che si sono svolti tra il 2023 e il 2025 a Milano, Parma, Torino e Firenze e che hanno coinvolto istituzioni provenienti da tutta Italia. La nuova rete si propone come un punto di riferimento per direttori, curatori, conservatori e archivisti di istituzioni statali, comunali, universitarie, missionarie e private.
L’Italia custodisce infatti un’ingente quantità di opere e manufatti non europei, giunti nel Paese sin dal XV secolo. Molte di queste collezioni si trovano in istituti poco noti o con scarse risorse dedicate, che oggi, grazie a MIPAM, possono contare su una rete di specialisti e collaborazioni intermuseali.
La rete comprende realtà molto diverse fra loro a livello istituzionale, storico e collezionistico – e che, in alcuni casi, operano anche al di fuori dei circuiti museali tradizionali – ma che nel loro insieme condividono la missione di favorire la ricerca, aumentare l’accessibilità e supportare la valorizzazione di patrimoni di opere non europee e dei loro articolati contesti culturali di riferimento e di provenienza.
Ora queste diverse istituzioni dispongono di un riferimento stabile per sviluppare progetti in collaborazione, rafforzare il dialogo fra l’ambito nazionale e quello internazionale, condividere problemi comuni e mettere a confronto le rispettive buone pratiche.
MIPAM organizzerà riunioni periodiche, proporrà lo sviluppo di progetti congiunti quali mostre, pubblicazioni, attività formative e programmi pubblici che valorizzino un patrimonio materiale e immateriale comune.
Con MIPAM nasce una nuova consapevolezza: quella di un’Italia museale più connessa, informata e pronta ad affrontare le sfide contemporanee legate alla storia, all’etica e alla cura del patrimonio culturale globale.
La rete, la cui fondazione è stata promossa dal MUDEC, è sempre aperta a nuove adesioni.
Musei Fondatori
CAM Cultures and Mission, Polo culturale dei Missionari della Consolata – Torino
Castello D'Albertis Museo delle Culture del Mondo – Genova
Centro di Ateneo per i Musei Università degli Studi di Padova
Fondazione MIC Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza – Onlus
Gallerie degli Uffizi, Firenze
MUCIV – Museo delle Civiltà, Roma
MUDEC – Museo delle Culture, Milano
Musei Civici di Reggio Emilia
Museo Civico di Modena
Museo Civico di Scienze Naturali "Enrico Caffi" – Bergamo
Museo Civico – Tortona (Alessandria)
Museo Civico Etnografico "Giovanni Podenzana" – La Spezia
Museo d'Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani – Parma
MAO Museo d’Arte Orientale (Fondazione Torino Musei) – Torino
Museo d’Arte Orientale, Venezia
Museo d’Arte Orientale – Collezione Mazzocchi – Coccaglio (Brescia)
Museo d'Arte Orientale “Edoardo Chiossone” – Genova
Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università degli Studi di Torino
Museo Egizio – Torino
Museo Etno-Archeologico Castiglioni – Varese
Museo Etnologico Missionario di Colle Don Bosco – Castelnuovo Don Bosco (Asti)
Museo Popoli e Culture PIME – Milano
Museo Stibbert – Firenze
Palazzo dei Musei – Varallo (Vercelli)
Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica (Fondazione Torino Musei) – Torino
Sistema Museale di Ateneo, Università degli Studi di Parma
Il board direttivo è composto da: Marina Pugliese (direttrice del MUDEC – Museo delle Culture, Milano), Davide Quadrio (direttore del MAO Museo d’Arte Orientale, Torino), Andrea Viliani (direttore del MUCIV – Museo delle Civiltà, Roma), Enrico Colle (direttore del Museo Stibbert, Firenze), p. Enzo Oliviero Verzeletti (direttore del Museo d’Arte Cinese ed Etnografico dei Missionari Saveriani, Parma).
08/08/25
Arte in vetta a Hauser & Wirth St.Moritz
L'approccio curatoriale di Perfetti è plasmato dalla sua educazione nella Lapponia svedese settentrionale, dove le forti oscillazioni tra la luminosità estiva e l'oscurità invernale – spesso punteggiate dall'aurora boreale – hanno reso la luce un elemento caratterizzante della vita quotidiana. L'artista osserva: "La luce continua a simboleggiare conoscenza e trasformazione, dallo yin e yang della filosofia cinese all'Illuminismo in Occidente. Gli artisti di questa mostra usano la luce per modificare la percezione, accendere le emozioni e mettere in discussione l'autorità".
La luce ha da sempre svolto un ruolo centrale nella storia dell'arte. Dagli interni suggestivi di Vilhelm Hammershøi alle esplorazioni della luminosità di William Turner, fino agli studi sulla percezione degli Impressionisti, gli artisti hanno costantemente indagato il modo in cui la luce plasma l'esperienza visiva. Frank Bowling porta avanti questa tradizione attraverso un'astrazione stratificata, influenzato dai paesaggi della sua nativa Guyana e dal trattamento della luce nelle opere di Gainsborough, Constable e Turner. Il suo dipinto "Senza titolo" (ca. 1978), un vibrante acrilico e collage su tela, evoca il calore di un tramonto: i suoi colori stratificati catturano la luce fugace in movimento.
Pipilotti Rist utilizza la luce su un registro diverso: emotivo, immersivo e metaforico. Pioniera della videoarte spaziale, crea installazioni che inondano gli ambienti di colori saturi e proiezioni luminose. La sua nuova opera per la mostra di St. Moritz, "Tine füllt das Öl nach <Tine refills the oil>" (2025), presenta uno schermo verticale luminoso in vetro acrilico rosso sabbiato, racchiuso in una cornice a specchio. Irradiando colori saturi e disseminata di forme traslucide, l'opera immerge gli spettatori in un campo sensoriale in cui luce, riflessi e superficie confondono i confini tra tecnologia e natura, percezione e subconscio.
Jenny Holzer è nota per le sue opere testuali – spesso realizzate in spazi pubblici – che utilizzano le parole per denunciare i sistemi di potere. I dipinti di redazione in mostra a St. Moritz proseguono questo approccio critico. Le superfici metalliche a foglia di queste opere sono costruite su ricalchi ingranditi di documenti governativi pesantemente censurati, segnando l'ultima fase della pratica pittorica di Holzer, che esplora i tumulti in corso e interconnessi della politica americana dall'era di George W. Bush a oggi. Bilanciando cancellazione ed esposizione, queste opere "fanno luce" su ciò che altrimenti sarebbe nascosto.
"Work No. 2204 DON'T WORRY" (2015) di Martin Creed, una scultura al neon multicolore, trasforma una frase informale in un'audace dichiarazione visiva. Parte di una serie iniziata nel 1999, questi testi illuminati oscillano tra ironia e sincerità, offrendo un conforto fugace e affermando al contempo una presenza autorevole. "Nessuno può davvero dirti che andrà tutto bene", riflette Creed, "ma sono stato molto confortato da persone che mi dicevano cose del genere".
Attraverso materiali diversi – vetro, specchio, pittura e proiezione – le opere in mostra da Hauser & Wirth St. Moritz esplorano le dimensioni emotive, politiche e percettive della luce nell'arte. Allestendo la mostra nella suggestiva luce estiva dell'Engadina, Perfetti estende questo tema oltre le pareti della galleria, permettendo alla luce naturale di St. Moritz di diventare un'estensione attiva della mostra.
07/08/25
Impresa Cultura secondo Federculture
06/08/25
Riaperto UBU
05/08/25
Diagrams - Fondazione Prada Venezia
Eccovi il video che racconta di questa iniziativa che ha l'obiettivo di promuovere il dialogo e la riflessione speculativa sul rapporto tra intelligenza umana, fenomeni scientifici e culturali e creazione e diffusione della conoscenza.
04/08/25
Stile libero
Con questa nuova mostra l’Associazione Fuoriprogramma, nata da un’idea di Michela Pomaro e Giovanni Frangi, prosegue il proprio impegno a sostegno dell’arte contemporanea in dialogo con il territorio di Magnano. Per Stile libero ha coinvolto un gruppo di giovani studenti del corso del Triennio di Tecniche Pittoriche dell’Accademia di Brera di Milano.
Con la sua storia e i suoi edifici, Magnano è parte viva del progetto; è la materia con cui i giovani artisti interagiscono per dare forma a opere inedite, diverse per formato, ricerca e media, distribuite in un percorso che spazia dalla pittura alla scultura, fino al disegno, alla fotografia e oltre.
I 25 artisti coinvolti, ancora in una fase germinale della loro ricerca, sono nati tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila. Con le loro opere definiscono visioni ancora inesplorate, che si nutrono del confronto con il presente, per immaginare nuove soluzioni per il futuro.
Stile libero inizia dal Monastero di Bose, per la prima volta utilizzato per una mostra di Fuoriprogramma.
Sotto un grande portico ad angolo di fronte a un prato, e immediatamente dietro la Chiesa di Bose, sono esposti una serie di grandi quadri ad acrilico con dei fiori di gusto pop, realizzati da Camilla Trumellini in un rapporto attivo con l’ambiente circostante.
Il percorso procede a tappe, prima verso la Chiesa di Santa Marta, dove sono raccolti gli interventi di diversi artisti, tra cui i collage astratti di Elia Di Nola, interpretazione libera della storia e degli spazi, e i dipinti di Beatrice Pachera, attratta dalle montagne del Marocco, vivaci e vibranti. Poi verso la Casa Parrocchiale, in via Castello, dove trovano posto i disegni naturalistici di Silvia Rocchi, realizzati con una precisione da miniaturista, e i lavori a matita dedicati al cielo e all’acqua di Samuele Brambilla.
Stile libero conduce verso la parte più antica del paese, dove si incontra la Cantina del Ricetto, con la serie Ragazzi che dormono di Filippo Colombani, che racconta di giovani che si radunano, fanno gruppo, parlano, si riposano come in un Déjeneur sur l’herbe del nostro tempo; e a seguire, nella Piazza Comunale, dove si incontra la Locanda Borgo Antico, scelta per esporre una serie di lavori di Matteo Bianchi, riflesso del suo sguardo puntato agli orizzonti delle montagne della Val Camonica, parte della sua biografia.
La mostra raggiunge poi la sede della Pro Loco, in via Roma, i cui spazi sono occupati da una serie di incisioni che hanno come soggetto la natura; e il Mulino Ottino, all’inizio di via Campi, che ospita tra gli altri i personaggi punk di Tommaso Frattini, dipinti su materiali di recupero. E si conclude al Centro Culturale Sosio, sede della Biblioteca del paese, dove trovano posto le fotografie in bianco e nero di Lucrezia Mora ispirate a Helmuth Newton, che ritraggono donne dalla bellezza spiccata colte nella loro intimità, e sulle quali interviene scrivendo con un filo di seta rosso.
Stile libero raccoglie le esperienze creative di artisti ancora in una fase germinale di esplorazione e definizione del proprio linguaggio e del proprio stile, liberi di sperimentare e sbagliare. La diversità delle soluzioni espressive proposte rivela l’urgenza e le potenzialità di ognuna di esse. Costituita in un percorso a tappe, la mostra include il paese di Magnano come parte viva del progetto, con cui gli artisti si sono relazionati in un dialogo aperto e inedito.
INFORMAZIONI AL PUBBLICO
STILE LIBERO - La Generazione Z dell’arte protagonista a Magnano nel Biellese.
25 giovani talenti in una mostra diffusa in 8 sedi. A cura di Fuoriprogramma
Luoghi: Monastero di Bose, Chiesa di Santa Marta, Casa Parrocchiale, Cantina del Ricetto, Locanda Borgo Antico, Pro Loco, Mulino Ottino, Centro Culturale Sosio
03/08/25
Prossimamente Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT
Nel venticinquesimo anno dalla sua costituzione (27 dicembre 2000), la Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT prosegue con impegno crescente nell'implementare le linee strategiche del proprio programma, consolidando di anno in anno la sua visione e il suo impatto grazie a singoli eventi e a progetti speciali: Spazio pubblico, scelto come luogo privilegiato per realizzare opere attraverso un processo di coinvolgimento attivo di abitanti, enti locali, associazioni, rendendo l'arte accessibile e partecipata; Internazionalizzazione: un’apertura a progetti oltre i confini della città di Torino e del Piemonte; Comunità, filo conduttore che attraversa tutti i progetti della Fondazione, intesa come destinazione dei progetti di Fondazione e come approccio diretto alla costruzione di una pluralità di gruppi, con l'obiettivo di creare connessioni e rafforzare il tessuto sociale attraverso l'arte; Professioni, quelle dell’arte contemporanea, un settore che richiede competenze specifiche che vanno incoraggiate e formate; Educazione, da sempre un pilastro dell'azione della Fondazione e strumento fondamentale per avvicinare persone di tutte le età ai linguaggi dell'arte, promuovendone la comprensione e l'apprezzamento; Collezione, il cuore dell'identità istituzionale della Fondazione, un patrimonio artistico a disposizione della collettività.
“La programmazione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT racconta ciò che questi 25 anni sono stati, ma anche ciò che la Fondazione CRT ha voluto e continua a volere: promuovere la cultura come bene collettivo, generare valore attraverso l’arte, rendere il patrimonio accessibile a tutta la comunità – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT -. Nata nel 2000 per valorizzare un nucleo di opere di Arte Povera, la Fondazione è cresciuta fino a diventare una realtà culturale di riferimento a livello internazionale, con una collezione di oltre 930 opere di 330 artisti, messa a disposizione della collettività e dei musei torinesi. Nel tempo abbiamo ampliato il nostro impegno, avvicinandoci sempre più al territorio, come con il progetto di arte pubblica Radis, e sostenendo attivamente il sistema dell’arte contemporanea piemontese. Abbiamo promosso progetti di rete nei campi della formazione e dell’educazione, come Aperto e aulArte, riconosciuti come best practice a livello nazionale. Oggi la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT continua a contribuire a rafforzare l’identità di Torino come capitale italiana dell’arte contemporanea: il ritorno in Italia del summit internazionale del CIMAM, proprio a Torino dopo oltre cinquant’anni, rappresenta un riconoscimento importante di questa visione aperta, dinamica e attenta alle nuove sfide, come quella dell’AI e della contaminazione tra arte e tecnologia, che trova una delle sue case naturali alle OGR Torino, hub di cultura e innovazione della Fondazione CRT, da dove CIMAM prenderà il via”.
“È per me una gioia veder riunite in questo ricco calendario le attività che vedranno la luce nei prossimi mesi, a testimonianza della continuità e dello sviluppo del programma 2024-2027 – dichiara Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Presidente della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT -. Le sei parole chiave, con le quali abbiamo sistematizzato la strategia dell’istituzione, rispecchiano le sue vocazioni originarie, collezionistiche ed educative e, d’altra parte, ne indirizzano gli investimenti, progettuali ed economici, verso programmi innovativi nell’ambito dell’arte nello spazio pubblico, dell’alta formazione e dell’internazionalizzazione. Intorno alla collezione, giunta all’importante traguardo dei suoi 25 anni, la Fondazione è oggi più che mai un’istituzione impegnata a favore della comunità dei pubblici dell’arte, del sistema e delle sue istituzioni. Sono certa che, dopo il successo delle prime edizioni, i programmi di arte pubblica Radis e di alta formazione Aperto confermeranno il valore strategico che rivestono per l’istituzione e il territorio. Infine, sono felice che la Fondazione CRT, insieme alla Fondazione Arte, sostenga la Conferenza annuale del CIMAM, un evento internazionale che si svolgerà a Torino nel novembre 2025 e che darà nuova visibilità e centralità alla nostra città”.
SPAZIO PUBBLICO / Radis
Lo spazio pubblico è uno dei luoghi privilegiati dalla Fondazione per realizzare opere, attraverso un processo di coinvolgimento di abitanti, enti locali, associazioni, come dimostrato dal progetto Radis, il progetto di arte nello spazio pubblico ideato e promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.
Dopo l’esperienza più che positiva nel comune di Rittana, che ha visto la realizzazione dell’opera le masche di Giulia Cenci, la seconda edizione, a cura di Marta Papini e nuovamente in collaborazione con la Fondazione CRC, vedrà l’artista visivo kosovaro Petrit Halilaj realizzare un’opera nella Borgata Valdibà, nel territorio di Dogliani (CN).
Le due istituzioni dialogheranno anche quest’anno con il territorio, trasformando in azioni concrete l’idea di patrimonio diffuso che rappresenta una delle missioni statutarie della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e della Fondazione CRT, da sempre impegnata nell’ampliare l’accesso alla cultura e all’arte per tutte e tutti.
L’opera verrà inaugurata il 5 ottobre 2025 insieme alla mostra collettiva Tutto ciò che tocchi cambia. Tutto ciò che cambi, ti cambia che accoglierà opere della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e della Fondazione CRC.
Petrit Halilaj (1986, Kostërrc, Kosovo) interverrà nella Borgata Valdibà, un’area in un punto panoramico nel cuore delle Langhe, lungo una strada che conduce da Dogliani a Monforte d’Alba. Qui, accanto alla Chiesa di San Bartolomeo e alla sua canonica, c’è un piccolo edificio a due piani che fino agli anni Sessanta era la scuola di borgata, il punto di riferimento per tutti le bambine e i bambini del territorio circostante. Al posto dell’edificio, ormai non più agibile, Petrit Halilaj realizzerà un’opera dalla serie Abetare, creata a partire da disegni incisi sui banchi delle scuole di Dogliani, che verranno combinati con disegni tratti dall’archivio dell’artista. L’opera che andrà a occupare lo spazio lasciato dalla ex scuola rappresenterà una casa stilizzata e senza muri, popolata da creature inventate provenienti sia dai banchi delle Langhe sia dei Balcani che, incontrandosi, la faranno diventare un monumento al linguaggio universale dell’immaginazione e della fantasia.
Come per la prima edizione, anche quest’anno la produzione dell’opera sarà accompagnata da un programma educativo per le scuole del territorio, curato da Feliz in collaborazione con l’associazione La Scatola Gialla. La seconda parte del programma, rivolta alle scuole primarie e secondarie di primo grado, si svolgerà a opera già installata, durante l’anno scolastico 2025-2026. Come nella scorsa edizione di Radis, la realizzazione della nuova opera offre un ampio public program, che si svolgerà fino a ottobre con una nuova edizione di Supercondominio e un programma di valorizzazione delle opere di arte pubblica nella provincia di Cuneo, con un focus specifico sul progetto A Cielo Aperto di Fondazione CRC. Ideati da Barbara De Micheli, project manager e producer con consolidata esperienza nella gestione di progetti artistici e culturali, questi itinerari di scoperta delle opere diffuse sul territorio cuneese offriranno al pubblico l'opportunità di esplorare un patrimonio artistico che si fonde con il paesaggio e le comunità locali. Il progetto si riconnette al lavoro di mappatura e valorizzazione avviato dalla Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT, in occasione della precedente edizione di Radis, una pubblicazione, curata da Vittoria Martini, che censisce e racconta opere radicate nei luoghi, ispirate dalle loro storie e dal dialogo con le comunità che li abitano.
INTERNAZIONALIZZAZIONE / La 57ª Conferenza Annuale di CIMAM
L’apertura della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ai circuiti internazionali quest’anno si concretizza nel supporto – realizzato insieme alla Fondazione CRT – alla 57ª Conferenza Annuale di CIMAM - International Committee for Museums and Collections of Modern Art, che si aprirà il 28 novembre alle OGR Torino e proseguirà fino al 30 novembre, facendo di Torino una capitale internazionale dell’arte con oltre 300 delegati in arrivo da tutto il mondo.
L’evento, organizzato da CIMAM, è supportato dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e dalla Fondazione CRT, ed è curato dal Comitato dei Contenuti, in collaborazione con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, la Fondazione Torino Musei e il Castello di Rivoli Museo d'Arte Contemporanea.
CIMAM ritorna in Italia dopo quasi 50 anni dal 1976, anno in cui la conferenza si tenne a Bologna e Prato per la sua unica tappa nel nostro paese in oltre 60 anni di Conferenze Annuali. La Conferenza di Torino è intitolata al tema “Enduring Game: Espandere Nuovi Modelli di Fare Museo”, e sarà guidata dal motto “Of Necessity Virtue” (Di Necessità Virtù). L’edizione di quest’anno inviterà i professionisti museali a misurarsi e confrontarsi, attraverso un’indagine critica e pratiche di immaginazione collettiva, sulle evoluzioni del ruolo delle istituzioni d’arte contemporanea, in un contesto globale sempre più complesso. La conferenza, articolata in tre sessioni collettive, si concentrerà sulla necessità di affrontare cambiamenti sistemici importanti e difficili – tagli economici e un clima crescente di antagonismo politico e sociale – reinventando al contempo la missione sociale, pedagogica e culturale delle istituzioni dedicate all’arte contemporanea.
Ogni giornata inizierà con un discorso di benvenuto e un intervento artistico, seguiti da una keynote di 40 minuti e da atti performativi; i partecipanti prenderanno poi parte a sessioni di lavoro in piccoli gruppi, concepite non come discussioni convenzionali ma come laboratori di pensiero, in cui riflessioni generali e teoriche si intrecceranno a conversazioni pratiche su problemi e strategie rilevanti nel contesto attuale. Le giornate si concluderanno con una breve sessione di sintesi, che riassumerà le idee chiave e metterà a confronto prospettive comuni e divergenti.
La Fondazione per l'Arte Moderna e Contemporanea CRT si conferma partner di riferimento per il sistema culturale di Torino, mantenendo un impegno costante nel sostenere le principali manifestazioni cittadine legate all’arte contemporanea, come The Phair, EXPOSED e Artissima, e nel porsi come interlocutore aperto per la condivisione di idee, aspirazioni e bisogni.
Per celebrare il proprio venticinquesimo anniversario, la Fondazione produrrà per la prima volta una nuova installazione luminosa di una importante artista internazionale nell’ambito di Luci d’Artista, vero e proprio laboratorio a cielo aperto e istituzione per l’arte contemporanea, da sempre sostenuta dalla Fondazione CRT. La nuova opera, che si aggiungerà a quelle esistenti all’interno del progetto, sarà un dono della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per la città.
La Fondazione è da sempre sensibile all’ambito professionale dell’arte contemporanea. Con Aperto, avviato nel 2024, ha scelto di investire sulla formazione specialistica, con un programma gratuito di alto livello per le professionalità dell’arte contemporanea, ideato e promosso dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT e giunto alla sua seconda edizione. Aperto coinvolge una rete di istituzioni e spazi del contemporaneo con una riconosciuta expertise nel campo della formazione che offrono seminari volti ad approfondire uno specifico ambito, unendo l’acquisizione di nuove competenze alla dimensione teorica e riflessiva e all’attività laboratoriale.
L’edizione 2025 di Aperto prevede quattro seminari della durata di tre/quattro giorni ciascuno, accessibili tramite singole open call. I seminari si svolgeranno da luglio 2025 a febbraio 2026 e coinvolgeranno il Castello di Rivoli, Almanac Inn, Cripta 747, Mucho Mas!, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e Artissima.
Il primo seminario, Raccontare le mostre. Per una storia della curatela al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. Testimonianze e confronti si terrà in due sessioni il 24 e il 25 luglio 2025 e il 25 e il 26 settembre 2025; ideato e organizzato dal CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli, è affidato alla curatela di Antonella Soldaini, storica dell’arte, curatrice e autrice, consulente curatoriale e responsabile della ricerca dello Studio Celant.
EDUCAZIONE / aulArte
Insieme alla formazione, l’educazione rappresenta da sempre uno degli obiettivi centrali della strategia della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, quale strumento per avvicinare le giovani generazioni ai molteplici linguaggi dell’arte contemporanea; questo si concretizza anche attraverso il bando aulArte, progetto rivolto alle scuole del Piemonte e finalizzato a favorire la conoscenza e la divulgazione dell’arte contemporanea nell’ambito dei programmi scolastici.
Giunto alla terza edizione, aulArte ha due obiettivi fondamentali: favorire l’avvicinamento e la divulgazione dell’arte contemporanea in ambito scolastico, promuovendo l’accesso ai luoghi di cultura da parte degli studenti e delle studentesse e la formazione degli insegnanti.
Attraverso il bando (rivolto a tutte le scuole del Piemonte di ogni ordine e grado), la Fondazione ha messo a disposizione un contributo totale di 60.000 euro, 2.000 euro per ognuna delle 30 scuole beneficiarie (in aumento rispetto alle 25 dell’edizione precedente), destinato a sostenere i costi delle uscite didattiche nei musei e nelle fondazioni di arte contemporanea del Piemonte: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea (Rivoli), Cittadellarte - Fondazione Pistoletto (Biella), Fondazione Ferrero (Alba), GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, PAV Parco Arte Vivente, Pinacoteca Agnelli (Torino). Chiuso lo scorso 13 giugno, il bando ha registrato un progressivo aumento della partecipazione con oltre 70 candidature ricevute da parte di scuole provenienti da tutte le province piemontesi. Oltre alla costante presenza delle scuole primarie e secondarie di primo grado, che da sempre rappresentano la maggioranza degli istituti candidati, quest’anno un significativo numero di scuole dell'infanzia e di scuole secondarie di secondo grado ha risposto all'appello. Questi dati confermano il crescente posizionamento del programma e la sua capacità di espandere il proprio raggio d'azione su tutto il territorio regionale piemontese.
Al contributo si affiancherà un programma gratuito di formazione docenti, che partirà nell’autunno 2025, a cura dei Dipartimenti Educazione delle istituzioni di arte contemporanea coinvolte, con l’obiettivo di fornire gli strumenti utili a sviluppare autonomamente una didattica che utilizzi l'arte contemporanea nell'ambito dei programmi scolastici. La scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 400 insegnanti.
COLLEZIONE / La collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT
Centro dell’identità istituzionale della Fondazione e suo patrimonio, la collezione privata della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT, conosciuta a livello internazionale, è un patrimonio mostrato in diverse sedi e messo principalmente a disposizione delle due più importanti istituzioni di arte contemporanea del Piemonte, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea; inoltre, una parte della collezione è accolta dalle OGR Torino e presso la sede stessa di Fondazione CRT.
Oggi la Collezione conta 950 opere di oltre 380 artiste e artisti attivi negli ultimi settant’anni, tra cui Lucio Fontana, Mario e Marisa Merz, Marina Abramovic, Olafur Eliasson, William Kentridge, Liam Gillick, Monica Bonvicini, Michelangelo Pistoletto, Anna Boghiguian solo per citarne alcuni; all’interno della collezione trovano spazio oltre 350 fotografie dei più grandi fotografi italiani del dopoguerra, insieme a dipinti, sculture e installazioni, opere video (oltre 120), opere sonore, NFT e opere che vivono nel metaverso. Dal 2017, inoltre, la Fondazione dedica un budget specifico all’acquisto di Libri d’Artista – oggi quasi 140 – destinati al Fondo Maffei della GAM e utili ad arricchire la narrazione dei progetti espositivi dei musei.
Oltre alle acquisizioni di opere, la linea collezionistica della Fondazione comporta la loro tutela e salvaguardia attraverso un esteso progetto di monitoraggio avviato nel 2024 e che proseguirà fino al 2027, allo scopo di mappare puntualmente la condizione conservativa dell’intero patrimonio e di intervenire con azioni di manutenzione mirate a garantirne lo stato di conservazione e fruizione. Comprende inoltre attività di valorizzazione per rendere la collezione sempre più conosciuta in Italia e nel mondo, attraverso progetti espositivi (come la mostra inclusa nel progetto Radis o l’allestimento di un percorso espositivo nelle sale di Fondazione CRT) pensati anche per favorire e incrementare il più possibile campagne di prestito delle opere nei più importanti musei nazionali e internazionali. Il 2025 segna inoltre l’avvio dell’importante progetto di studio finalizzato alla realizzazione di un nuovo catalogo della collezione, che sarà presentato nell’autunno 2026.
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