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16/12/21

Sfruttare artisticamente la natura ...

 


Con la scusa dell'arte quanto inquinamento, prendiamo il caso dell'industria di vestiti Burberry che in uno spazio naturale sull'isola di Jeju, Corea del Sud, più vicino era troppo sfigato, piazza un bell'edificio scintillante definito opera artistica, che ovviamente servirà a gestire la dimensione naturale dello spazio, ovviamente con bar e vendita di vestiti.

Questo lo slogan del sito "... scultura topografica ricoperta di specchi che sorge dal paesaggio e i cui contorni architettonici sono ispirati alle mappe. Una volta entrati, i visitatori si troveranno in uno spazio innovativo in cui fisico e digitale collidono, inclusa la nostra coinvolgente installazione d'arte con le opere cinematografiche interattive di tre artisti, tutte ambientate all'aria aperta

Nell’ambito del nostro costante impegno per un cambiamento ambientale positivo, supporteremo la tutela dell'isola di Jeju tramite una collaborazione di cinque anni con l'organizzazione non-profit Jeju Olle Foundation. Questa iniziativa contribuirà a preservare la bellezza naturale dell'isola e a permettere al pubblico di continuare a visitarla."

Forse mi sfugge qualcosa ma se vogliamo veramente sostenere l'ambiente, facciamolo sinceramente e smettiamola di usare questo mantra solo per vendere abiti, in un'ottica che non mi pare poi molto logica e rispettosa dei grandi problemi ambientali, forse sarebbe bello parlare di meno consumo e più riciclo... Molte industrie dell'abbigliamento si stanno già attivando. 

15/12/21

Kunsthaus, ed è subito successo

 


La Kunsthaus di Zurigo è stata riaperta  da poche settimane dopo il grande rinnovamento è subito il riscontro del pubblico è stato molto positivo


Ma vediamo i dati che ci giungono da questo stupendo museo. 

Visitatori in aumento da 226'000 a 370'000 unità e un 18 per cento in più di membri: il Kunsthaus ampliato supera gli obiettivi prefissati. 450 visite guidate della collezione solo nell’ultimo trimestre e un interesse persistente per la contestualizzazione della collezione Emil Bührle.


Con l’inaugurazione dell’ampliamento museale a ottobre, il Kunsthaus Zürich è divenuto il più grande museo d’arte in Svizzera per superficie. Già dalle fasi di anteprima in primavera era chiaro che l’architettura e l’originalità dell’offerta avrebbero sorpreso il pubblico.

 

VISITATORI E MEMBRI IN AUMENTO

Il numero di visitatori del Kunsthaus nel 2021 è aumentato significativamente rispetto al 2020. Attualmente sono stati registrati circa 360'000 ingressi rispetto ai 226'000 dell’anno precedente sebbene il museo sia rimasto chiuso per due mesi durante la pandemia su disposizione delle autorità. L’associazione di supporto, la Zürcher Kunstgesellschaft, ha registrato una crescita record (più 18 per cento). Fino alla fine di settembre 2021 oltre 3'600 persone hanno aderito all’associazione, che ora conta 24'500 membri (nell’anno precedente erano 20'816). I contributi dei membri, pari a CHF 2'282'721.–, garantiscono in gran parte l’alto tasso di autofinanziamento del Kunsthaus. Si tratta di una buona notizia anche per gli artisti, dal momento che il 15% di tali contributi è destinato all’acquisto di opere d’arte per lo più contemporanea – attualmente CHF 342'408.–. Stando al bilancio provvisorio è previsto un risultato in pareggio. I dati definitivi verranno presentati a fine maggio 2022 durante l’assemblea generale della Zürcher Kunstgesellschaft; in tale occasione i membri saranno anche chiamati a eleggere il nuovo presidente. In seguito all’improvvisa scomparsa di Anne Keller Dubach a settembre scorso, il vicepresidente Conrad M. Ulrich ha assunto la direzione ad interim dell’associazione.

 


VIVACE PARTECIPAZIONE ALLA CONTESTUALIZZAZIONE DELLA COLLEZIONE BÜHRLE

La contestualizzazione della Collezione Emil Bührle, che il Kunsthaus ha invitato a lasciare la propria sede privata alla periferia cittadina per trasferirsi al centro di Zurigo e dell’attenzione del pubblico, era stata annunciata in occasione della votazione popolare del 2012. L'apporto del Kunsthaus alla contestualizzazione di tale collezione privata si basa sulla ricerca scientifica indipendente dell’Università di Zurigo, commissionata dalla città e dal cantone. Dalla grande quantità di informazioni contenute nel rapporto di ricerca, il Kunsthaus, coadiuvato da diverse decine di esperti, ha estrapolato i dati essenziali. Il pubblico ha mostrato di apprezzare l’obiettività e la chiarezza con cui nella sala di accesso sono illustrate le circostanze relative alla nascita della Collezione Bührle.  

Poiché la ricerca sulla provenienza delle opere non era oggetto dal lavoro commissionato all’università, il Kunsthaus ha provveduto a inserire le relative informazioni su appositi codici QR collocati accanto a tutte le opere della Collezione Emil Bührle. I dettagli relativi alla ricerca sulla provenienza delle opere, consegnata al Kunsthaus dalla Collezione Bührle, sono stati presentati oggi dalla Fondazione della Collezione E.G. Bührle in una conferenza stampa congiunta www.buehrle.ch/provenienzen. A gennaio sarà lanciata una versione di più agevole consultazione della collezione online, con indicazione delle provenienze a cura della Fondazione della Collezione E.G. Bührle. Nel corso dell’anno tali indicazioni saranno commentate in base ai correnti standard museali e integrate laddove utile e possibile. Informazioni sull’attuale ricerca in materia di provenienza delle opere al Kunsthaus sono disponibili sul sito del Kunsthaus www.kunsthaus.ch/sammlung/provenienzen/.  

In parallelo, la direzione della Zürcher Kunstgesellschaft ha incaricato un comitato indipendente di esperti di verificare la metodologia e il procedimento seguiti dalla Fondazione della Collezione E.G. Bührle, nonché la corretta presentazione dei risultati.

Al digitorial online del Kunsthaus sulla contestualizzazione della Collezione Bührle, che da ottobre costituisce uno strumento di ricerca e mediazione museale a disposizione del pubblico internazionale, viene attestato nei sondaggi un valore informativo alto o molto alto. La maggior parte degli oltre 6'000 utenti ha apprezzato l’obiettività dell’approccio redazionale. In confronto, appare ancora limitato l’interesse per l’archivio della Fondazione della Collezione E.G. Bührle, che da ottobre si trova nella biblioteca del Kunsthaus e che è accessibile al pubblico: finora è stato visitato da due persone.

Tutti i settori della collezione nel Kunsthaus ampliato sono attualmente molto visitati – dall’arte contemporanea alle Collezioni Merzbacher e Looser, fino al dadaismo o ai concretisti zurighesi. Dall’inaugurazione fino alla fine dell’anno sono state effettuate o programmate in totale 450 visite guidate.

 

 

PROGRAMMA ESPOSITIVO 2022

Il programma per il prossimo anno è come d’abitudine ricco e variegato. È attualmente in corso la mostra «Earth Beats. Cambiamento dell’immagine della natura», dedicata a tematiche di natura sociale (fino al 6.2.2022). Seguono mostre monografiche di diverso genere con Yoko Ono (performance), Federico Fellini (disegni/film) e Aristide Maillol (scultura). Nella grande sala espositiva, la scultura a terra di 400 mq «The 2000 Sculpture» (in mostra fino al 20.2.2022) farà spazio ad «Arte e medicina» e successivamente a «Niki de Saint Phalle». Nel gabinetto saranno presentati i disegni barocchi di Giovanni Benedetto Castiglione, e in estate gli album di schizzi di Rudolf Koller, di cui il Kunsthaus possiede una delle più significative collezioni. Nel periodo di intermezzo fra le due mostre la performer Alexandra Bachzetsis animerà la sala con la sua nuova opera «2020: Obscene». L’intero programma espositivo è pubblicato su www.kunsthaus.ch.

 

OBIETTIVO: UN SOLIDO RISULTATO GESTIONALE IN VISTA DEL PASSAGGIO DI TESTIMONE

Grazie all’ampliamento architettonico e programmatico, la Zürcher Kunstgesellschaft prevede a partire dal 2022 ingressi medi annuali di 375'000 visitatori. L’obiettivo è di mantenere un tasso di autofinanziamento superiore al 50 per cento, in linea con il passato. Dal 1° gennaio 2023 Ann Demeester subentrerà all’attuale direttore Christoph Becker, in carica da luglio 2000, che ha completato con successo la missione affidatagli per l’ampliamento museale. Nel 2022 verrà stipulato un nuovo accordo di sovvenzione con la città di Zurigo: le risorse stanziate sono indispensabili ai fini della gestione museale e della conservazione della collezione. Per il finanziamento di mostre e per l’acquisto di opere d’arte la Zürcher Kunstgesellschaft, in quanto associazione privata, necessita dei contributi dei propri membri, nonché di donazioni, di sponsoring e degli introiti provenienti dai biglietti di ingresso e dall’affitto dei locali.

Curatori per la Biennale di Berlino

 


Ieri è stato annunciato il team curatoriale che affiancherà il curatore/artista Kader Attia per la prossima Biennale di Berlino .

CS

La 12° Biennale di Arte Contemporanea di Berlino è lieta di annunciare che Ana Teixeira Pinto (Berlin, DE), Đỗ Tường Linh (Hanoi, VN), Marie Helene Pereira (Dakar, SN), Noam Segal (Brooklyn, New York, US), e Rasha Salti (Beirut, LB, e Berlino) sono stati invitati a far parte del suo team artistico. 

Lavoreranno in stretta collaborazione con il curatore Kader Attia, contribuendo con le loro prospettive uniche al concetto decoloniale centrale del progetto attraverso le lenti dei loro diversi background e pratiche critiche. Di più

La 12a Biennale di Berlino si svolge dall'11 giugno al 18 settembre 2022 in diverse sedi di Berlino.

14/12/21

Lesley Lokko curatrice della Biennale di Architettura di Venezia 2023

 


Oggi il Cda della Biennale di Venezia ha annunciato che sarà  Lesley Lokko Direttrice del Settore Architettura, con lo specifico incarico di curare la 18. Mostra Internazionale di Architettura del 2023.

 

Lesley Lokko (Ghana/Scozia) è architetta, docente di architettura e scrittrice.

 

Nel 2020 ha fondato ad Accra, in Ghana, l'African Futures Institute, scuola di specializzazione in architettura e piattaforma di eventi pubblici, che tuttora dirige. Nel 2015 aveva fondato la Graduate School of Architecture all’University of Johannesburg.

 

Ha insegnato nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Europa, in Australia e in Africa (Bartlett School of Architecture, Kingston University e London Metropolitan University a Londra; Iowa State University e University of Illinois a Chicago negli Stati Uniti; University of Johannesburg e University of Cape Town in Sud-Africa; UTS a Sydney in Australia).

 

Ha ricevuto numerosi premi per il suo contributo all’insegnamento dell’architettura, tra cui si ricordano: RIBA Annie Spink Award for Excellence in Education 2020; AR Ada Louise Huxtable Prize for Contributions to Architecture 2021.

 

Nel 2019 è stata nominata Preside della Bernard and Anne Spitzer School of Architecture, City College of New York, da cui si è dimessa nel 2020 per dedicarsi all’African Futures Institute nel suo paese, il Ghana.

 

Negli ultimi trent’anni il suo lavoro nel campo dell’architettura e della letteratura ha guardato alla relazione tra ‘razza’, cultura e spazio.

 

Nel 2004 ha pubblicato il suo primo romanzo Sundowners (Orion) (traduz. italiano Il mondo ai miei piedi, Mondadori 2004), cui sono seguiti altri 11 titoli. Il suo ultimo romanzo, The Lonely Hour, uscirà nel 2023 con Pan Macmillan editore. 

 

Ha fondato e dirige FOLIO: Journal of Contemporary African Architecture.

È autrice di White Papers, Black Marks: Race, Space and Architecture (Minneapolis, University of Minnesota Press, 2000).

 

Ha un PhD in Architecture alla University of London e un BSc (Arch) and MArch alla Bartlett School of Architecture, UCL (University College London).

 

È attualmente membro fondatore del Council on Urban Initiatives, insieme a LSE Cities, UN Habitat e UCL Institute for Innovation and Public Purpose; è Guest Editor della serie UCL Press e Visiting Professor alla Bartlett School of Architecture, UCL.

 

È stata membro della Giuria Internazionale della 17. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

 

“La 17. Mostra Internazionale di Architettura ha confermato, forse in modo definitivo,? la necessità di rappresentare una disciplina così strettamente intrecciata con i bisogni dell’umanità e del pianeta in generale - ha dichiarato il Presidente Cicutto. I curatori delle Mostre Internazionali hanno sempre cercato, attraverso la visione dei partecipanti invitati, di consegnarci un quadro quanto più esaustivo di temi e progetti adatti ad affrontare scenari futuri. La scelta di Lesley Lokko come curatrice della 18. Mostra Internazionale di Architettura vuole accogliere lo sguardo di una personalità internazionale, capace di interpretare con diversi ruoli la propria posizione nel dibattito contemporaneo su architettura e città?, che parte dalla sua esperienza immersa in un continente che sempre più sta diventando un laboratorio di esperienze e proposte per tutto il mondo contemporaneo. Credo che questa immersione nel reale sia il modo migliore per  dialogare con gli interrogativi posti dalla Mostra curata da Hashim Sarkis nel 2021.”

 

Lesley Lokko ha commentato il nuovo incarico con queste parole:

"Si sta delineando un nuovo ordine mondiale, con nuovi centri di produzione e di controllo della conoscenza. Si stanno definendo anche nuove tipologie di pubblico, desiderose di narrazioni diverse, strumenti diversi e linguaggi diversi di spazio, forma e luogo. Dopo due degli anni più difficili e divisivi che la storia ricordi, noi architetti abbiamo un’occasione unica per mostrare al mondo quello che sappiamo fare meglio: proporre idee ambiziose e creative che ci aiutino a immaginare un più equo e ottimistico futuro in comune. Parlando a voi dal più giovane continente del mondo, ringrazio il Presidente Cicutto e tutto il team della Biennale per questa scelta audace e coraggiosa."

 

Il Cda ha deliberato anche le date della 18. Mostra Internazionale di Architettura che si terrà da sabato 20 maggio a domenica 26 novembre 2023 (pre-apertura 18 e 19 maggio).

 

Artist of The Year 2022 by Deutsche Bank



Per il prossimo anno l'artista selezionata per l' Artist of The Year 2022 dalla Deutsche Bank sarà un'artista cinese Lu Yang.

Ovviamente non l'ho mai sentita e da quello che vedo pare l'ennesima figura in bilico fra realtà e virtualità alquanto ritrita, ma oramai l'arte contemporanea fatica sempre di più a stare a passo con i grandi cambiamenti culturali. 

Sembra più una mossa promozionale, per il grande mercato asiatico che una visione qualitativa. 


Cs

L'artista cinese Lu Yang è il Deutsche Bank's "Artist of the Year" 2022. E' nato a Shanghai, dove tutt'ora vive e lavora. Lu Yang è uno degli artisti multimediali cinesi più influenti a livello internazionale. Come "Artist of the Year", presenterà la sua prima grande mostra personale in Germania al PalaisPopulaire di Deutsche Bank a Berlino nell'autunno del 2022.

"Lu Yang rappresenta una giovane generazione dell'arte asiatica per la quale non è una contraddizione combinare miti, antiche tradizioni e pensiero spirituale con le ultime tecnologie e scienze. Siamo particolarmente lieti di premiare Lu Yang nel 2022, in coincidenza con il 150° anniversario di Deutsche Bank in Asia", ha detto Anna Herrhausen, responsabile del dipartimento Art & Culture di Deutsche Bank.

La produzione artistica di Lu Yang comprende film d'animazione 3D, installazioni di videogiochi, installazioni, ologrammi, progetti di realtà virtuale e opere grafiche. Le sue installazioni immersive fondono il mondo degli anime, dei manga e della fantascienza con le neuroscienze, le biotecnologie e il pensiero buddista. La danza è un elemento centrale nel suo lavoro. L'artista, che rifiuta ogni etichetta, crea avatar neutri che sperimentano mondi e stati diversi. Nel fare ciò, mette alla prova il concetto di realtà, che viene radicalmente modificato dalla virtualizzazione, poiché secondo lui il mondo digitale rappresenta una realtà separata e alla pari.

Il premio "Artist of the Year" è stato assegnato per l'undicesima volta su raccomandazione del Deutsche Bank Global Art Advisory Council, composto dai rinomati curatori Hou Hanru, Udo Kittelmann e Victoria Noorthoorn. Il premio va a talenti promettenti che hanno realizzato opere rilevanti sia dal punto di vista artistico sia da quello sociale, e che integrano i due punti focali della Deutsche Bank Collection, opere su carta e fotografia.

Fino ad oggi sono stati premiati Wangechi Mutu, Yto Barrada, Roman Ondak, Imran Qureshi, Victor Man, Koki Tanaka, Basim Magdy, Kemang Wa Lehulere, Caline Aoun, Maxwell Alexandre, Conny Maier e Zhang Xu Zhan.

A partire dal 4 dicembre 2021, le opere di Lu Yang saranno esposte in una mostra personale all'AroS di Aarhus. Nel 2019, alcuni suoi lavori sono stati esposti a "Micro Era", una mostra collettiva sulla Media Art cinese, esposta al Kulturforum di Berlino.

13/12/21

Jasper Johns, 91

 


Molto bella la mostra che il Philadelphia Museum of Art e il Whitney Museum of American Art di New York dedicano a Jasper Johns, per festeggiare i settant'anni di carriera dell'artista.



Un progetto che mette in luce il suo grande lavoro e la sua continuità creativa, che ora a 91 anni prosegue nel suo studio a Sharon. 








12/12/21

Alexander Calder da Gagosian Parigi


Su Calder non c'è nulla da dire, basta guardare le sue opere, sempre bellissime, per cui affrettatevi che la mostra da Gagosian a Parigi chiude il 18 Dicembre ...



CS

Gagosian is pleased to present a selection of sculptures and paintings by Alexander Calder at the rue de Ponthieu gallery. The exhibition complements both the public installation of Calder’s monumental sculpture Flying Dragon (1975) at Place Vendôme as part of FIAC Hors les Murs and Calder: 1975 and “Flying Dragon,” the inaugural presentation at the gallery’s new location at 9 rue de Castiglione, which gathers the sculpture’s original maquette and related archival materials alongside additional works from 1975.



At the rue de Ponthieu gallery, selected works by Calder emphasize his inimitable visual language and stress the interplay between nature and abstraction, stillness and motion, and monumentality and ephemerality in his practice. Standing mobiles such as Caged Stone and Fourteen Dots (c. 1948), Three White Dots on Orange Stalk (1952), and Double Headed (1973) represent a bridge between the static sculptures of Calder’s early production and the later free-hanging mobiles for which he became so widely known. The term mobile was coined by Marcel Duchamp in 1931 to describe Calder’s kinetic abstract objects, while stabile was suggested by Jean Arp as a designation for Calder’s stationary works.



The exhibition also features entries from Calder’s Crags series of 1974. In Crag with White Flower and White Discs (1974), his decades-long investigation of kinetic and fixed components culminates in a dynamic synthesis of painterly and sculptural idioms. Originally made for the exhibition Crags and Critters of 1974 at Perls Galleries, New York, the sculpture embodies Calder’s singular employment of color and shape in a silhouette-like form surrounded by suspended elements that float in energetic and unpredictable ways.



Also on view are the stabile Triangles (1957), the mobile Black Circle, Black Triangle (1961), and several gouache paintings whose exploration of abstract and natural motifs in bold colors transcribe the vocabulary of Calder’s sculpture into a more immediate medium.






11/12/21

Alberto Burri alla Fondazione Ferrero di Alba

 


Quest'anno la Fondazione Ferrero propone una interessante mostra sull'artista umbro Alberto Burri, l'evento intitolato "Burri, la Poesia della Materia" presenta un percorso stimolante nel suo sviluppo creativo e nelle sue riflessioni sperimentali, che l'hanno reso uno degli artisti italiani più interessanti del secolo scorso. 



La mostra è strutturata per temi, in una chiave storica, con quasi 50 pezzi di pregiata selezione che rappresentano al meglio la carriera di questo celebre artista. 



Per la visita, vi consiglio la prenotazione per poter accedere comodamente.

















10/12/21

Grande Cretto di Gibellina alla Banca d'Alba

  


La Banca di Alba, parallelamente alla grande mostra su Alberto Burri alla Fondazione Ferrero, presenta un focus sul famoso Grande Cretto di Gibellina che l'artista realizzò negli anni ottanta.



La mostra è un'interessante documento su un'evento doloroso che venne poi ri-considerato in una chiave rigeneratrice che ha ideato una delle più intense opere della Land Art. 



L'opera nasce dall'invito che il sindaco del paese, Ludovico Corrao, fece a un gruppo di artisti per onorare il tragico evento del terremoto del Belice, tra cui Alberto Burri che decise di trasformare i suoi celebri cretti in una grande opera ambientale e sociale, ri-impiegando la stessa materia civile che subì il crollo. 










09/12/21

Aziz Hazara vince il Future Generation Art Prize 2021


Aziz Hazara, Bow Echo (2019).   Image courtesy of the artist and PinchukArtCentre © 2021. Photographed by Maksim Belousov

Ecco il  vincitore del Future Generation Art Prize 2021, si tratta dell'artista Aziz Hazara (Afghanistan)  che si aggiudica la sesta edizione del premio globale d'arte per artisti under 35.


Un progetto istituito dalla Victor Pinchuk Foundation nel 2009 e che seleziona i giovani artisti più interessante dell'arte contemporanea.

 Il vincitore è stato annunciato dalla giuria internazionale al premio online cerimonia l'8 dicembre Aziz Hazara ha ricevuto un totale di $ 100.000: $ 60.000 come premio in denaro e $ 40.000 per finanziare la loro pratica artistica.


CS

Aziz Hazara (Afghanistan) is the winner of the Future Generation Art Prize 2021, the 6th edition of the global art prize for artists under 35, established by the Victor Pinchuk Foundation in 2009. The winner was announced by the international jury at the online award ceremony on 8 December. Aziz Hazara received a total of $100,000: $60,000 as a cash prize, and $40,000 to fund their artistic practice. 


An additional $20,000 was awarded between Special Prize winners Agata Ingarden (Poland), Mire Lee (South Korea) and Pedro Neves Marques (Portugal).
The winners were chosen by the prize’s distinguished international jury, consisting of: Lauren Cornell, Director of the Graduate Program and Chief Curator at the Center for Curatorial Studies, Bard College; Jacopo Crivelli Visconti, Curator of the 34th edition of the Bienal de São Paulo; Elvira Dyangani Ose, Director of the Museu d'Art Contemporani de Barcelona; Bjorn Geldhof, Artistic Director, PinchukArtCentre; Shilpa Gupta, Artist; Ralph Rugoff, Director of the Hayward Gallery and Artistic Director of the 58th Venice Biennale of Art; Eugene Tan, Director of the National Gallery Singapore and the Singapore Art Museum.
Addressing the young artists Victor Pinchuk, founder of the PinchukArtCentre and Future Generation Art Prize, said: “I’m really happy and proud that we are together tonight. It wasn’t easy in this challenging and crazy time. But my congratulations to everybody. You know this idea of the Future Generation Art Prize came to me in 2008 in the middle of the global financial crisis. Maybe for you – young artists – it would be useful to know and understand that crisis is a fantastic source of inspiration. Nobody can tell us better about this world than great, especially young, emerging artists. You can say about this world in the future much better than politicians can. My belief is that contemporary art is one of the most revolutionary forces in the world. That is why I think your role is so important. Ideas are created in your subconscious and through the object which you create, your ideas, your feelings, they can come to the subconscious of your viewers, visitors. And this way you can influence and help us to change this world. We can survive only if we change this crazy world with its very dangerous and unpredictable future.”
The jury unanimously granted the Future Generation Art Prize 2021 to Aziz Hazara. Commenting on his win, the Jury said:
"An exceptional and sophisticated multi-channel installation, Bow Echo stands as an ephemeral and compelling monument in our present moment. The 5-channel video work features five boys, one per screen, each pictured against the mountainous landscape of Kabul as they attempt to resist the wind while blowing a bright plastic toy bugle — a gesture of remembrance and mourning that doubles as an urgent call for attention to a perilous situation. In an original composition, their sounds compete with the wind and the din of nearby drones, alternately muffled and then breaking through, sliding in and out of a unified chord into dissonance. The piece holds many paradoxes in a simple scene: the playfulness of childhood, the limitlessness of grief, the conquest of land and territory, and the precarity of the future. In a sense, the piece identifies not only a future-facing tendency in art but a concern for future generations that was shared by many artists in this year’s Future Generation Prize. Touching on cinema, performance, and sound, Bow Echo offers a striking time-based monument to resilience and hope for a geography that has, for many generations, remained under the pressure of various forms of failed governance.  At the same time, the piece shows how artists continue to imagine complex independent ways of existence even amidst conflicts that seem never-ending."
Commenting on Agata Ingarden as the winner of the Special Prize, the Jury said: 
"The jury recognizes the inventive work of Agata Ingarden in this ambitious project that explores the tensions between the desire for freedom and the strict rigidity and control of daily life. She embraces risk in her exploration of new mediums. In her practice, the work becomes a complex network of sculptural materials, spatial interventions, sound, and performative video. Her work claims and transforms the architecture of the gallery beyond the conventional boundaries of an artwork by modifying the walls and the ceilings and bringing windows from the outside inside. There are spillovers from the digital to the real and then back, creating a circularity that results in a layered installation that invites us, participants, to imagine and rediscover our own relations to body, desire and the spaces we live and work in."
Commenting on Mire Lee as the winner of the Special Prize, the Jury said: 
"The jury recognizes the rigorous and thoughtful work of the sculptor Mire Lee (South Korea) who is known for biomechanical masses, previously made of concrete, silicon, and steel. As if pulled from an alternate world, or science fiction narrative, they are both dreadful and transfixing.  For her new large-scale installation House of Harlequins, 2020, commissioned by the PinchukArtCentre, Lee has built an elaborate structure composed of “formworks” – typical tools for modeling building facades  – that is regenerative: the molds are removed once dry and then reused over and over. As viewers move through Lee’s vessel, they feel enveloped in the churn of an organism, as it moves through successive half-lives in a continual state of obsolescence and reconstitution."
Commenting on Pedro Neves Marques as the winner of the Special Prize, the Jury said: 
"In the jury’s view, Pedro Neves Marques’s film Middle Ages is a surprising and challenging reflection on an era of transition, marked by the rapid and constantly shifting evolution of our notions of body, gender, parenthood, reproduction and life itself. As in the previous works of theirs, Neves Marques addresses here, in a very direct but uncanny way, some of the most urgent and delicate issues raised by technological evolution and its effects on both interpersonal relations and the society as a whole."
All the shortlisted artists will take part in the Future Generation Art Prize 2021 @ Venice group exhibition organised by the PinchukArtCentre as an official Collateral Event of the 59th International Art Exhibition at Scuola Grande della Misericordia.