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16/12/16

Aids memorial




E' in corso ha New York City il completamento del progetto di un memoriale per le vittime dell'AIDS che sarà collocato presso il parco pubblico del West Village adiacente l'ex Ospedale di San Vincenzo, che è stato il più grande reparto di AIDS in Paese.

Questo progetto vuole ricordare tutte le persone quali operatori sanitari e attivisti varii che sono  morti durante la lunga lotta contro la malattia. 


Iniziativa voluta da Christopher Tepper e Paul Kelterborn col sostengo di altri partners che prende forma in un progetto dello Studio AI; una copertura in acciaio bianco che si libra sopra una piazza in granito disegnata dall'artista Jenny Holzer, che ha inciso in forma di spirale la frase finale del Song of Myself di Walt Whitman. Al centro è presente una piscina riflettente circondato da panchine di granito.

15/12/16

At 9:15 am Sunday 28 May 1967


Segnalo questa bella mostra di Reza Aramesh presso la Galleria Leila Heller.





Dal sito :

Leila Heller Gallery is pleased to present At 9:15 am Sunday 28 May 1967, Reza Aramesh’s second solo exhibition with the gallery. In titling this exhibition, Aramesh specifies the time and date of a particular event – leaving out the location. His choice of deliberate geographical ambiguity invites the viewer to be part of the intimacy of the scene, searching to acknowledge the commonality of human suffering whilst immortalizing an event or Action, as Aramesh titles them, of unnamed rebellious subjects.

The exhibition features two bodies of sculptural work and continues upon Reza Aramesh’s interdisciplinary practice of representing the abjection of human bodies sustained during armed conflict and torture. Aramesh blends classical aesthetics with anonymous figures from the contemporary moment, thereby bringing to the fore the victims who have been rendered invisible, yet at the same time questioning the traditional representation of suffering throughout the Western art historical canon.  While this reading of history has trained us to translate the suffering of iconic religious figures into martyrdom and therefore a noble calling, the overwhelming volume of mass media images of the everyday victims of war and violence has rendered us immune to these anonymous victims.

A young man stands, barefoot and without a shirt, his top wrapped around his waist. His left hand keeps the clothing in place at the same time, slightly pulls down the tracksuit bottom that creases around his legs. He is otherwise motionless. It is hard to avoid the association with a traditional iconography, that of the Ecce Homo, Behold the Man, the portrayal of Christ as he is presented to the crowds prior to His crucifixion. But unlike Christ in such scenes, this figure is deprived of his ability to act, even of his individuality, due to the paper bag that covers his head. Behold someone that once had the human rights of a man. Images of oppression and violence have been ubiquitous in Reza Aramesh’s work. This new sculpture, carved in marble, a material commonly reserved for celebratory purposes continues the artist’s multi-faceted explorations of the human ability to inflict suffering.

In his second installation, Metamorphosis - a study in liberation, Aramesh creates a series of diminutive bronze sculptures of hybrid creatures with human bodies and animal heads. Like the marble sculpture, these figures are borrowed from war reportage but the human dimension in these works are not covered up, instead the human face has been replaced with mythical animals borrowed from Egyptian, Mayan and Persian art. Where the facelessness of the male figure in the previous work spoke to his loss of power, these man-beast hybrid figures draw on the otherworldly or supernatural powers of mythological creatures. The subjected and violated bodies are imbued with symbolic strength, transforming the subjects from victims to studies of liberation.

The deliberate use of bronze, a utilitarian material, combined with the stylized portraiture highlights the contrast between the strength and power of the heads and the weak and defenseless poses of the violated bodies found in war reportage. In this way, imbued with these borrowed mythical powers, the figures become both more human and heroic.

14/12/16

Mariano Fortuny a San Pietroburgo


La scorsa settimana l'ambasciatore di Venezia e delle sorprendenti collezioni dei Musei Civici Veneziani a San Pietroburgo in Russia, hanno inaugurato al Museo Statale Ermitage, una mostra su Mariano Fortuny, uno dei più geniali e affascinanti artisti-designer del XX secolo, di cui Venezia conserva innumerevoli opere e soprattutto la casa-studio e atelier, donata alla città e sede del Museo Fortuny.

Una mostra imponente, con oltre 200 opere tra abiti e costumi, disegni, tessuti, dipinti, sculture, fotografie e oggetti d’arte, ospitata nelle ampie sale della nuova ala (General Staff Bulding) del grande museo russo, prodotta dal Museo Statale Ermitage con il suo direttore Michail Piotrovsky e frutto di un progetto congiunto tra l’Ermitage e la Fondazione Musei Civici di Venezia, con direttore Gabriella Belli - come auspicato e concordato dallo stesso Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro in occasione del suo viaggio ufficiale a San Pietroburgo - e con la collaborazione all’organizzazione di Villaggio Globale International e il patrocinio di “Ermitage Italia”.

Dalla Fondazione Musei Civici di Venezia - da Palazzo Fortuny e da Palazzo Mocenigo - sono giunti infatti a San Pietroburgo per l’evento, curato da Tatyana Lekhovich con la collaborazione di Daniela Ferretti e Chiara Squarcinaben 172 opere, comprese alcune di proprietà di Fondazione Venezia in deposito a Mocenigo, alle quali si sono aggiunti in mostra prestiti di collezioni private italiane e russe e opere dell’Ermitage, quest’ultime a ricreare il contesto storico e la fonte d’ispirazione di Mariano.



Tra queste, ve n’è una in particolare alla quale il Museo russo è assolutamente legato e che considera tra i suoi capolavori inamovibili: il cosiddetto Vaso Fortuny.

Questo vaso ispano-moresco dorato con lustro, risalente alla seconda metà del XIV secolo, è considerato uno dei più importanti al mondo nel suo genere. È stato acquistato dal Museo imperiale nel 1885 con la collezione dell’antiquario parigino Basilewsky che, a sua volta, lo aveva comprato dalla famiglia Fortuny.

È dal padre che Mariano Fortuny Y Madrazo (1871, Granada - 1949, Venezia) eredita in effetti, oltre alla vena artistica, anche la passione per lo studio della storia dell’arte e per il collezionismo.

In ogni caso l’origine del vaso era così significativa che il nome dei Fortuny si è preservato nella coscienza dei russi fino ad oggi, tanto da voler dedicare all’artista, designer, inventore, fotografo - celebrato dai suoi contemporanei come “Il Mago di Venezia” - una mostra ampia e ricca, che si è voluta inaugurare in occasione del “compleanno dell’Ermitage” festeggiato sempre tra il 5 e il 7 dicembre.

Si rinnova così la stretta collaborazione e il legame tra il Museo Statale Ermitage e la Città di Venezia, ribadita anche nell’ultima visita del prof. Michail Piotrovsky in laguna.

Per l’occasione, all’inaugurazione dell’evento – arricchito anche dalla documentazione fotografica, storica e da contributi multimediali che rievocano il clima del tempo o testimoniano l’attualità della creatività di Mariano Fortuny – si è recata a San Pietroburgo, in rappresentanza della Fondazione Musei Civici di Venezia, Daniela Ferretti responsabile e “anima” del Museo Fortuny, che è intervenuta all’affollata cerimonia insieme al Direttore Michail Piotrovsky, a Maurizio Cecconi Segretario Generale di “Ermitage Italia” e Amministratore Delegato di Villaggio Globale International società partner dell’Ermitage nel nostro Paese, al Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo che ha supportato l’inizi ativa, Redenta Maffettone, e a Francesca Lavazza, Board Member di Lavazza, la società italiana del caffè che ha contribuito alla realizzazione della mostra, come primo atto di un accordo pluriennale di collaborazione, siglato nella stessa giornata tra il Museo Statale Ermitage e la Luigi Lavazza S.p.A.

“Un’operazione internazionale di grande prestigio ci vede ancora una volta protagonisti – ha commentato Mariacristina Gribaudi, Presidente della Fondazione Musei Civici di Venezia - le nostre collezioni sono ammirate dagli amanti dell’arte di tutto il mondo e continuano a sorprendere il pubblico: questo è un dato di fatto. Essere in una sede così prestigiosa, che è anche una vetrina internazionale importante, ci rende orgogliosi e ancor più consapevoli della nostra missione di conservazione e valorizzazione di questo patrimonio. La partnership con il Museo Statale Ermitage, che è senza dubbio uno dei più grandi e importanti al mondo, è anche un segno dell’amicizia e dalla cultura che ci lega”.

San Pietroburgo, Museo Statale Ermitage
07 dicembre 2016 - 12 marzo 2017

13/12/16

Già trascorsi 10 fantastici anni col nuovo Palazzo Madama


Il 16 dicembre 2016 Palazzo Madama festeggia il decennale della riapertura, avvenuta nel 2006 dopo 18 anni di restauri e riallestimenti che hanno consentito di riconsegnare alla collettività uno degli edifici più rappresentativi della storia di Torino, oltre che luogo simbolo del Risorgimento italiano essendo stato sede del primo Senato del Regno d’Italia.

Dieci anni intensi, caratterizzati dalla costante valorizzazione dell’immenso patrimonio custodito nel museo, con oltre 60.000 opere, tra pittura, scultura e arti decorative dal Medioevo al Barocco. Ma anche grandi mostre, realizzate in collaborazione con prestigiosi musei internazionali tra cui l’Ermitage di San Pietroburgo e il Musée de Cluny di Parigi, e una costante attenzione verso il pubblico, come i quasi 300.000 visitatori che nel 2016 hanno accolto con grande entusiasmo gli eventi e le tante proposte ideate dal museo. 

Per festeggiare questo importante traguardo e ringraziare i tanti visitatori, venerdì 16 dicembre Palazzo Madama resterà aperto fino alle 22.00, con ingresso a 1 euro per tutta la giornata. Sarà così possibile visitare il museo e le mostre temporanee in corso: Lo scrigno del cardinale, esposizione dedicata a Guala Bicchieri in Sala Atelier; Grazia Toderi e Orhan Pamuk. Words and Stars in Sala del Senato; Emanuele d’Azeglio. Il collezionismo come passione, percorso diffuso in museo e Terra! I segreti della porcellana in Sala Ceramiche. 
Resterà aperta fino alle 22.00, al costo aggiuntivo di 1 euro, anche la mostra In prima linea. Donne fotoreporter in luoghi di guerra allestita in Corte Medievale.

Sempre in occasione del compleanno di Palazzo Madama e in attesa dell’arrivo del Natale, il museo propone nel corso della giornata di venerdì – alle ore 17.00 e 21.00 un itinerario di visita natalizio dedicato al tema dell’iconografia della Natività e dell’Adorazione dei Pastori, che mette in evidenza alcune opere presenti nelle collezioni a partire dal XIII al XVIII secolo (info e prenotazioni t. 011 5211788).








Palazzo Madama - Museo Civico d’Arte Antica
Piazza Castello, Torino

Fondato nel 1860, il museo è oggi ospitato in uno dei più antichi e affascinanti palazzi della città, con testimonianze architettoniche e di storia dall’età romana al Barocco di Filippo Juvarra. Le raccolte contano oltre 60.000 opere di pittura, scultura e arti decorative dal periodo bizantino all’Ottocento. 

Orario: dalle ore 10.00 alle ore 22.00. La biglietteria chiude 1 ora prima.
Tariffe ingresso: 1 euro a collezioni e mostre (+ 1 euro per la mostra in Corte Medievale)

Visite guidate sul tema della Natività (ore 17.00 e 21.00): 
euro 4.00 (+1 euro biglietto di ingresso, anche per i possessori di Abbonamento Musei). 
Info e prenotazioni visite 0115211788 - prenotazioniftm@arteintorino.com

12/12/16

Tutti al cinema "Castello" - Confronto fra oriente ed occidente




Fino a fine Gennaio 2017 il Castello di Rivoli propone due artisti particolarmente diversi per espressione e percorso, legati entrambi, in questa occasione espositiva, dall'utilizzo del mezzo filmico.

Il primo è Ed Atikins nato nel Regno Unito nel 1981 e il secondo è  Wael Shawky nato ad Alessandria d’Egitto nel 1971.
Gli artisti raccontano storie, illusioni, supposizioni del proprio mondo culturale.

Wael Shawky, allestito nella manica Lunga, riguarda con occhi mediorientali la storia delle crociate, rappresentandole come un teatrino europeo, in un allestimento elegante ed enfatico, stupende le marionette proposte in diretta visione.

L'altro è all'ultimo piano del Castello con cinque sale minimali dove le proiezioni si intersecano nella sonorità. Ci racconta di un suo universo che, anche se dichiaratosi eterosessuale, guarda ai cliché  della cultura gay degli anni novanta.

Il gioco di confronti è molto interessante, da una parte uno sguardo classico patinato che racconto di un mondo lontano quasi romantico, l'altro pare voler esasperare le emozioni e i ruoli contemporanei, utilizzando la tecnologia più spinta della creazioni 3D.




































11/12/16

Fondazione Baruchello a Roma centro







Da alcune settimane la Fondazione Baruchello ha aperto uno spazio nel cuore di Roma, in Via del Vascello 35, per l'occasione è stato presentata l'iniziativa "Start up | Quattro agenzie per la produzione del possibile", ideato da Gianfranco Baruchello e a cura di Maria Alicata e Carla Subrizi.

Si apre così un nuovo capitolo per la Fondazione – nata nel 1998 e già attiva nella sede del Parco di Vejo, tuttora in funzione – che con questo spazio di circa 300 mq nel cuore della Capitale intende rafforzare il legame con la città, incrementando la propria attività e il dialogo con il pubblico. 

Da sempre incentrata sulle relazioni tra arte, natura, economia, storia, la ricerca di Gianfranco Baruchello prosegue con questo lavoro sperimentale che prende il proprio nome dall’ambito economico. Il progetto è strutturato come un ufficio per la promozione e la diffusione di proposte visionarie che intendono innescare ulteriori dinamiche economiche e di relazione, e ridefinire il rapporto tra il valore d’uso e il valore di scambio. 




Gli altri artisti che, invitati dallo stesso Baruchello, prenderanno parte al progetto saranno: Maria Thereza Alvez, Massimo Bartolini, Elisabetta Benassi, Jimmie Durham, Bruna Esposito, Emilio Fantin, Claire Fontaine, Felice Levini, H.H. Lim, Rogelio López-Cuenca, Antoni Muntadas, Leonardo Petrucci, Cesare Pietroiusti, Santo Tolone, Carlo Gabriele Tribbioli e Cesare Viel. 

Per tutta la durata della mostra si terranno incontri e workshopin cui saranno affrontate diverse tematiche quali l’utopia, plusvalori e disvalori dell’economia, ruolo della pecora nella storia dell’arte, pastorizia, sopravvivenza e capitalismo, in una prospettiva interdisciplinare, che da sempre contraddistingue le attività della Fondazione.


Eng


Wednesday 9 November 2016 at 7 PM the Fondazione Baruchello opens a new venue in Rome, at via del Vascello 35, with the project Start up Four Agencies for the production of the possible, from an idea by Gianfranco Baruchello, curated by Maria Alicata and Carla Subrizi.

With this, a new chapter begins for the Fondazione – born in 1998 and still active with its headquarters at Parco di Veio –  that aims to strengthen its link with the City, while increasing its activity and dialogue with the public, through this 300 mq space in the very heart of the Capital. Focusing on the relationships between art, nature, economy, and history since the very beginning, Gianfranco Baruchello's research continues with this experimental work, that takes its name from the economic realm. The project is structured as an office for the promotion and circulation of visionary proposals that intend to trigger new economic and relational dynamics, and redefine the relationship between use value and exchange value. The artists that have been invited by Baruchello to take part in the project are: Maria Thereza Alvez, Massimo Bartolini, Elisabetta Benassi, Jimmie Durham, Bruna Esposito, Emilio Fantin, Claire Fontaine, Felice Levini, H.H. Lim, Rogelio López-Cuenca, Antoni Muntadas, Leonardo Petrucci, Cesare Pietroiusti, Santo Tolone, Carlo Gabriele Tribbioli and Cesare Viel. For the whole duration of the exhibition, talks and workshops will inquire into themes such as utopia, surplus and disvalue of the economy, the role of the sheep in the history of art, pastoralism, survival and capitalism, with a transdisciplinary perspective: a methodology that has always characterized the activities of the Fondazione Baruchello.

Hieronymus Bosch al Cinema


Dopo la le sale del Het Noordbrabants Museum e poi del Prado è al cinema che potrete vedere la grande mostra su Hieronymus Bosch (1453-1516) per due giorni, il 13 e 14 dicembre.

Sicuramente non sarà come dal vero ma è un grande occasione per riscoprire questo affascinante artista olandese. 

Tutti i dettagli al sito www.nexodigital.it

10/12/16

Castello di Rivoli, Dicembre 2016

Alcuni giorni fa sono stato al Castello di Rivoli, condivido qualche scatto sulla piacevole raccolta permanente e sui dintorni del castello. 





























2018