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05/09/20

Villa San Francisco per artisti francesi


Dopo Villa Medici (Roma), Villa Velazquez (Madrid) e Villa Kujoyma (Kyoto) ora ci sarà anche  San Francisco fra le possibili sedi che gli artisti francesi potranno scegliere per un'esperienza di residenza all'estero promossa dal governo francese attraverso il Consolato generale di Francia che ha trovato una struttura nel distretto di Cole Valley.

I primi a fruire della nuova Villa San Francisco saranno Alain Damasio, Chloé Jarry e Aude-Emilie Judaïque, Mohamed Bourouissa e Adrien M & Claire B, che arriveranno a fine 2020.


CS
La Villa San Francisco : des résidences d’artistes nouvelle génération  Une “Villa” est un dispositif historique de résidences d’artistes. Elle se formalise dès le début du XIXe siècle par l’installation de l’Académie de France à Rome au sein de la Villa Médicis.

Et se déploie avec la création la Casa de Velázquez à Madrid puis de la Villa Kujoyama à Kyoto. La Villa San Francisco renouvelle ce concept originel et propose d’animer un dialogue transdisciplinaire autour des défis d’aujourd’hui pour appréhender demain. Elle offrira aux artistes un accompagnement sur-mesure, au cœur de la Silicon Valley, pour nouer des collaborations audacieuses avec les différents acteurs de la Baie de San Francisco.

Philippe Etienne, Ambassadeur de France aux Etats-Unis, explique “il est temps d’acter une nouvelle géographie des arts, de répondre aux besoins contemporains des artistes comme de nos sociétés, et d’inventer un format nouveau de résidences. Née de ces convictions, la Villa San Francisco place l’artiste au cœur du dialogue franco-américain”.

Un projet ambitieux: donner aux artistes les moyens de façonner le futur La Villa proposera un accompagnement reposant sur 3 piliers complémentaires :
Des résidences d’artistes connectées avec les communautés de la Baie pour engager et animer le dialogue. Chaque année, 4 artistes résideront à la Villa pour 4 à 6 semaines et seront accompagnés par un “local community guide”, artiste local qui les guidera dans une découverte sensible du territoire et de ses habitants. Ils participeront à un programme de rencontres sur mesure avec des chercheurs, des scientifiques, des acteurs de la société civile, des entrepreneurs et des artistes de la Silicon Valley.

Des évènements tout au long de l’année pour enrichir et approfondir ce dialogue: dans la lignée de la Nuit des Idées, évènement, qui a réuni plus de 5000 personnes à San Francisco pour son édition 2020, des ateliers collectifs, des performances mais aussi des festivals et des expositions seront coproduits avec des partenaires locaux.

Élargir le débat grâce à une plateforme en ligne, véritable Villa connectée. Elle permettra aux visiteurs de “vivre” et partager les projets initiés par la Villa San Francisco au travers d’expériences immersives sous différentes formes de narration: écriture, son, vidéo, musique, illustration, jeu...

Callas of Abramovic

Foto di  Marco Anelli

Un grande miscela fra arte e moda è l'ultimo evento che Marina Abramovic ha ideato per l'Opera di Monaco dedicato a Maria Callas e alle sue famose interpretazioni.


Per l'occasione lo stilista Riccardo Tisci, che già aveva realizzato l'abito per la performance al Moma, ha ideato una serie di costumi per lo spettacolo. 

Biennale di Berlino

 
photo: Victoria Tomaschko


Inizia oggi l'undicesima Biennale di Berlino, che lentamente si è strutturata in che ora trova il suo atto conclusivo con le quattro mostre ufficiali. 

Dal 5 settembre al 1 novembre 2020, l'undicesima Biennale di Berlino troverà spazio presso il KW Institute, presso il Daadgalerie a Kreuzberg, al Martin Gropius Bau e all'ExRotaprint.



The Crack Begins Within

“The slow opening of the 11th Berlin Biennale began a year ago, and since then it has been exploring the many cracks we carry, the fissures that keep us apart and those that bring us together. Many of the invited artists and participants in the Biennale have been exploring and practicing this, each in their own artistic terms, in their own contexts and temporalities. Making space to share these experiences demanded that we slow down the unsustainable pace of biennials and forgo the expectation of a singular concept, a novel idea to once again fix things into place.

When the coronavirus pandemic hit the European fortress several months ago, it felt for a moment that the earth wanted to stand still. The virus exposed the cruelty of everyday life and the inequality endured by the vast majority of people imprisoned by patriarchal capitalism. As we write, many of those whose works are present in the exhibition are in the South and continue living under lockdown, in places where professional healthcare is a luxury, safeguarding only the privileged.
‘The crack begins within’ are words borrowed from poet Iman Mersal. She explores the many ghosts of motherhood, tearing apart its contemporary morals.

She begins with the refusal to become the sacrificed, the ‘egg that the newbornbreaks en route to life.’ She rummages in the crevices of this dissent, exploring the many ways that within all the brokenness the mother and child carry, there is pain and beauty, mourning and living. As the epilogue of the Biennale The Crack Begins Within calls out the fallacy of claiming for oneself the destruction of the old and the birthing of the new, refloated so many times by the white fathers as a new scaffolding to secure the continuity of their decaying structures. This is the violence that surrounds us, and that we are a part of. 

The Crack Begins Within comprises the overlapping experiences of the artworks gathered here, breathing together, touching and moving one another. It is a
testament to the powerful collective stories they tell, the work they do, and the things they shatter. The epilogue is an exercise of mutual recognition, an
acknowledgement of the cracks in the system, of those broken by it and their struggles. As the carceral politics of compartmentalization are cracked open, art will not disappear into nothingness, but flow into everything. The Crack Begins Within is a nod to the solidarity in vulnerability of the healers and carers, the fighters, their fractures, and their power.”

María Berríos, Renata Cervetto, Lisette Lagnado, Agustín Pérez Rubio, Curators of the 11th Berlin Biennale for Contemporary Art



KW Institute for Contemporary Art Auguststraße 69, 10117 Berlin Opening hours Wed–Mon 11 am–7 pm, Thu 11 am–9 pm, Tue closed 

daadgalerie Oranienstraße 161, 10969 Berlin Opening hours Wed–Mon 11 am–7 pm, Tue closed 

Gropius Bau Niederkirchnerstraße 7, 10963 Berlin Opening hours Wed–Mon 10 am–7 pm, Thu 10 am–9 pm, Tue closed 

11th Berlin Biennale c/o ExRotaprint Bornemannstraße 9, 13357 Berlin Opening hours Wed–Mon 11 am–7 pm, Tue closed


Privatissima !


Nel modenese i  Comuni di Pavullo nel Frignano, Castelfranco Emilia e Castelnuovo Rangone  si sono incontrati per presentare, dal 5 settembre al 7 novembre 2020, “PAM! Privatissima. Arte Modena 2020”, una mostra in tre sedi che fotografa lo stato attuale dell’arte a Modena.

L’esposizione, a cura di Sergio Bianchi, Alessandro Mescoli e Federica Sala, è realizzata grazie al contributo della Fondazione di Modena, con la collaborazione di Freemind.

Tre sedi – Palazzo Piella, Città di Castelfranco Emilia; Palazzo Ducale, Comune di Pavullo nel Frignano / ArtePavullo; Torrione medievale, Comune di Castelnuovo Rangone – per un progetto trasversale alle generazioni e ai linguaggi, teso a dare voce ad una trentina di artisti contemporanei che operano in diversi ambiti: pittura, scultura, fotografia, video, installazione, ceramica, fumetto. Una disamina articolata, ma non esaustiva, che si auspica possa arricchirsi in futuro con ulteriori momenti espositivi. 

«Modena e la sua provincia – spiegano, infatti i curatori – sono luoghi di grande differenziazione culturale e stratificazione artistica. Da tempo avevamo abbracciato l’idea di una mostra vasta e corale, che esplorasse queste diversità autorali coinvolgendo numerosi artisti originari del territorio. Ciò che ci interessava era produrre una sorta di ricognizione, un atlante vivente dell’arte modenese, che tramite le opere, ne rappresentasse lo stato ai giorni nostri. Dopo due anni di gestazione, è nata “PAM! Privatissima. Arte Modena 2020”, un’esposizione in grado di parlare a tutti i visitatori, grazie anche alla realizzazione di un documentario che raccoglie le testimonianze degli artisti coinvolti, per sottolineare il rapporto privato (da qui il titolo “Privatissima”) che si crea tra ogni artista ed il proprio fare arte, svelato dai racconti di vita che vanno oltre le opere in esposizione».

«Un’analisi dello stato dell’arte contemporanea nel modenese – aggiunge Maria Chiara Wang, autrice di un testo critico in catalogo – non può prescindere dall’esame del rapporto tra artista e territorio. Sarà dunque interessante capire in quale modo le istituzioni locali, pubbliche e private, abbiano supportato la produzione, la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, in particolare di quella autoctona, rilevando i punti di forza e le criticità del sistema». 

«Nel nostro viaggio attraverso il territorio modenese – conclude Giorgia Bergantin, autrice di un altro testo critico in catalogo – cercheremo di analizzare gli aspetti eterogenei della ricerca per giungere però all’identificazione di alcuni tratti comuni, che legano generazioni lontane, linguaggi artistici differenti, carriere rapide e lente». 

La prima sezione della mostra sarà inaugurata sabato 5 settembre, alle ore 17.00, negli spazi di Palazzo Piella a Castelfranco Emilia. Il percorso espositivo comprenderà una selezione di opere realizzate da Enrica Berselli, Fabio Bonetti, Giuliano Della Casa, Simone Fazio, Laura Forghieri, Pierfilippo Gatti, Barbara Giorgis, Marino Neri. Ogni artista presenterà anche un lavoro ispirato alla “Divina Commedia”, anticipando di qualche mese le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri. Per il finissage – previsto per domenica 11 ottobre alle ore 17.00 – il poeta bolognese Luca Gamberini, accompagnato dall’inseparabile Olivetti 22, scriverà le sue #poesieespresse dedicate a tutti i partecipanti. La mostra sarà visitabile fino all’11 ottobre 2020, sabato e domenica ore 9.00-12.00 e 15.30-19.00. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 059 959377, 


La seconda sezione della mostra sarà inaugurata sabato 12 settembre, alle ore 17.00, all’interno della Galleria d’Arte Contemporanea di Palazzo Ducale a Pavullo nel Frignano. L’allestimento sarà realizzato a partire dalle opere di Emanuela Ascari, Danilo Buccella, Andrea Capucci, Elisa Capucci, Andrea Chiesi, Carlo Cremaschi, Alessandro Formigoni, Mario Giovanardi, Pier Lanzillotta, Marco Luppi, Enrico Manelli, Davide Montorsi, Alice Padovani, Sergio Padovani, Federica Poletti, Laura Renna. Sabato 12 settembre, alle ore 18.30, dopo l’inaugurazione della mostra, nei sotterranei di Palazzo Ducale si terrà il concerto “The funeral of the earth”, a cura dell'Associazione Amici del Jazz di Modena, con Glauco Zuppiroli (contrabbasso), Achille Succi (sassofoni e clarinetti), Filippo Monico (batteria, percussioni). La serata apre la rassegna concertistica “Musica a Palazzo 2020”, in programma fino al 12 dicembre 2020. Ingresso libero, posti limitati (T. +39 0536 29964, uit@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it). Nel mese di ottobre, Alice Padovani realizzerà un workshop per bambini presso la Fabbrica delle Arti di Palazzo Ducale. Il finissage della mostra – previsto per sabato 7 novembre alle ore 18.00 – prevede, infine, “Voci di fiati”, con Mirco Rapini (clarinetto soprano e clarinetto basso), Giulia Cavani (clarinetto soprano e clarinetto basso), Jessica Camatti (clarinetto soprano), Lapo Giulio Rapini (clarinetto soprano, Alice Prato, clarinetto soprano), Luca Beatrice Rapini (sax contralto), Emanuele Prato (tromba). L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 7 novembre 2020, martedì e giovedì ore 15.00-18.00, sabato ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, domenica e festivi ore 16.00-19.00; su richiesta dal lunedì al sabato ore 10.00-12.30. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 0536 29964 / 29026, cultura@comune.pavullo-nel-frignano.mo.it, www.comune.pavullo-nel-frignano.mo.it.

La terza ed ultima sezione della mostra sarà inaugurata sabato 19 settembre, alle ore 17.00, nel Torrione medievale di Castelnuovo Rangone. In esposizione, opere selezionate di Antonella Monzoni, Tommaso Mori, Beatrice Pucci, Gianni Valbonesi, Annalisa Vandelli. All’inaugurazione saranno presenti gli artisti e la poetessa Laura Solieri che leggerà al pubblico le poesie inedite inserite nel catalogo. Per il finissage – previsto domenica 18 ottobre, alle ore 17.00 – si esibirà, invece, il musicista Peppe Leone in una performance dal titolo “PAM! Il suono delle percussioni”. La mostra sarà visitabile sabato e domenica ore 9.00-12.00 e 15.30-19.00. Ingresso libero. Per informazioni: T. +39 059 534802, cultura@comune.castelnuovo-rangone.mo.it, www.comune.castelnuovo-rangone.mo.it.

Nel corso dell’esposizione saranno organizzati eventi collaterali e reading poetici. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo, disponibile in loco, con prefazione dei curatori, testi critici di Giorgia Bergantin e Maria Chiara Wang, versi inediti della poetessa Laura Solieri e ricco apparato iconografico. Sarà inoltre realizzato un documentario con la regia e la fotografia di Mauro Terzi.

04/09/20

Un'altro libro banale e caro sull'arte contemporanea

 

In questi giorni ho terminato di leggere il libro di Tony Godfrey "L’arte contemporanea - un panorama globale", alquanto caro (38 euro!) e molto noiosetto nel suo voler essere educativo e critico. 

L'ennesimo elenco dei soliti nomi noti con qualche inserto alternativo in un quadro che pare dimenticare invece i tanti fermenti che ci sono e che il suo  mondo di riferimento continua ad ignorare. 

03/09/20

Art Basel autunno in online

 

Art Basel prosegue la sua trasformazione lanciando due sale "virtuali" per l'autunno. 

Col titolo "OVR: 2020", che si svolgerà dal 23 al 26 settembre, si realizzerà un vento tematico contemporaneo a cui seguirà poi  "OVR: 20c",  dal 28 al 31 ottobre, che si muoverà sulle opere del novecento.


CS

This fall, Art Basel will launch two new Online Viewing Rooms embracing a brand-new concept. With up to 100 exhibitors, they will last only four days and focus on key themes. ‘OVR:2020’, which will run from September 23 to September 26, 2020, will be dedicated to artworks produced in 2020, while ‘OVR:20c’, which will take place between October 28 and October 31, 2020 will focus on 20th century works. 

Both Online Viewing Rooms are open to proposals from all former Art Basel exhibitors from 2018 onwards. The presentations, which will include up to 6 artworks, will be handpicked by two new selection committees: The September Selection Committee comprises Sadie Coles (Sadie Coles HQ), Massimo de Carlo (Massimo de Carlo), Prateek Raja (Experimenter), Lisa Spellman (303 Gallery), Mills Moran (Morán Morán), and Jasmin Tsou (JTT). The Selection Committee for the October iteration includes David Fleiss (Galerie 1900-2000), Emi Eu (STPI), Lucy Mitchell-Innes (Mitchell-Innes & Nash), Mary Sabbatino (Galerie Lelong & Co.), Steve Henry (Paula Cooper Gallery), and Thiago Gomide (Bergamin & Gomide). The participation fee is 5,000 CHF and the platform will feature a new live-chat function, allowing collectors and visitors to connect seamlessly with galleries.

‘While the art market still faces difficult times, we feel it's pivotal to continue exploring different ways of supporting our galleries and engaging with our audiences,’ says Art Basel’s Global Director Marc Spiegler. ‘The highly-focused September and October editions of the Online Viewing Rooms are an opportunity for us to keep this platform evolving and provide our galleries with additional opportunities in this highly dynamic moment.'

Further information on participating galleries and their online presentations will be made available in the coming weeks.

02/09/20

Biennale Cinema a Venezia

 

Inizia oggi una edizione speciale della 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia e si terrà al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2020.  

La Mostra vuole favorire la conoscenza e la diffusione del cinema internazionale in tutte le sue forme di arte, di spettacolo e di industria, in uno spirito di libertà e di dialogo. Oltre alle sezioni menzionate nei paragrafi seguenti, la Mostra organizza retrospettive e omaggi a personalità di rilievo, come contributo a una migliore conoscenza della storia del cinema.

La selezione ufficiale comprende le sezioni Venezia 77, Fuori Concorso, Orizzonti, Biennale College - Cinema.

Le sezioni autonome e parallele, organizzate autonomamente secondo un proprio regolamento, comprendono la Settimana Internazionale della Critica e le Giornate degli Autori.

Fra le sezioni più interessanti quella del Virtual Reality che dal 2016, la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dedica a questo ambito.

Per l’edizione del Venice VR 2020, il concorso ufficiale della sezione Virtual Reality della Mostra Internazionale dell’Arte Cinematografica non avrà luogo a Venezia presso l’isola del Lazzaretto Vecchio (VR Island), ma sarà invece disponibile interamente online. Rinominato Venice VR Expanded, a riflettere lo spostamento del progetto ora esclusivamente virtuale, sarà accessibile esclusivamente online, su una piattaforma dedicata realizzata da VRrOOm, con il sostegno di HTC Viveport, Facebook’s Oculus, e VRChat.

Arte e video

 


Ecco dal Met un breve corso su come realizzare una lettera rinascimentale 



Una notte col Young Barbican Nights per la mostra Masculin 


E concludiamo con uno sguardo al San Sebastian di Mantegna del Louvre 

Arte e video

 Iniziamo con un bel documentario su Keith Haring da Arte.



Dal McNay Art Museum un reportage su  Ruben Luna di Sant'Antonio



e concludiamo con il Met che festeggia quest'anno i suoi 150 anni di attività.

01/09/20

Oro in piazza

 

Sa un poco di remake il progetto "L’età dell’oro" che Fabrizio Plessi presenterà dalle finestre del Museo Correr, già usate per un'evento troppo simile alcuni decenni fa', ma l'effetto, soprattutto di sera, è sempre molto suggestivo. 

Sicuramente più interessante sarà la grande mostra che Ca' Pesaro gli dedicherà a breve, il tutto col prezioso e modaiolo supporto di Dior.


CS

In Piazza San Marco dalle finestre del Museo Correr sgorgano nel buio cascate d’oro digitale nel grande omaggio di Fabrizio Plessi alla sua città d’elezione. Nelle cascate d’oro è racchiusa la scritta Pax Tibi, l’incipit della locuzione stampata sul Vangelo che il leone veneziano tiene tra le zampe. Pax Tibi, Marce, evangelista meus, Pace a te, Venezia, senza tempo come il nobile e puro materiale. L’oro a Venezia è simbolo, è anche sapienza artigiana di indoratore, che Fabrizio Plessi traduce in un flusso digitale contemporaneo, a saldare come sempre l’apparente opposizione fra elementi primordiali e tecnologie, natura e artificio, tradizione e futuro. 

Le finestre del Museo Correr nel lato di Piazza San Marco opposto alla Basilica, sono la sede dell’apparizione scenografica, luminosa e sonora, di cascate d’oro senza origine né fine, di un potente e dirompente loop magmatico che si mostra nel cuore di quella che fu la Serenissima. L’Età dell’Oro è un tempo sospeso e circolare, che senza nostalgia ma con concreto senso del presente avvolge Venezia, città oggi ferita ma di eterna incorruttibile bellezza che a tutto sopravvive. L’arte qui non inganna, l’immateriale tecnologico non si finge altro ma espande in una fluida eternità l’aurea materia, a pervadere il tempo e lo spazio della città di pietra avvolta dalla laguna e dalle infinite rifrazioni della luce. 

Nel luogo che vent’anni fa ospitò l’installazione Waterfire Fabrizio Plessi con L’Età dell’Oro torna, allo scadere dei suoi ottant’anni, con un omaggio profondo e commosso alla sua città d’elezione e di vita, prologo della grande retrospettiva che con lo stesso titolo aprirà nell’autunno nella Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro.