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16/08/19

Collection Night Berlin



Il prossimo venerdì 23 Agosto a Berlino alcuni delle più importanti collezioni private della città saranno aperte al pubblico per una serata speciale di condivisione d'arte. 

Una dozzina di importanti collezionisti d'arte si sono organizzati per aprire in una serata unica le proprie collezioni agli appassionati d'arte. 

Un evento molto interessante che potete approfondire e organizzare visitando il sito http://berlincollectors.com/  a cui potete fare riferimento per tutti i dettagli. 



Thomas Schulte estate con Matt Mullican e Richard Deacon


 


Per l’estate la galleria Thomas Schulte propone l’installazione “Red, Yellow, Green, In Time by US-American” dell’artista concettuale  Matt Mullican, mentre nei suoi spazi presenta le opere in ceramica di Richard Deacon raccolte col titolo  “Flash, Bang, Wallop.”








15/08/19

30 anni del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino




Chiude il 1 Settembre la mostra “The ground we have in common”, curata da Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis, che il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino ha ideato per festeggiare i suoi trent'anni di attività.




CS 

La Fondazione Benetton e le Gallerie delle Prigioni presentano The Ground We Have in Common, la mostra dedicata alla trentesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, che quest’anno vede protagonisti I giardini del tè di Dazhangshan in Cina.

In occasione della trentesima edizione, la mostra, parte integrante delle attività che costituiscono il Premio, si tiene per la prima volta alle Gallerie delle Prigioni di Treviso e affianca alla componente documentaria l’esposizione di opere d’arte contemporanea.

Partendo dall’esplorazione del paesaggio dei giardini del tè di Dazhangshan, il percorso della mostra mette in luce il contesto geografico e architettonico di un territorio che è storicamente il cuore delle coltivazioni della pianta del tè e della produzione della bevanda che ne deriva, la sua valenza storica e culturale.

Nelle fattorie di Dazhangshan, nella contea di Wuyuan, oltre duecentocinquanta famiglie di agricoltori coltivano le piante del tè secondo i principi dell’agricoltura biologica, tenendo vivo un luogo in cui lo stretto rapporto tra il paesaggio e chi da esso ricava sostentamento garantisce la continuità di tradizioni culturali e valori estetici, in condizioni di equilibrio tra uomo e natura. Sono questi i temi approfonditi anche dal documentario creato appositamente per questa edizione del Premio e diretto da Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi.

The Ground We Have in Common ripercorre quindi idee e temi che hanno attraversato alcune delle precedenti edizioni di questo Premio a un luogo, con opere d’arte, materiali d’archivio, testi, fotografie, pubblicazioni, video e il documentario diretto da Davide Gambino. Unendo ricerca artistica e indagine paesaggistica, l’esposizione si snoda tra contributi di natura diversa ed esplora i linguaggi scelti da artisti contemporanei che indagano la nozione di giardino in senso ampio e quella della cura della terra.

Una selezione di opere si relaziona con i temi essenziali del Premio Carlo Scarpa ma attraverso chiavi di lettura diverse. Storia e memoria sono le lenti attraverso cui osservare la relazione simbiotica tra l’umanità e l’ambiente naturale, lasciando emergere interrogativi che riguardano la tutela di quest’ultimo da un lato e le istanze di rinnovamento dall’altro. L’indagine si sofferma poi sul ruolo che il commercio e lo scambio hanno nel determinare il modo in cui viviamo i contesti che ci circondano. Idea, questa, che esplora l’opera sonora di Susan Hiller, ispirandosi alle teorie di Mendel sulla trasmissione dei caratteri ereditari, mentre le fotografie di Petros Efstathiadis esprimono un rapporto complesso con il proprio luogo d’origine, un’esperienza fortemente legata al contesto locale dell’artista e che, allo stesso tempo, rappresenta un vissuto condiviso universalmente.

Un altro tema presente nella selezione delle opere è la fisicità degli elementi naturali. Frutta, foglie e semi sono la materia prima che compone le delicate architetture naturali di Christiane Löhr, mentre il legno è il tramite per la percezione del suono nel lavoro di Michele Spanghero, e, ancora, c’è la creta, che dà forma  alla creazione di William Cobbing commissionata appositamente per la mostra. Questi materiali sono un omaggio alle competenze manuali e teoriche necessarie a trasformare il paesaggio e a trasmettere la conoscenza della cura condivisa della terra e dell’ambiente dal contesto locale a quello globale.


Da martedì 2 luglio la mostra è arricchita da una nuova installazione, “Here in My Garden”, posizionata nella piazzetta antistante il Duomo di Treviso. 

Questo nuovo allestimento, concepito per il piccolo spazio espositivo all’aperto, è composto da specchi e foto di grandi dimensioni che ritraggono le coltivazioni del tè di Dazhangshan.

La città si specchia nell’installazione che restituisce inaspettatamente l’immagine di un luogo naturale e trasforma l’ambiente urbano in un giardino onirico dove le colline del tè diventano protagoniste. Lo spazio pubblico diventa così un paesaggio senza confini, popolato di riflessi e rimandi in cui si muovono i volti dei visitatori.

L’opera, curata dall’architetto Tobia Scarpa e da Enrico Bossan e collocata nel cuore di Treviso, intende suggerire il bisogno di una maggiore consapevolezza dell’importanza della cura e della tutela del paesaggio e della città.

Curatori: Patrizia Boschiero e Nicolas Vamvouklis. 
Artisti:  Antonio Biasiucci, Andrea Caretto & Raffaella Spagna, William Cobbing, Petros Efstathiadis, Susan Hiller, Christiane Löhr, Laura Pugno, Naufus Ramírez–Figueroa, Elham Rokni, Armén Rotch & Gilda RG, Michele Spanghero, Cao Yuxi (James).

Arte in video


Eccovi una nuova selezione di video su Youtube di questa settimana.

Prosegue la mini serie che la Fondazione Cartier a realizzato sulla mostra "Nous les Arbres"




C'è poi l'intervista a Junya Ishigami  per il suo Pavilion alla Serpentine Gallery di Londra.





Riflessioni sull'opera di Gerhard Richter 




Intervista a Paul Mpagi Sepuya, alla mostra Stonewall 50, intervistato dal curatore del CAMH Dean Daderko.



13/08/19

Prossimamente new Moma



E' stata confermata la data dell' ampliamento del Moma che sarà il prossimo 21 ottobre 2019, con una nuova presentazione dell'arte moderna e contemporanea.

L'espansione, sviluppata dal MoMA con gli architetti Diller Scofidio + Renfro, in collaborazione con Gensler, aggiunge più di 40.000 piedi quadrati di spazi per gallerie e consentirà al museo di mostrare molte più opere d'arte in modo nuovo e interdisciplinare. 

Nei nuovi spazi saranno proposti programmi dal vivo e spettacoli che reagiscono, mettono in discussione e sfidano le storie dell'arte moderna e dell'attuale momento culturale. 


Exterior view of The Museum of Modern Art on 53rd Street © 2017 Diller Scofidio + Renfro


Un'innovativa piattaforma per l'educazione al secondo piano inviterà i visitatori a connettersi con l'arte che esplora nuove idee sul presente, sul passato e sul futuro. 

Le gallerie sul livello della strada, gratuite e aperte a tutti al piano terra, collegheranno meglio il Museo a New York City e avvicineranno l'arte alle persone nelle strade del centro di Manhattan.

Marina Abramovic a Milano


  



Dopo il successo di Firenze torna a Milano Marina Abramovic alla Pinacoteca Ambrosiana  col ciclo di video “The Kitchen. Homage to Saint Therese” proposto dal 18 ottobre al 31 dicembre 2019,  nella suggestiva Cripta di SanSepolcro, recentemente restaurata.




CS

Dal 18 Ottobre al 31 Dicembre 2019, Marina Abramovic arriva nel complesso della Pinacoteca Ambrosiana, nell’area sotterranea dell’antico foro romano di Milano, all’interno del percorso di visita della Cripta di San Sepolcro, con il ciclo di video “The Kitchen. Homage to Saint Therese”. Continua quindi il connubio, proposto dal Gruppo MilanoCard, tra questa antichissima area di Milano e la video arte con i grandi artisti contemporanei, iniziato nel 2017 con Bill Viola e proseguita poi con Michelangelo Antonioni e Andy Warhol.


“The Kitchen. Homage to Saint Therese” è un’opera molto significativa nella quale Marina Abramovic si relaziona con una delle più importanti figure del cattolicesimo, Santa Teresa d’Avila. L’opera si compone di tre video, che documentano altrettante performance tenute nel 2009 dall’artista nell’ex convento di La Laboral a Gijón, in Spagna.

Curata da Casa Testori e prodotta dal Gruppo MilanoCard, gestore della Cripta di San Sepolcro, in collaborazione con la Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana, la mostra sarà parte del percorso di visita che porterà a rivedere la Cripta di San Sepolcro, da poco riportata a pieno splendore grazie ai grandi lavori di restauro che la hanno interessata.

12/08/19

Kohei Nawa a Hong Kong


La galleria Pace negli spazi di Hong Kong propone gli elaborato lavori dell’artista giapponese Kohei Nawa. 





11/08/19

Ugo Mulas torna a New York




Fino al 16 Agosto la galleria Matthew Marks propone una bella selezione degli scatti newyorchesi di Ugo Mulas (1928–1973).





10/08/19

L'altalena dell’inutilità






Cosa non si fa per farsi pubblicità, mi riferisco all’idea dell'altalena che è stato realizzato da due docenti di architettura californiani che ora hanno realizzato un divertente gioco da inserire nel famoso muro sul confine fra gli USA e il Messico.

Ma cosa mi colpisce non è tanto il progetto, un'idea carina, ma come stranamente questo muro, che esiste da anni, ora sia così di moda, sorge spontanea la domanda come mai prima nessuno ne criticava la formazione?

Penso che sia una delle tante finzioni di chi cerca di apparire alternativo; così lagnarsi ora pare una inutili azioni di critica all’attuale governo statunitense.

Tipica strategia di un sistema che punta a non scalfire la realtà ma a sfruttarla per farsi pubblicità, azioni che spesso il mondo dell’arte adotta per avere un poco di ironica visibilità.