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Visualizzazione post con etichetta Fondazione Cini. Mostra tutti i post
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21/09/24

Homo Faber


Sta riscontrando un grande successo, di pubblico e di critica, la terza edizione di Homo Faber che propone ai visitatori un viaggio lungo l’intero percorso della vita umana. Dall'infanzia ai viaggi, dalle storie d'amore ai sogni, Homo Faber 2024 offre uno spaccato inedito della maestria artigiana racchiusa negli oggetti che scandiscono i momenti più preziosi delle nostre esistenze. L’artigianato d'eccellenza diventa dunque lo strumento per celebrare le tappe fondamentali della vita insieme alle piccole esperienze di tutti i giorni. Oggetti unici e originali, realizzati da artigiani di grande talento e maestria, diventano il filo conduttore per raccontare le fasi principali che scandiscono l’esistenza.



 La direzione artistica è affidata a Luca Guadagnino: insieme all'architetto Nicolò Rosmarini esplorano e sviluppano, con la loro visione e creatività, il tema di The Journey of Life nato da un'idea di Hanneli Rupert, vicepresidente della Michelangelo Foundation. L’allestimento da loro immaginato coinvolge i visitatori in una suggestiva rappresentazione della vita lungo un percorso che si snoda all’interno del complesso monumentale della Fondazione Giorgio Cini, sull'isola di San Giorgio Maggiore, a Venezia. Un’occasione unica per ammirare i magnifici spazi di questa istituzione culturale di fama internazionale, partner di lunga data della Michelangelo Foundation.

 


 Allestimenti spettacolari, opere originali e dimostrazioni dal vivo fanno di Homo Faber 2024 un vero e proprio viaggio da percorrere con intensità. Ispirata ai dieci temi che compongono The Journey of Life, Homo Faber presenta una ricchissima selezione di oggetti unici realizzati da maestri artigiani provenienti da tutto il mondo, in una sorprendente varietà di competenze, tecniche e approcci innovativi.

 Esperienze su misura che abbracciano artigianato, intrattenimento e gastronomia saranno altresì disponibili grazie a un servizio dedicato.

 E infine, oltre le mura della Fondazione Giorgio Cini il programma Homo Faber in Città, sviluppato in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, offre un nuovo modo di visitare Venezia, scoprendo inediti itinerari che si snodano attraverso le botteghe degli artigiani veneziani.




28/05/21

Riapre la Fondazione Cini di San Vio a Venezia


 Oggi riapre Palazzo Cini a San Vio al pubblico con un’eccezionale proposta in occasione dei 70 anni della Fondazione Giorgio Cini: il celebre dipinto San Giorgio e il drago di Paolo Uccello prestato dal Musée Jacquemart-André di Parigi, nell’ambito dell’iniziativa L’Ospite a Palazzo. Il dipinto viene concesso dall’istituzione francese, in reciproco scambio, per Il giudizio di Paride di Botticelli e bottega che verrà esposto a Parigi in occasione della  mostra Botticelli: un laboratoire de la Renaissance (10 settembre 2021 – 24 gennaio 2022). Al secondo piano di Palazzo Cini viene riaperta con nuove opere, 11 stampe di Giambattista Piranesi e altrettante fotografie di Gabriele Basilico, la mostra Piranesi Roma Basilico, a cura di Luca Massimo Barbero, che riprende l’opera incisoria di Piranesi vedutista attraverso una lettura originale delle sue vedute di Roma. La  mostra è realizzata in collaborazione con l’Archivio gabrielebasilico (28 maggio – 31 ottobre 2021, venerdì, sabato, domenica dalle 12 alle 20, www.palazzocini.it, www.cini.it).


Grazie ad Assicurazioni Generali, main partner della Galleria fin dalla sua riapertura nel 2014 e da molti anni sostenitore istituzionale della Fondazione Cini, la stagione espositiva proseguirà fino al 31 ottobre 2021. La collaborazione con la  Fondazione Giorgio Cini è frutto di un legame proficuo e duraturo che nasce dalla comune esigenza di impegnarsi nella promozione dell’accesso e della fruibilità della cultura.


La stagione espositiva 2021 a Palazzo Cini riprende con l’iniziativa L’Ospite a Palazzo che vede protagonista quest’anno, in cui si celebrano i 70 anni della  Fondazione Giorgio Cini, il dipinto San Giorgio e il drago di Paolo Uccello (Pratovecchio, 15 giugno 1397 – Firenze, 10 dicembre 1475) prestato dal noto Musée Jacquemart – André di Parigi. L’opera, che ritrae il cavaliere San Giorgio mentre dall'alto del suo cavallo sta trafiggendo il drago, arricchisce di un importante tassello il nucleo del Quattrocento fiorentino della collezione permanente ed evoca simbolicamente il miles christianus che caratterizza il logo della stessa Fondazione Cini. Precedentemente Palazzo Cini a San Vio, grazie a intese con importanti e prestigiose istituzioni italiane e internazionali, ha accolto all’interno della sua Galleria, nell’ambito dell’iniziativa L’Ospite a Palazzo: L’evangelista Marco di Mantegna (2016), La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico (2015), L’Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto e Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino, (2014).


Con l’occasione dell’arrivo di San Giorgio e il drago di Paolo Uccello, la Sala del Rinascimento della Galleria è stata riallestita e il pubblico può ammirare nel nuovo layout i due capolavori di Piero di Cosimo: la Madonna con il Bambino e angeli musicanti e la tavola della Sacra Famiglia con San Giovannino. In particolare quest’ultima opera dell’artista fiorentino è stata restaurata nel 2019 grazie al finanziamento di Save Venice Inc ed è ora apprezzabile in tutto il suo splendore. L’organizzazione no profit statunitense ha sostenuto negli anni numerosi restauri di opere conservate alla Fondazione Cini tra cui si possono ammirare nel percorso di visita alla Galleria di Palazzo Cini: il San Pietro Martire di Vecchietta, restaurato nel 2018-2019; la Modonna dell’Umiltà di Sassetta, restaura nel 2017-2018; La Maestà del Maestro di Badia a Isola, restaura nel 2015-2016.



Rinnovata con nuove opere, di cui 11 stampe di Giambattista Piranesi e altrettante fotografie di Gabriele Basilico, al secondo piano del Palazzo apre al pubblico anche la  mostra Piranesi Roma Basilico, a cura di Luca Massimo Barbero, che riprende la figura di Piranesi vedutista proposta dalla  mostra Le arti di Piranesi, ideata dalla Fondazione Cini nel 2010, con una lettura originale delle sue vedute di Roma, messe a confronto con il lavoro del grande fotografo. Un “primo capitolo” dell’esposizione era già stato inaugurato nel 2020, ma, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, la  mostra aveva dovuto chiudere anticipatamente. Il corpus Piranesi della  Fondazione Giorgio Cini, costituisce uno dei fondi di grafica più rilevanti conservati da un’istituzione privata. La sua conservazione è stata garantita dalla lungimirante e generosa decisione di Vittorio Cini, che negli anni settanta del secolo scorso lo acquistò e lo destinò integralmente all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione, dove ancora oggi è oggetto di studio.


La Galleria di Palazzo Cini, con le Gallerie dell’Accademia, la Collezione Peggy Guggenheim e Palazzo Grassi - Punta della Dogana partecipa al Dorsoduro Museum Mile, uno straordinario percorso culturale che prevede itinerari integrati, comunicazione condivisa e sconti sui biglietti d’ingresso ai musei.

21/04/21

La Fondazione Cini di Venezia e l'Orlando Innamorato

 


La Fondazione Cini di Venezia festeggia il 70° anniversario con un meravigliosa condivisione, la digitalizzazione dell'unica copia dal mondo dell'Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo

La digitalizzazione della straordinaria e unica copia dell’edizione veneziana del poema cavalleresco di Matteo Maria Boiardo che la Cini conserva è la più recente sfida del centro di eccellenza ARCHiVe. Il volume, che sarà presto liberamente accessibile al pubblico tramite pubblicazione online, ha ispirato le celebrazioni per il settantesimo anniversario della Fondazione 

Venezia 20 aprile 2021 – Costituita il 20 aprile 1951,  la #fondazionegiorgiocini compie 70 anni e, per onorare questa importante ricorrenza, ha realizzato un simbolo celebrativo  tratto dai caratteri alfabetici originali della straordinaria cinquecentina Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo e che per tutto il 2021 affiancherà il logo istituzionale. La Fondazione infatti custodisce l’unica copia al mondo dell’opera donata dallo stesso Vittorio Cini nel 1962. Il Centro di ricerca di eccellenza ARCHiVe, ha appena completato il processo di digitalizzazione del volume, sia per ragioni conservative che, soprattutto, per renderlo liberamente accessibile al pubblico, tramite la pubblicazione online nel sito della Fondazione Cini e nei principali cataloghi delle biblioteche, attuando così uno degli scopi statutari della Fondazione volto a promuovere le nuove modalità di diffusione del sapere e vitalità della #cultura. 

La #fondazionegiorgiocini non si è fermata, nemmeno nei momenti in cui le restrizioni per il Covid-19 hanno impedito al pubblico e agli studiosi di accedere ai suoi istituti sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Il Centro ARCHiVe, laboratorio digitale per la ricerca internazionale, ha accolto la sfida posta da un volume rarissimo e molto prezioso: si tratta dell’edizione veneziana di Tutti li libri de Orlando. Inamorato. Del conte de Scandiano Mattheo Maria Boiardo stampata tra il 1513 e il 1514 da Giorgio Rusconi su iniziativa di Vincenzo Zoppino, di cui la Cini conserva l’unica copia al mondo. Il veronese Raffaele Valcieco fu l’autore che prese in carico, dopo Niccolò degli Agostini, il completamento del poema cavalleresco di Matteo Maria Boiardo, lasciato incompleto a causa della sua prematura scomparsa.

La fortuna dell’Orlando Innamorato sarà poi consacrata da Ludovico Ariosto che ne fu ispirato per la realizzazione del suo Orlando Furioso (1516). 

L’opera, nella sua versione digitale, è oggetto di studio della professoressa Maria Pavlova, University of Warwick, e del professor Marco Dorigatti, University of Oxford, che stanno preparando l’edizione critica del quinto libro dell’Orlando Innamorato nella continuazione di Valcieco. 

Il processo di digitalizzazione del volume è stato particolarmente complesso per gli operatori di ARCHiVe a causa della stretta legatura e dei margini molto ridotti esito degli interventi di restauro da parte del suo più importante precedente proprietario, il collezionista Victor Masséna - Principe d’Essling (1836-1910). Il volume infatti, prima di entrare a far parte del patrimonio della Cini è appartenuto a Victor Masséna che, a cavallo tra Otto e Novecento, riunì una tra le più straordinarie raccolte librarie di edizioni incunabole e cinquecentine illustrate con edizioni spesso rare se non uniche al mondo. 


Il processo di digitalizzazione

La riproduzione dell’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo a cura del Centro ARCHiVe della #fondazionegiorgiocini è avvenuta tramite fotografia a colori ad alta risoluzione. Gli scatti delle carte sono stati realizzati con una fotocamera posizionata su una diagonale di circa 45°, su uno stativo regolabile posto all’interno di un set comprendente una fonte di illuminazione fissa e zenitale a LED. Il volume poggiava su un leggio con supporti modulabili che ne sostenevano i piatti, per evitare possibili danni alla legatura dati da un’apertura troppo ampia o dal peso proprio del volume. In serie, sono stati fotografati prima il recto di ogni carta e successivamente il verso. I piatti e il dorso sono stati acquisiti digitalmente all’interno di un set con caratteristiche, più adatte a cogliere la tridimensionalità del bene: una fotocamera montata su uno stativo da riproduzione zenitale e due fonti luminose laterali, mobili e regolabili.

Insieme alla digitalizzazione è stata realizzata la post produzione e la metadatazione dei file ottenuti, normalizzando i dati (immagini e metadati) e preparandoli per il successivo caricamento nella Digital Library del sito della #fondazionegiorgiocini. 


L’Orlando Innamorato

Tutti li libri de Orlando. Inamorato. Del conte de Scandiano Mattheo Maria Boiardo è un poema cavalleresco in tre libri di Matteo Maria Boiardo (1441-1494). Rimasta incompiuta alla morte dell’autore, l’opera fu proseguita dal veneziano Niccolò degli Agostini che ultimò il terzo libro e scrisse il quarto, mentre il quinto fu scritto dal veronese Reffaele Valcieco. L’opera di Valcieco, fu stampata solamente nell’edizione veneziana del 1514 (Giorgio Rusconi, ad istanza di Niccolò Zoppino) che resiste in un’unica copia attualmente alla #fondazionegiorgiocini, e nell’edizione milanese del 1518, di cui rimangono tre copie, ora conservate a Milano, Biblioteca Nazionale Braidense; Londra, British Library; Aargau - Svizzera, Biblioteca cantonale.

L’edizione veneziana del volume di Boiardo fu acquisita da Vittorio Cini su consiglio del libraio e antiquario Tammaro De Marinis (1878-1969) insieme alla porzione veneziana della collezione di preziose edizioni incunabole e cinquecentine illustrate del Principe d’Essling. Nel 1962 Vittorio Cini donò l’intera collezione alla #fondazionegiorgiocini e nel 2010 il volume fu trasferito dalla “Sala del Tesoro” a una sala climatizzata della Biblioteca della Manica Lunga per garantirne una perfetta conservazione.


17/07/20

Atlante delle Xilografie italiane del Rinascimento


E' un bel progetto che porta, grazie all'impegno della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, una stupenda raccolta di magnifiche xilografie nelle nostre case attraverso il web. 

Si tratta del grande "Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento" che raccoglie opere fra il 1400 e il 1600, curato da  Laura Aldovini, David Landau e Silvia Urbini.



CS

Atlante delle Xilografie italiane del Rinascimento

L'Atlante delle xilografie italiane del Rinascimento è frutto di un progetto di ricerca inteso a studiare e catalogare il materiale grafico xilografico e le matrici lignee realizzati in Italia dai primi esemplari noti fino al 1550 circa. Vengono prese in esame le stampe sciolte e le matrici conservate nelle collezioni pubbliche e private e nei luoghi d'origine che ancora ne conservano, come le chiese e i conventi. 

L'archivio digitale è consultabile attraverso diverse chiavi di ricerca, corredato da immagini e schede in costante aggiornamento, e in collegamento con i maggiori database internazionali del settore.

Scopo del progetto e dell'Archivio digitale è anche quello di essere punto di riferimento per lo studio della xilografia italiana, creando un network attivo e in aggiornamento che coinvolga gli storici dell'arte, gli studiosi della materia e le istituzioni che possiedono i materiali censiti. 

Invitiamo a contattarci via mail a italianwoodcuts.census@cini.it per segnalarci nuovi esemplari da catalogare, per integrare e correggere le informazioni che forniamo nelle schede, approfondire insieme argomenti, comunicarci l'uscita di nuove pubblicazioni.

07/10/16

Meraviglie miniate alla Fondazione Cini di Venezia


Come sempre la Fondazione Cini offre delle preziosi mostre non è da meno la presente che propone nell’isola di San Giorgio Maggiore 120 capolavori miniati, metà raccolti dal conte Vittorio Cini quando messi in vendita dalla Libreria Antiquaria Hoepli di Milano negli anni quaranta del secolo scorso.

In un elegante allestimento curato dallo studio De Lucchi si possono ammirare pregevoli capolavori di miniatura, stupende pagine di bellezza come il minuto Offiziolo di Lodovico Il Moro o il meraviglioso Martirologio di Ferrara.




La collezione di miniature di Vittorio Cini rappresenta una delle più importanti raccolte al mondo di questo genere, formata da pagine e iniziali miniate ritagliate, per lo più provenienti da libri liturgici (graduali e antifonari), paragonabile sia per tipologia che per qualità a collezioni come la Wildenstein custodita al Musée Marmottan di Parigi o quella di Robert Owen Lehman Senior, fino a pochi anni depositata al Metropolitan Museum di New York. La collezione Cini è rappresentativa delle principali scuole italiane di miniatura e raccoglie le creazioni di alcuni dei più importanti miniatori attivi tra XII e XVI secolo.