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Visualizzazione post con etichetta Carsten Höller. Mostra tutti i post
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13/05/18

The Florence Experiment in una nuova nazione




Da alcuni giorni a  Palazzo Strozzi ci si può allegramente tuffare in un fantastico scivolo che occupa l’intera corte.

Un grande progetto site-specific dell’artista Carsten Höller, che però supera il semplice attimo giocoso per trasformarsi in un esperimento scientifico col supporto dello scienziato Stefano Mancuso, fondatore della neurobiologia vegetale, e alcune piantine di fagioli che il visitatore porta con se nella caduta libera.

Infatti questo evento coinvolge anche un aspetto scientifico in cui si cerca di capire se un evento “traumatico” come una rapida discesa su un gigantesco scivolo possa essere “percepito” da una pianta. Così in maniera rabdomantica ad alcuni discesisti viene consegnata anche una pianta di fagioli, che poi viene monitorata da un gruppo di ricercatori scientifici che analizzano in confronto ad altre piante che non subiscono questo trattamento.

La mostra poi prosegue in due sale dove sono proiettati in una film comici nell’altra film dell’orrore, un marchingegno aspira le due tipologie di arie che vengono poi irrorate su un glicine, un ramo accoglie l’aria “comica” l’altro l’aria “horror”, questa variazione influenzerà la crescita della pianta?


Meno sperimentale ma altrettanto interessante la nuova mostra curata da Luca Massimo Barbero “Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano” che pare un poco il proseguimento della bella mostra sull’arte italiana della Fondazione Prada di Milano.

L’esposizione si articola attraverso i famosi anni del “miracolo economico”  che trasforma il nostro paese in una nazione.

Si inizia col dialogo, spesso intenso fra l’astrazione e il realismo per giungere all’arte concettuale, attraversando i periodi dell’informale, della pop art.

Un percorso molto interessante e che risalta per la qualità delle opere proposte. 


05/12/17

The Prada Double Club Miami




 Fondazione Prada presenta “The Prada Double Club Miami” , un’installazione artistica concepita da Carsten Höller come un vero e proprio night club. Aperto a un gruppo di ospiti selezionati per tre notti, il progetto si terrà dal 5 al 7 dicembre 2017 (dalle 22.30 in poi), in occasione di Art Basel Miami Beach
“The Prada Double Club Miami” offre un approccio innovativo alle nozioni di divertimento e ospitalità, creando allo stesso tempo un dialogo tra arte contemporanea, musica, lifestyle e design. L’iconico progetto di Carsten Höller, tenutosi a Londra nel 2008 per una durata di otto mesi, è proposto a Miami in una seconda e inedita versione.
Il primo “Double Club” londinese, uno spazio temporaneo e underground, era stato concepito come un’opera d’arte relazionale, allo stesso tempo provocatoria e piacevole. Costituito da tre spazi – un bar, un ristorante e un dance club – ognuno diviso equamente in una parte occidentale e in una congolese, il club contribuiva a costruire un’esperienza inedita, generata da questa opposizione. Entrambi i mondi erano rappresentati in modo iconico da elementi musicali, culinari ed estetici: l’energia dirompente del Congo da un lato e l’identità culturale dell’Occidente dall’altro.


L’artista approfondisce la nozione di duplicità in questo nuovo progetto in cui il pubblico può confrontarsi con due spazi diversi in grado di offrire esperienze diametralmente opposte a livello visivo e sonoro, senza alcun tipo di contaminazione. L’obiettivo principale di “The Prada Double Club Miami” è di permettere all’arte di spingersi al di là dei propri confini tradizionali e di trasformarsi in un’esperienza di vita reale. Ideato come un esperimento sociale che introduce il concetto di dualità in un ambiente ricreativo, il club crea un’atmosfera immersiva in cui vivere un provocatorio incontro tra dimensioni dissonanti. Il progetto rappresenta ciò a cui un’installazione d’arte può tendere. Al pubblico è infatti concessa la libertà di interagire con l’ambiente circostante in modi diversi, tutti ugualmente veri e coinvolgenti, diventando parte essenziale di una forte esperienza partecipativa.
Ospitata in uno studio cinematografico degli anni Venti, in precedenza fabbrica del ghiaccio, l’installazione si compone all’interno di un dance club e all’esterno di un giardino tropicale: il primo è interamente monocromatico, mentre il secondo è fortemente policromatico. Come afferma Carsten Höller, “Vorrei che, nella zona monocromatica caratterizzata da toni di grigio, nero e bianco, gli ospiti si sentissero come l’unica componente colorata, quasi fossero un elemento di disturbo all’interno di un film in bianco e nero, ed estremamente pallidi nell’area policromatica, dove domina l’atmosfera tropicale”.
Performance live di artisti e DJ internazionali sono ospitate all’interno del club, mentre il giardino offre una selezione di musicisti espressione delle diaspore caraibiche e sudamericane presenti a Miami. Ogni performer incarna l’idea di contrasto su cui si sviluppa il progetto: ospiti e clubbers possono attraversare il confine permeabile tra queste due dimensioni e intraprendere un percorso autonomo e “schizofrenico”.

                                                            
“ The Double Club” è un progetto artistico di Carsten Höller commissionato dalla Fondazione Prada. Realizzato a Londra all’ interno di un ex magazzino d’epoca vittoriana adiacente alla stazione della metropolitana di Angel, “The Double Club” apre al pubblico il 21 novembre 20 08 e si conclude il 12 luglio 2009 , creando un singolare dialogo tr a la cultura congolese e quella  occid entale.  Partendo dall’idea di interazione tra queste due culture , il progetto non si propone soltanto come un nuovo e stimolante spazio pubbl ico a Londra, ma anche come un’innovativa occasione di contaminazione. Il club era costituito da tre spazi -bar,  ristorante e dance club - o gnuno  suddiviso equamente in una parte occidentale e in una 
congolese, sia a livello decorativo che funzionale . Le diverse sezioni erano state concepite e progettate per rappresentare gli elementi più vitali (suoni, sapori e gust i estetici) di entrambe le culture , con l’obiettivo di offrire una nuova prospettiva sulla doppia identità e allo stesso tempo un possibile spazio per la coesistenza.
thedoubleclub.co.uk








18/06/15

Decision of Carsten Höller




Già il titolo Decision fa capire che si tratta di una mostra molto dinamica e determinata, l'artista è il ludico Carsten Höller è lo spazio è la Hayward Gallery di Londra, non resta che immergersi in questo mondo sempre in bilico fra gioco e sofferenza. 


Carsten Höller: Decision is the artist’s largest survey show in the UK to date. Immersing visitors in a series of experimental environments, Höller’s interactive exhibition explores perception and decision making. To enter the exhibition visitors must choose between two different entrances, behind which lie separate routes through the first gallery. Once inside the exhibition, visitors encounter a range of situations – including the invitation to consume a pill, contents unknown – that ask them to reflect on the process of decision making. 


Over the past 20 years Holler has created devices, vehicles and situations that alter visitors’ physical and psychological states. Carsten Höller: Decision offers visitors the chance to see the world upside-down, experience uncanny bodily sensations and soar above London’s traffic in a flying machine. Hoping to ‘induce hallucinations, in the widest sense’ Höller populates the gallery with disorientating objects and installations, including giant revolving mushrooms and two robotically-engineered beds that – day and night – roam the exhibition like a pair of restless, insomniac twins.

Carsten Höller: Decision culminates in the artist’s Isomeric Slides. Accessed from Hayward Gallery’s roof, these slides turn ordinary gallery activity on its head. In a setting usually reserved for contemplation, Höller’s slides are an invitation to lose control. A slide, Höller has remarked, is both ‘a sculpture that you can travel inside’ and a ‘device for experiencing a unique condition somewhere between delight and madness’.

Wednesday 10 June – Sunday 6 September 2015
Opening times
Monday 12 noon – 6pm
Tuesday, Wednesday, Saturday and Sunday, 11am – 7pm

Late night Thursday and Friday, 11am – 8pm

24/07/13

Station to station - Estate, tempo di viaggi, anche per l’arte…


La Levi’s,per festeggiare i suoi 140 anni di attività sta per ralizzare un progetto in ambito artistico dal titolo “Station to Station” coordianto con Doug Aitken. Si tratta di un treno “artistico” che viaggerà da New York a San Francisco. Ogni tappa sarà un evento corale fra arte, musica e declinazioni varie, spesso in importanti musei, come il MoMA PS1, Carnegie Museum of Art, il Museum of Contemporary Art di Chicago, Walker Art Center, SITE Santa Fe, Los Angeles County Museum of Art (LACMA), e il Museo di San Francisco of Modern Art (SFMOMA).

All’iniziativa partecipano anche altri artisti quali : Kenneth Anger, Olaf Breuning, Peter Coffin, Urs Fischer, Meschac Gaba, Liz Glynn, Carsten Höller, Christian Jankowski, Aaron Koblin, Ernesto Neto, Jack Pierson, Stephen Shore, Rirkrit Tiravanija, Lawrence Weiner. Ci sono anche musicisti del calibro di Ariel Pink, Charlotte Gainsbourg, Connan Mockasin, Dan Deacon, David Longstreth dei Dirty Projectors, Eleanor Friedberger, Nite Jewel, No Age, Savages, e Twin Shadow. Scrittori Dave Hickey, Barney Hoskyns, e Rick Moody; e chef Alice Waters e Leif Hedendal, e il progetto Edible Schoolyard.

L’evento servirà anche per raccogliere fondi per nuovi progetti artistici, in uno spirito di condivisione e innovazione.

Ecco le tappe del viaggio che inizia il 6 Settembre a New York, New York,

08 Settembre Pittsburgh, Pennsylvania
12 Settembre Minneapolis / St. Paul, Minnesota
14 Settembre Chicago, Illinois
16 Settembre Kansas City, Missouri
20 Settembre Lamy / Santa Fe, Nuovo Messico
22 Settembre Winslow, Arizona
24 Settembre Barstow, California,
26 Settembre Los Angeles, California
28 Settembre Oakland / San Francisco, California

In questo modo la nota marca di jenseria Levi’s festeggia il suo lungo percorso di attività, con uno spirito pionieristico e contemporaneo.

Alcune foto dal lungo viaggio






31/10/11

NewMuseum o NewPark?


“Forse hanno sbagliato, il biglietto che abbiamo fatto era per un museo e non per il parco giochi” questa potrebbe essere una riflessione che scaturisce dalla visita al Newmuseum di New York che presenta una seri di opere di Carsten Höller.

Carsten Höller ingresso

Sicuramente l’immergersi e l’esperire produrrà allegria ma poi scaturiranno grandi dubbi e interessanti perplessità.

Carsten Höller scivolo

Dubbi che già alla Tate avevano fatto scaturire diverse polemiche e critiche e che ora si spostano in questo recente innovativo museo newyorkese.

Esperienza che i lavori di Spartacus Chetwynd aggiungeranno lasciandovi ancor ben poco sereni, i dubbi e le domande aumenteranno. L’artista inglese è stato invitato all’iniziativa “Studio 231”, progetto laboratorio, si tratta di una delle figure più complessi del recente panorama artistico che sviluppa una serie di tematiche narrative legate al suo percorso letterario/antropologico

Spartacus Chetwynd As part of Studio 231

Comunque potrete frequentare lo spazio “Museum as Hub: Alpha’s Bet Is Not Over Yet” ideato dagli artisti Steffani Jemison e Jamal Cyrus per investigare il linguaggio e forse chissà trovare dei significati, o riconoscerli.

Museum as Hub


Ci consoliamo con la rosa di Isa Genzken posta sulla facciata monito di bellezza e spine.