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01/07/15

Fausto Melotti al Nouveau Musée National de Monaco





Il Nouveau Musée National de Monaco (NMNM) presenta FAUSTO MELOTTI, una mostra dedicata alla polimorfa e sfaccettata produzione di uno dei più importanti artisti italiani attivi tra le due guerre e nel secondo dopoguerra. In mostra sono esposte una ventina di sculture in metallo e più di settanta opere in ceramica.

Dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica nel 1924, Melotti prosegue i suoi studi all’Accademia di Belle Arti di Brera tra il 1928 e il 1929, sotto la direzione dello scultore ADOLFO WILDT e di LUCIO FONTANA, con il quale in seguito stringerà un forte legame di amicizia.


La ricerca dei curatori della mostra inizia dall’osservazione del rapporto cruciale tra Melotti e la rivista DOMUS, fondata nel 1928 da GIO PONTI. Partendo da questo focus la mostra si concentra in particolare sulle opere le cui fotografie sono state pubblicate su Domus tra il 1948 e il 1968 a illustrazione di articoli dedicati all’artista o di scritti firmati dallo stesso Melotti.  

La rivista Domus sembra avere un ruolo rilevante nella carriera di Melotti, quasi da spettatore attento e sensibile ai cambiamenti che avvenivano nel suo studio in Via Leopardi 26 a Milano, luogo dove spesso Gio Ponti si recava con la figlia LISA PONTI. I momenti chiave di questo percorso sono percepibili con chiarezza nella successione degli articoli su e di Melotti, pubblicati sulla rivista dal 1948 in poi.

É importante notare che la prospettiva critica sviluppata dalla rivista si basa sull’idea di una continuità poetica nel lavoro di Melotti, confermata dalla presenza in ogni articolo di immagini di lavori appartenenti a periodi differenti. Per questo la mostra non segue un andamento cronologico nel suo percorso.



Gli articoli di Domus valorizzano inoltre il lavoro di Melotti come decoratore – nelle collaborazioni con Ponti e altri architetti – la sua produzione di sculture in ceramica degli anni ’40 e ’50 (basti pensare ai celeberrimi Teatrini e alle placche in ceramica) fino alle più recenti sculture in metallo degli anni ’60, sempre enfatizzando una linea di continuità con la ricerca astratta degli esordi. Nel luglio 1962 Domus pubblica un articolo di Melotti nel quale, con il suo linguaggio poetico, l’artista alludeva all’apparente silenzio seguito al breve ma decisivo periodo astratto della metà degli anni ’30: “Ci accostiamo e ritorniamo, in questo, fra i tanti intermezzi (atti di vita?), all’orfico, mediterraneo imeneo della geometria con la poesia.”

Quasi un anno dopo compare nelle pagine di Domus un altro testo di Melotti, considerato uno dei suoi scritti programmatici fondamentali: L’Incertezza, nel marzo 1963, rappresenta un esauriente manifesto della poetica di Melotti, permettendo all’artista di confermare l’originalità del suo lavoro nel contesto dell’arte astratta e, più in generale, dei suoi contemporanei.

Insieme a Domus, UGO MULAS – presente con una serie di foto di opere di Melotti – gioca un ruolo cruciale all’interno dell’esposizione, perfettamente descritto dal critico ed editore Vanni Schweiwiller, che a proposito del rapporto tra Mulas e Melotti osserva: “Melotti si legò molto a Mulas, che era il suo fotografo […] E la passione e l’eccellenza di un grande fotografo come Ugo Mulas contribuirono in maniera significativa alla riscoperta, anche se tardiva, di un grande scultore come Melotti.”










PROJECT ROOM - TERZO PIANO

ALESSANDRO PESSOLI
09.07-27.09.2015
Alessandro Pessoli (Cervia, 1963; vive e lavora a Los Angeles). Attraverso un ampio ed eclettico ventaglio di riferimenti iconografici e tematici, la sua pratica si intreccia con la storia della cultura recente e contemporanea. I materiali e le tecniche artistiche tradizionali sono oggetto di una vitale rivisitazione: come nel caso della ceramica smaltata – tra i materiali preferiti e caratteristici del suo lavoro – usata per sculture che raffigurano personaggi ironici e arguti.

PAUL SIETSEMA
18 ottobre 2015–17 Gennaio 2016
Paul Sietsema (Los Angeles, 1968; vive e lavora a Los Angeles). Il suo lavoro si occupa della teoria e della pratica del consumo e della produzione nel sistema della cultura contemporaneo. Sietsema riesamina gesti e istanti rappresentativi, li reinventa astraendoli dal loro contesto originale e da una dimensione immaginaria banalizzante, per trasformarli in icone pervase di sensuale e silenziosa memoria.

In collaborazione con FONDAZIONE FAUSTO MELOTTI
Con la partecipazione di DOMUS MAGAZINE e ARCHIVIO UGO MULAS
A cura di: EVA FABBRIS e CRISTIANO RAIMONDI

Exhibition design: BAUKUH e VALTER SCELSI

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