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09/01/23

Alejandro Cesarco da Raffaella Cortese


La galleria Raffaella Cortese di Milano ospita nei suoi spazi, fino al 9 Febbario, la pratica artistica di Alejandro Cesarco, sviluppata in questi ultimi due decenni .




08/01/23

La valle di Hyber alla Fondazione Cartier di Parigi

 


Presso la Fondation Cartier, fino al 30 aprile, è in corso "The Valley", una grande mostra monografica dedicata alla pittura di Fabrice Hyber.

Nelle sue tele timidamente dipinte, l'artista francese rivela una coscienza libera e vivace. Riunendo una sessantina di opere, di cui quasi quindici prodotte appositamente per questa mostra, Hyber crea una scuola aperta a tutte le ipotesi nel cuore della Fondation Cartier. I visitatori sono invitati ad esplorare le diverse “aule” secondo una disposizione che segue i meandri del pensiero dell'artista.

Artista, seminatore, imprenditore, poeta, Hyber è autore di un prolifico corpus di opere che comprende quasi 20.000 pezzi, inclusi 3.000 dipinti. Infrangere le categorie, porta l'arte in tutte le sfere dell'esistenza: matematica, neuroscienze, economia, storia, astrofisica, così come l'amore, il corpo e l'evoluzione delle specie viventi.




La Valle: seminare e creare

Le molteplici dimensioni dell'arte di Hyber trovano le loro origini nella foresta che coltiva dagli anni '90 nel cuore della campagna vandeana, che circonda l'antica proprietà dei suoi genitori, allevatori di pecore. 

Circa 300.000 semi di alberi, di diverse centinaia di specie diverse, sono stati seminati con una tecnica accuratamente perfezionata e hanno gradualmente trasformato quello che un tempo era un terreno agricolo in una foresta di diverse decine di ettari. Il paesaggio, in altre parole, è diventato un'opera d'arte. “Con The Valley, ho voluto innanzitutto ripristinare un paesaggio boschivo intorno alla fattoria dei miei genitori in modo da creare una barriera naturale con il terreno agricolo industriale circostante. Ogni volta che qualcosa viene messo in atto, guardo altrove per trovare possibilità alternative. Questo è sistematico”.




Luogo di apprendimento, sperimentazione e rifugio, la Valle è diventata matrice e sorgente di ispirazione per tutto il lavoro dell'artista. Hyber paragona volentieri la sua pratica alla crescita organica degli esseri viventi: “Fondamentalmente faccio la stessa cosa con le opere d'arte, semino alberi così come semino segni e immagini. Sono lì, semino semi di pensiero che sono visibili, si sviluppano e crescono. Non ho più il controllo".



 


07/01/23

Joseph Beuys e Antony Gormley dialogano da Thaddaeus Ropac a Londra





 

Da alcuni giorni la sede londinese della galleria Thaddaeus Ropac ospita una mostra particolarmente suggestiva e ricercata, presentando per la prima volta nel Regno Unito una vasta selezione di opere su carta, e alcune rare lavagne, di  Joseph Beuys,  provenienti dagli archivi della famiglia.

Un lungo percorso che mette in risalto la variazione espressiva e tematica del celebre artista tedesco. Le opere tracciano il suo percorso dagli anni '40 fino alle ultime produzioni degli anni '80. Parallelamente è stato invitato l'artista Antony Gormley a dialogare con una selezione delle opere presenti.



CS

Presented concurrently with: SENSE: Beuys / Gormley A conversation through drawing

Presenting almost 100 works on paper from the Joseph Beuys family for the first time in the UK, Joseph Beuys: 40 Years of Drawing is the first major exhibition dedicated solely to the artist’s drawings to take place in London for 20 years. The drawings on view span the four decades of Beuys’s creative output; from the early representational works of the 1940s and 1950s to the conceptual sketches created from the mid-1960s that reflect the radical shift in his practice when drawings became integral devices related to the performances and sculptures he produced in the 1970s and 1980s.


To mark the exhibition, Antony Gormley has been invited to curate a standalone room of Beuys’s drawings, which are placed in conversation with his own works on paper. Titled SENSE: Beuys / Gormley, this presentation highlights the continuing influence of Beuys’s legacy on many artists working today.

Beuys and I found in drawing a fertile ground, which runs parallel to those actions that we have found necessary to make on and with the world. – Antony Gormley

Crucially, Beuys did not conceive of his works on paper as studies or preparatory material for projects in other mediums. Instead, he experienced the physical act of drawing as the primary means through which to crystallise his conceptual thinking. Gormley, who has developed a strong personal relationship with Beuys’s work, similarly describes drawing as ‘a form of physical thinking fundamental to his wider process of artistic creation', stating that, for him, ‘a day without drawing is a day lost.’


Lucio Fontana a New York


Gli spazi della Hauser & Wirth di New York ospitano una ricercata mostra su Lucio Fontana, curata da Luca Massimo Barbero, in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana, e incentrata sulle prolifiche scoperte e sperimentazioni di Fontana nel mezzo della scultura.
La mostra si svolge allo stesso indirizzo, al 32 East 69th Street, dove, nel 1961, si svolge la prima mostra personale di Fontana negli Stati Uniti, ideata dai leggendari mercanti d'arte Martha Jackson e David Anderson.

Conosciuto negli Stati Uniti soprattutto per i suoi 'Tagli' (Slashes) -  che riassumono e reinterpretano decenni di ricerca intorno allo spazio e al valore concettuale del gesto - la scultura è parte integrante del progetto artistico di Fontana e fondamentale per la sua evoluzione. Sperimentato con il mezzo dall'inizio alla fine della sua carriera, Fontana ha utilizzato la scultura come occasione per sperimentare e mettere in pratica lo scambio tra forma, colore, materia e spazio, attraverso un rapporto dialettico tra astratto e figurativo, spaziale e barocco.


In omaggio alle mostre d'esordio di Fontana negli Stati Uniti nel 1961, 'Lucio Fontana. Scultura' si apre con un quadro smagliante che fu presentato per la prima volta in quelle mostre: 'Concetto spaziale, La luna a Venezia' (1961). Questa tela, che sfida la categorizzazione, sarà giustapposta a un raro nucleo di disegni che riflettono le impressioni dell'artista sulla sua prima visita a New York City, dove è stato guidato dal famoso architetto e collezionista di Fontana, Philip Johnson.

La mostra prosegue con la scultura raramente vista, 'Nudo' (Nudo) (1926), e un'esplorazione di opere cardine degli anni '30, tra cui 'Tavoletta graffita' (1931), 'Figura alla finestra' (Figura a la Finestra) (1931), 'Scultura astratta' (1934), 'Conchiglie e Farfalle' (1935-36) e 'Cavalli marini' (1936). Realizzate in un periodo di intensa ricerca, queste opere cardine incarnano un particolare sincretismo tra astratto e figurativo e dimostrano come l'opera di Fontana abbia iniziato a esprimere pura innovazione e come, dispiegandosi nel più ampio contesto della scultura europea, la sua radicale produzione da questo periodo è stato subito radicato nei movimenti artistici storici d'avanguardia, reinterpretando anche il significato di quei movimenti.








06/01/23

Guido Reni a Francoforte

 


Grande successo a Francoforte alla Städel per la stupenda mostra su Guido Reni, che presenta una stupenda raccolta di grandi opere e selezionati disegni. 


CS
Misunderstood, neglected, forgotten. The Städel Museum is rediscovering the onetime star painter of the Italian Baroque in a major exhibition: Guido Reni (1575–1642). The exhibition brings together his fascinating paintings, drawings, and etchings for the first time in more than thirty years.

In his day, Reni was one of the most successful and celebrated painters in all of Europe, coveted by the most important patrons, including the Borghese Pope Paul V, the Duke of Mantua, and the Queen of England. Hardly appreciated in the nineteenth century due to other aesthetic preferences and later relegated to second place by the one-sided concentration on his temporary rival Caravaggio, he no longer holds the place he deserves in the public consciousness.


For the first time in over thirty years, the Städel Museum, in cooperation with the Museo Nacional del Prado in Madrid, is bringing together more than 130 of his fascinating paintings, drawings, and prints and thus offering a new perspective on Guido Reni. The painter was deeply religious and also superstitious, tremendously successful and hopelessly addicted to gambling, as one contemporary biography authoritatively informs us. Even during his lifetime, Reni was given the honourable epithet “Il divino” (“The Divine”) – this refers to his fame as an artist star who, aware of his skills, occasionally behaved like a diva. However, “The Divine” also refers to his themes: Reni is the painter of the divine par excellence. He had a profound effect on the religious iconography of European art and, like no-one else before or since, gave visual form to the beauty of the divine – be it the Christian kingdom of heaven or the world of the ancient gods. The enormous impact of his art is reflected in the countless variations of his depictions of the heads of Christ and Mary, with their upturned faces and heavenward gaze, reproductions of which still circulate widely today as picture pull-outs in Roman Catholic prayer books. Indeed, this unparalleled imitative reception history only served to tarnish Reni’s image, obscuring the actual qualities and other fascinating aspects of his art.

Photos: Städel Museum - Norbert Miguletz

05/01/23

Apre il Centre for British Photography

 


Fra pochi giorni, il 26 Gennaio, aprirà a Londra il Centre for British Photography in uno spazio di 8.000 piedi quadrati su tre piani nel centro della città.  Lo spazio s
i trova appena fuori Piccadilly, tra le stazioni della metropolitana di Green Park e Piccadilly, a un minuto dalla Royal Academy. Particolarmente ricco il programma di apertura con eventi e mostre.




CS

The Centre for British Photography is a significant new space for British photography.
 
A charitable initiative, it will have exhibitions spaces, a programme of public events, an archive, and a shop. It aims to provide a dedicated home for British Photography in all its diversity. The aim is to host exhibitions curated independently by outside curators and institutional partners as well as to provide access to the Hyman Collection and in so doing present an expansive overview of British photography past and present.
 
The Centre will be based in Jermyn Street just off Piccadilly in central London for an initial period of two years in order to develop relationships with other organisations, charities and individuals that will allow it to become independent and self-sustaining. It will be a hub for exhibitions, events, partnerships and collaborations. We will be announcing shortly our opening exhibitions and events. 
 
Exhibitions at the Centre will be free of charge and all profits from the shop will go to fund the work of the charity in support of photography in Britain.
 
The Centre is initially being funded and run by the Hyman Foundation (Registered Charity Number 1190955) but we are also looking to establish partnerships with other organisations and are looking for other supporters and funders to join us in our mission. 
 
The Hyman Foundation is committed to ensuring that its Trustees and Advisory Group are inclusive. It therefore welcomes applications from everyone regardless of age, gender, ethnicity, sexual orientation, faith or disability. Applications from those from an ethnic minority background are particularly encouraged. All appointments will be made on merit, following a fair and transparent process. In line with the Equality Act 2010, however, we may employ positive action where candidates from underrepresented groups can demonstrate their ability to perform the role equally well.

04/01/23

De Nittis alla Phillips Collection di Washington

 


E' stato sempre una di quelle figure culturali che che non hanno avuto grandi consensi al di fuori di certe cerchie culturali, come gli amici Monet e Pisarro che lo invitarono alle loro prima mostra da Nadar. 

Ora anche negli USA gli viene dedicata una importante rassegna alla Phillips Collection di Washington, con una bella mostra monografica.

CS

The Phillips Collection, in collaboration with the Pinacoteca Giuseppe De Nittis, the City of Barletta, Italy, and the Puglia Region (Italy), presents the first exhibition in the US devoted to the work of Giuseppe De Nittis (1846-1884), an Italian painter whose career flourished in Impressionist Paris in the 1870s and 1880s. The exhibition is only shown at the Phillips and features approximately 70 artworks.

Although not well known outside of Italy, De Nittis is a central figure to the aesthetic and institutional upheavals of 1870s Paris. His urban scenes of Paris feature innovative arrangements and plein air subjects painted with a detailed realism that depicts a sophisticated and economically booming city—a choice unique to De Nittis’s work. New research is presented in the exhibition about De Nittis’s friendships with Edgar Degas and Edouard Manet, and his early collaborations in Naples with a young Gustave Caillebotte. Work from all periods of De Nittis’s career is featured along with select works by his most important artist friends in Paris. 

03/01/23

Bergamo e Brescia

 


Eccoci nel 2023 e iniziamo subito dalle Capitali della Cultura italiana che quest'anno sono Bergamo e Brescia .

La nomina di Bergamo e Brescia a Capitale italiana della Cultura 2023, sancita il 16 luglio del 2020, è nata dall’esigenza di dare una risposta alla discontinuità che la pandemia di Covid-19, a partire dall’inverno 2020, ha provocato a livello mondiale.

Per questo motivo il Governo ha sostenuto la proposta avanzata dalle due città, divenute simbolo di resilienza all’impatto violento della pandemia in Italia, decidendo di promuovere la loro nomina a Capitale italiana della Cultura 2023 attraverso il Decreto “Rilancio”1, in via straordinaria e in deroga rispetto alle normali procedure.

In questo modo si è voluto sostenere un progetto per compensare il territorio per la tragica esperienza pandemica e i suoi lutti, ma anche per raccogliere tutte le energie e indirizzarle verso una vera e propria azione di rilancio, nella quale la cultura diventa catalizzatrice di innovazioni e visioni nei più diversi ambiti della convivenza.

Le due città, situate lungo la fascia prealpina e affacciate sulla Bassa padana, sono state caratterizzate storicamente dalla presenza di civiltà vicine; da strutture idrogeologiche simili, da una distribuzione urbana e abitativa diversificata ma ricca di similitudini, da sfide climatiche e ambientali assimilabili; luoghi tanto prossimi che hanno scelto di intraprendere un percorso di crescita e di sviluppo insieme.

Il dossier presentato per la Capitale italiana della cultura si concentra sul tema “la città illuminata” un’ espressione che vuole racchiudere diversi significati, quali la tolleranza, la creatività, lo sviluppo della ricerca e delle tecnologie scientifiche, ma anche rappresentare il simbolo di città-faro, punto di riferimento e di leadership.

Il progetto si sviluppa su quattro macro- aree tematiche: la cultura come cura, la città natura, la città dei tesori nascosti, la città che inventa, attorno alle quali si snoderà un ricco programma di eventi, organizzato in collaborazione con organizzazioni pubbliche e private, quali incontri e convegni, concorsi per artisti, mostre, festival e rassegne di musica, la creazione di percorsi naturalistici, azioni per la sensibilizzazione dei ragazzi alla sostenibilità ambientale, eventi sportivi ed infine interventi infrastrutturali per migliorare l’accessibilità ai luoghi della cultura . 


02/01/23

Capitali della Cultura in Europa

 Quest'anno le Capitali Europee della Cultura sono queste tre stupende città , che hanno programmato un ricco calendario di eventi culturali e di rinnovamento urbano. 

Eleusi - Grecia

Timișoara  - Romania

Veszprém - Ungheria

01/01/23

Donazione Testa a Ca' Pesaro

 


Alla galleria d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro l'anno nuovo inizia con uno stupendo evento, la donazione, cospicua e prestigiosa, della collezione Gemma De Angelis Testa: 105 opere d’arte contemporanea tra stampe, sculture, serigrafie, dipinti, arazzi, dal valore complessivo di 17.317.000 euro, come attestato dal soggetto terzo CPG Art Advisory di Milano. 

Si tratta della più recente acquisizione per le collezioni della Galleria e, per estensione e qualità delle opere, la più importante dai tempi del lascito de Lisi Usigli avvenuto nel 1961. Fondazione Musei civici di Venezia. 

Meravigliose opere da estinare alla fruizione pubblica nell’ambito del sistema museale gestito dalla Fondazione Musei civici di Venezia.

Un patrimonio artistico e culturale, che – evidenzia il provvedimento - grazie alla generosità della signora Gemma De Angelis Testa nei confronti della Città di Venezia contribuirà a promuovere e a valorizzare l’arte contemporanea a favore delle nuove generazioni.

 La firma dell’atto di donazione si è svolta ieri mattina a Ca’ Farsetti alla presenza del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e della signora Gemma De Angelis Testa, moglie del grande creativo e pubblicitario italiano Armando Testa.

“Sono davvero felice - ha dichiarato Gemma De Angelis Testa - di festeggiare questa donazione con la Città di Venezia, che ringrazio per aver reso semplice questa operazione grazie anche alla preziosa collaborazione di degli storici dell’arte Gabriella Belli e Gianfranco Maraniello. Ho visitato per la prima volta Venezia nel 1970 in occasione della Biennale d’Arte Contemporanea. Questa città mi ha regalato moltissime emozioni e proprio qui ho fatto gli incontri più importanti della mia vita: con l’arte contemporanea e con mio marito. Nel 1980 ho acquistato la prima opera della mia collezione (di Cy Twombly), che negli anni si è via via arricchita. Spero che altri collezionisti seguano il mio esempio e che il nostro Paese possa arricchirsi presto di molti altri musei di Arte contemporanea”.

“Il mondo cammina sugli esempi – ha rimarcato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro donando alla signora De Angelis Testa un leone d’oro. Il regalo che oggi viene fatto alla città resterà alle nuove generazioni. L’invito che vorrei rivolgere a tutti coloro che ne hanno la possibilità è di donare: è un gesto di generosità che va a beneficio di tutta la collettività”.

La raccolta annovera capolavori di Robert Rauschenberg e Cy Twombly affiancati ai Maestri dell’Arte povera Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Pier Paolo Calzolari, Gilberto Zorio. Il viaggio nell’arte del secondo ‘900 si articola con opere fondamentali della produzione di Anselm Kiefer e con lavori iconici di Gino De Dominicis, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Mario Schifano e ancora sculture di Tony Cragg ed Ettore Spalletti. L’altra metà dell’avanguardia è ben rappresentata nella collezione, con le visioni di Marina Abramovic, Vanessa Beecroft, Candida Hofer, Mariko Mori, Shirin Neshat, tra le altre. Le scelte e i percorsi del gusto della collezionista partono dalla metà del secolo scorso e sviluppano un dialogo continuo con la produzione di Armando Testa. Un prezioso nucleo della donazione è costituito da 17 capolavori del geniale creativo, con opere celeberrime dagli anni Cinquanta in poi, che ripercorrono l’universo immaginifico di Armando Testa. La collezione mette in relazione tra loro autori diversi dell’arte internazionale, con le fotografie di Thomas Ruff e Thomas Struth, i lavori di John Currin, Thomas Demand, Anish Kapoor e Marlene Dumas, le tele di David Salle e Julian Schnabel in continuo rimando alle creazioni di Tony Oursler, Gabriel Orozco, Kcho. Il gusto collezionistico si esprime anche nelle importanti presenze di Sabrina Mezzaqui, Paola Pivi, Marinella Senatore mentre la dimensione internazionale della raccolta si articola nel tempo e nello spazio con lavori di Kendell Geers, Yang Fudong, Subodh Gupta, Chantal Joffe, Brad Kahlhamer, Lari Pittman. Le opere abbracciano tecniche, culture e geografie diverse, tutte centrali nella contemporaneità, da William Kentridge a Chris Ofili, da Adrian Paci a Do-Ho Suh, da Chen Zhen a Francesco Vezzoli, Bill Viola e Ai Weiwei, da Piotr Uklanski a Trisha Baga.

Annunciata in primavera, alla Galleria di Ca’ Pesaro, una mostra dedicata in cui tutte le opere saranno esposte.