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Visualizzazione post con etichetta Francoforte. Mostra tutti i post
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22/09/25

Portikus, What Are You Thinking



 Gli spazi del Portikus di Francoforte, ospitano fino al 19 ottobre la mostra "What Are You Thinking (A cosa stai pensando)" 

È una domanda apparentemente semplice, persino informale, che tutti abbiamo sentito e probabilmente posto. Ci coglie a metà del pensiero, prima che l'intenzione si sia formata e il linguaggio si sia stabilizzato. E sebbene indichi apertura, porta con sé un presupposto implicito: che ogni pensiero debba essere reso leggibile, condivisibile e, soprattutto, significativo. Questa esigenza riflette una condizione più ampia del nostro tempo: un crescente imperativo di auto-rivelazione. 

La mostra What Are You Thinking trae spunto dal fondamentale saggio di Susan Sontag " Contro l'interpretazione" (1964), che sfida la coazione a imporre un significato alle opere d'arte, a trasformare i materiali in metafore e i gesti in argomentazioni. Sontag sosteneva che l'atto dell'interpretazione, quando eccessivamente enfatizzato, priva l'arte della sua immediatezza e del suo impatto sensuale, spingendoci invece a recuperare i nostri sensi, a cogliere le opere d'arte così come sono: dense e ambigue. 


Distribuita nelle due gallerie di Portikus, la mostra riunisce opere di Pablo Accinelli (nato nel 1983, Argentina), Jason Dodge (nato nel 1969, Stati Uniti), Florence Jung (Francia), Laura Lamiel (nata nel 1943, Francia), Lucia Nogueira (1950-1998, Brasile), Laurie Parsons (nata nel 1959, Stati Uniti) e Bill Walton (1931-2010, Stati Uniti): artisti che, al di là delle generazioni e delle aree geografiche, condividono l'impegno a resistere alla cattura interpretativa. Mentre alcune opere possono apparire minimali, altre potrebbero tranquillamente sfuggire alla nostra attenzione: una fotografia affissa sul retro di un frigorifero rivolto verso il muro, lattine arrugginite appoggiate su una catasta di legna, graffette e lucchetti sospesi al soffitto, una serie di cesti intrecciati sul pavimento. Nel corso di diciotto settimane, What Are You Thinking si dispiega come una composizione temporale: le opere appaiono, scompaiono e occasionalmente riappaiono, consentendo alla mostra di cambiare ed evolversi continuamente. Invece di presentare un'unica proposta fissa, offre una successione di incontri, lasciando spazio al dubbio, ai pensieri incompiuti e alle forme che rimangono sfuggenti e irrisolte. Man mano che le opere d'arte cambiano in prossimità e relazione, emergono nuove costellazioni e percezioni. Non ci sono messaggi da decodificare, solo inviti a soffermarsi nell'ambiguità.


Presentato senza punto interrogativo, il titolo della mostra è preso in prestito da un'opera di Lutz Bacher (1943–2019, USA), che espose da Portikus nel 2013, un omaggio alla resistenza dell'artista all'interpretazione. In un clima culturale sempre più governato da leggibilità e giustificazione, l'opacità rimane un gesto politico. Il rifiuto – di spiegazione, partecipazione o produttività – può funzionare come una forma di critica.

"What Are You Thinking" è accompagnato da una pubblicazione gratuita sviluppata in collaborazione con gli artisti e i loro eredi, estendendo la natura aperta della mostra alla stampa. Composto da scritti d'artista, frammenti poetici e testi storici, il materiale non offre una conclusione, ma auspicabilmente riflessioni in corso.

27/09/24

Crespo Foundation a Francoforte


 La Crespo Foundation, con sedi in Irlanda e Germania, annuncia il lancio della Crespo House a Francoforte il 10 ottobre 2024, un nuovo spazio culturale nel cuore della città dedicato all'arte, all'istruzione e ai progetti sociali. La mostra inaugurale, The Glenkeen Variations - ArtNature/NatureArt, presenterà il lavoro di 12 artisti e gruppi di artisti che hanno partecipato al programma di residenza per artisti Glenkeen Garden della Crespo Foundation in Irlanda tra il 2021 e il 2023.

La mostra Glenkeen Variations: ArtNature/NatureArt segna la presentazione di debutto a Francoforte di opere create da ex studenti del programma di artisti in residenza presso il Glenkeen Garden. Dalle esplorazioni sonore alle indagini sui materiali, dalla ricerca scientifica all'immaginario poetico, gli undici artisti e gruppi di artisti presentano un'ampia gamma di incontri creativi. Ispirati dalle esplorazioni dentro e intorno al giardino, attraverso torbiere e foreste di alghe, su lungo i muri a secco e giù fino al pub locale, le opere esposte portano dentro di sé le tracce di questi sentieri e le conversazioni tenute lungo il cammino. La rete di supporto coltivata attorno al Glenkeen Garden, tra cui il Senckenberg Research Institute di Francoforte, l'University College Cork con la sua Glucksman Art Gallery, molte istituzioni artistiche regionali in Irlanda e la comunità locale di Ballydehob, alimenta relazioni significative dentro e intorno al paesaggio.

Le opere presentate in Glenkeen Variations sono state sviluppate durante e dopo la residenza. Sfidano i preconcetti ed esplorano le tensioni tra ciò che si vede e ciò che si sente, ciò che si racconta e ciò che si percepisce. Nelle gallerie della Crespo House, inaugurata di recente, la distanza geografica tra Francoforte e West Cork sembra ridursi, invitando i visitatori a immergersi momentaneamente nell'incantevole regno del Glenkeen Garden, che all'improvviso sembra straordinariamente vicino.

06/01/23

Guido Reni a Francoforte

 


Grande successo a Francoforte alla Städel per la stupenda mostra su Guido Reni, che presenta una stupenda raccolta di grandi opere e selezionati disegni. 


CS
Misunderstood, neglected, forgotten. The Städel Museum is rediscovering the onetime star painter of the Italian Baroque in a major exhibition: Guido Reni (1575–1642). The exhibition brings together his fascinating paintings, drawings, and etchings for the first time in more than thirty years.

In his day, Reni was one of the most successful and celebrated painters in all of Europe, coveted by the most important patrons, including the Borghese Pope Paul V, the Duke of Mantua, and the Queen of England. Hardly appreciated in the nineteenth century due to other aesthetic preferences and later relegated to second place by the one-sided concentration on his temporary rival Caravaggio, he no longer holds the place he deserves in the public consciousness.


For the first time in over thirty years, the Städel Museum, in cooperation with the Museo Nacional del Prado in Madrid, is bringing together more than 130 of his fascinating paintings, drawings, and prints and thus offering a new perspective on Guido Reni. The painter was deeply religious and also superstitious, tremendously successful and hopelessly addicted to gambling, as one contemporary biography authoritatively informs us. Even during his lifetime, Reni was given the honourable epithet “Il divino” (“The Divine”) – this refers to his fame as an artist star who, aware of his skills, occasionally behaved like a diva. However, “The Divine” also refers to his themes: Reni is the painter of the divine par excellence. He had a profound effect on the religious iconography of European art and, like no-one else before or since, gave visual form to the beauty of the divine – be it the Christian kingdom of heaven or the world of the ancient gods. The enormous impact of his art is reflected in the countless variations of his depictions of the heads of Christ and Mary, with their upturned faces and heavenward gaze, reproductions of which still circulate widely today as picture pull-outs in Roman Catholic prayer books. Indeed, this unparalleled imitative reception history only served to tarnish Reni’s image, obscuring the actual qualities and other fascinating aspects of his art.

Photos: Städel Museum - Norbert Miguletz

15/03/20

Quando le statue avevano colore


Questa riscoperta del mondo variopinto delle sculture antiche mi affascina molto e ora il Liebieghaus Skulpturensammlung presenta una nuova tappa del progetto "Gods in Color" a Francoforte, che in questi anni è stato proposto in diversi sedi internazionali.

 

Quest'anno l'iniziativa si articola sul tema della statuaria pubblica e sulla sua interpretazione.







24/08/17

Portikus XXX


Lo sperimentale spazio del Portikus di Francoforte passa la soglia dei trenta anni di attività. Fondato come un piccolo spazio d'arte sul Schöne Aussicht nel 1987, trasferitosi poi al Leinwandhaus e ora sul Maininsel. 


Portikus XXX è il progetto che festeggia questo anniversario guardando avanti e sulla in città: Francoforte sul Meno. 


Per cui sono stati organizzati degli eventi che lasciamo lo storico edificio e con piccoli gesti e grandi iniziative, presentano tante nuove opere nei luoghi urbani, dalle principali vie al duomo della città, coinvolgendo così diversi artisti, tra cui : 
Tobias Rehberger & Rirkrit Tiravanija 
Peles Empire 
Kerstin Cmelka 
Anne Speier 
Dara Friedman  
Pure Fiction 
Shannon Bool 
...

16/08/13

Oiticica a Francoforte


Fra pochi giorni il MMK di Francoforte dedicherà un'ampia antologia a Hélio Oiticica (1937-1980), fra i primi artisti che hanno operato in ambito partecipativo, l'evento sarà articolato in diverse sezioni fra cui il padiglione "Penetrável PN 14", che sarà posto nel suggestivo giardino delle Palme, dove si svolgeranno anche eventi, spettacoli, incontri e film.