Translate

Visualizzazione post con etichetta MUVE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MUVE. Mostra tutti i post

02/02/26

Venezia per il 2026


Francesco Guardi Festa della Sensa in Piazza San Marco 61 × 91 cm Lisbona, Museo Calouste Gulbenkian

Per il 2026 la Fondazione Musei Civici di Venezia, presentato, nelle sue 13 sedi ma non solo, il grande lavoro di squadra per realizzare mostre memorabili. Nell'anno della Biennale d'Arte il MUVE spazia dall’indagine archeologica - con la grande mostra a Palazzo Ducale dedicata a Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari - passando per la storia della Serenissima, delle civiltà veneziane e della laguna veneta, con il rinnovamento del percorso del Museo Correr, gli interventi di valorizzazione al Museo di Torcello e le ricerche del Museo di Storia Naturale.

Ma ci sarà anche musica e teatro, l’arte delle “civiltà del Settecento” con i musei di Ca’ Rezzonico, il Museo di Palazzo Mocenigo e la Casa di Carlo Goldoni, fino alle esplorazioni del moderno, contemporaneo e attualità, con Jenny Saville a Ca’ Pesaro e Erwin Wurm al Museo Fortuny, al saper fare e alle nuove produzioni artistiche, rispondendo alle necessità della cultura, delle persone, dei visitatori, di tutti.
Ma eccovi la programmazione.
 
Area Marciana

L’Appartamento del Doge a Palazzo Ducale è sede della grande mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari (6 marzo – 29 settembre 2026, anteprima stampa 5 marzo) a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, focalizzata sul ruolo rivestito dalle acque nell’orizzonte del sacro sia del popolo etrusco che di quello veneto, con oltre 700 reperti provenienti da prestigiose istituzioni e musei nazionali. Il dialogo tra antico e contemporaneo trova casa nel “Museo della città”, il Museo Correr: nella Sala Quattro Porte con l’intervento di Bizhan Bassiri. Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico (27 febbraio – 30 giugno, anteprima stampa 26 gennaio) installazione ambientale di più opere concepite dall’artista iraniano per lo spazio. Le Sale Canoviane ospitano Dialoghi canoviani. Spiral Economy. Charrière and Canova (30 aprile – 22 novembre 2026) un dialogo tra l’artista franco-svizzero Julian Charrière e Antonio Canova che svelano la poesia della materialità.

Idee e progetti accompagnano i visitatori verso la nascita del “Grande Correr”, che aprirà nel 2027: un piano per il rinnovo del percorso espositivo al primo piano, attraverso Storia e Civiltà di Venezia, tra Stato, istituzioni, città, arti e che si integra con la restituzione dello spazio espositivo del secondo piano, attualmente in corso.

 
I musei del Moderno e Contemporaneo

È la Galleria d’arte Moderna Ca’ Pesaro ad inaugurare la stagione espositiva delle grandi monografiche e delle indagini dedicate ai protagonisti della pittura contemporanea: dal 28 marzo al 22 novembre 2026 (anteprima stampa 27 marzo 2026) il museo accoglie la prima, ampia esposizione a Venezia con Jenny Saville a Ca’ Pesaro, con una esposizione concepita per raccontare una delle voci più autorevoli dell’arte contemporanea, ripercorrendone la carriera dagli esordi negli anni Novanta fino ai giorni nostri, accanto a nuove opere realizzate per l’occasione.

Nelle giornate veneziane più intense per il pubblico del contemporaneo, nelle Sale Dom Pérignon al secondo piano di Ca’ Pesaro inaugura Hernan Bas. I visitatori (dal 7 maggio al 30 agosto 2026, anteprima stampa 6 maggio) con oltre trenta nuove opere esposte in un’installazione immersiva concepita appositamente per Ca’ Pesaro. Sempre nelle Sale Dom Pérignon il 2026 prosegue con progetti di valorizzazione di maestri legati alla ricerca sul territorio, che hanno deciso di lasciare alle collezioni civiche veneziane testimonianze della loro produzione; Gianmaria Potenza. Io, Venezia. Forma, luce, materia dal 3 ottobre al 22 novembre, un riconoscimento all’autore nell’anno del suo novantesimo compleanno; Omaggio a Silvio Gagno a cura di Sileno Salvagnini (dal 12 dicembre al 7 febbraio 2027) con una rassegna che ne descrive l’avventura artistica.

La stagione del Museo Fortuny apre con Diafanés e un tributo all’artista lombardo Antonio Scaccabarozzi, attraverso l’approfondimento di tre momenti centrali nella sua ricerca. A cura di Ilaria Bignotti e Camilla Remondina, con Associazione Archivio Antonio Scaccabarozzi e Galleria Clivio, la mostra è aperta dal 28 gennaio al 6 aprile 2026 (inaugurazione e anteprima stampa, 27 gennaio 2026).

Dal 6 maggio al 22 novembre 2026 (anteprima stampa 5 maggio) la casa – atelier di Mariano Fortuny ed Henriette Nigrin presenta, per la prima volta in Italia, un’ampia mostra monografica dedicata allo scultore austriaco Erwin Wurm: un’indagine sul suo lavoro e sul concetto stesso di scultura, dove vengono messe in discussione le nozioni di tempo, massa e superficie, astrazione e rappresentazione, tra questioni filosofiche, psicologiche e sociali essenziali, trattate con l’inconfondibile umorismo.

Parte delle attività per le celebrazioni per i 50 anni dalla nascita del Museo, prosegue l’indagine e la testimonianza del ruolo primario di Henriette Nigrin nella gestione dell’atelier tessile, con l’approfondimento e l’esposizione di tessuti per moda e arredamento.
Il 2026 è l’anno del restauro e della presentazione dell’album Ciel di Mariano Fortuny, un progetto visionario sugli studi degli effetti atmosferici e della luce.
 
I musei del Settecento

Un anno speciale per Ca’ Rezzonico - Museo del Settecento Veneziano che dal 7 marzo all’8 giugno, accoglie I Guardi della Collezione Gulbenkian, in un'esposizione che porta il nucleo di opere più preziose del museo portoghese a Venezia. Dipinti di Francesco Guardi databili tra il 1770 e 1790, in dialogo con disegni provenienti dal Gabinetto del Museo del Settecento Veneziano.

Nel corso dell’estate il museo presenta la Donazione Rubelli (dal 24 giugno al 7 settembre 2026), la collezione di disegni di Alessandro Favaretto Rubelli, fautore del successo dell’omonima impresa di tessuti e fine collezionista. Uno splendido, nuovo tassello che arricchisce le raccolte di grafica antica, con la donazione di disegni di artisti veneti tra Cinquecento e Settecento, con Canaletto, Giandomenico Tiepolo, Palma il Giovane, Sebastiano e Marco Ricci.  In autunno, dal 23 settembre 2026 all’11 gennaio 2027 Ca’ Rezzonico presenta Album Romantici, un’esposizione dedicata agli album di disegni ottocenteschi a conclusione del restauro di tre importanti pezzi, appartenuti ad altrettanti protagonisti della vita culturale veneziana del XIX secolo.

Punto di riferimento per la storia della moda, del tessuto, del costume e del profumo, dal 20 maggio all’8 novembre 2026 il Museo di Palazzo Mocenigo apre all’indagine dell’artista libanese Mouna Rebeiz con la mostra Le tarbouche. Quando un accessorio diventa simbolo, in cui il copricapo conico in lana o seta rossa, unicamente maschile, diventa elemento caratterizzante di nudi femminili. Infine, nelle sale del piano nobile della Casa di Carlo Goldoni, un nuovo allestimento illustra il teatro goldoniano attraverso dipinti e arredi settecenteschi, ricreando ambientazioni tratte dalle commedie dell’autore. Un percorso arricchito da un focus dedicato al teatro musicale, che nel Settecento raggiunse il suo massimo splendore.
 
Il Museo di Storia Naturale
Dopo un intenso anno dedicato, in modo particolare, all’indagine sulla Laguna Veneta - che sarà protagonista di due nuove sale nello spazio espositivo permanente - tra le principali attività 2026 di divulgazione e restituzione al pubblico il museo propone il progetto fotografico e di comunicazione scientifica Dentro e fuori dall’acqua. L’ambiente di marea dell’Alto Adriatico: un’esposizione in programma dal 5 giugno al 13 settembre 2026 a cura di Lorenzo Peter Castelletto e realizzato con Area protetta Marina di Miramare (WWF) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale, per svelare il “dietro le quinte” di un ambiente affascinante sospeso tra terra e mare.

 
I Musei delle Isole

Particolarmente significativo per il Museo del Vetro di Murano è la restituzione, tra la fine del 2026 e il 2027, del nuovo spazio museale, grazie agli interventi strutturali che permetteranno di rendere ancora più esaustivo il capitolo dedicato all’arte del vetro veneziano – e non solo – novecentesco e contemporaneo. Il nuovo padiglione di oltre 1300 metri quadrati, un tempo fabbrica di conterie, viene così accorpato alla sede principale del Museo per diventare spazio dedicato alle storie di fabbrica e di famiglia del XX secolo, alle donazioni di autori contemporanei e designer - tra cui la donazione del gallerista newyorkese Berry Friedman e della ditta Carlo Moretti - fino all’ultima sezione dedicata ai lampadari contemporanei. Tra le mostre temporanee in programma, oltre ai progetti connessi alla The Venice Glass Week, dal 12 giugno 2026 al 30 marzo 2027 il museo ospita l’esposizione Babel, con opere del noto artista muranese Marco Toso Borella.
 
A Burano, insieme alle molte attività educative, di formazione e diffusione dell’arte del merletto, torna per l’undicesima edizione il concorso Un merletto per Venezia, dedicato alla creatività contemporanea; come da tradizione, la premiazione è fissata per il 14 giugno, contestualmente all’apertura al pubblico della mostra I merletti delle Biennali (fino all’8 gennaio 2027). A pochi minuti da Burano, il Museo di Torcello arricchisce il presidio dei musei in laguna: collegandosi fisicamente alla rete dei musei delle isole e inserendosi, con la sezione archeologica, medievale e moderna, nel racconto della storia di Venezia, tra civiltà della laguna e storia del collezionismo, prologo della narrazione sviluppata nelle altre sedi.
 
MUVE a Mestre: spazi espositivi, progetti culturali e la nascita di un nuovo museo
L’attesa nella primavera del 2026 è con l’apertura del nuovo museo di arte contemporanea in città: MUVEC, la Casa delle Contemporaneità, che prende forma permanente al Centro Culturale Candiani, al termine di importanti lavori per ridisegnare struttura e funzioni dell’edificio. Un ingresso dedicato conduce al secondo piano e alla collezione permanente: una selezione di opere delle collezioni civiche di arte moderna e contemporanea di Ca’ Pesaro, con percorso dedicato all’arte dal 1948 a oggi. Il progetto invita a riflettere sul significato di arte contemporanea, mettendo in dialogo le principali esperienze internazionali transitate da Venezia e le ricerche artistiche sviluppatesi nel territorio.

Il percorso, articolato in 60 opere di oltre 50 artisti, si snoda in tre nuclei tematici, che attraversano le trasformazioni dell’arte e della società dal secondo dopoguerra al nuovo millennio, indagando i temi del corpo, della materia e della città come spazio di vita, dialogo e conflitto: Costruzione, Ricostruzione e Decostruzione. Tre percorsi strutturati su due livelli di lettura complementari: l’arte internazionale, e le esperienze locali, che si intrecciano e si arricchiscono reciprocamente.
 
Il terzo piano resta dedicato alle mostre temporanee, con un rinnovato spazio espositivo che valorizza le molte contemporaneità delle raccolte civiche, proseguendo il ciclo di mostre sui Maestri del Novecento – dal 26 settembre 2026 al 14 febbraio 2027 con Klimt, Schiele, Kokoshka e il corpo nell’arte contemporanea - e ospitando il Premio Mestre di Pittura, che nel 2026 celebra la sua decima edizione.

Verso un distretto culturale, artistico e creativo, MUVE a Mestre è impegnata nella programmazione dell’Emeroteca dell’Arte, luogo di aggregazione per la cittadinanza, la comunità artistica e centro di produzione, con in 10 artisti residenti del Bando congiunto con Fondazione Bevilacqua La Masa, più i tre vincitori dei concorsi Artefici del Nostro Tempo e Premio Mestre di Pittura. Spazi di lavoro che si uniscono, in stretta continuità, ad opportunità espositive con le mostre che nascono nella nuova Casermetta Est di Forte Marghera: nuova sede per Artefici del nostro tempo, dal 20 giugno al 27 settembre 2026 e la mostra di fine residenza per gli artisti dell’Emeroteca dell’Arte con Bevilacqua La Masa, tra l’autunno del 2026 e la primavera del 2027, fino alle occasioni di connessioni e contaminazioni che nasceranno nella futura factory del Palaplip. 


07/03/25

MUVE 2025 un anno ricco di eventi e cultura


Giulio Aristide Sartori, Cariatide, 1907, Tecnica mista su tela, 510,5 × 203,5 cm. Venezia, Ca’ Pesaro - Galleria Internazionale d’Arte Moderna, inv. 443

 Si annuncia un ricco e variegato 2025 per la Fondazione Musei Civici di Venezia che in questi giorni ha annunciato il suo vasto e ricco programma di attività 2025, tra tante novità e gradite conferme: prima tra tutti, il significativo cambio di passo che ha visto MUVE sempre più impegnata, unitamente alla realizzazione di progetti scientifici per la valorizzazione delle collezioni e delle sedi, con restauri, ricerche e promozioni, come istituzione in continua evoluzione, anche “oltre” i musei. 

La Fondazione Musei Civici oltre a custodire e valorizzare i beni preziosi e patrimonio di tutti da secoli, è diventata driver di una produzione culturale cittadina diffusa, con progetti trasversali che includono le collezioni permanenti nella contemporaneità dei tempi, promuovendo l'arte di oggi fatta dai giovani del nostro territorio e del nostro paese.  E' come un motore di un sistema inclusivo che ha al centro l’arte in tutte le sue forme, dando uno stimolo costante alla città, attraverso numerosi investimenti.

Apriamo le porte dei nostri musei ai visitatori con orario prolungato e con giornate ad ingresso gratuito dedicate ai visitatori della nostra grande città, oltre che con servizi dedicati, come il dogsitting che nell'ultimo anno è stato scelto da oltre 900 visitatori.

Un servizio reso possibile dai tutti lavoratori che non smetterò mai di ringraziare per il lavoro che quotidianamente offrono a chi sceglie di ammirare le nostre meravigliose sale.

Una Fondazione attenta ai suoi ospiti ma anche in continuo movimento e capace di aprirsi alle nuove richieste: l'Emeroteca dell’Arte a Mestre con i suoi atelier d’artista e le sale lettura ne è un esempio. Come è stata capace di essere un partner d’eccezione per il concorso “Artefici del nostro tempo” dedicati ai nostri giovani e come è riuscita  portare all’interno del Salone Nautico l'arte del museo attraverso la storia culturale delle nostre tradizioni ma anche dell'intuizione dei nostri ragazzi. Luigi Brugnaro, Sindaco di Venezia
 Fondazione Musei Civici di Venezia è l’istituzione che custodisce e valorizza il più rilevante patrimonio storico, artistico e culturale della città di Venezia. Una responsabilità e un impegno di inestimabile valore che con visione ha intrapreso, già da alcuni anni, un cambio di passo decisivo. Un percorso che parte dalla sua missione primaria di tutela, conservazione e promozione, ma che si configura anche per una nuova funzione di impresa culturale e creativa: MUVE è diventata una realtà capace di valorizzare le produzioni d’eccellenza, le bellezze storico artistiche, le radici culturali nazionali, del territorio e della città di Venezia, finalizzati alla crescita di ogni individuo ma anche allo sviluppo sociale ed economico. In termini concreti, è capace di sostenersi autonomamente, di attrarre risorse terze da privati, di generare un valore economico aggiunto per il territorio, di reinvestire risorse proprie in interventi infrastrutturali di grande impatto in città, tanto nel centro storico e nelle isole quanto a Mestre e in terraferma. Un esempio virtuoso, unico nel nostro Paese di cui poter essere orgogliosi.  Mariacristina Gribaudi, Presidente Fondazione Musei Civici di Venezia 

 Mostre, interventi di valorizzazione su sedi e collezioni: il 2025 di MUVE 
Un nuovo anno di progetti espositivi già avviato; a partire da Casa di Carlo Goldoni con il progetto di valorizzazione dedicato a Il Fondo Vendramin (fino al 25 gennaio 2026) una tappa fondamentale per raccontare la storia del teatro a Venezia, e non solo, il legame della famiglia con Carlo Goldoni nel periodo di nascita delle più celebri commedie.

Il 2025 è l’occasione per celebrare i 300 anni dalla nascita di Casanova tra storia, moda e cinema per raccontare la straordinaria vicenda di un carismatico personaggio, emblema di un’epoca, intellettuale, scrittore, poeta, diplomatico e spia. 

Una vicenda storica che vive in due mostre al Museo di Palazzo Mocenigo - Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo con le mostre dedicate a Il rinnovamento dell’immagine maschile al tempo di Casanova (dal 7 marzo al 27 luglio 2025) e Casanova 1725-2025: l’eredità di un mito tra storia e cinema (dal 29 agosto al 02 novembre 2025) e nei luoghi di Venezia, primo fra tutti Palazzo Ducale, teatro della celebre fuga dai Piombi, fino alle immagini e alle suggestioni del Settecento racchiuse nel museo dedicato: Ca’ Rezzonico, tra gli spaccati di vita aristocratica del Longhi, la pittura di costume di Guardi, testimoni diretti e cronisti dell’atmosfera del Settecento, la maschera, la coppia di amanti, la vita spensierata, l’avventura galante.

La stagione espositiva al Museo di Palazzo Mocenigo chiude con uno sguardo a Oriente e un approfondimento su il Kimono maschile (dal 5 dicembre al 5 aprile 2026) in una mostra in collaborazione con il Museo d’Arte Orientale di Venezia per ripercorrere il fenomeno del Giapponismo tra fine Ottocento e Novecento. 
 
Il patrimonio di Ca’ Rezzonico torna, inoltre, a raccontarsi attraverso il Gabinetto dei disegni e delle stampe con una profonda testimonianza per l’arte e la cultura neoclassica in Italia: la mostra dedicata all’Album Cicognara (dal 26 settembre 2025  al 12 gennaio 2026), un liber amicorum riunito da Leopoldo Cicognara. Con disegni di Appiani, Bossi, il giovane Hayez, autori francesi e i disegni dell’amico di una vita: Antonio Canova. 
 
Incursioni nella grande Storia dell’Arte e il ruolo della cultura artistica come ambasciatore, con l’ultima, grande esposizione nelle sale a Palazzo Ducale, nelle sale dell’Appartamento del Doge: L'oro dipinto. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia (dal 30 aprile al 29 settembre) dedicata alla stagione pittorica fiorita nell’isola Creta nel periodo di conquista veneziana. 
Il Museo Correr ospiterà la dedica all’eccezionale capacità di Scarpa di coniugare forma e funzione, con la sua inconfondibile cifra stilistica, in realizzazioni di alto impegno artigianale ne Il Correr di Carlo Scarpa 1953-1960. Prende inoltre il via la prima iniziativa dedicata ai Dialoghi canoviani con Karen LaMonte. Nocturnes (dal 23 ottobre al febbraio 2026) e alla riflessione dell’artista sul patrimonio classico e neoclassicismo canoviano in un percorso tra visioni notturne a tinte blu. 
 
Spazio all’indagine sulla storia dell’Arte Moderna a Ca’ Pesaro dove tornerà esposto, nuovamente riunito, il Poema della vita umana di Giulio Aristide Sartorio (dal 16 maggio al 28 settembre), grande ciclo decorativo realizzato per il Salone centrale dell’Esposizione Internazionale d’Arte del 1907. Un dialogo continuo con autori contemporanei, Raoul Schultz. Opere 1953-1970 (dal 22 marzo all’8 giugno) e Antonello Viola. L’oro della laguna (dal 20  giugno al 28 settembre). La stagione autunnale apre con la grande dedica a Gastone Novelli (1925-1968) dal 25 ottobre – 22 febbraio 2026 per proseguire con Terry Atkinson. Arte e linguaggio (dal 14 novembre al 22 febbraio 2026). 
 
A Mestre, al Centro Culturale Candiani un ultimo affondo sui maestri delle Avanguardie, Munch. L’urlo espressionista nel Novecento (dal 29 settembre 2024 a marzo 2025) in attesa di vedere la realizzazione dei nuovi spazi dedicati a esposizioni temporanee e destinati ad ospitare la collezione permanente. Tornano le mostre collettive per l’ottava edizione del Premio Mestre di Pittura (dal 13 settembre al 26 ottobre) e a Forte Marghera con Artefici del nostro tempo 2025 (dal 7 giugno al 31 dicembre).
 
Dialoghi, interazioni, confronti in scena al Museo Fortuny che celebra il 50° anniversario dalla sua nascita come istituzione (1975-2025) a seguito del lungimirante lascito al Comune di Venezia da parte di Henriette Nigrin (1877-1965), vedova del geniale Mariano Fortuny e di cui nel 2025 ricorrono i 60 anni dalla morte. 

Attorno ai Fortuny si svolgerà un ricco programma di racconto e restituzione delle vicende biografiche e artistiche dei protagonisti di un'epoca, con un momento celebrativo ufficiale il 10 giugno 2025, non senza importanti incursioni nell'età contemporanea, a testimoniare quanto sia ancora vivo il messaggio di Mariano, di Henriette e di quanti li hanno accompagnati nel loro viaggio creativo ed imprenditoriale. 
 
Tra le proposte espositive: Sergio Monari. Sincronie (dal 26 febbraio al 5 maggio), il compendio di opere dell’artista Alberto Rodríguez Serrano. Ars Gratia Artis Venezia (dal 14 maggio al 5 ottobre) e un grande, “duplice” ritorno: quello alla fotografia al Museo e dell’autore veneziano Antonio Beato. Ritorno a Venezia. Fotografie tra viaggio, architettura e paesaggio (dal 15 ottobre al 15 marzo 2026). Beato, per quasi quarant’anni, realizzò una serie di immagini dei templi e dei siti archeologici dell’Egitto, della sofisticata architettura della Cittadella del Cairo, della dinamica complessità degli edifici dei Mamelucchi e dei paesaggi circostanti. 
 
Il Museo di Storia Naturale “Giancarlo Ligabue” presenta al pubblico i primi risultati del progetto di ricerca dedicato a Un ostriarium romano nella laguna di Venezia (da aprile a ottobre 2025) per fornire ulteriori informazioni sugli abitanti della laguna in epoca imperiale romana mediante l’esposizione di alcuni reperti, immagini, video delle operazioni di scavo subacqueo e delle attività di ricerca, nonché un modello tridimensionale del sito archeologico lagunare. Un racconto della “Venezia prima di Venezia”. 

Spazio al dialogo con l’arte contemporanea con l’installazione Megaflora di Alice Channer (dall’8 maggio al 28 settembre): una scultura autoportante che rappresenta uno stelo di rovo in un contesto, quello del giardino del museo, che introduce in modo suggestivo e coinvolgente ai segreti della natura e degli esseri viventi. 

A Murano, al Museo del Vetro, prosegue il racconto delle Storie di fabbriche, storie di famiglie. Fratelli Toso (dal 12 luglio al 24 novembre) in attesa dell’apertura del nuovo percorso permanente, in programma dal 12 dicembre, nelle rinnovate Ex Conterie con il primo capitolo dedicato a L’Ottocento: dalla crisi alla rinascita. Infine al Museo di Merletto di Burano torna il concorso Un merletto per Venezia (dal 14 giugno 2025 all’8 gennaio 2026). 
 
Professione musei: l’offerta formativa di MUVE Academy
I Musei Civici di Venezia si confermano un punto di riferimento per la divulgazione culturale, offrendo un ricco programma di attività formative e di approfondimento rivolte studenti, professionisti e appassionati. 
 
 Attraverso il progetto MUVE Academy, si potenziano i percorsi di formazione per studenti, studiosi e professionisti, con workshop, visite guidate e laboratori interattivi, masterclass ed esperienze pratiche in grado di offrire nuove prospettive sulla storia, sul mondo, sull’attualità, condividendo il patrimonio di collezioni e di saperi dei Musei Civici. In quest’ottica si rinnova e consolida la partecipazione di MUVE agli appuntamenti come il Salone Nautico, il Salone dell’Alto Artigianato Italiano, la Venice Glass Week, che hanno nella Scuola Abate Zanetti, nella produzione e nella ricerca artistica e artigianale del vetro il proprio cardine. E ancora, Incontri intorno al management della cultura, i corsi sulla moda e la cultura tessile, le masterclasses dedicate a Monet a Venezia fino agli attesissimi appuntamenti dedicati alla calligrafia tra Oriente e Occidente e le iniziative nell'ambito del progetto Salotto Longhena. 
 
Musei per tutti, sempre 
Luoghi di incontro, di scambio, di crescita, di ispirazione, dove sperimentare, luoghi della collettività, da vivere, da abitare, sempre più aperti, sempre più promotori di sostenibilità e diversità, con sempre più servizi ai visitatori: tra le 150 proposte in tutte le sedi museali di Fondazione Musei Civici dedicate a scuole, famiglie e adulti, il programma di MUVE Education si caratterizza sempre per una particolare attenzione all’accessibilità e inclusione. Occasioni preziose non solo per l’impatto sociale positivo, ma anche per letture e riletture delle collezioni, esperienze importanti per tutti e per ciascuno per scoprire nuovi significati e nuove narrazioni dell’arte, della storia e della cultura, osservate con uno sguardo diverso. Tra questi; percorsi plurisensoriali, rivolti a tutti, corredati da supporti appositamente realizzati con materiali innovativi e possibilità di esplorazione tattile di opere originali selezionate; le conversazioni d’arte al museo, visite inclusive che incoraggiano l’uso dell’immaginazione e dell’espressione creativa, dedicato in particolare a piccoli gruppi di persone con Alzheimer e anziani con condizioni neurodegenerativa assieme ai loro caregivers; scuola di lingua al museo, con attività di avvicinamento alla lingua e alla cultura italiane per ragazzi o minori non accompagnati, adulti stranieri provenienti anche da comunità e centri di prima accoglienza fino a una riscoperta e rinascita, per persone con dipendenza, inserite in percorsi riabilitativi. Una rete di musei che fa davvero bene, a tutti.  

Per illustrare le sue proposte 2025 MUVE ha realizzato, come di consueto, una pubblicazione consultabile on line sul sito di Fondazione: www.visitmuve.it/it/programma-2025/