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Visualizzazione post con etichetta Hangar Bicocca. Mostra tutti i post
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13/07/21

Ri, ri ritorna Maurizio Cattelan va beh ...

 


Domani si apre la mostra "Breath Ghosts Blind" sul più famoso artista italiano: Maurizio Cattelan, artista che iniziato con un interessante percorso creativo si è poi speso, con ottimi risultati, su un fronte pubblicitario supportato da un'ottimo ufficio stampa (che penso sia la parte più importante del suo lavoro).

Il progetto è curato da Roberta Tenconi e Vicente Todolí, la mostra personale si sviluppa in una sequenza di atti distinti che affrontano temi e concetti esistenziali come la fragilità della vita, la memoria e il senso di perdita individuale e comunitario. Il progetto site-specific trasforma le Navate in un monumento fuori dal tempo, e presenta la riconfigurazione di un lavoro storico con opere inedite, mettendo in discussione il sistema di valori attuale, tra riferimenti simbolici che appartengono all'immaginario collettivo.

Attraverso la sua pratica e nel corso della sua trentennale carriera artistica, Maurizio Cattelan (Padova, 1960) ha messo in scena azioni considerate spesso provocatorie e irriverenti. Le sue opere sottolineano i paradossi della società e riflettono su scenari politici e culturali con profondità e acume. Facendo uso di immagini iconiche e di un pungente linguaggio visivo, i suoi lavori suscitano spesso accesi dibattiti favorendo un senso di partecipazione collettiva. Nel concepire opere a partire da immagini che attingono da momenti, eventi storici, figure o simboli della società contemporanea – evocata a volte anche nei suoi aspetti più disturbanti o traumatici – l'artista invita lo spettatore a cambiare punto di vista e a riconoscere la complessità e l'ambiguità del reale.

"Breath Ghosts Blind" rappresenta un progetto a cui l'artista lavora da tempo e celebra, a distanza di oltre dieci anni, il suo ritorno a Milano, città che è stata già protagonista di alcuni dei suoi più significativi interventi – da Untitled (2004), la controversa installazione in piazza XXIV Maggio, alla monumentale scultura pubblica L.O.V.E (2010).

Al fine di assicurare l'esperienza di visita in totale sicurezza, gli accessi all'inaugurazione di mercoledì 14 luglio sono contingentati nella quantità e nella frequenza in fasce orarie predefinite dalle 17 alle 23. Scegli l'orario di ingresso e compila il form online

16/12/17

Prossimamente Hangar Bicocca




Mentre supera i 200mila visitatori il Pirelli HangarBicocca presenta la programmazione 2018 firmata dal direttore artistico Vicente Todolí: quattro progetti espositivi unici, prodotti e realizzati appositamente per la struttura ex industriale dell’istituzione milanese, tra le più grandi d’Europa.

Il nuovo programma include quattro mostre personali di Eva Kot'átková, Matt Mullican, Leonor Antunes e Mario Merz, alternando artisti affermati ad artisti più giovani nei due differenti spazi espositivi delle “Navate” e dello “Shed”.

Il calendario di mostre 2018 offre al pubblico una panoramica inedita sull’arte contemporanea, approfondendendo temi e aspetti diversi dell’installazione come forma artistica.

Nel 2018, inoltre, Pirelli HangarBicocca, totalmente gestito e supportato da Pirelli,  conferma il proprio impegno a rendere accessibile a tutti, nella completa gratuità, le mostre prodotte, garantendo un’attività di ricerca sulle più interessanti figure artistiche del XX e XXI Secolo, oltre ad un’attività editoriale costante che prevede la pubblicazione di un catalogo per ogni mostra. Nel 2018 è rinnovata anche la volontà di divulgare i temi dell’arte di oggi attraverso il Public Program, un palinsesto culturale di conversazioni, visite speciali, momenti di approfondimento, proiezioni film e video, eventi musicali e performativi, oltre ad un programma di avvicinamento e comprensione dell’arte contemporanea rivolto ai bambini, alle famiglie, agli studenti delle scuole superiori e delle università.

L’adesione al programma di Membership, rivolto a chiunque desideri entrare a far parte della comunità di Pirelli HangarBicocca e condividere la passione per l’arte, continua inoltre ad assicurare occasioni speciali di approfondimento e a consentire accessi privilegiati agli eventi e alle proposte culturali dell’istituzione.



Programma Espositivo 2018


Eva Kot'átková
“The Dream Machine is Asleep” Shed
Inaugurazione 14 febbraio 2018
15 febbraio – 22 luglio 2018

L’opera di Eva Kot'átková (Praga, 1982) indaga le forze intrinseche ed estrinseche che influiscono sul comportamento umano, come le norme e i sistemi educativi che possono manipolare e generare situazioni di controllo.
Per “The Dream Machine is Asleep” Kot'átková presenta una coinvolgente selezione di nuove  installazioni, sculture, collage e opere performative, incentrate sulla concezione del corpo umano come macchina e organo che continua a svolgere le sue funzioni durante il sonno, creando mondi interiori paralleli.
Sulla base delle sue esperienze personali e del recente corpus di opere – come l’installazione video Stomach of the World (2017) – l’artista trasforma lo spazio espositivo in un organismo labirintico attraverso il quale esplorare pensieri privati, visioni intime e sogni ma anche le paure e le sfide della società contemporanea.
A cura di Roberta Tenconi


Matt Mullican
“The Feeling of Things”
Navate
12 aprile – 16 settembre 2018

“The Feeling of Things” è la prima grande retrospettiva in Italia di Matt Mullican (Santa Monica, California, 1951).
Attivo dagli anni Settanta, attraverso il suo lavoro, Matt Mullican ha incessantemente cercato di spiegare e dare struttura a ciò che lo circonda, sviluppando un vocabolario e un sistema complesso di modelli che definisce “i cinque mondi”. Ogni mondo corrisponde a un diverso livello di percezione ed è rappresentato da altrettanti colori: verde per gli elementi fisici e materici; blu per la vita quotidiana (il “mondo senza cornice”); giallo per gli oggetti che acquistano valore, come l’arte (il “mondo nella cornice”); bianco e nero per linguaggio e simboli; rosso per soggettività e idee.
Per Pirelli HangarBicocca l’artista ha concepito un’imponente struttura scultorea sulla forma delle sue iconiche cosmologie in cinque colori che occupa i 3.500 metri quadrati dello spazio espositivo delle Navate. I visitatori sono invitati a entrare e a percorre questa architettura, scoprendo le migliaia di opere esposte al suo interno. Presentando un’ampia selezione di opere dagli anni Settana ad oggi, inclusi dipinti, frottage, bandiere, sculture in vetro, opere su carta, video, light box, opere a pavimento e grandi installazioni, la mostra esplora gli aspetti più ermetici e profondi della vita.
A cura di Roberta Tenconi

Leonor Antunes
Shed
14 settembre 2018 – gennaio 2019

Materiali tradizionali, come corda, legno, ottone, pelle, gomma e sughero, insieme a tecniche manuali e artigianali, sono alla base dell’opera di Leonor Antunes (Lisbona, 1972), artista portoghese attiva a Berlino. Antunes crea eleganti sculture e installazioni attraverso cui si interroga sul significato degli oggetti di uso quotidiano e sul ruolo sociale dell’arte e del design come mezzi per migliorare la qualità della vita.
Per la sua prima mostra a Milano, Antunes presenta un nuovo nucleo di opere e un’installazione
site-specific nello spazio dello Shed. Entrando in relazione con il contesto locale, l’artista riflette sulla tradizione modernista della città di Milano, e in particolare sull’opera di architetti e designer all’avanguardia come Franca Helg (1920-1989), Bruno Munari (1907-1998) e Franco Albini (1905-1977), fonte di ispirazione per una serie di sculture a pavimento e sospese, create appositamente.
A cura di Roberta Tenconi


Mario Merz
“Igloos”
Navate
25 ottobre 2018 – 24 febbraio 2019

L’opera di Mario Merz (Milano, 1925 - Milano, 2003), figura centrale dell’Arte Povera, esplora i processi di trasformazione che fanno parte della natura e della vita umana. Tra i primi artisti italiani a lavorare con l’installazione, negli anni Sessanta Merz si è spinto oltre la bidimensionalità del dipinto perforando tele e oggetti con tubi al neon. Nel 1968 ha introdotto quello che sarebbe diventato uno dei simboli della sua opera: l’igloo, un elemento che continuerà a esplorare lungo tutto il corso della sua produzione. Metafora di luoghi e spazi abitati, gli igloo di Merz sono spesso realizzati con strutture metalliche ricoperte da frammenti di materiali vari, tra cui argilla, vetro, pietra, iuta e ferro.
La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Merz di Torino e presenterà negli spazi delle Navate oltre trenta igloo realizzati tra il 1968 e il 2003, approfondendo gli aspetti e i temi fondamentali di questo corpus di opere, come la relazione tra interno e esterno, tra luogo fisico e concettuale, tra spazio individuale e collettivo.
A cura di Vicente Todolí


Il programma artistico
Il programma artistico 2018 è concepito dal Direttore Artistico Vicente Todolí assieme al dipartimento curatoriale: Roberta Tenconi, curatrice; Lucia Aspesi, assistente curatrice; Fiammetta Griccioli, assistente curatrice.

Sotto la direzione di Vicente Todolí, dal 2013, sono state presentate mostre personali di Ragnar Kjartansson, Dieter e Björn Roth, Micol Assaël, Cildo Meireles, João Maria Gusmão e Pedro Paiva, Joan Jonas, Céline Condorelli, Juan Muñoz, Damián Ortega, Philippe Parreno, Petrit Halilaj, Carsten Höller, Kishio Suga, Laure Prouvost, Miroslaw Balka, Rosa Barba, Lucio Fontana (fino al 25.02.2018), oltre alla mostra collettiva Take Me (I’m Yours) (fino al 14.01.2018).

31/10/17

Take Me (I'm Yours)



below English

Prende avvio dal 1 Novembre e durerà fino al 1 Gennaio il progetto “Take Me (I’m Yours)” nato da un’idea di mostra da Hans Ulrich Obrist e Christian Boltanski nel 1995. 

“Take Me (I’m Yours)” è una mostra collettiva che reinventa le regole con cui si fa esperienza di un’opera d’arte. Rompendo ogni canone, i visitatori di “Take Me (I’m Yours)” sono invitati a compiere tutto quanto è di norma vietato fare in un museo: i lavori si possono toccare, usare o modificare; si possono consumare o indossare; si possono comprare e perfino prendere gratuitamente, o magari portare via lasciando in cambio cimeli personali.

Le opere di oltre cinquanta artisti sono allestite nei mille metri quadrati dello Shed di Pirelli HangarBicocca, prendendo vita anche al di fuori dello spazio espositivo con progetti per il catalogo, il bookshop, il web e azioni nel quartiere.

“Take Me (I’m Yours)” si trasforma così in una grande arena in cui si immagina un modo più diretto e coinvolgente per vivere l’arte e in cui anche, l’idea di donare/ricevere diventa una chiave alternativa per leggere lo scenario globale della storia e società contemporanea.

Con, tra gli altri, Aaajiao, Etel Adnan, Rosa Aiello, Giorgio Andreotta Calò, Micol Assaël, Gianfranco Baruchello, Christian Boltanski, Mohamed Bourouissa, James Lee Byars, Luis Camnitzer, Maurizio Cattelan, Ian Cheng e Rachel Rose, Heman Chong, Jeremy Deller, Patrizio Di Massimo, Simone Fattal, Hans-Peter Feldmann, Yona Friedman, Martino Gamper, Mario García Torres, Alberto Garutti, Gilbert & George, Dominique Gonzalez-Foerster, Félix González-Torres, Douglas Gordon, Carsten Höller, Jonathan Horowitz, David Horvitz, Adelita Husni-Bey, Pierre Huyghe, Alex Israel, Koo Jeong A, Alison Knowles, Ugo La Pietra, Armin Linke, Angelika Markul, Annette Messager, Gustav Metzger, Bruce Nauman, Otobong Nkanga, Yoko Ono, Luigi Ontani, Sarah Ortmeyer & Friederike Mayröcker, Riccardo Paratore, Sondra Perry, Cesare Pietroiusti, point d’ironie, Ho Rui An, Anri Sala, Tino Sehgal, Daniel Spoerri, Wolfgang Tillmans, Rirkrit Tiravanija, Franco Vaccari, Francesco Vezzoli e Lawrence Weiner

A cura di Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi, Roberta Tenconi.


English

Take Me (I'm Yours) 1 November 2017 - 14 January 2018

From an exhibition idea originally conceived by Hans Ulrich Obrist and Christian Boltanski in 1995. Curated by Christian Boltanski, Hans Ulrich Obrist, Chiara Parisi, Roberta Tenconi

"Take Me (I’m Yours)” is a group exhibition that rewrites the rulebook for experiencing a work of art. Visitors to the show are invited to flout convention and do all the things they aren’t normally allowed to do in a museum: the works can be touched, used, or changed; they can be consumed or worn; purchased and even taken free of charge, or carried off in exchange for some personal item.

The works of over fifty artists are installed in the thousand-square-meter Shed at Pirelli HangarBicocca, also popping up outside the exhibition space with projects for the catalogue, bookshop, web and actions in the neighborhood. “Take Me (I’m Yours)” therefore becomes a vast arena for imagining a more direct, engaging way to experience art, where the idea of giving and receiving helps us look at the broader social and historical picture of our time in a different light.

With, among others, Aaajiao, Etel Adnan, Rosa Aiello, Giorgio Andreotta Calò, Micol Assaël, Gianfranco Baruchello, Christian Boltanski, Mohamed Bourouissa, James Lee Byars, Luis Camnitzer, Maurizio Cattelan, Ian Cheng and Rachel Rose, Heman Chong, Jeremy Deller, Patrizio Di Massimo, Simone Fattal, Hans-Peter Feldmann, Yona Friedman, Martino Gamper, Mario García Torres, Alberto Garutti, Gilbert & George, Dominique Gonzalez-Foerster, Félix González-Torres, Douglas Gordon, Carsten Höller, Jonathan Horowitz, David Horvitz, Adelita Husni-Bey, Pierre Huyghe, Alex Israel, Koo Jeong A, Alison Knowles, Ugo La Pietra, Armin Linke, Angelika Markul, Annette Messager, Gustav Metzger, Bruce Nauman, Otobong Nkanga, Yoko Ono, Luigi Ontani, Sarah Ortmeyer & Friederike Mayröcker, Riccardo Paratore, Sondra Perry, Cesare Pietroiusti, point d’ironie, Ho Rui An, Anri Sala, Tino Sehgal, Daniel Spoerri, Wolfgang Tillmans, Rirkrit Tiravanija, Franco Vaccari, Francesco Vezzoli and Lawrence Weiner

18/01/16

Immersioni temporali, l'arte dello spazio, due mostre da percepire all'Hangar Bicocca di Milano



L'Hangar Bicocca è, in questi giorni, un forte luogo di percezione con le due mostre in corso. 

Su un versante il buio algido di Philippe Parreno e sull'altro la luminosità calda di Petrit Halilaj. 

Petrit Halilaj

La notte e il giorno, i pensieri e la vita.

Spazi da vivere, percepire. Lasciandosi andare alle libertà emotive, che sono continuamente stimolate e suggestionate da questi due complessi interventi. 

Stranamente l'oscurità di Parreno sembra più aperta al futuro, mentre l'intenso lavoro di Halilaj è più rivolto al passato.

Poeticamente un percorso fra memorie e ipotesi, fra instabilità materiali e sicurezze digitali. 







Sempre visibile l'opera in permanenza dei  Sette Palazzi di Anselm Kiefer




23/12/13

Andrea Lissoni alla Tate Modern


Andrea Lissoni, attualmente curatore all'Hangar Bicocca della Pirelli,  è stato scelto per il ruolo di curatore del settore cinema internazionale alla Tate Modern di Londra, una bella notizia per la realtà culturale italiana.