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Visualizzazione post con etichetta Claude Monet. Mostra tutti i post
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25/02/26

100 Claude Monet

 


Segnalo questo bel webinar dedicato al centenario della morte di Claude Monet, per tutti gli appassionati dell' impressionismo.



23/09/21

Claude Monet a Palazzo Reale di Milano

E' già un grade successo la stupenda mostra su Claude Monet che ha aperto da pochi giorni al Palazzo Reale a Milano.

Promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Arthemisia, la mostra è curata da Marianne Mathieu ed è realizzata in collaborazione con il Musée Marmottan Monet di Parigi, da cui proviene l’intero corpus di opere, e l’Académie Des Beaux – Arts – Institut de France.

La mostra rientra nel progetto museologico ed espositivo “Musei del mondo a Palazzo Reale” nato con l’intento di far conoscere le collezioni e la storia dei più importanti musei internazionali.


Un percorso espositivo dove ad accogliere il pubblico ci saranno 53 opere di Monet tra cui le sue Ninfee (1916-1919), Il Parlamento. Riflessi sul Tamigi (1905) e Le rose (1925-1926), la sua ultima e magica opera: un prestito straordinario non solo perché riunisce alcune delle punte di diamante della produzione artistica di Monet, ma anche per l’enorme difficoltà di questo periodo nel far viaggiare le opere da un paese all’altro.

Il percorso cronologico ripercorre l’intera parabola artistica del Maestro impressionista, letta attraverso le opere che l’artista stesso considerava fondamentali, private, tanto da custodirle gelosamente nella sua abitazione di Giverny; opere che lui stesso non volle mai vendere e che ci raccontano le più grandi emozioni legate al suo genio artistico.



Il Musée Marmottan Monet - la cui storia è raccontata nel percorso della mostra - possiede il nucleo più grande al mondo di opere di Monet, frutto di una generosa donazione di Michel, suo figlio, avvenuta nel 1966 verso il museo parigino - che prenderà proprio il nome di “Marmottan Monet”.

Suddivisa in 7 sezioni e curata da Marianne Mathieu - storica dell’arte e direttrice scientifica del Musée Marmottan Monet di Parigi - l’esposizione introduce quindi alla scoperta di opere chiave dell’Impressionismo e della produzione artistica di Monet sul tema della riflessione della luce e dei suoi mutamenti nell’opera stessa dell’artista, l'alfa e l'omega del suo approccio artistico.



Dando conto dell’intero excursus artistico del Maestro impressionista, a partire dai primissimi lavori che raccontano del nuovo modo di dipingere en plein air e da opere di piccolo formato, si passa ai paesaggi rurali e urbani di Londra, Parigi, Vétheuil, Pourville e delle sue tante dimore.

È il mondo di Monet, con le sue corpose ma delicatissime pennellate e con quella luce talvolta fioca e talvolta accecante che ha reso celebri capolavori come Sulla spiaggia di Trouville (1870), Passeggiata ad Argenteuil (1875) e Charing Cross (1899‐1901), per citarne alcuni.

Ma non solo. Verdeggianti salici piangenti, onirici viali di rose e solitari ponticelli giapponesi; monumentali ninfee, glicini dai colori evanescenti e una natura ritratta in ogni suo più sfuggente attimo.



La mostra è sostenuta da Generali Valore Cultura, il programma di Generali Italia per promuovere l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano e avvicinare un pubblico vasto e trasversale - famiglie, giovani, clienti e dipendenti - al mondo dell’arte attraverso l’ingresso agevolato a mostre, spettacoli teatrali, eventi e attività di divulgazione artistico-culturali con lo scopo di creare valore condiviso.

Special partner Ricola.

L’evento è consigliato da Sky Arte.

Catalogo edito da Skira.


Foto Arthemisia

18/02/19

Riflessi di bellezza

Ann Veronica Janssens, Hot Pink Turquoise, 2019.
2 lampade alogene da 750/1000 watt, filtro dicroico a colori, 1 treppiede. Dimensioni variabili
Foto © Museo dell'Orangerie / Sophie Crépy. Per gentile concessione dell'artista e Kamel Mennour, Parigi / Londra

Museodell'Orangerie presenta una serie di interventi dell’artista belga Ann Veronica Janssens, che dialogano cromaticamente con la stupenda serie di Nymphéas di Claude Monet.


Un’ opere che si sviluppa con due proiettori dotati ciascuno di una lampadina alogena e un filtro dicroico, capace di creare sulle pareti particolari effetti cromatici.

Un intervento che nella leggerezza della luce rimandano alla fragilità dei riflessi del laghetto di Givenrny.




10/02/17

Io, Claude Monet




Torna al cinema un'occasione d'arte con il film documentario "Io, Claude Monet", proposto da Nexo  il 14 e 15 Febbraio.




CS

IO, CLAUDE MONET

Euforia creativa e depressione, ossessione per le ninfee e ricerca continua della bellezza.

Un viaggio intimo nella vita dell’artista impressionista più amato e nei luoghi che lo hanno ispirato, attraverso decine di opere riprese in alta definizione e le lettere agli amici più cari


Tremila lettere di Claude Monet.
È a partire da questo immenso patrimonio che si snoda Io, Claude Monet, il nuovo docu-film di Phil Grabsky che arriva al cinema solo il 14 e 15 febbraio nell’ambito della stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital.

Proprio a partire dagli scritti di Monet (Parigi, 1840 – Giverny, 1926), accostati alle straordinarie opere conservate nei più importanti musei del mondo, il film rivela la tumultuosa vita interiore del pittore di Giverny, tra momenti di intensa depressione e giorni di assoluta euforia creativa, offrendone così un ritratto complesso e commuovente. Attraverso più di cento dipinti filmati in alta definizione lo spettatore potrà conoscere la vita emotiva e creativa del pittore che con il suo Impression. Soleil levant, esposto nell’aprile del 1874 nello studio del fotografo Nadar, fece parlare il critico Louis Leroy della prima “esposizione degli impressionisti”, dando involontariamente vita al termine che avrebbe segnato buona parte della storia dell’arte europea di fine Ottocento.
Riportate alla vita dall’acclamato attore britannico Henry Goodman, le lettere di Monet narrano infatti il percorso dell’artista da enfant prodige e appassionato caricaturista a maestro indiscusso di fama internazionale e registrano con attenzione gli incontri più importanti – come quelli col pittore Eugène Boudin e col primo ministro e amico Georges Clemenceau, che nel 1899 gli scrive “Voi ritagliate dei pezzetti di cielo e li gettate in faccia alla gente. Niente sarebbe così stupido come dirvi grazie: non si ringrazia un raggio di sole”.
Molte lettere mostrano inoltre la disperazione, i momenti di oscura depressione e anche il tentativo di suicidio, i problemi di salute, i lutti e le complesse relazioni con Camille Doncieux e Alice Hoschedé, prima e seconda moglie dell’artista. “Sono assolutamente disgustato e demoralizzato dall’esistenza che sto conducendo da così tanto tempo… Ogni giorno porta con sé nuovi affanni e nuove difficoltà, da cui non riuscirò a liberarmi“, scrive Monet al medico George de Bellio sul finire degli anni ’70 dell’Ottocento.


Ma in egual misura la corrispondenza di Monet celebra le gioie della pittura e del mondo naturale. Siamo nella “Mecca dell’Impressionismo”, quella Giverny in cui Monet dipingeva sotto il sole cocente e sotto la pioggia battente per studiare tutte le infinite sfumature della luce. Un luogo descritto come una visione paradisiaca dai visitatori del tempo, gli stessi che si fermano sul bordo della strada a sbirciare papaveri di campo, primule, violette, margherite, fiordalisi, o che allungano il collo dai finestrini del treno per scorgere il ponticello giapponese o un angolo dello stagno, con quelle ninfee “silenti e misteriose più di ogni altro fiore”, passione e ossessione decennale di un artista che inseguì il sogno della forma e del colore quasi fino all’autodistruzione. erano l’anima del duo giardino.
Io, Claude Monet ripercorre i luoghi in cui Monet dipinse e scrisse le sue lettere, da Honfleur a Étretat, da Parigi a Venezia, da Londra a Le Havre e dà inoltre spazio alla corrispondenza poco nota coi colleghi impressionisti Bazille, Manet e Pissarro e agli accesi scambi di opinione col mercante Paul Durand-Ruel, mostrando il rapporto spesso conflittuale di Monet con il mondo dell’arte.

Il regista Phil Grabsky spiega: “Amo molto lavorare sulle biografie degli artisti, perché quando si legge con attenzione la loro corrispondenza, quando si torna nei luoghi in cui hanno vissuto e si esaminano attentamente i dipinti che hanno realizzato, se ne rintraccia una personalità più ricca e sincera. È quanto accaduto con Monet. Non c’è nulla scontato in questo artista. Ciò che colpisce con maggior forza è la sua passione, la sua ricerca senza fine e, infine, la sua genialità”.
La Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Sky Arte HD e MYmovies.it.

22/11/15

Monet a Torino, la luce impressionista


In queste stupende giornate d’autunno la Galleria d’Arte Moderna offre una leggera brezza di luce con le opere di Claude Monet (1840-1926), presentate in un variegato percorso storico, selezione delle opere più stupende provenienti dal Museo d’Orsay di Pargi.
Percorrendo una serie di tappe emozionali, si scopre il complesso percorso creativo dell’artista più sensibile degli Impressionisti.
La visita inizia con uno dei primi lavori in cui l’artista manifesta già la sua capacità realistica ma ancora improntata al classicismo, si prosegue col bellissimo lavoro del collezionista Ernest May che creò un trittico con le opere di  Sisley, Pissarro e Monet, quasi un manifesto sui grandi cambiamenti estetici del tempo. Seguono una serie di lavori che manifestano i grandi cambiamenti pittorici dell’artista, come la o la per poi  concludersi con le ultime ricerche cromatiche di cui sono presenti due intense vedute della cattedrale di Rouen e una delle tante magnetiche vedute del Parlamento londinese.


Per la prima volta in Italia giunge il frammento centrale de «Le déjeuner sur l’herbe», opera realizzata in diretto confronto con l’amico Manet, si tratta di un pezzo di un grande lavoro in parte distrutto a causa di una complessa storia di soppravivenza.
La mostra è ben strutturata nell’apparato didattico in duplice lingua e con le pratiche paline luminose, molto utili le audio-guide.
Nella giornata di visita, era un mercoledì,  il pubblico era molto ma ci si muoveva molto bene, ma nei fine settimana è più affollato.