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Visualizzazione post con etichetta #Hepburn. Mostra tutti i post
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02/06/20

Short Story, Elmgreen & Dragset da König

Foto di  Roman Maerz


La galleria König ospita dal 16 maggio, le opere di Elmgreen & Dragset che presentano tre nuove sculture figurative in un ambiente coinvolgente che trasforma l'aspetto visivo della navata di Sant'Agnese.


Short Story  si apre con una partita tra due ragazzi. Entrando nella sala della galleria, il visitatore incontra un campo da tennis di dimensioni quasi normali ma leggermente elevato. Una rete nel mezzo separa i due giocatori e crea una sorta di dittico orizzontale. Le linee bianche, che sono dipinte sulla superficie del pavimento marrone-arancio, non solo indicano le regole dello sport stabilite, ma richiamano anche visivamente i principi della griglia della modernità e le indicazioni stradali che regolano i nostri modelli di comportamento nello spazio pubblico. Le sculture figurative in bronzo dei ragazzi dipinte di bianco sono poste in diagonale alle estremità opposte del campo - piccole e isolate l'una dall'altra sulla grande superficie. I loro corpi e sguardi sono allontanati l'uno dall'altro, il dialogo e il gioco tra loro si sono fermati. Invece di gioia, il gioco sembra aver creato un disagio, sia per il "vincitore" che per il "perdente". La scena è un'immagine fissa che cattura il momento carico dopo una sconfitta, in cui il pubblico come spettatore continua a girare la storia. È stato un gioco giusto? C'è mai un gioco leale?


Foto di  Roman Maerz


La terza figura in un angolo al di fuori del campo da tennis è quella di un uomo anziano che è mezzo addormentato sulla sedia a rotelle. Con le palpebre socchiuse, il suo mondo interiore sembra sovrapporsi al suo mondo esterno mentre si ritira lentamente dalla realtà che lo circonda. Sembra quasi che la partita di tennis tra i due ragazzi sia solo una visione nella sua testa - un lontano ricordo che riappare in un sogno. Lo scenario di Elmgreen & Dragsets Short Story con le sue narrazioni brusche, l'apparente decadimento del tempo e le realtà in collisione invita a pensare ad argomenti come l'individualismo e la competizione, ma offre anche la possibilità di molte altre letture.


Ricordo che è meglio contattare la galleria per la visita.

28/05/20

Robert Gober online su Matthew Marks gallery



La galleria Matthew Marks prosegue la sua programmazione on line con la mostra "Robert Gober: Sculpture, Photographs and Works on Paper 1976–2019".

Si tratta del primo evento espositivo sul sito della galleria MatthewMarks.com




CS

Dagli anni '70 Robert Gober esplora la sessualità, la politica, la religione e la natura nei suoi lavori meticolosamente fatti a mano. All'inizio della sua carriera, il New York Times ha descritto le sue sculture come "forme minime con il massimo contenuto". 

Nell'arte di Gober anche l'oggetto più apparentemente banale - una scarpa, una poltrona, un sacco di lettiera per gatti - contiene molteplici significati e implicazioni. Il fondamento della sua pratica è l'atto fisico del fare, che per Gober può comportare l'apprendimento di una nuova arte, l'approvvigionamento di materiali e conoscenze e la resistenza a lunghi periodi di prove ed errori. Mentre il suo lavoro affronta temi universali di perdita, desiderio e accettazione, le sue esperienze personali entrano profondamente nella sua arte, caricando ogni opera con un forte senso di intimità.

Questa esposizione sull'operato di Gober include venti sculture, fotografie, disegni e stampe realizzati negli ultimi quattro decenni, da una fotografia del 1976 a un disegno recente, e si concentra su alcuni dei motivi e delle immagini più iconici dell'artista, tra cui giornali, cibo, alberi e il corpo umano.


26/05/20

Gagosian online



Il sito della galleria Gagosian, ha implementato molto la sezione informativa «Gagosian Quarterly» in particolare l'area «Artist Spotlight», che ogni mercoledì indaga, con diverso materiale, un'artista della galleria.

10/07/15

Audrey Hepburn - La dolcezza dello sguardo



Icone di dolcezza e bellezza Audrey Hepburn continua da affascinare il folto pubblico internazionale.
Ora alla National Portrait di Londra è in corso una stupenda mostra con alcuni degli scatti che hanno reso celebre questa famosa attrice, una favolosa carrellata fra glamour ed impegno sociale. 


Breve storia dell'attrice da Wikipedia 
Audrey Hepburn (nata Audrey Kathleen Ruston; Bruxelles, 4 maggio 1929 – Tolochenaz, 20 gennaio 1993) è stata un'attrice britannica. Cresciuta fra Belgio, Regno Unito e Paesi Bassi, dove visse sotto il regime nazista, durante la seconda guerra mondiale studiò danza per poi approdare al teatro e infine al cinema.
Nel corso della sua carriera lavorò con Billy Wilder, George Cukor e Blake Edwards, oltre che con attori del calibro di Gregory Peck, Humphrey Bogart, Gary Cooper, Cary Grant, Rex Harrison, William Holden e Peter O'Toole e divenne famosa grazie a ruoli come quello di Gigi in uno spettacolo teatrale tratto dall'omonimo romanzo della scrittrice francese Colette (1951), interpretazione che le valse il Theatre World Award per i debutti teatrali, della Principessa Anna in Vacanze romane (1953), interpretazione che le valse l'Oscar come migliore attrice, di Holly Golightly in Colazione da Tiffany (1961) e di Eliza Doolittle nel film musicale My Fair Lady (1964). Altri importanti film cui prese parte sono Sabrina (1954), Sciarada (1963) e Come rubare un milione di dollari e vivere felici (1966).

Negli anni settanta e ottanta apparve sempre più raramente sul grande schermo, preferendo dedicarsi alla famiglia. Nel 1988 fu nominata ambasciatrice ufficiale dell'UNICEF e, da quel momento fino alla sua morte, si dedicò assiduamente al lavoro umanitario, in riconoscimento del quale ricevette nel 1992 la Medaglia presidenziale della libertà (Presidential Medal of Freedom)[1] e nel 1993 il Premio umanitario Jean Hersholt (Jean Hersholt Humanitarian Award).
Vincitrice di un Oscar, di tre Golden Globe, di un Emmy, di un Grammy Award, di quattro BAFTA, di due premi Tony e di tre David di Donatello, la Hepburn fu una delle figure di spicco del cinema statunitense degli anni cinquanta e sessanta.

L'American Film Institute ha inserito la Hepburn al terzo posto tra le più grandi star della storia del cinema.[2] e ha una sua stella sullo Hollywood Walk of Fame, al 1652 di Vine Street.


English
This fascinating photographic exhibition will illustrate the life of actress and fashion icon Audrey Hepburn (1929-1993). From her early years as a chorus girl in London’s West End through to her philanthropic work in later life, Portraits of an Icon will celebrate one of the world’s most photographed and recognisable stars.
A selection of more than seventy images will define Hepburn’s iconography, including classic and rarely seen prints from leading twentieth-century photographers such as Richard Avedon, Cecil Beaton, Terry O’Neill, Norman Parkinson and Irving Penn. Alongside these, an array of vintage magazine covers, film stills, and extraordinary archival material will complete her captivating story.

Supported by Midge and Simon Palley
With support from the Bernard Lee Schwartz Foundation and the Audrey Hepburn Exhibition Supporters Group Organised with support from the Audrey Hepburn Estate / Luca Dotti & Sean Hepburn Ferrer



#Hepburn